Game 58: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 76-87

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Sottotitolo; BaraccHornets
 
Gli Charlotte Hornets chiudevano la loro serie di sei trasferte consecutive su un campo in stile Fossa delle Marianne.
Dopo aver vinto quattro delle precedenti cinque trasferte giocate, il purple submarine degli Hornets si è subito inabissato per sfuggire ai siluri e alle mine lanciate dagli Hawks che hanno ritrovato un po’ di quello smalto e brillantezza che aveva impressionato lo scorso anno.
La fisicità mostrata e la pressione sui portatori di palla ha indotto Charlotte a lanciare solo bordate da tre punti (come lo chiamano in molti oggi, il circo dei tre punti, il baraccone) tutte finite in acqua nella prima parte, mostrando una squadra sfilacciata e propensa a concludere senza giocare d’insieme, così la corazzata Hawks ha preso il largo con un parziale di 16-0, variando le scelte al tiro comprese palle date ai lunghi o per gli inserimenti delle ali dalle parti del canestro.
I Calabroni sprovvisti di contraerea, alla fine, nonostante un insperato rientro in partita, hanno dovuto cedere.
Una partita di sofferenza passata a inseguire e a sperare di portare a casa una vittoria che ci avrebbe fatto scavalcare la squadra della Georgia in classifica.
In realtà Charlotte ha giocato un pessimo primo quarto e non solo, anche se alcune fiammate l’hanno riportata in partita.
La palla a due persa da Zeller sotto gli occhi di Batum e Lee.

La palla a due persa da Zeller sotto gli occhi di Batum e Lee.

 
I Calabroni alla Philips Arena scendevano sul terreno con; Walker, Lee, Batum, M. Williams, C. Zeller.
Budenholzer rispondeva con il suo starting five composto da; Teague, Korver, Bazemore, Millsap, Horford.
 
Passavano 17 secondi e gli Hawks si portavano già in vantaggio; Teague, passaggio flash orizzontale dalla baseline destra per Bazemore che arrivava ad appoggiare i primi due punti.
Millsap con un bel fade-away nonostante la buona difesa di Batum segnava quattro per i padroni di casa, Walker rispondeva con un driving layup facendo annotare i primi due punti sul tabellino di Charlotte e Lee dopo una finta e l’avanzamento era colpito da Korver a 9:35.
Dalla lunetta Lee pareggiava la gara ma Atlanta riguadagnava il comando grazie al gioco di squadra, alla pressione messa sui giocatori degli Hornets in possesso di palla, così i Calabroni faticavano a trovare il ritmo offensivo e andavano a vuoto affidandosi a conclusioni dalla grande distanza troppo di sovente.
Millsap a 9:23 riportava sopra i Falchi con un jumper, erano solo però i primi due punti di un parziale di (0-16) che vedeva gli Hawks arrivare prima sul 4-16 con Sefolosha (due pt. da jumper frontale), poi, dopo il time-out di Clifford a 3:59, prolungarsi sino al 4-20 realizzato da Scott a 1:36 con una tripla.
A interromperlo era Lin a 1:08.
La sua penetrazione era fermata con il fallo da Horford.
Jeremy realizzava i liberi e si schiodava dal numero che rappresenta la morte alcuni paesi orientali.
Schroeder segnava in jumper mentre gli Hornets palesavano ancora limiti offensivi; Kaminsky sparava sul ferro da tre punti, per fortuna Kemba guadagnava il rimbalzo, palla girata sulla diagonale sinistra dove Lin esplodeva la tripla vincente.
Il finale però era la ciliegina sulla torta; Hardaway da metà campo pur contrastato imitava il George della partita precedente e infilava la tripla del 9-25 proprio sulla sirena.
 
