Game 55: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 99-105

 
Scusate il ritardo
 
Massimo Troisi nel 1983 fece uscite nelle sale cinematografiche il suo secondo film intitolato: “Scusate il ritardo”, il quale conteneva nel titolo molteplici significati.
A parte il riferimento al tempo trascorso dal primo film, è anche espressione delle paure del singolo, delle problematiche della vita soprattutto delle differenti aspettative della coppia, le quali spesso non sono in simbiosi e non aiutano a sincronizzare le singole entità, ma paradossalmente le possono porre in conflitto per divergenze di vario genere.
Se metaforicamente portassimo il dualismo sul piano tifoso/squadra, le aspettative di quest’anno a fronte dei risultati ottenuti dovrebbero uccidere l’amore, ma, nella giornata dedicata agli innamorati, l’affetto per il proprio team si fa più solido nonostante una crisi tecnico/atletica e mentale che genera anche quella di risultati i quali stanno affossando le speranze dei tifosi quasi tre anni dopo la reincarnazione del Calabrone in terra natia. La pur bella ma perdente Lince arancione è sparita, tuttavia è rimasto il GM Cho che ha compiuto ieri un’operazione abbastanza incomprensibile dal mio punto di vista; prendere Chris Andersen, giocatore con problemi al ginocchio alla fine della sua carriera (vestì anche la maglia dei New Orleans Hornets) per poi tagliarlo, prendendo in cambio del denaro da Cleveland e “cedendo” una scelta protetta dal secondo giro (dalle parole del commentatore Collins sino alla 55).
Se la scelta di Cho appare quasi senza senso o di secondo piano (tempo perso, quisquilie), potrebbe apparire anche il pezzo, ma nell’era del cinismo e della stupidità dove la maggior parte sposa la causa del più forte di turno in una sorta di familismo amorale, è importante contrastare questa tendenza distruttiva.
Gli Hornets comunque stanno vivendo la peggior crisi di sempre dalla nuova gestione jordaniana, nemmeno nel novembre nero 2014 (concorsero fattori tremendi come calendario, back to back, ecc.) il team mi è parso così disunito sul campo.
33-51 a rimbalzo, 19-24 negli assist, 5-9 nelle rubate, 43,6% contro il 47,7% dal campo (Charlotte è terzultima per percentuali di tiri dal campo) sono cifre che dicono parecchio.
Nemmeno l’11/17 di Phila contro i 20/26 degli Hornets bastano a Charlotte per vincere.
Charlotte saluta così nel peggior dei modi il pubblico amico per rivederlo a marzo, tra pausa All-Star Game e trasferte programmate da calendario.
Scusate il ritardo potrebbe anche essere il motto di Jordan e Cho in questi giorni di mercato se prendessero qualcosa d’interessante.
In caso contrario potremmo già assistere a un rompete le righe da fine febbraio (team impegnato in trasferta continua), delusione dalle proporzioni bibliche dopo la stagione soddisfacente dello scorso anno.
 
Philadelphia orfana dei centri Okafor ed Embiid ma con Noel in campo.
I Sixers schieravano quindi; McConnell, Henderson, Covington, Ilyasova e Noel.
Coach Clifford non rinunciava a uno stanco Kemba spedendo sul parquet il seguente quintetto; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Kaminsky.
 

Marvin Williams e Mkg cercano di contenere Covington che ha terminato con 17 punti contro i 4 di Marvin e i 6 di MKG…

