Game 54; Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 81-92

Il selvaggio Ovest a oggi non è terra di conquista per i Calabroni.
Anche a Dallas la squadra di Clifford si è battuta ma secondo le proprie possibilità; infortuni e limiti tecnici hanno determinato la quinta sconfitta consecutiva.
Con Kemba Walker che dovrebbe rientrare (un po’ arrugginito?) il 16 marzo la regia è affidata a Mo Williams, il quale nella notte ha smistato soli 3 assist e ha perso 5 palloni, però ha segnato 22 punti, manna dal cielo per gli Hornets che hanno uno tra i peggiori attacchi della lega. Anche questa sera la percentuale al tiro dal campo è stata bassa (36,7% con 33/90) a causa di qualche scelta di tiro e della difesa di Chandler e soci.
Zeller e Jefferson hanno fatto un discreto lavoro a rimbalzo, in particolare il secondo ma insieme hanno finito per mettere un frustrante 4/20 dal campo e nessun titolare ha stoppato un pallone, le uniche due stoppate sono arrivate da Maxiell e Stephenson…
I Mavs sono stati molto aggressivi ma Charlotte non può più permettersi sconfitte, sta scivolando pericolosamente nel limbo del purgatorio delle squadre incompiute, all’undicesimo posto e con le avversarie playoffs che corrono.
Indiana ha battuto Golden State nella notte e Detroit si è sbarazzata di Washington, inoltre mentre scrivo, anche Boston è in vantaggio di pochi punti a Los Angeles nella classica contro i gialloviola.

Jefferson contro Chandler. Un match-up che ha visto vincitore il secondo. Nonostante il season-high di rimbalzi di Jefferson, Big Al non è riuscito a creare il suo solito gioco offensivo finendo con 8 punti e 4/16 dal campo.

Jefferson contro Chandler. Un match-up che ha visto vincitore il secondo. Nonostante il season-high di rimbalzi di Jefferson, Big Al non è riuscito a creare il suo solito gioco offensivo finendo con 8 punti e 4/16 dal campo.

Gli Hornets scendevano sul parquet texano in tenuta viola con; Mo Williams, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson, i Mavs (in divisa bianca) proponevano; Rondo, M. Ellis, R. Jefferson, Novitzki e T. Chandler.

Dallas aveva bisogno di scaldarsi all’inizio, il tiro di Monta Ellis era fuori misura, Mo Williams invece passava dietro a Zeller e guadagnava il centro dell’area in corsa e rilasciava la palla a pochi passi dal canestro e portava in vantaggio i viola.
Dallas effettuava un altro tiraccio con Rondo, Mo Williams colpiva il ferro e Dallas pareggiava con lo stesso Rondo che dalla baseline destra colpiva con un lungo tiro da due punti.
Big Al non riusciva a segnare ma Henderson in difesa intercettava un pallone e portava il contropiede in avanti, assist sulla sinistra per Kidd-Gilchrist, il quale passava agilmente sotto Rich. Jefferson per andare ad appendersi al canestro in schiacciata.
Dallas tuttavia passava in vantaggio con R. Jefferson che dal lato sinistro trovava benevolmente i rimbalzi dell’anello interno per il 4-5. Charlotte in attacco faceva scadere i 24 secondi in attacco e in difesa subiva la decisione degli arbitri prendendo un libero contro (Novitzki a segno) a causa di una violazione dei 3 secondi in area.
Lo stesso Novitzki poi non lasciava scampo alla difesa di Zeller; per ben due volte riusciva a tirargli in faccia nonostante Cody facesse il possibile.
I 4 punti ottenuti da Dallas portavano il punteggio sul 4-10.
A 7:53 Jefferson segnava in tap-in sull’errore di Kidd-Gilchrist ma le difficoltà offensive di Charlotte sembravano evidenti, quelle difensive ancora di più; Chandler si muoveva facilmente nel pitturato e con un gancio aumentava il punteggio dei texani.
MKG a 6:56 faceva da solo; fintando ingannava il difensore per fare un paio di passi avanti e in avvitamento concludere con un inusuale tiro che andava comunque a bersaglio.
La facile entrata di monta Ellis però convinceva coach Clifford a chiamare il time-out sull’8-14.
La pausa non era però fruttuosa per Charlotte.
Al rientro Mo Williams falliva la conclusione e Al Jefferson era veramente poco elastico sul rimbalzo, il pallone gli passava vicino ma Big Al non si abbassava bene per recuperarlo.
Sul fronte difensivo Aminu falliva una facile occasione, più per propri demeriti che per meriti difensivi della squadra di Jordan, in attacco Charlotte perdeva palla, poi sbagliava con Jefferson e Henderson.
Per rivedere una buona azione di Charlotte bisognava aspettare l’inserimento di Henderson che riceveva dal post basso sinistro da Henderson a 5:02 per un buon canestro, quello del 10-15.
La squadra di Clifford però si smarriva in attacco e Dallas offensivamente continuava ad avere alte percentuali; Rich. Jefferson da tre, Ellis e poi Stoudamire portavano il punteggio sul 10-22.
Stephenson con una drive sulla sinistra alzando la parabola a 1:42 e poi con un’entrata frontale a 1:03 (azioni intervallate dal canestro di Barea) portava il tabellone sul punteggio di 14-24.
Dallas comunque manteneva saldamente in mano ritmo e operazioni tanto che a :45.6 arrivava un buon assist sotto per Stoudamire che schiacciava in faccia a Jefferson.
Marvin Williams andava a segno ma l’ultima parola del primo quarto era ancora dei Mavs che con Barea servivano Stoudamire per l’alley-oop che chiudeva il primo quarto sul 16-28.

