Game 70: Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 105-90

 
 
Show Must Go On
 
L’esplosione del Big Bang, la generazione della materia dopo una dura lotta contro l’antimateria (qualcuno l’ha definita la gemella malvagia), l’espansione avvolta da nebbie e la creazione spettacolare di galassie dagli astri splendenti.
Se non ci si può ricordare questo, io tendo a non capire come siamo finiti sull’orlo del burrone.
Nella nostra galassia, La Via Lattea, su di un piccolo “sperone” (quello di Orione) nel mezzo dei bracci a spirale del Sagittario e di Perseo, ecco il nostro pianeta.
Qui la materia ha preso multiforme vita ed è entrata in competizione per il mantenimento della specie e l’evoluzione. Falchi e Calabroni in alcune aree sono “nemici naturali”, in Giappone ad esempio, un determinato tipo di falco avendo sviluppato anche un particolare piumaggio per evitare le punture di questi vespidi ne è divenuto un predatore.
Un dualismo come tanti che, pare impossibile da disinnescare. In un bel film di Pasolini (da vedere assolutamente), intitolato “Uccellacci e Uccellini”, con musiche di Ennio Morricone, Ninetto Davoli e un simpatico Totò in doppia veste si palesano determinate dinamiche “universali” ma anche bio/storico/sociologiche.
In quella di frate francescano cercherà, inviato da San Francesco, d’evangelizzare proprio falchi e passeri, altre due specie in conflitto.
Dopo molte difficolta, avendo appreso i due linguaggi riuscirà a portare il messaggio credendo d’aver risolto il problema, finché un falco un giorno uccidendo un passero lo costrinse a ricominciar da capo, evidenziando l’eterno conflitto…
Il caos estremo di quest’anno in NBA, con gli Hornets partiti forte e poi crollati però nella fase centrale della Regular Season vedeva comunque gli Hornets pungere due volte i Falchi in un ribaltamento dei ruoli, due vittorie a oggi fondamentali nel limbo di classifica di Charlotte che si presentava ai nastri di partenza del match con flebili speranze di rientro in zona playoffs (-3,5 e -4 rispettivamente sulla coppia Bucks/Heat).
E allora finché esisteranno lo spazio e il tempo, nella Città Regina regna il Show Must Go On dei Queen.
Gli Hornets vincono e lo spettacolo continua nell’incertezza tra eliminazione e in quel che sarebbe un clamoroso rientro verso i playoffs.

Marvin Williams chiude con 13 punti e 8 rimbalzi la sua buona prestazione.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
I Falchi di coach Budenholzer, con maglie nere prismatiche dai dettagli fluorescenti in stile anni ’90, si presentavano all’Alveare senza Bazemore e Millsap infortunati, schieravano sul campo quindi; Schröder, Hardaway Jr., Sefolosha, Ilyasova e D. Howard. Un po’ di fortuna finalmente per Charlotte che quest’anno aveva sovente trovato team in forma e le defezioni erano a nostro carico.
A contrastare questo quintetto i soliti cinque per Charlotte; Walker, Batum, MKG, M. Williams e C. Zeller.
 
