Game 56: Charlotte Hornets @ Toronto Raptors 85-90

 
SpecchiHornets
 
Air Canada Center ai tempi delle favole.
La regina malvagia alla sua graspecchiera parlante chiede chi è la più bella del reame…
E’ la fine del terzo quarto e lo specchio questa volta non mente neppure pronunciando il nome Charlotte, regina del terzo quarto.
“Charlotte” si agghinda per la festa truccandosi e diviene splendida in un terzo quarto nel quale i Calabroni danno 20 punti ai Raptors, poi la panchina entra in campo e va d’insieme, forse la troppa supponenza, sicuramente le troppe soluzioni prese senza cercare il gioco… i Predatori, nel caso il Lupo di Biancaneve (lo so, stiamo mischiando le favole, da Cenerentola a Biancaneve) , ne approfittavano facendo mangiare dal mammifero “malvagio” ancora una volta la protagonista, solo che questa volta non ci sarà nessuno a soccorrerla.
Gli Hornets finiscono così per prendere un differenziale di quasi due punti al minuto cedendo 85-90.
E’ la partita simbolo, lo specchio della stagione, sperando solo di questa parte della stagione (inizio gennaio, prima metà di febbraio), niente da aggiungere se non la già citata caratura mentale e la poca convinzione che anche nel finale, con i titolari in campo, ha spinto Charlotte a usare soluzioni ritenute più semplici come il tiro da tre punti (a volte affrettato) piuttosto che cercare un gioco più interno e vicino a canestro.
Per Toronto, che ha appena acquistato Ibaka dai Magic (non disponibile nella notte), sono arrivati 21 punti di Lowry, 17 di Powell, DeRozan fermo a 10 con Carroll a superarlo con 13. Il 42,1% contro il 38,1% dal campo (scarsa stanotte Toronto al tiro sotto i 40,0) non è bastato a Charlotte che ha incassato un 14/19 dalla lunetta contro l’8/9 a referto.
Si scende mezza partita sotto Miami, finalmente arriva il break dell’All-Star Game per rompere l’inerzia negativa.
 
Hornets con il solito quintetto in assenza di Zeller al quale si è aggiunto Plumlee già in vacanza…
Walker, Batum, MKG, M. Williams e Kaminsky per Clifford.
I locali di Casey invece presentavano; Lowry, Powell, DeRozan (depistato come ala piccola), Carroll, Valanciunas.

Il logo degli Huskies.

 
Partenza shock a favore di Toronto sul parquet “marchiato Huskies”; Lowry da tre senza esitazione e due dunk di Valanciunas (la seconda a 10:52) portavano sullo 0-7 Toronto.
Charlotte reagiva con una transizione veloce di MKG fermata irregolarmente un secondo prima che il cronometro scendesse sotto i 10:00.
Charlotte reagiva; dopo aver segnato i primi due punti dalla lunetta, Kaminsky appoggiava due volte al vetro per il 6-7 ma Valanciunas a 8:41 s’infiltrava senza problemi tra il nugolo di canotte bianche che presidiando l’area, si dimenticavano di fare il tagliafuori sul centro avversario che conquistava il rimbalzo e metteva dentro due punti in tranquillità.
A 8:18 Kaminsky pareggiava con una tripla di personalità ma la gioia durava 15 secondi poiché dall’angolo destro Carroll colpiva anche lui in maniera pesante riportando i Calabroni sul -3.
Un fade-away di Batum a 7:45 e una tripla di Kemba sfruttando il blocco alto di Kaminsky, a 7:03 portavano Charlotte sul +2 (14-12) costringendo coach Casey a un time-out dal quale i Raptors uscivano più performanti.
Dopo un 2/2 di Valanciunas a 6:27 arrivava 20 secondi più tardi la transizione del +2 Huskies/Raptors firmata Lowry, Marvin non andava in ritmo con l’universo, tre ancora corto, dall’altra parte plastico frontale di Lowry da tre e Hornets sul -5 in brevissimo tempo…
Il time-out Charlotte non sembrava sortire effetti al contrario di quello dei Raptors anche perché Valanciunas segnava la terza jam di serata con una bimane appesa a 5:26, poi dopo un errore da sotto di MKG, Powell splittava dalla lunetta sfruttando il primo fallo di Lamb, appena entrato.
Lo stesso Lamb dal mid range in sospensione accorciava ma a 3:59 Jeremy correva a chiudere dal centro all’esterno destro, leggero tocco sul tiro di Powell da tre, gioco da 4 punti completato dalla lunetta e canadesi sul +10 (16-26).
Belinelli su una drive and kick andava fuori misura sul passaggio per Lamb, MKG in transizione correva troppo velocemente fino a non controllare la palla sul contrasto del difensore mandando l’oggetto del contendere oltre la linea di fondo per il sesto turnover…
Kemba ci provava da tre ma non trovava la retina, ferro, Tobey dalla copertura per il tiro del compagno passava all’assalto deviando la sfera in anticipo su Nogueira per i 8 primi due punti del nostro n°10.
Un bump serviva a Wright per conquistar la lunetta nonostante l’1/2 Toronto si avvantaggiava.
Seguiva l’uscita di Lamb per falli (3 in 4 minuti).
Tobey prendeva gusto ma non il ritmo, stoppata di Nogueira su di lui questa volta e a 1:40 fallo dello stesso centro con il contratto da 10 giorni.
2/2 di Carroll per il 18-29 che diveniva 21-29 quando Roberts con una finta faceva saltare il difensore davanti a sé e incrociando portando avanti un piede trovava lo spazio per colpire agilmente. DeRozan vanificava una buona difesa di Graham che si faceva stoppare da Nogueira sull’ultima azione di primi 12 minuti.
Si chiudeva quindi sul 20-31 il primo periodo.

