Game 73; Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 104-116

Sottotitolo; BurrHornets

Charlotte cade in un dirupo nella notte, per il momento rimane aggrappata a uno di quei rami orizzontali che spuntano dalla roccia, tipici anche nei cartoni animati.
Risalire dal burrone sarà impresa ardua poiché perdere due scontri diretti non è un buon sintomo, come non lo è avere Al Jefferson a mezzo servizio che si è fatto drenare il liquido dal ginocchio per la seconda volta in settimana.
Anche Cody Zeller e MKG sono rimasti fuori. Per Zeller qualcuno parlava di rientro nella notte, ma è rimasto accanto al compagno Michael dietro la panchina di Charlotte in borghese.
Con fuori le nostre due ali, gli Hornets sono diventati atteri e senza MKG la difesa è diventata burrosa, perdendo un po’ di tenacia.
Giocare con Taylor come titolare al posto di Kidd-Gilchrist è uno svantaggio enorme.
La stagione già negativa, seppur con qualche serata felice, lo è diventata anche matematicamente.
Charlotte ha raggiunto le 42 sconfitte e al massimo potrebbe (vincendole tutte, ipotesi remota) raggiungere quota 40 W.

Jefferson contro Tyler Zeller. Il nostro Zeller, Cody, è rimasto ancora una volta a guardare.

Jefferson contro Tyler Zeller. Il nostro Zeller, Cody, è rimasto ancora una volta a guardare.

Boston (in verde) scendeva alla Time Warner Cable Arena con il seguente starting five; Smart, Bradley, Turner, Bass e Tyler Zeller. Charlotte (in bianco) si schierava con; Walker, Henderson, Taylor, Marvin Williams e Jefferson.

Partita importante che Boston sentiva particolarmente iniziando subito con l’intensità giusta in difesa cosicché Henderson doveva superarsi a 11:36 per mettere il jumper in uno contro uno dal lato destro, tuttavia Bradley riusciva a battere lo stesso Henderson pareggiando.
Hendo protagonista anche in attacco pur non in possesso palla; sul suo movimento a liberarsi veniva travolto dalla pressione di un giocatore dei Celtics che lo mandava a terra.
Gli arbitri fermavano il gioco e assegnavano un fallo per gli Hornets che tuttavia fallivano con Kemba Walker un tiro da 3 punti mentre a 10:39 Tyler Zeller e Bradley segnavano due punti in jumper a testa per il 2-6 ospite.
Taylor sbagliava la seconda conclusione in serata mentre Smart in sospensione a 9:07 faceva aumentare il gap che a 8:36 diventava di 8 punti (2-10) grazie a un gancio di T. Zeller che costringeva Clifford a chiamare il primo time-out del match.
Al rientro dalla pausa a 8:25 Jefferson segnava due punti, imitato da Kemba 18 secondi dopo, abile a intercettare un passaggio di Bradley e a volare in contropiede per l’appoggio al vetro.
A 7:51 i versi riprendevano a macinare; un leggero tocco sul taglio di Zeller ormai sotto canestro sicuro dei suoi due punti aggiungeva un punto a favore degli ospiti che si portavano sul 6-13.
Arrivava anche una palla persa da Taylor in palleggio, Bass andava per la dunk indisturbata e a 6:33 il gito e tiro di Turner portava sul 6-17 la partita.
Charlotte reagiva a 6:09 con Jefferson che metteva dentro la palla a spicchi con un tiro dalla media distanza, con Walker ai liberi a cronometro fermo (5:45) e con lo stesso Kemba che a 5:18 smistava per Henderson il quale si buttava in salto dentro e trovava il contatto con Turner non facendogli trovar palla grazie all’abile movimento delle braccia che gli consentiva di segnare e mettere anche il libero supplementare, per un gioco da 3 punti che portava Charlotte sul 13-17.
Turner continuava la sua gran serata sfruttando l’anello amico che accoglieva il suo tiro dalla diagonale destra.
Gli Hornets perdevano palla a causa di un passaggio di Jefferson orizzontale fatto mentre Henderson iniziava il suo scatto in avanti, tuttavia erano i Calabroni a segnare nuovamente con Maxiell (rimbalzo offensivo e canestro) un paio d’azioni più tardi, anche se la squadra del Massachusetts rispondeva immediatamente con il n° 99 Crowder.
Gli Hornets accorciavano nel finale; partendo da 3:36 con il canestro di Jefferson, passando per i liberi di Walker, proseguendo con un canestro di Maxiell che da sotto a 2:24 riportava a -2 la squadra di casa, infine trovavano anche il pareggio ancora con Jason che a 1:53 sfruttava l’assist di Kemba.
A 1:34 tuttavia Crowder colpiva da 3 punti mentre Charlotte andava in lunetta 19 secondi più tardi con il centro congolese che splittava fissando il punteggio del primo quarto sul 24-26, anche perché sull’ultimo possesso Charlotte sbagliava quattro tiri consecutivi compreso il tap-in di Hairston sulla sirena.

