Game 7: Charlotte Hornets @ Memphis Grizzlies 104-99

 
Gli Hornets passano al Fedex Forum di Memphis abbattendo i famelici Grizzlies che a inizio ultimo quarto si trovavano su un +9.
Dopo aver sofferto, però, un mix tra panchinari e titolari ha prodotto il sorpasso concedendo poco all’attacco di Memphis che ha pasticciato troppo per vincere nel finale. Evans ha terminato con 19 punti, Conley con 16 e la coppia Ennis III, Brooks con 11 a testa.
Il 41,6% dal campo è basato a Charlotte che ha limitato al 34,4% gli avversari grazie alla difesa e alla determinazione.
Gli Hornets si portano ora sul 4-3 in classifica.
 
Le formazioni:
 
La gara aveva inizio con Howard che portava nella nostra metà campo il settimo pallone su sette partite andando a correggere sulla prima azione un errore di Walker per il 2-0, oltre a deviare in difesa un passaggio verso il post basso destro per Gasol.
I Grizzlies finivano comunque per segnare con Ennis il pari e il vantaggio con Conley grazie a un floater basso in corsa, imitato subito dopo da Kemba (4-4).
I plantigradi iniziavano a far da lepre portandosi sul 4-9, gli Hornets si riavvicinavano a 8:21 con Kemba impegnato in un tiro da tre a destra dello schermo di Howard, il fallo di Harrison regalava a Charlotte tre liberi che mandavano il tabellone sul 10-11, risultato che mostrava prodromi per il sorpasso quando Marvin con un runner rilasciava la sfera che colpiva i due ferri carambolando dentro.
Il primo quarto, osservando il risultato, era un saliscendi; Kemba sulla linea di fondo sinistra si girava tirando complice una difesa rilassata di Memphis per realizzare il 16-15, MKG stoppava Ennis alle spalle, così Lamb con un palleggio arresto e tiro ridava il vantaggio ai nostri (22-20) prima che Parsons sulla sinistra sfuggisse a Frank per andare a schiacciare di prepotenza il 22 pari.
Kemba a 3:15 palleggiava basso tambureggiando fino a scivolare sulla sua destra verso il centro protetto da Howard apprestandosi a scagliare un preciso pallone da tre punti. Conley raggiungeva l’equilibrio nel punteggio sfruttando un fallo del nostro capitano (3 FT), poi nel finale da segnalare un potente alley-oop di Wright a una mano per gli avversari (27-29), l’appoggio al vetro di Evans che dalle parti del post basso destro evidenziava un vuoto difensivo e il pareggio di Graham che arrivava dalla lunetta, guadagnata dopo un giro sulla linea di fondo a superare Chalmers ma non Brooks che saltando in avanti abbatteva la nostra ala con il corpo. Finiva dunque 31-31 dopo 12 minuti.

Frank Kaminsky torna dopo l’influenza e nonostante la favccia sembri ancora un po’ febbricitante fa salire la temperatura della squadra a livello di grinta.
Chiuderà con 9 pt..
2017 NBAE (Photo by Joe Murphy/NBAE via Getty Images)

 
Come spesso accade quest’anno, la panchina avversaria metteva a nudo l’inconsistenza della nostra in termini difensivi e in particolare un 6-0 di Evans lanciava sul 31-39 i padroni di casa prima che Kaminsky infilasse la bomba da tre (catch’n shoot dalla diag. sx) del 34-39.
Il riavvicinamento era interrotto però ancora da un ispirato Evans che da tre punti ci riallontanava.
Mentre Tyreke segnava tutto, Malik non segnava nulla: il quo quarto tiro non andava a bersaglio mentre in difesa Frank sulla destra doveva rincorrere Parsons che si aggiustava con una finta per eludere il Tank e realizzare il 34-45…
Graham da destra batteva due difensori correndo in diagonale verso il centro per depositare due punti mentre Monk si faceva prima stoppare e poi esitava colpendo il ferro portando il suo FG parziale a 0/6…
Charlotte rimetteva dentro i titolari e da un assist dalla linea di fondo destra Kaminsky in corsa frontale realizzava due punti ai quali probabilmente mancava un FT aggiuntivo. Kemba metteva dentro altri 4 punti consecutivi e poi allargava in orizzontale sulla destra a Monk che in ritmo e con spazio, infilava il suo primo tiro della serata.
La bomba valeva l’aggancio a quota quarantasette a 4:10 dall’intervallo.
Un preciso jumper di MKG (da dx) orizzontale rispetto al canestro valeva il nuovo aggancio a quota 51 ma due giochi da tre punti di Conley facevano la differenza nell’ultimo minuto di primo tempo, portando il parziale a favore dei plantigradi sul 51-57.
Un primo tempo in ombra per Howard e Monk (1/8 a testa, complice qualche banker fuori portata per il primo), mentre Walker con 17 punti teneva in piedi la partita per Charlotte mentre il duello tra panchine sul 16-28 a favore dei Grizzlies li favoriva.
 
