Game 65: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 114-128

 
Necessitavamo di ripartire per cercare d’agguantare i playoffs da una posizione attualmente scomoda.
Non sono da sbagliare assolutamente queste partite casalinghe.
In tema di partenze c’è da citare sicuramente “La Famiglia Mezil”.
Un cartone animato, tre serie completamente diverse una dall’altra. Nella seconda, il ragazzino di casa esplorava mondi alieni particolari, mentre nella terza (la più divertente), la famiglia intera si ritrovava in un assurda avventura odissea, truffata (alla fine della serie si scoprirà che gli avranno svaligiato casa) da una vecchia fiamma della madre di Aladar (il protagonista della serie).
La sigla italiana, cantata dalla Fantomatic Band era molto divertente.
Una famiglia sgangherata che tuttavia era costretta (nell’ultima serie) a remare insieme per un obiettivo comune.
Charlotte quindi ripartiva da casa per riprender la corsa bloccata da tre trasferte improbe.

Le partite rimaste (la prima con Phila è quella giocata nella notte).

Purtroppo Phila svaligiava, con la complicità della terna nel momento decisivo, lo Spectrum Center.
Non è che i 76ers, dopo anni di delusioni adesso vengano aiutati un pochino?
Niente da dire sulla forza degli avversari, ma certi arbitraggi danno fastidio, anche perché simo una squadra che fa fatica a recuperare contro avversari ostici.
Di fatto estromessi dalla partita dopo l’espulsione di MKG, piombati a -16, tornati sul -5, abbiamo finito per perdere contro una squadra giovane con alcuni elementi non simpaticissimi tra l’altro.
Tra le fila ospiti Covington ha finito con 22 punti, Saric con 19 e il simpatico Embiid (come la sabbia nelle mutande) con 18.
Simmons invece ne ha messi 16 ma con 13 rimbalzi e 8 assist con un 8/9 dal campo sbagliando solamente una schiacciata nel secondo tempo per troppa foga che non sarebbe servita nell’occasione…
L’ex Belinelli ha contribuito con 11 punti.
Tra le statistiche collettive a confronto ci sono da rimarcare i 44 rimbalzi e i 35 assist di Philadelphia contro i rispettivi 33 e 26 degli Hornets che sono andati bene al tiro con il 50% ma hanno concesso troppo (57,5%) agli ospiti.
Adesso le cose, alla quarta sconfitta consecutiva, si complicano ulteriormente ma da Washington arrivava l’unica buona news della serata, cioè la vittoria al supplementare dei Wizards sugli Heat per 117-113 che dice di non arrendersi ancora, Nets e Suns saranno due avversarie più morbide sulla carta.

Alcune “Api” a inizio partita.

 
Palla a due vinta da Philadelphia, primo tiro di J.J. Redick che non entrava a causa della pressione di Batum sulla guardia avversaria mentre Howard giocava agli autoscontri con Embiid per non farlo entrare in possesso palla.
Sul ribaltamento il francese si arrestava e sparava alzandosi con eleganza da media distanza per realizzare il 2-0 a 11:20.
Il pareggio era firmato da Simmons che riuscendo a battere la difesa di MKG schiacciava.
Due tiri liberi per parte aumentavano le cifre ma poi era la volta dei Sixers con una tripla rapida di Saric quasi frontale su Walker, il quale si rifaceva parzialmente andandosi a prendere due FT, ma realizzandone solamente uno.
A 8:41 Williams giustificava la sua presenza in campo andando oltre l’emicrania che ne aveva messo in dubbio la parteciapzione alla partita colpendo da tre punti dalla diagonale sinistra.
Beli a 8:09 metteva la freccia del sorpasso con due punti e gli arbitri non chiamando un fallo su Williams in estensione con il braccio destro per l’appoggio, favorivano comunque involontariamente la schiacciata di Howard.
Un lungo tre di Saric produceva un in & out, dall’altra parte invece Williams si ritrovava a sparare dalla stessa mattonella con un po’ di spazia ottenendo lo stesso risultato:
Tre punti d’oro.
Da Simmons a Saric e da Saric a Simmons erano due azioni che permettevano ai Sixers di rientrare sul -2, gli Hornets però tornavano a segnare portandosi sul +5 con un ½ di MKG (18-13 a 5:36) per portarsi anche sul +6 quando Batum lavorava un pallone sulla sinistra dando a Kaminsky pronto a sparare dal corner sinistro tre punti per il 21-15.
Amir Johnson, non proprio un habitué della tripla ne provava una incerta avendo spazio e gli andava bene, poi era una rubata di un pressante McConnell su Kemba a fornire due punti in plastica schiacciata volante a Simmons per il -1 che tornava però -3 dopo un magnificente swooping hook di Howard.
McConnell però rimaneva on fire segnando un pullup e fornendo il materiale per l’appoggio ravvicinato d’Ilyasova che segnava il sorpasso sul 23-24.
Entrava Monk e segnava in entrata verticale con stile il 25-24 che Frank, dopo la steal di Lamb, allungava di due unità con un’entrata circolare per lo scoop ritardato.
Erano i 76ers però a finire forte.
Dopo aver trovato il pari a quota 29, J.J. Redick sulla destra colpiva da tre battendo la prima luce rossa per fissare il 29-32.

