Game 52; Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 108-91

chachi1

 
Sottotitolo; FacilHornets
 
Gli Charlotte Hornets chiudevano la loro serie di quattro gare casalinghe consecutive salutando il pubblico amico che rivedrà la squadra a marzo.
L’ultima gara casalinga di febbraio rappresentava anche, per il calendario cinese, la prima giocata nell’anno della Scimmia.
I dispettosi Hornets così con un Walker da 30 punti esorcizzavano i Tori con la danza del Leone, scacciando i cattivi spiriti e propiziandosi maggior fortuna che, guarda caso, si faceva concretamente palpabile quando Rose dato in quintetto rimaneva ufficialmente fuori per malattia (febbre o altro?) sebbene seduto in panchina con i suoi compagni.
Gasol finiva con 22 e McDermott con 14, ma sotanzialmente intorno c’era poco altro, i Bulls così rimanevano con un pugno di sabbia in mano ancora una volta nelle ultime partite, mentre i Calabroni andranno più convinti a giocare sul difficile campo d’Indianapolis la prossima sfida.
160208_gameaction_10

Walker contro Hinrich.

 
Chicago quindi in emergenza schierava; Hinrich, E. Moore, Dunleavy, T. Gibson e P. Gasol, Clifford invece si affidava a; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.
Zeller vince la palla a due.

Zeller vince la palla a due.

 
Gli Hornets indirizzavano subito la partita nel verso giusto con Zeller bravo a conquistare la palla a due su Gasol, il pallone era fatto girare, Zeller provava l’entrata ma all’imbocco del corridoio centrale veniva raddoppiato e arrestatosi sulla top of the key scaricava immediatamente dietro a sinistra su Marvin Williams, il quale dalla diagonale segnava il tiro pesante, scacciando con il forte rumore del botto da tripla il mostro cattivo della mitologia cinese Nian che si materializza a Capodanno.
I Bulls ritrovavano per la seconda partita consecutiva Dunleavy che evidentemente ancora freddo falliva due tiri; il primo da sotto tutto solo e poi ancora una tripla aperta dall’angolo destro, Charlotte ne approfittava con una penetrazione di Walker dalla sinistra e passaggio consegnato quasi alla mano per Zeller che a 10:37 libero da sotto non poteva fallire di certo.
Quindici secondi più tardi, per opera di Gasol in jumper, arrivava anche il primo canestro per i Bulls, a 10:00 dalla prima sirena però Batum si ricordava di aver sfoderato altre grandi prestazioni contro i Tori quest’anno e il suo fade-away dalla baseline destra non era stoppabile per Dunleavy.
Chicago tornava a segnare con Gibson, il quale anticipava due difensori degli Hornets in salto e tornava su per allungare un pallone da pochi passi nel canestro, tuttavia Chicago iniziava a dimostrare difficoltà offensive, mentre gli Hornets trovavano con buona fluidità il canestro; Walker in jumper, MKG spostandosi orizzontalmente nel pitturato scaricando un galleggiante fade-away dalla top of the key in uno contro uno e ancora MKG che sul bordo sinistro dell’area girandosi con lo spin avanzava in post basso per far partire un preciso tiro che bersagliava la retina, in più subiva il tocco sul gomito di Moore portando a casa un’azione da tre punti e facendo volare i Calabroni sul +10 (14-4) a 7:47. Gasol 20 secondi dopo segnava due punti ma Charlotte ripartiva all’attacco con MKG, il quale esagerava con il tentativo di reverse layup nel traffico e veniva stoppato da Gasol, tuttavia gli Hornets tenevano il pallone in fase offensiva e guadagnavano un punto in più del previsto grazie a Batum che sganciava la bombarda da tre a 7:09.
Moore a 6:05 segnava da tre punti dopo aver fallito precedentemente un altro tentativo, poco male perché Hawes a 5:44 rispondeva mostrando le sue doti di tiratore da oltre l’arco.
Charlotte in difesa recuperava palla per un fallo chiamato dagli arbitri commesso da Gibson che si arrangiava su Marvin messosi davanti a lui per prender posizione, Chicago era nettamente sfasata e anche il neoentrato Brooks commetteva fallo appena entrato su Kemba, il quale approfittava a metà dei liberi concessi, così Gibson a 4:59 riaccorciava a -10 lo svantaggio.
“OH my Goodness” era quello che esclamava Dell Curry (telecronista/opinionista tecnico per gli Hornets) quando le sue pupille s’illuminavano come le mie vedendo un crossover in entrata di MKG più in orizzontale che in verticale a buona velocità, l’atletismo della nostra ala piccola comunque lo spingeva con un gran balzo a sganciarsi per inerzia dal marcatore; ne usciva uno sconsiderato e fluttuante fade-away appoggiato alto al vetro che era premiato.
MKG prendeva fiducia sempre più e si faceva trovare nel pitturato su un assist orizzontale proveniente da sinistra, bastava inarcare la schiena per trovar spazio in salita e battere il marcatore davanti al ferro.
Brooks imitava l’appoggio alto al vetro di MKG ma con un’entrata più semplice anche se velocissima e Hawes a 2:20 completava il trittico di bei canestri girandosi in turnaround su Gasol e segnando il jumper dal bordo destro dell’area.
Hawes da media distanza dalla diagonale sinistra ne segnava altri due e i Calabroni incredibilmente si portavano sul 30-15 a 1:54 dalla prima luce rossa.
Moore e Kaminsky ne aggiungevano due a testa, così come Gasol e Kemba poco più tardi si rispondevano a distanza alzando il punteggio di tre per le due squadre, inoltre a sei decimi dalla sirena Walker scaricava nell’angolo per Lamb, bravo a piazzare la tripla del 38-20 che chiudeva un imprevedibile (almeno in termini di distacco) primo quarto.
Una Honeybee. Sempre più belle le ragazze, anche il bambino apprezza. ^_^