Il secondo quarto era pesante per gli Hornets nonostante prima trovassero il pareggio e poi il vantaggio (29-26) grazie a una tripla di Mo Williams, il quale però in difesa cadeva e consentiva involontariamente a Thomas di pareggiare a 10:42 con la stessa arma.
Maxiell si dimostrava incapace di mettere dei tiri in jumper che siano lontani almeno 3/4 metri da canestro mentre Jerebko trovava un gioco da 3 punti grazie a un taglio in area e a un fallo conquistato a 10:15.
Gli Hornets provavano a replicare ma a 9:43 Olynyk segnava da 3 punti, anche se il distacco rimaneva ancora contenuto quando P.J.Hairston si passava la palla dietro la schiena e sparava in ritmo per il 33-35.
Smart segnava da tre punti per Boston sfruttando un extra-possesso a 8:59, Mo Williams a 8:21 realizzava dall’angolo destro con un tiro in sospensione dalla lunga distanza ma ancora Olynyk batteva la difesa di Charlotte con un tiro dalla media che valeva il 35-40.
Gli Hornets in questa fase non riuscivano a fermare gli attacchi ospiti, ma rimanevano comunque in scia riuscendo a loro volta a segnare, era il caso di Biyombo che in post basso destro riceveva un passaggio dal post basso sinistro da Maxiell; il centro congolese convertiva in schiacciata l’assist e portava sul -3 (37-40) la squadra guidata da Clifford.
Boston però iniziava ad acquisire vantaggio; Smart approfittava ancora una volta di una seconda Chance e a 6:53 Mo si palleggiava su un piede finendo per mandare la palla arancio oltre il fondo.
Dopo una tripla di Olynyk mancata seguita da una corta di P.J., il biondo dei Celtics cambiava strategia al termine di una lunga azione personale, gancio su Jefferson e 37-44 Boston che diventava 37-48 dopo un canestro di Wallace in alley-oop, due palloni intercettati in anticipo sui passaggi dentro di Mo Williams e un canestro di Smart.
Marvin Williams andava stoppare un altro tentativo del play avversario e sulla seguente azione difensiva era ancora bravo a difendere ma sugli attacchi Charlotte sbagliava con Taylor un tiro in sospensione senza opposizione e con Henderson che perdeva palla, finendo così per subire canestro, quello del 37-50 da Turner, che faceva registrare un parziale decisivo di 10-0 a favore ospite.
Taylor finalmente faceva qualcosa di buono andando a segnare in tap-in a 2:30 dall’intervallo sull’errore in up & under di Jefferson, poi Bradley grazie a un repentino taglio si faceva trovare solo sotto canestro, visto e servito non aveva problemi a mettere dentro.
Marvin Williams a 1:55 accorciava al -10 con una bomba da 3 punti che valeva il 42-52 ma sull’errore al tiro di Thomas, il più lesto e atletico era T. Zeller che a una mano galleggiava in aria andando a prendere il rimbalzo per correggere in tap-in.
Il quarto si chiudeva con due punti a testa; penetrazione in area con spin move con scarico di Kemba per il comodo piazzato di Jefferson e un canestro di Turner su Taylor erano le azioni che mandavano al riposo lungo le squadre sul punteggio di 44-56 con Boston capace di un parziale di quarto di 20-30.

