Game 66; Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 92-99

Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 92-99

A cavallo tra gli anni’80 e i primi anni ’90 c’era una squadra che militava nella massima serie spagnola di calcio, si trattava del Cadice; la piccola e graziosa città andalusa era arroccata non solo morfologicamente, ma anche sul campo per cercare di salvarsi.
Nelle fasi finali di campionato le riuscivano spesso rimonte impensabili che le avevano fatto guadagnare il soprannome di sottomarino giallo (impropriamente dato poi anche al Villareal) a causa del colore della sua maglia, così anche gli Hornets questa sera sono riemersi nel terzo quarto con un parziale di 33-18 che li ha spinti sul 74-77 e poi durante l’ultimo quarto più volte sul -1 ma non sono mai riusciti ad agguantare la parità. Un peccato, anche se i Clippers rimangono una formazione terribile e J.J. Redick sfruttando i blocchi ha trovato una gran serata al tiro, gli Hornets possono essere più fiduciosi per le prossime tre trasferte.
Giocando come nel secondo tempo si hanno, nonostante le sfide siano in trasferta, molte possibilità di vittoria.
Il sottomarino teal & purple si è inabissato dopo la seconda sconfitta consecutiva, ma potrebbe riemergere prepotentemente vincendo le prossime quattro sfide, tutte alla portata, che Charlotte dovrà giocarsi con il dovuto rispetto per gli avversari, ma senza nessun timore reverenziale. Certamente ora non si deve più “sbagliare”, coach Clifford dovrà riguardarsi la partita e magari limitare alcuni jumper a bassa percentuale da parte di alcuni interpreti che ne abusano, specialmente se sul campo le spaziature ci sono, si aprono possibili open shot o possiamo attaccare il canestro concludendo meglio l’azione.

Gli Hornets (in viola) scendevano sul parquet con; Mo Williams, Henderson, Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Al Jefferson, i Clippers (in bianco) ci fronteggiavano con; Paul, J.J. Redick, Turkoglu, Griffin e D. Jordan messi in campo da Doc Rivers.

Jefferson contribuisce alla rimonta mandando a segno un jumper nel terzo quarto che gli Hornets concluderanno con un parziale di 33-18 riportandosi nella scia dei Velieri.

Jefferson contribuisce alla rimonta mandando a segno un jumper nel terzo quarto che gli Hornets concluderanno con un parziale di 33-18 riportandosi nella scia dei Velieri.

