Game 49; Charlotte Hornets Vs Cleveland Cavaliers 106-97

Jeremy Lin raddoppiato, finirà comunque con 24 punti.

Jeremy Lin raddoppiato, finirà comunque con 24 punti.

Sottotitolo; SprigiHornets
 
Tra le tante maledizioni in giro per il mondo sicuramente tra quelle sportive la franchigia degli Hornets occupa un posto speciale.
Quando qualche anno fa il primo dicembre ruppe quella delle innumerevoli sconfitte con Dallas (in quel di NOLA però) si sperava che altre non attanagliassero la franchigia, invece a Charlotte la bestia nera LeBron James (23 punti stanotte e mai battuto da Charlotte) si presentava in un momento delicatissimo con gli Hornets sotto di due partite rispetto ai Pacers a cercare di rimontare per entrare in zona playoffs.
Anche stasera LeBron, dopo un avvio morbido passato a cercare i compagni, ha provato a imprigionare, a incatenare, a legare Charlotte al destino della maledizione, ma questa volta gli Hornets hanno spezzato l’incantesimo, il vampiro succhia lacune sanguigne degli Hornets questa volta è stato colpito e incenerito dal raggio gamma lanciato d’insieme da tutta la squadra degli Hornets.
Charlotte ha giocato una partita di squadra e ha portato a casa una vittoria importantissima.
Marvin Williams s'incunea nella difesa ospite e segna con un bel sottomano.

Marvin Williams s’incunea nella difesa ospite e segna con un bel sottomano.

 
I Cleveland Cavaliers in formazione tipo schieravano; Irving, Thompson, James, Love e Tristan Thompson, gli Charlotte Hornets recuperavano Batum, Lin e Lamb ma dovevano fare a meno di Kemba fermo per colpa di un ginocchio sinistro dolorante, Clifford allora schierava sul parquet; Lin, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Zeller.
 
Gli ospiti andavano per primi a segno, Irving (26 punti alla fine) girava intorno a un blocco alto del n°13 di Cleveland e segnava in jumper, a 11:32 Marvin agguantava il pari con un’entrata tra il n°13 all’inseguimento e Love fermo sotto canestro, il suo fing and roll valeva il due pari, anche se J.R. Smith con la tripla mostrava le non troppo amichevoli intenzioni degli ospiti e Love dava manforte al compagno segnando in turnaround hook dai bordi dell’area destra in corrispondenza della baseline.
Charlotte si vitaminizzava con una tripla di Williams dal lato destro che riportava a -2 la squadra di Clifford, ma Irving come un micidiale virus s’inseriva dopo un tremendo crossover su Lin e appoggiava un fing and roll vincente, in più Thompson da vicino portava altri due punti ai Cavs che salivano sul +6.
Charlotte tornava a segnare a 8:18 con Zeller che giocava un triangolo corto e andava a segnare con un runner dalla media distanza non semplicissimo.
Love andava ad attaccare il ferro grazie a una buona partenza contro Marvin Williams, Cavaliers sul 7-13 e che in difesa sporcavano i palloni degli Hornets; ormai giunti ai quasi 24 secondi Thompson in salto stoppava si Marvin, ma gli finiva anche addosso seppur leggermente; tre tiri liberi che cadevano come manna dal cielo per la nostra PF che non tradiva tifosi e compagni portando a 10 Charlotte.
Su un’azione di ripartenza Charlotte perdeva palla, James lanciandosi per terra anticipava MKG e lanciava Irving in contro transizione per il +5 ospite.
Lin a 6:55 iniziava a colpire in jumper riaccorciando al possesso lungo unico di distanza, Love falliva un paio di triple e James si accontentava del jumper contro MKG ma il suo tiro non entrava.
Lo stesso Love però si rifaceva in difesa dando due stoppate a MKG e Lin, la seconda portava al contropiede di James che arrivava sino a sotto a depositare senza che Zeller potesse fare nulla per stopparlo. Batum portava due punti nelle casse del reame di Charlotte con un lungo tiro in sospensione dal corner destro a 4:46, Mozgov da sotto sfruttava il lavoro di drive dalla baseline destra e passaggio ravvicinato da parte d’Irving, mentre dall’altra parte la penetrazione e il tiro erano portati da un giocatore solo; MKG, il quale appoggiava alto al vetro con la mano sinistra sullo stesso lato per evitare stoppate facendo ancora tornare a tre lo svantaggio dei bianchi che continuava a oscillare tra i cinque e appunto i tre punti.
Love da tre punti mancava un’altra conclusione e Charlotte se ne andava sulla sinistra in transizione con Batum, cambio lato; Marvin era bravo ad agganciare un pallone alto con la destra mentre era in corsa, poi si coordinava per l’appoggio da giocoliere che valeva il 18-19 a 3:23. Un’entrata di Lin costringeva al fallo i Cavaliers ma Lin sfruttava solo a metà i suoi liberi portando in parità la gara.
Gli Hornets dopo un tiro sbagliato da Shumpert avevano sulla stessa azione occasioni a raffica; MKG falliva la tripla, lo stesso Kidd-Gilchrist dopo il rimbalzo sbagliava da sotto ma non era finita, c’era tempo per l’errore da tre di Lamb e il tap-in volante di Kaminsky a 2:18 che portava per la prima volta in vantaggio gli Hornets sul 21-19.
Mo Williams entrato da poco però non aveva pietà dei suoi ex compagni travestendosi da aiutante del cavaliere nero e pareggiava a 1:57, James in entrata spingeva via MKG e gli ospiti tornavano in vantaggio anche se Lin a 1:04 riagguantava a 23 la formazione in divisa bordeaux.
Nel finale gli Hornets tornavano con il pallone in mano ma un fallo tattico a un secondo senza avere il bonus ci costringeva al lancio sopra il canestro, il piano riuscirebbe se sull’aggancio di Lamb non arrivasse come un falco J.R. Smith a stoppare l’azione e a lasciare in parità le due squadre dopo il primo quarto.
Alcune Honeybees in serata.

