Game 53: Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 95-107

 
TentativHornets
 
La corsa allo spazio, la guerra fredda sul finire degli anni ’50 che portò in orbita lo Sputnik1 dei sovietici dando inizio all’era spaziale.
La NASA era indietro dal punto di vista tecnico e progettuale, così, nell’ottica dell’inimicizia tra le due superpotenze corse ai ripari, ma il primo modello del razzo Vanguard lanciato verso il cielo, esplose in fase di ascensione.
Da lì al primo allunaggio per passare all’Apollo 13, l’allunaggio tentato e non riuscito con la famosa frase di Swigert: “Houston abbiamo avuto un problema qui” il passo è stato rapido…
Ok, uno dei serbatoi dell’ossigeno era esploso, l’equipaggio si salvò rientrando con un modulo lunare di salvataggio, ancora abbastanza grezzo…
Anche gli Hornets sono in questa fase pioneristica, ahimè a metà stagione, i playoffs potrebbero arrivare penso solo attraverso il mercato (in tema di progresso), anche perché Zeller, appena recuperato, ha giocato solo 21 minuti con qualche problemino fisico di troppo ancora.
Dopo un primo tempo chiuso in vantaggio e ben giocato, il collasso nel terzo periodo, nel finale Clifford ha messo un quintetto piuttosto basso per cercare di recuperare, con Marvin come centro.
Tentativo di diversificazione vano, il gap contro i top team dell’anno c’è e se si decide di tentare l’allunaggio post-stagionale va corretta la rotta della navicella.
In serata si vince a rimbalzo 47-41, negli assist 26-22, si perde nelle rubate 8-13 e soprattutto i turnover (con Charlotte sul podio) sono quelli che costano la partita.
21-17 con Houston lesta ad approfittarne.
30 pt. e 11 rimbalzi per Harden, 17 per Beverley, mentre per Charlotte Batum si è fermato a 15, Walker a 14…
 
Houston di coach D’Antoni, affamata di vittorie, cercava la numero 39 per insidiare gli Spurs e il loro secondo posto a Ovest. In North Carolina quindi il quintetto proposto dallo scafato coach vedeva scender subito sul parquet; Harden, Beverley, Ariza, R. Anderson e Capela con Gordon in panchina ma solo come spettatore a causa di problemi fisici.
Per Clifford i 5 da schierare immediatamente erano; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Cody Zeller al rientro.

Cody Zeller al rientro ha finito con luci e ombre in 21 minuti sul parquet.
L’energia c’è, ma nel finale è rimasto fuori con qualche problema fisico forse non del tutto risolto.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Zeller portava a casa subito la palla a due, Charlotte attaccava con Marvin Williams che chiuso a mezz’altezza nel pitturato rilasciava un floater leggiadro senza commetter sfondamento. Anderson da tre tirava corto, Zeller andava a vuoto da vicino dovendo ancora prendere il ritmo, Harden sbagliava il tiro contro MKG, poi a Zeller era fischiato un fallo offensivo.
Charlotte difendeva forte ma Beverley dalla baseline destra girava davanti a MKG staccandosi un pochino per il tiro del pareggio. MKG dall’area segnava il 4-2 seguito da Kemba bravo a metter dentro il layup grazie al passaggio di Batum che sorprendeva i Rockets nella zona centrale dell’area da dove arrivava il nostro playmaker per concludere.
A 9:22 Capela in area accorciava, gli Hornets ripartivano e dalla linea di fondo destra Batum serviva in corsa Cody, dunk unstoppable a due mani per l’8-4.
Houston reagiva con Anderson che da una drive andava a contatto con Cody, il quale finendo per terra lasciava il via libera ai due dell’ex Pelicans.
Gli Hornets guadagnavano altri due punti ma i Rockets trovavano comunque il pareggio a 7:36 con un fede-away di Anderson, passando anche in vantaggio con Capela, bravo a recuperar un rimbalzo offensivo dopo l’errore di Harden in entrata con l’eurostep.
Charlotte raggiungeva il 12-12 con un passaggio verticale di Batum corto; la difesa di Houston collassava incredibilmente sul francese lasciando solo MKG a pochi cm dal canestro, facile per il nostro numero 14 pareggiare.
A 6:25 la sfera viaggiava in orizzontale da Batum a Williams, tre punti e Hornets di nuovo in vantaggio (15-12), incrementato a 5:54 quando un passaggio dietro la schiena di Walker trovava Zeller in corsa per due punti in entrata e tiro libero aggiuntivo.
Calabroni sul 18-12 che non si arrestavano, infatti, da una transizione Lamb ricavava due punti dalla media distanza con la sospensione per il +8, a quel punto l’asse Harden/Capela realizzava l’alley-oop e a 3:21 gli arbitri regalavano due punti a Harden; goaltending ma non reale, Marvin arrivava sul pallone quando lo stesso raggiungeva il suo apogeo, stoppata solare ma solo dopo il replay.
Due punti incamerati per i texani che anticipavano i due regolari di Harrel per il 23-21, per fortuna Lamb in entrata alzava un pallone che ricadeva perfettamente nella retina prima che a 1:44 Anderson segnasse il 25-23.
Plumlee segnava due punti con uno spin in area su Dekker mentre Harden continuava a trovare difficoltà in attacco, Brewer commetteva il secondo fallo in pochi secondi sulla palla appena recuperata d Kaminsky in torsione, così Frank metteva dentro due FT per chiudere il primo quarto sul 29-23.
 
