Game 69; Charlotte Hornets @ Chicago Bulls 86-98

Gli Charlotte Hornets raggiungevano l’Illinois un giorno dopo aver battuto i Timberwolves.
Ad aspettarli ci sarebbero stati i Chicago Bulls, i quali ritrovavano Butler come guardia titolare, ma perdevano Noah.
Anche gli Hornets avevano problemi d’infermeria con Zeller per la seconda gara a riposo a causa di problemi con la spalla e Daniels ai box. I Bulls speravano di vincere per raggiungere matematicamente i playoffs mentre gli Hornets cercavano di mantenere l’ottava posizione a Est.
Quarta sfida stagionale tra le due franchigie con gli Hornets in vantaggio 2-1 e anche quarto differente abbinamento di colori, nella notte i Bulls sceglievano la divisa nera, mentre Charlotte utilizzava l’alternativa color teal.

Kemba Walker nel cuore della difesa dei Bulls. Finirà con 29 punti.

Kemba Walker nel cuore della difesa dei Bulls. Finirà con 29 punti.

Gli Hornets quindi si affidavano per l’avvio a; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Al Jefferson, mentre i Bulls utilizzavano come starting five; Brooks, Butler, Dunleavy, Gibson e P. Gasol.

I Bulls iniziavano segnando subito con un canestro di A. Brooks in penetrazione nonostante la mano protesa di Marvin Williams in aiuto e mentre gli Hornets non s’intendevano (passaggio di Kemba per Marvin che finiva fuori dalla line laterale), Chicago realizzava ancora (dopo un’altra azione per parte andata a vuoto), questa volta sfruttando un fresco Gasol che con il suo piazzato portava sullo 0-4 la partita.
La prima realizzazione di Charlotte era firmata Kemba Walker che con uno spin move utile per liberarsi dei difensori che lo attorniavano nel pitturato, trovava lo spazio per l’appoggio a tabella del 2-4.
Il pareggio lo procurava Henderson dalla lunetta (fallo di Butler) a 9:20, il quale vinceva il duello contro il rientrante giocatore dei Bulls in difesa costringendolo a tirare corto, tuttavia Gasol sfruttava la piccola indecisione di Jefferson in arretramento su di lui per avere quello spazio necessario a mettere un altro tiro, ma Henderson che si dimostrava caldo in questo inizio metteva un buon tiro dalla diagonale destra over Gibson a 8:09.
A 7:56 Gasol continuava il suo dominio contro Jefferson segnando e non facendolo segnare sull’azione offensiva seguente, quindi Dunleavy tirava corto grazie alla difesa di MKG e Marvin Williams con una tripla quasi frontale portava per la prima volta in vantaggio gli Hornets a 7:20 (9-8). Gasol iniziava a infastidire seriamente i Calabroni con un piazzato ma a 6:50, un pallone scaricato per Marvin Williams, era sfruttato dalla nostra PF nuovamente con una tripla che dava due punti di vantaggio alla squadra della North Carolina.
Dunleavy da sotto pareggiava ma a 6:15 un dai e vai Walker/Jefferson/Walker produceva l’entrata di Kemba sulla linea di fondo che riusciva ad appoggiare nonostante il fallo; Kemba finiva per terra facendo una capriola e la palla dentro.
Il libero supplementare era usato bene da Kemba che portava la squadra guidata da Clifford sul +3 (15-12).
Gasol finalmente sbagliava un tiro ma anche MKG, Butler, MKG in runner non aveva miglior sorte e Dunleavy era stoppato proprio dalla nostra ala piccola, Gibson riprendeva la palla vagante ma si aiutava con il corpo buttando giù l’onnipresente MKG; fallo offensivo e palla recuperata dagli Hornets.
I Bulls finivano comunque per segnare con Butler con un appoggio in entrata, i Calabroni sbagliavano un tris di occasioni sull’azione seguente con un trio di giocatori diversi, Chicago imitava Charlotte sbagliandone tre sulla stessa azione ma tutte con Gasol (tiro e due tap-in mancati), tuttavia la difesa degli Hornets deviava oltre la linea di fondo e Gasol alla quarta occasione non sbagliava portando i Bulls in vantaggio 15-16.
Un goaltending di Biyombo consentiva ai Bulls di prendersi tre punti di vantaggio, annullati poi da Walker con una tripla a 3:04.
Gasol segnava ancora sebbene ora ci fosse Biz su di lui, per Charlotte provava a replicare a 2:07 MKG avendo parziale soddisfazione dalla lunetta da dove riusciva a mettere solo uno dei liberi concessi.
Mirotic per i Bulls segnava ma Lance Stephenson inaspettatamente si prendeva una tripla from downtown e la metteva pareggiando la gara a quota 22.
L’ingresso in campo di Maxiell somigliava più a una disgrazia che ad altro; Mirotic subiva fallo da Jason e segnava i suoi liberi, lo stesso centro di riserva degli Hornets si affidava al jumper ma finiva per sbagliare e a :57.9 Mirotic dall’arco fintava, il nostro n°54 abboccava e gli franava addosso sull’alzata per il tiro.
Tre liberi tutti messi a segno dal barbuto giocatore di Chicago e vantaggio dei padroni di casa che saliva a 5 pt. (22-27).
Tredici secondi dopo Lance con un veloce movimento si toglieva dal cono d’ombra rappresentato dalla schiena di Biz e tirava velocemente da posizione frontale centrando l’obiettivo.
Un tecnico a favore dei Tori e un canestro di MKG chiudevano la prima frazione con i Bulls avanti 26-28.

