Game 56; Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 103-114

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Sottotitolo; InterruziHornets
Zeller prova un tagliafuori su Mozgov.

Zeller prova un tagliafuori su Mozgov.

 
Niente paura, una sconfitta che interrompe cinque vittorie consecutive ma che nella logica delle forze messe in campo ci può stare ma non sarà un resto della stagione “corollato di tenebre” per estrapolare e adattare da una poesia di Ungaretti (I miei fiumi) il concetto di una squadra viva.
Gli Hornets stoppano la propria striscia vincente ma non giocano poi così male su un campo difficile, reso impossibile dallo stop dei Cavs contro i Pistons nell’ultima gara dei padroni di casa.
Scesi in campo concentrati e determinati a vendicare la sconfitta subita a Charlotte in un recente passato, i Cavalieri hanno allungato nel secondo e risolto la gara nel terzo quarto.
Nonostante lo stop Charlotte può andare ora a giocarsi le sue carte sui parquet d’Indianapolis e Atlanta senza dover temere queste due squadre, qualsiasi risultato ne esca, a mio avviso ci sono possibilità di successo.
 
Clifford provava a schierare il nuovo quintetto con Lee in campo da subito e composto integralmente da; Walker, lee, Batum, M. Williams, C. Zeller.
I Cavaliers invece al gran completo (solo Shumpert out tra le riserve), mettevano in campo; Irving, J.R. Smith, LeBron James, K. Love e T. Thompson.
 
Le squadre andavano a vuoto una volta a testa, sul primo attacco degli Hornets Lee falliva la tripla, James partiva in coast to coast approfittando di una difesa ancora in fase di sistemazione e appoggiava lo 0-2 a 11:27.
Irving in recupero abbassava la mano sulla palla con Marvin Williams ormai in decollo per l’appoggio a pochi cm dal canestro, Batum, però appoggiava elegantemente in entrata a 10:47 ritrovando la parità, LeBron veniva beffato invece sull’appoggio, giri sull’anello della palla a spicchi che terminava la sua corsa scendendo dalla parte opposta del tabellone, ne approfittava Charlotte con Marvin Williams per passare in vantaggio a 9:28 grazie all’entrata in appoggio a destra del tabellone.
A 9:07 Cleveland liberava James nell’angolo sinistro e Cleveland con la tripla passava in vantaggio.
Cleveland allungava e a 8:00 si trovava sul 4-9 con un piazzato di Love su Marvin dalla baseline sinistra, Marvin da tre e Zeller da due sulla stessa azione non segnavano, così James piazzava anche la tripla che faceva salire i locali in doppia cifra.
A dare linfa offensiva a Charlotte ci pensava Lee, penetrazione con il difensore che per inerzia davanti a lui si staccava, arresto e tiro da sotto per il sesto punto Charlotte, che girava la cifra grazie alla tripla di Batum dal corner sinistro e costringeva Lou al time-out a 6:46.
J.R. Smith pareva potesse riprendere il filo del discorso per i Cavs infilando subito una tripla dopo il post pausa ma gli Hornets rimontavano, prima accontentandosi di un punto da Zeller dalla lunetta grazie all’iniziativa personale, altri due arrivavano da un veloce pull-up di Lee e a 4:50 un pick and pop tra Kemba e Frank liberava il lungo che da tre infilava per il pari.
A 4:13 Batum rimaneva su un blocco, Kemba era battuto dal palleggio dietro la schiena di James, arrivava sul tentativo d’appoggio Zeller che commetteva fallo sull’ala piccola di Cleveland.
I liberi comunque finivano dentro, Batum pareggiava con un turnaround appena al di fuori dal pitturato destro e Kaminsky a 3:39 tornava a far veder la luce delle stelle ai Calabroni con una tripla rilasciata con personalità.
Il vantaggio era incrementato quando Batum affrontato dal mastodontico James schiacciava un pallone sulla corsa di Kaminsky eludendo il colosso dei Cavs, il resto lo faceva Frank che in uno contro uno vinceva il duello inventandosi il tiro sull’entrata in corsa per il 22-17.
J.R. falliva uno dei pochi tiri del primo tempo, a salvarlo però arrivava sul rimbalzo Thompson che ne approfittava per schiacciare.
Jefferson entrava in campo e si faceva vedere con il suo turnaround hook dal post basso sinistro.
I Cavs azionavano la modalità penetrazione, Irving ci provava due volte, sulla prima gli andava bene, sulla seconda commetteva sfondamento, in realtà da una palla persa usciva anche la galoppata solitaria per il n°2 avversario che appoggiava il -1 che chiudeva sul 24-23 il primo quarto a favore degli Hornets.
 