La ripresa non iniziava bene per Charlotte che incassava una tripla frontale di Harrison sulla quale Kemba non riusciva a opporsi.
Lo 0-9 a parziale tra i due tempi era interrotto da un ponticello di Williams dalla top of the key e rafforzato da un hook in turnaround di MKG.
Lampi nel buio d’inizio quarto, perché l’attacco si bloccava e Memphis ne approfittava portandosi sul 55-64 prima che Walker beneficiasse di un libero poiché in attacco il braccio teso e largo di Gasol fungeva da ghigliottina sul tentativo d’anticipo di MKG, così arrivava il fischio arbitrale e lo spagnolo sbatteva la palla con stizza per terra prendendosi il tecnico.
Kemba e Jeremy faticavano a trovar la via del canestro, così grazie a Conley gli Orsi viaggiavano sul 58-71 prima che con un’autorevole tripla Williams accorciasse al -10 a 6:16 dalla fine del terzo periodo.
A 5:33 Kemba subiva due contatti sulla stessa azione, uno in attacco e uno in difesa (blocco di Gasol), innervosendosi andava a commetter fallo, prendendosi anche un tecnico per vistose proteste.
Howard in lunetta non produceva risultati, mentre Monk in attacco migliorava prendendosi una tripla frontale in ritmo da transizione e un’entrata su Conley con l’alzata su un Gasol di presenza con le braccia alzate, infilando il 66-74.
Zeller era provvidenziale per interrompere in aria una combinazione volante dai due punti prossimi, ma ancor di più fondamentale era andando dall’altra parte a subir un fallo nel pitturato a 3:26 che ci riportava a cinque lunghezze (69-74).
I Grizzlies però entravano in zona bonus nel finale e anche falli sulle palle vaganti davano vantaggio alla squadra di Fizdale che a fine quarto, nonostante la coppia di lunghi Zeller/Kaminsky provasse a tener botta, si presentava sul 73-82.

Kemba Walker a canestro seguito da compagni e avversari.
2017 NBAE (Photo by Joe Murphy/NBAE via Getty Images)

 
Con un -9 e Kemba ancora in panchina, iniziava l’ultimo quarto; Kaminsky riconosceva un mismatch con Chalmers e prendendo il centro, dopo 15 secondi, a una mano infilava oltre Wright ma sbagliava il libero addizionale concessogli. Frank prendeva un tecnico per proteste sull’entrata di Brooks.
I Grizzlies toccavano ancora la doppia cifra di vantaggio (75-85) ma Charlotte si caricava tutta, con Frank a fare da innesco a caricare la squadra.
Cody e Malik alternavano una buona giocata difensiva e un canestro a testa, poi, dopo un pallone rubato come una gazza ladra da Wright e trasformato dallo stesso lungo, si entrava nella sagra degli errori, specialmente sotto il tabellone di Charlotte, un’azione confusionaria con Evans a commettere l’ultimo clamoroso errore, dava il via a un finale nel quale Charlotte riduceva progressivamente lo scarto, ad esempio passando a destra su un blocco ben realizzato da Zeller, Monk infilava la bomba dell’82-89.
A 6:16 Walker si avvicinava a Frank in difficoltà sulla sinistra attirando Conley che non reggeva il cambio di direzione del capitano che subiva fallo in entrata completando un gioco da tre punti dimezzando il gap a tre sole lunghezze.
I Grizzlies si riallontanavano momentaneamente sul +6 ma a riportarci a galla era Lamb che sparava immediatamente senza paura dalla sinistra da tre punti anche con il difensore sulle sue tracce.
Il canestro del 90-93 era benedetto dalla provvidenza, così come il fallo di Zeller, obbligato a spenderlo su un Martin in prepotente entrata su una transizione nata da un ribaltamento di Kemba intercettato da Conley.
Lo 0/2 di Jarell lasciava inalterato il risultato fino al jumper sulla sinistra contro Gasol del capitano.
Il black-out offensivo dei ragazzi del Tennessee continuava; Howard strappava un rimbalzo, Kemba penetrava sotto canestro scaricando per il prode MKG accorso come il buon Sancho Panza in aiuto del suo folle (a creder nella rimonta) capitano Don Chisciotte.
Kidd-Gilchrist realizzava in appoggio di destra e il sorpasso si materializzava, vantaggio mantenuto dai passi in partenza del rookie Brooks e da un errore di Evans.
Quando la PG avversaria commetteva fallo su Kemba, arrivavano due FT (in bonus) per il nostro trascinatore che non sbagliava.
Conley non metteva il tiro (aumentando a quota 26 gli errori sugli ultimi 30 tentativi dal campo di Memphis) seguente e Brooks ingenuamente sulla palla vagante toccava Lamb concedendogli almeno di splittare a 2:08 dalla fine portando i nostri sul 97-93 a distanza di sicurezza.
Evans a 1:47 centrava il canestro dei teal con una tripla ridando alla partita molta più incertezza, ma quando a tre quarti campo Kemba partiva, lasciando Conley sui blocchi, il suo 2/2 ci rianimava.
Scampato il pericolo di una tripla di Gasol che s’inceneriva sul ferro, Lamb tornava due volte in lunetta segnando tre dei 4 liberi concessi (nel mezzo una tripla di Evans non a bersaglio).
A :14.3 Lamb lanciava Charlotte sul 102-96 ma Brooks a :08.9 dimezzava lo svantaggio mentre Charlotte rischiava la beffa per un fallo non rilevato di Conley sul passaggio verso Kemba che in allungo riusciva a passare l’avversario ed Ennis accorso in aiuto chiudendo il contropiede con un assist per la regale slam dunk di MKG a due mani che chiudeva a :02.8 ogni discorso sul 104-99.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
27 pt. (7/15), 2 rimbalzi, 6 assist. Gli viene a mancare Howard come terminale ma i pt. sono inferiori ai minuti solo di due. Trascina Charlotte alla vittoria nonostante nel terzo quarto vada in difficoltà al tiro. 12/13 dalla linea. Sta tornando ad alti livelli.
 