La palla a due era portata da Howard nella metà campo degli Hawks, i quali in attacco portavano il pericolo dalla baseline sinistra con Schröder in penetrazione su Walker, sulla destra da pochi passi finiva per segnare lo 0-2 Howard.
MKG grazie a un contatto con Hardaway Jr. andava in lunetta ma freddo falliva il primo dei due liberi portando successivamente l’unico punto degli Hornets prima di un time-out chiamato da Clifford poiché i Falchi si portavano rapacemente sull’1-8 con altri due canestri pesanti.
L’ultimo nasceva da una dribble drive di Sefolosha finita male, il rimbalzo era catturato però dalla guardia che in uscita dal traffico del centro serviva Hardaway Jr., il quale, solo da tre punti, realizzava il +7 ospite.
Charlotte, a 0:28 come scritto, bloccava il cronometro.
Al rientro Cody era stoppato da Howard mentre MKG non realizzava con il jumper, era allora da lontano Batum spalle a canestro prima a spingere Hardaway Jr. per poi passare in palleggio tracciando un semicerchio dietro al blocco di Zeller per chiudere con il pullup del 3-8 nei pressi dello spigolo sinistro dell’area.
Il raddoppio di Walker e Zeller su Ilyasova in difesa non aveva fortuna, l’ex Sixers recuperava un pallone difficile da mantenere e in salto serviva Howard solo sotto canestro che schiacciava senza più difensori addosso.
Marvin realizzava il 5-10 passando un avversario più basso con uno spin e battendo l’aiuto del lungo rilasciando a una mano in prossimità della linea sinistra dell’area.
Un passaggio veloce extra di Batum a continuar la traiettoria originale metteva in ritmo Cody bravo a realizzare con l’elbow jumper.
Sefolosha non realizzava nemmeno uno dei due liberi concessi ma la fortuna baciava Prince che dalla destra tirando contro MKG (ottima difesa nel caso) trovava una deviazione del pallone che finiva dentro, in più Ilyasova caricava e realizzava la tripla del 7-15 che spediva sul -8 i Calabroni.
Poco spettacolarmente ma molto concretamente Zeller realizzando due tiri da due punti consecutivi dimezzava il gap finché Howard da sotto, con agilità insospettabile non facendo veder il pallone a Kaminsky dietro di lui in marcatura, serviva con un verticale cortissimo Ilyasova proveniente dalla baseline sinistra in back-door, per il turco era facile chiudere in reverse.
Entrava Belinelli che cercava di muoversi e servire i compagni per dar le giuste spaziature ma era Zeller ad andare in lunetta dopo aver mancato un tap-in con la palla rimbalzata via dal ferro per un errore al tiro di Kaminsky.
La sagra degli orrori continuava in lunetta con uno 0/2 a 2:44, proseguiva con Cody al secondo fallo (rientrava Marvin) ma si chiudeva a 1:59 con Batum bravo a realizzare da tre punti il 14-17.
Prince da sotto e Kelly da tre sbagliavano, un’entrata vigorosa di Marvin chiusa a una mano dava il -1 ai ragazzi di Clifford che facevano scadere grazie alla difesa i 24 secondi di Atlanta; su un tocco di Batum per la rimessa laterale destra, infatti, rimanevano solo 4 secondi e un decimo agli Hawks che continuando ingenuamente a passarsi la palla non facevano felici il proprio coach.
Schröder comunque si rifaceva segnando con un floater e quando a Belinelli non era assegnato il fallo sul tiro da tre, le speranze di pareggio a pochi secondi dalla fine si affievolivano, anche perché Lamb, ben marcato, sull’ultima azione era costretto a sparare quasi nel mucchio, il tiro colpiva il ferro e si allontanava ma dalla sinistra gli Hawks si accorgevano della presenza del meteorite Williams solo grazie all’effetto doppler.
Marvin il rosso quindi segnava andando a contatto con un maldestro Prince.
Giocata da tre punti e pareggio raggiunto, seppur a basse quote (19 pari).
I Calabroni però, forse grazie a quest’azione, si ricaricavano e partivano forte verso la volta celeste; a 11:50 un back-door perfetto di Lamb servito in verticale sulla fascia da un bound pass di Kaminsky si chiudeva con una schiacciata sul ferro aiutata dallo stesso a terminar dentro, a 11:33 una transizione rapida di Weber apportava altri due punti, infine Lamb a 10:54 dalla diagonale sinistra chiudeva il parziale di 10-0 a cavallo dei due quarti scrivendo il 26-19 sul quale Atlanta chiamava il time-out. Gli Hornets comunque continuavano ad aver la meglio, il gioco di passaggi innescava la fusione nucleare; Marvin realizzava due FT per un fallo di Howard in ritardo sulla rotazione e anche se la risposta dello stesso centro valeva un rimbalzo offensivo e una dunk immediata (28-21), Belinelli a 9:49 trasformava l’idrogeno in elio per un tre punti più pesante innalzandosi sopra Kelly.
Marvin recuperava in attacco, Kaminsky rimaneva sulla linea dei tre punti a far da fulcro ai movimenti laterali di Marco e Jeremy, quest’ultimo restituiva palla al nostro numero 44 che segnando da tre punti realizzava il 34-21 a 9:08.
I Falchi realizzavano 3 dei 4 liberi successivamente a disposizione ma da una penetrazione sul lungo linea sinistro di Marco nasceva il passaggio con appoggio di Marvin finale.
Alley-oop di Howard da passaggio verticale ed errore di Howard da sotto contrastato dal quale nasceva però un tre punti di Ilyasova che fumava come un turco da oltre l’arco.
Hawks sul 36-29. Charlotte tornava a +10 con il primo canestro dal campo di serata di Walker; una tripla a 4:37 per il 41-31. MKG rubava a Howard un pallone sotto canestro chiamando il time-out a terra, Batum a 4:05 con un jumper frontale portava a 12 le lunghezze di vantaggio dei bianchi, inoltre un altro prode intervento volante di MKG (deviazione in anticipo su Howard pronto a realizzar l’alley-oop) dava la misura delle difficoltà offensive degli uomini di Budenholzer che sull’azione successiva mancavano ancora nel traffico un paio di tiri finché MKG non costringeva alla palla a due Howard.
Ovviamente il centro dei georgiani aveva la meglio, poi era Kaminsky a incartarlo sotto canestro senza consentirgli i tiri liberi ma solo la rimessa.
Finiva per segnare allora il più agile Schröder a 2:46 tenendosi oltre l’arco dei tre punti.
A 2:00 Batum realizzava in allontanamento su Schroeder dal post alto destro trovando anche il libero supplementare.
Dalla lunetta Nic andava a vuoto ma una line violation di Hardaway Jr. riconsegnava la sfera al francese che non sbagliava la seconda opportunità.
Ilyasova piazzava due punti ma a 1:35 un fallo di un Prince veramente sottotono, regalava a Batum nuovamente la lunetta.
Il transalpino convertiva due dei tre liberi a disposizione portando il match sul 48-36 ma Schröder continuava a esser spina nel fianco di Charlotte realizzando da tre creandosi spazio su Marvin Williams.
Sefolosha da tre vedeva la sua granata lanciata dal fianco rimbalzare sul ferro, colpire la tabella, ancora il ferro e deflagrare dentro la retina a con un lampo gamma. Walker da tre punti raggiungeva le 200 triple in stagione a un passo dalle 207 di Glen Rice, miglior Hornets in questa statistica se escludiamo Richardson dei Bobcats.
Il 51-42 era servito e dopo i 10 minuti d’intervallo si passava al terzo quarto.

