Game 56: Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors 103-123

Freddi algoritmi contro euristica.
Alla prima categoria appartiene Clifford.
Coach che stimo come persona ma come allenatore è in disgrazia totale…
Vorrei evitare di parlare troppo di singoli ma devo constatare che i suoi algoritmi danno precisi risultati anche questa stagione.
Dopo aver incassato 32 sconfitte (la trentatreesima è arrivata in serata) delle quali quasi la metà arrivate in partite punto a punto che vanno sempre quasi a finir male, la sua cocciutaggine nel far giocare sempre gli stessi giocatori nello starting five, compreso un Batum inguardabile, sta determinando sorti sfavorevoli per la squadra.
Non sa più shakerare ma soprattutto non riesce più a dare un’impronta di gioco alla squadra che troppo spesso si affida a prender semplici vantaggi ed andar per conto proprio non avendo la qualità di Kemba, team che stasera era partito fortissimo, proprio grazie al capitano (10-0), per spegnersi prestissimo.
Toronto ha vinto nettamente e noi abbiamo giocato una delle due peggiori partite dell’anno (l’altra sempre contro Toronto, quando fu Lamb a salvarci un po’ la faccia).
Euristica dicevamo… termine largo, utilizzato in più campi, qui lo prendo in termini positivi come metodo d’approccio che non segue un percorso dogmatico o rigoroso e che serve per trovar una soluzione dei problemi.
Affidandosi all’intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, consentirebbe di prevedere un risultato che sarebbe sempre da verificare.
Ipotesi più umana che sarebbe da vagliare piuttosto che ripetere sempre lo stesso errore di un algoritmo “negativo”.
Sperimentare qualcosa di nuovo sarebbe d’obbligo, tanto più che il francese di Charlotte è tornato a sparacchiare prendendo tiri buoni o poco consigliabili che hanno avuto lo stesso effetto… zero canestri con 0/10 dal campo, il che per una SG titolare è francamente preoccupante oltre che imbarazzante nella NBA…
Algoritmo o bias (inclinazione pregiudizievole) che sia, questa sera la squadra ha mostrato i suoi limiti.
26 assist contro i 35 di Toronto, 56,3% dal campo concesso agli ospiti contro il 42,7% dei nostri…
I Raptors quindi rimangono in testa nella classifica a Est grazie ai 25 punti di DeRozan, ai 24 di uno scatenato CJ Miles partito dalla panchina e ai 21 + 9 rimbalzi di Valanciunas, C di Toronto.
Unico momento positivo la consegna del premio dell’ex leader nelle triple realizzate per Charlotte Dell Curry nelle mani di Walker che questa sera ne ha aggiunte 4…
Le formazioni:
 
Partivano fortissimo gli Hornets con Kemba Walker che si fiondava in area avversaria e saltando in avanti rilasciava un passaggio alto chiuso da Howard per un meraviglioso alley-oop.
MKG francobollava DeRozan facendolo sbagliare e Walker dall’altra parte non ci pensava un secondo nel tentare una tripla che evidentemente sentiva tantissimo.
Tre punti perfetti da fronte a canestro replicati dopo un dribbling sul posto contro Ibaka ma dal lato destro.
Hornets lanciatissimi che riuscendo a bloccare l’attacco dei Raptors trovavano anche un po’ di fortuna su un tiro dal mid range di MKG dalla destra a medio raggio sul quale il ferro aveva un ruolo determinante nell’aiutare la nostra ala piccola.
A 9:43 Ibaka segnava i primi due punti per i Raptors andando alto sopra Williams per un tiro frontale ai 24 secondi.
Howard correndo parallelamente all’entrata di Kemba riceveva il lob per un secondo alley-oop (12-2) mentre i Raptors iniziavano a carburare con un ½ dalla lunetta di Valanciunas che a 8:26 trovava spazio per la schiacciata. Un raddoppio su Marvin in post basso sinistro era utile al nostro numero due per vedere il taglio sotto canestro sul lato debole da parte di MKG che non faticava a metter dentro.
Le guardie di Toronto riavvicinavano i canadesi; tripla di Lowry dal corner sx e reverse layup di Derozan.
Howard a 5:52, ricevendo da Batum, si presentava in area contro Valanciunas confuso dal crossover; canestro più fallo.
Azione da tre punti che issava Charlotte sul 17-12.
I Raptors rimontavano anche se Howard su una delle azioni d’attacco dei canadesi costringeva alla persa DeRozan modificandone l’intenzione; il passaggio era recuperato ma Graham vedeva rimbalzare fuori la sua tripla, Ibaka a 3:57 portava a un solo punto gli ospiti che mettevano la prima freccia del sorpasso a 3:30 quando Lowry scaricava la tripla oltre Kemba per il 19-21.
Il parziale di 0-9 pro Casey era bloccato da Kaminsky da fronte a canestro (assist smarcante di Walker) che sparando da tre realizzava il 22-23 (2:31).
Segnava Toronto, rispondeva Howard con un rolling hook al vetro nonostante la marcatura della riserva austriaca.
Gli Hornets subivano ancora un canestro ma rispondevano con la drive di MCW da destra prima d’incassare la tripla di C.J. Miles che chiudeva il primo quarto sul 26-30.

