Game 66; Charlotte Hornets Vs Dallas Mavericks 96-107

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Sottotitolo; interruziHornets
 
C’era una volta una squadra sotto di 19 punti all’intervallo, una squadra capace di tornare sopra di due punti a inizio ultimo quarto ma non essendo una favola, i Calabroni finivano per perdere nel finale contro una Dallas in serie negativa da cinque partite e ormai disperatamente alla ricerca di una vittoria che le rendesse quell’ottavo posto che attualmente ha, più tranquillo poiché Utah è lì pronta ad approfittare di eventuali sconfitte della squadra di Cuban per far irruzione nel sistema post season e far vagare i Mavericks lontani dalla luce come pianeta interstellare espulso.
Gli Hornets chiudevano così una striscia di vittorie che durava da 7 partite consecutive  e in casa l’ultima sconfitta casalinga era stata a inizio febbraio contro Miami. Si volterà pagina e si cercherà di riprendere subito la corsa per arrivare ai playoffs, visto che Miami e Chicago nella notte hanno vinto, mentre solo Detroit tra le interessate ha perso a Washington.
Al Jefferson, apparso quasi femo in difesa.

Al Jefferson, apparso quasi femo in difesa.

 
Carlisle mischiava un po’ le carte in tavola modificando ruoli e giocatori nello starting five originale; Felton, D. Williams, Matthews, Parsons e Nowitzki (in panchina Pachulia) partivano titolari, Clifford aveva fiducia invece sempre negli stessi cinque uomini; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
La palla a due era vinta da Zeller, nonostante gli arbitri annullassero un paio d’alzate con Parsons (una a testa vinta), Marvin ci provava subito da sinistra di tripla ma il suo era un tiro basso e corto, fuori misura, Parsons invece a 11:24 infilava la bomba frontale e i Mavericks passavano in vantaggio.
Gli Hornets non riuscivano proprio a segnare in avvio e Dallas con un jumper di Nowitzki a 9:01 raggiungevano i 7 punti di vantaggio.
Il primo canestro Hornets era targato Batum a 8:47, arresto e tiro sulla corsa dalla media diagonale destra, Williams lo tocca sul tiro, canestro più libero.
Nicolas falliva dalla lunetta ma portava comunque a casa i primi due punti controbattuti da Nowitzki a 8:32 che dalla sinistra eseguiva un preciso turnaround su un incolpevole Zeller in marcatura.
Era ancora Batum ad avere il merito di alzare il punteggio per Charlotte; a 8:18 dalla diagonale sinistra infilava il primo tre punti della banda Clifford mandando sul 5-9 il punteggio.
Dopo un canestro per parte, a 7:13 Kemba scaricava fuori sulla diagonale opposta a quella dove aveva segnato Batum, Courtney Lee si faceva trovare pronto all’appuntamento e infilava la tripla di giustezza che riduceva lo svantaggio a un solo punto.
Dallas comunque manteneva il comando per tutto il primo quarto, anche se sulla pressione degli Hornets, Felton passava la palla al proprio coach Carlisle, il quale però non giocando più da un pezzo non gradiva. A 6:12 Batum stoppava Felton da dietro andando sulle sue tracce in recupero nonostante il giocatore dei Mavs avesse preso velocemente il pitturato dopo una serie di passaggi veloci degli ospiti sull’esterno, sui quali tuttavia la difesa di Charlotte aveva retto bene in rotazione.
I Mavs però piazzavano un parziale di 6-0 con il quale si portavano a +7, a 3:06 Walker circumnavigando Jefferson lasciava indietro Barea e realizzava in sospensione frontale il 12-17.
Un pretenzioso tiro da distanza siderale di Daniels finiva corto, era allora Jefferson spinto da David Lee a ridurre il distacco di un altro punticino splittando dalla lunetta a 2:09.
Dallas però giocava velocemente e attaccava il pitturato; infilata di D. Lee a 1:59 e +6 ospite.
Daniels ci provava ancora, questa volta piazzato con i piedi a terra e libero dalla diagonale sinistra, trovato da Kemba, non aveva problemi a portare 3 pregiati punti solo cotone.
Troy si faceva vedere anche sulla difensiva quando toccava un pallone a Harris con la mano destra e completava la steal tuffandosi sul pallone, contropiede aperto, Kaminsky falliva due volte da sotto ma c’era il fallo sul secondo tentativo.
Frank splittava continuando la litigiosa serata degli Hornets al tiro.
Sul -2 Dallas si giocava il jolly con Harris; da una rimessa dal fondo la squadra di Carlisle eseguiva un blocco nel pitturato sul quale il player dei Mavs si fiondava ricevendo e segnando un circus shot nonostante l’intervento di Lin che diventava falloso in virtù del completamento del gioco da 3 pt. del n° 34 ospite.
Lo stesso Harris però saltava fuori dal suo cilindro mentre Kemba provava la sospensione con gambe aperte più che jordaniane, il 34 ospite toccava la coscia sinistra di Kemba e gli arbitri assegnavano due pignoli ma giusti FT.
Kemba splittava e chiudeva il quarto sul 18-22.
Buona prestazione di Kemba (qui subisce fallo da Harris) che non è bastata per vincere purtroppo.

