Game 66: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 111-125

 
Iconiche e commerciali mimose a parte, nella giornata dedicata alla Donna, oltre le complesse tematiche attuali, impossibili da condensare in poche righe, c’è da constatare un fatto che parte dall’antichità:
La riconosciuta colpevolezza del genere femminile in scritti considerati sacri o mitologici.
Scritti di uomini che in qualche modo la discriminavano, come sotto altri aspetti avviene anche oggi denotando mediamente una situazione ancora lontana da ciò che dovrebbe essere paritario.
Partendo da Adamo ed Eva, cacciati dal paradiso terrestre per aver addentato la mela proveniente dall’albero della conoscenza del bene e del male su suggerimento del serpente, è Eva (prototipo della Donna tentatrice, sorridendo adesso noto che sarebbe mancato un 6 al numero di gara per richiamare il Demonio…) ad offrirla al compagno, così come Pandora è la curiosa colpevole d’aver aperto l’omonimo vaso, offertogli in dono da Zeus che conteneva tutti gli spiriti maligni del mondo.
Questo fatto probabilmente già lo conoscevate, forse però non eravate a conoscenza della ragione.
Dotata dal dio Ermes della dote della curiosità, Pandora lo soperchiò, richiudendolo quando sul fondo vi era rimasta solo la speranza.
Visto che il mondo era precipitato nell’inospitale caos lo riaprì ed emerse Elpis (la speranza appunto), la quale potrebbe benissimo essere l’inafferrabile ultimo appiglio.
Lo spirito con il quale gli Hornets avrebbero dovuto giocarsi, unitamente al coltello tra i denti (alla speranza avrebbe dovuto seguire l’azione), le ultime residue chance playoffs è stato però tradito proprio nella Queen City (Charlotte).
L’augurio è quello di un futuro migliore sia per le Donne che per gli Hornets, i quali in estate avranno necessità di ricostruire la compattezza di un gruppo che non c’è più e si nota da piccoli segnali come il cerchio del prepartita eseguito con poca concentrazione.
Non sarà facile rifare un gruppo da parte del nuovo GM.
Purtroppo perdere la quinta partita di fila, in casa contro una squadra con poco da dire come i Nets non da speranze per il futuro.
La stagione si accorcia e gli Hornets rimangono forse la squadra che più ha deluso in stagione tra le 30 franchigie. Difesa approssimativa che ha consentito al solito “fenomeno di turno”, Crabbe nell’occasione, di partita con un 6/6 da oltre l’arco e di concedere ai Nets il 51,1% dal campo.
Tra i singoli ospiti Crabbe ha chiuso con 29 punti, LeVert con 22, Dinwiddie ha smistato 10 assist prima di chiudere in panchina sorridente per l’episodio che non riteneva meritevole del provvedimento disciplinare, espulso per il sesto fallo.
Principalmente la partita sta qui, nell’incapacità di chiudere efficacemente lo spazio al tiro ai giocatori in tenuta nera.
I 30 assist contro i 19 Hornets sono quasi diretta conseguenza, mentre da quando Howard ha problemi i rimbalzi sono calati e anche oggi la squadra di Jordan è finita sotto soccombendo 36-43, scendendo nella classifica generale per squadre.
Poco altro da dire se non Game Over a 16 partite dalla fine…
 
Iniziava con fatica Brooklyn che, conquistata la palla a due, consumava interamente i 24 secondi.
Il tiro della disperazione da tre di Dinwiddie scheggiava il ferro, rimbalzo sotto catturato da Allen e primo vantaggio ospite.
Gli Hornets, dopo due errori di Batum, trovavano il pareggio con un tocco sotto di Howard sul quale Allen non opponeva resistenza.
A 9:41 un jumper di MKG portava sopra gli Hornets ma a 9:29 una tripla di un Crabbe in serata, riportava avanti gli ospiti che vi rimanevano aumentando il vantaggio con lo stesso giocatore che, prendendo d’infilata la difesa degli Hornets da un passaggio laterale, anticipava il goaltending di Howard su un tocco ravvicinato di Allen per il 4-9.
Un bel fade-away con notevole spinta all’indietro, consentiva a Batum di andare sull’1/3 nei tiri dal campo e di portare la partita sul 6-9 ma a 8:04 Crabbe indovinava la tripla mandando sul -6 Charlotte.
I Calabroni reagivano affidandosi a Howard che si esaltava contro Allen a 7:50, due punti più FT soffice per il 9-12. Purtroppo i Nets continuavano a segnare su ogni azione offensiva con regolarità: Russell da destra appoggiava al vetro liberandosi energicamente di Kemba che a 2:22 rispondeva di tripla, Carroll in entrata su MKG per i Nets era contrastato da uno spin rapido in post basso chiuso con la schiacciata da parte di Howard che andava oltre l’aiuto… Carroll dall’angolo con una tripla spingeva le Retine sul 14-19 infilando il settimo tiro consecutivo a segno della squadra di Atkinson prima dello scambio di cortesie tra Williams e Dinwiddie.
E il recupero di Charlotte che finalmente bloccava un’azione dei Nets per accorciare con una correzione di Batum e un canestro di Howard che si trovava sotto canestro solo dopo il passaggio corto in orizzontale di MKG dalla destra a oltrepassare il proprio marcatore.
Sul 20-21 i Nets riprendevano a segnare con Dinwiddie (da sotto depistando Batum in salto anticipato) per allungare con una tripla precisa di Cunningham dal corner sinistro e chiudere con una transizione di Harris per lo 0-7 che li issava sul 20-28.
Walker rispondeva con un tiro in avvicinamento; la spinta di Dinwiddie consentiva al capitano di portare a casa una giocata da tre punti a 2:57 contrastata tuttavia dalla partenza dalla linea di fondo sinistra di Harris che scappando a Lamb, schiacciava il 23-30 prima che Batum dai bordi dell’area destra alzasse ulteriormente il punteggio complessivo (25-30).
Il divario nell’ultimo minuto saliva sugli 8 punti con due FT di Hollis-Jefferson ma Monk a :01.6 realizzava dopo esser passato dietro lo schermo con l’arresto e tiro dopo aver bloccato bene i piedi in avanzamento.
29-35 alla fine dei primi 12 minuti…

