Game 7: Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 103-105

Intro
 
Chissà perché oggi mi è venuta un’idea d’insieme mettendo insieme varie tematiche che teoricamente non sarebbero collegabili.
Partiamo dal presupposto che spesso sui social, ma anche nella vita reale tendiamo a stigmatizzare e/o a condannare i comportamenti di quel collega, quel politico o prendiamo di punta quel giocatore magari.
A volte i comportamenti differiscono per colpa della nostra attitudine differente in situazioni simili.
Prendiamo ad esempio proprio Charlotte che ha concesso la vittoria ai Bulls allo United Center per poi massacrarli in casa allo Spectrum Center dopo soli due giorni praticamente con gli stessi roster a disposizione.
Cosa cambia in queste due situazioni?
Io direi la coerenza e l’attitudine psicologica.
A volte l’ambiente o il nemico davanti a noi è solamente l’immagine riflessa nello specchio delle paure o dei comportamenti che “abbiamo” ma che non riconosciamo quando siamo noi stessi a commetterli ma riconosciamo sugli altri.
Ovviamente è un discorso generico ma che fila bene in taluni casi.
Coach Borrego ad esempio aveva evidenziato la poca voglia/predisposizione alla difesa di Charlotte, fattore determinante nella sconfitta e determinante nella vittoria poiché ritrovato.
Borrego si è “dimenticato” anche di avere diverse colpe nel finale a Chicago…
Dato che lo spirito di sacrificio, l’allenamento sono imprescindibili per ottenere risultati, ero curioso di vedere la partita questa notte che aveva come comune denominatore la trasferta.
Su certi parquet gli Hornets da qualche anno giocano un basket inferiore alle loro personalità, condizionati dal fattore away e se nei primi anni contro i derelitti Sixers si aveva spesso buon gioco, l’anno scorso fu una serie senza troppe storie a favore di Phila.
Sfida quindi psicologicamente dal terreno impervio da affrontare con personalità per eliminare le paure e sconfiggere la fatica del back to back a prescinder dal risultato finale perché tutti guardiamo il risultato ma ancor prima è da applaudire lo sforzo massimo fatto comunque vada.
 
La partita in breve
 
Charlotte inizia con un po’ di timore giocando troppo delicatamente sul parquet, meno fisica, forse perché i Sixers hanno vinto le ultime 6 partite della serie.
A rimbalzo concede qualcosa ma sembra esserci, tanto che chiuderà i primi 24 minuti sul 21-22 per i Sixers in questa statistica.
Dopo diversi sorpassi i 76ers si portano sul +7 ma gli Hornets accorceranno sino al -4 (28-32) di fine prima frazione.
Anche nel secondo quarto la partita rimane equilibrata.
Charlotte beneficia di quattro punti finali di Bridges che accorcerà il divario dei viola sino al -1 (62-63) al riposo, anche se Phila dalla lunetta era perfetta con un 14/14 sbalorditivo.
Gli Hornets provavano a scappare per evitare la punto a punto; a 3:15 l’assist di Batum in transizione per Bridges chiudeva il cerchio con il poderoso alley-oop per l’83-77 ma dopo una stoppata rifilatagli d Biyombo, Embiid tagliava il gap con una tripla.
Charlotte chiudeva comunque in vantaggio il quarto 85-83.
In poco tempo con uno 0-4 di parziale la squadra di Brown si portava avanti di due con una schiacciata dirompente di Fultz.
I Sixers andavano a guadagnar 4 punti in un colpo solo quando a 9:42 JJ Redick andando a tirar scoordinatamente creava il contatto su un’uscita pulita di MKG.
Fattore campo per il fischio e Borrego che perdeva forse la testa?
Forse…
Sta di fatto che si aggiungeva anche un fallo tecnico.
Giocata da 4 punti importante ma successivamente due FT di Walker portavano avanti Charlotte (94-93) che, finita nuovamente sotto, pareggiava (99-99) con un tiro da fuori di Kemba (male da fuori con 3/15) da tre punti.
Nel finale gli errori al tiro di Kemba, Williams, Bridges e la stoppata su Zeller (in ordine sparso) costringevano Charlotte alla resa.
Onorevole, terribile dopo aver perso un’altra gara punto a punto ma anche punto di partenza per continuare a giocare con la forza dei secondi 24 minuti, sebbene alcuni senatori come il solito sian spariti dal campo…
37 pt. di Walker e 14 di Bridges per Charlotte, 27 di Embiid e 18 di Covington per i Sixers che portavano tre giocatori in doppia doppia compreso un Simmons da 14 punti e 12 rimbalzi.
56 rimbalzi e un 25/30 a liberi per i Sixers come fattori determinanti.
Saranno 48 quelli di Charlotte che chiuderà con un 20/24 a gioco fermo.
 