Frank Kaminsky III chiuderà con 14 punti e 5 assist.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Il secondo tempo iniziava con Schröder determinato a non mollare; suoi i primi due punti ai quali rispondeva MKG infilandosi dalla sinistra a ricciolo per lanciare un arcobaleno da pochi passi che terminava nella retina ricadendo sopra Howard proteso in stoppata.
Howard in schiacciata e Batum con un turnaround jumper da distanze ragguardevoli continuavano a mandar gli attacchi a segno, anche Hardaway Jr. s’iscriveva alla lista dei marcatori nel secondo tempo portando un’entrata in mezzo al traffico sino in fondo.
A 9:50 un lungo pullup di Kemba non deludeva le aspettative, ancora Schroeder quindi ma Sefolosha a 9:26 toccava Batum impegnato in ascensione sul tiro a tre punti.
Arrivava il fischio e un 2/3 dalla linea della carità per il 59-50. Schröder stoppava Kemba da tre punti ma lo stesso capitano passava sulla linea di fondo sinistra a MKG che faceva viaggiare verticalmente la sfera sull’altro lato del ferro, l’extra pass apparecchiava per Zeller che appoggiando facilmente realizzava il punto numero 61.
Cinque punti consecutivi del play degli Hawks consigliavano a Clifford di chiamare una pausa sul 61-55.
Gli Hornets tornavano più decisi e un’alzata meno precisa della precedente, effettuata sempre nel pitturato da parte di MKG, era sempre utile per conquistar due punti. MKG era attivo anche in difesa recuperando un pallone ma sull’attacco non ce la faceva Kemba, il suo pallone sotto canestro carambolava su Ilyasova e tornava a sbattere sul mento del capitano precipitando oltre la linea di fondo.
Gli arbitri, errando, davano la rimessa agli Hornets che non segnavano comunque (forse San Giovanni gettando uno sguardo giù…) ma dopo un errore degli Hawks MKG in transizione chiudeva con un fing and roll a 6:31.
Purtroppo poco dopo la nostra ala piccola era costretta ad abbandonare il parquet, sarebbe arrivata più tardi la notizia di problemi alla caviglia destra.
Howard con un tocco dolce segnava da sotto allargando l’arto destro in reverse ma i Calabroni si allontanavano alla velocità della luce sfruttando la buona mano di serata di Frank The Tank la cui cannonata a 5:19 s’infilava nella retina “segnando” il 68-57.
Per il quarto fallo usciva Zeller, sotto lo sguardo di un Clifford rosso in volto, rientrava Marvin bravo a catturar subito un rimbalzo difensivo su un errore di Prince da tre pt..
Chi non sbagliava da oltre l’arco era Kemba, giunto alla terza tripla di serata.
Walker poi si rimetteva nei panni di assist man e su un diagonale trovava Frank pronto a uscire a sua volta dalla destra convergendo il punto d’incontro con la sfera a centro area in una specie di V che portava il nostro numero 44 a schiacciare subendo anche il fallo.
La giocata da 3 punti era buona per il 74-57.
Sefolosha sulla sinistra e di mano mancina interrompeva (appoggio al vetro) la corsa di Charlotte.
Nessun problema se un’altra triangolazione vedeva Marvin passare da destra a sinistra questa volta, invertendo la triangolazione, un lungolinea che esaltava Weber pronto a realizzare da sotto veloce come un furetto.
C’era anche un tiro libero per lui sempre a 3:09 ma veniva mancato dal nostro numero zero, il quale comunque, dopo aver visto Sefolosha segnare da tre, riceveva da Batum (drive paurosa a mandare fuori giri i ritmi della difesa dei georgiani) un assist da spinger solo nella retina.
Lamb, appena entrato, dal corner sinistro spingeva la sfera al centro della galassia retina, il buco nero inghiottiva i tre punti e Atlanta spariva dal campo definitivamente sull’81-62 nonostante una giocata di Schröder da tre punti (fallo di Williams) a 1:47.
Anche Belinelli dava il suo contributo con la drive e passaggio sotto per Weber che metteva così a referto la terza realizzazione su questo genere d’occasioni capitategli.
Ilyasova da tre rimaneva caldo ma la tripla sporadica non impensieriva Charlotte, la quale chiudeva i primi 36 minuti sull’83-68.

