Game 67; Charlotte Hornets @ Sacramento Kings 91-101

Charlotte se la doveva vedere ancora una volta a stretto giro di posta contro i Re e volava da Los Angeles alla città degli alberi per cercare di celebrare il sacramento del matrimonio con i playoffs visto che nella notte Indiana e Boston erano appena cadute rispettivamente a Cleveland e San Antonio.
Una vittoria avrebbe significato l’aggancio ai due team che la precedono.
I “sacerdoti” dei Re però ci dicono che Charlotte è più vicina all’estrema unzione, (primo tempo chiuso sul -11, 46-57), con gli Hornets incensati dal turibolo portato da un Rudy Gay in ottima forma. Per lui 33 punti alla fine.
Nella ripresa non cambiava molto, gli Hornets non si avvicinavano mai seriamente e minacciosamente ai Kings.
Charlotte, raramente si affidava a quel gioco corale che una squadra come questa ha bisogno di attuare (non basta la pressione dei Kings a spiegare le difficoltà offensive, incapaci di produrre i punti necessari a vincere le partite), preferendo i jumper…
Alla fine Charlotte tirerà con il 39,6% contro il 47,4% dei Kings e i rimbalzi alla fine saranno 48 per i Re contro 36 dei Calabroni, impossibile vincere così, anche se i turnover degli Hornets sono stati 13 contro 22 dei Kings.
Non siamo ancora spacciati, ma se il gioco è questo, quasi… le sconfitte sono ormai 38 a fronte di sole 29 vittorie.
Deprimente annata (ok gli infortuni, che molte squadre hanno comunque avuto) per una squadra che era partita con ben altre ambizioni.

Henderson: 20 punti ma 0 assist, 3 perse e difesa non sempre all'altezza.

Henderson: 20 punti ma 0 assist, 3 perse e difesa non sempre all’altezza.

Oltretutto i Kings non potevano schierare DeMarcus Cousins, mentre gli Hornets potevano contare nuovamente sul rientrante Zeller, decidendo di far partire nello starting five anche Walker tornando a riformare il quintetto ideale di Clifford che nella serata schierava; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller, Jefferson, mentre per coach George Karl scendevano sul parquet della città degli alberi; McCallum, McLemore, Casspi, Gay e Thompson.
Charlotte in viola (il colore dell’attesa nella Chiesa, speriamo che il miracolo playoffs si compia), Sacramento in bianco.

Charlotte iniziava subito male; Rudy Gay nonostante la presenza di Kidd-Gilchrist puniva con un tiro da tre punti la squadra di Clifford e nonostante un flash spin move di Henderson che si liberava così del suo marcatore andando a schiacciare di prepotenza, Thompson (il centro di riserva) dimostrava subito di poter mettere in difficoltà Big Al sfuggendogli e appoggiando per il 2-5 a 11:09.
Henderson rimaneva marcatore unico per gli Hornets splittando dalla lunetta ma Sacramento raggiungeva presto gli 8 punti, per i Calabroni Big Al ne metteva a referto due a 10:08 portando sul 5-8 la gara ma solamente dodici secondi dopo Casspi doppiava i Calabroni con una tripla.
Gli Hornets segnavano con MKG e McCallum in transizione andava a sbattere su Walker, molto abile a prendere posizione all’ultimo sacrificando il proprio corpo.
Kemba si serviva di esso a 8:28 per trovare una perfetta coordinazione per il jumper del 9-11.
Gli Hornets potrebbero pareggiare grazie a una palla rubata da Jefferson, ma Henderson commetteva infrazione di passi.
Le squadre segnavano due canestri a testa, poi Zeller sbagliava un tiro aperto fronte a canestro mentre Gay marcato da Henderson non mancava il tiro in uno contro uno, gran conclusione allo scadere dei 24 secondi…
Per Charlotte si faceva finalmente notare Jefferson, il quale prima con le finte mandava ai pazzi Thompson e segnava il primo dei suoi due canestri che riportavano a 3:59 sul -1 la squadra in tenuta viola (18-19), anche perché Big Al si avvaleva di un libero supplementare per aver subito fallo sulla seconda azione.
Gay andava in arresto e tiro dal pitturato dopo una penetrazione e McCallum segnava con un buon tiro, ma Evans commetteva un fallo offensivo prima del tiro e in questo caso il canestro dei Kings veniva annullato.
Walker provava a segnare in jumper ma non ci riusciva, ci riprovava poco dopo rubando palla a Stauskas, il quale lo inseguiva e lo abbracciava prima che il nostro play titolare potesse appoggiare palla al vetro.
Gli Hornets a 2:52 tornavano pienamente in partita sul -1 grazie alle realizzazioni di Walker.
I Kings però allungavano; Gay dalla baseline sinistra prima e a 1:34 Stauskas (dopo due errori di Mo Williams al tiro) da tre punti lanciavano i Kings sul 20-26.
Marvin faceva compagnia all’altro Williams fallendo la conclusione, ma anche Evans dei Kings ne mancava due da sotto, interveniva MKG sul pallone a rimbalzo, Landry lo prendeva e Charlotte andava dall’altra parte del campo per due liberi segnati dalla nostra ala piccola.
A chiudere il quarto era ancora Staukas che metteva anche l’omega (dopo l’alfa di Gay) da tre punti a chiudere la frazione. Il quarto era appannaggio dei Kings 22-29.