Una Honeybee. Sempre più belle le ragazze, anche il bambino apprezza. ^_^

 
Era sempre Lamb ad andare subito a bersaglio nel secondo quarto; sulla sua iniziativa la difesa dei Bulls non era d’accordo, così Jeremy si accontentava di passare dalla lunetta per ottenere i due punti negati dall’intervento irregolare.
I giocatori in campo si davano battaglia ma si passava a una fase, dove canestri su azione non se ne vedevano (solo Chicago dalla lunetta con Snell segnava un libero), Batum finalmente ricevendo un passaggio sotto, sfruttando una transizione, rompeva l’apatia offensiva delle due squadre.
Portis a 8:37 imitava Snell dalla lunetta splittando (fallo di Hawes), Lin a 7:56 però sulla transizione in corsa riusciva ugualmente ad alzare un pallone sopra il difensore fermo davanti a lui dando un +22 a Charlotte di vantaggio (44-22).
Gibson per i Bulls rappresentava una delle poche soluzioni buone in attacco e i due punti a 7:35 lo dimostravano, tuttavia sul possesso offensivo dei Tori, Batum intercettava un brutto passaggio e conduceva il contropiede cedendo a Hawes che fermato irregolarmente si accontentava anch’esso di prendersi i due punti dalla linea della carità. Le squadre si dedicavano quindi alla fase delle triple ma Hinrich e Lin non avevano buona sorte, Dunleavy dalla destra invece costringeva il tabellone a girare sul 46-27.
Batum segnava il quarantottesimo punto con un fade-away clamoroso contro un difensore quotato come Gibson, il quale un po’ stordito recuperava sì un fallo, ma dalla lunetta splittava solamente.
A 5:04 Gibson si riprendeva, Marvin si metteva davanti a lui ancora, questa volta Taj si smarcava e chiudeva in schiacciata.
A 4:31 un giro palla esterno portava a colpire dalla sinistra Moore in maniera pesante.
Sul 48-33 Clifford decideva per un time-out tonificante.
Così era dopo la pausa; Batum andava ancora in fade-away vincente dimostrandosi unstoppable per qualsiasi difensore, Hinrich però preoccupava Charlotte a 3:56 colpendo da tre punti, per fortuna lo stesso play, dopo uno 0/2 di Zeller dalla lunetta, con un troppo estroso passaggio faceva sbattere su Kemba (accanto a lui in ripiegamento) il pallone, Walker tentava di andarsene ma l’occhialuto giocatore in maglia rossa agguantava un ginocchio del nostro numero 15 commettendo un chiaro fallo antisportivo.
A 3:17 Kemba si presentava in lunetta e dopo il rimbalzo sul ferro, il pallone s’incastrava tra tabella e lato sinistro dell’anello. A tirar giù la sfera ci pensava gentilmente Gasol.
Walker non falliva il secondo, mentre falliva la tripla mandandola corta sull’extra possesso, per fortuna un disastroso Hinrich in uscita toccava quel tanto che bastava il nostro play per concedere altri tre tiri liberi, che, stavolta Kemba realizzava.
Un gioco da tre punti di Gasol (fallo di Zeller) consentivano a 2:47 ai Bulls di muovere il punteggio sul 54-39.
Un gioco dentro fuori ripetuto sulla sinistra tra Hawes e Batum, era interrotto dal francese che apriva sul centro destra dove Walker schermandosi in diagonale con Hawes stesso, prendeva palla e scaricava da tre per il 57-39.
Non era finita però perché i Calabroni gestivano male il possesso finale e Gasol sulla sirena infilava la tripla frontale per il 57-42 finale di primo tempo.
MKG, 20 punti per lui...

