Game 74: Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 102-98

 
I Calabroni piombavano un po’ pensierosi su Dallas per gara 74 in cerca di riscatto rispetto alla sconfitta patita all’andata contro i Fuorilegge.
Quando muore il sogno
che ne è del sognatore? (Arthur Bertram Chandler)
La questione potrebbe esser posta in senso inverso e ne modificherebbe inevitabilmente la sostanza.
Tornando un attimo indietro, scrivendo su Chandler, c’è da ricordare che fu un comandante di navi di vario genere.
Sarà per questa sua propensione a navigare sui mezzi più disparati che fu anche uno scrittore di fantascienza.
Si ritirò dall’attività marittima proprio nel ’74 del secolo scorso.
Le sue navi spaziali del futuro farebbero invidia anche all’Arcadia di Capitan Harlock nel quale anime si riscontrano ante litteram sintomi di realtà odierna.
Sfruttamento del pianeta fino allo stremo, indifferenza sino all’annichilamento delle coscienze, politici intenti a racimolare voti e non a migliorare la qualità della vita delle persone…
In un certo senso, quando nel 2014 tornarono in vita (dal progetto defluito a New Orleans) i nuovi Calabroni, la speranza di un futuro più brillante in ambito sportivo c’era per mostrare di non essere solo un progetto commerciale, ma in 4 anni di vita è molto probabile che l’unica partecipazione ai playoffs rimanga quella di due anni fa e alcuni sintomi sopra descritti affliggono metaforicamente i fan un po’ delusi dall’operato di MJ.
L’ultima serie playoffs vinta risale a 10 anni fa a New Orleans (proprio contro Dallas per 4-1) mentre Charlotte non ne vince una dal 2002 quando esistevano gli Hornets 1.0, al loro ultimo anno in North Carolina.
Nelle ultime due partite gli Hornets si sono tolti qualche sfizio.
Battuti record personali e di squadra, c’era da provare ad agguantare un’altra W, in attesa di un auspicabile quanto necessario “Fuori (quasi) tutto” sul mercato estivo.
Rimane il futuro, tempo nel quale la maggior parte di romanzi di Fantascienza sono ambientati.
Mondi lontani da immaginare, ma noi rimaniamo ancorati a questa partita…
Una punto a punto che gli Hornets portavano a casa grazie ai 62 rimbalzi a 52 conquistati e al 48% da tre (12/25) contro il 29,3% dei locali (12/41) che sbagliavano troppe occasioni anche se le percentuali dal campo erano simili con leggero predominio Mavs (38,0% a 39,6%) mentre il 20/29 ai liberi di Charlotte avvantaggiava i nostri rispetto al 14/19 dei texani. La squadra di Cuban (in panchina) trovava però una serata infelice di Nowitzki che finiva con il 22,2% dal campo (2/9) mentre tra i migliori realizzatori troviamo Dennis Smith Jr. con 21 punti, Barnes con 18 e Ferrell con 14.
L’ex 76ers Noel chiudeva con 10 pt. e 12 rimbalzi ma Howard faceva meglio, trascinandoci insieme a Kemba alla terza vittoria consecutiva.
 