Buona prestazione di Kemba (qui subisce fallo da Harris) che non è bastata per vincere purtroppo.

 
Il secondo quarto era disastroso per gli Hornets nonostante partisse piuttosto bene; sulla sinistra Kaminsky e Daniels si giravano intorno come in un sistema binario, cercandosi con i passaggi arrivava l’occasione da tre per Daniels che non deludeva a 11:25.
A 11:01 per un fallo molto veniale di Kaminsky (sfioramento delle dita di Nowitzki appena dopo il tiro) erano assegnati due liberi favore di Dallas che il tedesco utilizava a metà.
Gli Hornets che in attacco iniziavano a pasticciare (Batum persa e Jefferson in salto pallone gettato fuori dal campo con passaggio in salto dietro la schiena), non erano un buon sintomo, Harris a 10:15 segnava un high banker sulla destra (continuazione con fallo di Daniels) e portava a casa con il libero il gioco da tre punti. Lin perdeva un pallone mentre il Lee di Dallas ci batteva in transizione.
A 8:56 uno scambio Lin/Jefferson/Lin produceva due FT ma Jeremy non portava a casa nulla dalla lunetta.
Gli Hornets chiedevano anche un goaltending sull’appoggio di Batum al vetro, da casa sembrava effettivamente così, ma il decisivo intervento di Anderson avveniva una frazione di secondo prima che la palla sbattesse sul vetro, Clifford ingannato anch’esso protestava e si beccava un tecnico che Nowitzki realizzava.
Si metteva decisamente male quando su una rotazione difensiva Daniels finiva sul tedesco e non avendo i cm per contrastarlo subiva il jumper del 21-32.
I Calabroni racimolavano la miseria di due FT (tecnico per Anderson) con Cody e Marvin (splittati) e a 6:56 Dallas riprendeva a segnare con Harris che segnava in sospensione over Lin.
A 5:57 si toccava anche un gelido -15 con Parsons a tagliare l’area, facile ricezione e appoggio visto che su di lui si trovava accoppiato nel pitturato Walker.
Un piccolo mini break di Charlotte prodotto dai punti di Batum e Marvin Williams (prima stoppato al vetro da Parsons e poi riservito da Walker per la schiacciata solitaria) ci riportava a -11, almeno finché Parson mostrava la non difesa di Charlotte.
Arrivava anche un flagrant a favore dei teal & purple quando Lee dava una manata a Zeller in appoggio, trattenendolo poi prolungatamente facendo cadere Cody a terra.
Zeller però falliva il primo libero, segnava il secondo, ma sul possesso dei nostri commetteva un blocco illegale e restituiva palla alla squadra di Carlisle.
Dopo un fallo inesistente chiamato contro Kemba e ipoteticamente commesso su Felton, la nostra PG andava a segnare in penetrazione mulinando sull’appoggio il braccio destro per eludere Nowitzki e dando una gran rotazione alla palla che toccava il vetro alto e ricadeva dentro.
I lunghi ospiti mostravano ancora una volta la fragilità difensiva di Charlotte, anche se il canestro di Lee per il 44 nasceva da un raddoppio con palla portata via al francese che tornando in difesa toccava anche palla ma non era fortunato.
Batum infilava tre punti frontali con classe a 1:18 e si tornava a -11 ma il finale era tutto a tinte blu/azzurre e i Mavs piazzavano un parziale di 8-0 anche grazie a due tecnici fischiati sulla stessa azione a Walker e Batum, nati per un presunto tocco su un tiro di Walker.
Negli spogliatoi i Calabroni rientravano sul -19 (33-52) con l’ambiente nervoso e fischi per gli arbitri che oltre ad alcune buone decisioni iniziavano a commettere diversi banali errori.
 
