Game 61; Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 108-101

Gli Charlotte Hornets nella Motor City ingranano la quinta (vittoria) nel secondo tempo e lasciano al palo i Pistons che ora paiono dover dire addio ai sogni playoffs.
Gli Hornets partiti mettendo una seconda marcia hanno ingranato la retromarcia nel secondo quarto, tuttavia il provvidenziale rifornimento all’intervallo con la sostituzione del motore/cervello ha permesso agli uomini di Clifford di rientrare in campo più veloci, energici e di abbattere il gap mentale che li stava penalizzando nel primo quarto contro una squadra che ha delle qualità indubbiamente, ma che rimane attaccabile nonostante la corazza di Drummond e Monroe.

Gli Hornets scendevano sul parquet in anomala divisa bianca (essendo in trasferta) con; Mo Williams, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson, per i Pistons invece (divisa blu/rossa) a calcare le tavole di legno lucidate c’erano; R. Jackson, Caldwell-Pope, T. Prince, Monroe e Drummond.
Lo scontro tra il mentore Van Gundy e il suo allievo Clifford stava per cominciare…

Jefferson in mezzo a Drummond e Monroe conclude a suo modo.

Jefferson in mezzo a Drummond e Monroe conclude a suo modo.

I Pistons partivano in attacco ma faticavano un po’ a trovare la via del canestro.
A 11:33 Henderson in aiuto a Jefferson andava a raddoppiare su Monroe e rifilava una bella stoppata al lungo avversario, tuttavia sulla rimessa 10 secondi dopo Caldwell-Pope da sinistra trovava la penetrazione con appoggio al vetro per i primi due punti di serata.
A 11:02 anche Charlotte smuoveva lo 0 dal tabellone con una penetrazione frontale di Mo Williams che portava al pareggio.
Sull’azione dei Pistons, Charlotte era brava a sporcare un pallone dentro che sarebbe stato sicuramente canestro se fosse arrivato al destinatario, gli Hornets ripartivano e segnavano con Big Al che si faceva trovare nel pitturato all’appuntamento con l’assist di Mo Williams.
Pope pareggiava sparando da due dal lato sinistro, Big Al segnava due liberi a 9:54 ma un tap-in di Monroe consentiva ai Pistoni di raggiungere il pari a quota 6.
Sull’azione offensiva Charlotte non riusciva a concludere con Zeller che non trovava spazio per il tiro in tempo utile e faceva scadere i 24 secondi, così Monroe a 8:56 segnava un gioco da 3 punti (2 +libero) e invertiva la tendenza.
A 8:41 il jumper di MKG riportava a -1 gli Hornets che sempre con Michael si riportavano sopra grazie a due liberi mandati a bersaglio.
La gara diveniva punto a punto e le due squadre si superavano in un tourbillon incredibile di controsorpassi con; Prince con un tiro aperto, una schiacciata di Henderson dopo aver preso bene la linea di fondo destra, Monroe, Mo Williams dalla lunetta, Prince con un tiro in diagonale da due e Zeller ancora per Charlotte dalla linea della carità, Jackson da sotto ben servito da Monroe, Kidd-Gilchrist in reverse layup passando prima sotto il ferro imbeccato bene da Mo, Jackson a 5:13 facile in entrata contro Mo che si rifaceva con un tiro fronte a canestro dalla media per il 20-19.
La partita però, sembrava volgere a favore di Detroit con Jackson che sparava subito da 3 punti e portando sul +2 i blurossi e anche se a 4:21 Big Al iniziava la sua seratona mettendo due punti era Jackson a ripetersi dalla lunga distanza per il 22-25 Detroit.
Il play avversario dopo le due bombe entrava in partita e Charlotte faticava a contenerlo; a 3:12 un canestro dal pitturato era momentaneamente contrastato da un tiro di Mo dalla diagonale destra che finiva nella retina a 2:57.
Biyombo stoppava Caldwell-Pope ma sul rimbalzo MKG commetteva fallo su Monroe, il quale andava in lunetta, segnava i liberi e si ripeteva con due punti su azione per il 24-31 Pistons.
A 1:40 Charlotte interrompeva la corsa degli uomini di Van Gundy con un gioco a due in movimento tra Roberts e Marvin Williams che vedeva la finta d’entrata del play di riserva e l’apertura finale sul lato sinistro per Marvin che con questa specie di pick and pop si permetteva di colpire da 3 punti per il 27-31.
Un canestro di Lucas che dimostrava la facilità di tiro dei padroni di casa chiudeva il primo quarto sul 27-33…

