Game 55; Charlotte Hornets @ Chicago Bulls 98-86

Gli Hornets tornavano a giocare allo United Center.
L’ultima volta con il brand Hornets era stata il 3 novembre 2012 e New Orleans aveva vinto 89-82.
Per risalire all’ultima partita giocata dagli “Charlotte Hornets” a Chicago bisogna andare indietro di oltre 13 anni, al 15 gennaio 2002.
Nonostante la tradizione non sia favorevole (l’anno scorso gli Charlotte Bobcats non avevano vinto a Chicago), anche in quell’occasione vinsero gli Hornets per 94-86.
Questi Bulls però sono sicuramente diversi dalla squadra un po’ derelitta che affrontarono i Calabroni in quell’occasione.
Buona squadra nonostante l’assenza di Rose (ancora grave lesione al menisco mediale del ginocchio destro) che nell’ultima partita era stato più un peso per i Tori, probabilmente già risentendo del ginocchio. D’altro canto gli Hornets non potevano ancora contare sul loro miglior marcatore, uomo assist, ecc. Walker e sull’atletismo di Biyombo.
Alla fine i Calabroni hanno detto che “We can be Heroes, for ever and ever”… (cit. David Bowie), nel senso che la vittoria è arrivata attraverso l’impegno che se si manterrà su questi livelli, considerando che giocheremo 11 gare contro squadra sopra I .500 e ben 16 sotto i .500, il sentore è che i playoffs potrebbero arrivare nonostante nella notte Miami abbia battuto al supplementare Orlando mentre New Orleans ci ha dato una mano battendo i Brooklyn Nets (i posti lasciati disponibili sono due). La striscia di 5 sconfitte è stata fermata, ora occorre battersi gara dopo gara…

Mo Williams al tiro contro Brooks.

Mo Williams al tiro contro Brooks.

I Calabroni sciamavano sul parquet (in tenuta viola) con; Mo Williams, Henderson, Kidd-Gilchrist, C. Zeller e Jefferson, i Tori invece (classica divisa biancorossa) caricavano con; Brooks, Butler, Dunleavy, P. Gasol e Noah.

La palla a due era vinta dagli Hornets che si portavano in attacco, ma Mo Williams si accontentava di un jumper e la palla non entrava, i Bulls si riportavano in attacco ma Jefferson rubava un pallone e partiva in contropiede, uno-due in area e canestro per il vantaggio Hornets.
A 10:58 Gasol pareggiava ma Henderson con un jumper a 10:34 realizzava il 4-2 riportando avanti Charlotte.
Gasol tuttavia sembrava aver un buon inizio al tiro e pareggiava nuovamente.
A 9:50 Chicago passava in vantaggio con una tripla di Brooks, Noah faceva un blocco in movimento ma per gli arbitri c’era solo il fallo di Mo Williams e Il play dei bianchi andava in lunetta ma non segnava dando così la possibilità agli Hornets di accorciare sul -1 (6-7) con Mo Williams che entrava centralmente nella difesa dei Bulls e batteva anche i loro lunghi appoggiando al vetro.
Dopo qualche errore da ambo le parti era Brooks con una penetrazione contro un Jefferson molto accademico a dare altri punti ai padroni di casa.
Aaron si ripeteva a 6:40 con un up and under, Chicago continuava la sua corsa; dopo una palla persa di Jefferson era Gasol a sfruttare il vetro per un appoggio in allungo che consentiva a Chicago d’incrementare il vantaggio e andare sul 6-13.
Gli Hornets non sembravano già più essere in partita, i Bulls erano aggressivi in difesa e coach Clifford preferiva chiamare un time-out per riordinare le idee, tuttavia al rientro Henderson dalla baseline sinistra si faceva stoppare il tiro da Dunleavy e a 5:34 Butler dalla media sinistra colpiva ancora per il 6-15.
Le cose cominciavano a cambiare a 5:19 quando MKG colpiva dalla media distanza a destra, anche se Mo Williams in ritardo per difendere sulla tripla di Brooks colpiva lo stesso oltre l’arco.
L’ingenuo fallo costava agli Hornets 3 tiri liberi contro. Il paly avversario ne realizzava due e gli Hornets tornavano in attacco ma Jefferson aveva problemi sotto canestro, veniva ancora una volta stoppato, Charlotte, però iniziava a farsi sentire un po’ di più in difesa costringendo Gibson a sbagliare due volte, quindi i viola potevano tornare in attacco con Marvin Williams, il quale fintava, prendeva il centro dell’area e metteva un tiro in corsa per il 10-17.
A 3:08 Henderson si apprestava a concludere in maniera vincente essendo arrivato a canestro dopo una bella penetrazione da destra, ma Dunleavy lo abbatteva e lo mandava a far un giro in lunetta, tour proficuo poiché Hendo non tradiva la fiducia dei compagni e accorciava. Henderson era provvidenziale anche in difesa quando si materializzava all’ultimo decimo di secondo deviando un pallone per un facile alley-oop, così Charlotte tornava in attacco e segnava dalla baseline sinistra con Kidd-Gilchrist il 14-17.
Charlotte continuava a giocare una buona pallacanestro e Butler doveva spendere un fallo sulla transizione di Henderson.
Ancora una volta Gerald era impeccabile dalla lunetta e i Calabroni tornavano a ronzare sul -1 a 2:12.
Un apio di attacchi dei Tori andavano a vuoto, sull’ultimo era bravo Marvin Williams a contenere Gibson che tirava corto, Charlotte riusciva a passare in vantaggio con un’azione insistita di Stephenson, nonostante la difesa dei Bulls gli devi palla rischiando di fargliela perdere, Lance ritrovava equilibrio e si portava a sinistra da dove usava il vetro per segnare il nuovo vantaggio Hornets (18-17) a 1:02.
I Bulls tornavano in vantaggio con Butler che segnava, in più la terna concedeva un libero per il tocco di Lance che regalava il 18-20.
Roberts iniziava a entrare in partita con un jumper lungo dalla diagonale destra che pareggiava la sfida a quota 20.
Nessuno riusciva più a segnare e si andava al secondo quarto.

