Game 64; Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 101-91

Sottotitolo; RimontHornets!

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Gli Charlotte Hornets sul baratro a inizio 2° quarto, sotto di 19 punti, vincono (se ci fermassimo a quell’istante) insperatamente una partita, giocata più da Harlem Glob Trotters che da Hornets.
La classica svogliatezza degli Harlem, abili e capaci di rientrare in partita sbeffeggiando gli avversari.
Quello però è uno show, qui si trattava di partita vera e a parte dei colpi che qualche giocatore ha nelle corde, la gara tra due squadre che hanno perso pezzi importanti per infortunio si prospettava come una battaglia difensiva.
I Bulls avevano iniziato bene lanciando missili da tre punti che la contraerea Hornets non era riuscita a intercettare, ma poi le difese sul campo sono aumentate, così Charlotte ha meritatamente vinto una partita importante, trascinata anche dal suo pubblico.

Lo sforzo di Kidd-Gilchrist per andare a canestro.

Lo sforzo di Kidd-Gilchrist per andare a canestro.

I Bulls si presentavano alla Time Warner Cable Arena in campo con la classica divisa rossa; Brooks, Dunleavy, Snell, Noah e P. Gasol, gli Hornets in teal opponevano; Mo Williams, Henderson, Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Biyombo.

Gli Hornets ci provavano subito con Mo Williams che penetrava dalla linea di fondo destra, passava sotto il canestro e tentava un reverse layup che non entrava, i Bulls ripartivano ma il cronometro aveva problemi.
Il gioco s’interrompeva, poi Gasol non segnava e Charlotte tornava in attacco, purtroppo però ancora una volta il cronometro elettronico girava a caso e gli arbitri erano costretti a fermare il gioco.
Clifford e Thibodeau se la ridevano sulle panchine durante il lungo stop e alla ripresa del gioco Charlotte si accontentava del tiro in sospensione di Henderson che non entrava, così come il tentativo di Snell che non toccava nemmeno il ferro.
A passare in vantaggio erano gli Hornets che traevano dall’azione personale di Mo Williams (dribbling e open frontale dal pitturato) i primi due punti.
Chicago tuttavia faceva capire subito che non sarebbe stata una serata semplice per gli Hornets tornando in attacco e segnando a 10:20 una tripla dal centro destra con Snell che si ripeteva da 45° sinistra dopo l’errore di Mo.
Sotto di quattro gli Hornets segnavano a 9:20 con Gerald in uno contro uno tirando dalla media distanza, Brooks metteva il tiro sfruttando la tabella, ma gli Hornets accorciavano sul -1 grazie a una palla che strisciava a terra dall’interno verso l’esterno e anche se il destinatario desiderato non era Marvin Williams agli Hornets tornava utile perché la tripla frontale di Marvin per il 7-8 era graditissima.
Gasol s’incaricava per i suoi di portare a casa altri due punti dalla baseline destra con un tiro lungo ma Biyombo ristabiliva il -1 grazie a due liberi per un fallo sul tiro di Dunleavy.
L’elastico proseguiva con Gasol che nel pitturato realizzava e con Mo Williams e il suo lungo jumper da destra a segno, qui però Chicago iniziava il suo periodo d’oro; Brooks segnava da 3 e Dunleavy schermato da Noah si ripeteva, Mo Williams commetteva infrazione di passi e Brooks segnava altri due punti con lo stesso Mo non proprio aggressivo su di lui. Mo si faceva perdonare poco dopo con una tripla che muoveva il punteggio sul 14-22, ma Brooks si buttava a sinistra in entrata, il suo tiro colpiva il ferro ed entrava per il 14-22.
Mo Williams in attacco cercava la penetrazione sulla linea di fondo ma pestava la linea, così Chicago in attacco segnava ancora incredibilmente da 3 punti a 4:18 con Snell il 14-25.
Mirotic sbagliava una facile transizione, allora Walker “guidava” se stesso in penetrazione, poi saggiamente decideva di scaricare la palla a spicchi fuori fornendo un passaggio a Marvin Williams che non falliva la bomba del 17-25.
Le squadre, fresche, stavano tirando con altissime percentuali da 3 punti, ma i Bulls continuavano a mettere tiri su tiri; era il caso di Gasol dalla top of the key e di Brooks che in mezza transizione cercava di uccidere la partita con l’ennesima tripla, la quale diveniva la sesta mandata a bersaglio su sette tentativi…
Niente da fare per gli Hornets nemmeno dopo il time-out, anzi, Mirotic si prendeva un tiro dall’arco con spazio e portava a 17 i punti di vantaggio degli ospiti.
Walker segnava andando in penetrazione e mettendo un appoggio rovesciato a 1:02 ma i Bulls finivano avanti il primo quarto 19-35.