Nel secondo quarto era Biyombo in attacco a 11:47 a liberarsi per una dunk.
Taylor commetteva fallo su Meeks e i Pistons guadagnavano altri due punti, si faceva murare in attacco e Detroit segnava altri due punti, anche se Biz a 10:28 aumentava il numero dei punti personali con un gancio su Butler che valeva il 31-37.
Poco dopo Biz si ripeteva su Drummond e gli Hornets tornavano su un più consono -4. Drummond si rifaceva con uno spin move danzando nel pitturato concluso degnamente in gancio, Taylor confermava il suo momento no contro Drummond e la squadra del Michigan con Meeks servito nel corner sinistro si portava sul 33-42 grazie alla tripla di Jodie. Marvin Williams mancava una tripla, per fortuna Roberts ne segnava una per Charlotte, era poi lo stesso Brian a servire bene Biyombo per la schiacciata che era interrotta dall’intervento irregolare di Sh. Williams.
Biz in lunetta splittava e Charlotte tornava sul -5 (37-42).
Shawne Williams batteva l’altro Williams (Marvin) dalla linea di fondo destra e Meeks provava a 6:54 ad attaccare il canestro, Roberts si spostava andando a contatto dritto come un birillo ma c’era il fallo e il canestro.
Dopo il libero realizzato Detroit si portava sul +10 (37-47).
Gli Hornets avevano una piccola reazione; a 6:43 due liberi di Big Al più una bella azione a 6:04 con Mo che alzava un pallone in orizzontale sopra la testa di Jefferson, dietro di lui in ricezione c’era Zeller che si schermava con Big Al nel pitturato per concludere con la dunk solitaria del 41-47. Detroit segnava 4 punti, Mo tentava un tiro assurdo in reverse e per Charlotte a far tornare lo svantaggio sotto la doppia cifra ci pensava Henderson che fintava dal pitturato, l’avversario abboccava e la nostra guardia si estendeva in allungo spostando il baricentro in avanti per l’appoggio del -8.
A 3:38 il pubblico di casa applaudiva Jackson che addirittura andava prepotentemente a schiacciare in faccia a Jefferson, il quale si rifaceva in termini di punti con un tiro dal gomito poco dopo.
A 3:11 ancora Reggie Jackson provava il pull-up, Mo gli toccava un braccio peggiorando la situazione; canestro, tiro libero realizzato e -11 da incubo per gli Hornets.
I Calabroni reagivano a 3:00 dalla fine con una delle mie azioni preferite. Palla dall’alto verso il post basso per Jefferson il quale con perfetto tempismo serviva il tagliante Zeller con perfetto passaggio diagonale, Cody schiacciava a due mani velocemente anticipando l’intervento difensivo per la disperazione di Van Gundy in panchina che aveva un gesto di disappunto.
A 1:03 Jackson in entrata recuperava due FT che portavano la squadra della Motor City sul 49-60 ma Mo Williams a :45.0 metteva la tripla da 45° sinistra, poi a concludere il primo tempo ci pensavano Jackson e Henderson con due punti a testa che mandavano le squadre al riposo sul 54-62, svantaggio non insormontabile ma preoccupante poiché Charlotte per vincere doveva cambiare assolutamente registro in difesa.

Duello Henderson/Caldwell-Pope.

Duello Henderson/Caldwell-Pope.

