Game 54: Charlotte Hornets Vs Los Angeles Clippers 102-107

 
CopiHornets
 
Charlotte cade ancora e lo fa in una gara casalinga alla portata. La nottata “Buzz City” era sempre finita in festa fino a oggi (3-0).
A rovinare i piani per il poker di Clifford, ecco l’armata di Rivers che, impegnata a guadagnarsi una posizione migliore nella griglia delle partecipanti dei Playoffs a Ovest, ha giocato senza risparmiarsi.
Buzz City a parte, il solito copione da inizio stagione.
Charlotte perde quasi tutte le gare punto a punto, oltretutto sembra avere un Kemba stremato e l’All-Star Game in programma a New Orleans non sarà certo occasione per rilassarsi poiché si parla di una lunga serie d’eventi anche fuori dal campo e non semplicemente della partitella tra Est e Ovest o la gara del tiro da tre punti.
Si celebrava la sua serata per congratularsi con lui per la convocazione ottenuta ma lui in campo è stato irriconoscibile a parte un paio di lampi da cineteca; entrate del suo repertorio.
Gli Hornets hanno sofferto a rimbalzo con 40 palloni conquistati contro i 50 presi dagli avversari, 13 i turnover dei Clippers, solo 7 quelli di Charlotte, 13/20 dalla lunetta per gli ospiti, 15/20 per noi, non è bastato…
41,2% da tre per i Clippers contro il 35,1% di Charlotte con Kemba e Marco che da oltre l’arco non hanno tirato bene.
Tra le file avversarie sono 22 i punti di Crawford (5/8 da tre), 20 quelli di Griffin e 18 quelli di Rivers (4/6 da tre).
 

Un plastico Marvin Williams che nonostante l’impegno rimane marginale in attacco e sufficiente in difesa.
(Photo by Streeter Lecka/Getty Images)

Per coach Doc Rivers, vista l’assenza di Paul fino a marzo, spazio a suo figlio più il rientrante Griffin a comporre il seguente quintetto; A. Rivers, J.J. Redick, Mbah A Moute, Griffin e D. Jordan.
Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e F. Kaminsky per Coach Clifford nuovamente costretto a rinunciare a Zeller per una ricaduta dello stesso infortunio al quadricipite che lo aveva tenuto lontano dal parquet fino allo scorso game.
 
DeAndre Jordan portava nella propria metà campo la palla in ascensione, i Clippers iniziavano in attacco ma sbagliavano il primo tiro, fallo di Kaminsky su DeAndre a rimbalzo, altra occasione, ancora errore, saltava Griffin fuori cilindro, un “animalata” saltando sopra MKG e schiacciandolo a terra, mancava solo il conteggio dei tre secondi da wrestling degli arbitri ma il fallo era pro Clippers, altra occasione con tripla tentata da J.J. ma nulla di fatto ancora, rimbalzo nelle mani di Williams, primo attacco a 11:06 con tripla di Kaminsky a segno seguita da un lungo due dalla diagonale destra di Williams per un 5-0 veloce. J.J. Redick riprovava da lontano a 9:37 ma ancora una volta il risultato era zero, anche grazie a un doppio disturbo sul tiro. Batum in entrata non trovava opposizioni sotto il ferro, plexiglass, retina e 7-0 assicurato.
Una dunk di Jordan a 9:08 sbloccava il punteggio ospite, Charlotte, però volava ancora sulle ali dell’entusiasmo iniziale e con MKG metteva dentro 4 punti dalla media distanza sulla linea di fondo destra (8:38 e 8:15, con il secondo notevole in turnaround contro J.J. Redick).
Mbah a Moute ne metteva altri due per i rossi ma a 7:33 da una dribble drive Kaminsky ricavava una parabola perfetta da metà area per il 13-4.
Dopo la replica di Mbah a Moute, Batum segnava da tre con il pullup a 6:54, 17 secondi più tardi Griffin aiutato dall’anello realizzava i suoi primi due punti di serata ma un catch and shoot di Batum dalla top of the key conquistava altri tre punti per Charlotte che scappava a 6:19 sul 19-8.
Mbah a Moute da sotto ne realizzava due mentre MKG montava guardia su J.J. Redick da inizio partita, Griffin in entrata mangiava altri due punti a Charlotte e a 3:29 Speights fintava sull’uscita di Kemba; spostamento laterale, top of the key da tre, perfetto tiro e -4 raggiunto dagli ospiti.
A 3:21 Clifford si tutelava con un time-out ma non era sufficiente, Speights e Felton finivano il parziale di 11-0 per agganciare a quota 19 la formazione di coach Clifford.
A far ripartire i Calabroni ci pensava Marco Belinelli con un efficace tiro da tre punti a 2:22, purtroppo però i Velieri, spinti dal vento di Griffin trovavano una giocata da tre punti a 1:54 che ristabiliva subito la parità per poi passare anche in vantaggio di due con lo stesso invisibile elemento.
Per fortuna Blake falliva il libero supplementare e gli Hornets con tre FT di Lamb si riportavano sopra di uno a :51.4.
A :42.8 il vento per i Californiani cambiava nome (Speights) ma il risultato erano tre punti micidiali che Lamb ancora una volta (2/2) recuperava dalla lunetta, tuttavia al giro di Boa il vento Griffin riprendeva vigore lasciando dopo il primo passaggio le Luna Rosse sopra di due (27-29).
 