L’inizio della ripresa chiudeva i conti; Smart in appoggio e una bomba da 45° destra di Bradley a 10:41 portavano sul +17 gli ospiti che dopo aver subito due punti da Walker segnavano ancora da tre punti sempre con Bradley a 9:56 cambiando diagonale.
Per gli Hornets che si trovavano a -18 risalire era ardua; ci provava Walker a 9:41, scatenato nel secondo tempo, con una penetrazione molto bella che fruttava un gioco da 3 punti Bradley però era un osso duro e segnava da due punti contro Henderson prima che Bass commettesse fallo su Kemba per cercare di arrestarlo.
L’idea si rivelava abbastanza buona perché un Kemba con il fiato un po’ corto per lo sforzo splittava a 8:43 per il 50-66.
Henderson difendeva meglio su Bradley che non metteva il tiro mentre i teal & purple segnavano con un assist/schermo di Jefferson che cedeva la palla e proteggeva la tripla dall’angolo destro di Henderson, poi Kemba appoggiava in entrata per il 55-66.
A 7:05 nonostante una discreta difesa di Taylor, Turner era bravo ad andare sulla baseline destra e a prendersi un tiro con la mano destra, la più lontana dal difensore.
Canestro e fallo.
Gioco da 3 punti pesante per gli Hornets in rimonta.
Bradley poi superava Maxiell in entrata in diagonale andando dentro dalla baseline destra, troppo tardi arrivavano gli aiuti sotto canestro, ancora una volta il n° 0 faceva male.
Jefferson appoggiava al vetro da sotto per due punti facili ma Turner contro Taylor “vanificava” i due punti ottenuti da Big Al, poi era sempre Boston a 4:44 ad aggiungere un punto con Bass in lunetta.
Tre tentativi sulla stessa azione denotavano una scarsa attenzione e concentrazione a rimbalzo.
Big Al dal post basso sinistro segnava a 4:23 il 59-74, poi Marvin Williams rubava un pallone, serviva Kemba che in contropiede eludeva l’intervento del primo difensore e alzava la parabola per l’appoggio, dietro però arrivava di gran carriera Smart che si girava e respingeva il tentativo del nostro play.
Bradley aggiungeva altri 5 punti intervallato da due di Henderson e a 3:13 dalla penultima luce rossa gli Hornets precipitavano nuovamente sino al -18.
Un fast break con passaggio football di Turner per Bass che chiudeva in schiacciata e un’entrata di Thomas portavano al massimo vantaggio i leprechaun (+22), ma a 1:48 Marvin Williams cercava di incominciare una rimonta; gancio di Olynyk andando in entrata orizzontale da sinistra al centro e altro gioco da 3 punti, poi Marvin conteneva Turner bene e a 1:10 Mo Williams subiva il fallo di Thomas sulla conclusione da 3 punti. Tre su tre per l’ex Timberwolves a cronometro fermo e tabellone che si aggiornava sul punteggio di 67-83.
Olynyk e Marvin Williams segnavano nel finale e Charlotte chiudeva sotto di 16 punti il terzo quarto.
Impresa quasi impossibile rimontare considerando le forze in campo.

Walker ci ha provato nel finale, con un secondo tempo sopra i 20 punti.

Walker ci ha provato nel finale, con un secondo tempo sopra i 20 punti.