I Clippers vincevano la palla a due, ma a sbloccare il punteggio sul tabellone ci pensava Kidd-Gilchrist che riceveva sulla sinistra un passaggio cambio lato di Henderson, MKG tentava il jumper.
La palla dopo un rimbalzo sul ferro che la faceva impennare tornava giù e coglieva il fondo della retina per il 2-0.
Il tiro in sospensione di Henderson non era così fortunato, inaugurava così una serie di tiri beffardi che non entravano per poco, Marvin Williams comunque rubava un pallone diretto verso Paul e partiva in transizione cedendo poi la palla a spicchi a MKG a metà campo che dava il pallone nuovamente a Marvin per cercare di farlo segnare a pochi passi dal canestro, ma il rientro di Griffin che toccava il pallone di ritorno per MKG rallentava il canestro degli Hornets, ottenuto ugualmente dal nostro n°14 che riprendeva la sfera e segnava da sotto.
A 10:02 Redick dopo un paio di errori al tiro inaugurava la sua buona serata mettendo il 4-2, Turkoglu a 8:52 da 3 punti metteva la tripla del primo sorpasso della gara, poi Paul metteva nelle mani di Griffin un pallone che l’ala grande dei Clippers metteva nel cesto per il 4-7 a 8:18.
A 7:39 ci pensava Jefferson a ristabilire la parità con un giro e tiro a scomparire dietro la tabella sullo slancio; la palla comunque entrava e Big Al guadagnava anche il tiro libero per il fallo commesso su di lui. Gioco da 3 punti e 7 pari.
Henderson riportava avanti i Calabroni prendendo il cuore del pitturato e staccando come se volesse schiacciare, ma sul suo salto si faceva trovare pronto Jordan che lo contrastava bene, sul contatto Henderson iniziava a scendere ma riusciva con un guizzo in controtempo a tirare e a segnare passando sopra le braccia del centrone avversario.
A 6:34 gli Hornets si godevano un vantaggio di 4 punti grazie al passaggio di Mi per Jefferson che comodamente metteva altri due punti, gli rispondeva in jumper Paul dopo 16 secondi ma Mo Williams riportava sul +4 la quadra del North Carolina a 5:52; arrestando la sua penetrazione con un giro e tiro con poca parabola metteva dentro il 13-9 A 5:27 passando dietro un blocco, schema sfruttato parecchio dai Clippers, Redick metteva un altro tiro.
A 4:15 DeAndre Jordan dalla lunetta splittava, inaugurando la serie di errori personale dalla lunetta, il libero però riportava a -1 la squadra di casa, la quale passava in vantaggio con un contropiede di Rivers; nonostante la stoppata di MKG, arrivava a rimorchio comunque Redick per il nuovo vantaggio dei californiani.
L’ultimo vantaggio della squadra in tenuta viola arrivava con Jefferson che spalle a canestro si girava e alzava la parabola sopra Jordan per il 17-16. Il nuovo vantaggio Clippers era viziato da un fallo veniale ma punibile da regolamento.
Sul canestro di Griffin, DeAndre saltando andava a toccare il ferro mentre la palla stava per entrare e questo non si può fare, comunque sia gli arbitri chiudevano un occhio e Griffin concludeva un’altra azione con un gancio su Maxiell per il 17-20.
Charlotte buttava palla sulla partenza dell’azione mentre Lance entrava in campo, tuttavia i Velieri avevano un buon momento e velocemente accumulavano punti di vantaggio; Robinson da 3, Jordan con un gancio in turnaround mentre era raddoppiato, infine Griffin con un sottomano al vetro (toccato da MKG sulla corsa) andava a mettere un gioco da 3 punti. Walker ci provava due volte da 3 punti per capire se fosse serata o meno. Il primo tiro andava a bersaglio, il secondo sulla sirena no e Charlotte si trovava sotto di 8 punti (20-28) a fine prima frazione.

Kemba Walker con il suo ball-handling cerca di depistare Nate Robinson.

Kemba Walker con il suo ball-handling cerca di depistare Nate Robinson.