Frank Kaminsky contro il brasiliano Nogueira. Nonostante il career high del Tank, nulla da fare per Charlotte anche stavolta.
2017 NBAE (Photo by Ron Turenne/NBAE via Getty Images)

 
Il secondo quarto vedeva Belinelli mancare la tripla, Tobey commettere un fallo in attacco mentre in difesa Marvin proteggeva il ferro cancellando l’entrata di Lowry con la mano sinistra ma in attacco la destra non gli faceva sapere che stesse combinando tirando ancora corto da oltre l’arco.
Graham continuava a essere beffato; questa volta era Carroll a colpire da tre nonostante il nostro numero 12 rimanesse sul pezzo.
Marvin girato verso la linea laterale destra proponeva il palleggio in avvicinamento in uno contro uno, giro e tiro dalla media, solo retina questa volta…
Belinelli buttava via un altro pallone cercando Marvin, poi in entrata, ricevendo da Batum, si faceva stoppare dalle parti del ferro da Nogueira.
I locali viaggiavano sul +14 dopo due liberi ma un assist piuttosto originale e difficile di Kemba era manna per la tripla di Batum a 8:02.
A 7:07 Belinelli apriva sull’esterno destro, spazio per l’avanzata del carrarmato Frank, finta di dunk in uno contro uno e appoggio vincente con la mano destra.
Valanciunas ci provava da sotto a destra, Marvin in rotazione con meno cm ma più aggressività bastava a far sbagliare il barbuto centro mentre dall’altra parte del parquet MKG da distanza discreta coglieva la retina perfettamente (5:37) per il 7-0 run che portava Charlotte sul 29-36.
Gli Hornets però andavano in difficoltà in un momento duro del match.
A 5:23 il parziale era interrotto da Powell con l’appoggio in entrata nonostante il fallo di Batum, tuttavia la guardia di Toronto mancava il libero.
A 5:15 DeRozan scappava via a Batum, reaching del transalpino sulla partenza da destra, due punti della guardia adattata ala, ma anche per lui la lunetta non era terra di conquista (0/1).
Il top player dei Raptors segnava ancora in transizione assorbendo il contatto onesto di Frank.
Il piccolo spostamento consentiva agli arbitri di assegnare il fallo contro il tank ma DeRozan ancora una volta sbagliava a gioco fermo andando corto.
Dopo tre errori dalla lunetta Walker iniziava il suo show da tre contro tutti; a 4:03 da una seconda opportunità (tap-out di Marvin dopo errore da tre di Frank) ricavava tre punti per il -10, a 2:45 arrivava la bomba del -7, a 2:17 ecco arrivare la trinità con lo spirito Santo a inabissare la palla dentro la retina oltre le mani protese di due difensori comprese quelle dell’alto Valanciunas.
Il colpo del 38-43 non bastava a Kemba, il quale a 1:49 calava il poker di triple con un pazzesco step-back e rilascio fantastico per il jackpot che sbancava l’anello.
Hornets sul -1 41-42 prima dell’appoggio di Powell che chiudeva i giochi, almeno nel punteggio, dopo i primi 24 minuti.
Hornets sul -3 ma in partita…

Mike Tobey anticipa Nogueira e segna un lay up.
2017 NBAE (Photo by Ron Turenne/NBAE via Getty Images)