 
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
 
1° quarto:
 
Partenza lenta per le due squadre che sprecavano almeno un paio d’azioni a testa prima di trovare il canestro.
Era Phila con Embiid a prender posizione nel pitturato e gancetto su Zeller in leggera girata da spalle a canestro a muovere per prima il punteggio.
Lamb in infilata su iniziativa personale trovava il floater da due punti più il fallo di Fultz portando avanti Charlotte a 10:30.
Simmons imitava Lamb andando a depositare il 3-4 in verticale ma Kemba a 9:51 sparava da tre un catch n’shoot per il 6-4 e a 9:23 riusciva a battere il lungo con uno step-back da media distanza.
Batum sprecava un open dopo una serie di finte ubriacanti di Walker che dava nelle mani del francese il potenziale assist ma dopo l’errore una tripla in transizione di Covington pioveva nel canestro di Charlotte.
A 8:16 sul lato sinistro Lamb mandava a bersaglio una tripla contrastata ma Fultz in coast to coast accorciava sul -2. Batum dalla media metteva dentro ma Saric a rimbalzo sotto canestro strappava un pallone e mettendo dentro il 13-11 invitava Borrego al time-out (7:00) dove aveva qualcosa da dire a Lamb e alla squadra un po’ molle difensivamente.
Lo stesso Saric da tre portava avanti i locali ma dopo una rimessa intercettata a Bridges per il 13-16 in transizione, Kemba allungando l’arto destro trovava un circus shot con la palla che si divertiva a girare lentamente sull’anello più volte prima di decidersi a entrare.
Lo stesso Kemba con un pull-up dalla diagonale sinistra restituiva il vantaggio ai viola (17-16) a 5:25.
Saric dal post basso destro e l’ho ok su Lamb segnavano il +1 Phila poi JJ Redick entrato dalla panchina infilava il tre punti mentre Bridges in entrata sulla linea di fondo destra si fiondava con atletismo per l’appoggio del 19-21.
JJ Redick con un dai e vai sui bordi del parquet a destra contro-riceveva e segnava in corsa da tre mentre Kemba attaccando Embiid depositava da sotto il 21-24.
MKG di destro segnava il -1 ma Embiid andava a segnare 4 punti consecutivi allontanando Phila sul +5, poi Fultz con 2 FT ci lasciava a 7 punti di distanza (23-30) prima che il neo entrato Graham segnasse il suo primo tiro NBA addirittura da oltre ‘arco.
Monk a :21.9 si procurava due FT accorciando sul 28-32.

Batum e Simmons a rimbalzo.
Foto: ELIZABETH ROBERTSON

 
 
2° quarto:
 
