Game 57; Charlotte Hornets @ Orlando Magic 98-83

Dopo la triste scomparsa di Anthony Mason (ex giocatore degli Hornets), ricordato nella notte anche da Sport South Hornets con un breve filmato, Charlotte scendeva in campo a Orlando in una sfida che non poteva perdere.
Le altre squadre dopo il mercato erano riuscite a muovere la classifica e gli Hornets avevano subito una delusione a Boston.
La settimana vede gli Hornets impegnati in cinque sfide e due back to back che saranno importantissime per il proseguimento del campionato. Gli Hornets nella notte riacquisivano Biyombo, buon cambio per Jefferson e Orlando ritrovava il fastidioso Harris.

Le squadre scendevano sul parquet affrontandosi con Charlotte in viola che schierava; Mo Williams, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson, mentre Orlando del nuovo corso targato coach Borrego entrava in campo con; E. Payton, Oladipo, Harris, Frye e Vucevic.

Cody Zeller in una delle sue numerose schiacciate in serata.

Cody Zeller in una delle sue numerose schiacciate in serata.

La palla a due era vinta dagli Hornets e il tentativo di penetrazione di Mo Williams con tiro da sotto non andava a buon fine, ma arrivava la correzione volante di Zeller al ferro a 11:40 per i primi due punti della gara.
Harris rientrava dopo un’assenza forzata e costringeva MKG a spendere un fallo sulla sua penetrazione.
Due tiri liberi per Tobias ma solamente uno entrava, arrivava a 11:15 il 4-1 con Mo Williams che pescava bene Zeller in corsa, l’ala grande arrivava ancora al ferro tranquillo e solitario per segnare ancora.
Harris con un’entrata al vetro continuava a duellare con Zeller, Mo Williams a 10:08 con un libero assegnato dalla terna per 3 secondi in area difensiva di Orlando interrompeva la monotonia dei marcatori e Jefferson dalla baseline aggiungeva altri due punti per gli Hornets (7-3). Dopo due errori (uno per parte) dei centri, Harris segnava un 3 punti aperto frontale. Un rimbalzo di Zeller offensivo dava la possibilità a Kidd-Gilchrist di segnare con un tiro in sospensione dalla media diagonale sinistra, Oladipo rispondeva ma a 8:10 era ancora Mo Williams a fornire il materiale su cui costruire la schiacciata a due mani da parte di Zeller.
I Magic non demordevano e trovavano altri due punti da Vucevic con un jumper senza difensore addosso.
Dopo qualche errore da ambo le parti era Big Al a ritrovare quasi allo scadere dei 24 secondi il sentiero del canestro con un tracciante da tre punti che solcava il cielo d’Orlando dalla diagonale sinistra per il 14-10. MKG contribuiva con un altro tiro in sospensione al 16-10 ma Frye segnava con un difficile tiro sopra Zeller, Cody si rifaceva però con un tiro dalla linea di fondo dalla media sinistra per il 18-12.
A 4:38 la decisione di Zeller di raddoppiare sotto canestro costava 3 punti poiché sullo scarico fuori i Magic trovavano Frye che non falliva la conclusione.
A 4:07 Mo Williams dal corner sinistro metteva un gran canestro e altro fieno in cascina per coach Clifford muovendo il tabellone sul 20-15. Toccava a Vucevic riavvicinare i suoi a 3:55 con un gancio frontale, imitato da Marvin Williams nell’azione seguente.
A 3:26 non assegnato un canestro a Oladipo, probabilmente buono, a causa dell’interpretazione arbitrale.
Il n°5 andava comunque in lunetta ma segnava solo un tiro libero. Dall’altra parte iniziava a scatenarsi Mo Williams, un fattore per gli Hornets in queste partite; arresto e tiro da 3 punti per il 25-18.
Altra decisione dubbia degli arbitri sull’ennesima azione offensiva di Charlotte, Biyombo tagliato fuori veniva spinto ma il fallo era assegnato contro Biz, il quale provava a segnare sull’azione seguente, ma il suo tiro dalla baseline destra andava corto.
Dopo un errore di Green era ancora Biz a riprovarci, questa volta arrivava l’imbeccata per lui che non riusciva ad appoggiare senza far sfondamento su Harris, il quale era abile a sfruttare un primo pallone perso da Lance e a realizzare un canestro in transizione.
Mo regalava un altro pallone ai Magic che ringraziavano con l’alley-oop di Harkless del 25-22.
Charlotte però, aveva l’ultima parola andando a tirare da 3 da posizione frontale con Mo Williams ben protetto dal blocco di Biyombo.
La palla finiva dentro la retina a :02.4 e gli Hornets chiudevano in vantaggio 28-22 il primo quarto.