Il secondo quarto si apriva forse anche peggio del primo.
Maxiell tirava più o meno sballato come al parchetto, Taylor recuperava palla in difesa in modo da dare un’altra occasione agli Hornets, Stephenson andava in dribbling ma era stoppato da Aminu e a 10:54 arrivava il canestro di Barea in veloce transizione.
Taylor mancava la tripla e in difesa commetteva fallo su Barea, il quale dalla lunetta allungava sul 16-32.
Charlotte ritrovava confidenza con il canestro con Maxiell che dal pitturato segnava andando al leggero contatto con Aminu.
Per gli arbitri era fallo ma il centro di riserva degli Hornets tirava un air-ball che sfiorava solamente la retina esterna.
Taylor diventava protagonista di questa breve fase fermando Villanueva, ma fallosamente.
Il lungo con la fascetta splittava mentre dall’altra parte la fulminea partenza dello stesso Jeffrey coglieva un po’ impreparati i Mavs che andavano a chiudere in due sulla linea di fondo destra.
Novitzki in leggero ritardo franava addosso all’ala piccola degli Hornets e Charlotte beneficiava di due liberi poi trasformati che mutavano il punteggio sul 20-33 a 9:41.
Stephenson riusciva a rubare un pallone e a lanciare Taylor, i Mavs preferivano rimandarlo in lunetta anziché concedere il tiro facile ma Jeffrey era tranquillo e fermo, arrivava quindi il 22-33.
I Mavericks però segnavano con Villanueva che metteva dentro la tripla da 45° sinistra e con R. Jefferson dal lato destro mettevano un’altra bomba.
Per Charlotte il divario tornava ad allargarsi (22-39).
L’asse Rondo/Chandler portava i Mavs sul +19 (24-43) con un alley-oop del centro.
A 5:34 arrivava finalmente anche per gli Hornets il primo tiro pesante della partita. Marvin Williams infilava dalla diagonale sinistra, la difesa di Charlotte iniziava a stabilizzarsi facendo lavorare i Mavericks e Mo Williams a 4:03 metteva un lungo due punti per il 29-43.
Charlotte tornava sul -10 a 1:38 con una penetrazione frontale di Mo Williams e in difesa Zeller si faceva perdonare un paio di errori precedenti al tiro con una difesa di livello su Novitzki.
A :27.6 Jefferson fa ad autoscontro con Chandler, questa volta il centro di Charlotte si ritagliava lo spazio e aveva la meglio sull’ex Hornets.
Con questo canestro gli Hornets tornavano a una cifra di svantaggio ma Monta Ellis a :14.8 realizzava due FT dopo un contatto con Zeller.
Mo Williams non riusciva a segnare mentre Monta Ellis si, peccato (per loro) che il tiro della guardia dei Mavs fosse effettuato pochissimo dopo l’accensione della luce rossa.
A Riposo quindi si andava sul 35-45.