MKG inaugurava il secondo quarto con il terzo jumper dalla linea di fondo destra, anche da più distante la precisione c’era e i Calabroni pareggiavano ma ben presto dovevano subire l’attacco dei californiani che con W. Johnson si portavano sopra di quattro (un tiro e un 2/3 dalla lunetta), punteggio che Crawford non aumentava pur avendo due liberi a disposizione.
Felton a 8:21 infilava da tre Roberts in una lotta fiscica simile a quella tra un lottatore di sumo e un maratoneta kenyano, così il +7 era assicurato.
Il n°9 dei Clippers Anderson metteva dentro due punti facili dopo uno sfondamento non chiamato precedentemente e a 7:38 Clifford chiamava il time-out per riordinare le idee e metter in campo i pezzi pregiati sul 32-41.
Kemba e Marco reagivano, primi due punti per il capitano e due per cercar di migliorare le statistiche al tiro per Marco, 36-41 seguito purtroppo da due punti di Crawford (su Batum) ottenuti dal semicerchio non colorato della lunetta.
A 4:23 Marco s’infilava frontalmente sull’assist di Batum all’indietro; due punti più fallo, giocata da tre punti per il Beli che avvicinava sul 39-43 gli ospiti.
A 4:10 Crawford con spazio realizzava la tripla ma Batum passando dietro a Kaminsky sparava una bomba che deflagrava dentro la retina, in più Redick in ritardo dietro al blocco si appoggiava sul fianco sinistro del transalpino impegnato nella sospensione.
Giocata da 4 punti per il 43-46.
Marvin con un’iniziativa personale alzava da pochi passi di distanza dal ferro riportando lo scarto al minimo ma commetteva fallo e Marco appena uscito rientrava in campo ma era colto di sorpresa dalla tripla di Redick a 3:15.
Batum a 2:25 con lo step back da destra costringeva Griffin ad allungarsi, fallo per gli arbitri e 2/2 della nostra SG dalla lunetta. A 2:14 saliva Belinelli circondato da 4 mani, tiro da 2 punti da media distanza e aggancio sul 49 pari.
Beli rubava anche un pallone ma Kaminsky sprecava in transizione troppo approssimativamente.
Mbah a Moute avvantaggiava gli ospiti ma Kemba metteva dentro due punti per raggiungere i 4 personali sfuggendo a Griffin che sino all’ultimo tentava di stopparlo, ma il capitano si buttava dentro tutta birra facendo soffrire di gambrinismo la PF avversaria chiudendo con un layup che non lasciava scampo.
A finire avanti erano però i ragazzi di Doc che con Austin al vetro chiudevano i primi 24 sul 51-53.