Philadelphia iniziava bene la gara nonostante il primo errore di McConnell (14 pt. alla fine) in penetrazione era Noel approfittando della caduta di Kaminsky ad appoggiare a sinistra del ferro lo 0-2.
Frank si faceva stoppare da Noel e con spazio dall’altra parte a un minuto dall’inizio l’ex Henderson segnava la tripla dello 0-5 prima che gli Hornets, con una triangolazione di prima, innescassero MKG; passaggio dal lato di Batum, Covington rimaneva dietro alla nostra ala rimediando con il fallo sul tentativo del numero 14 che non andava in bianco dalla lunetta ma invece a 10:41 metteva dentro i primi due punti per coach Clifford.
Noel con un gancio cielo in vecchio stile aumentava il gap a 5, Ilyasova recuperava una persa di Walker e segnava in appoggio a 9:01 così il divario saliva a 7 punti prima che Batum segnasse una tripla aperta a 8:12 (5-9).
Marvin ne mancava un’altra tirando corto e Henderson finiva per scappar via sulla baseline destra a MKG che commetteva fallo toccando l’ex SG impegnata nel reverse layup vincente (passando sotto il ferro).
Un tiro libero supplementare che realizzato anticipava a 6:57 altri due punti di Covington, tutto faceva brodo per portare sul 5-14 la partita, compresa la tripla di Ilyasova che a 6:34 sotterrava sul -12 Charlotte…
Batum con l’air-ball e Williams con il floater corto non davano segni di risveglio, ci pensava Lamb con l’entrata e l’appoggio che valicava il ferro a 5:28 a rendersi utile per la causa.
Sul passaggio verso la passerella Jeremy subiva fallo e aggiungeva un libero supplementare, poi da uno scarico da sotto canestro di Stauskas, Batum allungava dando il via a una transizione di MKG chiusa con una jam in solitaria a 5:08 per il 10-17.
A 4:46 Covington era solamente guardato a vista ma non contrastato sulla tripla, così i 76ers salivano sul +10 (10-20), Batum su Stauskas realizzava un turnaround con schiena all’indietro da appena fuori il pitturato a destra, Lamb da 3 a 3:23 rincarava la dose portando sul 15-20 la gara, poi MKG stoppando Saric dava la possibilità a Marco di accorciare sul -3 dopo uno spin sulla destra che gli serviva per liberarsi del difensore, il Beli faceva seguire un preciso tiro in sospensione per il 17-20 a 2:19 dalla prima luce rossa.
Charlotte perdeva la tramontana ancora una volta e velocemente, dal 17-20 si passava con un parziale di 0-8 sul 17-28, dal canestro di Saric da sotto al due punti di Rodriguez incorniciato dall’1/1 di Noel per spinta di Marvin a rimbalzo sulla stessa azione, gli Hornets ci capivano poco…
Belinelli cercava di arrivare al ferro in corsa, ma vistosi chiuso scaricava al volo nell’angolo destro, dove Roberts riceveva e trasformava in tre punti l’assist.
A :22.5 Plumlee si faceva spazio nel pitturato tra due difensori e in girata appoggiava il 24-28 ma proprio sulla sirena il colpo gobbo da tre di Rodriguez costringeva Charlotte a finire sul -9 il primo quarto.
 
