Game 47; Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 121-110

 
Shout è una song, marchio di fabbrica dei Tears For Fears, gruppo inglese pop rock anni ‘80/’90.
Anche se non è metal e non ha rime taglienti come qualche rapper attuale, la canzone è sicuramente dinamitarda.
Il testo può essere frainteso o avere molte interpretazioni, probabilmente è così complessa che ha multisfaccettature plurime da accompagnarci alla quarta dimensione.
Ci viene in soccorso però Chris Hughes, uno dei due frontman (con Roland Orzabal) del gruppo dicendo che la canzone:
“Riguarda la protesta in quanto incoraggia le persone a non fare cose senza metterle in discussione.
La gente agisce senza pensare perché è così che vanno le cose nella società, quindi è una canzone generale, sul modo in cui il pubblico accetta qualsiasi vecchia sofferenza che gli è inflitta.”
Ovviamente, in un’era (silenziosamente) violenta (per riprendere il testo della canzone) con le dovute proporzioni, la fan base di Charlotte si è fatta sentire per quanto riguarda la cessione del beniamino Walker.
Forse Kemba non rimarrà in eterno a Charlotte, l’amore è un agente così chimicamente instabile che se una delle due parti decide di recedere, la lunga luna di miele sarà inesorabilmente costretta a interrompersi.
Sta di fatto che il dissentire del pubblico ha costretto Jordan all’uscita, forse per calmare le acque, forse per alzare il tiro su un eventuale scambio con altri team.
Non si può sempre essere il team da predare.
A proposito di predare, i Falchi, “Nemici” naturali dei Calabroni in natura e anche geograficamente (vista la relativa vicinanza e appartenenza alla Division), volavano verso il Nest degli imenotteri del North Carolina per tentare di ghermire la vittoria.
Un match tra due squadre in difficoltà che serviva alle squadre almeno a regalare loro un momento di gioia in caso di vittoria.
A esultare alla fine saranno gli Hornets guidati da Kemba e aiutati da Howard, nonostante i sorci verdi visti sino nel finale con gli Hawks a chiudere una prestazione diminuendo le percentuali da tre (fino a un certo punto del match 13/17) rimaste comunque sul 50% (15/30)…
Il raffreddamento ha consentito a Charlotte di portar a casa la vittoria.
I punti per Bazemore alla fine saranno 26, 21 quelli di Prince per Atlanta.

Howard con la divisa nera utilizzata per la prima volta dagli Hornets.

Le formazioni:
 
Prima palla a due a favore degli Hawks che tuttavia si facevano sorprendere; MKG soffiava la sfera a Bazemore e volando con le nuove ali iridescenti appoggiava al plexiglass sopra Prince che undici secondi più tardi comunque trovava il pari a mezzo lunetta sbloccando lo zero da ambo le parti. Hornets che beneficiavano dell’energia di MKG bravo ad andare a prendersi un FT line e a realizzarlo.
Bazemore in entrata andava a contatto proprio con Kidd-Gilchrist ottenendo la giocata sorpasso da tre punti, ma proprio MKG ribaltava nuovamente la situazione con altri due punti.
MKG 6, Hawks 5…
Williams decideva di dare una mano all’unico realizzatore degli Hornets scappando al difensore sul primo passo, raggiunto il cuore dell’area lasciava partire il teardrop vincente per l’8-5.
Schröder dalla destra si spostava lateralmente e velocemente battendo Williams sullo spazio e la difesa degli Hornets con il tiro.
La gara continuava a esser piacevole per regolarità realizzativa, tanto che a 9:45 Walker infilando il tre punti faceva superare agli Hornets la singola cifra alla quale si avvicinava anche Atlanta con Prince.
Un paio di tiri sfortunati di Walker a rimbalzare più volte sul ferro non facevano perder l’inerzia a Charlotte che vedeva in Howard l’uomo giusto per attaccare il ferro; spin rapido su Plumlee dalla parte della linea di fondo, recupero con intervento falloso dell’ex Hornet e due FT liberi realizzati. 13-9 che diventava 13 pari quando Kemba perdeva palla regalando a Ilyasova il coast to coast.
MKG in jumper faceva ripartire Charlotte, Marvin sparava da casa sua e Batum con una flash dunk da fast break chiudeva il parziale veloce di 7-0 pro Hornets.
Schröder segnava, un Prince aggressivo portava punti prima che Howard andasse facile a stoppare il tedesco di colore proveniente dalla linea di fondo destra.
Kemba freddava Dedmon con lo step back dal palleggio ma Belinelli e Prince segnavano.
Quando l’italiano infilava la tripla a 1:11, Atlanta tornava sul -2 (27-25).
Il quarto, per quanto riguarda i FT dal campo lo chiudeva O’Bryant con la bomba da sinistra per il 30-25 mentre Prince ai liberi segnandone uno faceva 30-26.
 