Howard schiacca di fronte ad Allen nel primo tempo dell partita.
AP Photo/Chuck Burton

 
Il secondo quarto iniziava con LeVert bravo ad alzare un pallone sopra le braccia protese di Graham tra l’attaccane e il canestro.
La nostra ala piccola di riserva si rifaceva fiondandosi su un rimbalzo offensivo e chiudendo con l’appoggio da pochi passi.
Monk deviare un pallone a LeVert ottenendo la sfera per i nostri, poi, da una sua penetrazione con scarico, Zeller in area otteneva il 33-37.
Un floater di Lamb dal pitturato viola riduceva il gap solamente a due punti, così come lo stesso nostro numero tre recuperava due punti di Hollis-Jefferson (mid range oltre Zeller) battendo Harris con brillante tocco in corsa.
Toccava sempre a Jeremy riavvicinare i nostri; Harris, suo marcatore, spingeva Zeller, il quale granitico blocco aveva estromesso il difensore bianco; canestro di Jeremy e un FT per Cody che avvicinavano sino al minimo scarto gli imenotteri (40-41).
Zeller era anche l’uomo che faceva rimettere il capo avanti ai Calabroni con un semplice tocco da sotto canestro nonostante il difensore.
A 7:18 si assisteva alla quasi ripetizione dell’azione precedente che vedeva Lamb segnare (questa volta in floater) mentre sotto canestro Harris spingeva inutilmente Zeller che rientrava in lunetta ma mancava l’occasione.
Un’entrata a 6:54 di Monk con tocco a becco d’oca oltre Cunningham costituiva un canestro abile a portare la squadra di Clifford sul 46-41.
Un pick and roll tra Kemba e Cody serviva al secondo per rilanciare gli Hornets sul 48-43 dopo due FT incassati da Allen che tornava a segnare, questa volta dal campo prima che Cody venisse stoppato e Hollis-Jefferson diminuisse lo svantaggio ospite sul -1, 48-47.
Crabbe iniziava a divenire micidiale stoppando Monk, nel traffico era poi LeVert a 5:26 a firmare il sorpasso.
Walker regalava con un passaggio nel pitturato a Williams due punti facili a 5:11 ma il capitano subiva la stessa sorte di Monk; questa volta era Allen a bloccare il tiro, ciò non impediva agli Hornets di trovare un canestro da sinistra con il gioco a due tra Williams e Lamb con un catch n’shoot di quest’ultimo da due lungo che finiva nella retina.
I Nets però nel finale di primo tempo avevano la meglio iniziando con il riavvicinamento firmato Dinwiddie in entrata (-1), poi si scatenava Crabbe che a 3:28 segnava ancora da oltre l’arco il 52-54, il divario iniziava a diventare consistente quando l’ala ex Trail Blazers si ripetava poco più tardi (assist Allen) per realizzare ancora dopo l’1/2 di Howard dalla lunetta.
A 1:48 Crabbe si esaltava sparando clamorosamente da ben oltre la linea dei tre punti; assurdo 6/6 da fuori che gli consentiva di raggiungere i 20 punti e i +10 per i suoi (53-63).
Howard era la sicurezza per gli Hornets che diventava incertezza dovendo passare per 4 volte dai liberi con i Nets a non lesinare interventi irregolari.
Fortunatamente il nostro centro infilava un ottimo 4/4 riavvicinando gli Hornets sul -6, divario che rimaneva stabile sino al termine nonostante un canestro per parte dei due team che andavano a riposo con i Nets avanti 59-65.
 