 
Il terzo quarto vedeva gli Hornets sugli scudi e i Predatori sazi; Kemba con un bound pass vedeva il taglio da lontano di Kaminsky, corsa del centro dalla destra verso il centro, dunk e avvicinamento.
DeRozan in attacco pressato passava a Batum, transizione due contro uno, il francese non era egoista e al momento giusto cedeva a Kemba che in appoggio portava avanti i Calabroni di uno. Imenotteri che andavano a toccare il +3 quando Frank a 10:30 infilava da destra con gran sicurezza un jumper.
Toronto continuava a tirare ma non segnando consentiva a Charlotte di allungare; Frank lavorava su Valanciunas vicino a canestro riuscendo a ritagliarsi lo spazio per un perfetto tiro.
A 8:37 i Predatori interrompevano il digiuno con due tiri liberi a segno ma a 8:24 Batum correva verso il canestro servito da Kaminsky, extra pass sulla destra per MKG bravo a seguire e a sua volta a catapultarsi per la schiacciata del 51-46.
Lowry con un reverse da circus da sotto canestro accorciava chiedendo anche un fallo (tocco di MKG) sulla drive dalla linea di fondo.
Marvin sulla sinistra riceveva e stavolta colpiva da tre punti avendo più o meno lo spazio tra la nostra galassia e quella di Andromeda…
Un triangolo dei canadesi portava Powell a rispondere da tre per far segnare allo scoreboard il 54-52.
Per un tocco sull’avambraccio di Batum impegnato al tiro da tre a 5:55 Charlotte guadagnava tre liberi, due gli utili ma Charlotte sul +5, spinta da Kaminsky a 5:22 sul +8 (triplona) e sul +11 da Kemba che chiudeva la pioggia di triple segnando a 4:49 dal corner sinistro raggiungendo i 20 punti personali.
DeRozan s’inventava un paio di canestri in una serata spenta per realizzare il 62-55.
Uno spin e un appoggio con l’aiuto dell’anello per Frank era utile per continuare la sua corsa verso il suo massimo in carriera, Lamb dava il suo apporto offensivo segnando il 66-55 di destra sulla destra del canestro in penetrazione.
Lamb in difesa si prendeva un ankle break ma si vendicava a 1:47 in attacco segnando un top shot dalla baseline sinistra tirando sul francobollo dalle sembianze di difensore.
I Raptors tornavano sul -3 ma la scelta di Kaminsky di attaccare il ferro si rivelava giusta; spinta, fallo, due su due e Hornets sul 70-58 a 1:09.
A :48.1 Frank si ripresentava dalle parti del ferro con un fing and roll per fotografi, poi un ficcante passaggio in diagonale tagliava tutta la metà campo difensiva dei Raptors, ad aspettare nell’angolo destro c’era Belinelli bravo a metter dentro la tripla del 75-58 che chiudeva i giochi nel terzo quarto.
Hornets sul 75-58 con un cuscino imbottito di 17 punti da difendere nell’ultimo quarto.
Quasi a qualsiasi squadra sarebbero bastati, anche perché Charlotte giocando bene in attacco e resistendo ai tentativi dei Raptors in difesa, sembrava poter controllare la partita, mai fidarsi però dei rettili (mi scuseranno lucertole, varano di Comodo e simili specie rimaste in vita)…
 