Lamb: 7
17 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. Finisce con un 6/13 dal campo avendo un momento d’appannamento nel terzo quarto. Si notano dalle statistiche le differenze con Batum che sta sostituendo. Non passa la palla nemmeno sotto tortura dalle parti del ferro, ovvero non rischia, infatti, non commette turnover, ma attacca il canestro e questo è importante. Balza sotto le plance difensive a non concedere seconde possibilità agli avversari oltre alla solita doppia e consistente cifra.
 
Kidd-Gilchrist: 7
10 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 5/5 dal campo, +16 di plus/minus, terrificante lavoro su Conley che finisce con 16 punti e 6 assist, non tutto realizzato contro di lui. Sigilla la W con la schiacciata finale.
 
M. Williams: 6,5
9 pt. (3/6), 8 rimbalzi, 2 assist in 25 minuti. Altra buona gara per Marvin che spreca poco e aiuta la difesa.
 
Howard: 5,5
2 pt. (1/9), 7 rimbalzi. In 29 minuti commette due turnover. Non vince il duello con lo spagnolo che lo porta spesso sulla linea dei tre punti cercando così di lasciare spazio agli inserimenti degli esterni veloci visto che il buon Marc può permettersi di sparare anche da tre. Come un pesce fuori dall’acquario anche al tiro tenta improbabili banker non proprio nelle sue corde. Tutto sommato Marc è abbastanza limitato. Nel finale co un rimbalzo e la sua presenza congela il risultato.
 
Bacon: 5,5
2 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Sale per un paio di jumper in serie fuori ritmo, chiude con un 1/7 e poi la difesa stasera non mi è piaciuta molto. In 19 minuti non porta benefici particolari a Clifford.
 
Kaminsky: 6,5
9 pt., 6 rimbalzi, 2 assist. Pride. Si arrabbia quando Memphis è in controllo della gara, per un passi non visto. Da il via al come back che ci porta a vincer la partita. Al tiro meglio nella prima parte, ma a volte anche quando non segna, ne viene fuori qualcosa di buono.
 
Monk: 6,5
13 pt. (5/15), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppate. Dopo l’1/8 del primo tempo mette un 4/7 nel secondo che aiuta la squadra a risalire, utilizzando anche una certa aggressività in difesa nei momenti che contano. Una sola palla persa. Da premiare dopo il pessimo primo quarto, non cede a livello mentale. Quando l’ingannevole dottrina dei numeri di cui è permeato l’occidente si deve inchinare all’importanza del gesto nel momento, ecco spuntare Monk.
 
Zeller: 7
11 pt., 8 rimbalzi, 3 stoppate. Preziosissimo, sale alla distanza. 4/7 al tiro. In campo fino al rientro di Howard, uno degli artefici con la sua presenza delle difficoltà di Memphis d’andare a segno e anche in attacco segue le azioni correggendo in tap in, portando blocchi o andando nel pitturato a segnare da pick and roll. In una serata nella quale Dwight si prende una pausa, sorge lui.
 
Graham: 5,5
4 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata. Due palloni persi e un -17 che va aldilà delle proprie colpe difensive pur non avendo, secondo la mia opinione, fatto una partita a livello delle sue possibilità. Due FT preziosi. Travolto rimane per terra per un po’, ma poi si alza e con lucidità non fallisce le occasioni guadagnate.
 
Coach Clifford: 7
La squadra non è quella dello scorso anno e lo dimostra vincendo nel finale. Utilizza delle rotazioni leggermente diverse e utilizza un quintetto a metà d’ultimo quarto, ben assortito, con i giocatori che stavano facendo bene. Anche se la squadra produce solo 15 assist, va 29 volte in lunetta. I 56 rimbalzi contro i 48 dei Grizzlies sono indice di determinazione, così come il 34,4% concesso agli avversari dal campo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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