Game 72: Charlotte Hornets @ Brooklyn Nets 111-105

 
La stagione NBA è un lungo viaggio composto da 82 partite al quale ve ne sarebbero da aggiungere un minimo di 16 (vincendole tutte o quasi un centinaio) per arrivare al titolo. Non speravamo certo che Charlotte fosse a questi livelli ma magari potesse aggiungerne una dozzina con il passaggio del primo turno playoffs che non si registra da tempo immemore in North Carolina.
Era il 2002 e gli Hornets vennero stoppati (dopo aver vinto la prima serie con Orlando 3-1) proprio dalla stessa franchigia che andremo a incontrare stanotte (l’intro è stata scritta prima della partita) New Jersey (allora era New Jersey e non Brooklyn) Nets di Jason Kidd.
Due squadre lontani anni luce da quei fasti, in particolare gli Hornets mi hanno ricordato oggi, accompagnando un’amica all’aereoporto di Malpensa, quella rampa sulla quale sali per arrivare al comparto “Partenze” ma dalla parte opposta, ovvero la discesa.
Una crisi iniziata a gennaio 2017 e mai interrotta salvo qualche piccolo sporadico colpaccio e qualche piccola striscia vincente (5 partite come massima quest’anno).
Il bello del viaggio è parte dell’incognita e stanotte, svanite le illusioni di post season ci si giocava il piccolo obiettivo di passare avanti nella serie annuale dopo l’inopinata sconfitta subita recentemente dagli Hornets allo Spectrum Center proprio per mano delle Retine.
Mentre a queste latitudini si assisteva a uno splendido tramonto con enorme disco solare rosso, a Brooklyn nevicava e alla fine i bianchi Hornets hanno finito per ammantare e gelare il Barclay’s Center con una rimonta di 23 punti, la seconda nella storia della franchigia e un Howard ancora più enorme della sua silhouette.
Il centro ha finito con 32 punti e 30 rimbalzi facendo impallidir alcuni vecchi record sopperendo al 38,3% al tiro compreso un 3/16 da fuori veramente pessimo…

Howad sale ancora nel numero di giochi da 20 pt./20 rimbalzi.

Brooklyn ha chiuso con il 41,9 ma ha concesso una miriade di FT agli Hornets che con un 36/47 li hanno anche sfruttati meglio rispetto al 14/21 dei locali.
68-46 il conteggio dei rimbalzi pro Hornets grazie a Howard, primario artefice dell’ormai insperata vittoria…
Per i Nets salgono sul podio D’Angelo Russell (19 pt.), insieme a LeVert (14) ed ex aequo Hollis-Jefferson/Dinwiddie con 13.
 
I Nets usufruivano della prima palla della partita ma il turnaround nel pitturato di Hollis-Jefferson si fermava sul ferro mentre dall’altra parte un’incomprensione per mancato hand-off tra Howard e Walker consegnava la sfera alla rimessa laterale per i Nets ma i primi a passare in vantaggio erano comunque gli Hornets con un floater di Walker. Charlotte raddoppiava con un fing and roll di sinistra di Howard.
Brooklyn tornava in parità con 4 punti dello stesso Hollis-Jefferson (due FT e pareggio in entrata diagonale) e avrebbero la possibilità di passare in vantaggio dopo lo 0/2 di Howard dalla lunetta ma il reverse layup dell’onnipresente giocatore dei Nets (dopo la buona finta per liberarsi del nostro centro) era fuori misura.
A 8:50 Kemba non falliva i suoi liberi ma un appoggio oltre il ferro di Allen serviva ai locali per tornare in parità.
Botta e risposta anche tra il jumper rapido di Lamb dalla diagonale sinistra e il floater di Russell ma a 7:54 Kemba passando il suo uomo era furbo tirando sul contatto alle spalle.
Altro 2/2 ma su un turnaround in area il capitano commetteva un fallo veniale.
2+1 per il piccolo in maglia nera e primo vantaggio Nets che innescava una catena di saliscendi che iniziava con un gancetto di MKG per il 12-11.
Rispondeva Carroll, quindi MKG dalla linea di fondo destra, una dunk di Hollis-Jefferson, una drive di Kemba oltre Crabbe, una transizione di Hollis-Jefferson per il 16-17 sino al pareggio ottenuto da Howard splittando due FT a 4:52 dalla prima sirena.
Tre punti di Acy erano controbilanciati da due di Bacon (appena entrato) in jumper dalla destra.
Da qui in avanti però Brooklyn otteneva un parziale di 1-12 con il solo punticino di Howard ottenuto dalla lunetta.
Sul 20-32 Frank s’inventava un fade-away forzando sull’uscita in marcatura di Acy.
A soli :08.3 dalla fine i Nets tentavano l’ultima azione che terminava con un buzzer beater di LeVert per il 22-34, finale dei primi 12 minuti.