Gli Hornets per rientrare in partita con un parziale così pesante avevano bisogno di tornare a difendere sui pick and roll, inserimenti, ecc… e segnare punti velocemente.
Marvin iniziava bene per i ragazzi di Clifford il quarto.
Tripla a 11:42 e riavvicinamento, Nowitzki però segnava il jumper ma Courtney Lee metteva due liberi inaugurando un parziale di 6-0 che vedeva segnare anche Kemba e Marvin a 10:53 e costringeva il coach dei Mavs al time-out.
Quattro punti dei Mavs erano la risposta dopo la pausa, Charlotte non faceva attendere troppo la contro risposta con un 8-0 composto da un canestro con Marvin in post basso destro, un sottomano dopo una penetrazione in palleggio irresistibile di Kemba più libero supplementare e tripla di C. Lee a 6:34.
Sul 49-58 David Lee si muoveva agile nel pitturato ricevendo e schiacciando con Big Al piegato nel pitturato che faceva la figura di un lento uomo delle nevi.
Hornets che si riavvicinavano ulteriormente quando un passaggio orizzontale a tagliare l’area trovava Batum che cedeva 40 cm più avanti a Marvin che sfruttava l’extra pass per la schiacciata non contrastata. Quando le mani veloci di Batum poi rubavano un pallone a Deron Williams in palleggio a centrocampo dando la possibilità al francese stesso di andare a schiacciare in solitaria beatitudine a 4:58 utilizzando le due mani, i Calabroni tornavano così a -6 (54-60).
Il gap rimaneva inalterato a fine quarto anche se Batum ci regalava altre due perle con un fluido top shot in fade-away e una obbligatissima (stavano per scadere i 24) tripla forzatissima frontale ma ben più distante della linea dei tre punti che entrando stupiva tutti.
65-71 era il punteggio alla penultima sirena.
 
Jeremy Lin, deludente prestazione da un punto.

Jeremy Lin, deludente prestazione da un punto.

Nell’ultimo quarto Kemba Walker veniva colto da delirio di onnipotenza; in meno di un minuto prima segnava dalla diagonale destra, poi arrestandosi in corsa saettava anche da quella sinistra la seconda tripla consecutiva.
Carlisle chiamava il time-out con gli Hornets tornati in parità a quota 71. I texani tentavano di tornare avanti ma Felton non segnava in jumper, Deron Williams veniva cancellato da una stoppata di Lin e dall’altra parte in entrata Walker andava a prendersi un fallo che serviva da trampolino per passare in vantaggio con due liberi.
73-71, rimonta completata e vantaggio acquisito che durava poco però, Lin raddoppiava per un istante su Parsons, scarico in angolo per Matthews che trovava il suo unico canestro dal campo di serata in un momento importante.
Charlotte sul -1 rispondeva con un gancio di Jefferson su Novitzki a 9:53. Controsorpasso sul 76-75 di Novitzky al tiro su Jefferson, oltretutto un fiscalissimo arbitraggio chiamava un travel on the backcourt sulla rimessa in campo di Kaminsky.
Dallas segnava anche un gioco da tre punti sull’azione seguente; Felton in prepotente entrata andava dritto approfittando di uno scostamento sulla sinistra di Daniels su un gioco di blocchi alti, Kaminsky toccava Felton e arrivava canestro più tiro libero fortunatamente non trasformato. Big Al si prendeva due liberi giocando il suo post basso sinistro (fallo del tedesco), Deron Williams infilava una tripla ma sul giro palla Hornets C. Lee fintando mandava a correre per i campi il difensore in uscita tardiva, avanzamento e perfetta sospensione frontale per il 79-81.
Frank nel finale però era disastroso mostrando limiti d’esperienza; prima raddoppiava inutilmente sul portatore di palla lasciando Parsons libero di mettere la tripla, Matthews guadagnava un fallo e dopo l’errore offensivo di “The Tank” in attacco, Parsons buttava dentro un altro missile con Kaminsky davanti, questa volta innocente.
Il rookie combinava qualcosa di buono andando a cercare il ferro, il suo tiro sopra Lee finiva dentro, c’era anche il fallo chiamato dalla terna per il contatto ma ancora una volta la squadra di Jordan era poco fredda dalla lunetta e sbagliava con il n°44.
Nel finale però Deron Williams si scatenava producendo un crossover con palleggio e tiro molto bello da vedere, tiro al vetro e Hornets a -10. A 4:21 sempre sulla destra Deron segnava tirando su dal velocissimo palleggio, canestro perfetto nonostante il nostro Williams gli si parasse addosso.
Ormai la partita era compromessa quando segnava ancora Parsons (24 pt. finali) da fuori, anche se gli ultimi bagliori in casa Hornets arrivavano a cavallo dell’ultimo minuto con quattro punti consecutivi ottenuti in maniera veloce (Kemba e Marvin due a testa) per il 96-105.
Finiva 96-107, Hornets delusi dal mancato lieto fine che dovranno ripartire dall’ultima gara casalinga contro Orlando prima di recarsi a Miami in una sfida infuocata per la leadership della Southeast Division.
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Pagelle:
 
