Game 69; Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 93-101

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Sottotitolo; Carenza di Vitamina D
 
Dopo Dallas, anche Denver passa sul parquet di Charlotte.
L’effetto della mancanza di vitamina D si fa sentire e gli Hornets sembrano affetti da stanchezza muscolare, debolezza nelle chiusure, colti da superficialità negli appoggi e incapaci di segare triple, anche perché con una squadra quasi ferma in attacco troppo spesso, le spaziature e gli spazi per portare al tiro i giocatori non sono ottimali.
Il rilassamento post impresa Miami ci è costato parecchio.
La sconfitta si diceva ieri sera tra noi tifosi di Charlotte, è meritata, forse SKY non porta nemmeno bene (non sono superstizioso ma se continuaste a seguire altro vi ringrazierei), così la caduta dal cielo degli Hornets è avvenuta subito dopo aver spiccato il volo a Miami.
9/18 per Denver mentre noi abbiamo tirato con 9/32 da tre punti, anche i rimbalzi e le panchine (quella di Charlotte ha visto entrare in campo solo 4 giocatori) sono stati altri due fattori fondamentali nella sconfitta oltre al non gioco.
Denver non ha regalato nulla, anche se non aveva nulla da chiedere alla stagione ed era senza Gallinari e Faried, ma un gruppo di giocatori che un po’ di talento l’hanno è bastato per far scattare la partita trappola.
Adesso recuperare la sconfitta battendo San Antonio sarà da mission impossible, ma mai dire mai…
Denver di Mike Malone arrivava a Charlotte schierando il seguente starting five; Mudiay, G. Harris, Sampson, Arthur e Jokic. Gli Hornets contapponevano i soliti; Batum, M. Williams e C. Zeller (in campo nonostante i dubbi). In panchina si rivedeva Hawes, tornato a disposizione.
Batum ha chiuso con 24 punti, molti nel finale dove ha provato a risollevare la squara sino al -5 dopo esse stata sotto di 22 nel terzo quarto.

Batum ha chiuso con 24 punti, molti nel finale dove ha provato a risollevare la squadra sino al -5 dopo esse stata sotto di 22 nel terzo quarto.

 
Inizio abbastanza rilassato e scadente delle due squadre che dopo vari passaggi a vuoto mostravano al pubblico il primo canestro a 10:36 per opera di Jokic il quale non trovava opposizioni sotto canestro poiché la rotazione portava Zeller sul passatore ma non arrivava nessuno sul centro in canotta gialla. I Calabroni trovavano il primo canestro di serata e il vantaggio su una seconda chance, Batum prendeva il rimbalzo offensivo, apriva per la tripla aperta di Walker a sinistra e il 3-2 a 10:10 era servito.
Su una palla persa da Charlotte i Nuggets ritrovavano il vantaggio da sotto con Sampson, incrementato dall’appoggio a 9:08 di Mudiay al vetro.
Addirittura triplicati da una bomba inusuale scagliata dalla top of the key di Jokic gli Hornets reagivano e passavano pala a Zeller che vedeva spazio davanti a se, Cody attaccava la vernice e buttandosi avanti con una dunk aggressiva raggiungeva volando il canestro schiacciando in faccia ad Arthur per il 5-9.
I Nuggets non parevano in gita e Mudiay di tripla lo faceva intendere.
Ai Calabroni non restava affidarsi a Walker che guadagnava attaccando il ferro due FT poi realizzati.
In difesa Zeller prendeva una standing ovation, tutto il pubblico in piedi quando Cody stoppava bene un tiro si Jokic dal post sinistro e si ripeteva due volte sullo stesso giocatore nella stessa azione mandando la sfera a sbattere sul plexiglass.
Il buon momento di Cody era confermato a 5:59 quando faceva meno fatica a schiacciare una bella palla sulla sinistra del canestro dopo il bel lavoro di Batum in penetrazione terminato dal francese con l’assist vincente.
Sul 9-12 Mike Malone chiamava time-out.
Jokic al rientro segnava in jumper sul neo entrato Jefferson, Lee rispondeva a 5:30 appoggiando un pallone dopo aver effettuato un bel taglio nel pitturato.
Lee era anche l’autore del primo fallo in serata di Charlotte che mandava Mudiay in lunetta, 0/2 però per la guardia ospite e Hornets che pervenivano alla parità a 4:54 con una tripla di Batum.
Harris mandava a segno un lungo due contro Marvin Williams ma Kemba pareggiava attaccando il lungo (Jokic) ai bordi dell’area destra, parabola alzata in maniera perfetta e 16-16. Denver ripassava avanti con due FT di Mudiay ma a pareggiare un’ultima volta ci pensava Big Al con un jumper dalla media destra.
Il 18-18 però resisteva 15 secondi. Arthur segnava un libero e 22 secondi dopo anche una tripla portando i gialli sul 18-22.
Il time-out di Clifford portava Lin, dopo aver ricevuto il passaggio di Kemba, a infilarsi nella difesa della squadra del Colorado e ad appoggiare di mano sinistra per il -2.
Nurkic e Kaminsky sfruttavano due FT a testa e il maxi schermo finiva per indicare il 22-24 ospiti che chiudevano il quarto segnando altri 4 punti portandosi sul 22-28.
 
