Game 52: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 111-107

 
MarcatorHornets
 
Febbraio, nella NBA, è il mese dedicato alla storia nera, quindi vorrei iniziare con una frase iconica di Martin Luther King:
“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.” Ovviamente, a parte darvi uno spunto di riflessione generale su ciò che ci circonda, ben sintetizza il momento di Charlotte che dopo le paure iniziali ha fatto la sua partita finendo per portarla a casa, anche se con molta fatica, come il solito, in un finale reso avvincente da due triple di Bogdanovic in serie che avevano riportato il risultato nella più totale incertezza.
Belinelli tuttavia, lasciato sul parquet da Clifford, ha finito per realizzare i 4 punti decisivi in due tranche dalla lunetta.
Marco quindi diveniva il marcatore decisivo in un finale che si sarebbe altrimenti complicato…
Percentuali basse dal campo ma 51 rimbalzi contro 45 compensano i dati dal campo, importanti anche i turnover; 15 per gli ospiti e solo 7 per noi.
Vincere significava riagganciare Detroit all’ottavo posto, anche in quest’ottica la vittoria era importante.
 
I Nets non vincevano da nove partite, coach Atkinson provava a mettere in campo il meglio a disposizione (con Lin sempre infortunato in panchina); Dinwiddie, Foye, Hollis-Jefferson, Bogdanovic e Brook Lopez erano quindi i prescelti.
Gli eletti di Clifford invece si chiamavano; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Frank Kaminsky, con quest’ultimo riproposto titolare per la seconda volta dopo il saluto di Hibbert e l’infortunio di Zeller.

Cody Zeller è ancora out.
Kaminsky è partito titolare anche stanotte.

 
Brooklyn vinceva la palla a due ma la riperdeva subito con Bogdanovic che marcato da Batum sgomitava troppo sul francese incollato a lui cosicché gli arbitri propendesero per il fallo offensivo.
Saltando qualcosa… Lopez stoppava Walker e Batum su un’apertura orizzontale si faceva intercettare già il primo pallone. Finiva pe segnare Dinwiddie in transizione prima che gli Hornets pareggiassero a 10:26 con MKG bravo a liberarsi di due difensori nel pitturato realizzando il 2-2.
Bogdanovic rollava in area e inchiodava a canestro in anticipo su Batum, gli Hornets pareggiavano con un tiro in area di Marvin Williams (un uno contro uno leggermente forzato e fuori equilibrio che pescava solo il cotone) e trovavano anche il vantaggio con MKG a 9:16 abile a colpir da media distanza dalla sinistra.
Gli Hornets continuavano a segnare nonostante che da ambo le parti vi fossero diversi errori al tiro Kemba da tre frontalmente e Kaminsky (in incrocio con MKG sul passaggio di quest’ultimo proveniente dalla linea di fondo destra), mettevano altri 5 punti pro Charlotte sullo scoreboard, portando sull’11-4 il punteggio.
Un parziale destinato ad ampliarsi (12-0) dopo la tripla di Batum a 5:31 che portava il punteggio sul 14-4.
Harris con una tripla dal lato destro interrompeva momentaneamente il fluido seguito da una dribble drive di Whitehead che a 4:08 mandava sul 14-9 il risultato.
Batum credeva all’entrata e aveva ragione, appoggio al vetro a buon fine Hornets a quota 16, cifra che aumentava grazie a un pallone raccolto da Plumlee dalle parti del canestro dopo un errore di Lamb al tiro.
Due facili e Hornets sul +9 (18-9) a 3:25. Harris da tre dal corner sinistro evidenziava i problemi (appena descritti sul punto della situazione) dall’angolo di Charlotte, Hamilton con il gancio e l’anello amico ad assorbire il tiro, spostavano sul 18-14 il risultato.
Batum a 2:10 usava lo schermo di Plumlee per una penetrazione sulla sinistra arrestata in prossimità del post basso sinistro e chiusa con un banker dopo aver galleggiato in aria eludendo la stoppata del difensore messo fuori tempo.
Lamb costringeva Booker a cambiare il tiro da sotto facendolo sbagliare, ma sull’azione ci si preoccupava per Kemba colpito al volto da una gomitata di Harris in entrata.
Walker rimaneva fermo e sul rimbalzo conquistato, dopo pochi secondi Charlotte chiamava time-out.
Kemba usciva ma non sembrava esser nulla di preoccupante. Lamb portava 4 punti alla causa con un floater prima, con un runner dall’alzata calcolata, distanza e ritmo, arcobaleno sopra il difensore a trovar il pentolone magico del Leprechaun in fondo alla retina.
Hornets sul +10, Booker sul ferro, altro errore per l’atletica ala grande dei Nets che spalmava una potente dunk sul ferro, tuttavia gli uomini di Atkinson guadagnavano e realizzavano due FT a 08.5 dopo un rimbalzo di Hamilton, stesso uomo della lunetta. Hornets in vantaggio 24-16 a fine primo quarto.

