Game 67; Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 107-99

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Sottotitolo; AndersHornets
 
Contro i Magic di Orlando è quasi d’obbligo per gli Charlotte Hornets ripescare una fiaba di H. Christian Andersen chiamata la cosa più incredibile.
La storia narra di un Re che indice un concorso per il quale chi avesse inventato la cosa più incredibile avrebbe avuto come premio la mano della Principessa (playoffs) e metà del regno.
Così un giovane (non sarà giovanissimo Clifford ma metaforicamente è lui) presenta un orologio che contiene in sé l’intero mondo conosciuto. Mentre sta per esser proclamato vincitore, però arriva un pazzo (i Mavericks) che gli distrugge l’orologio, quindi il mondo.
Questo assurdo gesto viene premiato e l’uomo finisce per vincere il concorso ma le creature presenti nell’orologio andato in frantumi si risvegliano e lo battono.
La storia è divisa in tre parti; la creazione, ovvero le idee e la fatica nel realizzarle, il filone distruttivo e il finale a lieto fine che evidenzia la morale contenuta, cioè che le idee non si possono distruggere.
Non siamo stati superiori in percentuali in molte nostre prerogative, ma la determinazione offensiva (15-2 i rimbalzi offensivi) e la serata di Batum più quella di Marvin che hanno girato e sigillato la gara, sono bastate facendo uscire il valore inerente alla forza di squadra nonostante le statistiche non al massimo.
Così gli Charlotte Hornets, prestando più attenzione all’azione difensiva sono ripartiti per la corsa ai playoffs e se dovessimo vincere domani, con Boston rispedita indietro da Oklahoma City ci troveremmo pari momentaneamente con altre tre squadre (aspettando il risultato di Atlanta impegnata 30 minuti dopo) in una complicata classifica avulsa.
Duello tra numeri 5 ad alto livello, Batum e Oladipo.

Duello tra numeri 5 ad alto livello, Batum e Oladipo.

 
La squadra di Scott Skyles si presentava alla Time Warner Cable Arena priva di Vucevic, così finiva in campo Dedmon, ecco il quintetto completo; Jennings, Oladipo, Fournier, Aar. Gordon e Dedmon, mentre Clifford già in prepartita confermava il solito starting five composto da; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
A partire bene erano i Magic; Dedmon vinceva la palla a due e dall’angolo destro Jennings segnava tre punti avendo tutto il tempo per mirare e segnare giacché su quel lato non si trovava nessun giocatore dei Calabroni.
Gli Hornets segnavano i loro primi due punti su un’azione di rimessa; Marvin spuntava da dietro in anticipo su Dedmon, Batum apriva il contropiede lungo per Zeller che con un paio di metri di vantaggio andava ad appoggiare a 11:15.
Fournier entrava nel pitturato e appoggiava, anche se Batum incollato provava a stopparlo, Marvin Williams segnava però due liberi a 10:06, il fallo (secondo) era di Aa. Gordon che tornava in panchina, al suo posto entrava Nicholson mentre s’infilavano anche i due FT di Marvin.
I Magic però raddoppiavano sugli Hornets grazie a un canestro di Oladipo, sul quale c’era anche il fallo commesso da Lee, gioco da tre punti e punteggio di 4-8 a favore degli ospiti.
Courtney si faceva perdonare a 9:36, bastavano un paio di passaggi sul perimetro per trovare la nostra guardia tiratrice nell’angolo sinistro che colpiva da tre punti con precisione.
Nicholson sbagliava il primo tiro mentre sul secondo gli arbitri gli arbitri annullavano il canestro per un fallo offensivo, erano sempre però i Magic a mantenere il vantaggio con Jennings a 8:32 che dalla sinistra sparava in faccia a Kemba, mentre gli Hornets controbattevano prima sfruttando a metà due FT di Zeller, poi pareggiando con un catch n’shoot di Lee che usciva a destra sfruttando un blocco di Zeller e subiva anche fallo completando un gioco da tre punti.
I Magic tuttavia continuavano a tenere le redini dell’incontro con una tripla da destra di Oladipo a 6:18 che arrivava dopo diversi errori al tiro dei Calabroni che si riavvicinavano due volte con Marvin Williams che infilava due tiri lunghi (sul primo la punta del piede destro toccava la linea dei tre punti) intervallati da un teardrop di Oladipo, che con una tripla dalla destra, dopo aver visto Jennings aver già segnato con un jumper frontale, portava i suoi sul 15-21.
Un post basso sinistro di Jefferson in uno contro uno riduceva le distanze che tuttavia tornavano a salire quando Oladipo stoppava Walker e sulla stessa azione era rilanciato per un coast to coast che portava la squadra della Florida sul +7 (17-24).
Le distanze oscillavano brevemente intorno a quella differenza, a Jefferson erano fischiati tre secondi nel pitturato, Big Al dall’altra parte si faceva perdonare segnando un tiro forzato a 2:05 e poi ancora con una schiacciata (passaggio di Lin in penetrazione dal fondo in mezzo a due difensori) che mandava il punteggio sul 24-27.
Jason Smith segnava con un jumper, Dedmon splittava ma Walker a :7.07 aveva il tempo di realizzare un floater.
Kaminsky rubava un pallone che Daniels non capitalizzava di tripla lasciando il punteggio inalterato e gli ospiti avanti 26-30.
Walker passa Dedmon.