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La seconda frazione, un po’ frammentata, cominciava sulla falsa riga del primo quarto con McDermott a colpire con la tripla che doppiava gli Hornets (19-38).
Con la panchina in campo gli Hornets iniziavano a ricevere qualcosa da Stephenson in entrata, i suoi due punti erano però “annullati” dai due liberi di McDermott per un fallo dello stesso Lance con il pubblico a fischiare per una presunta disparità sui falli sanzionati.
Clifford chiamava il time-out cercando di correggere il tiro, infondendo fiducia, incoraggiando i suoi e cercando di stimolarli a giocare più intensamente in difesa.
Henderson imitava Walker al rientro e segnava in reverse layup (lui partendo però dalla linea di fondo), poi andava dentro nuovamente in attacco verticale sul lato destro, ma veniva abbattuto sul tentativo di tiro da McDermott.
Dalla lunetta la nostra SG continuava a essere una garanzia per un due su due che faceva segnalare al tabellone luminoso il 25-40.
Il giocatore dei Bulls si rifaceva poco dopo segnando una tripla aperta dal lato sinistro facendo denotare qualche problema di copertura sull’arco ancora, ma Charlotte si riavvicinava con un libero (splittati) di Lance, un canestro di Jason Maxiell da sotto e a 8:38 recuperava altri 3 punti grazie all’entrata sfrontata di MKG che andava a contatto con Hinrich, rilasciava la palla al vetro che molto probabilmente sarebbe finita nettamente fuori, Snell la toccava, goaltending e fallo di Hinrich.
Gioco da 3 punti pesante e classica scintilla partita da Kidd-Gilchrist per infiammare la squadra.
Il libero a segno consentiva agli Hornets di tornare sul -12 (31-43), ancora distanti ma determinati a rimontare, tanto che Maxiell segnava un libero e poi andava a stoppare Mirotic, dal contropiede nasceva l’attacco a canestro portato personalmente da MKG che con un terzo tempo lento con cambio di direzione metteva il fing and roll del 34-43.
Mirotic si rifaceva parzialmente su Maxiell andando a prendersi un fallo, il 2/2 dalla linea della carità era un contrattempo per i Calabroni, i quali subivano sì un altro libero di Noah (splittati) per causa di un altro fallo speso da Jason, ma guadagnavano tre punti grazie ad un pump fake con tiro vincente di Walker; sulla finta Brooks abboccava finendo addosso al play degli Hornets che completava dalla lunetta a 6:51 per il 37-46.
I Bulls nel finale cercavano di contrastare la tendenza alla rimonta palesata dagli Hornets con Mirotic che da sotto realizzava ben pescato da Noah.
Un charge chiamato a Noah non era preso bene dal lungo dei Bulls che pagava il suo gesto di stizza con un tecnico, gli Hornets guadagnavano la lunetta 3 volte, Kemba (1/1) e Lance (1/2) aggiungevano due punti.
Gli Hornets nel secondo quarto beneficiavano diverse volte della lunetta, attaccando i Bulls con gravi problemi di falli; era il caso di Stephenson che provava l’appoggio rovesciato andando oltre il canestro per evitare la stoppata, niente da fare, ma la palla era preda di Biz che subiva fallo a 4:58 e andava in lunetta dimostrando di aver migliorato dalla linea.
Due su due e 41-48…
A 4:40 però un inaspettato 3 punti di Gasol dall’angolo destro ricacciava indietro gli Hornets, i quali non si scoraggiavano e andavano a mettere punti preziosi, prima Walker in rito segnava due punti, poi attaccando con Henderson il canestro trovavano un’altra volta la lunetta per fallo di Dunleavy.
Ancora perfetti i Calabroni dalla lunetta e -6 (45-51). Biyombo stoppava Brooks e Walker ormai sotto canestro dopo la penetrazione, con un ravvicinato passaggio volante serviva Biz che da sotto segnava il 47-51. Chicago intuiva che non poteva continuare così e segnava un punto con Gasol dalla lunetta e a 2:37 con una bomba di Snell dal lato sinistro per il 47-55.
Kemba tentava un passaggio breve orizzontale dall’arco ma Dunleavy intercettava, partiva in transizione, ma disturbato da Henderson sprecava una facile occasione, quindi Marvin Williams puniva i Bulls con una tripla sul secondo tentativo provato (grazie a un rimbalzo offensivo di Biz).
Nel finale una classica inarrestabile entrata con appoggio a una mano di Gasol, due liberi di Mo Williams e un gioco da 3 punti di Brooks chiudevano il conto dei primi 24 effettivi sul 52-60, dopo aver valutato se il tiro di Marvin fosse da 3 o no.