Con la panchina in campo il secondo quarto diventava preoccupante; un jumper di Nicholson a segno era vanificato da un layup di Biyombo a 11:25, poi tanta confusione in campo con le squadre che non riuscivano a segnare.
A 9:18 però era il tempismo e la bravura di Biz a negare il canestro in entrata a W. Green che appoggiava, ma il pallone al suo apice in aria era rigettato da Bismak che volava altissimo.
Da un rimbalzo offensivo arrivava comunque un altro canestro per Orlando a 8:34 sempre con Nicholson.
Con il solo MKG in campo dei titolari, Charlotte in attacco non era brillante e Orlando dalla lunetta aveva a disposizione quattro tiri consecutivi, ne realizzava tre avvicinandosi sul 30-29.
A 6:57 arrivava il sorpasso, sempre con Nicholson che metteva due punti per il 30-31 ma Marvin Williams a 6:37 metteva una tripla da posizione quasi frontale e riportava in posizione di vantaggio la squadra viola (33-31).
A 5:54 con due tiri dalla linea della carità Harris (fallo di Stephenson) ristabiliva l’equilibrio nel punteggio, tuttavia dopo una lunga serie di errori delle squadre, Stephenson rubava un pallone e s’involava solitario per il 35-33.
Orlando mancava due occasioni per il pareggio con Vucevic e poi con Oladipo, sulla stoppata di Vucevic rifilata a Jefferson correva in contropiede ma falliva il sottomano pressato dal rientro in corsa della difesa di Charlotte.
MKG sotto il tabellone di Orlando era raggiunto da un buon passaggio e sfruttava il contatto per segnare a 2:44 due liberi seguiti da altri due di Lance a 2:55 (per fallo sulla sua entrata).
Il floater di Oladipo e il fade-away di Stephenson a 1:46 muovevano il punteggio sul 41-35.
Lo stesso Stephenson da un turnover di Orlando potrebbe aumentare il gap ma saltava fuori tempo disertando l’invito per l’alley-oop, ne usciva un pessimo appoggio e Orlando da un rimbalzo offensivo cavava fuori altri due punti.
Stephenson continuava a fare danni perdendo un’altra palla, sul rilancio in transizione dei Magic Mo Williams era lesto a deviare la sfera in fallo laterale a Oladipo sul primo controllo.
Oladipo comunque non si perdeva d’animo e realizzava in reverse layup nel traffico.
Jefferson sbagliava due liberi e i Magic passavano in vantaggio a 5 secondi dalla fine con Frye da 3 punti, ma sulla sirena Henderson dal corner sinistro metteva due punti per il 43-42 a favore dei Calabroni e le squadre rientravano negli spogliatoi.

Mo Williams contro E. Payton, duello stravinto dal n° 7 ospite.

Mo Williams contro E. Payton, duello stravinto dal n° 7 ospite.