Kemba Walker apriva le danze a 11:40 con due punti mentre a 10:20 Biyombo si presentava in lunetta in forma segnando le sue due occasioni completando un parziale di 7-0 (24-28) interrotto da un pick and roll vincente Davis/Robinson che portava il lungo di riserva dei Clippers a segnare in allungo mentre Robinson poco dopo colpiva da 3 per il 24-33. Henderson cercava di non far allontanare troppo i suoi con una corsa sulla linea di fondo destra, dalla quale scagliava il suo tiro vincente dalla media distanza per il 26-33 a 8:19 ma Robinson era molto fastidioso colpendo ancora, sebbene lo faccia con un’azione da due punti, a dare un’altra tripla a favore dei Clippers ci pensava Hawes che portava i suoi in condizioni di avere un vantaggio in doppia cifra sul 26-38 (+12).
Charlotte faceva fatica a segnare, anche Marvin Williams si prendeva un tiro in corsa da centro area fallendolo e a tradire si aggiungeva anche Henderson, il quale metteva un solo libero sui due assegnati per fallo di Davis sul suo tentativo d’appoggio rovesciato.
Redick segnava due punti nel duello con Henderson ma Walker a 5:23 guadagnava la lunetta e altri due punti per la squadra di Clifford che aumentava il punteggio sino a 29 punti contro i 40 della squadra che abitualmente gioca allo Staples Center.
Griffin sbagliava un tentativo ma riprendeva e finiva per trovarsi lo spazio per il tiro vincente.
Marvin Williams a 4:22 trovava il fondo del secchiello con un tiro aperto frontale, ma 10 secondi dopo Turkoglu rispondeva da oltre l’arco alla nostra PF e a 3:22 DeAndre Jordan per fallo di Jefferson si recava in lunetta aggiungendo un punto per i Clippers che dopo aver visto splittare nuovamente il proprio centro si trovavano sul32-46.
A 3:11 Henderson con furbizia si procurava un fallo andando verso Turkoglu ma dalla lunetta la nostra SG imitava il Jordan della serata con un libero solamente mandato bersaglio e i Clippers aumentavano il gap quando a 3:00 dall’intervallo Griffin ben schermato trovava il corridoio per la dunk a una mano.
Un passaggio in diagonale dalla linea di fondo di Mo per Big Al e una tripla di CP3 dal corner sinistro a 2:27 facevano salire il divario a 16 punti (35-51) e nonostante Jefferson e MKG segnassero rispettivamente un tiro e due liberi contro Turkoglu (difesa battuta e fallo) i Clippers rispondevano con Redick (tra le due azioni citate di Charlotte) e Griffin a 1:05 con un tiro in diagonale over Maxiell, le due squadre aggiungevano un canestro per parte e si andava al riposo sul 41-59, con i Clippers in vantaggio di 18 punti, frutto di una lampante superiorità, avvantaggiati anche dal fatto che Charlotte non sempre avesse fatto le migliori scelte in attacco, condizione imprescindibile per la rimonta.

Marvin Williams sovrasta Turkoglu a rimbalzo.

Marvin Williams sovrasta Turkoglu a rimbalzo.

La ripresa iniziava con un tiro di Mo Williams da 3 pt. corto e con i Clippers che rispondevano lanciando DeAndre verso canestro. Il centro subiva una stoppatona inutile da Marvin Williams, per gli arbitri sulla sua sinistra a commettere fallo sul tentativo di jam c’era Jefferson.
