Game 72; Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 105-112

Zeller controlla Drummond (18 pt. e 14 rimb.) intento a recuperare un rimbalzo.

Zeller controlla Drummond (18 pt. e 14 rimb.) intento a recuperare un rimbalzo.

Sottotitolo; RimbalzHorntes
 
Gli Hornets salivano in Michigan al The Palace of Auburn Hills per uno scontro tra due squadre in lotta per I playoffs. Questione di chimica, questa notte non c’è stata o forse i Pistons sono riusciti a disinnescare l’incrocio tra le sostanze infiammabili degli Hornets.
In fondo si conoscono molto bene Van Gundy e Clifford.
La taglia e la voglia dei padroni di casa hanno fatto la differenza, i rimbalzi presi da Detroit sono stati 20 in più e quelli offensivi hanno finito per scavare il solco.
A nulla è valso il 20% in più al tiro da tre da parte degli Hornets, i Pistons hanno vinto la gara sotto le plance, anche se beffardamente ad alimentare la fuga decisiva sono state due triple di Tolliver.
 
Charlotte schierava; Walker, lee, Batum, M. Williams (rientrato) e C. Zeller, Detroit invece inizialmente si schierava sul parquet con; R. Jackson, Caldwell- Pope, Harris, M. Morris, Drummond.
 
La palla a due era vinta da Detroit e le consentiva di portare il primo pericolo al canestro dei Calabroni, che tuttavia rimaneva inviolato poiché R. Jackson con un jumper frontale colpiva solamente il ferro, dall’altra parte invece Marvin passava a Batum che vedeva lo scatto verso canestro dello stesso compagno e gli lanciava il pallone in profondità; aggancio della nostra PF che a contatto con Harris segnava e realizzava il libero aggiuntivo per il 3-0.
I Pistons però erano decisi a far valere il fattore campo e prima trovavano il pareggio con la tripla dall’angolo destro di Marcus Morris, poi, complice l’inadeguatezza offensiva degli Hornets, realizzavano un parziale di 12-0 che veniva fermato momentaneamente da Clifford con un time-out a quota 10, al rientro però l’asse Jackson/Drummond produceva il 3-12. Finalmente i Calabroni riuscivano a fermare il dissanguamento con un tre punti dal lato destro e un frontale veloce con finta, sempre di Kemba che a 7:55 riavvicinava la squadra del North Carolina.
Trentatré secondi più tardi una transizione lanciata di Charlotte vedeva Zeller ricevere l’assist e in terzo tempo cambiare rotta per l’appoggio dell’8-12.
Il controparziale di Charlotte di 7-0 si chiudeva questo canestro, Van Gundy chiamava il time-out e al rientro un jumper di Caldwell-Pope faceva ripartire la macchina offensiva dei Pistoni. Batum in attacco falliva la tripla ma Zeller tirava giù il rimbalzo e schiacciava da sotto il 12-14.
Detroit provava a correre ma Walker con un appoggio a canestro a 4:24 teneva in scia i Calabroni realizzando il 16-18. Un pick and pop tra Pope e M. Morris portava quest’ultimo al tiro da tre con Lee in raddoppio sulla fascia sinistra, la difesa di Charlotte non era abbastanza aggressiva e attenta così dubi la bomba del 16-21 a 4:05. Se gli Hornets raggiungevano i 18, i Pistons producevano la fiammata che dava un parziale ulteriore di 2-13 in questo spicchio d’incontro che lanciava la squadra di Van Gundy sul 18-31 con la tripla di Tolliver assistita da Caldwell-Pope.
Era sempre Tolliver ad alzare ancora il gap tra le due squadre con un’altra bombarda alla quale però a stretto giro di posta replicava Walker con il suo tre punti ottenuto ai 24 secondi (:44.2 sul cronometro), dopo esser scivolato via al difensore sul lato destro destro.
Lamb sbagliava due FT ottenuti per la spinta di Johnson alle spalle sull’appoggio e i Pistons segnavano due punti con M. Morris in attacco su Lamb dal post basso destro.
A chiudere le ostilità però era un canestro micidiale da tre punti di Kemba a :01.6. Al termine dei primi 12 minuti quindi il punteggio recitava: Hornets 24, Pistons 36”.
 