Parziale di 4-0 a inizio ripresa per la squadra di Atkinson che riprendendo il vantaggio in doppia cifra non si preoccupava eccessivamente del canestro di Walker, anche perché a Crabbe era assegnato un tecnico che, realizzato, spostava il tabellone sul 61-70.
A 10:03 Dinwiddie esaltava Allen in alley-oop appesa per il 64-72, gli Hornets per recuperare dal 64-73 dovevano passare 4 voltre dalla lunetta con un 2/2 per Howard e anche per MKG che a 8:11 costringeva Dinwiddie al quarto fallo. Russell a 7:58 bloccava l’avanzata degli Hornets che tuttavia tornavano a segnare da una second chance con MKG abile a prendersi lo spazio sotto canestro per catturare il rimbalzo convertito in due punti per il 70-75.
Nel giro di poco tempo però, anziché trovare il pari, gli Hornets cedevano di schianto dimostrando una difesa alquanto modesta e svogliata.
LeVert segnava andando oltre Howard su una second chance, una transizione chiusa da Allen in tomahawk dunk (palla persa in attacco da Kemba) per il 74-83 non era compensata nemmeno da una transizione di Charlotte che si mangiava punti con Williams fermato dal fallo di Crabbe con il primo a splittare in lunetta a 3:57 per il 77-83.
C’era il tempo per un ravvicinamento sul -5 con un ½ di Howard (spinta sul turnaround da parte di Cunningham) prima della seconda ondata dei Nets che si vedevano assegnare anche un flagrant foul di Zeller su blocco offensivo.
A 2:33 i Nets si portavano quindi sul +10 con palla in mano. Harris con un fing and roll da drive frontale e LeVert su Zeller spedivano Charlotte all’inferno sul -14 (78-92)…
Una tripla di Monk a 1:24 e altri due punti del rookie ottenuti dalla media sinistra con un veloce pullup in uno contro uno ravvivavano il finale di quarto con Zeller ad accorciare sul -9 a circa 9 secondi dalla luce rossa che non scattava prima di due liberi di Hollis-Jefferson utili per fissare il quarto sull’85-96.

Monk ha chiuso con 13 punti e 5 assist fornendo una discreta prestazione.
Foto: Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

 
L’ultimo quarto iniziava con il canestro da due pt. di Joe Harris.
A 11:30 su una rimessa laterale a favore degli Hornets, Lamb si trovava con palla in mano e -13 da recuperare.
Sei secondi più tardi era Monk a trovare rapidamente la via del canestro ma a 10:35 LeVert restituiva il canestro ripristinando il maledetto -13.
Il tempo trascorreva e le cose non miglioravano nonostante una drive di Monk che con passaggio volante dietro la testa faceva fare bela figura a Zeller per la schiacciata a rimorchio. Kaminsky in difesa franava addosso a LeVert concedendogli un gioco da tre punti in due tempi (92-108) per un -14 che oscillava solamente sul -12 con un teardrop del solito Monk (7:57).
Un piccolo sussulto gli Hornets l’avevano con il rientro di Kemba che segnando da tre punti era centrato dalla meteora LeVert.
Tiro libero addizionale a segno e -10 (100-110) a 7:28 dalla fine.
L’episodio però rimaneva a sé, niente inerzia con i Nets che sfruttavano Crabbe, abile ad agguantare nel traffico un passaggio nel pitturato e a chiudere scivolando dentro in alzata veloce.
LeVert poi con un open 3 alla diagonale sinistra chiudeva i giochi sul 102-115.
A 6:21 il time-out di Clifford avrebbe potuto essere usato per l’addio alla panchina perché ormai il fallimento della stagione era completo.
Poco o nulla siano alla fine sino all’inevitabile 111-125 finale…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
21 pt., 6 assist, 2 rubate,. 3/3 da fuori e 4/4 ai liberi ma anche tre palloni persi, uno innesca una micidiale transizione. Suo l’ultimo sussulto con una giocata da 4 punti chiudendo con 7/11 al tiro.
 
Batum: 4,5
6 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 3/9 dal campo, in media con l’1/3 iniziale. Non vede troppo il canestro e gli sfugge Crabbe qualche vota quando è in marcatura su di lui. Leggermente meglio di MKG per tempismo, lo stile di difesa però è il medesimo. Troppo blando. Chiudo qui la polemica, forse ne aprirà una lui con sé stesso visto il lauto stipendio.
 