Graham iniziava bene anche il secondo quarto con il layup di sinistro in corsa su assist di MKG, Embiid ne metteva dentro due ma Bridges, ricevendo una drive and kick orizzontale dalla baseline, “cacciava” dentro una tripla per far tornare la squadra di Borrego sul -1 (33-34).
Embiid iniziava a prendere piede su un Biyombo subentrato nel primo quarto che male non aveva fatto all’inizio appoggiando due punti, poi Monk smistava un assist verticale per l’entrata lungo la linea destra di Biz che depositava il 35-36 ed entrava in lunetta ma mancava il punto del pari. Occasione sprecata punita da Shamet che facendo piover dentro il nostro canestro una cometa da tre punti era toccato da Graham in uscita da un blocco.
Si aggiungeva un punto supplementare dalla linea con il quale Phila a 9:57 si portava sul 35-40.
Malik in jumper su Muscala ci riportava a un possesso lungo ma era successivamente stoppato da Embiid, così Fultz in transizione girava velocemente nel pitturato disorientando Bridges per andare ad appoggiare elegantemente.
Marvin con uno spin sul post basso sinistro e un pump fake riconoscendo il mismatch in cm con Shamet infilava un banker ma dopo una tripla in transizione mancata da Graham per gli arbitri c’era fallo di Charlotte sulla spinta da sinistra di Embiid su Cody.
2/2 ai liberi per il centro avversario a 7:46 e 39-44.
Un long two di Graham per il -3 era restituito dallo stesso play che perdeva un pallone (pass orizzontale intercettato) diretto a Batum e Covington puniva in transizione con la schiacciata solitaria.
Charlotte andava sul -7 mostrando qualche lacuna dietro lasciando a Simmons una second chance da sotto per il 43-50.
Il riavvicinamento passava per due tiri liberi di Williams seguiti da un floater di Zeller su assist di Walker dopo un double screen ma a 3:27 Saric in lunetta con un 2/2 portava il parziale dei Sixers ai FT sul 13/13 e il risultato sul 49-56. Cody in arcobaleno su altro assist di Kemba anticipava due FT a segno di Kemba (spinta di anca di Saric in chiusura sulla baseline) ma Simmons correggeva sé stesso a rimbalzo dopo l’entrata imprecisa.
Una tripla di personalità a 2:23 di Bridges faceva entrare il nostro rookie quasi in the zone poiché, dopo una stoppata di Batum su un tentativo esagerato di reverse di Simmons, nel finale lanciando un lungo due ci riavvicinava sino al -3, così Embiid tentando la sicura schiacciata stampava una violenta dunk sul ferro facendo correre gli Hornets in transizione, gli arbitri erano costretti a chiamare il fallo sullo stesso rookie servito dal sophemore Monk. ½ per il 61-63 a 7 decimi dalla sirena che suonava inesorabilmente sul secondo libero mancato.
Aggiornato sul 62-63 il punteggio nell’intervallo si era pronti a ripartire.
 
 
3° quarto:
 
Batum iniziava bene il quarto con un assist verticale per la corsa di Lamb in back-door che ci rimandava avanti dopo lungo tempo.
Simmons era stoppato dal francese ma riprendeva palla segnando caparbiamente da sotto.
Cody andava ad appoggiare al plexiglass con eccessiva forza ma un fallo a rimbalzo di JJ Redick su Lamb ci restituiva un pallone sprecato da un tiro di Batum.
Ad ogni modo a 10:27 Kemba zigzagando andava sulla destra con step-back deciso per distanziarsi da Embiid e colpire riportandoci sopra (66-65).
Tre punti di Williams ci davano il massimo vantaggio (+4), poi Cody estendendo a 6 punti il vantaggio grazie a un tocco sopra Embiid e al ferro amico dava l’idea della fuga che Phila stoppava immediatamente con una tripla di Covington a 9:28. Mentre la palla entrando nel canestro era seguita dai tifosi, gli arbitri vedevano la spinta di Zeller su Embiid.
Tiro libero supplementare per il -2 Phila che usava il FT come trampolino per pareggiare con lo stesso Embiid su un’azione nella quale andava a segno sul secondo tentativo da sotto. Lamb con un floater in entrata ritmata su JJ Redick restituiva due punti di vantaggio ai viola (73-71) che accumulavano altri due FT su una transizione che vedeva Zeller lanciato in corsa centralmente verso canestro ricever il passaggio schiacciato di Batum sul quale Saric spendeva l’ennesimo fallo.
Covington però dalla diagonale destra metteva dentro un altro siluro e un jumper auto-prodotto da Fultz costava il sorpasso ai nostri danni (75-76) prima che Kemba in attacco facesse impazzire Covington con rapidi movimenti ed esitazioni servendo brevemente e verticalmente Cody sotto canestro, tardivamente chiuso dalla difesa strettasi troppo tardi per fermare l’alzata di Cody nel varco presente.
Una palla rubata da Cody lanciava il nostro centro verso la jam del 79-76.
Finalmente Phila, sbagliando un libero con Simmons (16/17), rimaneva attardata di due punti che divenivano 4 dopo l’appoggio di MKG e 6 quando a 3:15 in transizione Bridges scambiando con Batum si vedeva restituir palla per l’assist volante chiuso in alley-oop con la consueta potenza.
Biz stoppava Embiid che si rifaceva colpendo da fuori per l’83-80 e per un fallo dello stesso numero 8 degli Hornets Embiid aumentava i punti nel tabellino ai liberi con un 2/2 valido per il -1.
Kemba a :27.1 recuperava tre FT grazie al fallo di McConnell in uscita dal blocco di MKG per un 2/3 peggiorato dall’altra parte a gioco fermo da Covington con il suo 1/3 che fissava il punteggio dopo 36 minuti sull’85-83 Hornets.