In avvio di secondo quarto Jefferson sbagliava contro Baynes, toccava a Lamb accorciare le distanze con una tripla ricezione e tiro a 11.30 per il -9.
Sotto le plance però i Pistons facevano la differenza; era il caso di Baynes che sfruttava un errore di Johnson per segnare in tap-in.
Gli Hornets passavano per la via delle triple per recuperare; Jefferson alto sulla diagonale destra passava a Kaminsky che saettava da tre frontalmente portando il risultato sul 30-38 a 10:40.
Un rimbalzo conquistato dagli Hornets era sfruttato dagli avversari; nella polverosa confusione del post rimbalzo, arrivava Blake da dietro che sfruttava il momento esatto in cui Batum si apprestava a scrutare la situazione intorno a lui, palla sottratta e sfruttata da Baynes per il 30-40.
Ancora inaspettatamente il lungo bianco n°12 (Baynes) segnava due punti agganciato sul braccio sinistro (l’altro rispetto a quello del tiro) da Jefferson.
Gioco da tre punti che unito all’ennesima tripla di Tolliver (su Kaminsky) 8:46 facevano raggiungere il +16 ai padroni di casa. Il distacco sarà stagnante per buona parte dell’incontro…
A 8:23 Jefferson faceva saltare con un pump fake Baynes, il quale cercava di rientrare sul tiro, ma Big Al dopo alcuni rimbalzi sul ferro vedeva il pallone entrare a premiare la sa azione.
Lamb perdeva la doppia sfida con Morris facendosi stoppare in attacco e concedendo due punti all’ala di Van Gundy in appoggio a 7:55.
C’era anche il fallo del nostro numero 3 non sfruttato tramite il libero da Marcus comunque.
Johnson a 7:23 segnava con un elbow jumper su Batum, per gli Hornets invece a 7:04 c’era la tripla dinamitarda di Lee dalla destra che mandava il maxi schermo sul 35-50.
Gli Hornets paradossalmente fino a quel momento avevano fatto segnare a tabellino un 6/10 da tre punti contro un 7/23 da due…
Un altro tap-in di Baynes era troppo per una difesa di Charlotte senza soluzioni nella vernice, anche un floater di R. Jackson dal pitturato confermava la problematica.
Lin realizzava un topo shot nel pitturato ma Harris in partenza riusciva ad andare via a Marvin che in controtempo e staccato in marcatura non poteva chiudere, Zeller nel cuore del pitturato affrontava la situazione di petto buttandosi per fermare Tobias, il quale comunque resisteva al pesante urto e segnando un gioco da tre punti mandava Charlotte sul -20 (37-57) a 4:49.
Non era serata per gli Hornets che trovavano Lin più solo di Bobby, peccato che il buon Jeremy effettuasse un air-ball. Snervante i due punti ottenuti dal n°5 Pistons con il tiro dalla baseline sinistra, con Zeller oltretutto in raddoppio su di lui.
Gli Hornets segnavano a 3:16 con Walker un gioco da tre punti, i Pistons andavano sul sicuro con Drummond che da sotto, a sinistra del canestro, realizzava con un gancio corto.
Walker facendosi scudo con Zeller otteneva altri tre punti, diretti questa volta, per il 43-61.
Un touch volante di Drummond, una specie di cucchiaiata valeva il nuovo +20 per i nostri avversari che andavano anche sul 43-65 quando lo stesso centro finalizzava in alley-oop a 2:12. Dalla rotta ovest arrivavano anche altri 3 punti a favore di Charlotte a brand Batum, a 1:27 così gli Hornets raggiungevano i 48 contro i 67 avversari.
A :57.9 Walker sfruttava il giro palla dei Calabroni e senza esitazioni concludeva degnamente con una freccia da tre punti per il 51-67.
Morris a :01.6 segnava anche da tre punti portando incredibilmente a 72 i Pistons, sembrava finita invece sulla rimessa dal fono la palla andava a Walker che a pochi cm dalla linea laterale destra di bordo campo faceva partire un tiro da poco più indietro di centrocampo indovinando forza e traiettoria, inimmaginabile tripla che confermava il buon momento di forma di Kemba in questa specialità.
Le squadre arrivavano all’intervallo sul punteggio di 56-72 a favore di Detroit.
Caldwell Pope (21 pt.) in mezzo a Lin e Jefferson.