Alcune Honeybees in serata.

 
Il secondo quarto era inaugurato da una tripla di Lamb ala quale però rispondeva Jefferson usando la stessa arma, Charlotte però segnava un libero per violazione dei tre secondi ed evidenziava un buon Kaminsky che su una rimessa dal fondo riceveva già in avanzamento e sparava un catch n’shoot che dopo la carambola infinita sul ferro entrava.
A 10:25 Mozgov rispondeva con un jumper dalla media baseline sinistra mentre Roberts usava la sospensione frontale a 10:14 per riaffermare l’allungo dei padroni di casa che venivano però colpiti da una tripla dell’ex Mo Williams a 9:48 che riportava in vantaggio di uno la sua nuova squadra (30-31).
Lamb riportava in vantaggio i Calabroni dopo una tripla fallita da Hawes; la bravura del nostro esterno stava nell’anticipare Love che non faceva tagliafuori e arpionare un rimbalzo portandosi il pallone sotto il braccio destro custodendolo dalla parte più lontana al difensore, risalendo trovava il nuovo vantaggio.
Shumpert invece a 8:42 sprecava la possibilità di far tornare in vantaggio la squadra di Tyronn Lue splittando dalla lunetta. Irving in entrata contro Hawes non aveva troppe difficoltà a far cambiare per l’ennesima volta la squadra al comando ma lo stesso Spencer si rifaceva mostrando i tre ocelli sopra il capo, passaggio dietro la propria schiena (dal bordo sinistro del pitturato) per Lamb che furtivo in back door sull’altro lato riceveva e segnava grazie a un distratto Shumpert.
Chi però combinava guai rimediava; anche Shumpert seguiva la regola e colpiva da tre punti a 7:34, Kaminsky invece decideva di continuare semplicemente la sua buona prestazione offensiva affondando un floater.
Irving e Roberts si rispondevano dalla lunetta con un 2/2, Love proseguiva con la dose di liberi per colpire Charlotte che si stancava e si riportava in situazione di parità a 6:08 con una tripla di P.J..
Non c’era nemmeno il tempo d’esultare che un’apertura lunga per James portava l’ala sotto, precipitosa corsa indietro di qualche Hornets, James comunque potrebbe tranquillamente mettere il layup ma lo falliva più per un errore di concentrazione e precisione che per il rientro affrettato dei giocatori in maglia bianca, i quali portavano la contro transizione affidando a un Hairston che probabilmente si sentiva caldo l’ennesimo tentativo, questa volta P.J. non segnava ma il pallone tornava utile a Kaminsky che a rimbalzo offensivo mostrava il dominio sotto le plance della squadra del North Carolina catturando e convertendo in due punti il rimbalzo a 5:52.
Smith a 3:35 in uno contro uno alzava un pallone che ricadeva nella retina, nessun problema però, poiché a riportare in vantaggio i Calabroni ci pensava un ispirato Frank The Tank; spalle a canestro contro Love si girava mettendo un gancio di buona fattura per il 45-43 nonostante la spinta non fischiata dagli arbitri.
Kaminsky a 4:28 nonostante la marcatura riusciva a mettere altri due sorprendenti punti, i rimbalzi a favore di Charlotte sino a quel momento erano 24-9… a portare però in doppia cifra i rimbalzi per Cleveland ci pensava Thompson che di tap-in mandava il tabellone sul 47-45.
Gli Hornets guadagnavano ancora la lunetta con Lin a 3:14 che quando decideva di puntare il centro spesso gettava scompiglio nelle fila nemiche; il problema consisteva che in questo primo tempo Jeremy non era precisissimo, così splittando estendeva solamente a tre il vantaggio.
Le lunghezze tornavano a ridursi quando James segnava il secondo dei due liberi assegnati dagli arbitri per fallo di Zeller (vana la successiva stoppata di MKG sul tiro della star avversaria) e il gap era annullato da Irving con un micidiale jumper dalla mid range su Lin ottenuto girandosi. Charlotte si perdeva in attacco e Cavaliers forti di una tripla di Love dall’angolo sinistro (assist volante dietro la schiena di James senza guardare), prima si portavano sul 48-53, poi, con i Calabroni a raddoppiare James, uscivano due passaggi rapidi per J.R. Smith, il quale infilava il buzzer beater che mandava le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 49-58 Cleveland.
 