Batum ripartiva nella seconda frazione guadagnando anche qualcosa per sé.
Due liberi e altrettanti punti a 11:51, solo Houston realizzava da tre con Ariza dopo una rubata di Brewer ai danni di Roberts.
Ci pensava Marco a “vendicare” il piccolo play degli Hornets con un lungo due sparato in faccia al difensore dei texani.
Brewer provava a replicare ma sbagliava il tiro da lontano sulla difesa del Beli, Houston riusciva invece a segnare grazie a un fast break concluso da Dekker in violenta schiacciata a 10:35.
Venti secondi più tardi Kaminsky in entrata con allungo guadagnava due punti e un FT; gioco da tre punti per il 36-28. Dekker tentava ancora la violenza sull’anello ma sbagliava recuperando il rimbalzo, altro tiro e altro errore, ma sulla palla vagante arrivava prepotentemente Harrel per la schiacciata appesa a due mani.
Gli Hornets non badavano troppo a ciò e rispondevano con Belinelli e un jumper di fino a 9:38.
La squadra di D’antoni, staccata di otto lunghezze, riduceva il gap a tre con Dekker da due (ravvicinato vs Frank) e una tripla di Beverley a 8:25.
Un lob perfetto di Batum scavalcava Harden, Kaminsky riceveva e metteva dentro senza oppositori da pochi passi, lato destro del ferro.
Ariza scappava via a Marco sulla linea di fondo destra andando a schiacciare il 40-37, in più Harden in lunetta realizzava un 3/3 che ristabiliva la parità a quota 40.
Batum (autore del fallo precedente), si faceva perdonare in attacco, dal lato destro continuava a essere ispirato; passaggio perfetto sul taglio in corsa di Kaminsky bravo a depositare il 42-40.
Beverley dalla rubata pareggiava, poi recuperava un pallone, Kemba si prendeva un tecnico sull’azione ma Harden falliva il libero del +1 ospite.
A 4:52 su un retropassaggio di Batum, Walker segnava una bomba dalla top of the key, Capela a 4:38 potrebbe pareggiare segnando due punti recandosi in lunetta (altro tocco di Batum), ma il suo 0/1 faceva conservare il +1 alla squadra di Clifford.
Dalla lunetta però arrivava il pari; tre secondi chiamati a Charlotte…
Harden al tecnico e pareggio a quota 45.
A 3:41, dal palleggio Batum ricavava tre punti, Harden poi subiva uno sfondamento di Zeller sulla destra (annullato il canestro) mentre MKG sopravviveva allo stesso James, così a 2:21 Charlotte metteva dentro due punti dal post basso destro, sempre Zeller e sempre dal post basso destro, questa volta tutto regolare per il 50-47.
Marvin allungava con due FT (fallo sulla palla vagante offensiva per e di Brewer), Walker subiva due cariche da Capela e da Harden, Kemba a :28.7 realizzava un pullup aiutandosi con il primo ferro ma lo step-back di Harden da tre consegnava allo scoreboard il 54-50 per almeno 10 minuti.