PHILADELPHIA, PA – OCTOBER 27: Joel Embiid #21 of the Philadelphia 76ers handles the ball against the Charlotte Hornets (Monk and Williams) on October 27, 2018 in Philadelphia, Pennsylvania
2018 NBAE (Photo by Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images)

 
 
4° quarto:
 
Embiid pareggiava subito i conti e una schiacciata di Fultz pirotecnica dopo il coast to coast ci costava lo svantaggio a 11:23 (85-87) .
JJ Redick dalla linea di fondo destra segnava un tiro quasi senza parabola poiché toccato da Bridges mentre Lamb faceva rimaner attaccati i Calabroni con un fade-away nel pitturato sotto il massiccio lungo.
A 9:42 l’azione decisiva della partita probabilmente.
Azione dubbia…
JJ Redick tentava un tiro mentre MKG in uscita dal blocco gli si parava incontro per tempo bloccandosi ma JJ creando un contatto di ginocchio con un tiro scoordinato si prendeva il fischio a favore.
Tre FT più il libero addizionale per tecnico a Borrego. Un 4/4 che costava caro, anche se gli Hornets recuperavano il gap portandosi addirittura avanti a 7:56 dopo due FT di Walker (94-93).
Simmons segnava da sotto il +2 Phila, poi Embiid su un azione di Phila offensiva rimaneva giù, Williams in transizione mancava la tripla in 5 vs 4 e a 4:52 il fallo era contro Lamb. Muscala in lunetta splittando aumentava a tre lunghezze il vantaggio dei bianchi.
Un 2/2 di Walker dalla lunetta avrebbe potuto esser rampa per il nuovo vantaggio ma le frettolose triple di Walker e Bridges erano destinate a fallire, una correzione in prepotente schiacciata di Embiid valeva il +3 per la squadra di coach Brown.
Kemba a 3:04 faceva sibilare la sfera dentro la retina con una tripla finalmente perfetta pareggiando a quota 99.
Da sinistra però a 1:44 dalla fine JJ Redick, dopo una serata passata a litigare con il canestro al tiro ci rispediva sul -3.
Ancora Bridges mancando una tripla (anche se vi erano stati due pt. di Walker) dava la possibilità a Phila di chiudere quasi il match.
Come un serpente letale Covington segnava dalla diagonale destra con Zeller costretto a uscire nel vuoto assoluto.
Spazio siderale e traiettoria orbitante dentro la retina per il 101-105.
Simmons andava a segnare saltando in avanti e perdendo il controllo del corpo.
Netto sfondamento su MKG che un pubblico accecato essendo di parte non vedeva.
Chance per Charlotte con un bell’assist di Walker per Zeller che a sinistra del canestro si faceva toccar palla da Covington.
La stoppata costava cara perché sebbene a :17.3 gli Hornets avessero palla per accorciare, non riuscendo a concretizzare con Williams si trovavano con palla in mano a pochi secondi dalla fine.
Fallo di Simmons su Walker dall’arco. 2/3 ma a :02.6 dalla fine.
Charlotte senza più time-out sotto di due punti con l’acqua alla gola dopo il time-out chiamato da coach Brown.
Sulla rimessa gli uomini di Borrego non riuscivano nemmeno a commetter fallo.
Finiva così una partita che comunque gli Hornets, dopo un inizio titubante in difesa, perdevano nuovamente sul filo, complici scelte offensive a alcuni inutili senatori.

 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6,5
37 pt., 6 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 11/31 al tiro con 3/15 da tre e 12/14 dalla linea… Forse un 6,5 sarà considerato voto basso per un giocatore che ha messo dentro altri 37 punti e viaggia a medie improponibili ma i 31 tiri sono tanti, specialmente quelli presi e non realizzati da fuori. Brutta serata da oltre l’arco, tiri presi troppo rapidamente nel finale dove i compagni non lo assecondano o spariscono come sparisce spesso il gioco di squadra e Kemba è costretto a forzare. Per il resto gioca a tutto campo e si spreme in difesa . Va anche a commettere un fallo abbracciando Muscala nel pitturato…
 
Jeremy Lamb: 6
12 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, rubata. Zero di +/-, giocatore che chiuderà con un 5/12 dal campo alternando tiri dal buon ritmo in floater a scelte forzate in penetrazione o continuando a giocar da solo con pochi secondi sul cronometro. Statistiche che andrebbero benissimo dalla panchina ma da lui come SG titolare ci si aspetta qualcosa di più.
 