Marvin Williams iniziava bene il secondo quarto con una bomba da 3 punti a 11:39 e Henderson con un tiro in sospensione caricato velocemente per battere la difesa di Derrick Williams, realizzava il 27-29 ma lo stesso giocatore dei Kings colpiva da 3 venendo imitato da Miller dal corner sinistro.
Marvin Williams metteva un’altra tripla e il punteggio si spostava sul 30-35.
Landry dalla lunetta splittava e gli Hornets segnavano due punti, finalmente con una bella azione; Stephenson vedeva l’inserimento verticale di Henderson, il quale riceveva il bell’assist diagonale schiacciato di Lance e andava dentro per un fing and rolla da due punti.
Stauskas segnava due liberi ma Charlotte reagiva con Henderson a 8:01 e il suo jumper dalla baseline desta e poi con Biyombo, il quale segnava in leggera dunk grazie al passaggio di Zeller da sotto il canestro.
Biz faceva buona guarda in difesa ma Henderson andava a perdere in palleggio una palla in attacco, così finiva per segnare a 6:50 ancora Gay e per di più con una bomba.
Rudy sfruttava quel minimo di spazio e portava i padroni di casa sul 36-43.
Charlotte segnava due canestri con Big Al e Hendo ma i Kings rispondevano due volte con altrettanti punti (4), poi Henderson calpestava la linea che delimita il campo e sull’attacco i Calabroni perdevano palla e Casspi segnava.
Lance cercava il passaggio in post per Jefferson, il quale impegnato nella lotta per prender posizione non arrivava sulla palla.
Rudy Gay non perdeva invece il tempismo, partiva dal corner sinistro, dopo aver battuto facilmente il difensore arrivava al ferro a schiacciare indisturbato con Big Al preso in controtempo mentre stava andando dall’altra parte del campo, nettamente sorpreso ma in discutibile posizione giacché nessun aiuto arrivava in difesa dell’anello.
Walker a 3:44 segnava con un tiro in sospensione frontale, poi mancava la tripla e a 3:05 l’israeliano Casspi batteva facilmente Henderson in entrata andando a segnare e a subir fallo da Jefferson.
Il tiro addizionale non entrava ma i Kings tornavano su un vantaggio in doppia cifra (42-53).
Le guardie degli Hornets sbagliavano i propri tiri (Mo, Kemba e Gerald), Kemba allora con una drive trovava l’entrata giusta per il 44-53, abbastanza inutile perché i Calabroni concedevano un open shot a McCallum.
Walker tuttavia non ci stava a rimanere con uno svantaggio di due cifre e segnava con un fing and roll.
Ray McCallum provava a segnare ma Kidd-Gilchrist lo stoppava, tuttavia la palla rimaneva ai Kings che a :19.7 trovavano un gran canestro di Gay. Il periodo terminava sul 46-57 con gli uomini di Clifford più simili a una pleiade lì per caso che a una squadra di basket.

Biyombo a rimbalzo.

Biyombo a rimbalzo.