I primi a segnare nel secondo quarto erano gli Hornets con Stephenson a 10:45 che andava dentro e lasciava partire un tiro a una mano; buon ritmo e buona personalità, oltre a un’ottima coordinazione determinavano una perfetta esecuzione.
Mirotic evidenziava i problemi di serata sotto le plance degli Hornets battendo il nostro centro di riserva e riportando avanti 28-30 i Bulls che ampliavano il margine di vantaggio con Hinrich da 3 punti che finalizzava la trama di passaggi sviluppata dai compagni di squadra.
A 9:10 a cronometro fermo Henderson metteva due liberi per il 30-33 ma Biyombo commetteva fallo su Butler, che un pochino arrugginito dalla linea splittava come anche Mirotic a 7:34 che tuttavia dava 5 punti di vantaggio ai Tori (30-35).
Mo Williams cercava di far rientrare Charlotte donandogli una tripla, ci sarebbe anche il fallo per un intervento difensivo che abbatteva il nostro play di riserva ma gli arbitri s’ingoiavano il fischietto.
Gibson per i Bulls falliva l’occasione ma sul rimbalzo ci andava un comunque attivissimo Butler che segnava due punti, tuttavia Mo Williams era in fase “in the zone” e colpiva con un altro tiro da tre punti mandandolo oltre la mano protesa di Gibson.
Mirotic iniziava a divenire un problema quando riusciva a mettere un canestro utilizzando il vetro e anche Gibson metteva due punti dalla lunetta (fallo speso da Biz), così la squadra dell’Illinois tornava sul +5 (36-41).
Lance ripeteva l’esecuzione precedente con l’entrata e tiro a una mano, poi Marvin Williams a 4:36 subiva fallo da Mirotic su una palla vagante (errore al tiro di Butler) e Charlotte entrava in bonus, nel canestro invece entrava solo una conclusione e gli Hornets si rifacevano sotto a soli due punti (39-41).
Un lob di Gasol per Butler costringeva Lance a spender fallo sulla SG dei neri ma il giocatore avversario segnava ancora solo un libero, si rifaceva comunque andando a prendere una palla sporca nel pitturato dei calabroni ed estendendo il vantaggio dei padroni di casa nuovamente a 5 punti (39-44).
A 2:46 Mo Williams ci riprovava da 3 punti e faceva 3/3 dal campo tirando in ritmo pazzesco.
Mo aiutava Charlotte anche in fase di costruzione di gioco; un suo assist schiacciato dopo una penetrazione dava la soddisfazione a Jefferson di tornare a -2 (prima Butler aveva segnato in appoggio rovesciato), era poi lo stesso Mo a costruirsi l’azione del -1 sottraendo un pallone a Mirotic e volando in contropiede.
Giunto sotto canestro subiva un fallo e si presentava in lunetta, da dove sbagliava il primo libero ma non il secondo per il 45-46.
Si rivedeva per un attimo in campo Vonleh, il quale prendeva un canestro in faccia sul tiro in sospensione di Mirotic ma si rifaceva subito in attacco andando in tap-in a correggere un errore di un compagno, mentre a chiudere le ostilità del primo tempo ci pensava Kemba che a :13.3 grazie a un’entrata con esitazione usava il ferro come mezzo di difesa e segnava in appoggio per il vantaggio 49-48 Hornets all’intervallo.