Si partiva subito male in avvio ultima frazione.
Un passaggio lungo dalla difesa dei Raptors pescava Carroll avanti a tutti in attacco, era facile segnare nonostante il rientro di Marvin.
Joseph da tre dall’angolo sinistro riduceva lo scarto alla dozzina di punti, Marco da tre non segnava, Wright guadagnava due liberi a 10:10 per effetto del quarto fallo di Lamb.
In un minuto e cinquanta secondi i Raptors mangiavano a Charlotte ben 7 punti ma dopo aver “preso anche il +8”, Clifford chiamava il time-out.
Niente da fare, Joseph dalla top of the key tirava fuori dal cilindro un’altra tripla, anche perché da quelle parti di difesa a ruotare non se ne vedeva.
Marco esagerava da tre mentre Lowry lo imitava con più fortuna. A 8:36 grazie i Raptors si portavano incredibilmente sul -2 con un parziale di 15-0…
Tornava in campo MKG per correre ai ripari in difesa ma anche lui sbagliava in attacco, in difesa conquistava un altro rimbalzo però. A 7:55 Charlotte si sbloccava dalla lunetta con due FT di Kemba ma una drive di Wright con nessuna resistenza al ferro, bruciava la difesa degli Hornets.
Anche Frank si faceva coinvolgere nel tentativo di tripla continua ma non segnando dava la possibilità a Lowry (7:11) di realizzare la bomba del sorpasso.
Nemmeno a scriverlo… detto, fatto.
Hornets sul -1, Clifford alla lavagna, ma poco cambiava al rientro sul parquet.
Batum ci provava ancora da tre e per ben due volte non ottenendo nulla.
Kaminsky commetteva un fallo in attacco portando un blocco (netto), poi non riusciva a fermare Lowry in entrata a 4:47. Raptors che rallentavano il ritmo ma trovavano sempre più punti di vantaggio con un parziale di 22-1 in 6:43…
Kemba da tre ormai segnalava alla polizia di una bisca clandestina con carte truccate da tre che valevano zero, per fortuna Toronto sbagliava due volte clamorosamente da sotto (secondo errore del lungo austriaco) ma da una penetrazione in area di Lowry con relativo passaggio breve orizzontale sotto canestro, l’uomo della terra delle montagne si rifaceva segnando il più rilassante dei canestri.
Batum a 3:27 entrava in modalità “persa criminale” nonostante provasse a recuperare finiva per bloccare la palla con un piede e gli arbitri ci davano contro ancora una volta.
Kemba in corsa al vetro era l’unica arma nonostante l’impatto sul difensore.
Due punti per il 79-82.
Charlotte potrebbe recuperare giacché Marvin era bravo in difesa a rimanere all’interno dell’attaccante e a recuperare allungando il braccio su un pass orizzontale, purtroppo da contraltare faceva l’ennesima tripla fallita dal nostro numero 2.
A 2:01 Joseph ricevendo da una rimessa dal fondo, con pochissimo tempo per tirare, colpiva il tabellone lateralmente, finiva per segnare Frank da tre dalla diagonale sinistra mente due Raptors sbattevano su di loro (il centro austriaco sostanzialmente prendeva un blocco da un compagno).
L’importantissimo tre punti valeva l’82 pari e il massimo in carriera per Frank.
A 1:41 purtroppo Lowry dalla sinistra si avvicinava verso il centro, contatto con MKG appoggio al vetro effettuato in ritmo e gioco da tre punti…
Charlotte cedeva a 1:26, quando Batum vedendo arrivare Kaminsky ingenuamente tentava di ceder un pallone toccato facilmente dal proprio difensore, una persa da ergastolo che portava all’appoggio Wright solo in contropiede.
Marvin da tre non segnava, Batum sì ma a 29.2.
L’85-87 e i secondi rimasti sul cronometro inducevano Charlotte a non commetter fallo per scelta.
Purtroppo Toronto costruiva una discreta azione finale; lato sinistro, blocco alto di Poeltl, Lowry sulla fascia sinistra in penetrazione lasciava toccar con la mano Kemba il parquet, a chiudere il piccolo andava Frank, rollata del lungo austriaco, sul lato debole al bordo dell’area Batum e Marvin, il francese decideva di aiutare al centro sull’austriaco lanciato contro Walker in ritardo, palla scaricata al volo sulla destra, tripla di Carroll in solitaria nonostante Marvin si staccasse dal suo uomo dalla baseline provando a saltargli avanti.
Niente da fare, -5 e giochi fatti, anche perché Batum con pochi secondi rimasti falliva la tripla e si andava negli spogliatoi con un mesto Frank a testa bassa che nemmeno fissava il tabellone finale sapendo di aver perso 85-90.
 
Pagelle
 
Walker: 7
24 pt. (8/15), 4 rimbalzi, 9 assist, 2 rubate. Pere tre palloni e nell’ultimo quarto non è decisivo realmente, però se c’è stata una partita sino alla fine, lo si deve a lui. Mette 4 triple sul finire del primo tempo, prosegue bene nel terzo quarto, mette un paio di canestri nell’ultimo quarto cercando di far rimanere a galla Charlotte. Sfiora la doppia doppia con gli assist. Gioca 42 minuti e adesso passerà dal freddo Canada al caldo di New Orleans. Speriamo non si stressi troppo. Gli sarebbe servita una vacanza per lo stacco.
 