La squadra di Clifford aumentava a tre il vantaggio venti secondi dopo l’inizio dell’ultimo quarto, due FT per Kaminsky con Frye a spingere con la mano bassa Frank per tutta la penetrazione.
Un pick and pop concluso dallo stesso Frye però riportava in equilibrio la gara sul 26 pari, e a 10:47 i Cavs compivano il salto sull’accelerazione di Irving; fallo di Jefferson e gioco da tre punti.
Per i Cavs era sempre il nuovo arrivato Frye il terminale per un appoggio al vetro dopo aver giocato un pick and roll con Irving.
Lamb a 9:56 con due liberi provava a interrompere l’inerzia pro uomini di Lou con 2 FT ma il primo andava corto, il secondo a bersaglio non compensava l’appoggio del Jefferson di Cleveland contro il nostro, che commosso da una possibile parentela non faceva molto per fermarlo. Lin da tre punti a 9:08 faceva restare in corsa i Calabroni portando sul -3 la gara che tornava a essere una corrida da penetrazione con Irving a guadagnarsi altri due punti e con Lin in dribbling drive a far guadagnare due punti a Jefferson che da sotto segnava subendo fallo da Irving in aiuto, anche lui però falliva il libero, Irving in penetrazione non sbagliava, Lin imitava il collega a 7:53, realizzazione con mano destra e fallo di Love ma l’imprecisione ai liberi continuava e gli Hornets rimanevano sul -3 quando avrebbero potuto essere in parità.
Dellavedova mandava a bersaglio un FT per 3 secondi di Jefferson in area, Cleveland prendeva il volo quando si accendeva J.R. Smith, a 7:26 si accontentava di uno step back con tiro da due punti per andare oltre a una buona difesa di Lamb, Lin con le sue finte di crossover metteva in difficoltà la difesa di Lou ma nonostante il fallo di Love, dalla lunetta splittando non portava molto vantaggio alla squadra. LeBron penetrava da sinistra, troppo veloce e troppi kg perché Kaminsky potesse contenerlo, a Frank non restava che rifarsi grazie alla bella azione con finta che a 6:41 lo portava a canestro.
Lamb da tre falliva il tiro, J.R. Smith e Dellavedova no e i Cavaliers si portavano sul 37-48 costringendo Clifford al time-out.
Al rientro Jefferson segnava due liberi ma J.R. era in the zone, due punti su Lin per il 39-50…
Charlotte mostrava una delle più belle azioni corali della partita quando Batum serviva Lin che in corsa in taglio back door sulla baseline destra arrivava dalle parti del canestro e con scarico volante forniva un extra pass per Marvin Williams che con fluidità completava l’azione scagliando la freccia da tre punti del 42-50.
A 4:30 un altro lungo jumper di J.R. su Lin. I Cavs mantenevano il vantaggio e andavano a segno con la dunk volante di Thompson, Marvin Williams rintuzzava con due liberi ma J.R. rispondeva dalla lunetta per fallo di Zeller e una jam in contropiede di James mandavano i Calabroni sul -14.
A 2:22 una transizione condotta da Lee era finalizzata da Walker che a rimorchio arrivava per il tiro immediato da tre punti che consentiva a Charlotte di toccare quota 47, gli Hornets per superare i 50 si affidavano a Kemba, prima un passaggio ravvicinato ispirava la schiacciata di Zeller, poi un suo tentativo di rompere il raddoppio finiva sulla punta della scarpa di Love (se non intenzionale il pallone era sicuramente colpito in maniera impropria con gamba allungata), i Cavs segnavano così con la loro ala grande in transizione con gli arbitri dormienti.
Kemba si “vendicava” con un’entrata da 3 punti per il 52-62.
Quattro liberi tentati da James (1/4) nel finale chiudevano il quarto con Cleveland avanti 52-63.
Kaminsky a metà tempo ne aveva realizzati 12, ma James 15 e J.R. Smith 14.
Clifford e Walker a colloquio.