Mo Williams contro T. Gibson.

Mo Williams contro T. Gibson.

Nella ripresa Gibson segnava con un jumper dalla media diagonale destra a 11:10 riconducendo i padroni di casa in vantaggio ma anche Walker colpiva dal mid-range destro e Charlotte ritrovava sul +1 (51-50).
Gasol ritemprato dall’intervallo metteva dentro altri due punti con Jefferson a concedergli metri, poi un doppio duello atacco/difesa Big Al/Pau si risolveva con fallo e lunetta in entrambi i casi.
I due si copiavano anche splittando i liberi…
A 9:43 anche Kemba si metteva in azione con un crossover su Brooks e un fade-away su Gasol che incrociava la retina, Jefferson stoppava Butler e Walker aveva via libera per l’entrata; cambio passo, velocità ipersonica e 56-53 trovando quel poco spazio concesso per concludere in appoggio. A 8:57 Gasol era la solita garanzia e Brooks che girava su Kemba finiva per far sbilanciare il nostro play, per il numero 0 da solo due passi per un jumper dalla media diagonale destra e sorpasso Chicago (56-57). Jefferson in attacco si faceva portar via palla e Chicago andava in transizione, Marvin Williams spendeva fallo su Butler ma inutilmente poiché Jimmy metteva i due FT a 8:06.
La pressione dei Bulls in difesa aumentava, Henderson non riusciva a trovare compagni che gli girassero intorno per cedere palla in maniera sicura, dopo alcuni secondi con la palla in mano era costretto a girarsi verso la linea di fondo sorprendendo Dunleavy in marcatura, allungandosi riusciva anche a segnare utilizzando il “glass”.
A 6:49 un’iniziativa personale di Marvin Williams mandava la nostra PF in lunetta per fallo di Dunleavy, 2/2 e 60-59 Hornets.
A 6:31 si notava la differenza tra Big Al e Gasol, partenza sulla linea di fondo da fermo di Pau che passava sotto il ferro e girandosi in salto schiacciava in faccia a Big Al che non era abbastanza atletico da fermarlo.
I Bulls iniziavano la fuga qui; MKG con troppa fretta provava il jumper, Brooks due volte in penetrazione colpiva, consentendo alla squadra dell’Illinois di riottenere 5 punti di vantaggio.
Il time-out chiamato da Clifford non serviva a molto con Maxiell in campo; Jason sbagliava ancora infatti, poi si susseguivano; Gasol che splittava dalla lunetta, Kemba che in entrata passando sotto il ferro non trovava spazio per la conclusione ma fermatosi sul lato destro colpiva dalla media distanza senza difensori vicini.
Brooks continuava ad attaccare senza che nessuno riuscisse a fermarlo e un fallo di Maxiell costava un altro libero a segno di Butler che ci graziava ancora sbagliandone uno.
Walker non si accorgeva dello scadere dei 24 secondi in attacco e regalava palla senza tentare il tiro, ma si faceva perdonare con un fade-away di alto livello contro Dunleavy per il canestro del 64-69.
Gasol con giro e tiro dal pitturato, MKG a :39.2 prendendo al volo un air-ball di Mo Williams facevano salire il punteggio che aumentava nuovamente nel finale di terzo quarto con la gran tripla da 45° sinistra di Kemba su scarico all’esterno di Mo e con Gasol che dall’angolo destro lasciato tutto solo colpiva da 3 punti per il 69-74 che lasciava sotto gli Hornets di 5 punti a 12 minuti dalla fine…