Charlotte Hornets guard Jeremy Lamb peers around Brooklyn Nets forward DeMarre Carroll (9) during the first half of an NBA basketball game Wednesday, March 21, 2018, in New York. (AP Photo/Kathy Willens)

 
Il secondo quarto non era favorevole a Charlotte; Allen stoppava oltre il fondo il Tank, Hernangomez recuperava un pallone e un rimbalzo ma Bacon e il Tank non andavano a bersaglio così proseguiva il monologo dei neri di casa che colpivano da tre con Dinwiddie per il 22-37 (-15).
Non era finita però… Clifford con i nostri panchinari in campo incassava altri due punti ed era costretto a interrompere il gioco a 9:42.
A 9:36 un arresto e tiro in area di Bacon tornava a far muovere il punteggio per i bianchi.
Sempre Bacon mostrava un’armonia nel salto e coordinazione nel tiro colpendo ancora per il 26-39, tuttavia LeVert segnava due punti, Carroll chiudeva un gioco da tre punti con il libero a segno poi ci si mettevano anche gli arbitri quando Monk, cercando un bound pass verticale da ultimo uomo trovava sulla sua strada il piede sx di LeVert che riusciva a scappare in transizione per la running dunk tra le ingiurie di Clifford agli arbitri che oltre vedere una prestazione di basso profilo della panchina doveva subire anche dalla terna.
Non c’era nemmeno il tempo per altre proteste che Harris segnava due punti con Clifford sul break (8:00) a protestare nuovamente.
Inevitabile prendere un tecnico per le lamentele del coach; Dinwiddie ringraziava e portava a casa un altro punto per il -23 (26-49).
A 7:35 un gioco a due sulla destra era chiuso da Frank in appoggio su assist verticale di Monk, a 7:02 Graham segnava un jumper ma il rientrante Kemba non aveva ancora ritmo così non riuscendo a sfruttare il momento (stoppata di Allen e tiro sul ferro) lasciava a Russell un arcobaleno in entrata sul Tank che faceva il possibile.
Walker si attivava a 6:01 con il cambio direzione in step back e big jumper, Allen e Lamb (dalla sua mattonella diagonale sinistra) si rispondevano e anche se Williams mancava una tripla lo sforzo di Charlotte per risalire era leggermente premiato quando un pull-up di Lamb s’infilava per il 39-56.
Gli Hornets mancavano tre opportunità da sotto ed erano puniti da Hollis-Jefferson in tap-in sul fast break.
Nel finale Walker guadagnava 4 tiri liberi che segnava arrivando a 8/8 nel primo tempo.
Grazie a questi i Calabroni tornavano sotto i 20 punti di distacco sul 43-62 in un primo tempo con Brooklyn abile a ripartire che denotava comunque una scarsa difesa di Charlotte (25/50 al tiro per i Nets) e un attacco fatiscente per la squadra di Clifford con il 36,4% compreso lo 0/8 da oltre l’arco…

Referee Lauren Holtkamp, right, signals that Charlotte Hornets forward Marvin Williams (2) got his hand on the ball as Brooklyn Nets forward Rondae Hollis-Jefferson (24) tried to shoot during the first half of an NBA basketball game Wednesday, March 21, 2018, in New York. (AP Photo/Kathy Willens)

 
Gli Hornets cominciavano bene il terzo quarto con due tiri a vuoto di Kemba che tuttavia erano recuperati da Howard che ne faceva polpette per il giorno dopo con 4 punti.
Atkins correva ai ripari mandando in campo Acy mentre poco dopo Howard si prendeva il sedicesimo tecnico stagionale che lo costringerà a saltare una partita.
Acy infilava una tripla a 10:13 ma commetteva fallo per cercar di contenere Howard che ricevendo un lob di Lamb segnava con un gancetto in girata più libero addizionale a bersaglio ottenendo a 9:21 il 52-66.
Russell indovinava una tripla, la corrispondenza arrivava da Lamb a 8:46 che segnando la prima tripla degli Hornets provava a metter benzina nel motore.
Purtroppo Russell ne centrava un’altra poco dopo mandando il tabellone sul 55-74.
Un runner di Lamb, una tripla di Acy e una correzione in schiacciata volante erano tee belle azioni che voltavano i numeri sul mega-schermo sul 59-77.
Una tripla di Carroll dalla destra ci costava cara a causa di una disattenzione (due uomini sullo stesso giocatore inutilmente) mentre Kemba, stoppato da Crabbe innescava una transizione sulla quale Carroll trovava il suo Christmas con il tiro acrobatico sul contatto di MKG sfuggendo anche alla contraerea di Lamb in raddoppio.
Gioco da tre punti che faceva ripiombare gli Hornets nel panico.
Howard con una correzione più un libero segnava il 62-82 e un era della gara continuando a produrre offensivamente per Charlotte che lo vedeva schiacciare al volo per il ventesimo punto e il ventunesimo rimbalzo (68-65)…
Ancora piuttosto lontani gli imenotteri tentavano il rientro con buone azioni come quella con un assist di Monk per l’alley-oop poderoso di Howard (70-86) o da un tiro errato di Frank spuntavano sotto Lamb e Howard a tap-in che nel miglior stile gemelli Derrick (Capitan Tsubasa) producevano un canestro a due con la prima deviazione volante in tap-in di Lamb e lo sfioramento di Howard sullo stesso pallone in ascensione. Canestro valido anche dopo il replay center affidato a Lamb. Monk a :22.1 segnava due FT (contatto in entrata) e gli Hornets si presentavano all’ultimo quarto sul 75-87.