Il secondo periodo Iniziava con Roberts, abile ancora una volta a trasformare dal lato destro, questa volta passando dietro lo schermo di Plumlee.
A 10:49 Roberts restituiva il favore, assist ravvicinato saltato per Miles che chiudeva in bimane schiacciata per il 27-31.
Gli Hornets però continuavano a mostrare crepe sul perimetro; Stauskas da tre ne approfittava a 10:28 rimandando sul -7 la squadra di Jordan.
A 10:10 arrivava anche la dunk di Saric in transizione prima che Belinelli portasse un po’ di luce con un catch n’shoot da tre punti (30-36) a 9:19.
Un tap-in di Saric con la sinistra era rintuzzato da Kemba in entrata, i punti di svantaggio oscillavano tornando a 8 con una parabola alta e corta di McConnell a 7:01, tuttavia Covington spingeva Batum sulla diagonale destra mentre si elevava per la tripla sfruttando un blocco.
L’arbitro numero 7 Lauren Holtkamp zittiva il coach dei 76ers Brett Brown mentre il transalpino si recava in lunetta segnando il tris d’occasioni concesse.
Purtroppo era ancora Natale in attacco per i blu/stellati; Noel sopra il ferro con un soft touch metteva l’assist volante da alley-oop (35-42) e a 6:28 Charlotte si affidava a una pausa per rimettere insieme i cocci.
Kemba segnava due punti, Kaminsky stoppava Ilyasova piuttosto facilmente, inoltre a 4:51 MKG spingeva oltre Henderson il suo corpo arrivando all’appoggio al ferro con vigore per metter dentro il 39-42.
A 3:41 un back-door di Stauskas sorprendeva Belinelli, il giocatore dei Sixers arrivava al ferro, dove Kaminsky nel tentativo di stoppata commetteva fallo.
Dei due liberi solo uno portava punti e sul +4 Phila a 3:05 McConnell concedeva due FT a Kemba il quale non si faceva pregare trasformandoli e portando sul -2 Charlotte preparava i suoi al sorpasso.
McConnell non era d’accordo con l’idea e affidandosi al banker portava oltre il break gli ospiti, dopo 14 secondi il pullup di Kemba riportava a tiro i 76ers…
Kaminsky da tre falliva l’occasione del sorpasso ma a 1:55 un baseball pass di Batum per Belinelli dava la possibilità all’italiano di servire in orizzontale con un extra pass Marvin che da pochi passi a 1:55 agganciava finalmente la squadra della città dell’amore fraterno.
A 1:36 Kemba saltava Ilyasova sulla destra; fallo, bonus, due FT a segno, Hornets in vantaggio sul 47-45.
A :50.9 però l’ultimo colpobasso dei primi ventiquattro; Saric da tre chiudeva le marcature dei primi 24 con una tripla che dava il +1 agli ospiti.
Si chiudeva sul 47-48 a favore dei blu il primo tempo.

Il neo acquisto Miles Plumlee schiaccia, poi però sarà costretto ad abbandonare il campo per problemi al polpaccio destro.

 
Ritemprati dalla rimonta e rifocillatisi, i Calabroni iniziavano il terzo quarto con la tripla di Batum a 11:45 per il sorpasso (50-48).
Seguiva il pari di Henderson ma Kemba prima in penetrazione e poi con un tiro su McConnell dalla sinistra infilava 4 punti, poi i Sixers si riavvicinavano sul -2, Batum mancava un tiro comodo e nonostante Covington perdesse un pallone facendo tutto da solo senza pressioni, si faceva perdonare con la tripla del sorpasso a 8:28.
A 8:14 Kemba segnava ancora ma rispondeva Covington in Back-door, troppo facile…
Kaminsky in attacco resisteva in aria al contatto/spinta con Ilyasova facendo esultare anche un bambino nelle prime file che si doveva sorbire l’errore di Frank al libero supplementare.
A 7:50 comunque gli Hornets ripassavano avanti 58-57, Frank dava la possibilità a Henderson di andare in transizione facendosi toccar palla da dietro da Noel, l’ex SG non falliva il controsorpasso.
A 7:09 continuava il saliscendi nel punteggio; fallo di Ilyasova (terzo personale) su Williams e due liberi a bersaglio per il 60-59.
A 6:54 Frank subiva anche la spinta di Henderson, questa volta il gioco era da tre punti e gli Hornets tornavano sul +4 (63-59).
Charlotte andava in totale black-out e prendeva un parziale di 10-0 che serviva a Phila per issarsi sul 63-69 con Covington a mettere la tripla (4:39) che costringeva Clifford due secondi più tardi a chiedere un time-out necessario.
Kemba rubava un pallone in difesa, coast to coast atomico a 3:41 incorniciato dal libero supplementare (fallo di McConnell).
Un gioco da tre punti che consentiva di tornare a mirare gli ospiti ma per poco…
Il numero 20 T.L.C dalla diagonale destra realizzava da te punti, Frank da tre continuava a litigare con aria e ferro, così dopo uno sfortunato runner di Lamb (con palla a ballonzolare nervosamente ai lati dell’anello prima di uscire) Holmes da sotto mostrava la depressione degli Hornets realizzando i due punti del 66-74. Kaminsky in entrata segnava due punti prima di sedersi in panchina e pronunciare una parola un po’ colorita e tipicamente americana per la frustrazione…
McConnell in entrata pasteggiava, poi dopo uno 0/2 di Holmes dalla lunetta, si mettevano anche gli arbitri che permettevano un po’ di tutto a Philadelphia su un’azione che tra spinte e altro finiva ridicolmente con due liberi a favore dello stesso Holmes, il quale ripresentandosi in lunetta poco più tardi, migliorava con un ½ la sua media…
Lamb dal lato destro metteva la tripla chiudendo con un ½ dalla lunetta a :01.3 (penetrazione cercata) per un quarto che vedeva finir sotto di otto i teal & purple.
 