Charlotte in tensione, in particolare Henderson che spingeva Wallace da dietro anche con il gomito.
Per gli arbitri era flagrant 1 e Charlotte andava perdere altri due punti a 10:49 per colpa di Olynyk, anche se 15 secondi più tardi era Mo Williams a riportare l’identico distacco a quello lasciato nel terzo quarto con un canestro dal pitturato fronte a canestro.
Sempre Mo cercava di raddrizzare la baracca con un’altra penetrazione dopo che i Celtics erano riusciti a colpire da oltre l’arco, Thomas però trovava Wallace sotto il nostro canestro servendolo con un nice pass e i Verdi si dimostravano in controllo della gara sul 73-92.
In onore a Caparezza e alla sua strofa “è tardi ma non mi fermerò”, gli Hornets ci provavano; un’entrata a ricciolo con floater dal pitturato di Hendo valeva l’ennesimo gioco da 3 punti (76-92 a 9:27), Mo dal lato destro metteva dentro anche il jumper del 78-92, Smart splittava dalla lunetta e Mo a 8:28 metteva dentro anche la tripla rianimando il pubblico. A 7:48 qualcuno nell’arena iniziava a crederci; penetrazione con passaggi di Marvin Williams per un Biyombo appostato in back-door a destra del canestro, salto di Biz e schiacciata dell’83-93.
Un fallo di Taylor su Jae Crowder a 7:30 costava l’allontanamento, il gap aumentava a 12 punti ma Mo dalla lunetta segava due volte, poi Crowder era stoppato una volta a testa sulla stessa azione da Marvin Williams e da Biyombo ma sulla rimessa Boston segnava, anche se Taylor dall’angolo destro metteva a referto 3 punti per il -9 (88-97) a 6:12 su assist orizzontale di Walker (dopo penetrazione e passaggio da sotto canestro). A 5:56 non poteva fare bulla Biyombo sul gancio in mezzo stile Parish di Tyler Zeller, il quale prendeva anche il rimbalzo difensivo sull’errore di Mo Williams da 3 punti.
Il grido dagli spalti: “defense, defense” forse deconcentrava Zeller che sbagliava il tiro anche grazie a Biyombo presente sul tentativo in sospensione e Walker a 5:08 con schiena all’indietro, andava a tirare da posizione vantaggiosa mettendo due punti per il 90-99 ma Crowder in attacco cedeva a Smart il quale ripassava al n° 99 avversario che nel frattempo era passato dietro a Mo Williams distanziandosi da Marvin Williams, suo originale marcatore, rimasto un po’ sul cambio di Smart.
Ne usciva un pick and pop che il rasta dei Celtics sfruttava al meglio a 4:43 per colpire da 3 punti da posizione frontale nonostante il tardivo rientro di Marvin.
Mo s’impelagava in un’avventura in penetrazione ma non riusciva a metter dentro, Walker rubava un pallone e Marvin Williams con eleganza arrivava sino al ferro con un’entrata circolare per segnare direttamente a 3:46 alzando palla con la mano destra.
A 3:30 Turner tirava da due punti sopra Marvin ed era fortunato, il suo tiro corto colpiva il primo ferro, il rimbalzo sordo, però era musica per i Celtici perché la palla prendeva un effetto che le consentiva di finire dentro per il 92-104 Celtics.
A 3:03 Kemba segnava e portava auna sola cifra il gap (-9), Walker si ripeterà tre altre volte nel finale con altri sei punti contrastati dai Celtics. A :52.2 prendendosi un rimbalzo dopo un suo errore da 3 punti segnava il 102-108.
Un fallo di Biz su Bass costava alla squadra di Jordan due punti ma un Kemba in the zone segnava ancora. Boston perdeva palla sulla rimessa non intendendosi, Kemba sbagliava questa volta la conclusione, lottava e guadagnava una palla a due contro Turner che quest’ultimo vinceva.
Mo sulla ripartenza di Turner sceglieva di commettere un fallo antisportivo bloccando l’azione con un fallo sulla transizione solitaria dell’avversario, così con due tiri liberi e palla in mano ai Celtics a :23.8 dalla fine e gli Hornets costretti al fallo per bloccare il cronometro, il 4/4 chiudeva i giochi.
La partita finiva 104-116.