L’ultimo periodo era una slow start per le due squadre che mancavano tante occasioni, sul primo errore (anticipo mancato di Butler) Henderson ne approfittava per poter mettere a segno un open shot dalla sinistra ma Mirotic in post basso sinistro sfruttava la sua altezza contro MKG e lo batteva facilmente.
Gli Hornets fallivano una transizione, i Bulls provavano allora il golpe con la stessa arma ma Gibson in fase di controllo, pronto ormai per la schiacciata si vedeva portar via palla dalla mano destra di Lance, lesto e abile, bravo a riportare la transizione dall’altra parte del campo e ad aprire per MKG che a 8:53 si doveva accontentare della lunetta per realizzare i suoi due punti, comunque preziosi poiché Charlotte tornava a un possesso (73-76).
Hinrich segnava ma subiva anche l’arresto e tiro vincente di Mo Williams a 8:17, tuttavia Mirotic si esaltava nel finale andando a mettere un difficile tiro in entrata vista la coriacea difesa di Biz nell’occasione.
A 7:49 Biyombo era fermato con un fallo sul tentativo di realizzazione (buon assist di Mo) ma splittando lasciava oltre un possesso la squadra di Jordan (76-80).
A 7:25 i Bulls iniziavano a prendere il vantaggio decisivo con Mirotic che quasi metteva una tripla, il canestro valeva comunque molto data l’ottima difesa di Marvin; il rookie per realizzare doveva superarsi.
Gli Hornets (come i Bulls) fallivano due attacchi con Gerald e Bismack e alla fine venivano puniti da Butler che riusciva a depistare Stephenson ma l’appoggio era incredibilmente mancato, tuttavia Charlotte non credeva nell’errore e riconcedeva una seconda chance alla guardia dei Bulls che non tradiva la fiducia dei suoi.
76-84 pesante e a 6:12 Clifford chiamava time-out.
Mo non riusciva più a giocare pressato, ci pensava Walker allora a 5:16 a mettere due liberi ottenuti grazie a una spinta presa in entrata.
Butler dalla baseline destra da distanza media metteva dentro il tiro, poi gli Hornets segnavano 4 punti dalla lunetta, uno con Gerald che falliva il secondo, Maxiell pendeva il rimbalzo, finiva per cercare il tiro Mo che veniva fermato irregolarmente sul tentativo di tripla.
Mo era glaciale e Charlotte tornava a sperare sul -4 (82-86). Dopo l’errore di Hinrich gli Hornets avrebbero la possibilità di tirar dentro Chicago in un finale punto a punto ma Walker sbagliava la tripla, sul rimbalzo poi Henderson sbagliava come Maxiell addirittura stoppato.
Mo da tre punti non centrava il bersaglio e Walker provava il tap-in ma falliva lamentandosi da terra di una spinta, Chicago non se ne curava e andava dall’altra parte a chiudere la partita con Mirotic (28 pt. alla fine) che da tre punti segnava l’82-89 a 2:33.
Nel time-out arrivava la notizia che Jefferson, uscito nel terzo quarto, dopo aver pestato un piede a Gasol in un’azione (e quindi aver pensato a un problema alla caviglia per un movimento anomalo), in realtà avrebbe dolore al ginocchio destro.
Il finale era quasi tutto a favore dei padroni di casa con Mirotic protagonista e Maxiell vittima; prima una dunk del rookie, poi un’entrata che costava l’espulsione a Jason per raggiunto numero di falli.
Kemba aumentava il suo score personale ma non poteva più ribaltare la partita.
I Bulls finivano per vincere la sfida 86-98.