Michael Kidd-Gilchrist segnerà 9 punti ma a metà terzo quarto sarà costretto a uscire dopo aver segnato il 65-55 in transizione.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
L’ultimo quarto era lenta proforma; a 11:33 sul velluto Frank esplodeva la bomba centrale, poco dopo era sempre Kaminsky che attraverso il giro palla partiva con vantaggio lasciando il difensore sul posto; drive, passaggio sotto a sinistra per Lamb che in salto, girandosi lateralmente appoggiava a due mani al plexiglass il +20 (88-68).
Marvin faceva buona guardia recuperando un rimbalzo difensivo minacciato da Howard per poi andare a segnare in splendida solitudine su un bound pass geniale di Kaminsky.
Marco e gli arbitri iniziavano ad avere un rapporto di amore e odio. Prima due FT per lui chiusi con un ½ (errando il primo), poi un fallo su di lui piuttosto evidente di Hardaway Jr. non fischiato inducevano alla reazione di getto del cestista di San Giovanni in Persiceto che, se non erro (leggendo il labiale) esclamava: “C’mon!” indirizzandolo agli arbitri che non gradivano e affibbiavano un tecnico al nostro giocatore anche se dalla lunetta Atlanta non lo sfruttava.
Altri due liberi per lui in transizione a 6:40 dopo una rubata avevano miglior sorte (97-74), poi era Walker a registrare il personale 4/8 da tre punti mettendo dentro il 100-81.
Una stoppata di Lamb su Bembry e poi il lento trascinamento sino alla fine con gli Hawks ad accorciar di 4 sino al 105-90 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
16 pt. (6/16), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Segna 4 delle 8 triple di serata, nessun turnover anche se ha un -2 di plus/minus. Non cerca la penetrazione con Howard in giro. Si affida ai jumper o alle triple. In questa seconda specialità avvicina di molto Rice in testa per numero di triple realizzate (207) in una stagione con gli Hornets (207). Kemba ora è a -5… In difesa non sempre riesce a bloccare l’avversario ma delle volte rientra suo tiri a dar fastidio facendo sbagliare il tiratore.
 