Kidd-Gilchrist in transizione placcato da Snell.

Kidd-Gilchrist in transizione placcato da Snell.

Mirotic iniziava bene portando avanti i suoi ma Maxiell in area trovava uno spiraglio per il suo classico tiro a una mano che ristabiliva la nuova situazione di parità.
I Bulls ci provavano da tre punti ma niente, allora era Stephenson a far continuare questo elastico nel punteggio mettendo un bel tiro dalla destra per due punti dalla lunga (24-22).
Le squadra in difesa comunque facevano un buon lavoro facendo fare pessima figura agli attacchi; Hinrich da 3 andava corto, Maxiell perdeva palla e Noah tirava un air-ball, a dare sostanza all’attacco di Chicago ci pensava Gibson che prendeva un rimbalzo offensivo dopo un errore di Snell e gli ricedeva palla indietro per l’entrata in corsa del panchinaro dei Bulls che terminava l’azione in schiacciata.
A 9:21 Maxiell andava a bersaglio grazie all’assist invitante di lance che oggi sembrava più concentrato.
Il barbuto Mirotic ancora una volta portava due punti alla causa dei Bulls e gli Hornets dovevano cominciare daccapo.
Roberts con un tiro dall’alzata e dal rilascio velocissimo batteva Gibson, il quale dall’altra parte sbagliava nuovamente da sotto, ma anche Roberts falliva una tripla, così toccava a MKG segnare per Charlotte; rimbalzo offensivo e ½ dalla lunetta a 8:20. I Bulls però segnavano da 3 punti con Snell ben schermato e i Calabroni venivano riagganciati sul 29 pari.
Da una palla intercettata da Maxiell e poi lanciata in avanti per il contropiede di MKG arrivavano altri due punti per Charlotte, ma non dall’azione direttamente, dai liberi, perché Snell placcava letteralmente Michael sotto canestro accompagnandolo in caduta.
Lo stesso Snell pareggiava con una facile penetrazione, gli Hornets non riuscivano a scrollarsi di dosso i Bulls che finivano anche sotto con un’altra entrata, questa volta di Hinrich, il quale segnava il 31-33.
Big Al e Lance mancavano alcuni tiri, per fortuna in difesa c’era Marvin Williams che allungandosi da posizione anteriore rispetto a Gibson, deviava il pallone non facendo pervenire la sfera per un facile lob.
A 5:29 i Calabroni si catapultavano nuovamente in vantaggio con Roberts.
Ancora una volta la sua velocità era fatale per Gibson sulle sue tracce; rilascio veloce e 3 punti per il 34-33.
Le squadre però continuavano a sorpassarsi; Mirotic, Gilchrist e Gasol per il 36-37, a 4:14 Henderson metteva in difficoltà un uomo con stats da all-star (Butler) e con un veloce primo passo lo batteva andando a posterizzare Gasol in schiacciata.
Chicago si avvantaggiava nuovamente grazie a un rimbalzo schizzato fuori dall’area, con Charlotte tutta nel pitturato Snell poteva colpire con un open 3 che portava i Bulls sul 38-40.
Zeller era timido contro Gasol da sotto e si faceva ipnotizzare, i punti per Charlotte arrivavano ugualmente da Big Al, il quale riceveva un passaggio football e veniva stoppato fallosamente da dietro da Gasol.
A 3:00 minuti esatti dall’intervallo si tornava in parità a quota 40. A 2:36 un attacco a tutta velocità di Mo Williams sorprendeva i Bulls, lo scarico ravvicinato (a portar via l’uomo) sulla destra per MKG consentiva alla nostra ala di schiacciare indisturbato.
A 1:42 Gasol pareggiava con un tiro dalla baseline solo cotone e Butler con una bella entrata e appoggio alla tabella metteva il 42-44.
Jefferson pareggiava con un putback layup a :40.9 dalla fine del quarto e le squadre rientravano negli spogliatoi ancorate sul 44 pari, zavorrate da un pareggio che stava stretto a entrambe per diversi motivi.