Al rientro Orlando pareggiava dalla lunetta con Harris che splittava a 11:46 per un fallo di Big Al che perdeva anche palla in attacco ma si rifaceva deviando in difesa un pallone che consentiva a Henderson di andare in transizione e concludere in maniera vincente con un jumper a 11:12.
A 10:38 Mo Williams era bravo a vedere il movimento di Zeller perso nel pitturato, il servizio per Cody arrivava con assist schiacciato per la jam della nostra ala grande (47-43).
Un’altra transizione in due contro uno vedeva MKG servire all’ultimo Cody che si divertiva a mettere un’altra dunk, questa volta a una mano. Zeller montava anche buona guardia su Frye costringendolo all’errore.
A 9:22 Henderson trovava la zona segreta nella quale i Magic non parevano presidiare.
Angolo sinistro e bomba del 52-43. Oladipo cercava di far rimanere la squadra della Florida in scia prendendo il tempo al difensore e infilandosi con entrata in diagonale in mezzo a due maglie viola per l’entrata che portava due punti alla causa avversaria.
Le squadre avevano ancora un momento d’appannamento offensivo, ma anche difensivo, su un tentativo d’entrata che quasi sicuramente avrebbe portato a poco da parte di Zeller, Oladipo spendeva un fallo quando mancavano 4 secondi per andare al tiro, riportando il cronometro a 14 secondi, abbastanza per Charlotte per architettare il golpe che avveniva con un’altra tripla di Henderson dal corner sinistro.
+14 (59-45) e Calabroni in controllo anche grazie allo sfondamento di Vucevic sull’azione successiva.
Niente di fatto per gli Hornets e a 5:15 Oladipo faceva tutto da solo creandosi un tiro da 3 punti che accorciava un po’ le distanze anche se a 4:56 gli Hornets andavano a bersaglio con un jumper di Kidd-Gilchrist. Big Al seguiva la tendenza della fuga a 4:30 e i Calabroni andavano sul +13 (63-50), Green andava a segno ma Marvin Williams dall’angolo destro a 3:54 segnava il suo settimo punto in partita con un tiro che vedeva la sfera accomodarsi in fondo al secchiello dopo aver preso un rimbalzo strano sull’anello.
Charlotte continuava a fare una buona difesa.
Jefferson stoppava il tentativo di Harris in reverse layup nonostante le proteste di Tobias e la nostra ala piccola (MKG) metteva un tiro da sotto appoggiandosi al difensore e usando il vetro.
A 2:26 un tiro in faccia a Green di Mo Williams consentiva alla squadra di Jordan di riprendere 15 punti di vantaggio (69-54).
Oladipo in entrata velocissima metteva in difficoltà Charlotte che si salvava con il fallo.
Dalla lunetta la guardia dei Magic segnava solo un tiro ma Nicholson metteva benzina nel serbatoio dei Magic con 3 punti.
A 1:35 Mo Williams passava in circolo dietro un blocco, guadagnava il tiro da fronte a canestro e lo metteva. L’unico giocatore ad andare ancora a bersaglio nel quarto era Green a 5 secondi dalla fine, anche perché Charlotte perdeva palla con Mo Williams a metà campo, triplicato dai Magic.

L’ultimo quarto iniziava, però a handicap nonostante il vantaggio degli Hornets fosse “rassicurante”.
Con Lance Stephenson in campo le incognite aumentavano per Charlotte, infatti, il suo primo tiro era una forzatura contro Green, la sfera finiva corta e Nicholson in gancio segnava contro Marvin Williams. Lance tirava corto da 3 punti ma MKG teneva viva con un rimbalzo l’azione offensiva di Charlotte, a spegnerla ci pensava ancora Lance che faceva sfondamento.
Orlando tagliava lo svantaggio con un tiro uscendo dai blocchi e con 2 liberi di Green a 10:09 per il 71-66.
Charlotte muoveva il punteggio con Biz a splittare due liberi per un fallo di Harkless sullo stesso centro congolese, un po’ dubbio.
L’intervento pare sulla palla, sulla prosecuzione probabilmente le mani dei due si toccavano, facendo infiammare il pubblico di Orlando che creava una bolgia anche in virtù del fatto che Dedmon recuperava un rimbalzo offensivo e segnava il -4 (72-68).
Charlotte provava da 3 a dare una scossa al suo punteggio ma Roberts e Marvin Williams mancavano le loro occasioni, dall’altra parte era Green a tirare corto, poi MKG faceva passi ma Orlando commetteva fallo offensivo, Roberts commetteva passi in partenza ma Orlando sbagliava con Gordon. Il tap-out di Biz riportava Charlotte in attacco che con Zeller tentava dopo un errore al tiro il tap-in, ma Cody mancava l’occasione, tuttavia prendeva il rimbalzo, s’inarcava all’indietro trovando lo spazio per l’appoggio al vetro e i punti del 74-68.
Ben Gordon portava a 70 i suoi ma l’intesa Mo-Cody a 7:03 riportava a due possessi lunghi gli Hornets.
Fallo sul tentativo di schiacciata di Zeller (colpo sul polso destro di Dedmon) e liberi a segno.
Il 78-70 arrivava da Mo Williams che ingranava nel finale, anche Henderson contribuiva sottraendo una palla a Ben Gordon andando in appoggio a 6:15 per l’80-70.
A 4:55 i Magic tornavano a 8 punti di distanza con Vucevic che metteva due liberi ma Big Al con un giro e tiro che eludeva Harris segnava, in più veniva toccato dall’aiuto di Vucevic e il nostro n°25 finalizzava dalla lunetta con un gioco da 3 punti per l’85-74, duro colpo per le ambizioni di vittoria dei Magic.
Vucevic falliva un paio di tiri in due differenti occasioni, poi a 3:09 segnava ma Mo Williams a ore 5 dalla destra metteva una tripla macigno a 2:58 in faccia ad Harris nella “No Man’s Land”.
Orlando scompariva dal campo; dopo un libero di MKG un gioco a forma di krumiro mandava dento Henderson con due passaggi.
Palla per Jefferson che vedeva benissimo il tagliante Gerald, il quale s’infilava nel pitturato, riceveva e schiacciava alla grande a 2:02 per il 91-79.
Seguiva Mo Williams da posizione frontale che da casa sua sganciava un’altra bombarda letale in faccia alla difesa. Nel finale arrivavano 4 punti per parte e tutti a casa sul 98-83.