Nel terzo quarto, quando le cose sembravano prendere una brutta piega per gli uomini di Clifford, Batum si svegliava e segnando cinque punti consecutivi consentiva agli Hornets di tornare sul -4, almeno finché a 10:15 James dal pitturato aveva la meglio su Zeller.
A 9:53 Marvin ringraziava in nostro play Jeremy, sull’apertura cambio lato a sinistra Williams esplodeva la tripla in faccia a un James in ritardo in chiusura.
Irving a 9:37 rispondendo da tre sembrava far allontanare i sogni di rimonta di Charlotte che voleva ancora crederci però; per sfatare la maledizione non bastava certo l’1/2 di MKG dalla lunetta (backdoor della nostra ala piccola su passaggio di Batum e tentativo di reverse layup con spinta di Smith), anche perché Irving a 9:05, dopo il crossover con l’arto destro in movimento circolare alzava la palla da sotto il canestro verso destra per appoggiare la palla in maniera artistica dopo il dribbling.
MKG provava a guidare la riscossa di Charlotte prendendosi ancora un tiro, nulla da fare, però sul successivo coast to coast era abile a battere la difesa di Love allargandosi di quel tanto che basta per appoggiare al vetro.
Ancora MKG portava la minaccia alla difesa di Cleveland mente la difesa degli Hornets intensificava la sua attività nei pressi del nido; il tiro della nostra ala non era buono ma Zeller a 8:00 di tap-in segnava il 62-65.
Se Cleveland segnava da due punti a 7:47, Charlotte rispondeva con la tripla aperta di Marvin Williams 22 secondi più tardi (assist Batum). Quando lo stesso Williams intuiva e intercettava un passaggio telefonato per Love, Charlotte ripartiva e Lin tagliava tutta la metà campo difensiva dei Cavs con uno splendido assist teso leggermente in diagonale per Zeller, che a 6:55 faceva esplodere di gioia l’Alveare andando a schiacciare trovando dopo un lungo inseguimento, l’agognato pareggio.
Gioco di prestigio però d’Irving che con un driving layup passava in mezzo a Zeller e al ritorno di Lin trovando quel millesimo di secondo giusto per appoggiare.
Charlotte però inseguiva il sogno e non mollava più la presa; assist schiacciato no look a 5:48 di Batum per l’inserimento di Lin che appoggiava e veniva toccato da dietro sulla spalla e il braccio da Thompson.
Dalla lunetta Jeremy portava avanti i Calabroni che con una transizione da manuale guidata da Lin segnavano con MKG (di fianco a Lin a seguire l’azione) la schiacciata in corsa per il 72-69. Love e LeBron andavano a vuoto in attacco, Lamb tirava giù un rimbalzone, Charlotte tornava in attacco e anche se rischiava di perder palla, serviva Zeller che dalla baseline sinistra scaricava in diagonale per Lin che appostato sulla diagonale destra appena oltre la linea sei tra punti splasshava la retina ribaltandola per il 75-69 che iniziava a lanciare Charlotte verso la vittoria.
Zeller però andava a concludere con un orrendo gancio in attacco e su un contatto con James in difesa concedeva alla stella avversaria un gioco da tre punti.
Lin cercava di dare linfa all’attacco di Charlotte mettendosi in proprio, entrata arresto e spostamento del piede destro (piede perno sinistro) per trovare spazio per il tiro che gli avversari non gli concedevano commettendo fallo.
Due FT procurati e questa volta più concentrato a 3:00 dalla penultima sirena, segnandoli, allungava sul 77-72.
A 2:05 Charlotte con MKG segnava; crossover con finta all’interno contro Varejao, il quale sbilanciato concedeva l’esterno alla nostra brava ala che prendeva il fondo e chiudeva con l’appoggio alla tabella in reverse layup nonostante il brasiliano tentasse di stopparlo tornando alla carica.
J.R. Smith con la tripla da sinistra richiamava Charlotte a maggior attenzione, gli Hornets erano bravi in fase difensiva a raddoppiare Mo Williams, il quale marcato stretto da Lin era portato sulla linea di fondo, lì commetteva passi, Charlotte ringraziava e a :34.8 con Lin colpiva dalla diagonale destra da tre punti anche grazie all’ottimo schermo di Hawes. Questo era l’ultimo canestro della frazione, Charlotte con una grande rimonta (33-17 il parziale di quarto) si portava sull’82-75.
MKG, 11 punti e 13 rimbalzi, sprint per Charlotte.