Si passava al secondo quarto con Collins ad accorciare da tre dall’angolo sinistro.
Lamb a 11:09 faceva 2/2, Dorsey agganciava Charlotte con la tripla ma Kaminsky a 10:42 riceveva sul lato destro per la tripla immediata.
Hornets comunque raggiunti sul 35 pari dall’escalation di triple Hawks che con Muscala pareggiavano e passavano anche avanti a 9:17 (seconda di fila).
A 9:00 minuti O’Bryant chiudeva di forza in entrata dopo aver passato Muscala e subito il fallo.
Gli Hornets rispondevano e per sbloccare gli Hornets dalla parità MCW segnava quattro punti consecutivi, intervallati solo da un libero di Muscala, il totale faceva 42-39.
Lamb, non brillantissimo sino al momento, saliva per un jumper dalla media, si appoggiava sulla sua schiena Bazemore ma il tiro finiva dentro come il libero addizionale del +6 a 6:45 dall’intervallo.
Si entrava in una fase noiosa del match, dove i pochi canestri erano superati dai tanti liberi delle squadre in bonus, si arrivava a 3:41 per trovare un’azione da tre punti che vedeva protagonista MKG a rimbalzo e uomo assist che trovando Walker fuori dava la possibilità al compagno di sparare tre punti per il 53-47.
A 2:43 ancora MKG nei panni dell’uomo assist dava dentro per l’alley-oop di Howard che in volo però sembrava aver mani ricoperte da sapone, la palla gli sfuggiva impennandosi ma ricadeva incredibilmente al centro della retina.
Ancora liberi compresi i due finali che a poco più di otto secondi dalla fine (Kemba) davano a Charlotte il +9 (61-52) all’intervallo.

Ilyasova in entrata contro le ali iridescenti Williams e MKG.

 
La ripresa era aperta da Kemba con due punti a 11:42 ma Atlanta rispondeva con tre punti di Prince dal corner destro e una schiacciata di Plumlee in transizione dopo una brutta palla persa da Walker.
Batum appoggiava al vetro, Plumlee spazzava ma ovviamente in goaltending.
A 10:25 Prince faceva secco Batum con una tripla frontale; il francese accusava il colpo in maniera benefica e rispondeva immediatamente (10:12) alla stessa maniera per il 68-60 ripetendosi a 9:33 quando non trovando Kemba, marcato da Ilyasova in maniera opprimente, decideva per la soluzione personale.
Batum riceveva dal ferro anche un aiuto per l’ottavo punto consecutivo (73-60).
Entrata con alzata per Bazemore a 8:35 che chiudeva con la giocata da tre punti, entrata con goaltending (ancora di Plumlee) per MKG più FT a 8:21 per ripristinare il +13. Atlanta micidiale da fuori con un complessivo 12/16 che riportava sul -7 (79-72) i rossi.
Il rientro di Atlanta però non si stoppava lì…
Dai noiosi liberi si passava al gioco da fuori; Bazemore apriva il fuoco, Marvin rispondeva ma ancora il pistolero di Atlanta aveva la canna fumante infilando due triple.
Bazemore continuava lo show personale appoggiando al vetro oltre Howard al quale erano fischiati due schermi illegali in attacco.
Innervositosi prendeva anche un tecnico infilato dall’ex Belinelli.
79-75, trampolino per il -1 infilato ancora di Bazemore di tripla dalla diagonale sinistra nonostante Kaminsky e MKG fossero vicini, ma non abbastanza.
79-78, azioni a vuoto, partita nervosa con Batum a spingere Bazemore in attacco.
Fallo netto anche se lo sguardo torvo del francese cercava di far cambiare idea all’arbitro.
A 4:07 però il fallo fischiato contro Kaminsky sul blocco sembrava far propendere gli arbitri per i toni della persecuzione.
Il pubblico fischiava vedendo la partita in bilico.
MKG attaccava e segnava restituendo ossigeno ma Lamb commettendo fallo su Prince regalava il pareggio a gioco fermo al rasta di Atlanta.
Uno scoop di Kemba dopo alcune occasioni confuse più una flipperata da tre dello stesso capitano, il quale vedeva infilarsi il suo tiro dal rimbalzo più improbabile, servivano a Charlotte per staccarsi un po’ dalla pressione ospite (86-81). Collins riportava a -3 la squadra di Budenhozer ma Lamb segnava dalla diagonale sinistra e ricevendo l’intervento irregolare dello stesso Collins faceva il bis con la doppietta ai liberi (90-83).
Atlanta si raffreddava andando a fallire il quinto tentativo di seguito, questa volta con Delaney, ma a far ripartire i 3 FG Made era il più inaspettato; Collins, che dal corner sinistro faceva centro.
90-86 il punteggio prima d’arrivare all’ultimo quarto…