Nella ripresa dopo l’errore di Brooks Mo Williams non ci pensava troppo, sparava subito e segnava, diventerà l’ante litteram del suo finale e anche se il suo successivo tiro da oltre l’arco era pessimo Mo non perdeva fiducia e continuava a provarci.
Jefferson subiva passivamente un jumper di Gasol che dalla top of the key non tradiva i tifosi di casa e Noah segnava con un mezzo gancio in corsa attaccando un Jefferson questa volta incolpevole.
Gli Hornets dopo una lunga circolazione di palla a causa della buona difesa dei Bulls scaricavano su Mo Williams che fintava la tripla, la sua finta faceva saltare il difensore in ritardo, pochi passi per entrare in area e battere i 24 secondi a 9:24.
Charlotte continuava a far girar palla e Mo Williams a 9:02 trovava una tripla dall’angolo sinistro che muoveva il punteggio sul 51-48 a favore degli imenotteri.
Butler splittava dalla lunetta mentre Big Al in gancio realizzava a 8:17. A 7:00 minuti dalla fine del quarto arrivava anche l’ennesimo pareggio dei Bulls, era Gasol a procurarsi e a segnare il tiro.
Charlotte accusava leggermente il colpo e concedeva a Brooks ben 4 tiri liberi, ma il giocatore dei Bulls, forse un po’ stanco sbagliava ben 3 delle conclusioni tentate e gli Hornets rimanevano aggrappati alla partita sotto solamente di un punto.
A 6:04 Henderson fintava il tiro dal lato sinistro da posizione abbastanza distante dal canestro.
Gasol abboccava e andava addosso (anche se il tocco non era violento) a Gerald che con una parabola perfetta rilasciava la palla che s’infilava morbidamente e perfettamente nel canestro dei Tori.
C’era anche il libero, che una volta trasformato dava a Charlotte il momentaneo vantaggio (56-54) che non durava molto… lo stesso P. Gasol dopo un tiro sbagliato correggeva il tap-in e pareggiava a quota 56.
La partita rimaneva in bilico, le squadre sbagliavano qualcosa e lottavano, in area di Charlotte si accendeva un mischione, Brooks e MKG finivano per terra in una mischia da rugby, alla fine la tenacia di MKG veniva premiata quando sembrava tutto perso; il giocatore dei Bulls non riusciva a far uscir palla e arrivava Zeller che si prendeva una contesa e un netto vantaggio in cm sulla guardia avversaria.
La contesa era vinta e a 4:20 Williams apriva con assist perfetto per tempismo e precisione su Zeller, il quale non sbagliava usando il vetro. Gasol andava in lunetta a 3:57 per un fallo chiamato contro Jefferson a palla lontana ma splittava dando la possibilità a Mo Williams di colpire a 3:44 con un bel tiro dalla baseline destra facendo il “Walker”.
Due liberi di Butler riportavano i Bulls a -1 ma ancora Mo Williams e sempre da più lontano sparava in faccia a Hinrich usando un fade-away che non gli lasciava scampo (62-59).
I Bulls però segnavano con Gibson, il lob per lui questa volta arrivava a destinazione e l’appoggio era facile.
Charlotte tornava in attacco, sul raddoppio dei Bulls faceva girar palla in angolo sinistro a Marvin Williams che si avvaleva del distante blocco di MKG per sparare (a 2:12) con tutta tranquillità e dare altri 3 punti a Charlotte, ora in vantaggio 65-61.
Il ferro diceva no alla tripla di Snella e Gibson faceva fallo sulla palla vagante, mentre dall’altra parte Mo Williams aveva preso confidenza con il canestro e da posizione frontale alla fine dell’area batteva Gasol per il 67-61.
Marvin Williams restituiva a Chicago i punti che aveva segnato prima e qualcosa di più, concedendo a Gibson la lunetta (2/2) a 1:08 e perdendo palla (passaggio ravvicinato di Mo non controllato), innescando la transizione dei Bulls conclusa da Hinrich che con i suoi occhialini mirino, affondava il colpo per il 67-65.
Il terzo quarto terminava così nonostante qualche occasione ancora.

