Game 49: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 98-115

 
 
GrigiHornets
 
Siamo formati dai nostri pensieri; noi diventiamo quello che pensiamo. Così qualche secolo fa si pronunciava Buddha Siddhārtha Gautama.
In parte è vero, poi servono anche le azioni per tramutare il pensiero in realtà.
Così io continuo a credere che più che un problema fisico o tecnico a Charlotte manchino le motivazioni, almeno, per un buon 50% delle colpe di queste sconfitte.
A cosa pensino gli Hornets a questo punto non lo so.
Quinta sconfitta di fila. Partita durata realmente 24 minuti, difesa che dopo il primo quarto nel finale del secondo è sembrata quasi inesistente, causa interpreti ma anche per “colpa” di un certo casino disorganizzato, aldilà dei cinque falli fischiati contro MKG, aldilà di una serata storta per qualcuno, non mi è piaciuta l’interpretazione del match.
Le due squadre hanno finito incredibilmente per tirare e segnare lo stesso numero di canestri da tre punti (11/31) ma Charlotte esagera certamente con quest’ opzione, accontentandosi a volte di prender tiri che per come partono si capiscono subito difficilmente avranno fortuna.
Gli Hornets poi hanno catturato 42 rimbalzi contro i 51 di Portland…
Nell’ex Rose Garden la viola di Charlotte si tinge di grigiore, la materia grigia degli Hornets sembra influenzare giocate e voglia… Lillard ha finito con 27 punti, Crabbe con 21 e McCollum con 18entra sul podio degli avversari.
Da noi 22 di Walker, 18 di Batum e 10 a testa per Kaminsky e M. Williams.

Nicolas Batum all’ex Rose Garden he è stata casa sua, finisce con 18 punti ma Charlotte perde la quinta di seguito in un orrendo gennaio da 4 vittorie e 11 sconfitte…
2017 NBAE (Photo by Cameron Browne/NBAE via Getty Images)

 
Clifford in Oregon si presentava senza l’energia di Zeller, con i compagni, ma in abiti civili.
La formazione era sempre quella: Walker, Batum. Kidd-Gilchrist, M. Williams e Hibbert.
Portland schierava ; Lillard, McCollum, Turner, Vonleh e M. Plumlee.
 
Hibbert portava la palla nella nostra metà campo, Walker nell’altra ma sulla pressione degli uomini di Stotts la palla usciva immediatamente in rimessa laterale a favore di Charlotte.
Dopo un errore a testa, MKG lanciato in entrata metteva dentro cadendo fuori dal campo, Walker con un pullup dall’altezza della linea del tiro libero a 10:50 faceva 4-0.
Le squadre rimanevano a secco per un minuto e cinquanta secondi, a interrompere il digiuno ci pensava Lillard con una tripla frontale che unita a quella di McCollum a 8:15 ribaltavano il risultato sul 4-6.
Hibbert, che dopo il 4:00 aveva già stoppato Vonleh, ci riprovava sullo stesso ma questa volta la palla impennandosi premiava l’ex Charlotte portando Portland a doppiare gli Hornets.
Charlotte costruiva una buona azione passandosi palla velocemente; l’assist finale era un lungolinea di Batum per Hibbert che dalla media sulla sinistra trovava il cotone interno della retina a 7:25.
Dieci secondi più tardi purtroppo McCollum colpiva ancora da dietro l’arco e issava Portland sul 6-11, Charlotte reagiva e ripagava con la stessa moneta a 6:57 quando Marvin esplodeva la tripla del riavvicinamento.
Batum dalla diagonale sinistra scoccava un’altra freccia da tre punti e Charlotte si riportava sopra di uno (12-11).
Lillard tentava di riportare sopra i suoi ma nel tentativo di reverse layup si vedeva stoppare da un attento Hibbert.
Il numero 0 avversario segnava comunque successivamente in fade-away prima che un Hibbert dall’ottimo inizio stoppasse ancora Vonleh consentendo a un jumper dalla sinistra di Batum di elevarsi sulla testa di Lillard e finir dentro la retina per il controsorpasso (14-13).
A 4:18 Plumlee dalla lunetta svirgolava due liberi mancando l’ennesimo controsorpasso che avveniva tuttavia sempre a gioco fermo grazie alla firma di Crabbe a 3:49.
Kaminsky da tre continuava a non prendere e Lillard con un runner metteva dentro il 14-17…
A 2:40 Kemba a tutta velocità si buttava dentro per andare a depositare sulla sinistra del ferro eludendo la possibile stoppata di Leonard e Belinelli andava a prendersi un tiro in corsa dalla media diagonale destra; silhouette jordaniana a gambe aperte e 18-17, uno dei pochi lampi di Marco oggi.
A 1:47 Lillard metteva dentro toccato dal fianco destro di Hawes completamente fuori dal suo cilindro nel tentativo di stoppata. Gioco da tre punti e +2 per i “Tracciatori di Sentieri” che a cavallo tra il primo quarto e l’inizio del secondo cercavano di costruirsi una via per la fuga nonostante che sul tramonto del primo quarto Batum colpisse da tre punti.
L’ultima parola del primo quarto l’aveva Harkless che correggeva da sotto e rimandava a +5 i bianchi di casa (23-28).
 