DeRozan in reverse layup con Howard e Graham nel tentativo d’impedirglielo.
Foto: Associated Press

 
CJ Miles raddoppiava il vantaggio canadese a nove secondi dall’inizio del secondo quarto; tripla più fallo di Graham e libero che segnato dava il +8.
Dall’altra parte Zeller se ne ritrovava due da battere ma non si batteva chiodo.
Lamb recuperava comunque i due punti con un’acrobatica entrata (28-34) mentre da una rimessa dal fondo nella metà campo dei Raptors, MCW passava verso Zeller che bruciava l’asburgico centro finendo per completare un’azione da tre punti riuscendo a farsi perdonare degli errori precedenti.
CJ Miles on fire infilava due punti, Lamb si faceva stoppare e Siakam in transizione predava altri due punti.
Anche Poeltl contribuiva offensivamente con due punti trascinando i suoi sul 31-40…
Charlotte si attardava a reagire ma Lamb a 9:02 andava sino in fondo appoggiando al ferro dopo un’agile entrata, tuttavia la terza tripla di serata di CJ Miles affossava Charlotte sul -10 (33-43).
Colpo duro da subire per una panchina già non eccelsa che capitolava ancora su un lancio lunghissimo di VanVleet per Siakam che da sotto non aveva avversari da affrontare per l’appoggio.
Rientrava Kemba che portava via uomini sulla sua penetrazione; scarico da sotto canestro al corner destro dove MCW migliorava le sue statistiche da tre punti, VanVleet però metteva dentro 4 punti di seguito sfruttando una resistenza passiva di Zeller sul primo canestro e un passaggio telefonato di MCW sul secondo.
Howard ne metteva dentro due, Walker tre dalla linea per l’intervento di Wright che spostava il capitano sul jumper. Le finte di crossover di Howard mandavano Valanciunas quasi a terra, passaggio sotto a destra del canestro per Marvin che metteva dentro facile il 43-51.
Le distanze non mutavano ma si registravano anche i primi due punti di Batum e non dal campo (0/5) con due FT a 2:26.
Kemba nel finale con un armonico floater in corsa realizzava il 52-60, poi si finiva con Ibaka a realizzare una second chance e Walker che riuscendo a trovar spazio sul cambio lato del blocco portato da Howard infilava tre punti a poco più di sei secondi dalla fine.
Gli Hornets quindi si presentavano all’intervallo lungo sul -8 (54-62).

Walker, in penetrazione, scarica al volo oltre l’austriaco Jakob Poeltl.
Foto: Associated Press.

 
Al rientro sul parquet però i presagi non erano favorevoli; Valanciunas segnando 5 pt. consecutivi rimandava in fuga gli ospiti che incassavano il turnaround di Williams (57-67) dal pitturato a 10:51.
Momento da ricordare bene perché gli Hornets non troveranno più la via del canestro, riuscendo a limitare per un po’ le offensive ospiti che tuttavia trovavano un paio di sbocchi che conducevano a tre bombe pesanti (due di Lowry intervallate da una di Valanciunas che aveva anche il tempo di bere un caffè prima che Howard si portasse su di lui) che conducevano i predatori sul 57-80 a 5:26 dalla rossa sirena del terzo quarto.
Time-out Hornets e canestro Hornets a 5:14 (dopo cinque minuti e trentasette secondi) con MKG in jumper da distanza considerevole.
Howard in entrata a 3:41 infilava un banker di sinistra ma DeRozan mandava a segno una tripla nel silenzio generale del pubblico.
Walker infilava due dei tre liberi concessi, Howard raccoglieva da terra un pallone per alzare il tronco e appoggiare da sotto sbaragliando Lowry, DeRozan e Ibaka che cercando di strappargliela finivano metri più in là sul movimento di Howard.
Libero a segno e Hornets sul 69-87 a 2:12.
Chiudeva Kemba con una tripla che nasceva da un suo dribbling.
74-90 in attesa dei 12 minuti finali.
 
Partiva male Lamb nell’ultimo quarto con un air-ball ma Poeltl commetteva un’ingenuità andando a recuperar palla trascinandosi oltre il fondo.
Sugli sviluppi della rimessa Lamb si riscattava andando a bersaglio da vicino.
Sul -14 Charlotte faceva un pensierino per il rientro, ma CJ Miles chiudeva ogni discorso con una tripla dalla diagonale destra e rubando un pallone che viaggiava per quasi tutta la larghezza del parquet prima di venir intercettato dall’ex Pacers, abile poi a chiuder la transizione.
-19 che si ampliava a dismisura…
A 9:09 piovevano fischi dal pubblico costretto a vedere su una second chance Kaminsky tirare al volo dall’angolo sinistro, il secondo recupero vedeva poi Zeller cercare con un passaggio basso Graham, ma il pallone sfuggendogli scivolava sul fondo.
CJ Miles riusciva a metter a referto un’altra azione da 4 punti con tripla e libero (fallo di MCW con la mano in faccia al tiratore) per il 76-108.
La panchina di Charlotte cedeva mentre ai Raptors riusciva di tutto, compresa una tripla di Siakam ai 24 da sinistra e un’altra di VanVleet che presentandosi oltre l’arco infilava la sesta nel quarto su sei tentativi, ovviamente di squadra.
Gli Hornets con la panchina tentavano d’addolcire la pillola rientrando un po’ da un glaciale -36 (79-115)…
Monk, in campo da circa 5/6 minuti nel finale azzeccava una tripla così come Zeller che fissava il 103-123 finale…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
 