MKG, 11 punti e 13 rimbalzi, sprint per Charlotte.

 
Varejao inaugurava il quarto con due punti (se segna Varejao ci si deve preoccupare direbbe un mio amico tifoso dei Cavs), Hawes, però a 11:10 era bravo a ricevere nel pitturato e ad aspettare il momento più propizio per girarsi leggermente e battere i difensori in controtempo.
A 10:50 il tiro di Spencer dalla media in uno contro uno era decisamente più azzardato, una frazione di secondi, io chiudevo gli occhi ma il pallone ricadeva ancora dentro la retina.
Hawes diventava protagonista nel bene e nel male; dopi i due canestri recuperava un pallone che Shumpert non controllava bene, in attacco però spingeva via Varejao estendendo il gomito oltre il lecito e si prendeva un tecnico che i Cavs realizzavano.
Roberts a 9:47 andava in lunetta (fallo di Irving), posizione dalla quale è una garanzia, il due su due non smentiva la sua fama di fantastico tiratore di liberi che servivano a portare Charlotte sul +10 (88-78), in difesa invece non riusciva a contenere Irving che faceva il diavolo a quattro sulla baseline destra, finta arresto e tiro con Roberts che si staccava sulla finta e poteva colo rimanere a guardare il pallone che passava sopra la sua testa e s’infilava nella retina.
Hawes però continuava a dispensare buon basket, scambiando con Lamb (gran feeling tra i due) portava quest’ultimo ad avanzare e a schiacciare un pallone che Hawes, nel frattempo raggiunta la linea di fondo passando in mezzo a due avversari, doveva solo appoggiare.
A 9:20 grazie a questo canestro, Charlotte conduceva 90-80.
Shumper sbagliava, Lamb da tre mancava un open, Cleveland tornava in attacco e a 6 secondi dalla fine dell’attacco Lue chiamava time-out mandando in campo dei titolari per chiudere l’azione che si stava facendo stagnante.
Irving a 8:21 recuperava due liberi e nonostante fosse stremato a causa dei continui palleggi e tentativi di penetrazioni, segnava entrambi consentendo il rientro a -8 ai suoi.
Un mancato reverse layup di Lamb (che avrebbe potuto schiacciare) su assist di Hawes (il quale restituiva il favore), era il canto del cigno del primo che esauriva il suo tempo sul parquet tornando a sedersi in panchina, Cleveland con un ½ di LeBron a 7:59 ne approfittava a metà ma veniva punita da Roberts che con un’entrata fortissima contro due avversari arcuava la schiena all’indietro per mettere un runner dal coefficiente di difficoltà alto.
Charlotte sporcava le linee di passaggio, un pallone finiva a Love sotto, forse toccato o disturbato in salto perdeva la maniglia, l’ultimo tocco era il suo e Charlotte tirava un sospiro di sollievo.
MKG, che era stato in difficoltà nel secondo quarto iniziava a tirar giù sfere dal cielo, Irving non segnava e lui catturava il rimbalzo difensivo, in attacco tripla mancata di Batum e altro rimbalzo offensivo, Hawes sembrava far quasi apposta nel mancare la tripla perché la nostra ala si materializzava a mezzo telesrasporto per recuperare anche quella palla a spicchi, oltretutto subendo il fallo di James. Il pubblico si alzava in piedi ed era standing ovation per lui.