Nicolas Batum sta variando un po’ il suo gioco cercando anche qualche entrata.
Buona partita anche per Nicolas.
2017 NBAE (Photo by Brock Williams-Smith/NBAE via Getty Images)

 
Marco iniziava bene per Charlotte il secondo, spinto da Harris, fuori equilibrio, sbilanciato, andando lateralmente verso destra trovava il tiro da due punti che faceva rumoreggiare lo Spectrum Center.
26-16, occasione dalla linea supplementare ma stavolta Marco sbagliava il tiro, poco importava, anche se Hamilton ne metteva due da sotto e Plumlee (servito da Roberts) perdeva sulla sinistra palla oltre il fondo.
Lamb era ancora una volta facile grimaldello per scardinare la difesa delle Retine che subivano l’entrata, il canestro e commettevano anche un fallo inutile in ritardo sui temi della giocata di Jeremy.
Tre punti totali e Calabroni sul 29-18.
Plumlee si faceva scippar un pallone in attacco e Hamilton tirava fuori dal cilindro una tripla a 9:03 per il 29-21.
Plumlee dopo un paio di passaggi a vuoto dimostrava IQ cestistico e fantasia, dando dentro a Marvin una sfera che la nostra ala grande spingeva dentro la retina da pochi passi. Plumlee prendeva anche una buona posizione in difesa e si guadagnava lo sfondamento su una furiosa entrata di Bogdanovic. A 6:37 Belinelli trovava un varco frontale e colpiva da tre punti (34-21), mentre Lopez dando buon giro al pallone servendosi del primo ferro per far carambolare lo sferico oggetto dentro la retina. Al centro di Brooklyn rispondeva Williams che dalla linea di fondo sinistra si metteva in ritmo con un giro e tiro rapido oltre il difensore, ferro toccato ma pallone dentro.
Charlotte dialogava a due, uscita dai blocchi a sinistra di Marco, pallone preso da Batum e restituito dall’italiano al francese in rapida avanzata, extrapass sulla chiusura, MKG sotto il ferro a destra resisteva al contatto mettendo dentro due punti “quasi” facili.
Bogdanovic metteva dentro due punti ma poi MKG riprendeva piede difendendo due volte sotto il ferro in maniera egregia, vittime Hollis-Jefferson e Bogdanovic, il quale tuttavia tornava a segnare portando le cifre sul 38-29.
Charlotte cercava di distanziare gli avversari e lo faceva con Kemba a 3:47 da due punti, con Marco (3:10) che recuperava due FT da sotto servito da Batum e con schiacciata dello stesso transalpino, il quale in transizione (servito da MKG) spostava il risultato sul 44-29.
Bogdanovic rimaneva caldo colpendo da tre oltre un incolpevole Belinelli e Hollis-Jefferson ne aggiungeva due per gli ospiti, ma a 1:28 Frank metteva dentro la sua prima tripla di serata al quarto tentativo.
A :55.3 MKG metteva dentro in schiacciata dopo aver subito una stoppata da dietro di Rondae Hollis Jefferson e riavvolgendo il nastro come in Carlitos Way, aver conquistato il rimbalzo offensivo.
Dinwiddie e Kemba si rispondevano dalla lunetta (anche se per Kemba era un 2/3), poi a :13.4 dalla sirena dell’intervallo Batum decideva d’aver l’ultima parola con un rapido step-back e tiro imprendibile da tre punti che mandava negli spogliatoi gli Hornets sul confortante vantaggio di 54-37.
 