Caldwell Pope (21 pt.) in mezzo a Lin e Jefferson.

 
All’uscita dagli spogliatoi gli Hornets si auguravano di recuperare punti ma nonostante il primo canestro di Batum con il jumper su Morris a 11:11, a 10:30 incassavo 2 FT di Harris e a 10:05 dopo due passaggi a triangolo ampio era Caldwell-Pope a segnare da tre dall’angolo sinistro.
A 9:53 Drummond diceva no irregolarmente a Kemba (andato via a Pope sulla sinistra) che cadendo si massaggiava il gomito. Due punti per Kemba e 60-77.
A Drummond venivano fischiati a 9:23 i tre secondi nel pitturato, Batum ringraziava e accorciava di un altro punticino.
Hornets che recuperavano anche un rimbalzo offensivo con Zeller, il quale con una schiacciata flash portava i Calabroni sul -14.
Dopo diversi errori dei Pistons era Pope a sfruttare ancora una “seconda opportunità” inaugurando un altro parziale pro Detroit di 9-0.
Jackson segnava 4 punti in questa corsa dei padroni di casa e Caldwell-Pope in transizione altri tre da fuori.
Hornets a -23 che recuperavano 3 punti a 6:47 con la bomba di Courtney Lee dalla diagonale sinistra.
A 6:05 una penetrazione di Marvin con passaggio ravvicinato per Cody consentivano al nostro centro di schiacciare a canestro. Non c’era però molto da discutere, ogni tanto i Pistons trovavano i punti per controbattere i canestri della Clifford band e ad esempio con un gancio a 1:57 Drummond riotteneva il +20 (72-92).
Drummond era letale a rimbalzo e più tardi in mezzo a tre Hornets spuntava fuori per deviare il 74-94.
Lo svanente terzo quarto terminava sul 78-97.
 
Non restava molto da fare probabilmente nell’ultimo periodo. Il primo canestro dell’ultima frazione era opera di un tap-in di Jefferson (11:30) che deviava dopo un errore di Lin.
A 10:20 però Baynes con due FT faceva toccare quota 100 alla squadra n maglia bianca.
Un minuto più tardi Detroit raggiungeva anche il +26 in maniera spettacolare; transizione di Blake, assist schiacciato sulla corsa per Caldwell-Pope il quale tirava giù una slam dunk molto arrabbiata.
Dentro Hawes e Daniels per Clifford, il primo circumnavigava il corpo di Baynes facendo ampio movimento rotatorio con le braccia e facendo passare il pallone sotto l’ascella di Baynes per dar modo a Jefferson di arrivare in corsa per l’appoggio al vetro destro.
A 6:33 Hawes con un driving layup al vetro batteva due difensori dei Pistoni e riportava a -17 lo scarto in quello ormai che era divenuto un garbage time.
Tuttavia ol messicano Gutierrez aiutava a rendere più piccante il finale trovando Hawes sulla destra che a 1:34 infilava la tripla, Daniels anche (dalla diagonale sinistra scattando bene schermandosi leggermente con Hansbrough, il quale serviva ancora per bloccare Harris quando Lamb passava dietro al nostro centro e andando sulla sinistra sparava la tripla in faccia a Baynes. A :37.6 la palla scagliata dall’ex Thunder ricadeva perfettamente nella retina e incredibilmente i Calabroni si trovavano sul -5 (103-108) con la panchina dei Pistons colpevole di troppo lassismo e incapace di segnare begli ultimi minuti.
Un fallo dello steso Lamb su Jackson però solo dopo qualche secondo portava il n°1 dei Pistons (Jackson) a realizzare due FT per tenere a bada i Calabroni che alla fine si dovevano arrendere 105-112.
 