Il centro si abbonava a “Splittare” e modificava di poco il punteggio (41-60).
Big Al aveva qualche difficoltà dal post basso, il suo giro e tiro dalla sua mattonella andava corto a causa della difesa di DeAndre Jordan e a 10:03 Paul metteva una tripla da 45° sinistra contro Henderson facendo sembrare tutto facile per i Velieri, ora in placide acque, con un vantaggio di 22 punti (41-63).
La scuderia Williams però iniziava a correre; Mo per Marvin che iniziava la rimonta con due punti, su un altro passaggio del play Marvin con un tiro in sospensione da due aggiungeva altri due punti prima del contrattempo Redick che riportava a 20 le lunghezze di distacco tra le due formazioni. Charlotte metteva un piccolo parziale di 5-0 grazie a Jefferson in fase di risveglio, anche se Paul a 6:33 metta la sua bomba nonostante la sua conclusione colpisse il primo ferro per poi entrare un po’ aiutata.
Mo Williams rispondeva dalla lunga distanza con una conclusione dall’esecuzione veloce.
Il punteggio muoveva sul 53-70 quando un Paul in formato ancora di salvataggio guadagnava due liberi a 6:00 dalla fine del terzo quarto, realizzandoli entrambi.
Un tecnico fischiato a Gerald Henderson riportava a 18 il vantaggio di Paul & Company ma la stessa guardia tiratrice di Charlotte si gettava dentro per subire un fallo sul tiro.
Dalla lunetta questa volta Henderson tornava a essere preciso Marvin Williams dal corner sinistro segnava con un tiro effettuato appena dentro la linea dei due punti e poi splittava dalla lunetta, chi invece non falliva dalla linea della carità era MKG che in contropiede veniva abbattuto sull’azione offensiva seguente di Charlotte.
A 3:22 a gioco fermo l’ala piccola degli Hornets realizzava il 62-73. Redick segnava contro Walker (che non tentava di contrastare il tiro saltando sulla conclusione del giocatore dei Clippers) che peggiorava la sua situazione andando a commettere un fallo offensivo sullo stesso avversario.
Mo Williams però rubava un pallone a Davis (autentico buco per i Clippers) e andava ad appoggiare al vetro dopo un coast to coast.
Davis era dannoso per i suoi commettendo un fallaccio sulla penetrazione di Kemba che si rifaceva parzialmente dalla lunetta mandando dentro le due conclusioni a cronometro fermo.
Per un fallo di Jones su Walker, commesso lontano dalla palla, Kemba tornava in lunetta, non facendo felice Mo Williams che nel frattempo aveva ottenuto un pallone nell’angolo destro ed era pronto a tentare un tiro aperto da 3 punti.
Comunque sia il play di Charlotte segnava altre due volte e a 1:05 i Calabroni non erano poi più così distanti sul punteggio di 68-75… Jefferson rubava un pallone a Davis e Mo Williams metteva una tripla grazie all’apertura sulla sinistra di Walker in transizione sfumata, Robinson con un fade-away rispondeva ma a :04.6 un’altra tripla di un suo play; Walker, il quale mandava all’intervallo corto sul 74-77 le squadre.