Batum: 6,5
16 pt. (5/8), 1 rimbalzo, 6 assist, 1 rubata. Con 5/7 dalla lunetta aumenta il suo bottino. Partito male prende le misure, sia in difesa sia in attacco realizzando un paio di canestri pregevolmente armonici da vedere. Assist al solito livello con un paio di spunti di qualità.
 
Kidd-Gilchrist: 7
9 pt. (4/8), 2 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Prende un -8 di plus/minus, ma a parte la partenza in sordina, accompagnata da tiri fuori bersaglio, è un differenziale ingeneroso. In attacco migliora con personalità realizzando un paio di canestri buttandosi nel pitturato senza paura, la sua presenza difensiva è utilissima a bloccare il lento Howard. Una nemesi, peccato esca per infortunio alla caviglia destra. Ora che servirebbe maggiormente… Altra tegola su Charlotte sperando non sia nulla di pesante, in fondo gli spogliatoi li ha raggiunti da solo a piedi.
 
M. Williams: 7
13 pt. (5/10), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Non raggiunge la doppia doppia come gli capita ultimamente ma in difesa è lui il rapace che protegge il ferro su altri possibili rimbalzi conquistati dagli Hawks. In attacco produce bene, sia in termini di punti che di assist. Buon momento per lui.
 
C. Zeller: 6
8 pt. (4/6), 5 rimbalzi. Gioca 21 minuti per problemi di falli. Questa volta la sfida con Howard non è nettamente vinta, anzi, ai punti Howard fa un pochino meglio, ma l’importante era disturbarlo e in questo Cody riesce bene, segnando anche un paio di canestri utili al rientro nel primo quarto prima che la partita degeneri subito.
 
Kaminsky: 7
14 pt. (5/11), 3 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 2 stoppate. +22 di plus/minus. Gioca bene sfruttando le occasioni intelligentemente, sia da tre che da due, ma anche creando per I compagni, magari usando un vantaggio in termini di tempi di gioco. Sfortunato su un bel tiro si rifà dando una mano alla panchina e piae di più anche in difesa.
 
Belinelli: 6
6 pt. (1/5), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Non un granché al tiro ma si fa apprezzare di più in difesa e come giocatore equilibrato che può aprir gli spazi per I compagni. Peccato per il solo tiro messo dal campo. Deve ritrovar la mano ma nel frattempo si rende comunque utile.
 
Weber: 7
8 pt. (4/5), 4 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate. +17 di plus/minus. Realizza l’80% delle occasioni capitategli e il 75% delle realizzazioni viene da sotto, bravo lui a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. In difesa porta pressione ed energia. Roberts ormai è dietro con Briante lanciato nella second unit con buoni risultati.
 
Lamb: 7
12 pt. (5/9), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Altro giocatore che dalla panchina risulta determinante per portar punti. Belle le giocate offensive e anche più altruista stanotte.
 
Graham: s.v.
3 pt. (1/1). Un 1/1 in due minuti ma un -4 nel garbage time fnale.
 
Roberts: s.v.
0 pt. (0/1), 1 assist in due minuti.
 
Wood: s.v.
0 pt. (0/0), 1 stoppata in 2 minuti.
 
Coach Clifford: 7
Buon gioco di squadra e attenti time-out. Kemba gioca un po’ meno da protagonista e magari ride un po’ meno ma se la squadra gira così bene, inutile far intervenir la contraerea di Kemba, il quale comunque a dato il suo contributo anche nella notte. 3-0 sugli Hawks e serie vinta quest’anno in attesa dell’ultima in terra nemica.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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