Nicolas Batum: 5
2 pt., 10 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate. Per fortuna tira poco. Chiude con 2 pt. andando in doppia cifra con i rimbalzi. Alcuni buoni assist e un paio di stoppate dal perfetto tempismo su Simmons. Se su Lamb c’è aspettativa, su Batum non c’è speranza perché nei finali scompare risultando inutile. Marca bene anche un jumper di Simmons poi sull’azione seguente, anche se c’è il leggero tocco di Embiid sulla sua schiena, da sotto appoggia ben distante da canestro rovinando l’azione.
 
Marvin Williams: 5,5
7 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. 2/6 al tiro. Gravano sul team i due errori da fuori nell’ultimo periodo con una tripla aperta in 5 vs 4 mancata. Più utile in difesa, altro mistero del perché si riveda in campo nel finale. Alcuni giocatori di Charlotte più che mansueti e desueti sono dannosi.
 
Cody Zeller: 6
12 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. Bella la palla rubata con caparbietà che lo porta a segnare in schiacciata. Se la deve vedere con Embiid e dopo un inizio titubante inizia anche a prendersi qualche rivincita. Più confidente, trova spazi sotto per segnare canestri importanti. Peccato si faccia stoppare da Covington in un momento decisivo.
 
Malik Monk: 5
4 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. Gioca solamente 11 minuti ma non è in palla. Sparacchia male con un 1/8 dal campo (0/3 da fuori) e concede a inizio ultimo quarto la transizione a Fultz con un’alzata sotto il canestro avversario che diventa subito un bad pass. Un paio di falli in difesa con un 6 di plus/minus.
 
Michael Kidd-Gilchrist: 6
6 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Lotta. Presente in numerose azioni esce con esiti alterni dalle varie sfide, comunque c’è sempre, anche nel finale sullo sfondamento preso restituisce un po’ di speranza a Charlotte. Un paio di forzare al tiro finendo con un 3/8 dal campo.
 
 
Miles Bridges: 6
14 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. Borrego gli da fiducia tenendolo sul parquet per 30 minuti perché vuole una squadra fisica. Lui finirà con un 3/6 da fuori, peggiorato a causa dei minuti finali nei quali manca due triple. Splendido alley-oop in transizione e buona mano sui tiri da tre, ma non sui lati dove sbaglia spesso. Il limite è la difesa sul parquet. Facile girargli intorno.
 
Bismack Biyombo: 5,5
2 pt., 6 rimbalzi, 1 stoppata. Inizia su Embiid un po’ incerto, poi qualche volta riesce a usare il fisico per fermarlo come nel secondo tempo quando una difesa attenta costringe il n°21 avversario ai passi. Sempre un po’ “ballerino” in alcune circostanze commette tre falli ed è nullo in attacco, ma l’idea di utilizzarlo su un giocatore fisico non era malvagia. Manca un libero dopo l’unico canestro messo a segno. Sull’altro tentativo, va distante anni luce dal canestro.
 
Devonte’ Graham: 6
7 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. Inizia la sua avventura al tiro nella NBA infilando una tripla. Gioca un discreto primo tempo anche se si fa intercettare un passaggio orizzontale da ultimo uomo. Borrego lo prova al posto di Parker. A parte un po’ d’inesperienza che lo portano all’errore, sembra un buon giocatore sul quale poter far affidamento in caso di bisogno.
 
 
Coach Borrego: 5,5
La gestione degli ultimi time-out non è delle migliori e continuare a far giocare senatori come Batum e Williams che non solo mancano tiri ma scompaiono dal campo, è deleteria. Buona l’idea di far giocare Biz per limitare Embiid e quella di inserire gente fisica come Monk, oltre che a lascia spazio a Graham come PG di riserva nel back to back. Adesso si ritorna a Charlotte per 4 partite, dovrà limare qualche errore ma è un coach che ha anche buone idee. Deve parlar su un po’ con la squadra anche per l’attacco nei minuti finali. Bisogna trovare giocate migliori che non costringano Kemba a superarsi come faceva lo scorso anno. L’intenzione dichiarata era quella ma come il solito tra teoria e realtà ci sono distanze e problemi.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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