Il secondo tempo iniziava con gli air-ball di Kaminsky e Walker,Hollis Jefferson puniva a 11:12 e Lopez in schiacciata passando Kaminsky accorciava sul -13 a 10:49.
Lopez montava buona guardia su Kemba stoppandolo ma a Hollis-Jefferson sfuggiva il pallone e lo mandava oltre il fondo.
Da lì Kemba ricavava un gioco da tre punti (pick and roll con Frank in entrata sparata con fallo di Foye) ribattuto dallo stesso Foye qualche secondo più tardi (10:18 fallo di Marvin).
A 9:36 da una transizione arrivava una chiusura di MKG con mano destra sul lato sinistro in vecchio stile.
Brooklyn tentava comunque la rimonta accorciando con Foye da tre 11 secondi più tardi. A 8:45 altra tripla dall’angolo subita; Dinwiddie per il 59-50…
A 8:17 calava ancora il divario; con Foye che passava dietro un blocco e andava a cercare il contatto in area con il rientrante MKG.
Un parziale di 2-11 che consigliava a Clifford un time-out per parlarci sopra.
Charlotte trovava la via del canestro con un passaggio schiacciato di Kaminsky in verticale per Marvin Williams, il quale dal back-door dalla linea di fondo riceveva e in un duello al sole saltava insieme e contro Foye bruciandolo in schiacciata.
Batum a 7:12 proponeva un’altra entrata riuscendo a segnare e a issare gli Hornets sul 63-54 prima che Lopez avesse vita facile su Frank appoggiando al plexiglass.
MKG andava a cercar fortuna in area e con uno spin sull’esterno chiudeva con la destra l’azione vincente ma dall’altra parte Lopez colpiva da tre a 6:23 accorciando sul 65-59.
Charlotte tornava in attacco con Kemba minaccioso d’entrata verso il centro dell’area, Brooklyn si chiudeva, classico scarico dietro, Frank con spazio ringraziava non fallendo la tripla frontale. I tre punti per il 68-59 non gasavano Frank che in entrata dalla sinistra finiva per farsi stoppare da Hollis-Jefferson, ci pensava Lopez ad abbracciare da dietro Kemba sul tentativo di penetrazione.
Due su due e 70-59 in cascina.
Batum ne aggiungeva altrettanti con un fade-away dal post basso destro su Harris, poi era Batum fermo a sinistra ad aspettare e a riconoscere il taglio in diagonale di Lamb che portava il nostro swingman a chiudere abilmente vicino al ferro per il 74-59.
I “neri” non mollavano e Harris segnava da tre, Kaminsky in attacco si lasciava sfuggir palla mentre dall’altra parte Kilpatrick portava il parziale di Brooklyn sull’8-0 per far scemare il gap a 7 punti.
A 2:42 la cosa più impensabile; drive dalla sinistra di MKG e chiusura dello stesso passando sotto il ferro per far ripartire Charlotte…
Lamb con un 2/2 dalla lunetta e Booker con una gomitata in attacco su MKG sembravano buoni segnali ma arrivava una dunk da highlight di Booker dalla potenza smisurata a 1:51.
Per Charlotte Lamb ci provava dalla diagonale destra, ben oltre il bordo da tre punti, Jeremy smentiva le sue statistiche e segnava con estrema precisione l’81-69 a 1:24.
A :34.3 Whitehead chiudeva il punteggio di quarto con un top shot da tr grazie al quale Brooklyn accorciava al -9 pur essendo partita dal -17 a metà partita.