L’inizio del terzo quarto sembrava poter presagire un rientro degli Hornets grazie alla maggior energia messa in campo e a qualche aggiustamento difensivo.
La palla comunque era in mano agli Hornets che 10 secondi dopo trovavano un canestro di Zeller (passaggio di Mo dentro) che raddoppiato trovava il fallo di Monroe per un gioco da 3 punti (57-62).
MKG su Jackson iniziava a far sentire la sua pressione, Zeller raddoppiava il play avversario sulla linea di fondo e scadevano i 24 secondi a Detroit.
La rimonta di Charlotte subiva un break quando Monroe partiva alto dall’area, Zeller teneva una posizione sbagliata esterna e il lungo arrivava a canestro in più si prendeva il fallo di Cody per il possibile contro gioco da 3 punti, per fortuna almeno il libero era mancato dal n°10 avversario. L’altro lungo dei Pistoni, Drummond, da sotto ne metteva altri due e avrebbe anche la possibilità di segnarne altri due dalla linea della carità a 9:39 ma errava entrambi i liberi, in mezzo a 9:51 c’era l’assist di Henderson per il jumper di Zeller.
I Calabroni superavano la soglia dei 60 punti con un altro scarico di Henderson che trovava Jefferson sul lato sinistro per il tiro dalla media del 61-66.
Il punteggio muoveva anche per Detroit con Jackson, abile a passare dietro un blocco e a finire comodamente nel pitturato.
Big Al ormai si presentava come minaccia costante e in uno contro uno dalla media a destra metteva un altro tiro in sospensione.
Jackson cercava un colpo per togliere morale agli Hornets con un 3 punti ma la difesa di MKG lo faceva sbagliare e a 8:22 con l’attacco in transizione di Charlotte Detroit doveva spendere un fallo sull’appoggio di Henderson.
Cattiva soluzione perché Henderson dalla lunetta tirava come il solito bene e accorciava sul -3 (65-68).
Sul lato destro Monroe, forse un po’ frustrato, cercava di divincolarsi da Zeller che si prendeva uno schiaffone e una gomitata contemporaneamente grazie all’avambraccio svitabile del n°10 avversario.
Gli arbitri si limitavano a fischiare il fallo offensivo…
A 7:55 comunque Henderson si buttava dentro, scaricava per Jefferson ormai una garanzia con il suo tiro (dalla baseline) che frustava la retina per il -1.
A 7:24 un brutto turnover degli Hornets costava due liberi che Caldwell-Pope realizzava, Big Al dall’altra parte con giro e semigancio portava altri due punti alla causa ma Caldwell-Pope dopo una lotta a rimbalzo sotto canestro degli Hornets recuperava palla e segnava altri due punti.
Jefferson però non stava a guardare, questa volta in movimento era pescato da un passaggio nel pitturato e “ganciava” al ferro contro Jackson “vendicandosi” della schiacciata subita per il 71-72.
Jackson raddoppiato passava la sfera a Drummond dimenticato sotto canestro per l’easy bucket in schiacciata.
Gli Hornets avevano la giusta reazione; anche Detroit raddoppiava Mo Williams che passava bene a Marvin, il quale dalla top of the key non sbagliava, Kidd-Gilchrist seguiva bene sul lato sinistro del campo l’entrata di Jackson non perdendone il passo trovando la stoppata sul tentativo d’appoggio nei pressi della linea di fondo e a 4:14 Henderson azzeccava la tripla dello sperato sorpasso.
Il 76-74 diventava 78-74 con la sospensione di MKG dalla destra per il time-out di Detroit che usciva dalla pausa rinfrancata.
Charlotte si annebbiava con un po’ di panchina in campo e i Pistons compivano uno sforzo per portare un parziale di 10-0 che rimandava Charlotte sotto sino al -6 prima dell’ultimo decisivo quarto.
In questo finale di quarto Biz si faceva trovare fuori posizione tre volte e regalava due liberi e due alley-oop (uno in reverse addirittura) a Drummond.