Walker passa Dedmon.

 
Daniels in serata storta al tiro mancava anche un altro tentativo di tripla in avvio di secondo quarto, sul pallone si avventava Jefferson che rubava il tempo alla difesa dei Magic costretta al fallo per fermarlo con C.J. Watson.
Big Al mandava a segno solo un libero con Clifford a tribolare in panchina.
I Magic entravano nel loro momento migliore, già in vantaggio di 3 punti piantavano un parziale di 5-0 che li portava sul +8 (3 errori di Jefferson da sotto e transizione di J. Smith per l’ultimo canestro).
A 9:08 allora si passava da Batum sulla media in mid post per il jumper visto che i tiri da tre e il gioco sotto non funzionavano più.
Canestro del francese cha accendeva la scintilla personale.
A 8:24 Cody in avvicinamento a canestro appoggiava anche il 31-35 ma Smith a 8:01 guadagnava due FT e riportava a 6 la differenza tra i due team.
Su una rimessa invertita, prima assegnata agli Hornets, poi a Magic e infine agli Hornets (a dire il vero molto dubbia anche dal replay) Lin sfruttava l’occasione penetrando a destra e appoggiando il -4.
Ad accendere tutta la squadra ci pensava Batum che a 6:47 dalla diagonale destra in fade-away segnava due punti e poi compiva il sorpasso con uno stop & pop dallo stesso lato che valeva tre punti a 6:27.
Il 38-37 rappresentava il primo vantaggio e la cancellazione dei patemi offensivi.
Charlotte rapidamente cambiava volto alla gara mentre i Magic trovavano la porta del canestro sbarrata sui jumper e le penetrazioni, Lee sbagliava due volte in attacco su due azioni differenti ma entrambe le volte arrivavano i lunghi di Charlotte (prima Marvin e poi Cody) a conquistare il rimbalzo offensivo (8-1 Hornets sino a quel momento) e a segnare due punti (Cody guadagnando due liberi).
A 4:48 arrivava anche la prima tripla di serata di Williams per il 45-37. Rientrava Kemba in campo 18 secondi più tardi a risultato già ottenuto, nove secondi più tardi ancora J. Smith andando dentro tergiversava troppo e faceva scadere i 24 secondi con la palla in mano.
Batum iniziava a dare il bianco con un piccolo show al tiro; 4:10 jumper dalla baseline destra su Fournier, 3:24 assist volante per Cody che in salto prima di finire oltre il vetro appoggiava velocemente sfruttando il passaggio del francese, 2:44 Batum in the zone dal mid range destro colpiva ancora.
Orlando segnava solo 4 punti nel contesto e Batum a 2:18 segnava ancora in uno contro uno vs Fournier, jumper fotocopia del precedente, con il compagno di nazionale impotente.
Oladipo segnava in entrata alzando la palla al vetro per non farla trovare a Williams e portava il risultato sul 53-43, ma Lee con ottima visione vedeva nel corner destro Marvin Williams, parabola alta e tre punti solo cotone superando un arrembante Jason Smith che finiva dalle parti della panchina di Charlotte sul tentativo di stoppata.