La ripresa iniziava con Big Al a forzare un gancio che non dava esiti positivi contro Chandler. Dopo qualche tiro andato a vuoto da parte di entrambe le squadre, era Henderson dalla lunetta a muovere il punteggio a 10:43 con due conclusioni buone.
Charlotte però lasciava solo Chandler dalla top of the key, il centrone non ci pensava troppo e metteva due punti con la sospensione.
Mo Williams ravvivava la partita con una tripla a 10:19 e il distacco diminuiva fino a 7 punti (40-47).
A questo punto Charlotte invece di riavvicinarsi perdeva terreno, un paio di palloni persi (l’ultimo di Henderson con conseguente fallo di frustrazione) davano la possibilità ai texani di riallontanarsi.
Rondo segnava i punti del 40-53 e la situazione in attacco non migliorava; Jefferson tirava corto e sbagliava ancora, poi Mo Williams a 7:13 metteva dentro un bel pallone per Zeller, il quale girato verso la linea di fondo riusciva solo a intuire il passaggio che gli passava sopra la spalla non trattenuto dalla nostra ala.
Dieci secondi dopo un altro jumper di Chandeler dalla media mandava gli Hornets sul -15.
Poco dopo ci sarebbe un fallo sul tiro di MKG commesso da Richard Jefferson ma gli arbitri lo davano sulla palla vagante e assegnavano la rimessa.
Aminu provava la power jam ma la sua furia in schiacciata si fermava sul ferro, la palla si stampava sull’anello e schizzava via, così a 6:03 Mo Williams sul ribaltamento paradossalmente sfruttava la situazione per una tripla.
I Mavs un po’ scossi e disattenti concedevano anche un facile canestro a Jefferson in modo che la squadra di Clifford potesse ritornare sul -10, 45-55. Dopo il terzo canestro di Chandler in jumper i Mavericks potrebbero segnare in transizione ma MKG era bravissimo arretrando ad affrontare due avversari, il pallone alla fine perveniva a R. Jefferson che staccava e metteva dentro una slam dunk potente.
Tutti e due i giocatori però lavoravano con il braccio inutilizzato in maniera non corretta. Secondo l’interpretazione arbitrale il canestro era da annullare.
Lo scampato pericolo ravvivava anche MKG che attaccava sulla baseline destra, la sua scivolata era contenuta dalla coordinazione dello stesso Michael che recuperava e segnava da sotto a 4:04.
La scuderia Williams di Charlotte correva in transizione e segnava altri 3 punti; assist di Mo, canestro di Marvin, fallo di Aminu con libero infilato e 50-57 a 3:42. Stoudamire era chiuso da Jefferson sulla linea di fondo destra, Mo Williams era rapido ed efficace ad andare in raddoppio e a strappare il pallone dalle mani dell’ex New York Knicks e Charlotte con un libero tornava a due possessi lunghi.
I Mavs però, con Harris si rilanciavano con la sua tripla aperta per il 51-60.
Poi Stoudamire in schiacciata e Novitzki con un libero aggiungevano 3 punti in più.
Per Charlotte il momento che esaltava i suoi tifosi arrivava a 1:20 dalla fine del terzo quarto; pazzesco crossover di Mo Williams che evitava la difesa di Harris e Stoudamire e circus shot appoggiato al vetro per il 53-63.
Mo Williams continuava l’opera pro Charlotte con una tripla ma l’avvicinamento della squadra del North Carolina era sempre precario.
Ancora una volta Dallas ricacciava indietro gli uomini di Clifford con Stoudamire che prima segnava dal pitturato e poi s’inseriva bene in area.
Gli arbitri davano fallo contro MKG e il centro di riserva dei Fuorilegge metteva altri due punti a 3 secondi dalla fine, fissando il punteggio totale alla fine del quarto sul 56-67.

L’ultimo quarto era giocato sulla falsa riga del terzo.
L’avvicinamento concreto ai Mavericks rimaneva un’utopia.
A 11:08 Stephenson con un tiro da 3 punti riportava a -10 gli Hornets che andavano a segno anche a 10:24 con un jumper di Michael Kidd-Gilchrist dalla media a destra per il 61-71 e a 10:06 con Lace lanciatissimo nell’area dei Mavs in appoggio per il 63-71.
A 10:05 Dallas preferiva chiamare un time-out che sembrava proficuo.
Dopo qualche azione i Mavs tornavano a 11 di vantaggio ma Micheal Kidd-Gilchrist non aveva voglia di mollare senza provarci e segnava due volte di seguito Il canestro a 7:52 realizzato usando il vetro valeva il 68-75.
Villanueva tirava corto contro Zeller, Charlotte tornava a vanti per tentare il -5 o il -4 ma Stephenson rilasciava la sfera facendo scaturire un orrendo air-ball.
Nel finale usciva Monta Ellis che diventava, unstoppable…
Dopo tre secondi in area chiamati a Zeller in fase offensiva Ellis a 5:40 dal palleggio tirava su il pallone e metteva dentro il 73-81.
Mo Williams dalla baseline sinistra metteva il jumper del 70-79, con gli uomini di Clifford ancora troppo lontani per pensare a una seria rimonta che diventava improba quando Chandler buttava la palla nel canestro di Charlotte con una schiacciata a due mani, anche se poi a 4:21 tornava possibile, si accendeva una flebile speranza grazie alla bomba di Marvin Williams dalla diagonale sinistra ben servito da un passaggio smarcante di Stephenson.
Il -8 (73-81) durava poco.
Monta Ellis segnava un canestro, Henderson si avvitava su se stesso con uno spin move e difficile tiro che non poteva entrare, così Ellis chiudeva la gara a 3:31 con il tiro del 73-85.
Nel finale un mini duello MKG/Ellis vedeva un canestro per parte, ormai, però il dado era tratto e la partita finiva 81-92.