Marco Belinelli, 17 punti e finale da pompiere per mettere in sicurezza il risultato. Un Lin con gli occhiali, alle sue spalle osserva la situazione.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Booker metteva dentro su Plumlee nella prima azione dell’ultimo quarto, poi finalmente si vedeva qualcosa di nuovo in casa Charlotte; Roberts per il nuovo arrivato, numero 18 (Plumlee) e accattivante alley-oop.
Marvin dava gas accelerando e segnando in entrata a 10:37 (85-74), a 9:22 Lamb imitava il compagno per l’87-76, in più Marco metteva dentro un jumper applaudito da due punti a 8:52 per andare sull’89-78.
Sembrava tutto facile, anche se Belinelli sbagliava due triple consecutive nonostante un tuffo parallelo alla linea laterale destra di Marvin Williams a tener vivo il pallone in uscita.
Booker e Whitehead rispondevano accorciando a 7 il divario che non scendeva sino a 6:41 quando Bogdanovic attaccando Kaminsky guadagnava un gioco da tre punti che riportava a due possessi lunghi le Retine (91-85).
Marco forzava un tiro in entrata con l’uomo davanti, la palla finiva dall’altra parte del ferro tra le mani di Frank, due punti facili da segnare ma ennesimo clamoroso errore del nostro centro, forse nemmeno l’intercessione di Paolo Brosio alla Madonna nell’ex Jugoslavia potrebbe risanargli le mani…
A 6:12 una punta del piede di Harris (al tiro sulla linea da tre) toglieva l’iniziale tre assegnato all’esterno dei Nets ma a 5:11 un gancio di Lopez su Frank portava al -4 nuovamente gli ospiti.
A 4:36 una top finish di Marco a destra del canestro era manna, una correzione di Kaminsky dopo un errore di Kemba più due FT di Belinelli a 2:52 (finta dalla destra su Harris che abboccava saltando e drive con tocco irregolare alle spalle di Marco impegnato in schiacciata da parte dello stesso numero 12 avversario) erano quasi polizze d’assicurazione per il finale.
98-89 dopo il due su due del connazionale seguito però da una reverse jam di Lopez a due mani… in qualche maniera i Nets accorciavano sul -5 (fallo di Belinelli) grazie a un gioco di Lopez da tre punti a :26.7 dalla chiusura.
Batum andava in lunetta dall’altra parte ma splittando consentiva di mangiar altri due punti a Brooklyn che dopo la bomba di Bogdanovic andava sul -3.
A 18.4 Marco quasi andava a perder la palla ma Harris spingendo trascinava Marco per terra.
Un attimo di terrore per una possibile persa, poi la consapevolezza di due liberi che freddamente il giocatore di San Giovanni in Persiceto realizzava.
Finita?
No… nemmeno per sogno, troppo facile…
Bogdanovic di corsa andava sulla linea dei tre punti, finta, Marvin saltava, Bogdanovic prendeva la mira e nonostante il tentativo di controstoppata con la mano più vicina della nostra ala grande, arrivava un’altra tripla subita.
A 10 secondi dalla fine 109-107…
I MJ boys rimettevano immediatamente lunga la sfera per un Belinelli quasi abbandonato che non si faceva ingolosire dalla possibilità della tripla (avrei già sentito le urla sino a qui di coach Clifford) ma con esperienza girava fino a esser toccato.
A :06.7 Marco era ancora freddo e chiudeva i giochi realizzando i due punti dalla lunetta per il 111-107 finale che ci portavano oltre il break.
 
Pagelle
 
Walker: 5
17 pt. (4/20), 3 rimbalzi, 5 assist. Serataccia al tiro di Kemba che compensa con un 8/9 dalla lunetta. Sbaglia troppe cose facili per lui, un po’ lento si prende 5 stoppate, un paio da Lopez con entrate telefonate. Mi piace di più come rifinitore oggi. Pazienza, gli Hornets hanno vinto, alla prossima giocando decisamente meglio speriamo, quando servirà di più…
 
Batum: 7
17 pt. (7/18), 8 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate, 2 stoppate. Parte subito forte (non al tiro) e guadagna una palla conquistata per Charlotte. Mette su discreti numeri nonostante un paio di tiracci. I turnover scendono a due, così come smista un paio d’assist in meno rispetto alla media. Evidentemente il rapporto qualità assist/prezzo perse è proporzionale. Segna canestri senza esagerare, continuando a mettere dentro anche con qualche entrata.
 