Un altro propizio passaggio liberava Batum che dalla diagonale sinistra aveva spazio per mettere la tripla del 59-43.
Il quarto finiva con l’ultima perla di Batum, passaggio lungo tipo football per Kemba che batteva il cronometro lasciando mezzo secondo sul display.
61-43, faccia della gara completamente cambiata in meno di 7 minuti…
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Al ritorno sul parquet dopo i classici 10 minuti di pausa Marvin faceva intendere di voler diventare coprotagonista; tiro in avvicinamento e tap-in sull’errore a mandar dentro il sessantatreesimo punto.
Jennings e Marvin alzavano il punteggio con due mine da tre punti, Oladipo segnava in sospensione frontale ma a 10:13, non bastavano 4 mani a opporsi alla tripla dalla top of the key di Kemba che segnava il 69-48.
Una bella entrata di Jennings gli fruttava un gioco da tre punti, assorbito il contatto di Zeller e rilasciata la palla che aiutata dal ferro ricadeva dentro trasformava anche il libero.
Marvin segnava 5 punti di fila (ottime spaziature e su passaggio di Lee in partenza da sinistra con Oladipo ad affrontarlo, aveva il tempo necessario per mettere il triplone prima del riavvicinamento di Oladipo sul lato sinistro) con il secondo canestro realizzato cadendo su un contatto.
Il 74-51 era tranquillizzante, anche se Fournier segnava subito e Hezonja a 5:23 con un lungo tiro dalla distanza realizzava il 79-60.
Da un pallone vagante toccato da tutti ma conquistato da nessuno, Lee usciva dalla difesa anticipando e aggirando il difensore con un rapido tiro a 360°, apertura per Batum che appoggiava la palla al vetro destro sulla transizione e il passaggio del compagno.
A 3:31 Batum segnava da te punti e gli Hornets tornavano sopra i 20 (86-64), Jefferson usciva a contrastare un jumper di Smith facendolo sbagliare, difesa un po’ molle e non sul pezzo dei Magic e tripla di Kemba a 3:09 per l’89-64…
Walker splittava successivamente dalla lunetta portando comunque i Calabroni sul +26 (90-64).
Probabilmente troppo rilassati i teal & purple iniziavano a giocare più rilassati ma non concentrati al massimo, Orlando ne approfittava e con Hezonja a :21.4 dalla penultima sirena tornavano a -19, sebbene Lin chiudesse il quarto facendo tutto da solo; congelamento del pallone per l’ultimo tiro poi preso dalla media in uno contro uno e realizzato perfettamente.
Il maxi schermo recitava 92-71 Hornets prima dell’ultimo quarto.
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Marvin Williams sorge su Hezonja.