23 pt., 2 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 30 minuti. Chiude con 7/17 dal campo, 2 turnover e un -10 di +/-. Parte fortissimo con due assist per gli alley-oop di Howard e due triple che determinano il 10-0 iniziale, poi segna altri canestri compresi i 4 da fuori su 6 tentativi. Scompare un po’ nel terzo quarto quando Charlotte non riesce a segnare facendosi stoppare da Valanciunas.
 
Batum: 3
 
2 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Chiude con un -8 di plus/minus ma la sua prestazione è tra le più insufficienti della squadra. Due punti solo ai liberi sbagliando un tecnico e una difesa non entusiasmante. Il problema principale è che Charlotte fa occupare lo spot di SG (guardia tiratrice) a uno che in serata è riuscito nell’impresa di fare 0/10… Gli altri segnano, noi no…
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
 
9 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. 4/7 dal campo, nessun turnover. Un paio di scelte al tiro discutibili, specialmente il fade-away da marcato sul lungolinea destro nel secondo tempo, però prova diverse entrate rimediando anche un paio di liberi. Una prova sicuramente positiva in difesa su DeRozan che chiude sì con 25 pt. e 10/19 ma non tutti contro di lui. Gli fa sbagliare un contropiede uno contro uno e influenza alcuni tiri. Bipolare, a volte è attacco, a volte difesa, stasera il suo contributo è stato su ambo i lati del campo…
 
Williams: 5
 
6 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Manca un paio di triple, una apertissima, ma a parte ciò, è la difesa a non esser efficace. Qualche fallo inutile e qualcuno non speso.
 
Howard: 6,5
 
17 pt., 13 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Diverse buone azioni per andare a canestro con qualche forzatura in uno contro uno in gancio. Il 7/11 è buono così come i soli due turnover. Il duello con Valanciunas direi che è pari…
 
Graham: 5
 
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. -19 di plus/minus e uno 0/2 dal campo. Travolto insieme alla panchina finisce nel calderone. Gioca 15 minuti ma non riesce a combinar nulla.
 
Kaminsky: 5,5
 
10 pt., 4 rimbalzi in 22 minuti. 3/8 dal campo compreso un air-ball da tre punti. Partito bene con la tripla frontale, si vede segnare nel finale con la finta di tiro e partenza da sinistra per autoprodurre il canestro ottenuto con il tiro a una mano in avvicinamento. Troppo molle in un paio di situazioni che ci costano punti contro.
 
Lamb: 5,5
 
13 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 2 stoppate. Il contributo in punti lo da ma perde 4 palloni, almeno due dei quali innescano facili contropiedi. 5/10 dal campo in 19 minuti ma -22 di plus/minus.
 
Carter-Williams: 5
 
8 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. 3/5 dal campo ma con la panchina viene travolto. Buone le entrate, commette un fallo su un’azione da 4 punti degli ospiti. Un passaggio nella nostra mnetà campo orizzontale e molle intercettato da V.V. che ringraziava e appoggiava senza difensori.
 
Zeller: 5,5
 
10 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. Ha la scusante di non essere ancora al 100% ma è troppo molle in serata. Pasticcia un po’ in varie occasioni e anche se segna 7 punti nel finale, compresa una tripla, denota limiti tecnici nonostante il 4/7 al tiro.
 
Monk: 5,5
 
5 pt. (2/5). In 8 minuti colleziona una riga di zero nelle altre tabelle perché è un prendi e tira o un prendi, palleggia e tira…. Non è ancora affidabilissimo da fuori con l’1/4.
 
Bacon: s.v.
 
0 pt., 1 assist. +12 senza meriti, la panchina fa il suoi nel finale.
 
Stone: s.v.
 
0 pt.. Gioca 2 minuti senza troppa voglia.
Hernangomez
Seduto dietro la panchina in giacca grigia, vede la partita dello stesso colore. Quando sarà disponibile avrà il suo bel da fare, intanto twittava l’altro giorno…
 
Coach S. Clifford: 3,5
 
La squadra non ha uno straccio di gioco, prende una lezione da Toronto (la seconda nell’anno), lui gioca sempre con gli stessi elementi che danno lo stesso identico risultato. Aveva perso già lo spogliatoio lo scorso anno, ora rege le critiche ma per le aspettative d’inizio stagione quest’annata è un fallimento perché non è riuscito a far quadrare diversi aspetti. Mezzo voto in più per aver fatto giocare Monk poco più di 8 minuti…

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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