Game 5; Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 108-94

Sottotitolo; mascalzhornets

Gli Charlotte Hornets rovinano la festa ai Mavericks, parola che può assumere diversi significati; dal fuorilegge ai vagabondi, individualisti, indipendenti, vitelli senza marchio, ecc.…
La squadra di Clifford sforna un’altra eccellente prestazione con un attacco fuorilegge e inizia ben presto a comandare la partita che sfugge dalle mani dei Mavericks definitivamente nel terzo quarto quando il contatto nel punteggio viene a mancare, le crepe mostrate dai Mavericks anche nel primo tempo si allargano, così Charlotte può gestire tranquillamente nell’ultimo quarto un vantaggio abissale.
Per qualcuno questo risultato forse sarà stato una sorpresa, per me no, credevo in questa vittoria su un campo probante ma sicuramente meno difficile rispetto allo scorso anno, con un Tyson Chandler partito per altri lidi, Al Jefferson (31 punti) ha fatto vedere i sorci verdi a Pachulia durante la serata.

Un irresistibile Al Jefferson sovrasta Pachulia.

Un irresistibile Al Jefferson sovrasta Pachulia.

Coach Clifford affrontava la sfida in maglia viola tentando di violare il parquet texano facendo partire in quintetto; Walker, Batum, P.J Hairston, M. Williams, Jefferson, mentre Rick Carlisle per Dallas ricorreva a; D. Williams, Matthews, Felton, Nowitzki, Pachulia.

Il primo giocatore a inaugurare il tabellino dei marcatori era Big Al Jefferson, anche se Dallas avrebbe avuto la prima palla a disposizione, ma P.J. Hairston rubava un pallone, il resto lo faceva con un giro e tiro in area Big Al a 11:29.
Pachulia però sfuggiva allo stesso Jefferson e andava a schiacciare comodamente mentre dall’altra parte Walker corricchiava in mezzo all’area dei Mavs avanti e indietro con il pallone inseguito con tutta calma dai Mavs, ripuntando il canestro, attirando su di se un paio di giocatori; scarico ravvicinato per Jefferson a sinistra e comodo canestro per il nostro centro.
D. Williams entrava troppo facilmente ad appoggiare e pareggiava, così Clifford decideva di usare subito un time-out per risistemare una difesa un po’ distratta.
Pachulia con un jumper centrale portava Dallas in vantaggio ma Jefferson segnava a 8:56 con i suoi movimenti in post basso sinistro pareggiava immediatamente.
Matthews segnava un libero per fallo di Jefferson riportando i Mavs sul +1 ma un gancio di Batum ci rimandava sopra, lo stesso francese arrivando lanciato da dietro stoppava all’ultimo millesimo di secondo la possibile dunk di Pachulia e conservava il risicato vantaggio che durava fino a 6:56 quando un’entrata con tiro arcobaleno di D. Williams vanificava il braccio proteso verso l’alto di Jefferson per la stoppata.
Pachulia serviva anche un assist con i tempi giusti vedendo il taglio back door di D. Williams che si liberava di Walker e segnava l’8-11.
Da una seconda chance Walker a 5:54 veniva fuori la bomba di Walker che ristabiliva la parità in doppia cifra, seguivano i canestri di Nowitzki su M. Williams e quello di Jefferson che subiva anche fallo, trasformava l’addizionale dalla lunetta e portava sopra i viola di un punto (14-13). Charlotte aumentava il punteggio con un FT di Walker e con un gancio di Big Al dal post basso sinistro ma i padroni di casa rispondevano subito con la tripla frontale di Villanueva.
Hairston a 3:51 si staccava dal difensore con un buon arresto, jumper con spazio e Hornets nuovamente, capaci di raggiungere anche il più tre con un’entrata sulla baseline destra di Zeller che andava oltre il ferro per depositare il reverse layup.
Barea segnava guidando dentro la difesa di Charlotte, dall’altra parte Batum si accontentava del jumper dalla diagonale sinistra per portare a casa i due punti e mentre Powell falliva uno dei due liberi in lunetta, il nostro numero 5 continuava a essere preciso; facile per lui sfruttare un blocco alto e appoggiare con i polpastrelli direttamente alla retina con un’entrata circolare.
Lo stesso Nick rubava un pallone ma Zeller falliva la conclusione in attacco, così Dallas con un jumper di Powell si riportava a -2, tuttavia l’ultimo canestro del quarto era di Lin a :14.5 che realizzava da penetrazione.
Hawes stoppava le velleità di Powell e la prima frazione si chiudeva sul 27-23.