MKG, 20 punti per lui…

 
Al rientro dal tunnell degli spogliatoi la musica non cambiava, Charlotte era ancora la prima a segnare nel quarto con un sottomano di Batum arrivato dopo una transizione per merito della difesa.
Un assist di Batum ben calibrato consentiva a Kemba di arrivare sul pallone in ritmo, dardo avvelenato da tre punti per la nostra point guard e gara sul 62-42.
I Bulls si riprendevano i 5 punti persi con Gasol e poi Dunleavy, un paio di passaggi sull’esterno e la difesa di Charlotte collassava subendo la tripla aperta dell’ala piccola avversaria.
A 8:51 la difesa dei Bulls andava in tilt su Batum, lo prendo io, lo prendi tu, due giocatori si allontanavano lasciando solo ma non triste Nicolas che dalla linea dei tre punti ci provava e aveva ragione.
Gibson e Dunleavy accorciavano di 4, Hinrich potrebbe ridurre ulteriormente lo svantaggio dopo un pallone rubato a Zeller, ma Marvin Williams sulla transizione della guardia avversaria si abbatteva stoppando il tiro e McDermott sul rimbalzo andava corto da sotto, così in transizione Kemba arrivava quasi al ferro e alzava un pallone per Batum, il quale segnava ma il tutto era annullato dal fischio precedente di un arbitro che concedeva comunque per il clear path due liberi a Walker più palla in mano a Charlotte.
Gli Hornets splittavano dalla linea con Walker e perdevano palla con Zeller; sul passaggio verso di lui la sfera colpiva lo stinco del nostro pivot terminando oltre la linea di fondo.
A blindare i tentativi di rientro di Chicago ci pensava la difesa, un extra pass smarcante per Gibson solo sul lato sinistro del canestro davano la possibilità a Taj di pregustare la dunk, a cancellarla arrivava come un bolide MKG però, il quale poi veniva innescato in transizione appoggiando tuttavia corto, segnava ribadendo a canestro Walker, bravo a seguire l’azione a rimorchio.
Zeller in aiuto a Marvin in post basso destro su Gibson faceva rimbalzare il tiro dell’ala avversaria sul vetro, arrivava allora un runner di Walker a 6:09 per il 70-51.
A 5:22 continuava il dominio Hornets che con una serie di passaggi ubriacavano la difesa della squadra di Hoiberg; palla a Zeller che dal corner sinistro festeggiava l’insolita tripla.
Un tap-in di Gasol a 5:00 fermava il parziale degli Hornets che comunque entravano in fase da fisica quantistica quando dall’altra parte si avverava anche la tripla di MKG, un open dal lato destro per il 76-53 che a 4:34 mostrava un Kidd-Gilchrist capace anche di tirare da fuori. Dalla linea poco dopo non aveva problemi portando sul 78-53 la partita, a questo punto Chicago si tuffava nel mondo dell’impossibile e tentava di riaprire una partita già chiusa sul -25…
Brooks segnava in arresto e tiro veloce, un pullup che difendeva bene il neoentrato Bairstow, bravo a piazzarsi prima del semicerchio prendendo lo sfondamento di Kaminsky.
Il lungo bianco portava in dote anche due punti in attacco, per fortuna gli Hornets dalla lunetta tenevano a bada i Bulls, prima con Kaminsky (fallo di Portis), poi dopo due pt. di McDermott era Brooks a rovinare con un fallo un meraviglioso passaggio schiacciato di Hawes sulla corsa di Walker.
A 1:22 comunque Kemba segnava le sue due conclusioni, nel finale di quarto i Bulls accorciavano un po’ terminando con due liberi di Bairstow che chiudevano il penultimo quarto sull’87-56.
Una tifosa chiede un regalo più prosaico per San Valentino.