L’inizio del secondo era più drammatico del finale del primo periodo; la panchina in campo degli Hornets sembrava l’allegra brigata Brancaleone alla conquista di non si sa che…
Crabbe era toccato da Belinelli 15 secondi dopo il via e mettendo dentro tiro e libero aggiuntivo mandava gli Hornets sul -8. Calabroni che scivolavano in fretta sul -11 con una tripla di Crabbe dall’angolo sinistro e sul -13 dopo un’altra tripla, questa volta per opera di Crabbe.
Sul 24-37 Clifford chiedeva un time-out.
Ci volevano due FT di Sessions per sbloccar l’attacco degli Hornets, i quali a 9:37 si rimettevano in moto ma solamente 13 secondi più tardi, MKG uscendo da un blocco dalla destra toccava Crabbe (cambio marcatura ma identico risultato) sul fianco mentre l’avversario in elevazione si apprestava a scoccare il tiro.
Tre tiri liberi a segno e Hornets sul -14.
A 9:49 la mano sinistra del Beli proponeva l’assist saltato per la dunk di Hawes a 9:49, Spencer però faticava parecchio e si rivedeva al tiro da tre… storto e corto la palla non entrava, McCollum invece al vetro la metteva dentro facendo tornar i padroni di casa al massimo vantaggio.
Dai bordi dell’area destra però a 7:39 si elevava Williams che con il suo tiro a una mano faceva carambolar la biglia come in un flipper all’interno dei bordi del ferro mentre Leonard lo toccava. Giocata da tre punti e Hornets sul 31-42.
Un jumper di McCollum su Hawes era pane per i denti di Stotts, altri due errori ravvicinati di Hawes facevan disperar Clifford, il quale vedeva finir giù e restarci MKG su un’entrata di Aminu, proteste da ambo le parti, Portland non segnava mentre Charlotte in transizione in 4 contro 5 la metteva dentro con Hawes.
A 6:22 Portland subiva anche un tecnico che Walker realizzava, così Charlotte recuperava qualche punticino tornando a -10 (34-44).
A 5:41 Williams batteva Plumlee distante dal canestro chiudendo con una tomahawk jam imperiale per il 36-44.
Turner dal centro del pitturato tirava sopra Kaminsky ottenendo due punti prima che Batum, capendo le intenzioni di Lillard di contrastarlo su un eventuale tiro da tre e utilizzando un blocco di Marvin dall’angolo giusto tirava assorbendo il contatto.
Batum chiudeva dalla linea con un 2/3 portandosi a 10 punti e mandando Charlotte sul 38-46.
A 4:07 il francese in uno contro uno estraeva dal cilindro anche il fade-away vellutato raggiungendo la dozzina di punti.
Purtroppo a 3:37 Aminu dalla sinistra infilava una tripla pesante che rimandava a -9 gli imenotteri vanificando in parte gli sforzi della squadra di Clifford.
Con due passaggi orizzontali però la palla attraversava la metà campo offensiva dei Blazers, da destra a sinistra da dove fuori l’arco Walker aspettava la sfera per guadagnar tre punti.
Crabbe e il suo 2/2 interrompevano solamente il momento positivo di Kemba, il quale a 2:50 dalla diagonale destra segnava altri tre punti.
Frank da sotto ne aggiungeva due e gli Hornets accorciavano sul -3 (48-51).
Portland in attacco faceva girar palla, sul perimetro la difesa latitava, Crabbe aveva metri e metri di spazio per sparar la tripla con Belinelli assente ingiustificato… 48-54 che diveniva 50-56 prima della seconda luce rossa per effetto di un rim/glass su tiro di Walker e due di Lillard.
Charlotte recuperava quindi 8 punti dal massimo vantaggio Trail Blazers e andava negli spogliatoi tenendo in piedi ancora la partita.