Jeremy Lamb su Harrell.
8 punti per il #3 di Charlotte in 11 minuti sul campo stanotte.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Rientrati in campo gli Hornets segnavano per primi con due liberi di Marvin Williams a 11:35 ma il +6 si assottigliava subito dimezzandosi a +3 con una tripla di Beverley dal corner destro su Kemba.
Reazione Hornets: drive di Kemba, passaggio corto a sinistra vicino al ferro per MKG, il quale vedeva più libero di lui Zeller a centro area, extra pass e dunk per il 58-53.
Un pullup di Kemba a 10:04 faceva allontanare dalla zona rossa Charlotte che sul +7 subiva un gancio di Capela, ma Batum ristabiliva il vantaggio dopo finta e tiro dalla baseline destra.
A 9:06 Ariza da tre punti dava il -4 ai Rockets che pareggiavano a 8:01 sempre di tripla portando il punteggio sul 63-63.
Charlotte andava d’insieme con troppi turnover concessi, e anche se ci si salvava su quello concesso all’azione successiva al pareggio, Williams era sfortunato da tre mentre Anderson spostandosi dopo la finta sul lato destro, realizzava tre punti per il 63-66.
A 7:14 Clifford chiavava il time-out ma Charlotte al rientro perdeva l’ennesimo pallone, Belinelli non segnava ma Kemba in step back su Capela a 6:21 sì, accorciando sul -1.
Houston però trovava il via per la fuga finale a 5:55 quando Harden giunto quasi ai 24 segnava da tre punti in maniera difficile contro MKG.
Trenta secondi più tardi Williams in rotazione salvava un canestro già fatto bloccando irregolarmente Capela che ai liberi non essendo una cima splittava portando pur sempre il punteggio sul 65-70.
Harden in ritmo dalla diagonale destra scavalcava un’altra volta MKG colpendo da tre punti, a 4:24 nel suo piccolo il nostro numero 14 restituiva due punti con la sospensione da destra e nonostante a 3:47 M. Williams in entrata recuperasse un contatto con Anderson, mettendo dentro solo il secondo dei due liberi assegnati, aggiungendo un punto, le distanze rimanevano ancora siderali.
Un -5 destinato ad accrescersi a 3:08 per effetto dell’entrata di Harden e di un fallo (da spendere) di Lamb su Anderson.
Sul -9 Lamb restituiva l’illusione di una possibile rimonta con una tripla a 2:35 ma solamente 13 secondi più tardi Anderson affossava le speranze dei Calabroni restituendo da oltre l’arco per il 71-80.
Charlotte passava dal -9 al -10 quando sul finire del periodo, sul contatto MKG/Harden, gli arbitri prima assegnavano canestro e libero (decidendo per la continuazione), poi arretravano concedendo solo i due FT che, realizzati dal play barbuto, consentivano a Houston di chiudere sul +10 (76-86) il terzo periodo.
 
Nell’ultimo quarto Belinelli apriva la mano con due ma Brewer usava due FT mettendo il due di denari da carte francesi, a 10:50 Roberts calava il 3 di cuori infilando la sua prima tripla stagionale ma da un altro fast break Harrell usava le napoletane mettendo sul tavolo l’asse di bastoni con la schiacciata dell’81-90.
La partita volgeva al termine quando Kaminsky da tre sfiorava la retina esterna mentre Ariza colpiva da tre con Charlotte tutta schiacciata nella propria area.
-12 (81-93), a poco serviva la tripla di Roberts a 8:55 (84-93), oppure il taglio di Marco su passaggio di Batum per il layup dell’86-95.
Houston cercava e trovava i punti deboli di Charlotte come l’angolo destro da dove Beverley aveva ancora modo di battere Kemba (pur presente) da tre punti, la difesa dei Rockets forzava tiri che Charlotte non segnava, si finiva così con un alley-oop esagerato di Harrel, quando ormai a partita finita, le squadre per rispetto, sovente non giocano più.
95-107 il punteggio finale con Charlotte che per ripartire aspetterà i Clippers alle 23.00 italiane nella prossima sfida casalinga.
 