S’iniziava così a handicap l’ultimo che partiva in salita con T.L.C. (Luwawu-Cabarrot) a mandare il distacco in doppia cifra (72-82), Lamb con un jumper da sinistra riportava a una cifra lo svantaggio ma si oscillava su quelle distanze…
A 10:05 senza protezione al ferro Charlotte incassava il tap-in del 76-87 per opera di Noel.
Kemba infilava una tripla e poi passando dietro al blocco di Kaminsky guadagnava tre liberi grazie a Rodriguez cha appoggiava il braccio a L sulla schiena del nostro capitano. Anche Kemba però tradiva realizzando solo il libero centrale dei tre concessi.
Si andava sull’80-87 a 9:19 dalla luce rossa ultima.
Stauskas in entrata aveva più spinta per alzarsi sopra MKG e appoggiare, in generale Phila aveva più propulsione e paradossalmente fame, Saric (18 pt.) a 7:11 con una tripla aperta dalla diagonale destra sorprendeva in transizione gli Hornets che finivano tra i fischi sul -14 (82-96).
Con molta fatica Charlotte, tra errori e triple infilate, sui riportava sul -10 (bomba frontale da qualche passo dietro la linea di Batum a 4:56), poi Kaminsky in entrata recuperava due FT a 4:29 ma finiva per sprecarli entrambi.
Un turnover di Batum e un pullup di Kemba a 2:46 per il -8, Belinelli era imbeccato nell’angolo sinistro con una prateria davanti a lui ma la tripla del -5 non entrava così McConnell da centro area con uno spin e un jumper su Kemba a 1:14 ridava i 10 di vantaggio agli ospiti.
La reazione degli Hornets, evidentemente tardiva, si concretizzava con una finta per far saltare il difensore e conseguente tripla di Marco dal lato destro a :32.3 (99-104).
Sulla pressione nell’angolo sinistro di Marvin Williams e Batum Phila perdeva palla, il transalpino andava per il -2 ma il tiro era impreciso e colpendo l’anello faceva calare le ultime speranze degli Hornets che cercavano il pressing finale.
Covington rischiava di buttar via un pallone ma dopo aver visto il replay, gli arbitri propendevano per la rimessa 76ers.
L’1/2 di Stauskas chiudeva i conti perché sull’ultima azione Kemba tergiversava troppo chiuso dagli avversari, palla a Marco che al volo faceva sbattere la palla sulla tabella poi sul cerchio e infine fuori…
Gli Hornets chiudevano quindi il match sul -6, 99-105 a favore di Philadelphia.
 
Pagelle
 
Walker: 6
29 pt. (10/18), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Perde due palloni e sbaglia solo due liberi ma nel momento meno opportuno per farlo. Se è vero che mette quasi un trentello con buone medie, è anche vero che in difesa viene battuto facilmente, se non altro per statura ma anche atteggiamento; mano alzata ma piedi spesso a terra. McConnell nel finale con giro e tiro lo evidenzia. Tergiversa troppo sull’ultima azione ma anche avessimo segnato, sarebbe stata dura colmare il gap.
 
Batum: 5,5
16 pt. (5/12), 1 rimbalzo, 4 assist, 2 rubate. Perde solo un Pallone e fa il 50% da tre, però ci prova poco in entrata, dove evidenzia una buona protezione palla e decisione. Si limita a tirar da due per il resto e si vedono un paio di tiracci orrendi. Stasera viene a mancare il suo apporto a rimbalzo, negli assist è sottotono. Uno di quelli che per body language non mi piace e lui essendo un leader nel team dovrebbe caricar la squadra.
 