Howard esulta.
Nicole Sweet-USA TODAY Sports

 
Monk apriva bene anche l’ultima frazione centrando la seconda tripla per gli Hornets (ottenendo tutti i suoi punti a cavallo dei due quarti) che cavalcavano la tigre del 78-87, ma Dinwiddie con un preciso pullup rimandava gli Hornets sulla doppia cifra di svantaggio.
Carroll mancava una tripla da sinistra, Bacon faceva uscire dal cilindro il coniglio dell’air-ball, Monk commetteva una steal su una palla vagante ma il punteggio non si muoveva fino a che Kaminsky, sopravvivendo a un contatto di Carroll, appoggiava sul tabellone a destra l’81-89.
A 9:16 gli Hornets tornavano sul -6 con una finta e gancio di Hernangomez che dava l’impressione di poter essere un tonico per il finale.
Dopo il time-out chiamato da Atkins però non sbagliava LeVert che da tre punti ci rispediva quasi all’inferno mentre un’altra finta dello spagnolo nel pitturato faceva volare Harris (in rientro) in ponte sulla schiena del nostro povero centro di riserva che stramazzava al suolo.
Poco male perché cela faceva a rimaner in campo segnando uno dei due liberi.
Frank segnava dopo una dribble drive in flaoater ma la situazione stagnava perché a 7:43 Harris segnava due FT, Hernangomez rispondeva riprendendosi la lunetta ma uno scoop partito dal basso con movimento sulla sinistra del canestro da parte di Hollis-Jefferson batteva Kaminsky trovando la giusta angolazione per un “impossibile”.
Monk falliva una tripla e Harris trovava due punti facili.
A questo punto la situazione sembrava tornare a favore dei padroni di casa che sul +10 (88-98) a 5:55 avrebbero potuto gestire meglio il finale invece rientravano i titolari compresa quella macchina da guerra di Howard che i Nets soffrono terribilmente.
A 4:31 Walker con un 2/2 ai liberi portava Charlotte sul -7, ma una sfortunata difesa di Charlotte incassava una tripla da second chance di Crabbe.
Rispondeva Kemba scoccando dal proprio arco il personale primo te punti di serata, a 3:33 Howard poi guadagnava l’ennesimo rimbalzo offensivo stracciando il record all-time di franchigia, spediva fuori per sesto fallo Hollis/Jefferson e coglieva il momento propizio per realizzare entrambi i liberi.
Sul 98-103 Kemba batteva Acy in sospensione.
Hornets incredibilmente a un solo possesso (100-103) e a un solo punto quando dal post basso Howard si girava verso la linea di fondo per appoggiare il 102-103.
Gli arbitri chiamavano un fallo dubbio a Lamb che si disperava (palla o palla e mano?).
Russell non se ne curava andando in lunetta a battere ben tre FT ma fallendo l’ultimo lasciava a Charlotte una porticina aperta nonostante lo 0/2 di Howard (fuori anche Allen per raggiunto limite di falli) e una fallo su una tripla di Kemba non chiamato (parametro strano).
Lamb con un hesitation sul salto in appoggio da pochi passi a sx del canestro riusciva a battere il difensore e quando LeVert si vedeva respinger dai ferri la conclusione, anche il Dio del basket si schierava per gli Hornets che chiamavano time-out.
Clifford con la lavagnetta inutilmente a predicare perché Walker faceva tutto da solo infilandosi nel traffico.
Crabbe lo toccava mentre la palla finiva nel cesto.
Gioco da tre punti, Hornets a +2 (107-105).
LeVert provava a sfidare Bacon andando sotto canestro a destra, sembrava cosa già fatta nonostante la fin troppo civile difesa di Bacon ma il ferro ancora una volta diceva no, allora non rimaneva che affidarsi a due tiri liberi di Howard toccato sul rimbalzo.
Ottimo ancora il nostro centro, mandava a bersaglio due FT per un +4 che chiudeva il match anche perché la Signora arbitro pescava sulla linea di fondo Acy in un blocco in movimento lontano dalla palla che attardava vistosamente Walker impegnato a seguire l’uomo sulla rimessa in campo.
Frank in lunetta chiudeva il match sul 111-105…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
24 pt., 5 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. Difficile serata per assegnare voti. Non fa eccezione Kemba che dal campo sparacchia un 6/25 ma mette lo zampino con una tripla nell’ultimo quarto, uno step back su Acy più la giocata sorpasso. Precisissimo dalla lunetta con un 11/11 anche su altre statistiche è presente. Si fa battere da Russell in un momento delicato ma la prestazione è sul discreto.
 