Charlotte che nell’ultimo quarto conservava praticamente tutti i titolari perché domani saremo in back to back a Milwaukee.
Gli Hornets chiederanno strada ai Cervi per non staccarsi nel gruppo delle prime a Est.
chadet1 chadet2
 
Pagelle:
 
Walker: 7
29 pt. (9/18), 2 rimbalzi, 5 assist. In difesa si fa battere due volte tropo facilmente dalle entrate veloci di Jackson. In attacco segna 6 triple su 9 e distribuisce assist.
 
Lee: 5,5
8 pt. (3/6), 1 rimb., 1 assist, 1 rubata. Il girovago n°1 degli Hornets non è all’altezza delle recenti prestazioni. Coinvolto in un marasma di squadra ogni tanto con le sue finte riesce a liberarsi dei marcatori segnando con dei buoni jumper.
 
Batum: 6
10 pt. (4/12), 7 rimbalzi, 7 asssist, 1 rubata. Il giocatore nato a Lisieux (Normandia), sbarca a Detroit in cerca di una terza buona prestazione contro i Pistons quest’anno. Non ci riesce molto ma guadagna una sufficienza, anche se per vincere ci sarebbe servito un su contributo maggiore.
 
M. Williams: 5,5
7 pt. (2/6), 2 rimbalzi, 2 assist. Scadente al tiro, in difesa non eccezionale.
 
C. Zeller: 5,5
8 pt. (4/5), 6 rimbalzi, 1 stoppata. A rimbalzo e in difesa non è riuscito a stoppare gli avanti dei Pistons, ma aggressivo in attacco.
 
Jefferson: 5
8 pt. (4/12), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, Difficoltà offensive e anche a rimbalzo. Soffre anche Bayens e lui uscendo dalla panchina dovrebbe fare la differenza.
 
Lin: 4,5
4 pt. (2/11), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Perde tre palloni e va malissimo al tiro. Serata di pausa dopo due ottime prestazioni.
 
Kaminsky: 5,5
3 pt. (1/3), 1 rimbalzo. Segna una tripla ma è nel momento peggiore di Charlotte.
 
Lamb: 5,5
11 pt. (3/6), 5 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate. Sbaglia due transizioni (una volta compreso di doppio giro dalla lunetta), in difesa tiene poco. Nel finale fa meglio portando Calabroni al -5 ma ormai è tardi.
 
Daniels: 5,5
4 pt. (1/5), 1 rimbalzo. A un +/- di +20. Sbaglia il floater finale che chiude la gara e qualche altro tiro. Fosse stato più preciso ci saremo forse riavvicinati ulteriormente.
 
Hawes: 6
5 pt. (2/6), 4 rimbalzi, 2 assist. Spesso si prende il tiro, non sempre dovrebbe ma ha voglia.
 
Hansbrough: 6
5 pt. (1/2), 3 rimbalzi. Qualche punticino e buona difesa. Anche lui sbaglia l’importante tap-in dopo l’errore di Daniels.
 
Gutierrez: 6,5
3 pt. (1/1), 2 assist, 2 rubate. Bene, lo dicono già i numeri per il meno impiegato da Clifford tea gli scesi in campo. Bell’apertura per la tripla di Hawes.
 
Coach Clifford: 5,5
L’allenatore d’Island Falls (Maine) che fu vice di Stan Van Gundy a Orlando e ancor prima assistente di Jeff Van Gundy a New York e Houston, ha sviluppato il suo gioco difensivo sotto l’egida dei fratelli. Al terzo anno sulla panchina di Charlotte (con il primo da Bobcats) nella notte avrebbe potuto pareggiare il suo record di allenatore ma ha lasciato a un suo maestro la vittoria.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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