Maxiell alle prese con Gibson.

Maxiell alle prese con Gibson.

L’ultimo quarto si apriva alla maniera di Stephenson quando è positivo; runner a una mano e canestro.
Gibson rispondeva con una prepotente schiacciata a 11:27.
I punti di vantaggio degli Hornets risalivano a distanza di sicurezza con Maxiell.
Pescato bene in movimento dentro l’area era fermato irregolarmente da Hinrich.
Buoni i FT e 71-67.
Hinrich con la classica entrata curva in runner riportava a -2 i suoi.
La partita iniziava a decidersi in questa fase; Mirotic tirava corto da 3 punti, Roberts invece in buona serata sparava a 10:10 in faccia a Noah un tiro da oltre l’arco che trovava la retina e tre punti preziosissimi per la squadra di Clifford, Il 76-69 era un buon vantaggio ma i Bulls non ci stavano a perdere.
Noah a 9:45 segnava due FT, Lance sbagliava un sottomano e Hinrich da sotto sembrava potesse accorciare ulteriormente lo svantaggio. Marvin Williams però non era d’accordo e gli rifilava una stoppata fantastica, tanto che i compagni seduti in panchina si complimentavano con lui.
I Bulls però segnavano ugualmente e si riportavano a -3, così Clifford chiamava time-out a 8:43.
A 8:36 arrivava il contributo di Zeller; dal lato destro appoggiava dando respiro ai viola (78-73).
Maxiell spendeva un fallo su Gibson in difesa a 8:13, scelta che si rivelerà buona perché Taj splittava e anche se lo stesso Maxiell dall’altra parte lo imitava sbagliando un libero dalla lunetta, il tempo scorreva e Charlotte era in vantaggio a 7:54 dalla fine 79-74.
La difesa di Charlotte tornava a essere protagonista nel finale.
Un azzardato passaggio dentro dei Bulls era sporcato da Kidd-Gilchrist, la palla, però perveniva a Hinrich che da sinistra provava a prendersi la linea di fondo andando a sbattere su Maxiell, il quale non commetteva fallo ma faceva perder palla al play dei Bulls.
La palla recuperata generava l’azione offensiva che produceva lo strappo.
Duello uno contro uno Jefferson-Gasol e canestro del nostro centro per l’81-74.
Roberts si prendeva un clamoroso sfondamento ama gli arbitri lasciavano proseguire ma per i Bulls non c’era nulla di fatto in attacco. La palla tornava nelle mani di Charlotte che sfruttava l’occasione a 6:42 con un passaggio diagonale tagliato in post basso per MKG che realizzava l’83-74 ed era nuovamente Michael a chiudere virtualmente la partita a 6:03 con una schiacciata al ferro dopo l’errore di Jefferson. Kidd-Gilchrist anticipava clamorosamente tutti correggendo e portando sul +11 gli Hornets.
Calabroni che non si preoccupavano eccessivamente del canestro di Butler, anche perché Roberts attaccava bene il canestro e con velocità appoggiava.
Butler imitava Roberts ma il tempo scorreva inesorabile, l’errore di Brooks da tre punti spalancava a Charlotte la strada per la vittoria.
Big Al giocava con il cronometro in post basso sinistro, nuovo duello con Gasol e canestro alzando la parabola. Big Al con un buon movimento di piedi si dimostrava in grado di poter giocare contro Gasol battendolo ancora una volta e portando il punteggio sul 91-78.
A 3:27 MKG con il teletrasporto segnava da sotto partendo da pochi passi a destra del canestro battendo Dunleavy in perfetta linea con lui solo in salto, veleggiando in orizzontale.
Gran canestro per velocità e coordinazione.
Chicago ormai aveva perso la bussola, air-ball di Dunleavy, rimbalzo di Noah ma errore da sotto abbastanza pesante, Jefferson a 2:26 dopo un pasticcio ritrovava palla e segnava ancora il 95-78.
Inutili i falli dei Bulls nel finale per cercare di riaccorciare, così come l’azione nella quale hanno tentato il raddoppio su Mo finendo per commettere fallo.
I Calabroni espugnavano lo United Center 98-86 con una gran prova difensiva.
Per chi legge anche la pagina FB lo avevo scritto; per vincere gli Hornets dovevano limitare i rimbalzi dei Bulls.
I Calabroni però non si sono limitati a prenderne quasi come i Bulls ma hanno vinto la lotta sotto le plance 45-43.
Un altro aspetto fondamentale con un gioco chiuso come quello delle due squadre che tendevano ad arroccarsi in area era controllare e vincere la gara da oltre l’arco. La squadra di Clifford ha coperto un po’ meglio il campo e si è avvantaggiata anche da qualche errore di troppo dei Bulls dalla lunetta.
Se gli Hornets hanno finito per mettere solo il 28,6% da 3 punti, hanno però messo tiri pesanti e controllato bene il loro arco, i Tori hanno infilato solo il 17,6% dalla lunga distanza…