Marvin Williams, nel paese dei ciechi chi ha un occhio solo è re. Uno di quelli che ci ha provato, nonostante tutto…
2017 NBAE (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

 
La partita però sembrava non esserci nel terzo quarto; Portland iniziava con un gancio di Plumlee a 11:39, proseguiva con un giro e tiro di Turner dalla linea di fondo sinistra…
Charlotte incassava quattro punti e tornando sul -10 (50-60) forse perdeva anche quella residua fiducia rimasta.
Kemba passando dietro un blocco di Hibbert andava a metter in sospensione due punti a 9:39 ma una tripla sbagliata di Marvin certificava anche il modo d’attaccar sbagliato di Charlotte che con l’1/7 d’avvio quarto certo non mostrava un buon viatico per recuperare.
A 8:13 un alley-oop per Plumelee era rovinato da Hibbert che con la sua spinta induceva il lungo bianco a schiacciar sul ferro. Buona scelta perché Mason splittando non portava a casa due punti certi.
Plumlee si vendicava con una reverse jam a due mani passando oltre il ferro a 7:42, McCollum con un FT jumper approfittava dei pessimi attacchi di Charlotte per portare a 15 (52-65) il vantaggio dei locali.
Plumlee metteva a referto altri due punti dalla linea della carità mentre Batum sparava l’ultimo fuoco d’artificio infilando una tripla che gli consentiva di mantener la perfezione da fuori l’arco con un 3/3 utile a ridurre lo scarto alla dozzina di punti a 6:11.
Quando Batum mancava un tecnico per proteste (di Turner) a 4:55, la partita poteva anche considerarsi chiusa, a poco serviva il canestro di Belinelli abile a rollare dentro e a chiudere con due punti su una rimessa laterale destra se quattordici secondi dopo anche Vonleh, palesemente in imbarazzo per tutta la serata, metteva dentro una flash dunk per i fotografi approfittando della totale assenza della difesa di Charlotte.
A 1:19 Batum lasciato libero oltre l’arco metteva il suo quarto tentativo su cinque cercando d’arginare la schiuma bianca che si riversava sulla spiaggia di Charlotte rendendo fine la roccia per abrasione.
Sempre Buddha diceva che tra la roccia e il fiume vince quest’ultimo, non per forza ma per perseveranza.
Kemba da tre nel finale realizzava il 68-84 ma Aminu chiudeva in entrata evitando la stoppata di Batum e l’aiuto alle spalle. Punteggio sul 68-86 dopo 36 minuti, gara chiusa…
 
Inutile ammorbarvi con l’ultimo quarto dove spuntava un buon Frank e a metà tempo entrava la panchina remota di Charlotte, Clifford cercava di far partire per Oakland più freschi i suoi titolari, mentre la deframmentazione del gioco era affidata a Lamb e Roberts, i quali infilavano due triple, intervallate da una specie di scoop in salto, un reverse scendendo con il quale Connaughton incantava il Moda Center.
Lo stesso numero 5 metteva dentro da tre ma Roberts dalla sinistra gli rispondeva negli ultimi scampoli del match.
Finiva 98-115 con Charlotte già quasi pronta per imbarcarsi per Oakland.
 
Pagelle
Walker: 6,5
22 pt. (8/18), 3 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. Perde due palloni, uno infilandosi sotto canestro in palleggio con la palla che gli rimane dietro, poi va a recuperare un pallone rientrando in difesa e allungando una mano provvidenzialmente che forse salva un canestro. Le percentuali sono buone ma manca qualche facile canestro da sotto, appoggi che solitamente non fallisce. Essendo il fulcro del team in attacco gli si chiede sempre qualcosa in più.
 
Batum: 6
18 pt. (6/12), 8 rimbalzi, 6 assist. Diciamo che sto cercando di capire questo -13 di plus/minus. Se qualche volta si attacca alle canotte avversarie non vuol dire che la difesa sia a livello dello scorso anno. Mi sembra mancare qualcosa lì, come mi sembra non tenti più le entrate a canestro accontentandosi del tiro. Il 4/6 da tre copre molto del suo score, poi un 2/4 dalla linea e 4 palle perse. Nic è questo, prendere o lasciare, anche se… nei panni di Clifford farei come Cowens fece con Rice, lo convincerei che può anche entrare…
 