Kaminsky dalla diagonale sinistra dava una spallata ai Cavaliers ricordandosi delle belle partite in preseason quando le sue triple nel finale smontavano gli avversari, Smith non segnava, Hawes prendeva il rimbalzo, Smith cercava di contenderglielo ma le sue mani andavano sulle braccia del nostro lungo che si divincolava in maniera brusca e guardava male la SG avversaria e a 5:49 arrivava il time-out con una partita in ebollizione e Cleveland a cercare le istruzioni e la brugola per capire come incastrare un attacco efficace contro Charlotte.
Hawes in attacco sbracciava su James che finiva per terra, la miccia era già innescata, scoppiava la scintilla; da dietro arrivava Smith a spingere il nostro doppio zero, tensione in campo con i compagni a calmare gli avversari.
Dopo un lungo conciliabolo non c’erano tiri da ambo le parti o espulsioni, Smith restava in campo e ci provava da tre punti, ma la sua frustrazione lo colpiva anche nella precisione nel tiro e Charlotte si salvava, anzi, a 4:57 arrivava il comodo jumper di MKG dalla media sinistra (Kaminsky schermo) che sibilava sin dentro il cotone per il 98-83.
Sembrava vinta, ma Cleveland colpita nell’orgoglio e punzecchiata non ci stava; Irving segnava due punti, una transizione di James chiusa in schiacciata non era presa benissimo da Jordan seduto in panchina; infuriato lamentava una spinta di LeBron su Roberts mentre il pallone si trovava ancora in aria (le immagini onestamente non ci aiutano), comunque sia i Cavaliers raggiungevano quota 87 contro i 98 degli Hornets a 3:43 dalla fine.
Zeller perdeva un pallone e Love colpiva da 3 punti a 3:17, James andava dentro a schiacciare con gli Hornets a lamentarsi (oltre a Jordan anche Clifford si univa alle proteste) per uno sfondamento su Zeller (in realtà Cody non aveva i piedi fermi, anche se il contatto di LeBron con il braccio a spingere era evidente), niente da fare, arbitri irremovibili e fischiati; 98-92.
Per fortuna Lin guadagnava due liberi in mischia e le sue realizzazioni a 2:32 consentivano agli Hornets di raggiungere quota 100.
Irving andava corto da tre nel finale con Marvin che scivolava, Lin in area si arrestava e mandava clamorosamente a vuoto la difesa, tiro da vicino e due punti d’oro per Charlotte che poteva anche permettersi di subire la tripla di Smith a 1:51 per il 102-95.
Batum a 1:35 segnava due liberi, un blocco alto su MKG, però consentiva l’entrata a James che non trovava proprio nemmeno il casellante in tutta l’area, schiacciata facilissima solo 6 secondi più tardi…
A 1:05 l’azione di Charlotte si concludeva ai 24 secondi; Jeremy era troppo veloce per Love sulla partenza e nonostante arrivasse l’aiuto sotto canestro di Irving la nostra PG titolare di serata riusciva ad appoggiare sulla destra del vetro quei due punti che chiudevano il discorso.
Sul 24° punto di Lin anche il vecchio Silas sorrideva. Il finale era una festa per Charlotte che finalmente sfatava il tabù LeBron vincendo 106-97.
Statistiche chiave nei rimbalzi con un disarmante 49-28, negli assist; 26-16 e ottima la limitazione dei falli commessi.
Una grande vittoria di squadra per Charlotte che ora può guardare più serenamente al futuro se i suoi interpreti continueranno a recitare così bene la parte.
chacle1 chacle2
 