La ripresa si apriva bene per Charlotte che riceveva da MKG due punti in appoggio, grazie alle mani di Al Jefferson che aumentava poco dopo il bottino personale girandosi veloce come una trottola (dal post basso sinistro) su Thompson e andando a segnare il 50-57.
Henderson a 10:21 decideva per l’entrata, l’idea era buona, l’appoggio anche grazie al ferro amico.
A 10:06 per un fallo di MKG su Rudi Gay gli Hornets tornavano sul -7 ma a 9:42 Walker con un gran palleggio arresto e tiro (quasi fade-away) su McCallum colpiva da 3 punti e portava a due possessi lungi la squadra di Jordan (55-61).
Quattordici secondi dopo un fallo di Jefferson su Thompson costava il canestro più il libero a favore dei Kings, che per fortuna non era concretizzato.
Henderson a 8:53 dimostrava la sua vivacità in attacco andando in transizione e appoggiando al vetro, due punti più un FT a segno e Hornets sul -3.
Quando pareva che ormai la partita potesse tornare sul punto a punto Gay segnava nuovamente, mettendo in luce le difficoltà di MKG in marcatura su di lui.
Big Al commetteva passi in attacco e gli arbitri in difesa gli fischiavano anche un tecnico contro, il pessimo momento del nostro centro proseguiva contro McLemore, su un contatto onesto gli arbitri davano fallo contro Jefferson e i Kings ringraziavano gli arbitri per un gioco da 3 punti che portava sul +9 i californiani.
Kidd-Gilchrist tornava in attacco ad assaltare il ferro, sul contatto con un difensore riusciva ugualmente a mettere dentro a 7:14 per il 60-67.
Gli Hornets potrebbero creare ancora qualcosa di pericoloso ma Casspi commetteva un fallo di frustrazione sgambettando Walker che aveva preso il possesso palla in difesa e stava ripartendo a tutta velocità. Kemba volava a terra a 6:56 e gli arbitri si recavano allo schermo per osservare meglio dall’instant replay la dinamica dell’accaduto.
Alla fine decidevano per la semplice rimessa Hornets.
La squadra di Clifford era beffata poco dopo, quando in difesa Big Al rifilava una stoppata a McCallum, ma sul proseguo dell’azione McLemore dalla diagonale destra metteva dentro un tre punti per il 60-70.
MKG e Walker non riuscivano a sfruttare le loro transizioni, entrambi si lamentavano di un fallo subito, Kemba era molto nervoso e si prendeva un tecnico.
Il secondo contro i Calabroni.
Era Marvin Williams a provare a suonare la carica per i Calabroni con una tripla da circa 40° sinistra.
A 4:22 però Gay creava una delle azioni più belle della partita; Spin move con rotazione velocissima e sciolta più appoggio con mano sinistra sullo slancio ad andare oltre al tentativo di stoppata di Jefferson, troppo lento. A 4:06 Jefferson con il suo gancetto riportava sul -8 gli Hornets (65-73) ma poiché il proverbio recita: “Non c’è due senza tre”… arrivava ancora un tecnico a Mo Williams per una spinta su un avversario, o meglio… per un gesto d’insoddisfazione come a significare “ma va, che fiscale”… Charlotte tornava a essere in difficoltà; Kidd-Gilchrist mancava un tiro aperto e Miller lavorando spalle a canestro contro Walker si avvicinava all’obiettivo e lo colpiva con un buon tiro, inoltre Zeller sbagliava, lo stesso MKG veniva fermato irregolarmente da Gay a 1:56 su un tentativo di schiacciata, ma dalla lunetta segnava solo un libero che bastava solo a ripristinare il -10 (66-76).
La partita sostanzialmente terminava al tramonto del terzo quarto quando D. Williams lanciato a canestro andava a posterizzare Biyombo, al quale non riusciva l’estrema giocata difensiva.
I Kings chiudevano sul 69-80 i primi tre quarti di gara.

Clifford si presentava con la panchina sul parquet nell’ultimo quarto, sperando potesse fare bene, ma Lance mancava subito la prima occasione di Charlotte, mentre D. Williams andava dentro, segnava e guadagnava la linea della carità che tuttavia non sfruttava.
Per una difesa illegale di Miller Mo Williams andava in lunetta e segnava il suo primo punto della gara…
I compagni speravano che questo lo sbloccasse ma Mo sbagliava subito dopo un altro tiro, ci doveva pensare Henderson a 10:24 alla realizzazione; i suoi due FT uniti al canestro in jumper dalla diagonale sinistra mandavano gli Hornets sul 74 contro gli 82 punti avversari i quali regalavano un’altra perla al proprio pubblico con l’alley-oop di D. Williams (su assist di Miller), un’altra volta in faccia a Biyombo.
74-84 e per fortuna, un altro FT mancato dai Kings. A 8:20 Mo Williams accorciava a -7 le distanze con una bomba da tre.
Henderson mancava un altro tiro ma Stephenson era bravo a marcare Gay, il quale andava in confusione spalle a canestro, si palleggiava addosso e perdeva palla per lo scoccare dei 24 secondi.
Lance pestava la linea laterale in attacco e Gay ringraziava andando all’attacco del ferro passando dietro a un blocco, niente da fare sul primo tiro ma il rimbalzo concessogli dagli Hornets permetteva all’ala piccola avversaria di segnare a 6:49 e prendere un fallo di Marvin Williams per un gioco da 3 punti che riportava l’elastico a estendersi sino ai 10 punti di margine.
Trenta secondi dopo era MKG a ridurre il gap grazie a un goaltending di D. Williams.
I Calabroni potrebbero ridurre lo svantaggio ma Marvin Williams dal lato destro falliva la tripla e MKG si faceva recuperare da Miller sull’ennesima ripartenza, tuttavia sull’ennesimo contropiede degli Hornets condotto sempre dalla nostra ala piccola arrivava un altro goaltending per l’81-87. Incredibilmente gli Hornets a due possessi lasciavano Thompson libero nel cuore dell’area, il suo “ponticello” finiva dentro e dopo l’errore di Big Al in attacco Marvin Williams commetteva fallo su Gay.
La squadra del North Carolina era in bonus e Gay splittava a 4:11 per il provvisorio 81-90.
Un regalo della terna (senza cercare scuse, Sacramento ha giocato meglio e ha meritato di vincere) sanzionava un intervento di Marvin Williams sul Williams dei Kings che non vantava parentele, ma si limitava a segnare i liberi.
Mo e Kemba da 3 fallivano, Miller no, Kemba Walker ci riprovava a 2:40 nonostante la spinta di D. Williams che lo faceva finire oltre all’ipotetica linea orizzontale parallela alla tabella; Kemba però riusciva ad alzar palla e a mettere una conclusione difficile in maniera fantastica.
Il libero segnato consentiva agli Hornets solamente di salire a 84 punti, 10 in meno dei padroni di casa.
Troppo tardi per il recupero, anche se Marvin Williams con una bomba nel finale portava il risultato sul 91-97 e Walker rubava un pallone, Henderson mancava la tripla un paio di metri oltre l’arco dalla diagonale destra, a Charlotte non restava che spendere falli futili e il divario si ampliava sino al 91-101 finale.