Nel secondo quarto con le panchine in campo si evidenziava subito Lamb che con innaturale facilità mandava a segno il suo primo tiro anche se aiutato da un rimbalzo amico del ferro.
Dall’altra parte Nowitzki metteva dalla baseline uno dei suoi tiri classici a parabolona ma ancora Lamb in entrata alzando la sfera con una manao compiva la seconda magia della sua serata con un soft touch per il 31-25. Le mani veloci di Lin lo aiutavano a rubare un pallone a Barea, lo stesso taiwanese correva in contropiede ad appoggiare dilatando ulteriormente il vantaggio dei ragazzi di Clifford.
Barea da 3 punti a 10:00 riduceva lo scarto a 5 punti (33-28) ma Lin questa volta si faceva vedere come assistman; sul suo raddoppio sotto canestro gli bastava servire con un passaggetto diagonale teso un liberissimo Zeller che si alzava per schiacciare.
Hornets aggressivi in attacco capaci di arrivare alla terza chance con Lamb, il quale correggeva un errore al tiro di Lin per un tap-in che insieme all’entrata rapida di Marvin Williams a 8:28 costringeva il coach dei Mavs a chiamare time-out sul 39-28.
Dopo il time-out Dallas si rifaceva sotto facendo segnare un controparziale di 7-0 che costringeva Clifford a sua volta a bloccare il gioco e a rimandare in campo Walker, Batum e Jefferson.
A 5:26 dall’intervallo un’entrata modello speedy Gonzales di Walker riportava a + 5 gli ospiti (43-38), ma 15 secondi più tardi Matthews si ritrovava la palla in mano e colpiva dal corner sinistro da tre punti, tuttavia il Jefferson show continuava con un tiro sopra Zaza ma Dallas perveniva al pareggio con un tap-in di Powell e due liberi di Pachulia a 3:13.
A 2:40 Felton con un tiro frontale issava i Mavs sopra di due punti (45-47), vantaggio che durava poco perché Marvin dalla diagonale sinistra con una tripla rimandava avanti Charlotte.
Squadre ormai a contatto e controsorpasso dalla lunetta di Nowitzki per un fallo di Kaminsky lontano dalla palla, Charlotte comunque rispondeva con Walker che veniva toccato leggermente da Felton.
Due tiri liberi a segno seguiti a :46.2 da un’entrata decisa con attacco verticale in penetrazione di P.J. Hairston per il 52-49.
Hairston però commetteva un paio di falli che mandavano in lunetta due volte i Mavs, tuttavia nel mezzo dei giri di lunetta dei texani Batum imitava i rivali.
Lin stoppava sulla sirena il tentativo di Matthews da metà campo e le squadre raggiungevano gli spogliatoi sul 54-53 Hornets.