Graham in tuffo recupera un pallone a J.J. Redick.

 
Il secondo quarto iniziava slow per quanto riguardava le marcature.
Nel frattempo usciva Ilyasova per uno scontro frontale con Monk al quale veniva fischiato uno sfondamento.
Il canestro di Graham, raggiunto nel corner destro valeva tre punti grazie a precisione e concentrazione.
Sul 32-32 McConnell appoggiava in reverse layup oltre Zeller mentre la terna concedeva a J.J. Redick tre FT (fallo Graham) dei quali due andavano a segno.
Per rimediare allo svantaggio Lamb s’inventava un pullup 3 che valeva il -1 (35-36) prima che un catch n’shoot aperto da tre punti di Covington, trovato rapidamente da una drive sulla quale gli Hornets erano andati in rotazione, mandasse il tabellone sul 35-39.
Zeller, intuendo che l’entrata di Monk non sarebbe andata a buon fine, seguendo l’azione, riusciva a metter dentro in tap-in che unito al floater nel traffico del pitturato firmato Graham davano agli Hornets la possibilità di raggiungere il pari.
Il buon momento della nostra ala piccola di riserva continuava con un tuffo steal su J.J. Redick che stava reimpossessandosi di una palla vagante.
La palla poi finiva a sinistra a Lamb che non tradendo la fiducia dei compagni ci portava sul +3 con la bomba da oltre l’arco.
A 8:02 però una fastidiosa tripla del croato Saric ristabiliva l’equilibrio, parità che permaneva dopo i canestri del Tank e dell’europeo a stretto giro di posta.
Per un fallo sul tentativo d’inchiodata di Monk, il nostro numero uno entrando in lunetta metteva a referto altri due punti, dall’altra parte invece Saric si limitava
all’1/2 (reaching foul di Kaminsky) a 6:53.
Jeremy Lamb e il Tank andavano a vuoto mentre Covington aveva vita facile sparando oltre Walker a tre…
Sixers che trovavano un po’ d ritmo chiudendo con Simmons una giocata nata da una penetrazione; il tocco del rookie al vetro arrivava per tempo spingendo sul 48-52 gli ospiti.
A 3:52 MKG in entrata era affrontato fallosamente da Covington, l’azione si sviluppava con Marvin a provare una second chance da sinistra che s’infrangeva sul vetro mentre la nostra ala piccola continuava a protestare e veniva anche espulsa a 3:52 da una frettolosa e alquanto inadeguata terna.
Il tecnico a appannaggio di Belinelli era buono, gli Hornets sbandavano come una stella influenzata da un pianeta vicino incassando rapidamente punti.
J.J. Redick da tre faceva 48-56 prima che Howard con un’entrata frontale con tocco al vetro facesse toccare quota 50 ai bianchi.
Embiid però s’inventava un lungo tiro dalla destra in uno contro uno vs Howard, quasi perfetto nella copertura. Simmons segnava e a Howard era fischiato il 14° tecnico (secondo nella NBA dietro a Green dei GSW) stagionale da degli isterici arbitri…
Ilyasova da tre punti aggravava la situazione sul -14 (50-64) mentre Phila imperversava permettendosi anche il lusso di sprecare una transizione con J.J. Redick che passando palla a tabella per l’accorrente Simmons se la vedeva intercettare da un difensore che dava il via alla veloce contro transizione di Charlotte chiusa in seconda battuta da Marvin Williams con due punti.
J.J. Redick segnando da tre faceva precipitare Charlotte sul -16.
Ormai con pochi secondi sul cronometro, gli Hornets trovavano comunque il tempo (extra pass di Williams ad allargare sulla sinistra) di mettere una tripla con Batum a 8 secondi dalla fine.
C’era addirittura il tempo per altre due marcature; la prima di McConnell in taglio sotto canestro direttamente da una rimessa laterale destra e quello improbabile di Howard che a un decimo dalla luce rossa riaccendeva le speranze blue shift degli Hornets che accorciavano sul -11 (59-71) all’intervallo.

