Game 51; Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 102-103

Delusihornets.

Nella serata in cui Charlotte commemorava coach Dean E. Smith (1931-2015), un mito dalle parti del North Carolina,coach di Michael Jordan, il quale gli ha reso omaggio con belle parole:

“Diverso dai miei genitori, nessuno ha avuto una grande influenza sulla mia vita come Coach Smith. Era più di un allenatore, è stato il mio mentore, il mio maestro, mio secondo padre. L’allenatore era sempre lì per me ogni volta che avevo bisogno di lui e lo amavo per questo. Nell’insegnare a me il gioco del basket, mi ha insegnato anche cose sulla vita. Il mio cuore va a Linnea e ai loro figli. Abbiamo perso un grande uomo che ha avuto un impatto incredibile sui suoi giocatori, il suo staff l’intera famiglia d’UNC.” – Michael Jordan

Charlotte si giocava un back to back contro i Pacers, accaniti rivali ad Est.

SorJefferson. Big Al sorge con 30 punti e 13 rimbalzi, che alla fine purtroppo non saranno abbastanza per vincere la gara.

SorJefferson. Big Al sorge con 30 punti e 13 rimbalzi, che alla fine purtroppo non saranno abbastanza per vincere la gara.

Gli Charlotte Hornets dopo aver giocato molto bene recentemente avevano perso la notte precedente a Philadelphia perdendo anche MKG che questa notte contro i Pacers non avrebbe giocato.
Charlotte ha tentato di stringersi giocando bene per larghi tratti, ma ha mostrato anche il dark side della squadra riportando alla mente prestazioni non troppo convincenti a inizio stagione.
In qualche modo questa sera si è ripetuta una di quelle gare perse malamente a inizio annata.
Gli Hornets hanno dominato per due quarti, ma al rientro in campo l’intensità difensiva è venuta a mancare.
Sicuramene sotto quest’aspetto Kidd-Gilchrist avrebbe dato di più, sia in termini di grinta sia di rimbalzi, quello che, però è venuto a mancare maggiormente è stata la concentrazione.
Si sapeva che contro Indiana sarebbe stata una battaglia sino alla fine, già a vedere le prime due gare, anche questa volta è andata così.
Gli Hornets hanno concesso almeno tre fasi nelle quali sono rimasti in campo per modo di dire, consentendo a Indiana il rientro da -21.
Non è tutto da buttare, ma la squadra deve imparare a lottare su ogni pallone, gli altri non regalano nulla e come in questo caso si portano a casa anche la vittoria, invischiando Charlotte nella lotta per le due posizioni disponibili rimaste a Est per giocare i playoffs.

I Pacers se la giocavano con; G.Hill, Stuckey, Miles, West, Hibbert mentre gli Hornets facevano di necessità virtù con; Roberts, Henderson, Taylor, Zeller e Jefferson.

La palla a due era vinta dai Pacers che fruttavano anche la prima occasione buona per passare in vantaggio.
Spalle a canestro Hill si avvicinava al ferro entrando nel pitturato e batteva Roberts da sotto.
Gli Hornets sbagliavano così come Hibbert, ma sul rimbalzo arrivava prima di tutti David West che da sotto raddoppiava il punteggio per i Pacers.
Esattamente due minuti dopo l’inizio della partita arrivava anche il primo canestro per Charlotte con Jefferson che riusciva a sgusciare con un passo oltre al proprio difensore e a depositare il 2-4 in mezzo ad un paio di difensori.
A 9:28 Henderson resisteva a un tocco sulla palla in entrata e con un terzo tempo rimanendo basso riusciva a pareggiare.
Stuckey riportava velocemente in vantaggio i suoi, per due volte, ma da Charlotte arrivava sempre la risposta con Big Al, la prima volta con una finta per fare abboccare Hibbert, la seconda con un tiro in sospensione dal lato sinistro.
Hibbert dalla baseline destra metteva i suoi primi due punti di serata ma dall’altra parte l’inizio quasi tutto di marca Jefferson non si arrestava; a 7:28 Big Al si faceva largo in area su Hibbert, giro e up and under per il nuovo pareggio a quota 10.
A 6:52 Charlotte passava anche in vantaggio con un gioco a due tra Henderson e Zeller, la penetrazione della guardia distraeva l’uomo di Zeller, il quale era stato abile nel fermarsi una frazione di secondo per riprendere la corsa e l’appuntamento sotto il ferro a destra per il passaggio che trasformava in schiacciata.
Gli Hornets iniziavano ad avvantaggiarsi dopo il 12-12 grazie a due triple di Roberts, la prima frontale, la seconda dal corner destro raccogliendo il passaggio di Henderson in dribbling sulla baseline.
Il 18-12 veniva ampliato da Henderson che dal palleggio a 4:00 dalla fine del primo quarto trovava anche il ventesimo punto per la squadra di casa.
Roberts si faceva anche uomo assist, la sua penetrazione sulla sinistra era fine allo scarico per Taylor che da 45° a destra metteva la bomba del 23-12.
Mentre la difesa di Charlotte saliva di tono conquistando rimbalzi e non facendo tirare comodamente gli avversari a 3:01 anche Stephenson segnava con un tiro dalla media a sinistra due punti per poi schiacciare un pallone sulla corsa di Henderson che trovava il fallo e la lunetta, dalla quale a 2:25 segnava i liberi del 27-12.
Watson dall’angolo destro incominciava, però, a far male agli Hornets mettendo una prima tripla.
Charlotte defletteva la palla con Williams in difesa, Henderson apriva il contropiede per lo stesso Marvin che volava a schiacciare il 29-15 a 1:05 Watson replicava da 3 punti e nel finale arrivavano un paio di canestri più un libero di Stephenson per il 32-20 di fine primo quarto.