Pagelle
 
Walker: 5
14 pt. (6/14), 5 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. -15 di plus/minus, nel secondo quarto su di lui arrivano raddoppi, alla fine Kemba perderà 6 palloni recuperandone due in difesa a causa di sfondamenti e un altro da steal. Troppi errori, lento su certi layup finisce per farsi stoppare 3 volte. Qualche buon tiro ma la percentuale finale non è lusinghiera e se si ferma lui son dolori… In più subisce qualche tripla di troppo da Beverley, anche se lui c’è nell’angolo.
 
Batum: 6
15 pt. (5/10), 8 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata. Equilibrato. Perde tre palloni ma al tiro non fa male. Recede un po’ nei tentativi d’entrata ma arriva in doppia doppia con un primo tempo ispiratissimo che lo portava già a 8 assist. Si ferma nel secondo come uomo assist e la squadra ne risente.
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
8 pt. (4/9), 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Gran primo tempo su Harden che nel terzo quarto gli segna due triple in faccia. E’ lui che mette dentro due punti per il tentativo di recupero ma poi il Barba mette su numeri, anche se non sempre sono sue “le colpe”. Però… come Kemba… se non funziona lui come stopper difensivo, è dura…
 
M. Williams: 5,5
12 pt. (3/8), 7 rimbalzi, 2 rubate. Latita nella tripla (1/4), peccato per la stoppata buona non considerata valida. Nel finale si adatta a un ruolo non suo e lascia sparare i più piccoli.
 
C. Zeller: 6
9 pt. (4/8), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Attivo in difesa conquista due palloni, un po’ lento di riflessi ne perde tre. Anche per lui nella fase più importante della partita, scelta improbabile, un lungo due a colpire la base del ferro. Pazienza, il suo apporto in 21 minuti lo da, anche se Capela in area con i suoi semiganci e simili lo batte diverse volte o conquista rimbalzi.
 
F. Kaminsky: 5
9 pt. (3/9), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Salvate il soldato Frank. Scelte di tiro peggiori di quella citata di Zeller. Nel finale spara una tripla da ben oltre la linea da tre aggiustandosi dalla diagonale destra; tiro a sfiorare la retina, ma anche altre occasioni da oltre l’arco sprecate (0/3). Non voglio certo vessarlo ma giocar con lui è a handicap. 20 minuti son troppi, Clifford lo risparmia nel finale ma il danno è fatto o il dado è tratto, come preferite.
 
M. Belinelli: 5,5
10 pt. (5/13), 4 rimbalzi, 1 assist. Due le perse e 0/3 da fuori. Purtroppo Marco sbaglia alcuni tiri per cercare di riaprire la partita, dopo un buon inizio non riesce a esser uomo utile a Charlotte per cercare di riaprirla seriamente.
 
B. Roberts: 6
6 pt. (2/4), 2 assist. Prime due triple dell’anno e una persa. Giocatore elementare ma funzionale. +2 per lui nei suoi 12 minuti in campo. Due su tre da oltre l’arco.
 
Mil. Plumlee: 6
4 pt. (2/2), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Abbonato ai 4 punti a partita stavolta non sbaglia nemmeno un tiro. Roba facile comunque… Zeller gli toglie minuti e lui ne gioca solo 13. Non incide ma non sfigura.
 
Lamb: 5,5
8 pt. (3/8), 3 rimbalzi, 1 assist. Gioca 11 minuti e a livello di punti va bene, come FG è sufficiente, come palle perde gravemente insufficiente con 3…
 
Coach Clifford: 6
Un po’ fa bene, un po’ pasticcia. Troppa la differenza tra i due team quest’anno. Il piccolo chimico ormai con una squadra dai tasselli del puzzle spostati. Prova a incollarli con il Bostik ma in serata trova il tassello Kemba con un lembo rovinato, Lamb e Belinelli non si agganciano perfettamente e il tassello di Kaminsky non lo si trova più…Se Frank deve giocare meglio nella prima parte, nella seconda scopare, meglio usare Plumlee e incastrarlo in un quintetto equilibrato.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.