Kidd-Gilchrist: 4,5
10 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 4/8 al tiro. Prende tre triple consecutive da Crabbe tra uscite a ricciolo, blocchi e bomba siderale, sulla qualche comunque chiude con sufficienza e ha anche la colpa di aver perso palla lanciandola malamente verso un possibile contropiede. Tre turnover. Un giocatore che mi piaceva molto per determinazione ma ora mi sembra molto più lento, oltre che impossibilitato fisicamente a svolgere con la stessa energia ed efficacia ciò che faceva un tempo. Gioca sempre poco. 19 minuti nella notte, da il suo modesto contributo di punt non tirando nemmeno con percentuali malvagie solitamente ma è un buco difensivo…
 
M. Williams: 5
7 pt., 3 rimbalzi, 1 stoppata. 3/7 al tiro, da fuori fa 0/4 abbassando la media… Modesta ala grande, uno dei volti che non vorrei più rivedere dopo l’estate dovesse Jordan decidere di rifondare. Ci vogliono giocatori più rapidi e svegli. Qualche tic in lunetta, manca una transizione portandola avanti da sé invece di ceder palla prima, fallendo i tempi del passaggio. Sul fallo di Crabbe fa anche ½…
 
Howard: 6,5
19 pt., 7 rimbalzi, 1 rubata, 3 stoppate. Con 5/8 dal campo e 9/11 dalla lunetta e un solo To, gioca una buona gara. Andrebbe cercato di più. Il mismatch con Allen era evidente. Fisicamente e tecnicamente. Purtroppo, insieme a Kemba è l’altro e solo buon giocatore costante del quintetto iniziale. Magari i rimbalzi non saranno molti ma il suo lo fa, potendo fare poco sulle conclusioni degli arcieri esterni dei Nets.
 
Lamb: 5
15 pt., 2 rimbalzi. 7/14 al tiro. Una persa spingendo Cunningham con il braccio in attacco per liberarsi della marcatura. Se in attacco da una mano, dando involontariamente da mangiare anche a Zeller per due FT, in difesa non mi piace. Non riesce a tenere e lascia spazi, per cui tra i due fattori, considerando le mancanze difensive di Charlotte, va sotto al sufficienza.
 
Kaminsky: 4
0 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 0/5 dal capitano in 22 minuti, si prende anche due stoppate. Segna solo da tre a gioco fermo. Pessima gara sia in attacco che in difesa compreso nel momento in cui nell’ultimo quarto frana su LeVert regalando un gioco da tre punti.
 
Monk: 6,5
13 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 6/14 dal campo è una media sufficientemente onesta per una PG/SG. Sbattuto in campo al posto dell’infortunato MCW, Monk perde un paio di palloni ma limita il plus/minus sul -3. Deve limitarsi da fuori (1/6), per il resto trova nel secondo tempo tiri rapidi eseguiti perfettamente. Gran bel passaggio per la dunk di Zeller e un paio di deviazioni difensive provvidenziali. In crescita.
 
C. Zeller: 5,5
13 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 4/5 dal campo e 5/6 ai liberi In fase offensiva fa tutto facile ma in difesa ha qualche problema a fermare gli avversari risultando inefficace e sfortunato a volte come quando nell’ultimo quarto prende in faccia un canestro dal mid range sinistro di LeVert sul quale era intervenuto in palleggio rendendogli più difficile il jumper. C’è anche un flagrant.
 
Graham: 6
2 pt., 2 rimbalzi. 11 minuti. Aiuta a chiudere meglio gli spazi. In attacco è evanescente quasi nonostante il rimbalzo con canestro.
 
Bacon: s.v.
0 pt.. In due minuti commette un fallo…
 
Hernangomez: s.v.
4 pt. (1/1). Segna anche due FT nel garbage time finale.
 
Stone: s.v.
1 punto, 3 rimbalzi, 1 assist.
 
Coach S. Clifford: 4
Cercavo giocate da lavagnetta, non ne ricorso… Tentativi di motion offense intercettati o inefficaci squadra allo sbando con una difesa blanda. Perso l’ultimo treno per i playoffs, sedesse anche l’anno prossimo sulla panchina mi stupirei. Rispetto per la persona che ammette le proprie responsabilità, ma ha perso ormai da tempo il manico non shackerando mai il team per tenere i giocatori sulla corda. Il gruppo lo e ci tradisce.
  • CLIFFORD TAKES BLAME: Hornets coach Steve Clifford said his team’s effort the last two games — they also played poorly in a 14-point loss to the Philadelphia 76ers on Tuesday night — has been “unacceptable” and that owner Michael Jordan deserves a better effort.

“Every one of these guys is here, at least in some part, because of me,” Clifford said. “And I am responsible for getting them ready to play and it’s not happening. That is two bad games in a row and that starts with me.”

Clifford said that doesn’t absolve players though, saying “the great ones find a way 82 times to get themselves ready to play. One of the biggest things you learn as you get older is how you handle success, how you handle disappointment and frustration in your life is everything — and we are not doing that well right now.”

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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