Charlotte ha peccato nettamente in fase assist finendo con 11, ma solo 1 di questi è stato messo a referto nel secondo tempo…
Gli Hornets continuano ad aver problemi nel segnare, stanotte hanno finito per tirare dal campo con il 34,6% contro il 45,1% degli avversari, paradossalmente hanno messo il 40% delle triple tentate e hanno vinto la sfida a rimbalzo 51-46.

Le statistiche di squadra.

Le statistiche di squadra.

Voti

Walker: 6,5
29 pt. (11/24), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Per una squadra che tira con medie basse ha una buona percentuale dal campo, anche perché è una PG. Alcuni canestri pregevoli, peccato per aver fatto scadere il tempo su quell’azione, anche se poi ha parzialmente rimediato. Clifford deve aiutarlo quando i lunghi avversari gli portano blocchi alti (vedi Brooks in un momento decisivo), il suo marcatore a volte e ne va e anche se ha colpe relative finisce per incidere sul risultato.

Henderson: 5
11 pt. (3/12), 9 rimbalzi, 1 assist. Buon inizio. Attivo e aggressivo, anche a rimbalzo, ma dal campo ne mette poche e se è lui la SG allora non va bene.

Kidd-Gilchrist: 6
7 pt. (2/8), 9 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Concede qualcosa in difesa e al tiro non va bene, comunque prende 9 rimbalzi e compie la giocata difensiva della serata con stoppata e sfondamento subito.

Marvin Williams: 6
9 pt. (2/2), 6 rimbalzi, 1 stoppata. Perde 3 palloni, ma mette i suoi punti non esagerando.

Jefferson: 4,5
3 pt. (1/7), 5 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Perde 3 palloni, non segna in attacco e fa da spettatore contro centri come Gasol (che finisce con 27 pt.) in grado di colpire dalla media. Gioca solo una ventina di minuti ed esce per problemi al ginocchio che speriamo, nonostante la pessima serata non siano gravi. Una delle poche cose buone della serata è la stoppata su Butler che inchioda al vetro la palla a spicchi.

Maxiell: 4,5
0 pt. (0/4), 3 rimbalzi. Commette 6 falli e va fuori e ha un -14 di plus minus. Già descritta nell’articolo la sua pessima prestazione. Mezzo punto in più per quel rimbalzo d’attacco…

Biyombo: 5,5
1 pt. (0/2), 5 rimbalzi, 2 stoppate in 19:25. Mette a referto due stoppate ma sembra un Biyombo con qualcosa in meno rispetto al suo periodo d’oro. Almeno a difendere ci prova…

Mo Williams: 5,5
15 pt. (4/16), 6 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Un’ira di Dio all’inizio. Fa vedere i sorci verdi a Chicago con le sue triple, Buoni i 5 assist, ma nel secondo tempo la pressione su di lui, anche di gente nettamente più alta come Gibson lo limita troppo e sbaglia troppe conclusioni.

Stephenson: 6,5
9 pt. (4/5), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Magari in difesa deve cercare di fare un po’ meglio su certi palloni, tuttavia ha una serata positiva. Buone iniziative e comunque attivo.

Vonleh: 6,5
2 pt. (1/1), 2 rimbalzi in 1:22. Gioca ancora una volta pochissimo alla fine del secondo quarto. Viene battezzato dl jumper di Mirotic ma lui va dall’altra parte e spunta tra una selva di mani rifacendosi subito. Cattura due rimbalzi. Una scelta nelle prime 10 poco utilizzata, ormai l’infortunio è alle spalle e gli schemi dovrebbe averli appresi. Potrebbe avere più spazio, anche in considerazione dell’infortunio di Zeller.

Coach Clifford: 5,5
Qualcuno mi spieghi l’utilizzo di Vonleh. Per il resto contro Chicago nell’annata siamo due a due, ci poteva stare perdere su un campo difficile, però deve dare una sveglia ai suoi. Se ci sono mancanze (difesa passiva sul tiro) deve intervenire, anche togliendo il giocatore dal campo se è il caso.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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