Il secondo quarto si apre con un errore al tiro d’Indiana e un pallone lasciato lì veramente troppo da Charlotte, alla fine arrivava Whittington a recuperare e a segnare.
Rispondevano Williams con un lungo due punti e Maxiell, incontrastato da sotto a piegare il canestro in schiacciata. Whittington si faceva sentire da sotto e metteva il secondo canestro anche perché Charlotte giocava con diverse riserve in campo e un quintetto anomalo.
Buon per Clifford che allo scadere dei 24 secondi d’attacco di Charlotte Roberts inventi l’entrata del 38-24 mandando il pallone nel cesto facendolo passare sopra Whittington.
Hill riusciva a crearsi un gioco da due punti più libero per fallo di Maxiell segnando anche l’occasione supplementare, mentre Stephenson dall’altra parte si faceva vedere nell’inedita veste di martellatore, la sua partenza da lontano era conclusa in schiacciata, ma la palla rimbalzava sul ferro poiché Whittington gli spostava il braccio al momento della conclusione.
Dalla lunetta Lance non tradiva ma Indiana colpiva nuovamente da 3, questa volta con Rudez che tirava con Taylor troppo distante.
Lo stesso Taylor si ritrovava un pallone in attacco dopo una palla rubata da Lance ma il ripiego dei Pacers era veloce e consentiva a Jeffrey solo due liberi a 6:43.
L’uno su due portava Charlotte sul 42-30, tuttavia Williams in difesa riusciva a toccare il pallone a West allungando il braccio destro sebbene David difendesse di spalle il pallone, Neal invece a 6:14 colpiva da 3 e il vantaggio Hornets saliva a 15 punti.
West iniziava a prendersela con gli arbitri quando allungava un braccio e spingeva con il gomito Stephenson in possesso di palla, arrivavano due liberi che Lance splittava portando i Calabroni sul 48-33 a 4:08.
Non c’era altra variazione di punteggio sino al tiro dalla media da sinistra di Big Al che mandava Charlotte a 50 punti e sul +17.
La battaglia dei centri proseguiva con un canestro di Hibbert ma Big Al voleva dimostrare di essere il migliore; post basso sinistro e up and under in tuffo segnando sotto l’ascella di Hibbert. Il centro d’Indiana si rifaceva nel duello con Zeller guadagnandosi e trasformando due liberi poco dopo.
Il quarto era chiuso da due liberi di Jefferson che era fermato irregolarmente da Hibbert e da una penetrazione con tiro arcobaleno frontale di Neal che davano il confortante punteggio di 56-39 per Charlotte all’intervallo.