Dopo l’intervallo Hornets subito a bersaglio ma gli arbitri in fase un po’ persecutoria vedevano un fallo di Marvin Williams su Nowitzki.
Il tedesco ringraziava realizzando i due punti del nuovo -1.
Marvin Williams a 11:15 faceva partire un bel jumper dalla diagonale sinistra, media distanza e bersaglio centrato.
Parsons provava il suo primo tiro della partita ed era veramente un buon tiro, Dallas usufruiva di esso per rimanere a contatto ma dall’altra parte si scatenava Jefferson nonostante la marcatura di Pachulia; dalla baseline sinistra si girava andando leggermente dietro la linea del tabellone, ma non c’erano problemi sul suo gancione, palla che accarezzava nuovamente il cotone.
Kemba dava il suo contributo con un arresto e tiro in step back mentre Charlotte tentava di chiudere le maglie in difesa ma lasciava qualche rimbalzo di troppo ai texani in attacco, per fortuna diverse conclusioni dalla grande distanza (D. Williams, Nowitzki e Parsons) non erano precise e permettevano a Charlotte di avvantaggiarsi ulteriormente nel punteggio. A 8:03 Jefferson dilatava lo spazio tempo mandando Pachulia in un’altra dimensione; lavoro di preparazione al tiro anche se marcato strettamente e tiro assurdo senza spazio ma palla nel canestro…
Charlotte chiudeva definitivamente invece gli spazi in difesa e compiva il break decisivo che spaccava la partita; prima a 7:14 Walker con un passaggio orizzontale dalla linea di fondo innescava Marvin Williams, abile a mettere la bomba, poi era lo stesso Walker a far finta di nulla andando dritto, esitazione e accelerazione, drive perfetta per riuscire a sorprendere la difesa di Carlisle.
A 5:34 Walker faceva vedere qualcosa da play puro; penetrazione e scarico ravvicinato con palla che scompariva quasi dalla vista, teletrasportata per Jefferson che ringraziava il compagno per i facili due punti da sotto che valevano il 71-59.
I Mavericks interrompevano l’inerzia ospite grazie a un’entrataccia affrettata di Zeller, sul ribaltamento Cody non riusciva a recuperare su Powell che aveva vita facile a infilarsi nella difesa di Charlotte.
Le squadre nel finale si equivalevano e Charlotte anche grazie a un invitante passaggio di Batum per Zeller, il quale rollava bene sotto canestro e premiava la giocata con due punti in schiacciata.
Prima dell’avvio dell’ultima frazione gli Hornets conducevano 78-67.

Ad avvio ultimo periodo gli errori dei Mavs consentivano a Charlotte di mettere definitivamente al sicuro il risultato, anche perché Lamb in attacco rimaneva in stato di grazia segnando un canestro notevole con due difensori a sandwich su di lui, arbitri che si dimenticavano di fischiare il fallo ma poco male, dopo l’ottima difesa di Charlotte che costringeva Villanueva alla tripla errata dal corner, un Marvin Williams ormai micidiale dalla distanza costringeva con una bombarda a far chiamare time-out ai Fuorilegge locali.
L’83-67 (+16) era festeggiato nella pausa da Marvin insieme alla panchina, dando forse un pizzico di distrazione a una squadra che indubbiamente stava mostrando personalità anche in trasferta.
Una schiacciata di Powell su assist di Barea e una palla fatta perdere a Lin sulla pressione prolungata di un tarantolato Devin Harris erano la produzione della squadra di Cuban, prima che Lamb riprendesse lo spettacolo veleggiando e appoggiando il pallone alla tabella girandosi in direzione opposta rispetto al canestro per evitare la stoppata.
Un paio di falli evitabili chiamati Zeller e Hawes destavano qualche preoccupazione per un possibile prematuro raggiungimento del bonus, ma Charlotte difendeva bene e in maniera pulita, da qui nasceva una transizione gestita da Lin; passaggio con i tempi giusti per Zeller abbattuto da un fallo duro di Deron Williams.
Per gli arbitri si trattava di flagrant one, così Zeller completava il gioco partita realizzando i due liberi, anche perché con la palla conservata a causa del flagrant gli Hornets a 8:40 si portavano sul +21 (90-69) grazie a Lin che trovava un varco nel mezzo dell’area e segnava subendo fallo completando il gioco da tre punti…
Lamb in uscita dai blocchi metteva anche la tripla del +24 prima che nel finale scendesse in campo la panchina di Charlotte.
Rilassati i Calabroni concedevano qualche punto di rientro ai biancoblu ma senza mai rischiare, anche perché un Jefferson on-fire, prima che scendesse in campo la panca degli Hornets era riuscito a ribattere ogni tentativo di rientrare nel match da parte dei Mavericks.
La squadra ha dimostrato finalmente personalità anche in trasferta. Quando in difesa gioca con grinta e voglia può dar fastidio agli attacchi avversari, anche se per vincere deve sempre tenere buone medie di tiro. Una squadra che assomiglia più a quella di Bristow anni ’90 sotto l’aspetto offensivo che a quella di Clifford dell’anno scorso.
L’infortunio di MKG ha dato il via libera al piano di attacco totale, anche se P.J. Hairston è messo in campo come difensore, tuttavia al contrario dell’ottimo Michael può sempre minacciare gli avversari dalla distanza, questa è un’ottima arma tattica per Charlotte che può allungare le difese avversarie e con buone spaziature trovare varchi in tutta la metà campo offensiva.