Clifford e Walker a colloquio.

 
Al rientro sul parquet Charlotte provava a produrre lo sforzo necessario per rientrare, ma una running dunk shot di Thompson iniziale sembrava raffreddare subito le cose dall’inizio, Batum però lanciava il suo fendente in diagonale verso il ferro, Lee in taglio dalla parte opposta convergeva sulla sfera e al volo batteva il difensore depositando nella retina e Walker sfuggiva alla marcatura di Irving, canestro veloce in jumper dalla media e Charlotte sul -9, 56-65.
Irving al vetro destro però mostrava la debolezza della difesa di Charlotte su un giocatore così abile e veloce, la filosofia allora era quella almeno di segnare cercando di restare agganciati alla gara, Lee in corsa dall’area appoggiava a una mano e restava fedele al progetto. Nonostante l’aiuto di Zeller in uscita Irving si dimostrava implacabile realizzando una tripla a 9:18, 20 secondi più tardi Walker rispondeva al fuoco dalla stessa distanza.
Gli Hornets tentavano di recuperare; Lee stoppava Irving, Kemba in coast to coast sfruttava un blocco alto e minimo di Zeller passando largo sulla sinistra e convergendo in reverse lay-up dalle parti del canestro, a 8:16 così i Calabroni trovavano un -7 per giocarsela.
In breve però gli Hornets tornavano sotto, Batum e Marvin Williams pasticciavano e lasciavano a James la schiacciata in transizione, un’altra partenza di LeBron dalla difesa chiusa in appoggio reverse al plexiglass spediva i Cavaliers sopra di 14 (77-63) nonostante l’ottimo tentativo di stoppata di Marvin.
Dopo il time-out Kemba segnava da te punti, Marvin da tre invece andava corto sganciando la bomba ma il rimbalzo era preda di Zeller che da sotto abbassava il ferro per la schiacciata riportando le lunghezze a solo nove pro Cavs.
I Calabroni rientravano sul -7 e lo conservavano anche dopo un canestro di Cleveland, quando Walker per riportare tale differenza passava dalla lunetta a 4:05 (botta di J.R. sulla mano prima dell’appoggio) due volte. Dellavedova però dalla linea di fondo destra vedeva il taglio di James, facile dal pitturato segnare per lui, e un passaggio orizzontale di Kemba per Marvin era intercettato da Smith che creava un po’ di show per il pubblico in schiacciata.
La frazione terminava sul +12 Cavaliers nonostante un paio di canestri trovati da Jefferson in post basso.
 