Big Al in azione.

Big Al in azione.

L’ultimo quarto si apriva quindi con qualche speranza in più per gli Hornets che accorciavano sino al -1 con Henderson a 11:17 dalla lunetta. Charlotte però non riuscirà mai a passare in vantaggio ma si limiterà a rispondere ai canestri dei Clippers tornando più volte sul minimo divario possibile.
Ad esempio Jones metteva un libero (fallo ingenuo di Biz) ma Kemba che a sua volta si presentava in lunetta per due conclusioni splittava, Walker stesso sullo slancio per contrastare un tiro dalla baseline destra di Robinson finiva per toccarlo.
Il piccolo play non sbagliava i due FT a 10:12, MKG con un jumper segnava il 79-80, Redick segnava ancora nonostante la difesa di Kidd-Gilchrist, ma a 8:52 nonostante scivolasse nel pitturato e finisse per terra, la nostra ala piccola da seduto riusciva a vedere e a servire Henderson in inserimento verticale che la guardia degli Hornets concludeva con una strepitosa dunk a 8:52.
Dopo che nell’azione precedente aveva recuperato un pallone Walker e Mo Williams fallivano il sorpasso, Jordan era stoppato ma si riprendeva la sfera per la schiacciata dell’81-84.
Henderson provava il pareggio con un tiro da 3 dall’angolo destro ma non era preciso, grazie al rimbalzo di Biyombo, Hendo aveva un’altra possibilità che si giocava in uno contro uno; il suo tiro in ritmo da due era più preciso e gli Hornets per l’ennesima volta tornavano sul -1.
A 6:49 Paul tornava a colpire, era un top shot, una tripla frontale che lasciava poche colpe da attribuire alla difesa di Walker.
Henderson dalla diagonale destra (ben schermato da Biz) metteva un altro tiro e il tabellone segnava ora l’85-87 per i Clippers.
A 6:19 un fallo di Marvin su Griffin portava oltre il possesso (-4) gli Hornets, Jefferson era stoppato, prendeva il rimbalzo ma sbagliava il tiro, dall’altra parte il duello Griffin-Williams (Marvin) si riproponeva con Blake che nel pitturato andava a spingere con il corpo Marvin verso il canestro, procurandosi così lo spazio per segnare da sotto altri due punti a 4:54. Venti secondi dopo Big Al batteva Jordan.
Con gli Hornets sul -4 i Calabroni tentavano la tattica del fallo su Jordan, pessimo tiratore di liberi, tale si confermava a 4:20 splittando ancora una volta.
Charlotte non ne approfittava perché il veloce tiro in sospensione di Mo Williams non entrava, così come quello di Paul, poi a 3:51 per una trattenutina di CP3 su Big Al il nostro centro tornava in lunetta per essere colpito dalla sindrome jordaniana.
Anche lui metteva solamente una delle conclusioni e gli Hornets rimanevano sul -4 (88-92).
Charlotte fermava il cronometro a 3:47 con il fallo su Jordan che ciclicamente si ripeteva inesorabile.
Uno su due che dava qualche speranza alla squadra di Clifford, specialmente dopo i due punti ottenuti velocemente da Mo e dalla buona difesa della squadra intera (in particolare nei secondi finali di MKG a difendere fisicamente su Griffin) che non faceva tirare nei 24 secondi la squadra di Doc Rivers.
Gli Hornets avrebbero la possibilità di pareggiare grazie a un’opportunità era ghiottissima; un ribaltamento di gioco trovava Marvin Williams oltre l’arco a 45° sinistra con tutto lo spazio del mondo per pareggiare, ma il suo era un tiraccio che colpiva solamente l’esterno del ferro sinistro finendo per rimbalzare mestamente oltre la linea di fondo.
A 2:50 un altro fallo di Charlotte (lo stesso Marvin) su DeAndre confermava il 50% con il quale il centro avversario stava tirando in serata. Henderson sull’azione d’attacco si fermava sul lato di destra ma commetteva passi, brutto colpo per la squadra di Jordan sotto di 4 a poco dalla fine…
Un fallo assegnato a MKG su un’iniziativa in entrata di Redick dava il 90-96 dalla lunetta a 2:12.
Un’entrata di Mo riportava a -4 gli uomini in viola che erano sfortunati sull’azione difensiva seguente; Redick andava corto con il tiro stranamente ma la palla rimbalzava sulla scarpa di Jefferson mandandola oltre la linea di fondo per la disperazione del nostro centro.
Gli Hornets si salvavano sul tentativo di Paul in corsa, ma lo stesso Jefferson non si faceva “perdonare” l’involontaria deviazione di piede sbagliando il gancio su una delle ultime azioni offensive.
I Clippers a questo punto giocavano con il cronometro, Paul da 3 non ripeteva la magia precedente e il tabellone segnava :22.6 ancora da giocare.
Il time-out chiamato da Clifford disegnava uno schema buono in parte. Rimessa, incrocio di Henderson che aveva lo spazio forse perfino per tagliare in verticale e arrivare a canestro, si accontentava di lasciare con il fiato sospeso i tifosi degli Hornets andando con un jumper aperto da discreta posizione che però non finiva dentro.
I Clippers erano ormai salvi. Dalla lunetta a Paul non restava che rifinire il punteggio.

La prossima gara sarà contro i Re, poi ci saranno Lupi e Tori in trasferta, sino ad arrivare alla gara casalinga contro i Nets, quattro finali, almeno 3 se non tutte da vincere se si vuole avere qualche possibilità di andare ai playoffs. Ora le sconfitte sono diventate troppe, le prossime 4 sfide saranno fondamentali.

Le statistiche da cui si evince che i Clippers hanno tirato meglio o forse semplicemente si sono presi delle conclusioni a più alta percentuale, per il resto le stats non sono dissimili…

clihor

Voti

Mo Williams: 6
18 pt. (8/15), 4 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Non male come percentuale dal campo per una guarda. Contribuisce alla rimonta ma gli manca il colpo del sorpasso, che avrebbe messo in condizioni di apprensione gli avversari. Commette un paio di errori in momenti decisivi. Sarebbe il play di riserva, non gli si può chiedere la luna. Difesa migliorabile.