Kemba Walker. Attualmente è una minaccia partendo dalla panchina.

Kemba Walker. Attualmente è una minaccia partendo dalla panchina.

Nel terzo quarto i Calabroni entravano molto più determinati concedendo pochissimo ai Bulls.
Biyombo metteva subito in difficoltà Gasol che provava il tiro, ma non colpiva nemmeno l’anello, Biz si prendeva una stoppata ma l’ultimo tocco con la palla che rotolava oltre la line di fondo era dei Bulls e Marvin Williams sull’azione successiva buttava dentro la tripla dal lato sinistro per il 55-60.
Marvin era anche abile a rubare un pallone a Noah e gli Hornets accorciavano nuovamente; la finta di tiro da tre punti di Henderson lo aiutava a liberarsi del difensore, la sua penetrazione dalla linea di fondo era contrastata irregolarmente da Noah che lo toccava sull’avambraccio destro impedendogli la schiacciata.
Poco male… dalla lunetta Gerald a 9:50 segnava altri due punti per il 57-60.
I Bulls facevano girare velocemente palla, dentro-fuori, sul perimetro, ma i Calabroni sembravano veramente tali, andando a chiudere velocissimamente su ogni apertura, costringendo i Bulls a tirare da 3 marcati e facendoli sbagliare.
Chicago tornava a segnare un punto con Brooks che andava in lunetta per un fallo di Marvin Williams (fallo giusto chiamato a Marvin per un contatto saltando leggermente in avanti facendolo uscire di poco dal proprio cilindro), poi era Snell a mettere due tiri dalla linea ma a 8:12 Mo Williams entrava in partita passando velocemente dietro un blocco sull’arco e sparando dalla diagonale sinistra over Noah realizzava tre punti che valeva il 60-63.
A 7:41 un grandissimo canestro di Henderson portava al pareggio Charlotte.
Il suo movimento in entrata da ninja era contrastato fallosamente da Noah, Gerald non si fermava e in terzo tempo, pur perdendo un po’ l’equilibrio, metteva il tiro e il libero supplementare.
L’Alveare diveniva una bolgia, aiutando gli Hornets a moltiplicare gli sforzi difensivi, chiave per vincere la gara.
Brooks da 3 falliva, Mo Williams andava in penetrazione sulla sinistra, si arrestava staccandosi dal suo marcatore e metteva dalla media un pull-up per il sorpasso Hornets (65-63).
Il time-out Bulls non schiariva le idee ai giocatori di coach Thibodeau che tentavano con Snell nuovamente da tre punti, finalmente le percentuali calavano e a 6:20 una drive di Mo consentiva un passamano a Biz che da sotto non si sottraeva alle proprie responsabilità segnando il +4 che diveniva +2 per colpa di Gasol che faceva il massimo mettendo un bel canestro.
La coppia Mo/Biz però si riproponeva poco dopo; tiro di Mo, nulla da fare ma Biyombo catturava un altro rimbalzo offensivo più il fallo a 5:39.
Biz non tremava e segnava le due occasioni procuratosi.
I Bulls insistevano da 3 con Dunleavy ma non segnavano più…
Biz segnava alla fine di un attacco con quattro possibilità avute dagli Hornets, ma si aiutava nettamente con le braccia spingendo Mirotic e gli arbitri annullavano.
Entrava Maxiell e Snell mancava un altro 3 punti così MKG in entrata 1 contro 2 dal pitturato alzava la sfera la cui rotta calcolata era la retina, trovata perfettamente.
L’allungo degli Harlem GlobHornets continuava con MKG che combatteva contro il ferro per mandar dentro l’appoggio frontale disturbato dal montenegrino Mirotic.
Gli Hornets moltiplicavano gli sforzi e triplicavano Gasol in area che perdeva palla grazie a Lance abile a soffiargliela sul palleggio, così Walker portava in doppia cifra il vantaggio degli Hornets (75-65) con un tiro in ritmo dalla diagonale destra preso a 2:49.
Maxiell costringeva Gasol a tirare corto e i 24 dei Bulls scadevano, ci si metteva anche il fero contro i Bulls, un turnaround di Hinrich girava intorno all’anello che faceva sobbalzare via la sfera salvando gli Hornets che finivano comunque per subire sull’azione offensiva seguente dei Bulls un tap-in di Mirotic.
MKG attaccava ancora, non segnava, ma prendeva il suo rimbalzo e rimediava all’errore segnando il 77-67.
Il quarto si chiudeva con una difficile tripla messa da Snell, sebbene fosse marcato.
Le squadre si concedevano quindi due minuti di riposo prima dell’ultimo quarto con i Calabroni in vantaggio 77-70.
Clamorosamente gli Hornets avevano concesso solo 10 punti ai Bulls in questa frazione.