Una tifosa chiede un regalo più prosaico per San Valentino.

 
Chicago approfittava dell’assenza di Walker in campo e piazzava a inizio ultimo quarto un parziale di 8-0 concluso da un gioco da tre punti di McDermott bravo a realizzare l’87-73.
A 8:49 Hawes si rendeva utile in post basso sinistro, arrivavano altri due giocatori Bulls a triplicarlo ma troppo tardi; turnaround e 89-73.
Kemba veniva fatto rientrare da Clifford quando alla fine mancavano sette minuti e poco più di una manciata di secondi, tuttavia McDermott a 6:54 infilava la tripla del -12 (90-78).
Charlotte iniziava ad andare in difficoltà, anche perché Kemba era stoppato da Gasol, per fortuna il pallone rimaneva nelle mani dei bianchi di Clifford e ai 24 secondi ormai, dopo un tiro di Zeller sul ferro, MKG segnava in tap-in nonostante McDermott fosse agganciato a lui.
Fallo e gioco da tre punti per la nostra ala in un momento delicato. Dopo due punti di Gasol Charlotte chiudeva la gara; Marvin stoppava in uno contro uno Bairstow e Walker a 5:26 si liberava dello stesso lungo con la penetrazione troppo veloce per l’avversario; sottomano al vetro senza disturbo e Charlotte sul 95-90 ormai in controllo.
A 4:49 un gioco mobile dentro/fuori tra Kemba e Marvin portavano quest’ultimo a “cacciare” una tripla dall’angolo sinistro.
Moore segnava, Charlotte no ma il rimbalzo offensivo era catturato e Walker congelava il cronometro, partenza, assist saltato verso l’interno, dove in mezzo a due maglie rosse MKG tirava giù una schiacciata colossale.
Con due bombe (una a testa) di Batum e Marvin Williams ad ampliare il divario, la gara terminava sul 106-81.
Spencer Hawes, sta migliorando.

Spencer Hawes, sta migliorando.

 
Decisivi i rimbalzi per Charlotte che ha controllato nella seconda parte tirando alla fine peggio di poco dei Bulls, anche se in realtà quando serviva, abbiamo tirato nettamente meglio di una squadra con troppe assenze importanti.
Per una volta non siamo noi quelli con l’infermeria piena e questa è già una notizia.
chachi2 chachi3
 
Pagelle:
 
(anche se non è il loro segno cinese, metaforicamente assegniamo un animale associato all’oroscopo orientale a ogni giocatore)
 
Walker: 7,5
30 pt. (8/19), 8 assist, 7 rimbalzi, 3 rubate. Kemba spinge in attacco e prende piede in difesa dove ruba tre palloni. Ottima serata condita anche da otto consistenti assist. Segno cinese: Serpente. Kemba s’insinua nella difesa avversaria e controlla saggiamente le situazioni.
 
