Game 65; Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 125-109

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Sottotitolo; EsplosiHornets
Zeller vince la palla a due. Notare la t-shirt nera Buzz City.

Zeller vince la palla a due. Notare la t-shirt nera Buzz City.

 
Degli Hornets incandescenti nella Buzz City Night si liberano anche dei Rockets, squadra che temevo.
Arriva così la settima vittoria consecutiva che sta spingendo Charlotte nelle zone nobili della classifica a Est.
Harden, Howard e gli altri ragazzi terribili sono in lotta per i playoffs, affamati e cattivi scendevano (da Boston) all’Alveare per provare a strappare un’altra vittoria dopo quella ottenuta a spese dei Celtics.
Nulla da fare per i texani però, i quali hanno dovuto fare i conti con una squadra stellare che sta accelerando più velocemente dell’universo in espansione.
Difficile dire quale sia la singolarità che ha generato questa improvvisa esplosione degli Hornets per alcuni, forse semplicemente una volta tanto Cho ha indovinato gli acquisti, ha migliorato la panchina, preso uomini interessanti per far giocar meglio la squadra come Batum prima e Lee poi.
La prestagione non era stata bugiarda, menzognera è stata una parte di stagione nella quale abbiamo sofferto troppi infortuni e un po’ di mancanza di personalità fuori dalle mura amiche.
Gli Hornets però tornati all’Alveare lo stanno sfruttando a dovere, un fortino inespugnabile in questo periodo che ci sta trascinando via dalla lotta dalle ultime posizioni per i playoffs e ci sta avvicinando addirittura a un ipotetico vantaggio del fattore campo nei playoffs visto che Miami nella notte ha perso a Toronto dopo un supplementare.
Rimaniamo con i piedi per terra, anche perché le altre dietro non mollano; Indiana, Detroit e Atlanta hanno vinto le loro partite nella notte, ma questa squadra sembra in grado tramite il gioco e il sacrificio di dare continuità ai propri risultati e questa striscia pare molto di più che una vampata.
Anche le Honeybees hanno il loro completo "Buzz City".

Anche le Honeybees hanno il loro completo “Buzz City”.

 
I Rockets scendevano in North Carolina con il seguente starting five; Beverley, Harden, Ariza, Motiejunas e D. Howard, mentre Clifford rimetteva in campo gli stessi recenti uomini; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
Gli Hornets portavano dal proprio lato la palla con Zeller, ma sugli sviluppi dell’azione un passaggio per lo stesso Cody rischiava di andar perso, tuttavia in qualche maniera il nostro centro salvava e faceva da scudo per il movimento e tiro di Lee che alle sue spalle infilava un bel tiro mettendo i primi due punti della gara a 11:39.
A 10:56 Howard si girava in area e batteva facilmente Zeller con il gancetto a una mano, Houston aggressiva premeva e passava in vantaggio a 10:26 con Motiejunas dal post sinistro con un giro e gancio differente da quello di Howard e sempre con l’ala grande andava sul 2-6 dopo un tap-in.
Charlotte era in difficoltà, Walker era stoppato da Beverley che estendeva lateralmente il braccio per mandare la palla a spicchi oltre il fondo a solo un secondo e mezo dai 24, ma sulla rimessa Marvin segnava con un due lungo sparando immediatamente.
A 9:09 Howard ristabiliva le distanze dal pitturato, tuttavia un’entrata sparata di Walker con salto da triplista vedeva Kemba fornire l’assist volante a Zeller che a 8:57 piazzato sotto canestro sulla sinistra alzava di quel tanto che bastava per segnare due facili punti.
Una tripla dal corner destro di Marvin trenta secondi più tardi portava sopra Charlotte (9-8) che incrementava il vantaggio a 7:46 quando Batum penetrava e con un no look pass vedeva sulla linea destra di fondo appunto Williams, il quale schiacciava portando a casa altri due punti per gli Hornets.
Howard ne segnava due per gli ospiti mentre Charlotte andava a vuoto in attacco ma Batum da dietro in t-shirt nera si trasformava in ninja e sottraeva palla ad Ariza che sorpreso poteva solo tentare il due contro due, Beverley dava fastidio ma alla fine a 7:02 Kemba aveva la meglio su quest’ultimo nonostante un pallone sporcato in precedenza dal giocatore dei Razzi.
Time-out ospite ma a menare le danze erano sempre i Calabroni che dalla difesa volavano in attacco, scambio Walker, Batum palla schiacciata ancora per Kemba che in corsa contro riceveva palla e appoggiava il più classico dei contropiedi accompagnati.
A 6:20 un’altra transizione di Charlotte si chiudeva appena dentro il semicerchio dei tre punti, Lee si arrestava e tirava un dardo per il 17-10, chi non si arrestava in attacco era la formazione di Clifford che trovava anche spazio con Kemba da oltre l’arco, tre punti e Hornets al doppio dei punti dei Rockets (20-10).
La squadra di Bickerstaff andava in crisi momentanea; Harden si faceva stoppare dal neo entrato Jefferson, Capela subiva fallo su un rimbalzo offensivo ma falliva i due liberi assegnati dagli arbitri, così Big Al dall’altra parte si muoveva lateralmente e repentinamente verso la linea di fondo e da media distanza infilava il suo tiro a una mano a 4:29.
A 3:41 Houston interrompeva il digiuno mandando a segno con un mezzo alley-oop ravvicinato Beasley su alzata di Harden ma Lin a 3:22 portava ancora a 12 il vantaggio che saliva addirittura a 14 con Marvin che partiva con tempismo perfetto in diagonale agganciando un pallone con e sorprendendo la difesa che lasciava spazio per il floater nel pitturato.
Terry da tre punti provava a spingere Houston, dall’altra parte Marvin però era elettrico, lob di Walker moscio che stava per uscire dal campo, dall’angolo sinistro Marvin raccoglieva e sbilanciato verso sinistra riusciva anche a trovare il tiro da tre punti dal coefficiente di difficoltà alto anche perché marcato.
A 1:50 indovinate chi segnava per Charlotte?
Sempre lui, Williams, palla deviata proprio dal nostro numero due in difesa che seguiva una transizione d Lin non andata a buon fine, da sotto la nostra ala grande aumentava il punteggio poro Charlotte. Beasley riusciva a segnare due punti per i texani nonostante gli Hornets lottassero sul rimbalzo, Terry a un minuto dalla sirena rubava anche un pallone e appoggiava in transizione solitaria.
Lin però a :45.7 con una bomba quasi frontale mandava dentro il 34-19 che chiudeva il punteggio del primo quarto.
Barbe contro. Walker attacca Harden.