Walker: 7
25 pt. (8/18), 9 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Giocatore della passata settimana per la NBA, continua a segnare molto, lascia qualche incursione a Felton che fa meglio di lui negli assist ma in poco altro. Fiammata a inizio ultimo quarto con 8 punti consecutivi.
 
Lee: 6
12 pt. (4/7), 3 rimbalzi, 2 rubate. Nemmeno un assist ma canestri di qualità senza forzare.
 
Batum: 6,5
20 pt. (7/14), 3 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate, 2 stoppate. 4 palloni persi ma buona qualità in difesa.
 
M. Williams: 6,5
19pt. (8/17), 7 rimbalzi, 1 stoppata. Meglio di Frank tutta la vita in difesa. In attacco non va affatto male.
 
C. Zeller: 5
1 pt. (0/3), 9 rimbalzi, 1 rubata. Difficoltà per Cody in tutto. Bene a rimbalzo ma in quel pitturato soffriamo.
 
Lin: 5
1 pt. (0/3), 2 rimbalzi, 1 stoppata. Niente da fare ancora. Altra serata negativa al tiro. Solo una bella stoppata a referto. La panchina ci serve maledettamente.
 
Jefferson: 5
7 pt. (1/3) 4 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Fa 5/6 dalla lunetta ed è già ottimo. Tuttavia in difesa è come giocare con un palo della luce. Dalle sue parti Parsons e Lee lo aggirano facilmente.
 
Daniels: 6
6 pt. (2/4), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Entra in cifra minima dappertutto. Segna due belle triple, peccato per quella che fallisce nell’ultimo quarto che forse avrebbe potuto indirizzare la gara in maniera differente. Qualche sbavatura in difesa. Non è un difensore di prima categoria se non s’impegna al massimo.
 
Kaminsky: 4,5
5 pt. (2/7), 7 rimbalzi, 1 assist. Qualche buon rimbalzo ma nel finale mezza sconfitta porta il suo nome. Troppi errori di vario genere. Arma a doppio taglio.
 
Coach Clifford: 5
Perde il duello con il college che si ricorda dello scontro Jefferson/Pachulia all’andata e adatta una squadra grinta, corsa, pick and roll e inserimenti in un pitturato che è sembrato più indifeso delle popolazioni romane alla fine dell’Impero sottoposte alle scorribande dei barbari. Squadra in difficoltà sempre tranne che nel terzo quarto e all’inizio dell’ultimo. Paghiamo forse le energie profuse per il rientro. Non siamo riusciti subito a prendere il comando sparando triple e si è complicato tutto dall’inizio.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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