 
Kaminsky segnando due liberi a 11:18 illudeva Charlotte di poter finire tranquillamente la gara senza affanni ma a poco meno di metà quarto (5:46) due FT di C.J. Watson dicevano che i punti di vantaggio erano solamente 12.
Hezonja uscendo da sinistra si portava due volte dalle parti della top of the key e batteva in sospensione Charlotte in quasi fotocopia con Marvin sulle tracce ma non eccessivamente aggressivo per non commetter fallo.
Il vantaggio si assottigliava a 8 punti e a 3:44 addirittura erano solo 6 a separare le due squadre (due FT di Watson).
Kemba rientrava in campo lasciando sedere Lin (autore dell’ultimo fallo, un abbraccio su Watson) in panchina, il suo floater però era da dimenticare, Marvin rendeva vivo il possesso toccando un pallone che si alzava fuori controllo improvvisamente e ridiscendendo era sempre lui ad anticipare l’intervento difensivo di Nicholson e di Marble, toccando velocemente la palla a spicchi e deviandola magicamente dentro il canestro.
Un fallo dell’occhialuto Marble sul tiro di Batum dava la possibilità a Nicolas di andare in lunetta e segnare il +10 (104-94) e dare ancora il suo contributo/sigillo sulla gara come aveva appena fatto Marvin.
A 1:55 from Iowa, Marble infilava la tripla ma Nicholson in attacco per i Magic con possibilità di accorciare ancora, batteva Zeller ma sbatteva su Kemba commettendo sfondamento.
Oladipo mancava un quick shot e Batum in penetrazione proteggendosi e rallentando lasciava andare Marble via liberandosi per l’appoggio che chiudeva di fatto la sfida.
Finiva 107-99 con i Magic più impegnati nel minuto finale a rubar palla non volendo commetter fallo, ma non solo non riuscivano nell’impresa ma concedevano l’ennesimo rimbalzo offensivo a Zeller che chiudeva la gara senza essere più toccato.
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Pagelle:
 
Walker: 6
16 pt. (6/16), 8 rimbalzi, 1 assist. Un po’ giù, però mette qualche tiro utile. Non il solito Kemba, anche in fase aiuto compagni. Solo un assist ma 8 rimbalzi.
 
Lee: 6,5
6 pt. (2/9), 1 rimbalzo, 5 assist, 1 stoppata. Utile come uomo assist e nella marcatura di Oladipo (anche se finirà con 25 pt.) non va male una volta prese le misure. Assist involontari anche gli errori al tiro che generano canestri da rimbalzi offensivi. +20 di plus/minus non sono un caso.
 
Batum: 8
26 pt. (10/17), 7 rimbalzi, 9 assist. Accende la miccia, lunga… Prosegue con uno show che modifica lo schema della gara e la chiude nel finale. Buon lavoro su Fournier. Grande serata.
 
M. Williams: 7,5
26 pt. (10/21), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Anche lui ha una buona serata, specialmente in avvio ripresa. Spezza l’incubo rientro Magic con un canestro altrettanto magico. Modesto, nell’intervista post partita esalta i compagni che secondo lui sono stati bravi a trovarlo.
 
C. Zeller: 6,5
13 pt. (5/7), 13 rimbalzi, 1 stoppata. Buon lavoro offensivo, tanti i rimbalzi, manca solo qualcosina sulla difesa da sotto a volte.
 
Jefferson: 5,5
7 pt. (3/12), 8 rimbalzi, 3 assist. Stoppato tre volte sulla stessa azione, riesce a mettere anche qualche canestro ma con percentuali bassissime. Meglio in difesa dove il suo fisico viene usato per catturare rimbalzi.
 
J. Lin: 6
5 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Un po’ egoista sull’ultima azione di terzo quarto il canestro gli da ragione, un bell’assist per Jefferson che porta due punti sicuri, al tiro però è ancora in fase involutiva. Esce commettendo un fallo su Watson.
 
Daniels: 5
2 pt. (1/6), 4 rimbalzi. Meglio in difesa dove s’impegna, nottata storta in attacco, l’incantesimo dei Magic lo costringe a un inusuale 0/5 da tre punti con diversi tiri veramente fuori bersaglio.
 
Kaminsky: 5,5
6 pt. (1/5), 7 rimbalzi, 2 rubate. Rimbalzi preziosi e un paio di rubate che non portano a nulla ma non per colpa sua. Anche lui come la panchina difetta al tiro.
 
Coach Clifford: 6,5
L’idea è quella. La determinazione dei ragazzi nella notte ha fatto la differenza.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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