Voti

Mo Williams: 7,5
17 pt. (7/15), 5 assist, 1 rubata. Spacca la partita con i suoi tiri imprendibili. Dopo un inizio difficile, limitato dai falli e dove sembrava essere l’anello debole della catena, Mo si riprende e da un aiuto fondamentale agli Hornets per passare sul campo dei Bulls. Come aveva detto lui prima della gara intervistato da Stephanie Ready, “l’importante è raggiungerei playoffs”.

Henderson: 6,5
11 pt. (3/9), 7 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Ha un problema al polso destro, sarà anche per questo che ultimamente le sue percentuali sono un po’ peggiorate? Dalla lunetta, dove fa 5/5, non si direbbe. Perde un paio di palloni ma si rende utilissimo a rimbalzo e anche le altre statistiche sono discrete.

Kidd-Gilchrist: 9
18 pt. (7/12), 12 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Forse a qualcuno sembrerà esagerato il voto, in realtà non lo è. In primis perché è un ragazzo che ci crede sempre e non molla mai, poi perché 12 rimbalzi sono tantissimi per un’ala piccola contro questi Bulls. Perfetto tempismo e buona difesa, il tutto unito a 18 punti, alcuni dei quali contribuiscono pesantemente nel finale a far sganciare i Bulls.

Zeller: 6,5
4 pt. (2/5), 9 rimbalzi, 2 assist. Da il suo contributo limitando i lunghi avversari, prende 9 rimbalzi e mette un paio di canestri importanti in corsa. Deve migliorare da sotto quando è fermo, troppo timido non è convinto e gli manca un po’ di snodabilità…

Jefferson: 6,5
16 pt. (7/17), 7 rimbalzi, 1 rub. 1 stoppata. P. Gasol se lo prende lui. Inizia male, anche peggio di Mo. Il suo limite difensivo ci costa diversi punti. Gasol lo sa e ne approfitta. Poi si riprende e nel secondo tempo cambia tutto. Nel finale sbaracca Gasol e i Bulls con una prestazione convincente.

Marvin Williams: 6,5
5 pt. (2/2), 1 rubata, 1 stoppata. Un paio d’erroracci ma si rifà con due ottimi canestri e una bella stoppata. A rimbalzo lo sovrastano.

Brian Roberts: 7,5
12 pt. (5/8), 2 rimbalzi, 3 assist. Magica serata per Brian, il quale cambiando la I in y e mettendo una t finale sembrerebbe più un Bryant. Tira su palloni dal palleggio e li mette nel cesto con facilità. Convinzione e gioca anche al servizio della squadra.

Maxiell: 6,5
7 pt. (2/5), 2 rimbalzi, 1 rubata. Bravo a resistere agli attacchi dei Bulls, a volte si arrangia con I falli ma I Bulls questa sera dalla lunetta hanno fatto spesso cilecca. Ottima una sua chiusura in un’azione chiave. Concentrato dalla lunetta. Utile.

Stephenson: 7
8 pt. (4/11), 4 rimbalzi, 2 assist. Perde due palloni ma questa sera sembra aver voglia di giocare, lo dimostra un tentativo di rubare un pallone a Hinrich, il suo tocco è direzionato verso la linea del fallo laterale, la palla è poco distante dalla linea ma lui ci prova in tuffo e si schianta sulle prime due file nel tentativo estremo di render giocabile la palla per i suoi. Al tiro ancora un po’ bassine le percentuali ma mette alcuni buoni canestri, in jumper e attaccando. Se è sulla strada giusta lo diranno le prossime partite. Intanto godiamoci la serata.

Coach Clifford: 7
Mette in campo solo 9 giocatori preferendo tenere caldi e sul pezzo i ragazzi selezionati per scendere sul parquet. Vince una gara con una gran difesa, il controllo dei tabelloni e del tiro da 3, inoltre nell’ultimo quarto la squadra detta anche il ritmo della partita.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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