Pagelle:
 
Lin: 8
24 pt. (7/13), 8 assist, 5 rimbalzi. Peccato per I 5 palloni persi non sempre per colpa sua, a volte I compagni non intuiscono la genialità. E’ tornato titolare ed è rispuntato Linsanity che nel finale tra tiri liberi e soluzioni personali ci regala una vittoria preziosa e di prestigio anche se in difesa non può contenere sempre Irving, ma questo è normale.
 
Batum: 6,5
10 pt. (3/8), 5 assist, 5 rimbalzi, 1 stoppata. Perde 4 palloni e gioca un primo tempo anonimo per chiamarsi Batum. Si sveglia a inizio terzo quarto quando segna 5 punti consecutivi e si appiccica a J.R. Smith che ai 24 secondi deve tirare una tripla da lontanissimo che non colpisce nemmeno il ferro. Alcuni assist sono talmente semplici che gli avversari non li considerano. Lui si e fa bene.
 
Kidd-Gilchrist: 7,5
11 pt. (5/14), 13 rimbalzi. Al tiro fa un po’ fatica ma a rimbalzo spunta fuori come Aldo baglio da sotto la sabbia e se guardiamo le statistiche a rimbalzo e le confrontiamo con P.J., ecco uno dei motivi per i quali la gara pende dalla parte degli Hornets. Fantastico. Standing ovation.
 
M. Williams: 7
16 pt. (5/7), 4 rimbalzi, 1 rubata. In marcatura non dispiace, anche se a volte non può dare una mano, ad esempio su James. Segna con ottime percentuali e questo è ciò che gli si chiede in attacco.
 
Zeller: 6,5
6 pt. (3/7), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Cody non mi convince appieno ma è al rientro, oscilla tra un a sufficienza e qualcosa di più. In una serata così magica premiamolo anche per l’apertura che ha dato a Lin la possibilità di segnare un open 3.
 
Lamb: 6
7 pt. (3/10), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Lamb cattura due mega rimbalzi (uno offensivo e uno difensivo importanti), però sembra aver perso smalto in attacco, quel magic touch irreale grazie al quale a inizio stagione gli entrava quasi tutto. Comunque a parte il reverse layup sbagliato nel finale produce anche per la squadra. Sintonia con Hawes.
 
Kaminsky: 8,5
15 pt. (7/8), 6 rimbalzi, 1 assist. E’ un rookie, ma questa sera dimostra personalità attaccando bene la difesa dei Cavaliers, sembra lui il Lamb d’inizio stagione, piazza una tripla nell’ultimo quarto da spallata quasi decisiva. Grande serata per Frank the Tank.
 
Roberts: 6,5
8 pt. (2/4), 3 assist. Bene in fase di assistenza ai compagni, bene al tiro, in difesa è basso e leggero per contrastare certi avversari che comunque nemmeno per i compagni sono buoni clienti.
 
P.J. Hairston: 6
3 pt. (1/3), 1 assist. Perde un pallone. Sostanzialmente tenta due tiri di seguito da tre punti, segna il primo e il secondo diventa un assist. Gioca poco ma una sufficienza è giusta.
 
Hawes: 7
6 punti (3/5), 4 rimb., 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Perde tre palloni e si fa fischiare contro un tecnico ma in 20:08 su parquet scalda gli animi ma anche i cuori dei tifosi. I due canestri a inizio ultimo quarto e i suoi passaggi sono platino.
 
Coach Clifford: 7,5
La squadra torna quasi al completo anche se le colonne pensate a inizio stagione Kemba e Big Al non ci sono. Come si sopperisce? Semplice, con un gioco di squadra e una difesa sempre aggressiva e attenta. A Charlotte riesce il colpaccio di battere la prima a Est e non è fortuna…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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