L’ultimo quarto continuava classicamente con la panchina degli Hornets sul parquet e Lucas entrava troppo facilmente nella difesa per il 78-86. Per fortuna la panchina di Charlotte poteva contare e vantare su una riserva extralusso quale Stephenson, anche se quest’anno troppo spesso è stato disastroso, questa sera continuava il suo buon momento con la tripla da 45° destra over Meeks per l’81-86 a 11:19.
Clifford, che aveva mandato in campo Maxiell nel finale di terzo quarto per sostituire uno sfasato Biz, ne traeva giovamento anche quando il centrone degli Hornets usciva sul tiro da 3 di Tolliver non consentendogli l’open, dall’errore nasceva la possibilità per Charlotte di recuperare altri punti e Lance era bravissimo ad attaccare appoggiare in controtempo dopo essere andato a contatto con il difensore.
Charlotte dopo aver fallito una tripla con Marvin Williams ne segnava una con lo stesso giocatore a 9:24 per il nuovo -1.
Maxiell sporcava palla a Monroe in difesa, Charlotte concedeva poco o nulla nell’ultimo quarto all’attacco dei Pistons e tornava in auge il momento di Lance; dopo una buona difesa personale a 8:45 Stephenson con un driving layup faceva volare sopra i Calabroni e li portava sul +3 con le finte di crossover e breakes ankle su Tolliver che lasciava lo spazio per la precisa conclusione e faceva festeggiare la panchina degli Hornets.
Meeks segnava due punti ma a 6:50 Roberts si eclissava dietro a Jefferson per prendersi un jumper dalla media che regalava il +3 alla squadra di Jordan.
Un fallo di Stephenson su Caldwell-Pope non era poi da buttare visto che il giocatore avversario mandava dentro una delle due conclusioni effettuate.
Big Al rientrato in campo sbagliava un tiro facendo notizia, però Caldwell-Pope si allungava la palla a spicchi e andava a sbattere contro Jefferson, palla persa e passaggio di Hendo per Big Al che a 5:49 dava un +4 agli Hornets (94-90).
Gli Hornets piazzavano i colpi risolutori della gara in tre mosse; a 5:12 Mo passava a MKG che nel pitturato prendeva una posizione ottimale per allungare il braccio destro (esterno) e appoggiare al vero evitando qualsiasi tentativo di stoppata, poi Jefferson compiva un numero di prestigio facendo sparire palla velocemente a Jackson (la difesa di Charlotte ora faceva buona guardia anche sui pick and roll) in entrata sotto canestro, infine Stephenson dal fondo passava a Big Al che sul movimento di lance fintava il passaggio di ritorno, invece faceva passare Caldwell-Pope (in quel momento su di lui) dietro la sua schiena, girandosi sagittava un letale dardo sul quale Drummond era in ritardo… il canestro era quello del 98-90 a soli 4:32 dalla fine.
Charlotte conservava il vantaggio anche grazie a due stoppate in due azioni distinte, la prima di Kidd-Gilchrist, fantastica esteticamente, la seconda di Jefferson, la vittima era sempre la stessa: Jackson, il quale ora non riusciva più a incidere.
A 2:41 Mo Williams dalla lunetta segnava il 100-90, poi nel finale Van Gundy le provava tutte, dal raddoppio al fallo sistematico anche oltre i limiti della decenza e del buon gusto a partita già persa.
Detroit però non si voleva arrendere, segnava 3 liberi per il 104-97 e metteva in difficoltà la squadra di Clifford su qualche rimessa, tanto da recuperar palla e avere una tripla ghiotta occasione per tornare magari a -4 o -5, ma Meeks sbagliava la tripla, il tap-in non entrava e il terzo tentativo di Drummond, facile da sotto era errato.
Charlotte chiudeva in lunetta una gara trascinata da Detroit vincendo 108-101 inanellando la quinta vittoria di fila.