Mo Williams, dopo un primo tempo non eccelso ha disputato una buona ripresa.

Mo Williams, dopo un primo tempo non eccelso ha disputato una buona ripresa.

L’ultimo quarto si apriva con un bel tiro dalla media distanza di Maxiell che colpiva dalla sinistra, ma McDermott con una bomba accorciava fino al -6. Maxiell si erigeva a inaspettato protagonista trascinando la squadra; Hendo non segnava ma Jason metteva il tap-in a 11:08, poi era Gerlad a farsi perdonare segnando dalla destra dopo una finta, il 3 punti che mandava K.O. i Tori.
Il suo tiro preso a 10:35 fruttava l’84-73.
Noah continuava la sua pessima serata mettendo solo uno dei due liberi e poi tornando in attacco provava un passaggio schiacciato per nessuno che si perdeva sul fondo.
A 9:03 Stephenson si lanciava verticalmente in area, Mirotic non era d’accordo, allungava un braccio colpendo con la mano palla e mano di Lance, il quale resisteva e in allungo riusciva a mettere l’appoggio con la mano sinistra un up & under esaltante.
Il libero non andava a buon fine ma così come la tripla seguente di Mirotic. A 8:12 giro e tiro di Maxiell (fallo speso male sull’alzata da Noah) e ½ di Jason dalla linea, a 7:24 un fade-away di Henderson, a 6:29 il runner di Brooks vincente e20 secondi dopo una penetrazione di Stephenson in reverse layup aumentavano il divario portando il punteggio sul 91-76 con il cronometro amico a scorrere.
Maxiell a 5:20 dimostrava che era la sua serata magica; un giro e tiro con palla sul ferro finiva per premiarlo, anche quando commetteva fallo poco dopo su Brooks era fortunato poiché il play avversario splittava, così gli Hornets che ora giocavano sul velluto segnavano a 4:57 con un pull-up di Mo Williams.
Gli Hornets troppo rilassati però attaccavano con approssimazione, consentendo ai Bulls di rientrare quasi in gara mettendo un parziale di 10-0 in poco meno di 3 minuti, infatti, Mirotic in mezza transizione si arrestava e sparava la tripla frontale che portava il risultato sul 95-87.
Gli Hornets continuavano il blackout offensivo ma difendevano bene con Biz che costringeva Brooks a sbagliare un reverse layup.
Il tempo però scorreva e anche se Gasol dalla lunetta segnava (fallo di Biyombo) le due conclusioni, portando i suoi sul 95-89, dovevano correre ai ripari spendendo falli.
Mo Williams inaugurava dalla lunetta l’ultimo giro di lancette segnando i due liberi a :49.3.
L’appoggio di Mirotic era seguito dal tentativo di raddoppio in pressing alto dei Tori, passato agilmente con due passaggi da Charlotte che mandavano MKG in lunetta per due liberi a segno.
Ai Bulls che spendevano ancora un fallo su Hendo non restava che arrendersi 101-91.