Barbe contro. Walker attacca Harden.

 
Il secondo quarto vedeva ancora iniziar bene Lin che aumentava il suo score grazie al fallo di Beverley; due FT a 11:31 e Hornets sul 36-19 che 30 secondi più tardi andavano sul +19 con Big Al, il quale raccoglieva una seconda possibilità offensiva e non se la faceva sfuggire.
Howard sfruttava il suo fisico a 10:47 ma gli Hornets non si preoccupavano poiché in attacco la Kaminsky vision innescava con un passaggio verticale lungo il bordo dell’area sinistra un Lamb che tagliando in back-door sulla linea di fondo arrivava all’aggancio e alla schiacciata appendendosi aggressivamente al canestro.
Tutto troppo facile stranamente. I Rockets venivano però scossi dagli innesti di Brewer e Terry, una tripla a testa e a 9:44 quella del secondo serviva ad accorciare sul 40-27.
A 9:26 i Calabroni trovavano ancora un lampo; Jefferson raddoppiato nel pitturato alzava il braccio e passava dietro dove arrivava Batum sotto canestro per schiacciare.
Brewer comunque infilava 4 punti consecutivi e il divario si accorciava a 11.
Una spint non rilevata o ritenuta legale dagli arbitri di Howard su Zeller permetteva al poderoso centro ospite di arrivare tranquillamente sul rimbalzo offensivo e di avvantaggiarsi per segnare il canestro beffa con fallo fischiato contro.
Dalla lunetta però Superman falliva ma il vantaggio si assottigliava a 9 punti. Zeller in entrata rilasciava palla in modo strano, la sfera s’inerpicava sul plexiglass e ricadeva nella retina.
Dall’altra parte un’entrata in traffico di Terry consentiva alla guardia texana di completare un gioco da tre punti.
Lin rispondeva a 6:05 con un’entrata a ricciolo arresto, giro e tiro in fade-away che con l’aiuto del ferro finiva dentro.
Il distacco oscillava dagli 8 ai sei punti, Harden guadagnava due liberi a 4:19 e dopo averli realizzati il punteggio saliva sul 50-44, replicava Marvin ma i Rockets parevano aver preso in mano l’inerzia della gara; Howard da sotto segnava il 52-47, per fortuna dall’altra parte Williams rimaneva in modalità ON e battendosi dal post up batteva spostandosi verso il fondo il primo difensore segnava contro il difensore che arrivava su di lui in aiuto.
Era sempre la nostra ala a guadagnare due liberi e a realizzarli per il 60-53 quando il cronometro diceva :54.9 alla fine.
Nel finale il tap-in di Ariza su suo stesso primo errore, i due liberi di Lin (fallo del Barba) e il canestro dal pitturato di Brewer a :01.8 portavano le squadre negli spogliatoi sul 62-57 con Charlotte a gestire un vantaggio che si stava sciogliendo più rapidamente dei ghiacci ai poli.
 