Altri 4 punti consecutivi per Denver arrivavano da Nurkic in avvio secondo quarto, Barton con un jumper batteva Daniels che si catapultava in risposta nell’area avversaria e lasciava andare un artistico driving layup shot vincente.
Hornets che rientravano sul -7 con un banker di Lin e un libero di Batum ma a 9:07 Barton intercettava un pallone appena recuperato da Batum sulla linea di fondo ma lanciato dal francese verso la metà campo senza considerare l’intervento del n°5 che rapidamente si lanciava in area e trovava il vuoto se non un Kaminsky poco disposto a spendere almeno un fallo.
Nurkic sotto le plance continuava ad aver la meglio; rimbalzo offensivo in mezzo a Kaminsky e Zeller, trattenuta di quest’ultimo ma il centro bianco alzava la palla con disinvoltura appoggiando al vetro per due punti più libero successivamente realizzato.
Augustin colpiva con tre punti veloci e Clifford chiamava un altro time-out per cercare di riportare la partita più in equilibrio con Charlotte giunta ormai al -13 (29-42).
Zeller con un libero (su due) interrompeva il parziale, l’incubo però ricominciava con D.J. Augustin che prendeva spazio con un blocco di Jokic, Lin da dietro lo toccava sul tiro, mattonata al vetro che ricadeva dentro come il libero per il tocco di Lin.
A 5:41 si vedeva finalmente Kemba che con un crossover partiva e arrivava al vero per il 31-45.
Il distacco comunque non calava di molto (-13 con un bel jumper di Lee dopo finta e penetrazione a 3:28), anzi, aumentava a 15 (35-50) quando Harris indovinava la sospensione lunga.
A 1:43 Barton sparava la tripla in faccia a Williams, rispondeva Batum dalla top of the key da tre a 1:21, ancora una volta, però Harris con un runner su Lin alzava l’asticella della sfida mandando la gara sul 38-55.
Con due punti a testa si chiudeva il primo tempo; Denver aveva già mezza vittoria in tasca sul +17 (40-57).
Lin con 16 punti è stato il secondo miglior marcator di serata per Charlotte.

Lin con 16 punti è stato il secondo miglior marcator di serata per Charlotte.

 
Al rientro gli Hornets dovevano tentare di recuperare velocemente ma Arthur da dietro stoppava Zeller, dall’altra parte Jokic segnando in area vinceva il duello tra centri.
Batum falliva la tripla ma tornava in aiuto in difesa per stoppare Mudiay.
Un piccolo break tornava utile agli Hornets per tornare sul -14 con l’ultimo canestro in transizione realizzato da Lee con un catch n’shoot su assist di Batum.
45-59.
Zeller riduceva di un altro punto lo scarto; partenza bruciante su Sampson che cadeva, Jokic però sotto canestro gli diceva di no irregolarmente.
Un solo libero a segno perdonato da una sua stoppatona su Mudiay, Lee però in entrata appoggiava il classico tiro che saltava via dall’intersezione tra l’anello e il ponte verticale del ferro, così Arthur s’infilava a destra e dopo aver fatto saltare con una finta Batum e Zeller segnava e guadagnava il FT realizzato a 8:40.
In transizione l’alley-oop di Batum su alzata di Lee in diagonale costringeva al time-out ancora Mike Malone (48-62).
Invece che diminuire il distacco però aumentava, a 6:22 uno scarico per Arthur che infilava la tripla valeva il 50-69, non era finita però perché i Nuggets scavallavano anche quota 20 di vantaggio incredibilmente toccando il +21 con una dunk solitaria di Sampson ben servito a 5:39.
Harris da fuori a 5:05 mandava le Pepite sul +22, Lin con l’aiuto del ferro a 3:59 realizzava la tripla dall’angolo destro e gli Hornets riuscivano a rimontare qualche punto, sempre Lin a poco meno di 6 secondi dalla fine s’inventava un classico circus shot in penetrazione con un mezzo reverse layup con palla lanciata velocemente e alta in controtempo in mezzo ai lunghi di Denver.
Barton però a due decimi beffava Charlotte da vicino e il punteggio finale di terzo quarto era di 62-78 con gli Hornets abili a recuperare solo tre punti nel periodo.
 