Marco Belinelli infila la difesa dei Clippers.
Ultimamente Marco tira meglio da due punti che da tre, trovand anche più spazio dopo aver effettuato spesso buoni movimenti.
Da tre punti è però calato dopo l’infortunio e per Charlotte è un problema.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Dopo soli venti secondi a inizio ripresa MKG pareggiava la partita mostrando di saper tirare anche frontalmente, le squadre sbagliavano parecchio ma un taglio di J.J. Redick cui seguiva l’appoggio in corsa e dopo una tripla dello stesso tiratore, il gap degli Hornets saliva a 5 punti.
A 8:50 Frank conquistava la lunetta ma falliva uno dei liberi, una put back dunk di DeAndre Jordan era annullata dagli arbitri per interferenza, così a 8:24 un Batum caldo realizzava il 56-58. Rivers dall’angolo sinistro mostrava ancora una volta la lacuna degli angoli riportando sul +5 i suoi.
Batum come passatore era fantastico lob in diagonale a sorvolare la difesa, alley-oop leggero di Kaminsky e Hornets sul -3 (58-61). A 6:30 uno dei pochi lampi di Kemba il quale irrompeva prepotentemente nello spazio tempo calcolando al rallentatore i movimenti dei difensori avversari e allungandosi di destra batteva la difesa di Rivers.
Rivers da tre realizzava, riproponeva quindi nuovamente il leitmotiv il figlio di Doc; altra bomba per i Velieri che salivano sul 62-67. Marvin Williams scaricava una tripla da tre che si metteva in connessione con la retina per il 65-67, tuttavia in attacco gli Hornets non giocavano più al meglio e finivano per incassare un parziale di 3-10 che portava sul 68-77 i “cugini poveri” dei Lakers. Facendo un passo indietro da segnalare la tripla siderale del 68-75 di Crawford.
Batum sfruttava un leggerissimo tocco di Rivers su un blocco, tre liberi assegnati, due realizzati 70-77 il punteggio dopo aver visto il francese all’opera.
 
A proposito di opera, i due punti iniziali dei Clippers nell’ultimo quarto evocavano il fantasma, Hornets sul -9 che aspettavano Marco per recuperare qualcosa; tripla vincente fuori equilibrio passando dietro il blocco di Plumlee (74-82).
Lamb con la mano destra, la più lontana da canestro, da vicino lasciava il difensore fuori portata per stoppare la sfera, due punti e -6…
Felton con una finta e tiro over Kemba, dal mid-range teneva a distanza Charlotte, la quale ricavava però tre punti con la seconda tripla di serata di Kaminsky.
Anderson segnava due punti (fallo assegnato a Kaminsky sotto canestro sul tentativo del n°9 avversario di passarlo) dalla lunetta, poi Frank si faceva perdonare inchiodando l’entrata di Felton mentre Marco dall’altra parte in uno contro uno effettuava uno spin/fade-away che non lasciava scampo al difensore a 7:18. Grazie al canestro di Marco le distanze si riducevano a 5 e grazie a Williams e il suo reverse layup (buon gioco di passaggi da parte della squadra), i Clippers dovevan guardarsi le spalle con soli tre punti di vantaggio (83-86).
Felton si calava nel ruolo di tiratore e metteva dentro altri due punti fastidiosi recuperati da Marco con altrettanti poco dopo. Crawford purtroppo per noi pescava il secondo jolly di serata; dopo la precisa tripla da casa sua, arrivava la mattonata a tabella che rischiava d’infrangere il plexiglass ma era utile perché finiva in fondo al cesto.
Non mollava ancora Charlotte che a 5:20 segnava con Kaminsky da tre punti ma un arrembaggio di Rivers proveniente da tribordo con parabola alta al vetro rimandava i Calabroni sul -5.
Destino già segnato quando Griffin spalle a canestro forzava contro Marvin, finte veloci, giro e tiro dal pitturato, -7 Hornets.
A 3:57 Kaminsky era orrendo nel primo appoggio nonché superficiale, riprendendo e segnando però purificava il suo peccato.
Frank a 3:38 da tribordo contro-arrembava il Veliero; DeAndre rimaneva a babordo del ferro, nessuno in vista, jam bimane per Frank, quella del 92-95.
I teal & purple si scioglievano come il solito sul più bello; un passaggio volante di Rivers per DeAndre Jordan violava la no fly-zone e a 1:45 Rivers segnava da tre punti su Kemba.
92-100.
Sul-8 la partita sembrava finita, invece sulla rimessa di Belinelli, Batum ci metteva due secondi per realizzare il catch n’shoot del 95-100.
Kaminsky subiva l’abbraccio di J.J. Redick sotto canestro andando a realizzare due liberi.
97-100 a :57.8 dalla fine.
A 44 secondi dalla fine Rivers non segnava ma la difesa di Charlotte non conteneva Griffin che ribadiva a canestro in schiacciata sulla respinta dell’anello.
Batum in entrata si faceva stoppare da DeAndre Jordan, recuperava Charlotte che provava con Marco dalla destra ma ancora una volta nulla da fare, finiva per recarsi in lunetta Crawford per uno scippo di Walker ritenuto non regolare che faceva disperare Clifford, il quale non credeva alla chiamata. 97-104 seguito da una tripla di Kemba per il 100-104.
Le ultime speranze le metteva Batum a disposizione; il suo 2/2 dalla lunetta a :08.9 rimetteva leggermente in discussione la gara con il 102-105 segnalato dallo scoreboard, ma i Calabroni sulla pressione non riuscivano a rubar palla e costretti a commetter fallo subivano il 2/2 di J.J.Redick che portava la squadra tifata da F. Buffa oltre il break.
Finiva 102-107, ennesimo fall down degli Hornets, altra occasione persa.
La stagione si assottiglia, da qui a un paio di settimane Cho deve metter sotto contratto qualcos di consistente, anche se, visti stasera, servirebbe una rivoluzione…
 