Kidd-Gilchrist: 5
6 pt. (2/2), 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata in 31 minuti. Un 2/2 al tiro e due palloni persi. In difesa sembra ci provi ma non sempre ci riesca. Ha perso un pochino di smalto, forse atletismo e tempismo. Non pare quello di due anni fa. Dispiace dirlo perché per grinta è uno dei miei preferiti, ma se ci fosse un Ibaka o un W. Chandler all’orizzonte, lo scambio lo farei in questo momento. L’apporto offensivo (si fa rubare anche un pallone e prendiamo la controtransizione) è minimo come lo spreco, tuttavia è la fase difensiva a preoccuparmi.
 
M. Williams: 4
4 pt. (1/7), 2 assist, 1 rubata in 33 minuti. Osceno. Uno 0/5 da tre con diversi tentativi con spazio. Non trova mai il ritmo. Un FG e due FT per l’ala titolare grande senza rimbalzi… Sembra a Miami lo scorso anno nei playoffs.
 
Kaminsky: 4,5
12 pt. (5/16), 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Fa un 1/6 da tre e perde tre palloni, uno in maniera ingenua. E’ vero che da qualcosina in difesa con stoppate e rimbalzi ma è anche vero che la doppia doppia è aiutata da 37 minuti sul parquet e da Phila che tira 86 volte a canestro. Sono diversi i rimbalzi in più che si potevano catturare. Mette su discreti numeri ma compie scelte sbagliate e se gli va bene un gioco da tre punti ne fallisce un altro errando il libero, così come ne manca due in una fase fondamentale del match chiudendo con un ¼ dalla lunetta…
 
Belinelli: 4,5
8 pt. (3/10), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Mezzo voto in più solo perché non mi dispiace la difesa di Marco, ma non posso far sconti a nessuno nonostante la simpatia. 2/5 da tre e un buon inizio, poi anche 4 palloni persi. Nel finale sbaglia una tripla importante e ancor prima un due punti. Finisce per segnar quando ormai è tardi. Il 3/10 non è granché per un tiratore che serve per cambiare gli esiti di un incontro. Nel gorgo psicodrammatico anche lui nonostante il suo +/- dica +10, unico positivo a Charlotte.
 
Lamb: 5,5
12 pt. (4/8), 1 rubata in 15 minuti. Commette 4 falli, non perde palloni. Dal palleggio al tiro. Passa dall’uno all’altro con disinvoltura e buone medie ma fa solo quello, se devi rimontare e costruire qualcosa di più sicuro, non è il giocatore adatto. Il jumper o il floater come arma se non l’entrata in un paio d’occasioni. Jeremy ci prova con il suo gioco, dietro direi scarso…
 
Roberts: 6
8 pt. (2/3), 2 assist in 10 minuti. Due perse, una in entrata con palla che gli sbatte sul petto e va oltre la linea di fondo. Crea il suo bottino con due triple da destra nel primo tempo. Era il terzo play, accompagna le pause di Walker cercando di trovar per se e la squadra la via del canestro.
 
Mil. Plumlee: 6
4 pt. (2/2) 3 rimbalzi, 1 rubata. Problemi al polpaccio destro per Plumlee arrivati durante la partita. Abbandona il campo e non rientra più. Anche se il momento nel quale è rimasto sul parquet non è stato positivo, ha fatto in 8 minuti, in proporzione meglio di Frank. Ora bisognerà vedere i tempi dell’infortunio per il n°18.
 
Coach Clifford: 4,5
Squadra senza senso che ha perso profondità dalla panchina. Non gira nulla o poco nulla. Sta a lui motivare i giocatori. Se con Plumlee gli rimproveravo il fatto di far giocar troppo Frank, ancora acerbo per un progetto maturo, adesso che potrebbe averlo perso, senza volergli andare contro a tutti i costi, ha in pancha Graham e Wood, che peggio di qualcuno non possono certo fare.La poi appare disunita e troppo fragile nei settori nevralgici (da tre e sotto il ferro).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo “Muggsy” Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più “cuore”), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l’armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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