Batum: 3,5
10 pt. (3/9), 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Da radiazione. Perde 6 palloni, guadagna venti milioni e a parte le cifre sul campo più basse del solito, I due turnover nel quarto finale sono “roba” da dilettanti. Non lo condanno sull’azione finale, Carroll è il suo uomo ma la scelta con il senno di poi potrebbe essere condannata solo se vedessimo in un universo parallelo e l’austriaco, non segnando l’appoggio eventuale, avrebbe concesso più chance a Charlotte.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
6 pt. (2/7), 14 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Finisce con un +10 di plus minus. Senza di lui in campo nell’ultimo quarto Charlotte prende l’imbarcata rapida. Clifford lo fa riposare meno ma il danno ormai è quasi compiuto. Torna lui sbattendosi sui tiri avversari e andando a catturare rimbalzi. Attacco più scadente e meno selezionato ma presenza sul parquet.
 
M. Williams: 5,5
5 pt. (2/9), 9 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Alcune o anche più di alcune buone difese testimoniate dai numeri a rimbalzi e dalle stoppate. Bene in difesa, male in attacco purtroppo. Lì gli costa il voto e a noi la partita. Forse quel millesimo di secondo di ritardo a sganciarsi dal suo uomo sull’ultima azione dei canadesi ma non è più giovanissimo e sarebbe come trovare il pelo nell’uovo.
 
F. Kaminsky: 7
27 pt. (11/18), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Perde un paio di palloni ma è record in carriera di punti. Pronto per non sparare sulla Croce Rossa invece questa notte stupisce. Gran prestazione per tre quarti, poi si fa coinvolgere anche lui nel giro delle triple, anche se lui una la mette nel finale. Sulla difesa finale fa il suo. Bravo in attacco, un po’ sottotono a rimbalzo e negli assist ma stasera decide di creare per sé stesso. Mi piace quando gioca da vicino e trova soluzioni senza esagerare. Stanotte più che iena Plinsky, iena Kaminsky. Forza Frank nonostante la stagione fno a oggi non sia stata certamente positiva.
 
Lamb: 5,5
6 pt. (3/5), 2 rimbalzi. Un altro Marvin ma al contrario. Forse mettendoli contemporaneamente sul parquet… In 11 minuti chiude con 4 falli e una difesa più che rivedibile. Benino in attacco.
 
Tobey: 5
2 pt. (1/3), 3 rimbalzi in 11 minuti. Esordio dopo esser stato tagliato in preseason e rifirmato per il secondo contratto da 10 giorni. Inizia bene con due punti, poi mostra i suoi limiti di tempi. Mediocre, finisce con un -12 nonostante sia anche volentereso.
 
Graham: 5,5
4 pt. (0/2), 1 rimbalzo. Gioca 4 minuti, battuto diverse volte nonostante lui rimanga a giusta distanza, quasi un francobollo. Peccato, sfortunato.
 
Belinelli: 4
3 pt. (1/6), 1 rimbalzo, 1 assist. Gioca 22 minuti ma non c’è. Un paio di palloni scaraventati via, poi il nulla se non la tripla del +17 sul tramonto dei Calabroni. L’imbrunire della sera lo coglie a inizio ultimo quarto quando forza troppo tentando più la giocata eroica che utile. Non siamo in gran forma, è dura, gli avversari lo curano se non raddoppiano in certe fasi. Lui ha esperienza, deve avere la lucidità e la precisione di valutare meglio le situazioni. Non segna e crolliamo. Da quando ho letto su un articolo dove Marco asserisce che le squadre di questi tempi sono in vacanza mentalmente per l’arrivo dell’All-Star Game, ne abbiamo vinta solo una. Ci faccia sapere se negli spogliatoi qualcuno ha già messo giù la sabbia, l’ombrellone e gli occhiali da sole perché solo i Nets hanno fatto peggio di noi ultimamente.
 
Roberts: 6
2 pt. (1/2), 1 rimbalzo. -5 di plus/minus giocatore che da solo non cambia le partite, ma fa il suo umilmente. Pochi i 5 minuti perché ci si possa discostare dal 6 base. Senza lode né infamia.
 
Coach Clifford: 6
Abbiamo perso ancora. Vero. La squadra è crollata mentalmente, vero… L’unica cosa che gli imputo però è il non prendere i giocatori per le orecchie quando esagerano da tre. Abbiamo tentato di risolvere la partita dall’arco e abbiamo finito per buttarla via. I time-out mi sono sembrati più o meno effettuati al momento giusto, specialmente quello sul -1 nell’ultimo quarto. Il rientro di MKG anticipato altra buona scelta. Poi Graham finalmente. Un altro piccolo appunto è l’inutilizzo di Wood. Ha giocato Tobey e questo è ciò che passa il convento, se poi anche titolari come Batum giocano così…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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