L’ultimo quarto iniziava con l’apporto sonoro del pubblico finalmente e con Big Al scatenato, tre suoi tiri vedevano il fondo della retina, dalla difesa e da un raddoppio di Troy partiva anche l’offensiva di rimessa che gli Hornets sfruttavano a dovere a 8:42 con la cosa a perdifiato di Walker bravo in appoggio a ristabilire un gap a una cifra (70-79).
La bolgia veniva gelata momentaneamente da un jumper di D.J. Augustin.
Daniels sparava una tripla senza ritmo che non entrava interrompendo il flusso con il pubblico a rumoreggiare e a 7:59 Big Al superato sotto canestro sulla linea di fondo estendeva gli arti superiori in avanti, Augustin saltando impattava sopra e gli arbitri chiamavano fallo. ½ ma Denver tornava a viaggiare e proprio Augustin a 7:27 di tripla riportava a un consistente +16 i suoi.
Una fiammata di Charlotte, sino a quel momento retta a stento da qualche giocata produceva i canestri di Lin, Kaminsky, Batum e ancora Batum da tre a 4:30 dalla fine.
Gli Hornets tornavano insperatamente contro i giovani Nuggets sul -7 (83-90).
Con i Nuggets in bonus Zeller commetteva un fallo da risparmiarsi assolutamente sulla sinistra conto Augustin a 4:20 che sbagliava un libero, Batum on-fire sulla sinistra usava lo schermo di Williams e scoccava velocemente la freccia da tre per l’86-91…
Charlotte, anche un po’ immeritatamente tornata a -5 ci credeva ora, dopo aver notato un linguaggio del corpo durante la partita che non faceva ben sperare.
I Nuggets tuttavia segnavano con un piazzato da destra di Arthur e con Harris che da sotto sorprendeva la difesa soprattutto grazie al passaggio pallottola sparato ancora da Augustin.
Batum a 3:05 dava le ultime briciole di speranza a Charlotte segnando da tre punti (prima dato da due e poi corretto dal replay center) il -6, quando però Batum falliva la tripla seguente, Kemba mancava la correzione e la palla poi sfuggiva dalle mani di altri Hornets sotto canestro la situazione si faceva difficile anche in virtù del fatto che Mudiay in penetrazione andava a sbattere su Zeller ma inarcando la schiena appoggiava a tabellone per il 97° punto Denver.
Era sostanzialmente ancora il n°12 Augustin a chiudere la gara quando dalla media baseline sinistra s’inventava un fade-away solo cotone che oltrepassava le braccia di Zeller e Walker.
Gli Hornets cedevano il passo 93-101 ed erano confortati nella notte solo dalla sconfitta di Indiana che in casa battuta dai Thunder rimane dietro tre partite rispetto a noi.
Detroit e Chicago in lotta per l’ottavo posto vincono rispettivamente su Brooklyn e Utah, Miami batte Cleveland e Atlanta sconfigge Houston.
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Pagelle:
 
Walker: 5,5
15 pt. (6/18), 7 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. Solo 1/9 da fuori, serataccia. Segna più punti del suo dirimpettaio ma non è una prestazione da Kemba. Non riesce a dare il ritmo.
 
Lee: 5
7 pt. (3/10), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Una delle sue peggiori serate da quando è a Charlotte, tiro e qualche amnesia.
 
Batum: 7
24 pt. (9/18), 8 rimb., 9 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Si carica la squadra sulle spalle nel finale, non può segnare tutto ma riavvicina Charlotte. Peccato, prestazione comunque buona, qualche palla persa ma a volte è colpa dei compagni che non capiscono e i palloni vanno sul fondo o preda della difesa.
 
M. Williams: 5
5 pt. (2/9), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Rifila un paio di stoppate ma è moscio in difesa e in attacco non prende fuoco, quando succede è un problema per noi che passiamo attraverso di lui per finalizzare una parte importante del nostro gioco.
 
C. Zeller: 6
10 pt. (3/6), 2 rimbalzi, 5 stoppate. Solo 2 rimbalzi, Denver domina in questa statistica specialmente quelli offensivi sono radioattivi per noi. Non sono sicuro ma credo career high in stoppate per Cody con 5, 3 sulla stessa azione…
 
Jefferson: 6
10 pt. (4/6), 6 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Troppo falloso, con Nurkic finisce in sostanziale parità ma lui a inizio ultimo quarto ci mette difesa e attacco, poi deve sedersi per il quinto fallo troppo precocemente.
 
Lin: 6,5
16 pt. (6/10), 3 rimbalzi, 1 rubata. Sbaglia qualcosa di troppo, appoggi, dalla lunetta insolitamente, si ritrova però come percentuali al tiro, Un bel circus shot e l’unico in gara a colpire con il 100% da tre…
 
Daniels: 5,5
2 pt. (1/4), 1 rimbalzo, 2 assist. Sembra come in Space Jam gli abbiano rubato il talento, da un paio di partite le triple non gli entrano più e lui serve a questo. Un solo bel canestro ma in sofferenza.
 
Kaminsky: 6
4 pt. (1/2), 2 rimbalzi, 1 assist in quasi sedici minuti e trenta secondi. Non lascia il segno né in bene né in male. Un po’ ignavo.
 
Coach Clifford: 5
Talvolta dovrebbe avere un po’ più di aperture mentale, credo che in una partita del genere Lamb qualche minuto avrebbe potuto giocarlo, giocatori che con finta o meno e atleti che sanno andare dentro sarebbero serviti. Squadra scarica dopo la W di Miami, serve correre e sudare, altrimenti senza super star non si vince. 32-46 pro Nuggets i punti dalle panchine, qualcosa bisogna ricambiare nelle rotazioni forse.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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