Tanto per gradire Walker come antipasto al rientro sul parquet serviva la tripla a 11:21, Brewer passava al taglio degli affettati e tagliando anche sul campo da destra realizzava due punti, imitato da Harden al tiro. Scesi a solo 4 punti di vantaggio i Calabroni beneficiavano di una difesa illegale (3 secondi) di Houston.
Batum portava a casa il punticino e ristabiliva i 5 di inizio quarto.
Un alley-oop di Harden a 9:59 portava gli ospiti a un possesso lungo ma uno scarico per Kemba vedeva le rotazioni della difesa dei Rockets in ritardo, per liberarsi alla nostra PG bastava una finta, con l’uomo sulla rincorsa ad andare oltre, l’avanzamento di Walker nella zona media di tiro e il canestro erano importanti per mantenere la sicurezza.
I Rockets potrebbero andare a -7 ma la palla schiacciata da Walker per liberare Batum in transizione (già oltre Harden), era arpionata dal Barba che in transizione dava a Brewer per il nuovo -3 a 9:08.
Un fallo stupido di Howard (spinta nel pitturato a Walker lontano dalla palla in evidente mismatch nel caso in cui gli fosse pervenuta) non consentiva un ulteriore riavvicinamento della quadra di Bickerstaff, così Zeller a 8:22 sfruttava il lavoro di Batum in entrata segnando un tap-in libero da marcatura con Howard momentaneamente in vacanza alto dalle parti della lunetta.
A 6:49 l’appena entrato McDaniels infilava una tripla dal lato sinistro ma Walker rispondeva immediatamente, solo che dall’altra parte Ariza ne metteva un’altra a 6:19 condensando lo svantaggio in soli due punti. Beverley dall’altra parte cercava di sedare Marvin a 6:06 con un reaching foul, si girava su Big Al allora, il quale andava corto con il tiro, dall’altra parte Ariza ci riprovava, questa volta per il sorpasso, ma nulla da fare, gli Hornets si salvavano e a 5:23 un’entrata con pesonalità di Lee sulla sinistra era chiusa dal nostro neo acquisto con l’appoggio al vetro.
A 4:47 Batum allontanava i Rockets di tripla per il 78-71.
Harden batteva Lin (meno fisicato e più piccolo) in entrata ma a 4:08 Marvin era in agguato nell’angolo destro per una tripla aperta che non dovrei nemmeno più dirvelo, finiva nel fondo del secchiello…
Seguivano un errore di Terry, un altro di Capela, il quale però correggeva dalla sua miss, due FT di Marvin a 2:57 (fallo di McDaniels sull’arresto e tiro in post sinistro), un alley-oop di Capela in faccia a Kaminsky e un’altra tripla che quasi stendeva i Rockets; uno dei suoi catch n’shoot che partono con movimento e meccanismo di tiro perfetto s’infilava, giro e tiro da tre punti vincente per l’86-77.
Un’ingenuità di Lin (fallo su un tiro da tre improbabile di Harden) consentiva al cuciniere texano di affondare tre liberi e rimettere in carreggiata i suoi.
Batum segnerebbe anche la terza tripla di fila ma un contatto tra Terry e Kaminsky era visto come falloso da parte di quest’ultimo; il blocco con braccio esteso all’ultimo sulla guardia avversaria era inutile e dannoso. Beasley segnava su Kaminsky e Charlotte tornava a segnare dalla lunetta grazie agli arbitri che segnavano un altro tecnico ai Rockets per violazione dei tre secondi difensivi in area.
Il quarto finiva 90-87 a favore degli Hornets, anche se sull’ultima a zione andata a buon fine, era Houston con Beasley a segnare; a 23.9 veloce spin e contatto trovato in mezzo a tre difensori a chiudere nel pitturato, ricaduta sul parquet per il Razzo e capriola d’inerzia mentre la palla entrava.
Libero realizzato e nell’ultimo quarto si entrava a partita ancora aperta.
Batum raddoppiato da Motiejūnas, oltre al suo marcatore Ariza. Sullo sfondo Courtney Lee.

Batum raddoppiato da Motiejūnas, oltre al suo marcatore Ariza. Sullo sfondo Courtney Lee.