Boston ha mosso meglio la palla e ha smistato 28 assist contro i 20 di Charlotte che ha anche perso qualche pallone di troppo.
Le statistiche non sono così poi lontane ma i verdi nel complesso hanno giocato meglio di noi finendo per pareggiare la serie sul 2-2 con Turner e Bradley sugli scudi.

Le statistiche.

Le statistiche.

Voti

Walker: 7
28 pt. (9/20), 3 rimbalzi, 12 assist, 2 rubate. Si “sveglia” troppo tardi. Diciamo che passa prima a smistare qualche assist e quando vede i compagni in difficoltà, decide di mettersi in proprio per segnare. Va comunque in doppia doppia.

Henderson: 5
17 pt. (7/15), 3 rimbalzi. Perde un paio di palloni e commette 6 falli finendo fuori, nervosa commette anche un flagrant foul. Il più frustrato a parte i tifosi. Buon attacco ma la sua difesa ha fallito e si è preso un -21 di +/-.

Taylor: 5
5 pt. (2/6), 5 rimbalzi. Una palla persa e tre falli. Come già detto, giocare con lui come titolare non è possibile.

Marvin Williams: 7
10 pt. (4/6), 1 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Forse potrebbe fare di più a rimbalzi ma qualche cm gli manca a confronti di qualche avversario più dotato. Mette a referto ben 3 stoppate, Buona difesa anche se un po’ in ritardo su quel tiro di Crowder nel finale che ci rimanda sotto. Non è lui questa sera l’anello debole.

Jefferson: 6,5
12 pt. (6/10), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Un paio di palloni persi. Gioca con diversi problemi fisici, rimane in campo circa 25 minuti in cui apporta dei punti importanti poi lascia spazio a Biz.

Maxiell: 6,5
6 pt. (3/5), 8 rimbalzi, 3 assist in 17:37. Io gli preferirei Vonleh, ma in serata fa un buon lavoro a rimbalzo fa vedere che ha visione ed esperienza oltre all’altruismo per servire assist che i compagni gli restituiscono sotto canestro, unica zona dalla quale può segnare, da oltre ¾ metri ha una mano terribile.

P.J. Hairston: 5
2 pt. (1/4), 3 rimbalzi in 18:05. Gara nettamente più scialba rispetto alla buonissima prestazione precedente. Non riesce ad aiutare Charlotte da oltre l’arco con uno 0/2 in serata.

Mo Williams: 5
19 pt. (6/17), 3 rimbalzi in 25:15 Perde ancora 4 palloni. A quel punto tanto vale Stephenson se anche al tiro è poco sopra a 1/3… Si ravviva nel secondo tempo, segna e sbaglia.

Biyombo: 6
5 pt. (2/2), 6 rimbalzi, 2 stoppate in 22:53. Intelligente perché non forza e, infatti, è sopra ai .500 in stagione dal campo, in difesa discreto, anche se nel finale Zeller ha la meglio su di lui un paio di volte.

Roberts: s.v.
0 pt. (0/0), 1 palla persa in 2:31.

Clifford: 5,5
Gioca con il materiale che ha, ma arriva a metà tempo e la gara è già andata. E’ solo un’idea, ma a questo punto se non fa giocare Vonleh, la soluzione migliore che possa utilizzare secondo me è cambiare leggermente i ruoli, con Jefferson centro e Biyombo come PF che ha più mobilità potrebbe tentare di spostare Marvin Williams in SF che si avvantaggerebbe in altezza portando un frontcourt alto (contro Detroit potrebbe servire) che supporterebbe meglio anche un piccolo tandem come quello composto da Kemba e Mo Williams in backcourt quando Gerlad per le rotazioni si trovasse in panchina.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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