Lamb: 6,5
17 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. A rimbalzo va sempre nella maniera corretta, in attacco fa piuttosto bene con un 8/13 compresa una tripla e canestro del secondo -1 nel finale. In difesa qualcosa è rivedibile. Una distrazione su Carroll, qualche chiusura non eccelsa ma almeno la grinta ce la mette. Troppa per gli arbitri quando stoppa Carroll, ma “fallosamente”.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
9 pt., 4 rimbalzi. 2/5 al tiro in 20 minuti. Premio la grinta, le ginocchia piegate e il sedere basso sul parquet oltre alla rapidità dei movimenti. Prova a ripristinare serate old-time. Non sempre magari tutto gli riesce ma fa stancare i giocatori avversari.
 
M. Williams: 4,5
0 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 22 minuti in campo. Troppi. 0/6 dei quali la metà sono triple sbilenche… Meglio stia in panchina a festeggiare. Mi chiedo perché Clifford non si giochi le carte Frank e Willy anche se leggermente fuori posizione. Qualcuno svegli Marvin dicendogli che non è la serie contro Miami. Altra brutta prestazione.
 
Howard: 9,5
32 pt., 30 rimbalzi,1 assist. Si prende 4 stoppate, su una probabilmente anche un paio di falli e fa 10/17 al tiro. Batte i record di franchigia di rimbalzi offensivi e rimbalzi totali, inoltre credo fosse dal 12 novembre 2012 che un giocatore (Kevin Love) non aveva una serata da almeno 30 pt. E 30 rimbalzi… 12/21 ai liberi è già un progresso per lui e si rivelano FT pesanti. Lo schema “fisico di Howard contro tutti” regge bene, ci riporta in partita e da una grande mano.

 
Bacon: 6,5
6 pt., 6 rimbalzi con 3/7 dal campo. Alterna buone cose ad altre orrende come un bel rimbalzo catturato nell’ultimo quarto ma varcando la linea di metà campo gli viene in mente di prodursi in un passaggio dietro la schiena che manda in transizione i Nets… Mostra un buon jumper e si salva in qualche maniera su LeVert nel finale difendendo in maniera pulita.
 
Kaminsky: 6,5
11 pt., 4 rimbalzi, 3 assist. 4/10 al tiro. Un po’ meglio difensivamente anche se ricorre a ben 4 falli (il massimo in squadra insieme a Lamb). Trova iniziative interessanti in entrata.
 
Monk: 6,5
5 pt., 3 rimbalzi, 5 assist. Nonostante l’1/7 al tiro con entrate sempre troppo imprecise e qualche eccesso, suona la carica a inizio ultimo periodo realizzando da fuori. Ritmatico assist per l’alley-oop di Howard.
 
Graham: 5,5
2 pt (1/1). 8 minuti per lui nella quale Charlotte patisce troppo. -12 di plus/minus. Segna un buon jumper.
 
Hernangomez: 6,5
5 pt., 7 rimbalzi. 1/3 al tiro. Willy mostra scuola europea nelle giocate in area. Si procura 4 liberi e prende 4 offensive board. -10 di plus/minus per la prima parte sciagurata della panchina.
 
Coach S. Clifford: 6,5
Rischia l’infarto nel primo tempo quando nonostante gli sforzi si accaniscono diversi fattori quali la sfortuna nonostante l’impegno della squadra, l’ottimo momento dei Nets e la mancata chiamata degli arbitri sul passaggio di Monk. Gli va bene si sia vinto ma quanta sofferenza. Per fortuna in una notte dalle scadenti percentuali, avere la soluzione Howard gli salva la vita.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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