Il secondo quarto avrebbe potuto aprirsi bene per Charlotte che guadagnava alcuni tiri liberi ma Jefferson inaugurava il periodo con uno 0/2 che Horford dall’altra parte puniva con un mid range.
Lamb s’inseriva in partita segnando dalla diagonale destra un lungo due punti.
Lo stesso Lamb subiva fallo da Hardaway ma si univa al corpo unico parassitato dei Calabroni andando a dar vantaggio ai Falchi errando entrambe le conclusioni a gioco fermo, ma tre secondi più tardi Lin irrompeva nella difesa dei Falchi e guadagnava altri due liberi.
L’altro Jeremy si limitava a segnarne uno portando sul 12-27 la gara. Schroeder continuava a massacrare gli Hornets segnando un gioco da tre punti che a 10:23 dava il +18 alla squadra di Budenholzer (12-30) che raggiungeva anche il +20 con un canestro di Scott da sotto il ferro. Per Clifford non restava altro da fare che chiamare il time-out a 9:04.
Sul 12-36 Lamb in penetrazione segnava interrompendo il flusso negativo, Kaminsky stampava in fotocopia sul secondo ferro un’altra sua tripla, per fortuna il nostro n°3 (Lamb) sembrava esser in palla e a 6:46 tirando dalla grande distanza eguagliava in punti il suo numero di maglia.
Trenta secondi più tardi però un passaggio alzato da Teague per Horford era chiuso in alley-oop dal centro in tenuta bianca.
Lamb intercettava anche un pallone in difesa mentre Zeller nel pitturato doveva andare al secondo tentativo per segnare da sotto contornato da maglie bianche.
Sull’asse Lamb/Zeller arrivavano altri due punti per Charlotte; Jeremy passaggio per Cody che fermato irregolarmente realizzava comunque dalla lunetta.
Gli Hornets finalmente ci credevano di più, la pressione di Atlanta calava impercettibilmente, tanto bastava perché Millsap chiudesse lateralmente d’anca spingendo Walker in penetrazione.
A 4:38 Walker quindi si presentava in lunetta a e segnava il 33-38. Gli Hawks rimanevano tuttavia distanti e le triple come quella di Bazemore a 4:24, più la successiva di Millsap (con Marvin uscito troppo basso piegato sulle ginocchia a difendere in allungo) non facilitavano il rientro in partita degli uomini di Clifford.
La sfida triple era però lanciata; Williams segnava la sua a 3:17 dalla top of the key, a 2:48 una open di Bazemore dal lato destro replicava a Marvin che tuttavia a 2:30 ritrovava una mano educata (disastroso in avvio, tanto che Charlotte nel complesso dopo questa infilata di Marvin si ritrovava con un 3/15 dalla grande distanza) segnandone un’ulteriore fissando momentaneamente il punteggio sul 29-47.
Dopo un tap-in di Zeller annullato per interferenza a canestro, tornava in auge Marvin che a 1:32 metteva dentro il tris di triple consecutive.
Il finale vedeva uno sfondamento di Schroeder su Kemba e un coast to coast di Bazemore che segnava l’appoggio andando oltre la mano di Zeller protesa in recupero di fianco a lui.
Il punteggio del primo tempo rimaneva basso; 32-46 per i rapaci di casa.
 
Nel terzo quarto il piano di rientro dal debito di punti sembrava poter andare a buon fine.
Zeller segnava dopo 15 secondi due FT, Batum con personalità e grazia infilava il jumper, Millsap, però rispondeva momentaneamente con un canestro su una seconda possibilità di Atlanta.
Kemba con un jumper e un libero dava una mano a Charlotte aiutata anche da Marvin che segnava a 9:53 in runner dopo aver prima aver effettuato una finta in partenza per liberarsi dell’uomo.
Una decisa e bella penetrazione di Lee a 9:28 portava il gap tra le due squadre a soli cinque punti (43-48), Atlanta, però rispondeva con un parziale di 0-12 iniziato da Teague (bomba da tre pt.) a 8:56, continuato da Horford ad aspettare in post basso lo scarico sulla drive del piccolo e terminato da Teague con altri tre punti per il 43-60.
Tutto da rifare, ma i Calabroni non si demoralizzavano e tenacemente ripartivano segnando con Lee dal corner sinistro sull’apertura di Jefferson.
Un passaggio molle di Batum dietro la schiena effettuato con poca forza e in orizzontale, era preda delle mani di Teague che intuiva e andava in verticale a chiudere in contropiede.
A 3:56 Lee marcato, ormai allo stremo dei 24 secondi, pur forzando, segnava il tiro in sospensione da marcato, Jefferson dal post basso sinistro spalle a canestro girava verso la linea di fondo e segnava con il suo gancetto trovando il solo cotone.
Una tripla del solito Marvin riportava il distacco a 11, il finale però vedeva una serie di canestri da due punti (Muscala, Jefferson, Schroeder, Williams e ancora Muscala) che portavano a chiudere il quarto sul 57-68.
Marvin Williams (16 pt.) prova a segnare arrivando a canestro.

Marvin Williams (16 pt.) prova a segnare arrivando a canestro.