Il rientro in campo pareva essere fin troppo problematico per Charlotte, la quale sembrava la controfigura della squadra decisa dei primi due quarti.
Hill a 1:16 dall’angolo sinistro metteva la bomba, Stuckey e West segnavano altri 4 punti riportando a 10 i punti di svantaggio degli ospiti. Big Al in serata di grazia dal post sinistro si faceva valere ancora una volta interrompendo l’inerzia degli ospiti.
Sempre lui si ripeteva andando un po’ in allontanamento, il suo tiro colpiva il ferro ma era fatto con i giri giusti e la palla lo premiava.
Indiana rimaneva attaccata e trovava con West su una seconda possibilità il canestro del -9.
Taylor con un lungo tiro dal lato destro riportava sopra la doppia cifra il vantaggio della squadra di Jordan (62-51), mentre Indiana in attacco commetteva un altro fallo (spinta su Roberts) Charlotte non riusciva a segnare.
Si accendeva quindi Scola per gli ospiti, a 7:41 un piazzato da sinistra riavvicinava ulteriormente i Pacers, buon per Clifford che Hill commettesse sfondamento su Taylor ben piazzato davanti al semicerchio e il canestro fosse annullato.
A 7:02 Big Al si dimostrava il terminale offensivo di serata.
Con un’eccellente giocata tirava dalla top of the key, il tocco di Scola concedeva la possibilità, colta, del gioco da 3 punti. Scola a 6:49 andava ancora a segno con il piazzato mentre Big Al si giocava il pallone ricevuto sotto canestro fintando liberandosi di un primo difensore, passando poi dall’altra parte del ferro eludeva anche l’intervento del secondo per depositare il pallone del 67-55.
Charlotte potrebbe vincere la partita in questa fase grazie a 4 liberi consecutivi di Henderson e a un buon gioco della squadra sul perimetro che portava Roberts a tirare abbastanza tranquillamente dall’angolo destro da tre punti.
Charlotte sembrava aver la partita in mano quando lo stesso Roberts appoggiava il pallone del 76-55 facendo volare i teal & purple sul +21. Un calo di concentrazione era però fatale agli uomini di Cllifford.
Hill entrava facilmente in area e veniva affrontato con approssimazione da Jefferson, il che costava un gioco da 3 punti a 4:55.
Watson da 3, Scola su una seconda chance e Stuckey con un’entrata frontale troppo semplice a 3:23 davano un parziale di 10-0 a favore dei Battistrada, coach Clifford correva ai ripari chiamando time-out sul 76-65.
10 secondi dopo il break West appoggiava ingenuamente e leggermente sulla schiena di Henderson le mani, così fioccavano le occasioni dalla lunetta per Gerald visto che le proteste di West e di coach Vogel portavano a un tecnico contro Indiana.
Il 3/3 era liberatorio ma in attacco Lance giocava troppo superficialmente, un suo tiro effettuato con assurda leggerezza non entrava, mentre Scola si catapultava a rimorchio dall’altra parte e tentava la correzione volante non riuscita, anche se per gli arbitri era fallo e Luis metteva i due liberi.
I Pacers ora correvano e West più Stuckey davano 4 punti a coach Vogel anche se Henderson stoppava il tiro di Rodney, ma solamente in fase discendente.
Era invece buona la difesa e la conseguente stoppata di Maxiell su West in post basso sinistro.
Williams andando a catturare un rimbalzo offensivo dopo l’errore di Roberts era trattenuto da Hill a :58.2.
Dalla lunetta Marvin segnava i due FT per far tornare il punteggio a +10. Il finale di quarto vedeva riaccorciare di due i Pacers ma gli Hornets avevano ancora 8 punti di vantaggio da poter gestire.