Henderson: 5
16 pt. (5/13), 4 assist, 1 rimbalzo, 2 rubate. E’ in simbiosi con la stagione degli Hornets, probabilmente è un pezzo fondamentale nella stagione dei Calabroni, le sue prestazioni condizionano e influenzino spesso i risultati finali. E’ Atletico, nel primo tempo mette un bel tiro in controtempo contro DeAndre Jordan ma da una guardia tiratrice ci si aspetta che metta il tiro primariamente. Ha degli spunti interessanti in uno contro uno o quando è in ritmo ma nella notte commetter 3 turnover, grave quello verso la fine (passi). Sbaglia la tripla del pareggio e sbaglia il tiro della speranza. La differenza troppo sovente tra sconfitte e vittorie, dobbiamo sbagliare meno.

Kidd-Gilchrist: 5,5
10 pt. (3/9), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Non fantastico nella prima parte specialmente al tiro, sale di tono in difesa nella seconda e anche in attacco si fa vedere con un bell’assist e un importante jumper. Non è all’altezza del solito MKG però.

Marvin Williams: 5,5
10 pt. (4/10), 11 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Il voto sale di mezzo punto per gli 11 rimbalzi che lo portano in doppia doppia. Non è che su Griffin faccia una grande figura, così come sbaglia la tripla del pareggio completamente libero esitando. Mette qualche punto per la rimonta ma con tutti i suoi difetti preferirei il dinamismo e l’energia di Zeller che si adatterebbe bene a chiudere il cerchio.

Jefferson: 6
21 pt. (9/19), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Non riesce a far quello che vuole contro Jordan dal post basso. Ha dei momenti di risveglio. Segna 21 punti ma con 19 tiri, male a rimbalzo.

Maxiell: 5
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 1 assist in 18:41. Perde due palloni, non una gran serata, sovrastato.

Walker: 6,5
15 pt. (3/8), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 3 turnover per Kemba che continua a far lenti progressi partendo ancora dalla panchina. Per giungere ai playoffs serve che Walker torni a livelli stratosferici in breve tempo. Segna quasi la metà dei suoi punti dalla lunetta. Una tripla importante per il riavvicinamento ma anche un errore per dare il vantaggio ai nostri eroi.

Biyombo: 5,5
2 pt. (0/1), 8 rimbalzi, 2 stoppate in 14:19. Tutto difesa Biz. E’ il secondo rimbalzista della nottata giocando 16 minuti esatti meno di Marvin Williams. Ha il peggior +/- di tutti con -14, anche con lui c’è qualcosa che non va, ma la difesa è sottopressione e le colpe sono primariamente da distribuire a una panchina un po’ latitante nel secondo quarto. Sta imparando a tirare i liberi, sembra nettamente migliorato. Da lì coglie i suoi due punti.

Stephenson: 5
0 (0/3), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata in 10:17. Meno minutaggio in serata per Lance che comunque non è troppo sul pezzo. Ruba un pallone ma rallenta e si accontenta del tiro sbagliandolo. Anche la difesa è rivedibile. -10 di +/-.

Clifford: 5
E’ lui che disegna gli schemi, è lui che decide l’attacco decisivo. L’entrata a canestro non è contemplata? Oppure nell’ipotesi peggiore, se dobbiamo affidarci alla sospensione essendo sotto di 4 pt. si può tentare uno schema simile con un passaggio in più per il ricevente che magari passando dietro un blocco potrebbe trovare 3 punti, certo… gli Hornets non hanno grandi tiratori da tre punti ma anche avessimo segnato avremmo dovuto mandare in lunetta gli avversari sperando che sbagliassero almeno un libero e saremmo stati sotto ancora di 3 se fosse andata bene. Tanto valeva provare l’entrata (magari recuperare canestro e fallo) o tentare di accorciare subito da 3 e andare a rimbalzo se la conclusione non fosse entrata. Per il resto la squadra disputa una partita comunque gagliarda risalendo sino al -1 ma non completa la rimonta.

 

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.