Kidd-Gilchrist: 7
14 pt. (7/12), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Buona priva difensiva di MKG, anche al tiro non va male. Sicuramente non è Wilson Chandler, uomo che, leggendo un articolo di Swarmsting, era proposto come possibile pedina di scambio per MKG. Certamente sarebbe un fallimento per Charlotte cedere il progetto MKG, sebbene a me piacciano tutti e due ed è sempre difficile dire quale sia l’innesto migliore. Non è vero secondo me che MKG sia uno scarso tiratore, il problema è che deve aver un po’ di spazio e non sempre riesce a costruirsi da solo le azioni come fa la controparte indicata di Denver.
 
M. Williams: 7
14 pt. (6/11), 9 rimbalzi, 2 stoppate. Energia e difesa ma anche attacco. Su entrambi i lati del campo Marvin dice la sua. Nel finale una bella stoppata su Bogdanovic che aveva già preso il tempo e infilato Batum, scompare meno in attacco e una dunk a ricordare quella dello scorso anno contro Phila sempre in casa.
 
Kaminsky: 5,5
12 pt. (4/17), 11 rimbalzi,5 assist, 1 rubata. Lo so… vi starete chiedendo… come si fa a dare 5,5 per un giocatore che in 33 minuti raggiunge la doppia doppia? Il motivo è semplice. I numeri non sempre spiegano tutto anche se danno indicazioni. Purtroppo a volte parziali e/o fuorvianti. Intanto il 4/17 al tiro è uno scempio alla mano educata che dovrebbe avere, sbaglia canestri ravvicinati, tenta spin e tiro seguente rimanendo in piedi in qualche modo… In difesa è troppo facile passarlo. Rimangono i dati nel tabellino.
 
Belinelli: 7
17 pt. (4/9), 3 rimbalzi, 1 stoppata. Fa 1/3 da oltre l’arco ma chiude la partita con i liberi (8/9 il totale). Si salva in una delle due azioni finali che lo portano in lunetta. Già mi vedevo smentito quando scrivevo solo ieri che l’avrei visto bene in alcuni finali, anche per il fallo su Lopez. Però, eccolo… l’esperienza a San Antonio e gli anni in NBA con New Orleans, Golden State e Chicago (vado random), sono serviti.
 
Roberts: 6
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 2 assist. In 12 minuti cerca più gli assist che i tiri. Solo una tripla tentata ed errata, poi un bell’alley-oop per Plumlee. Non fa disastri in difesa come nelle ultime due giocate.
 
Lamb: 7
16 pt. (6/11) , 7 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Bene. Entra prima di Marco ed entra anche nelle difese avversarie incuneandosi e segnando con runner e floater. Mette anche una tripla lunare. Rimbalzi a livello, questo è il Lamb che serve.
 
Plumlee: 6,5
4 pt. (2/3), 2 rimbalzi, 1 assist. Gioca 14 minuti. Si limita al tiro ma piano piano accumula buone statistiche. Non è lui la bocca da fuoco principale. Sbaglia solo un’entrata in corsa forzandola. Ha un momento nel quale non gli riesce nulla, poi si riprende e gioca bene i suoi scampoli di partita nonostante Booker lo trafigga come San Sebastiano dal pitturato in avvio ultimo quarto con un tiro/freccia a parabola dal pitturato.
 
Coach Clifford: 6,5
Arrestata la crisi di risultati, il gioco ha latitato nella qualità nel primo quarto. La rimonta dei Nets per fortuna non è andata a buon fine. Senza Lin sono squadra spenta nonostante il fuoco sotto le ceneri covi individualmente. Servirà decisamente di più per battere Houston, ma per stasera va bene così. Time-out giusti e Marco in campo a risolver la gara. L’unico appunto è Frank nei finali. Troppo facile batterlo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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