Le statistiche di squadra:

gggg

Prossima tappa Minneapolis; non sarà al mare ma è l’ultima spiaggia…

Voti

Walker: 6,5
18 pt. (7/18), 5 rimbalzi, 2 assist, 4 rubate. Discreto rientro da titolare. Sbaglia troppe triple (1/5) e qualche entrata, più propenso a chiedere il fallo che a realizzare, anche se in una occasione ha probabilmente ragione. Speriamo ingrani. Ora o mai più per l’annata di Charlotte…

Henderson: 5,5.
20 pt. (8/16), 5 rimbalzi, 1 rubata. Serata egoista da SG. Si prende i suoi tiri e ne mette la metà. Qualche errore evitabile ma non può metterli tutti. Lascia perplesso in difesa, su alcune chiusure sembra un casello con la sbarra alzata. Tre palle perse.

Kidd-Gilchrist: 5,5
13 pt. (5/9), 7 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. E’ vero, fa 5/9 ma sbaglia alcuni open. E’ sempre pronto a ripartire ma perde 3 palloni, inoltre Gay, che non è cliente facile, lo supera quasi sempre.

Zeller: 5
1 pt. (0/3), 6 rimbalzi, 4 assist in 19:09. Non sembra pronto. Prende 6 rimbalzi, ma spesso sotto le plance gli passano vicini e non riesce a catturarli. Ancora “influenzato” dall’infortunio non rende, nemmeno al tiro e Clifford lo limita a meno di 20 minuti.

Jefferson: 5
17 pt. (8/18), 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Troppo lento in difesa. Anche Thompson facendo due passi con partenza da fermo gli va via e appoggia senza patemi. Brutto momento nel terzo quarto che contribuisce a far distaccare gli Hornets. Anche nel finale non proprio alla sua altezza. Segna comunque i suoi punti ma per un centro che gioca più di 35 minuti contro una riserva 5 rimbalzi sono pochi.

Marvin Williams: 5,5
9 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Anche dalle sue mani si cercano punti. Mete qualche tiro. Stano faccia tre su quattro da 3 e zero su quattro da due.

Mo Williams: 4
9 pt. (3/15), 1 rimbalzo, 4 assist. Letale… per noi questa volta. Non ne prende una fino al tiro libero assegnatogli. Qualche partita fa segnava con facilità, ora, forse sballottato dalle rotazioni a causa del rientro di Walker sembra la sua controfigura. Chissà che l’aria di Minneapolis (sua ex squadra) lo risvegli…

Biyombo: 5,5
2 pt. (1/1), 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata in 13:14 minuti. Gioca poco e viene posterizzato due volte. Non una grandissima serata per lui anche se qualcosa di buono la combina.

Stephenson: 5,5
2 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 3 assist in 19:14. Perde 3 palloni, uno non lo conto, un lob per Big Al che non s’intende con lui… “Poca roba comunque”, potrebbe attaccare, si limita al jumper, quello che sta uccidendo Charlotte in questa fase.

Coach Clifford: 5
La squadra è scomparsa. Lui batte le mani ma meno convinto. Si deve rendere conto che primariamente in attacco Charlotte deve tornare a muover palla bene e velocemente per avvicinarsi il più possibile a canestro. Vanno bene i blocchi, uno, due magari alti per Kemba, poi se non si ha eccessivo talento offensivo, continuare a sparare jumper in abbondanza, non premia. Deve risistemare la difesa a livello dell’arco, prendiamo troppi canestri da 3 che ci complicano le partite.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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