Gli Hornets surclassano i Pistoni negli assist 32-21, limitano i danni a rimbalzo (molto importante) 39-42 e tirano con il 51,9% dal campo contro il 43,8% di Detroit, limitando a un 21,4% il tiro da 3 dei ragazzi di Van Gundy.
Ora torniamo a casa per giocare in settimana 3 partite; contro Washington, Sacramento e Chicago, tutte squadre rispettabili ma alla portata degli Hornets che devono cercare di capitalizzare al massimo queste tre gare casalinghe con altrettante vittorie per mantenere l’attuale settima posizione soffiata a Miami e Indiana dopo che le vittorie di queste squadre l’altro ieri avevano rispedito Charlotte al nono posto.
Cadono nella notte Brooklyn in casa contro Utah e Boston a Orlando, due buone notizie per noi.

Voti

Mo Williams: 7
21 pt. (6/15), 9 assist, 1 rubata.
Mo è meno preciso del solito e perde la testa in un paio d’occasioni. Conclude comunque ancora sopra i 20 e riesce a dare diversi buoni assist. E’ la difesa su Jackson (non facile) che non ha convinto molto.

Henderson: 7,5
13 pt. (5/12), 9 assist, 6 rimbalzi, 1 stoppata. A buon diritto uno dei voti più alti con una doppia doppia sfiorata. Nove assist per lui da SG sono tanti, per di più sono buoni passaggi. La sua tripla compie il primo sorpasso.

Kidd-Gilchrist: 7
10 pt. (4/9), 6 rimbalzi, 2 stoppate. Primo tempo incolore, buon secondo tempo con la guarnizione e ciliegina di un canestro importante oltre alla solita ottima difesa.

Zeller: 7
11 pt. (4/5), 7 rimbalzi, 1 rubata in 20:05. Cody lotta. Non è il punto debole della squadra per fortuna. Quando gioca così va bene, anche se commette troppi falli (5).

Jefferson: 8,5
24 pt. (10/14), 8 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Dopo un primo tempo in cui anche lui va in confusione, torna nella ripresa dopo aver conosciuto probabilmente una fata negli spogliatoi. La mano è magica, mette dentro quasi tutto con irrisoria facilità. La sfera sembra avere la calamita. Calamita e calamità per Detroit.

Marvin Williams: 6
8 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 3 assist. Sbaglia troppe triple in momenti cruciali, si rifà con una tripla che riavvicina I Calabroni e fa una discreta difesa nel finale.

Biyombo: 5,5
7 pt. (3/3), 1 assist, 1 stoppata. Perché nonostante la perfezione ottenuta in attacco vada sotto la sufficienza, si capisce dal -14 di plus/minus… Fuori giri in difesa sia nel primo ma soprattutto nel secondo tempo. A parte una stoppata iniziale sembra stranamente soffrire i lunghi avversari.

Roberts: 6,5
5 pt. (2/3), 5 rimbalzi, 2 assist in 14:59. A parte l’ingenuità di un gioco da 3 punti concesso nel primo tempo mette un canestro importante nel finale. 5 rimbalzi per un play con il suo fisico sono tanti in 15 minuti.

Stephenson: 7
9 pt. (4/8), 3 rimb., 5 assist in 22:20. Perde due palloni ma in compenso smista 5 assist e aiuta gli Hornets nella fase più delicata a rimanere in piedi. Con le sue azioni riaggancia e sorpassa i Pistons. Trova il flusso in partita e speriamo non lo perda nelle prossime. Faro nella notte.

Taylor: 5
0 pt. (0/2), 1 rubata in 3:29. Male. Si fa stoppare un paio di volte in attacco, Clifford si accorge che non è serata e lo toglie subito.

Maxiell: 6,5
0 pt. (0/0) in 5:27. +7 di plus/minus. Non sta molto in campo. Sostituisce Biz e difende bene almeno in tre occasioni, anche grazie a lui Charlotte recupera.

Coach Clifford: 7
Batte il suo maestro affidandosi all’energia difensiva. Piazza MKG sulla fonte di gioco avversaria nel secondo tempo, in qualche caso lo raddoppia… alla fine Detroit segnerà solo 39 punti nella seconda parte contro i 62 della prima parte. Brillante sostituzione del primo cambio con Maxiell al posto di un Biyombo a zonzo per il campo come quella di mettere Henderson per MKG nel momento in cui si poteva fare e doveva fare per aggiungere un tiratore.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.