Amir Johnson su MKG…

 
La ripresa era sostanzialmente il tentativo degli Hornets di riavvicinarsi.
In particolare Howard era un’ira di Dio.
Entrata convinta in schiacciata con finta iniziale che doveva correggere in corsa per l’appoggio sul fallo di Embiid.
Due punti, un FT mancato che non lo fermava…
A 11:17 Covington sull’uscita a ricciolo di Batum che estendeva il braccio rimaneva giù mentre Howard era fermato irregolarmente sotto canestro.
Un libero su due era solamente l’anticipazione della rubata di Kemba che faceva volare nel fast break Howard per la rabbiosa schiacciata che costringeva Brown al time-out a 10:52 sul 64-71.
Al rientro Covington batteva Kemba da due punti (più libero addizionale) e poi da tre per sei punti che facevano tornare gli Hornets su un lontano -13.
Graham splittava due liberi e un altro fast break di fisico perorato da Howard in uno contro uno vs Embiid era utile per guadagnare punti.
Howard continuava a giocare con orgoglio e buttandosi dentro come un carrarmato resisteva a due falli di Embiid per portare a casa un gioco da tre punti che a 9:02 faceva risalire gli Hornets sul 70-77.
Il divario si assottigliava più tardi nel quarto quando Williams, dalla mattonella diagonale (di destra questa volta) otteneva un rim/glass da tre punti per il 74-79.
Purtroppo Phila trovava sei punti rapidi con le triple di Covington e Saric.
Su quella del croato a 7:17 gli ospiti si portavano sul +11.
La situazione oscillava ma non si modificava più di tanto… si passava dal -14 con la tripla di Saric per tornare al -11 con un arcobaleno dal pitturato di Graham (83-94) per arrivare alla tripla finale di Batum che uscendo a sinistra dello schermo di Howard sparava efficacemente per fissare il 91-101, finale di quarto che indicava solamente un punticino recuperato agli ospiti.

Covington marcato da Walker.
Photo: Chuck Burton, AP

 
A inizio ultimo quarto le speranze scomparivano subito quando Embiid e Covington, realizzando due punti a testa, riportavano quasi al massimo vantaggio la squadra blu chiara.
Ilyasova recuperava anche un rimbalzo offensivo e sull’azione seguente, battendo Kaminsky dal corner destro per tre punti, faceva tornare sopra i 10 punti (98-110) i suoi, nel frattempo leggermente recuperati.
A 8:01 Walker incredibilmente metteva il suo primo tiro dal campo facendo vedere i sorci verdi in step back al suo marcatore, ma dall’altra parte Embiid, piccolo Lord di Londra, metteva l’indice davanti alla bocca per zittire il pubblico dopo aver segnato un canestro.
Kemba metteva a sedere Ilyasova in dribbling ma la giocata era fine a sé stessa, Covington da tre chiudeva definitivamente il match con l’ennesima tripla di serata (7:24, 110-115).
Il resto della gara era incentrato ormai su duelli personali e spettacolari.
Howard aveva la meglio su Ilyasova, ma il turco a rimbalzo faceva secco spesso Kaminsky per riuscir anche nell’occasione a chiudere con due punti (104-118).
L’alley-oop della linea del futuro di Phila (Simmons per Embiid) con passaggio proveniente da destra oltre Howard, era replicato dall’altra parte dalla coppia Walker/Howard, con il secondo a sprigionare un letale raggio gamma che andava oltre la sconfitta e mostrava al giovane l’esplosività dell’ex Magic, Hawks, ecc..
A 3:04 Monk arrivava dalla linea di fondo destra, in direzione opposta al tiro, per una correzione in schiacciata bimane agile e potente.
Ultimi bagliori di una partita che Phialdelphia portava a casa 114-128, senza rubare nulla ma agevolata nel momento della fuga decisiva dalla sbandata di Charlotte, presa di sorpresa da un’espulsione e da un paio di tecnici evitabili con un po’ di buon senso.
 
Pagelle
 
Walker: 4,5
5 pt., 3 rimbalzi, 7 assist. 1/9 al tiro. Aladár, è il piccolo genio di casa. Costruisce macchinari favolosi per viaggiare nello spazio arrabattandosi con quello che ha. Purtroppo a volte è pigro e svogliato, come gli capita in una puntata sul quale apprezzerà il “moto” recandosi sul paradiso artificiale di “Goduria”. Per Kemba non è semplicemente serata aldilà di un paio di numeri e un assist per Howard con 2 turnover e un -19 di plus/minus. Linguagio del corpo non buono, anche un paio d’errori alla lunetta che solitamente non commette. Anche in difesa non può tenere Covington (una SF/PF) se si alza al tiro, ma qui la scelta è di Clifford. Sbaglia partita per trovar la peggior prestazione stagionale.
 