 
Iniziato l’ultimo periodo, in soli 44 secondi i Falchi commettevano due falli sui due Jeremy, questo andava a favore di Charlotte che in un finale punto a punto avrebbe potuto arrivare al bonus prima, tuttavia Lamb arrivava ai 24 e lasciava partire un tiro a una mano dalla destra che toccava solo il ferro esterno, a 10:46 allora Korver segnava due punti dalla linea di fondo destra.
Un’altra iniziativa di Lamb cadeva nel vuoto, era Walker allora a rompere la difesa passando in mezzo a due uomini e a segnare in appoggio a 9:50. Lin conservava il vantaggio con una perfetta (per tempismo) e violenta stoppata (in recupero su Schroeder) di sangue blu certificata dal monogramma JL e timbrata con ceralacca reale.
A 8:44 Lin folleggiava dal palleggio tirava su e batteva il suo difensore con la sospensione da due punti.
Sefolosha chiuso in un angolo da Batum paleggiava palla oltre il bordo perdendo palla.
Kaminsky segnava a 8:01 in floater, la pressione di Charlotte le faceva recuperar palla, Lamb in entrata da destra andava a segnare altri due punti a 7:22, così i calabroni tornavano su un -2 che dava fiducia.
Un runner di Hardaway e un mid range di Jefferson si annullavano, invece Bazemore a 6:18 dal corner destro segnava il 70-75, Kaminsky liberato da Lamb nell’angolo sinistro riusciva a sparar sopra il tabellone. Gli Hawks ne aggiungevano altri due, Lin a 4:27 era veloce in entrata, Horford stoppava la palla solo dopo che essa venisse in contatto con il vetro, Bazemore, però a 4:01 si trovava la strada spianata per segnare il tap-in con Marvin Williams e Zeller scontratisi per difendere sulla penetrazione precedente al canestro.
Sul 72-79 un paio di azioni decidevano la gara, a 3:33 Zeller riusciva a sbagliare due liberi cruciali, Scott avrebbe anch’esso le possibilità dalla lunetta ma segnava solo un FT, Lin perdeva successivamente il pallone che Walker aveva tentato di recapitargli facendoselo scivolare dalle mani.
L’altra azione decisiva vedeva uno scarico dal lato destro per Horford che tutto solo, con Zeller in velleitaria uscita, da posizione quasi centrale, buttava dentro la sfera per tre punti cha a 2:35 tagliavano le gambe e le possibilità ai Calabroni.
La gara terminava sul 76-87, era già tempo di pensare alla prossima gara casalinga con i Suns, dimenticare in fretta la sconfitta ricordandosi gli errori commessi e voltare pagina per ripartire…
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Pagelle:
 
Walker: 5
9 pt. (3/15), 6 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. Rimbalzi e assist non fanno guadagnare la sufficienza a un Kemba che va in confusione insieme alla squadra. Percentuali basse dal campo comprese di 0/7 da tre punti. Con i Suns deve risvoltare dalla parte giusta…
 
Lee: 6
9 pt. (3/6), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. La sua onesta partita senza sfigurare. Prende sempre pochi tiri ma con buone percentuali, anche quando come stasera deve forzare per mancanza di tempo. Non è un tiratore da tre punti eccelso, ma ci prova quando può.
 
Batum: 5
2 pt. (1/6), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Numeri da P.J. Hairston per un giocatore del suo calibro. Serataccia, anche in difesa vive momenti non esaltanti benché si riprenda nella fase di recupero dei Calabroni da ricordare un no look pass dietro la schiena assurdo e lento che apre il campo ai Falchi.
 
M. Williams: 6
16 pt. (6/18), 9 rimbalzi, 1 assist. Inizio orrendo da giocatore in lotta con se stesso al tiro. Quando si riprende è ottimo in attacco, stasera in difesa meno brillante del solito, così noi soffriamo le ali degli Hawks. Nove rimbalzi, qualcuno facile.
 
C. Zeller: 5
6 pt. (1/4), 7 rimbalzi, 1 rubata. Sbaglia due liberi cruciali nel finale e non appare di certo un solido stoppatore o intimidatore. Sotto le plance se non è in giornata è notte fonda.
 
Jefferson: 5
6 (3/11), 7 rimbalzi, 2 assist. Una difesa ancora scadente, va in debito d’ossigeno. In attacco è veramente imbarazzante al tiro. Non è ancora lui.
 
Lin: 6
15 pt. (4/7), 1 rimb., 1 assist, 1 stoppata. Si riprende dal disastro iniziale con azioni in serie che riavvicinano Charlotte. Perde un pallone importantissimo e manca la tripla successiva.
 
Kaminsky: 5
4 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Difesa mediocre, attacco insufficiente con 0/4 da tre punti.
 
Lamb: 6,5
9 pt. (4/8), 1 rimb., 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Jeremy va a folate e probabilmente Clifford in momenti diversi avrebbe potuto impiegarlo di più in questo tipo di partita in salita. Fa un po’ di tutto.
 
Coach Clifford: 5
Rotazioni leggermente modificate negli interpreti a mio avviso Lamb avrebbe dovuto giocare di più. Nel finale va con Lin che dopo una buona fase centrale non ne ha più. Personalmente credo tardi anche a ridare un po’ di ordine alla squadra nel primo quarto quando senza gioco ci si affidava a triple difficili.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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