Kidd-Gilchrist: 5
5 pt. (1/5), 5 rimbalzi, 2 assist. Finisce la partita con 5 falli, poi non serve più il suo rientro… Il 5 è numero ricorrente in serata e nonostante I suoi sforzi è frustrato dai suoi stessi interventi e dalle sue giocate, compresa un’entrata andando a destra da cui ne ricava un impietoso air-ball da non molto distante da canestro. Le cose non gli riescono…
 
M. Williams: 6
10 pt. (3/9), 5 rimbalzi, 3 stoppate. 3/3 dalla linea, nota stonatissima l’1/7 da oltre l’arco ma Marvin è uno dei pochi a provarci a difendere. Rimbalzi e stoppate, nel terzo quarto vola a strappare un rimbalzo mentre Vonleh da dietro spingendolo lo fa atterrare parallelamente al parquet. Una bella schiacciata. Sufficienza di stima per l’impegno profuso.
 
Hibbert: 6
2 pt. (1/3), 7 rimbalzi, 2 stoppate. Parte alla grande. Due stoppate, difesa, poi rischia di perder una palla ma un compagno lo salva. Gioca solo 12 minuti, bene nel primo periodo, male nel terzo quando prova anche un tiro insensato. Minutaggio troppo limitato comunque in assenza di Zeller.
 
Sessions: 5
6 pt. (0/2), 1 rimbalzo, 2 assist. Gioca 13 minuti e segna 6 liberi. Difficile fermarlo se inizia con il suo palleggio sismico fatto di piccole esitazioni a mettersi in ritmo. Gli avversari se l’avvistano troppo tardi commettono fallo. Se invece ha palla tra le mani o inizia il paleggio è probabile che sotto pressione possa anche incorrere in qualche rubata subita di troppo. E’ il caso del secondo tempo quando perde due palle in serie, una dietro l’altra, che portano a Portland 4 punti in comode transizioni finite con due schiacciate. Difesa che non gli riesce troppo bene.
 
Belinelli: 4,5
6 pt. (3/6), 1 rimbalzo, 1 assist. Mi sembra una delle sue peggior partite difensive. Crabbe segna 21 punti e lui a volte è ingiustificato assente. Compensa con 6 punti, non ci prova mai (chiuso) da tre punti, finisce con un -16 di plus/minus che conferma la mia diagnosi sul vuoto da lui lasciato in difesa.
 
Kaminsky: 5
10 pt. (4/10), 1 rimbalzo, 1 rubata. Segna quando non serve più. L’inizio ultimo quarto è il suo regno. Prima auguri… In 24 minuti cattura solo un rimbalzo e poche volte fa una buona difesa.
 
Hawes: 5
8 pt. (4/9), 4 rimbalzi, 2 assist. Devo sempre distinguere tra attacco e difesa. Hawes come il solito gli capita di recente, in difesa è un dramma. In attacco segna due canestri facili facili. In 16 minuti porta un discreto bottino nelle casse di Charlotte, ma il gruzzoletto non basta in toto a fargli guadagnar la sufficienza.
 
Roberts: 6,5
8 pt. (2/3), 1 rimbalzo, 1 assist. Gioca gli ultimi 6 minuti di “rumenta time”… Li sfrutta al meglio segnando due triple. Chissà che in questo momento di difficoltà lui possa tornare più utile al gioco di Clifford, il tiro da fuori l’ha, l’entrata anche… Speriamo prenda qualche minuto in più rispetto a Sessions.
 
Wood: 6
0 pt. (0/1), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Nel finale entra e ci prova subito dall’angolo sinistro da tre. Niente da fare. A parte questo tiro malconsigliato prende i suoi rimbalzi e mette giù anche una bella stoppata sul piatto da mostrar a Clifford per aver più spazio.
 
Graham: s.v.
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo. Entra, cattura un rimbalzo, poi si eclissa dal vero gioco.
 
Lamb: 5,5
3 pt. (1/4), 2 rimbalzi. 50% da tre. Anche per lui i 6 minuti finali. E’ al rientro e prova il prendi e tira ma gli va bene solo una volta.
 
Coach Clifford: 5
La squadra che fa girar bene la palla sembra presa da frenesia di tirar da tre punti o andar con soluzioni comode ma poco redditizie. Portland è squadra sui nostri livelli con alcune similitudini per ruolo. Perder di 17 è troppo. Il modo con il quale la squadra ha mollato gli ormeggi è preoccupante. Mi riprometto di rivederla in parte, prendendo appunti non sempre si colgono alcuni dettagli, ma anche la difesa su blocchi e coperture è sembrata sbandare troppo in fretta.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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