MCW tenta di resistere in difesa.

 
La quarta frazione era aperta da due pt. di Muscala.
Collins si dimostrava attivo andando a recuperare il rimbalzo offensivo e a segnare sull’errore del Beli.
A 10:28 gli Hornets commettevano il terzo fallo di squadra con Lamb…
Un paio di air-ball per Atlanta non facevano desistere dal progetto esterno i Falchi; tripla di Bazemore (9:31) bravo a portare la drive e a riposizionarsi nel corner sinistro ad aspettare il giro di passaggi che lo trovava con spazio giacché Howard era costretto all’uscita dal pitturato… Bazemore in infilata a 9:01 realizzava due punti subendo fallo.
Fortunatamente peccando di precisione al tiro faceva rimanere gli Hawks sul +5.
Entrava Kemba ma segnava Lamb che contro due difensori si trovava mani addosso e sulla palla, quasi arrestato in aria si serviva del colpo di reni in ricaduta per resistere e infilare da pochi passi.
Buono anche il libero del -2 ma Bazemore faceva 93-97.
L’esterno degli Hawks era letale; altro fast break con pass per la Muscala dunk; nuovamente Hawks a +5 (94-99).
Per rimontare Charlotte si affidava all’iniziativa di Howard che come un ballerino di una quintalata riusciva a imitare il logo NBA sulla baseline, passaggio oltre Muscala e il ferro con appoggio in reverse…
Dwight poi inchiodava al vetro la palla rilasciata da Ilyasova in entrata andando dall’altra parte a prendersi il fallo.
Due liberi per il 99-101.
Kaminsky da tre mancava il sorpasso commettendo in compenso fallo su Bazemore.
2/2 a 5:13, +4 Atlanta.
Batum andava a prendersi un rischioso catch n’shoot da tre punti sulla top of the key su un incrocio pericoloso.
L’idea finiva per avere successo, così Charlotte si riaffacciava sul 102-103…
Howard cancellava anche Prince con la paletta anti-mosche e si faceva largo su di lui nel pitturato per schiacciare dopo aver ricevuto dentro da Kemba.
Vantaggio Hornets a 4:32 dalla fine che resisteva poco. Prince si vendicava inserendosi sul pass tra Batum e Walker, facile contropiede per due punti sorpasso…
Kemba segnava ma una spinta di Dwight, appena dietro all’azione portata da Kemba serviva agli arbitri a fischiare due FT contro Charlotte.
A 3:49 accadeva quindi d’assistere al sorpasso Hornets e al controsorpasso Hawks.
Sfondamento di Prince su Kemba e bomba del capitano a 3:15, tutto in 8 secondi per il +2…
Poca garanzia però se sempre Walker andava a intercettare il corpo di Muscala nel corner destro.
Fallo sul tiro, tre su tre per il buonissimo tiratore a gioco fermo e georgiani sul +1 (109-110).
Si fermava però a 2:59 l’attacco ospite…
Charlotte tornava avanti a 2:43 con uno step back dal mid-range di centro destra, opera di Kemba, Prince era impreciso al tiro, Kemba no a 2:11; bombarda deflagrante per il 114-110, Bazemore tentava l’assalto in entrata ma Howard diceva di no salendo tra le più alte sfere celesti, così sull’altro lato del parquet Batum in avvicinamento, cedendo MKG che swingava a canestro in salto faceva felici i tifosi degli Hornets portando a un passo dalla vittoria Charlotte.
116-110°
1:24… partita chiusa da Marvin che invece di ricevere e provare il solito tiro immediato si spostava per riadattarsi all’uscita di Bazemore senza però perdere efficacia; tre punti a 1:03 e partita chiusa poi rifinita nel punteggio da Howard con il 121-110 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
29 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. 10/22 dal campo. Spreca meno della scorsa gara e da fuori è letale con un 5/10. Unico difetto i 4 turnover, due dei quali aprono a 4 facilissimi punti ospiti ma nel finale segna diversi canestri importanti, compresa la tripla che apre il burrone tra Hawks e Hornets.
 