Charlotte domina incredibilmente a rimbalzo, vincendo la gara grazie a questa statistica e ai tiri presi in lunetta. Ecco le statistiche sotto:

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Voti

Mo Williams: 6
18 pt. (6/15), 5 rimbalzi, 2 assist. Perde 6 palloni, gioca un primo tempo orrendo ma si rifarà nella ripresa, con il canestro del sorpasso, tripla e assist al bacio con i quali guadagna la sufficienza aldilà del 6/15 dal campo.

Henderson: 7,5
20 pt (5/13), 7 rimbalzi, 3 assist. Dalla lunetta è una garanzia, segna un “ventello”, cattura rimbalzi, ma soprattutto fa la differenza nel momento che conta con due azioni pregevoli.

Kidd-Gilchrist: 6,5
13 pt. (5/17), 7 rimbalzi, 3 rubate, 2 stoppate. Un po’ in ombra nel primo tempo, sbaglia diversi jumper con il difensore che gli rientra all’ultimo e gli mette la mano davanti. Non si perde d’animo e lotta. Caparbio.

Marvin Williams: 7
12 pt. (4/10), 7 rimbalzi, 1 rubata. Ottimo lavoro difensivo su Noah che finisce per segnare un punto, totalmente in confusione e nervoso. Non l’avrei mai detto. Mette i suoi tiri e prende qualche rimbalzo.

Biyombo: 7
10 pt. (2/4), 10 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Limita Gasol, va in doppia doppia. Sa quando deve tirare e quando no, solo una volta prova una dunk in più e viene stoppato, tuttavia restituisce ai Bulls la stoppata. Cm ed energia che danno buoni frutti. Un po’ in difficoltà nel finale quando Clifford lo fa uscire, presumo più perché Maxiell ha un miglior gioco offensivo e Gasol stava prendendogli un po’ le misure per guadagnarsi la lunetta.

Walker: 7
10 pt. (4/14), 8 rimbalzi, 7 assist, 1 stoppata. Alla seconda dopo il rientro. Se togliessimo i tiri dal campo, avrebbe in toto delle statistiche clamorose… Nel primo tempo cerca di penetrare ma sbaglia troppe volte, lui si lamenta per dei possibili falli ma a parte in un’occasione gli arbitri vedono bene e non chiamare nulla. Va comunque in doppia cifra e aiuta i compagni. Anche lui qualche buon canestro.

Stephenson: 6,5
8 pt. (3/10), 4 rimbalzi, 2 assist. L’imprevedibilità al servizio della squadra. Lance è più sul pezzo. Sta tornando un giocatore valido. Auguriamoci prosegua con queste buone prestazioni. Le sue incursioni sono preziose per gli Hornets. Se ci crede in penetrazione dopo aver mosso l’avversario con il crossover è come tentare di capire (per il difensore) come girare e incastrare il pezzo di Tetris che scenderà a livello difficile.

Maxiell: 8
10 pt. (4/6), 7 rimbalzi, 3 stoppate. Maxi prestazione attacco e difesa. Intimidisce i Bulls. Nessuno l’avrebbe immaginato qualche mese fa, quando girovagava per il campo, atleticamente deceduto. La sua rivincita. 3 stoppate, buon contenimento e raggiunge la doppia cifra meritatamente sorprendendo anche in fase offensiva.

Vonleh: s.v.
0 pt. (0/0) in 1:11. Apparizione a fine secondo quarto, desaparecido negli spogliatoi…

Coach Clifford: 7,5
Infonde coraggio ai suoi, li aiuta e li incoraggia. Time-out nei momenti giusti. L’idea di continuare ad attaccare da vicino più che da lontano paga con gli Hornets abili a prendersi la lunetta, i Bulls fanno una brutta fine quando iniziano a sbagliare le triple.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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