Voti

Mo Williams: 6,5
22 pt. (9/20), 3 assist, 3 rubate, 1 rimbalzo. Perde ancora 5 palloni, deve migliorare un po’ sotto quest’aspetto. Per il resto è una fortuna averlo preso poiché porta punti con medie di tiro buone. Non è il salvatore della patria ma un buon giocatore.

Henderson: 4,5
4 pt. (1/6), 3 rimb., 2 assist, 1 rubata. Perde 3 palloni e segna solo 4 punti anche se Clifford gli toglie qualche minuto preferendogli Stephenson. Come dicono oltreoceano, in questo periodo è “struggling”.

Kidd-Gilchrist: 6,5
15 pt. (7/13), 6 rimbalzi, 1 assist. Commette 6 falli e va fuori alla fine. Già con problemi di falli a inizio partita, per lui e per Charlotte non brillantissimo nonostante un paio di affondi offensivi. Migliora durante la gara. Riesce a prendere uno sfondamento sulla schiacciata di Richardson. Dubbia. Tutti e due i giocatori lavorano un po’ in salto con la mano inutilizzata, comunque bravo a recuperare e a essere in quella posizione.

Zeller: 5,5
0 pt. (0/4), 10 rimbalzi, 2 assist. Nessun punto in 4 tentativi. Prende 10 rimbalzi e gli vale un mezzo punto in più. Purtroppo la percezione d’avere una PF non troppo affidabile si rivela veritiera. Un altro mezzo punto gli vale per l’adattamento su Novitzki, sul quale lavora bene dopo un paio di tiri presi in faccia ma l’attacco inesistente ne determina il voto.

Jefferson: 5
8 pt. (4/16), 17 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Soffre Chandler. Si nota per un bel passaggio per Henderson e per aver catturato il suo massimo stagionale in rimbalzi, ben 17, ma viene a mancare al tiro, ed è grave ai fini della vittoria.

Marv. Williams: 7
15 pt. (6/8), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Marvin si dedica al canestro con cura nella notte. L’impresa gli riesce bene. I rimbalzi li lascia agli altri lunghi. Si arrangia con qualche fallo.

Roberts: 5
0 pt. (0/4), 2 assist. Sbaglia tutti i tiri. Serve nettamente di più da lui.

Stephenson: 6
11 pt. (5/15), 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Non una grande prova offensiva alla fine. Qualche buona giocata creata da se stesso per arrivare al canestro e qualche buon assist. Non parte come starter ma gioca 30:41…

Maxiell: 6
2 pt. (1/2), 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata in 7:25. Jason non perde il vizio della stoppata. In assenza d Biyombo mantiene la tradizione. Anche lui gioca poco.

Taylor: 6
4 pt. (0/2), 2 rimbalzi in 6:47. Segna tutti i suoi punti dalla lunetta. Poco in campo. Contributo sufficiente.

Daniels: s.v.
0 pt. (0/0) in 16 secondi… Debutto inesistente. Gioca gli ultimi secondi. Provano a servirlo nell’angolo destro per la tripla ma c’è una deviazione e lui non riesce a prendere la sfera per sparare.

Coach Clifford: 5,5
Deve dare una scossa mischiando il quintetto. I Bulls potrebbero soffrire gente come P.J. Hairston se in giornata, l’apriscatole per la prossima gara è rischioso, ma continuare a giocare con il solito playbook noioso che le avversarie conoscono, soffocano con aggressività è un po’ limitante. Paradossalmente abbiamo l’interprete più “crazy” (Lance) di un gioco diverso, fin troppo… Si rientra tutti in difesa, anche prima del previsto per non prendere la transizione, ma a volte quegli uomini potrebbero servire per il rimbalzo, ma la frenesia di tornare indietro lascia qualche rimbalzo agli avversari.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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