Pagelle:
 
Walker: 5
10 pt. (4/18), 4 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Normale nei vari tabellini ma a quello del tiro proprio non c’è… sembra scarico in campo, sia in avanti sia in difesa, dove ogni tanto recupera qualcosa, ma prende in faccia troppi canestri. Stremato per aver tirato avanti la carretta fino a oggi, tradisce in una partita dedicata a lui, dove sarebbe servito come il pane.
 
Batum: 7
25 pt. (7/13), 6 rimbalzi, 8 assist, 1 stoppata. Cala leggermente la media delle perse con due tonight, trova buone giocate sia da dentro che da fuori, anche in penetrazione, peccato per la stoppata presa nel finale da Jordan, ma la palla era rimasta ancora nelle nostre mani. Dopo un inizio a prender le misure all’attaccante, non fa male nemmeno difensivamente.
 
Kidd-Gilchrist: 6
8 pt. (4/8), 7 rimbalzi, 2 rubate. Coinvolto da rotazioni della panchina, è l’unico titolare che finisce in negativo e pesantemente con un -13. Dimostra di saper anche tirare precisamente quando si mette in ritmo. Brutta scelta nel secondo tempo quando si prende un tiro abbastanza scoordinato. Parte bene su J.J, poi gli tocca anche marcare Griffin e su quelli più grossi fa fatica…
 
M. Williams: 5,5
9 pt. (4/6), 5 rimbalzi, 1 assist. Una bella deflection ma anche tre turnover. Nei finali è timido e oggi va fuori tempo non riuscendo a fermare Griffin un paio di volte.
 
F. Kaminsky: 7
20 pt. (7/16), 8 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Oscilla tra il 6,5 e il 7, per la difesa alterna un paio di ottime stoppate a rimbalzi non conquistati. Prende un colpo al naso e finisce con un tampone dentro la narice. Bene il lato offensivo anche se in alcune circostanze cerca di metter dentro appoggi sui quali è troppo approssimativo.
 
Belinelli: 6,5
17 pt. (7/14), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Entra al posto di MKG in certi momenti del match unitamente al team titolare. Questo spiega anche il suo -1 (poco rispetto agli altri compagni della panca). Segna spesso da media distanza ma ci prende poco da tre e sbaglia una tripla in un momento importante. Alcune buone difese occasionali, su Griffin e su altri…
 
Lamb: 6
13 pt. (4/9), 1 rimbalzo, 3 assist. Come punti non fa male se si pensa che gioca solo 15 minuti ma dietro qualche pecca si vede. L’idea di dare una mano a Marco lascia scoperto il tiratore da tre, che nonostante il suo rientro rapido, segna. -14 di plus/minus.
 
Mil. Plumlee: 4,5
0 pt. (0/), 2 rimbalzi. La stella vespertina (Venere quando compare subito dopo il tramonto) che faceva innamorare era lui. Gioca 11 minuti. Posterizzato da Griffin, le statistiche minime si sciolgono con l’acido solforico presente sul secondo pianeta del sistema solare. Si diceva che Venere fosse il pianeta gemello della terra, stasera ci hanno mandato forse il gemello più scarso? Il -17 è eloquente…
 
Roberts: 5,5
0 pt. (0/1), 3 rimbalzi, 2 assist. -9 di plus/minus. Giocatore che fa fatica co il fisico se trova tipi alla Felton. Mette su qualche numero in 6 minuti ma viene travolto.
 
Coach Clifford: 5,5
La panchina non c’è. Giocare così è una tortura e lui dovrebbe tentare di dare spazio anche ad altri, peggio di così non può andare. Kemba è costretto a stare in campo 41 minuti ed è cotto, la squadra è in caduta libera e il GM per me ha sempre 3 come voto sino a oggi, se non 2,5 dopo l’operazione Plumlee per i costi… Deve un attimino riprendere i ragazzi sul prendi e tira in transizione che qualche volta scappa troppo entusiasticamente. Buona l’idea di MKG su Redick, pessima quella di girarlo su Griffin. Mi viene la labirintite a guardar le difese sui tre punti.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.