Batum: 7
19 pt., 4 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Chiude con 6/10 dal campo e 8 pt. consecutivi per Charlotte. Pungolato da Prince gioca una buona partita anche in fase di assistman. Rischia ma infila, aggiustandosi in salto, l’importante tripla del -1 nel finale. Speriamo non sia episodica ma continui così.
 
Kidd-Gilchrist: 7,5
19 pt., 5 rimbalzi, 2 rubate, 2 assist. Si fa stoppare tre volte ma finisce con 8/14 dal campo. Mette i tre liberi a disposizione e gioca una buona gara finendo con un +22 sul +/-. Partita interpretata nel migliore dei modi sin dall’inizio con energia.
 
M. Williams: 7
11 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 4/6 totale, 3/5 da fuori. Momento magico per i polpastrelli di Marvin che come Re Mida fa diventar oro i palloni che transitano da lui. In 24 minuti gioca una buona gara.
 
Howard: 8
18 pt., 15 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 7 stoppate. Commette 4 turnover, inizia un po’ in sordina ma poi si riprende alla grande. 4/7 dal campo e 10/14 ai liberi, per lui tanta roba. Tranquillo a gioco fermo, impetuoso nei movimenti, nervoso quando gli arbitri gli fischiano contro due blocchi illegali. Clifford lo richiama in panca e nel finale è sontuoso tra canestri e stoppate. Scudo stellare arriva a collezionarne 7… Presenza.
 
Lamb: 5,5
12 pt., 1 rimbalzo, 2 assist. Spesso fuori misura sui tiri da lontano come quello sul finale di primo quarto. Chiude con un 3/11 dal campo non fantastico ma mette alcuni canestri difficili che non bastano però per regalargli la sufficienza. -4 il plus/minus.
 
Kaminsky: 5
3 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Fa peggio di Lamb al tiro con un 1/8. Serataccia. Da fuori scheggia i ferri e anche in difesa è in difficoltà. Clifford lo tiene in campo nell’ultimo quarto di più per far riposare Marvin inserendo prematuramente Howard a dargli una mano. Se lui e Lamb non girano la quadra con poca altra panchina va in difficoltà.
 
Carter-Williams: 6
4 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Di tutto un po’. Il piccolo factotum chiude con un -13 ma è interessato dalla prestazione scarna della panchina. Per una volta non possiamo gettargli la croce addosso. 2/5 dal campo in 16 minuti.
 
Graham: 5,5
0 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. Spende tre falli in 11 minuti, uno io non l’ho visto, gli arbitri sì, comunque non è in seratona. Un paio d’errori al tiro. Prova a esser il solito mastino.
 
O’Bryant: 6
6 pt.. 2/3 al tiro in 10 minuti con una tripla. Se in attacco segna, la tenuta difensiva è pari a quella di una vecchia Diana, si ribalta anche da solo… Con scarso atletismo verticale si arrangia commettendo due falli. Buona l’azione composta da velocità e forza contro il suo pari Muscala per la giocata da tre punti.
 
Coach Clifford: 6
Di stima per la persona. La squadra fa una fatica dannata dalla scorsa annata. Se non ci fossero Kemba e Howard questa squadra dal gioco troppo semplice sarebbe ultima per distacco. Hawks che sparano 13/17 da fuori fino a un certo punto…

Le giocate di Howard in partita.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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