Con la palla in mano ai Pacers nell’ultimo quarto i punti di differenza diventavano 6 a 11:43 a causa del canestro di Watson.
La squadra di Vogel recuperava velocemente e Scola aveva vita facile nel segnare l’83-81, Neal sbagliava un paio di tiri ma Charlotte si salvava con il fallo offensivo di Rudez che a palla lontana sotto il canestro si avvantaggiava irregolarmente su Stephenson cercando di prendere posizione.
Charlotte tornava in attacco e Jefferson generosamente serviva con passaggio orizzontale Marvin Williams, ormai imbucatosi sotto il tabellone avversario.
Il fallo speso dai Pacers a 9:57 era un’ottima scelta perché Marvin splittava portando sull’84-81 il punteggio.
Henderson imitava Big Al e da una sua penetrazione nasceva il passaggino laterale per lo stesso Jefferson che non mancava all’appuntamento con il canestro.
CJ Watson però era caldo durante la serata e metteva una difficile tripla riportando a -2 la squadra in maglia colorata che raggiungeva anche la parità con Scola a 8:34.
Neal cercava di farsi perdonare un paio d’errori precedenti tirando in ritmo una tripla a 8:12 ma la conclusione veniva momentaneamente ed erroneamente assegnata come due punti. Roberts quindi commetteva fallo su Watson che finalmente sbagliava qualcosa.
Il suo libero errato lasciava Charlotte sopra di un punto ma un errore di Neal e un canestro di Watson invertivano la situazione portando in vantaggio Indiana.
A 7:17 ci pensava ancora Neal con una bombarda a ridare il momentaneo vantaggio agli Hornets (91-89) e lo stesso Gary dava la possibilità a Big Al d’incrementare il punteggio di Charlotte e il suo bottino personale.
A 6:36 dalla fine gli Hornets erano sopra 93-89.
Hill riusciva ad andare con il tiro oltre la difesa di Henderson e la partita rimaneva incerta, anche perché la stessa guardia degli Hornets falliva l’entrata, così ci si affidava alla difesa che sporcando un pallone faceva partire in transizione Roberts, abile e veloce a riportare a più di un possesso Charlotte.
I punti diventavano 5 di vantaggio dopo che il replay aveva giustamente riassegnato la corretta valutazione sul tiro di Neal.
La gara rimaneva con 5 punti di differenza a favore ei padroni di casa perché ai liberi di Watson (spinta Roberts), seguiva il canestro di Jefferson che lavorando bene su Hibbert segnava il 98-93.
Charlotte sbagliava in attacco un paio di occasioni non impossibili con Hendo e Big Al, George Hilla segnava al vetro, Roberts mancava il floater, ma anche Henderson faceva buona guardia su Stuckey costringendolo a tirare una tripla troppo difficile.
Big Al forzava a 1:36 ma trovava comunque la lunetta. Il suo ½ sarebbe stato decisivo alla fine, anche se sul successivo attacco dei Battistrada Scola sbagliava ma il pallone carambolava su più giocatori e gli arbitri davano rimessa dal fondo ai Pacers.
Dopo un giro palla che vedeva Hill passare la sfera a Watson nell’angolo destro, i Pacers si trovavano sul -1 a :57.6 grazie alla tripla della loro guardia.
La pressione di Scola su Williams e quella di West su Big Al non consentivano a quest’ultimo di raggiungere un passaggio verticale schiacciato in angolo.
In attacco Williams si scontrava con West e gli arbitri assegnavano due liberi all’ala grande avversaria a :32.6 che l’ottima mano di West non mancava.
Con gli Hornets sotto 99-100 Clifford chiedeva il time-out, sulla rimessa in campo Henderson trovava il corridoio centrale ma mancava l’appoggio, Clifford e Hendo chiedevano il fallo, forse leggero, comunque sembrava più che Gerald avesse già perso un po’ la maniglia sullo slancio eccessivo.
Big Al era costretto a spendere un fallo su Scola.
L’argentino andava in lunetta segnando solo uno dei due liberi per il 99-101.
Charlotte si giocava l’ultimo time-out con :23.9 da giocare.
Sulla rimessa la palla alla fine andava a Williams che tentava di farsi perdonare le ultime due azioni con una tripla che avrebbe potuto diventare un clutch shot.
Il suo tiro da posizione pressoché frontale ribaltava la partita concedendo un punto di vantaggio a Charlotte (102-101).
Sull’ultima azione però i Pacers davano palla a Hill che non aveva difficoltà a battere il più lento Roberts, giunto sotto canestro lo passava, girandosi repentinamente si accorgeva che l’attenzione di Zeller, usato come centro con Big Al in panchina (come Hibbert) nell’ultima azione era attratta da Scola, il quale però era già ottimamente marcato da Williams.
La distrazione con leggero spostamento di Cody diventava fatale perché il tiro da sotto dell’ala avversaria passava sopra il tardivo tentativo di stoppata di Zeller dando il vantaggio ai Pacers a :05.1 dalla fine. Charlotte non avendo più time-out dava palla a Roberts che correva dall’altra parte tentando la coordinazione per un tiro da ben oltre la linea dei tre punti effettuato quando mancava ancora un secondo e mezzo prima che si accendesse la luce rossa.
Il miracolo non avveniva.
Il tiro di Roberts colpiva il vetro e poi ferro, mentre le speranze di vittoria di Charlotte diventavano amarezza per un finale che se gestito meglio avrebbe potuto dare esiti differenti.