 
Era ancora Walker, da due punti questa volta, a inaugurare il quarto, Kemba, deciso a sbrigare la pratica Rockets, attraeva su di se l’occhio di Mordor infilandosi centralmente, la difesa dei Rockets mollava finalmente Daniels per un attimo che di frodo infilava ancora il suo primo tiro in partita.
Una bomba fondamentale dal lato sinistro che mandava sul 95-87 la sfida.
Un Terry già nervoso in un paio d’episodi, se la prendeva anche con Daniels strattonandolo, due falli fischiati in poco tempo con i due a dirsi qualcosa in faccia poco dopo.
Charlotte stingeva le maglie, Houston perdeva fiducia; Kemba segnava due punti a 10:29 e Bickerstaff chiamava una pausa per cercare di cambiare qualcosa dopo aver già fatto fuori durante la gara un paio di titolari, soprattutto Motiejunas per inserire Terry e Brewer.
Harden però al rientro si prendeva un tiro lungo da tre con Troy leggermente staccato ma pur sempre davanti, nulla di fatto e Hornets che con Lin costringevano al fallo Ariza a 9:17.
Beasley su Kaminsky realizzava ma finalmente Frank usciva dal periodo nero della gara quando kemba creava per lui e a 8:40 in nostro carro sparava una tripla precisa dalla diagonale destra, ulteriore mattone verso la costruzione di una vittoria certa poiché la bombarda mandava sul 102-89 la gara.
I piccoli degli Hornets continuavano a folleggiare; Daniels rubava un pallone in difesa, Lin portava il contropiede e Walker lo finalizzava.
Lo stesso Kemba a 7:49 dalla fine passava al rango di Superman smantellando Howard e la difesa dei Rockets in transizione; tripla per il 107-89, mamma di Kemba e Alveare in delirio così come il sottoscritto. Nel finale spazio anche alle riserve.
Finiva 125-109 con gli Hornets dalle altissime percentuali dal campo a non preoccuparsi troppo dei canestri subiti ma a continuare a essere estremamente prolifici dal punto di vista offensivo.
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Pagelle:
 
Walker: 8
26 pt. (11/16), 5 rimbalzi, 6 assist. +31 di +/-… Impressionante. Sbaglia poco e nel finale con 5 punti consecutivi sigilla la vittoria dopo aver già dato spettacolo, suo il passaggio per la tripla di Daniels che da la spallata decisiva alla gara.
 
Lee: 7,5
12 pt. (5/9), 2 rimbalzi, 1 assist. Harden fa 2/14 dal campo e segna alcuni liberi, tra l’altro molti ottenuti contro Lin, in più lui va in doppia cifra. Quando parlano le statistiche. Mastino.
 
Batum: 7
14 pt. (5/10), 8 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Mette I suoi tiri. Nel terzo quarto da una bella mano, peccato per la tripla annullata. Forse più accademico in difesa, comunque numeri di rispetto.
 
M. Williams: 7,5
25 pt. (9/16), 4 rimbalzi, 2 rubate. Terminale offensive importante. Sbaglia poco ed è fondamentale in alcuni momenti della gara.
 
C. Zeller: 6,5
7 pt. (3/4), 4 rimbalzi, 3 assist. Un paio di palloni persi, in difesa Howard non sfonda, era fondamentale, anche perché l’inizio sembrava far propendere ad altro. Lui non demorde nonostante i kg di svantaggio.
Jefferson: 7
10 pt. (5/11), 10 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. Va in doppia doppia. Fa il suo gioco, dalla panchina sta diventando più produttivo sfruttando le rotazioni avversarie.
 
Lin: 6,5
16 pt. (4/9), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Lin prova a spingere con transizioni ed entrate ma anche triple e tiri dalla media. In attacco le prova tutte, in difesa si batte ma non ha il fisico giusto.
 
Lamb: 6,5
2 pt. (1/1), 1 rimbalzo, 1 rubata, 2 stoppate. In soli 7:48 non fa male.
 
Kaminsky: 5,5
5 pt. (2/6), 2 rimbalzi, 1 assist. Perde tre palloni e commette 4 falli. Si salva un po’ con la bomba nell’ultimo quarto, nella parte centrale non ne azzecca molte e lo posterizzano anche.
 
Daniels: 7
6 pt. (2/4), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Più spazio grazie a Clifford, poco spazio in campo dove lo tallonano, se riesce a prendere un pochino di spazio per il tiro segna. Tripla importantissima la prima, per le gloria a quella nel finale. Ruba un pallone prezioso e in difesa s’impegna a cercar di tenere.
 
Gutierrez: s.v.
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 assist. Solo 2:46 in campo come I compagni sottostanti.
 
Hansbrough: 6
2 pt. (1/1), 1 rimbalzo. Ha voglia di giocare e fare sebbene resti relegate in panchina. Buon canestro.
 
Harrison: s.v.
0 pt. (0/1).
Commette un fallo, gioca sempre pochi scampoli ma non merita tantissimo di più.
 
Coach Clifford: 7,5
15 triple su 31 tentativi. Gioco di squadra e controllo sui movimenti dei top player avversari. Hornets lanciati in corsa verso i playoffs giocando bene.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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