Nell’ultimo quarto Clifford schierava comunque i titolari mentre James si riposava, Mozgov ne segnava quattro di fila, Jefferson rispondeva con due, ma l’ex di Orlando Frye infilava una tripla.
Gli Hornets non finivano ancora su una coda di marea alla deriva nello spazio grazie alla tripla di Kaminsky a 9:56 (81-95) ma Frye ne indovinava ancora due dalla grande distanza facendo calare il buio anche sulle stelle degli Hornets.
Nel finale entravano le riserve; Gutierrez, il messicano messo sotto contratto da 10 giorni giocava bene, anche se il primo a prendersi la scena era Daniels che mostrava le sue qualità di tiratore con cinque punti.
Anche il messicano aveva tempo per segnare e fornire assist ma la partita si chiudeva sul 103-114 a favore di LeBron e soci.
chacle2 chacle3
Pagelle:
 
Walker: 6,5
20 pt. (7/13), 2 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. Gli capita di perdere un pallone importantissimo, uno lo perde per omaggio degli arbitri. Fa il suo segnando 20 punti e fornendo discreti assist, compensa le stats di Irving.
Lee: 6
8 pt. (4/7), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Va a seguire il giocatore on fire di turno a volte, non è sempre facile, s’intravedono buone possibilità di crescita all’interno del team.
 
Batum: 5,5
9 pt. (4/9), 6 assist, 5 rimb., 1 rubata, 1 stoppata. Perde tre palloni, un paio malamente che innescano transizioni, per il resto non è facile controllare James ma da lui mi aspettavo qualcosa di più.
 
M. Williams: 6
9 pt. (2/8), 10 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Qualche pasticcio quando cercano di servirlo, non è colpa sua, si batte gettandosi a terra se è il caso e recupera tanti rimbalzi, però al tiro viene a mancare.
 
C. Zeller: 5,5
7 pt. (3/6), 6 rimbalzi. Cody gioca da centro mobile veloce, fa quello che può con il suo fisico ma qualche rimbalzo in più forse…
 
Kaminsky: 6,5
16 pt. (5/9), 4 rimbalzi, 1 assist. Numericamente sempre bene contro Cleveland che inizia a preoccuparsi di lui offensivamente. Air-ball a parte realizza anche con buona media. Gli si possono anche perdonare i due errori di piazzamento quando Frye mette la gara in sicurezza (praticamente già chiusa) con le due bombe nell’ultimo quarto, è un rookie, deve avere più occhio a volte.
 
Lin: 5,5
10 pt. (4/9), 1 rimbalzo, 4 assist. Perde due palloni e segna altrettanti tiri quando non serve, un paio d’errori dalla lunetta contribuiscono a mandare in svantaggio più nettamente Charlotte. Iniziative comunque interessanti. Non ha i cm (7/8 in meno) sul tiro per contrastare un J.R. Smith on fire.
 
Jefferson: 5,5
Ottimi I suoi attacchi dal post basso, sono quasi infermabili, ma in difesa troppo spesso, anche a causa della condizione fisica e atletica, è in ritardo oppure sta a guardare facendosi sfiorare dal vento dei giocatori che lo circumnavigano come un baobab. La media è una quasi sufficienza considerando le attenuanti ma evidenziando un -24 di plus/minus.
 
Lamb: 5,5
1 pt. (0/3), 1 rimbalzo, 1 rubata. Non trova il ritmo. Gioca poco più di 8 minuti che per Clifford sono sufficienti.
 
Hansbrough: 5,5
Volenteroso ma dalla lunetta (e non solo) mostra I suoi limiti. Manca Biyombo.
 
Daniels: 6,5
Si rivede dopo un’eternità passata in panchina. Entra e segna subito i suoi tiri, quando lo fa la palla tocca la retina e basta tanto è preciso.
 
Harrison: s.v.
4:00 minuti senza praticamente lasciar traccia.
 
Gutierrez: 6,5
Giocatore che mi sorprende. Fa intravedere buone doti di passaggio e sa anche segnare rompendo il raddoppio come nel caso in cui va a bersaglio con il floater. In difesa è concentrato e attento, anche se la gara è finita. Lo spirito giusto non solo per farsi riconfermare, ma magari guadagnare minuti ed essere in qualche frangente importante.
 
Coach Clifford: 6
La squadra si esprime secondo le proprie potenzialità. Giochiamo con il gap Jefferson, ancora non al 100% della forma fisica e in difesa si sente.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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