Voti

Roberts: 6,5
19 pt. (8/14), 5 assist, 2 rimbalzi, 1 rubata. E’ lento e questo non aiuta Charlotte a tenere nei momenti decisive, vedi nel finale, però gioca con un occhio pesto, nonostante tutto ci vede bene, fornisce 5 assist e mette 3/5 da oltre l’arco.

Henderson: 6
13 pt. (2/9), 8 assist, 7 rimbalzi. Si deve sprecare a rimbalzo e negli assist, ma se non c’è lui a mettere qualche punto in più da fuori si soffre.

Taylor: 5,5
6 pt. (2/4), 2 rimbalzi, 1 rubata. Clifford gli preferisce un quintetto con lui fuori nel finale. Da rivedere per capire se ha ragione lui o Clifford. Deve rimanere più concentrato.

Zeller: 4
2 pt. (1/3), 5 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Passa da seratone a serate orribili,se la squadra avesse un giocatore più affidabile sarebbe un buon panchinaro vista l’età. Ingenuità colossale che costa un’altra partita nel rush finale staccandosi da George Hill per raddoppiare Scola. In quel ruolo e in quella posizione avrebbe solamente dovuto controllare l’attaccante.

Jefferson: 8
30 pt. (13/22), 13 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Taglia fuori tutto il possibile, se qualche compagno gli desse una maggior mano sotto non sarebbe male… Distrugge Hibbert con tutto il suo repertorio. Clifford lo lascia fuori sull’azione decisiva, anche se su West ci poteva stare.

Williams: 6
10 pt. (3/6), 1 rimbalzo, 2 rubate. Entra nel club della doppia cifra. Nel finale perde in collaborazione con Big Al un pallone decisivo e incoccia su West concedendo il vantaggio agli ospiti. La sua tripla sembra rimettere le cose a posto e sull’ultima azione la sua difesa è perfetta.

Stephenson: 5
8 pt. (2/7), 4 assist, 2 rimbalzi, 1 rubata. Segna qualche punto ma è genio e sregolatezza. Andrebbe bene per far spettacolo in una squadra che si concede qualche vittoria larga. Per questi Hornets la parola deve essere concretezza. Un lusso che non credo ci si possa permettere, certi tiri andrebbero risparmiati ai tifosi.

Maxiell: 6
3 pt. (1/1), 2 rimbalzi, 1 stoppata. Il suo solito. Gioca solo 11:18, è il giocatore con meno minuti sul parquet degli Hornets. Con Big Al in forma era dura giocare di più, ma lui non demerita.

Neal: 5,5
11 pt. (4/11), 2 assist, 1 rimbalzo. Si fa perdonare con un paio di triple importanti una prestazione che lo vede comunque al tiro 11 volte, se un paio di volte è sfortunato, altre è proprio impreciso.

Coach Clifford: 5
Ancora contro Indiana. Gioca l’ultimo attacco con i cambi alla pari, ma forse Charlotte avrebbe avuto bisogno di più esperienza per difendere l’ultimo pallone, oltretutto senza più time-out. Maxiell e Jefferson avrebbero potuto fare al caso. Un buon basket giocato per 24 minuti e poi cali di tensione preoccupanti. La squadra ha anche selezionato bene i tiri da 3 punti ed ha finito con buona media. Ha pagato a rimbalzo l’assenza di MKG. Ora sotto con Detroit, ultima sfida da vincere a tutti i costi dopo domani alla Time Warner Cable Arena.

Società: s.v.
Che cosa stia facendo sul mercato non è dato sapere, sempre che sia ancora attiva. Il grosso sforzo della squadra ha mascherato delle lacune che comunque permangono nel roster. Inoltre ci sono dei disequilibri lampanti dal mio punto di vista, sia nella struttura di gioco quando scende Stephenson, sia dei vantaggi concessi agli avversari per miss match troppo evidenti. Parlo in particolare di Zeller visto che in PG e SF avremmo anche dei titolari da poter schierare se non fossero infortunati. Henderson è altalenante e si deve sprecare in altre statistiche perdendo forza e lucidità. Si potrebbe anche raggiungere la post season così, attenzione però… voci danno Paul George d’Indiana già di rientro a marzo, in più Brooklyn, Miami, la stessa Indiana e Boston sono sempre lì alla finestra. O riusciamo a viaggiare verso i .500 per prenderci uno dei due posti disponibili migliorando la qualità del roster o fino alla fine la stagione rischia di essere un fallimento.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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