Pagelle:

Walker: 7,5
14 punti (4/11), 7 assist, 2 rimbalzi, una rubata. Aldilà di una difesa sufficiente, assistman sublime e 14 punti che spingono Charlotte nel momento del bisogno.

Batum: 6,5
8 punti (3/10), frutto anche di uno 0/5 da tre punti. Tiri un po’ affrettati o forzati, Nicolas comunque contribuisce alla vittoria anche con 7 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate e una stoppata. Buon primo tempo del tuttofare francese.

P.J. Hairston: 6
4 punti con un 2/5 dal campo. E’ 0/2 nella serata dai tiri a lunga gittata. Presta la sua opera alla difesa in buona parte.

M. Williams: 7,5
17 punti (6/11), 12 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Segna 3 delle 5 triple tentate, importante per Charlotte nei momenti di bisogno, quando non bisogna lasciar andar via gli avversari lui c’è. Con i 12 rimbalzi entra in doppia doppia ma soprattutto toglie molte seconde possibilità ai Mavericks.

Jefferson: 9
Big Al segna 31 punti (15/18) e sfiora la doppia doppia fermandosi a 9 rimbalzi. Sbraita in panchina nel finale.
Se la prende nel finale anche con Clifford, reo di volerlo vedere al massimo anche su altri fronti rispetto a quello offensivo. In trance agonistica, quando sbaglia un tiro Cuban apre lo spumante.

Zeller: 6,5
11 punti (4/6). Energia su entrambi i lati del campo. Segue a rimorchio Lin e subisce il fallo che darà il margine d sicurezza ai Calabroni.

Lin: 6
7 punti, 2 rubate, 2 assist ma 4 turnover.
Jeremy fa la sua onesta partita. Lo mettono sottopressione un paio di volte e lui commette due errori, tuttavia rimane sempre un giocatore in grado di far male e lo dimostra con i 3 punti del dopo flagrant.

Hawes: 5,5
4 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata.
L’ex Clippers non realizza nemmeno un punto con uno 0/4 dal campo e perde un paio di palloni, uno in maniera un po’ cercata. Può fare di meglio.

Lamb: 8
16 punti (7/11) e 4 rimbalzi.
Se continuasse così potrebbe anche essere un sesto uomo dell’anno. Continua a segnare con medie altissime al tiro.

Roberts: 5,5
6:11 con 0 punti (0/2), 1 rimbalzo. -7 di plus/minus.
Forse non entra nel momento migliore ma la prestazione è stata scarsa.

Kaminsky: s.v.
4:53 in campo.
Subito fallo su Nowitzki poi ricompare nel finale a giochi fatti.

Daniels: s.v.
2:48 in campo.
Quasi impossibile giudicarlo, anche se sul tabellino annovera uno 0/2 dal campo e due rimbalzi.

Hansbrough: s.v.

Stesso tempo di Daniels in campo a gara ormai finita. Come per Daniels, sarebbe ingeneroso giudicarlo.

Coach Clifford: 7
Gioco, personalità e anche cura nel registrare nuovamente la squadra se la situazione lo richiede.
La squadra non è solidissima perché vive molto sulle serate al tiro, la difesa senza MKG deve moltiplicare gli sforzi ma nelle ultime due gare tutto è girato bene.
La prossima gara sarà contro gli Spurs sopra un parquet modello “Fossa delle Marianne”, avversaria molto tosta, indipendentemente dal risultato i Calabroni dovranno dimostrare di poter giocarsela alla pari.
Un test interessantissimo…

Jeremy Lin in entrata.

Jeremy Lin in entrata.

Le statistiche di squadra.

Le statistiche di squadra.

Le statistiche individuali dei giocatori di Charlotte.

Le statistiche individuali dei giocatori di Charlotte.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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