Batum: 6
12 pt., 4 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata. Dal campo fa gli stessi numeri di Lamb, però perde tre palloni. E’ Em Zi Tren, il pronipote che fornisce ad Aladár istruzioni e macchina per viaggiare nello spazio. I suoi passaggi servono per trovare la via della retina. Va in doppia doppia proprio grazie a questi. Non tira nemmeno male, ma è troppo lento a difendere in alcuni frangenti, sembrando uscire da blocchi con superficialità o controlalre l’avversario in maniera un po’ blanda.
 
Kidd-Gilchrist: 6
5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Si fa odiare come il vicino Maris. Petulante… gli arbitri lo buttano fuori. Non so che gli avrà detto ma sull’azione aveva palesemente ragione a lamentarsi. Gioca 14 minuti provando a spingere la squadra in attacco, ottenendo 4 liberi.
 
Williams: 6
11 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Paula. Il fisico è quello. Ha un po’ di buon senso in più rispetto a Sandor ed è abbastanza precisa su certi aspetti. Anche Marvin infilando tre triple lo è ma non eccessivamente. 3/7 da 3 e 4/10 dal campo.
 
Howard: 7,5
30 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata, 3 stoppate. Fofi è il cane parlante di Aladár. Intelligente per essere un quadrupede è in grado di fare diverse cose. Howard anche e in serata fa quasi tutto bene rimanendo unico costante punto di riferimento per l’attacco di Charlotte finendo con un 12/17 dal campo. Patisce di più in difesa, dove comunque, rispetto ad altri compagni di squadra, giganteggia con tre stoppate anche se il dolore alla costola probabilmente lo limita a rimbalzo e non lo fa intervenire in certe dinamiche.
 
Monk: 6
9 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata.3/10 dal campo con un 1/6 da oltre l’arco che mostra ancora la mancanza di precisione e ritmo. Entra segnando subito con una penetrazione verticale chiusa con cambio mano rapido. Intercetta anche un buon pallone difensivo chiudendo la linea di fondo, però rimane inconcludente al tiro. Qualche piccolo progresso difensivo, anche se qualche ingenuità la commette.
 
Lamb: 6,5
10 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Grinfia. Il gatto di Cristina. Sonnacchioso, ma l’istinto felino di graffiare e artigliare c’è. Quando può lo fa, ma non è facile stando sempre sotto nel punteggio. 3/5 al tiro e 2/2 ai liberi lavorando per la squadra.
 
Kaminsky: 5
11 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 4/9 dal campo. Zio Oscar. Parla sempre in rima. Lui, finché trova il ritmo ci scrive sopra un buon pezzo, poi nel finale stona in difesa concedendo troppo a Ilyasova e andando anche a farsi stoppare nel traffico. Il -12 è reale perché la sua difesa lascia a desiderare nonostante le realizzazioni.
 
 
Zeller: 6
8 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Cristina. 4/4 dal campo con tre rimbalzi, e un tap-in. In 14 minuti forse avrebbe potuto lavorare meglio a rimbalzo. Dal campo non sbaglia nulla compreso un piazzato frontale. Rincalzo di un Howard in forma.
 
Graham: 6
12 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Sandor. Il capofamiglia. Millantatore, tuttavia qualche aspetto positivo ce l’ha. A livello offensivo nulla da eccepire, in difesa ricorre a tre falli lasciandosi sfuggire però Simmons nel finale che va a fare show in schiacciata. Dal campo finisce con un 5/9 che aiuta ma non sposta. 24 minuti in campo per sopperire all’espulsione di MKG che sostituisce degnamente.
 
Bacon: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Gioca 5 minuti senza tiri dal campo. Un rimbalzo difensivo.
 
Stone: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Uguale a Bacon, gioca solamente poco più di tre minuti.
 
Hernangomez: s.v.
1 pt., 1 rimbalzo, 1 stoppata in poco più di tre minuti. Dei tre entrata nel finale è quello che si nota di più ma è da rivedere. Chissà quando con Zeller sul parquet.
 
Coach S. Clifford: 5
Non c’è difesa e se non corregge quest’aspetto sarà dura. MCW e MKG, i due giocatori con il codice fiscale non ci sono e non possono aiutare la difesa, il problema però non sono i giocatori, ma l’atteggiamento. Bisogna andare a dar fastidio su ogni pallone per 48 minuti. Qualche canestro troppo facile è stato lasciato ai 76ers e non va bene… La buona serata di Covington è stata facilitata anche dalla marcatura posta sull’uomo dei Sixers da Walker che non aveva i cm per poterlo affrontare (185 cm contro 205…).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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