Batum: 7
19 pt. (8/13), 8 assist, 13 rimbalzi, 2 rubate. Perde 4 palloni ma gioca veramente bene nel primo tempo, nel secondo tempo sbaglia troppo quando serve, tuttavia mette su dei numeri importanti. Fade-away fantastici nel primo tempo. Segno cinese: Capra. Altruista e creativo.
 
Kidd-Gilchrist: 7,5
20 pt. (7/14), 7 rimbalzi, 2 stoppate. Fermato un paio di volte ma non è grave, confronto di ciò che ha mostrato in campo, con almeno un paio di realizzazioni eccellenti e una stoppata a cambiare l’inerzia dell’incontro quando la partita sembrava poter prendere la china dell’insidiosa rimonta Bulls. Segno cinese: Tigre. Si acquatta e colpisce. Aggressivo, coraggioso, protettivo.
 
M. Williams: 6,5
9 pt. (3/7), 5 rimbalzi, 1 rubata 2 stoppate. Buona gara di Marvin, se la gioca alla pari con Gibson, una stoppata importante. Su azione apre e chiude la partita per Charlotte con due bombe. Segno cinese: Drago. Associato alla salute, Marvin è l’unico ad aver disputato tutte le gare di regular season, inoltre le sue lunghe triple ricordano la scia lasciata da un drago orientale.
 
C. Zeller: 6
5 pt. (2/3), 8 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Perde tre palloni ed è cacciato fuori per falli. Si arrangia. Una buona stoppata nel finale. Segno cinese: Bufalo. Deve lavorare duro e continuare con questo spirito per ottenere risultati ancora migliori.
 
Hawes: 6,5
13 pt. (5/9), 8 rimbalzi, 1 stoppata. Un bellissimo assist e il merito di aver interrotto il parziale Bulls a inizio ultima frazione. Anche lui nel finale fuori per falli. Segno cinese: Scimmia. High IQ basket che gli fa prendere la decisione migliore in base a quello che sta succedendo intorno. Dopo aver passato parte della stagione a tentare cose improbabili ora sta forzando meno e la dote nel passaggio è naturale.
 
Kaminsky: 5,5
5 pt. (0/3), 4 rimbalzi. Due falli e una palla persa. Frank segna tutti i suoi punti ai liberi, da dove comunque riesce a non far rientrare i Bulls. Un open 3 mancata che sarebbe servita. Segno cinese: Topo. Furbo e ricco di possibili soluzioni.
 
Lamb: 5,5
5 pt. (1/5), 1 rimbalzo, 1 assist. Concentra il suo meglio a cavallo tra primo e secondo quarto quando segna i suoi punti. Un buon intervento difensivo ma impreciso al tiro e poco concreto nel finale. Segno cinese: Coniglio. Ha talento e gusto ma si perde.
 
Lin: 5,5
2 pt. (1/7), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Si ostina con la tripla ma non entra, farà 0/4 da tre punti. Utile in diversi casi, in difesa, in pressione e a rimbalzo. Segno cinese: Gallo. Un po’ troppo pretenzioso da tre punti, è però un buon osservatore, assist e difesa, elastico e tenace.
 
Coach Clifford: 7
Continua con il suo minutaggio per 9 giocatori in rotazione. Non si vedono più Roberts, Daniels, Hansbrough e compagnia, il lato positivo è che prendendo più minuti in campo, se non si stancheranno presto, questi nove tutto sommato paiono aver trovato buona coesione e intesa. La squadra quando serve riesce a fare gioco, peccato che il test sia stato inficiato da numerose assenze nelle fila avversarie ma oggi andava bene così.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.