Charlotte espugna per la seconda volta Orlando quest’anno pareggiando la serie sul due a due e vince la lotta a rimbalzo 47-44 grazie agli errori dei Magic i quali tirano 85 volte contro le 80 di Charlotte, ma mentre gli Hornets segnano 40 volte, i Magic dentro la retina fanno finire solo 31 tiri.
Da 3 punti buone percentuali per tutte e due; 40,0% Orlando e 44,4% per Charlotte. Hornets che vincono anche la gara degli assist 22-16 con Payton incapace di dare una svolta ai suoi (un solo assist) e quella delle stoppate (4-3). Da correggere invece rubate e turnover.

Anche Henderson va a schiacciare.

Anche Henderson va a schiacciare.

Voti

Mo Williams: 8,5
23 pt. (9/16), 2 rimbalzi, 11 assist. Sistema I palloni persi, solo 2 nella note. Trova un’ottima intesa con Zeller mandandolo spesso a segno con passaggi smarcanti. Un impatto devastante a favore degli Hornets, come pochi, forse nessuno, al debutto con la franchigia, in termini di continuità nei punti segnati. Doppia doppia per lui e tiri da grande giocatore.

Henderson: 7
16 pt. (7/13), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Spacca la gara nel terzo quarto con due triple e si riprende mettendo alcuni tiri che creano il vantaggio. Buona gara.

Kidd-Gilchrist: 7
11 pt. (4/8), 13 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Perde 4 palloni ma si rifà anticipando gli avversari a rimbalzo. Tira meno dei compagni ma ci provasse di più probabilmente li raggiungerebbe. Bene così comunque, meglio non forzare.

Zeller: 8
16 pt. (7/10), 8 rimbalzi, 3 assist. Buona serata per Cody che concede poco in attacco a Orlando e da tagliante, da rollante si fa trovare spesso da Mo Williams. Buone le statistiche al tiro e a rimbalzo. Grazie a un rimbalzo offensivo nel finale segna un canestro importante per interrompere la rimonta dei Magic.

Jefferson: 7
16 pt. (7/16), 10 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Contribuisce nel finale a chiudere le porte ai Magic. Il suo gioco da 3 punti è un pesante fardello per i Magic da recuperare. Doppia doppia anche per lui.

Marvin Williams: 6,5
7 pt. (3/6), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Sta calando un po’ nei rimbalzi. Stanotte gioca quasi 20 minuti e si rende più utile in termini di punti con qualche buon canestro.

Biyombo: 6
3 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 1 stoppata in 14:00 minuti. Ha un impressionante -10 di +/-, ma con lance in campo è un attimo. Nella fase peggiore degli Hornets è in campo. Prova ad arginare con una gran stoppata ma poi si ricorda di essere al rientro, non ancora in forma ottimale e perde 3 palloni.

Roberts: 5,5
0 pt. (0/1), 3 rimbalzi, 1 assist in 16:49. Due perse. Non riesce a dare sprint alla manovra ma la colpa non è tutta sua, gioca con le riserve e Lance è ingombrante, Biz non è un attaccante e finisce con un +/- di -9. Un paio di tiri in più forse poteva prenderli.

Stephenson: 5
6 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 1 rubata. 3 perse. Pessimo inizio ultimo quarto da parte sua. Inizio a respirare quando esce, mi tiene sempre in apprensione con le sue giocate perché rischiamo di prendere una transizione.

Taylor: s.v.
0 pt. (0/0) in 22 secondi.

Coach Clifford: 6,5
Alcune buone giocate di Charlotte e palloni che girano con gioco di squadra, non solo azioni individuali offensive. In difesa si concede a volte qualche metro di troppo. Se le squadre avversarie tirano male (36,5% di Orlando nella sera) come i Magic va bene, altrimenti c’è da rimanere un po’ più attenti nonostante tagli, blocchi, ecc. In area comunque nel finale gli Hornets tirano giù la serranda e non si passa. Buona difesa.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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