Charlotte andava a vuoto sul primo attacco con MKG e si faceva sorprendere da un passaggio verticale per Smith Jr. che da sotto canestro a destra appoggiava con la giusta angolazione nonostante il rientro di Walker ormai tagliato fuori dalle possibilità di stoppata.
Charlotte pareggiava nonostante Howard fosse stoppato sotto canestro da Powell che nel tentativo di salvar la palla dal fondo cercava di rimetterla in campo, ma le incredibili mani prensili di Walker unite a un riflesso eccezionale gli consentivano di bloccar la palla a pochi cm di distanza e di appoggiare senza ulteriori ostacoli.
Howard con un turnaround e due lunghi addosso andava a metter dentro il gancetto dal pitturato mentre Kemba sull’azione successiva seminava Barnes per chiudere in reverse layup.
Nowitzki piazzava dal pitturato un tiro semplice mentre MKG tentava d’imitare senza fortuna il capitano ma proprio il tedesco lo stoppava senza riuscire tuttavia a recuperar la sfera che sul proseguo dell’azione finiva fuori.
Sulla rimessa arrivava dalla diagonale sinistra la puntuale tripla di Kemba, bravo a spingere sul 9-4 i nostri.
Dallas andava a segnare con un atletico layup di Smith Jr. ma a 7:26 Howard rispondeva con un confidente piazzato dalla media distanza sul centro sinistra per l’11-6.
Due falli fischiati contro gli Hornets facevano diminuire il gap a Dallas che con un ¾ ai liberi si ripresentava sul -2 a 6:30.
Williams segnava un floater dal pitturato 20 secondi più tardi mentre Dallas sbagliava diversi tiri; il numero 3 falliva un alley-oop tutto solo, Barnes mancava l’appoggio e due tiri da fuori dei Mavs non erano fortunati come quelli di Barnes che colpendo ben due volte (MKG colpevole d’esser troppo staccato sul primo mentre sul secondo in transizione il suo raddoppio sul portatore di palla non gli consentiva la chiusura), con la complicità di due punti targati McDermott (nel mezzo delle due realizzazioni dell’ex North Carolina), portava a 4:14 i Mavericks sul +7 (13-20).
MKG a 3:54 sul tentativo di runner si dava la spinta all’indietro sul contatto con il difensore facendo ricadere la sfera nella retina.
Lo svantaggio per gli Hornets però rimaneva a 5 punti per tutto il quarto perché si susseguivano i canestri di Noel, Howard a 2:30 (alley-oop da Frank pass), Mc McDermott da tre (dall’angolo destro), Bacon (gioco da tre punti con banker in continuazione sulla spallata di McDermott), J.J. Barea (jumper oltre Monk) e Kaminsky in floater che chiudevano il periodo sul 22-27.
 
Un air-ball da tre possibili punti con sfioramento sulle dita del tedesco dopo il tiro da parte di Frank lasciava spazio a Charlotte per aprire le danze nel secondo quarto. Hernangomez vedeva spuntare in solitaria Monk a destra e con un servizio rapidissimo lo mandava a schiacciare grintosamente a 11:28 per il -3.
Un fallo dello spagnolo (generoso in recupero) su J.J. Barea mandava il portoricano in lunetta ma l’1/2 non allontanava troppo i Mavs anche se Ferrell in entrata riusciva a scavare nuovamente un solco di 6 punti.
Monk a 9:27 dopo vari tiri mancati e altrettante imprecazioni ricevute, si ricordava d’esser un tiratore segnando da tre il 27-30, l’azione successiva che portava alla marcatura Charlotte era convulsa, da una transizione Bacon cercava di servire Graham per mandarlo con più facilità a canestro visto che il nostro numero 7 era affrontato da un uomo ma il passaggio era arretrato e recuperato da Dallas che cercando d’aprire la contro transizione trovava le mani rapide di Monk che deflettendo il pallone consentivano a Graham di perfezionare il recupero, poi sul proseguo Bacon passava lateralmente sulla diagonale destra per il Tank che cannoneggiava da fuori a 9:00 trovando il pari a quota 30.
I Mavericks erano i primi a romper l’equilibrio ritrovato con un (raroin serata) tiro morbido di Dirk aiutato dal ferro.
Dall’altra parte lo scontro europeo arrideva allo spagnolo che conquistando e realizzando due FT rimandava in situazione di stallo la gara.
Una steal di Willy che anticipava un pass verso Nowitzki era buona per la transizione (un po’ lenta) con passaggio verso Frank sul quale si catapultava Ferrell che lo sfiorava nel passaggio sotto canestro in salto.
Due FT a segno per il 34-32 ribaltato da una tripla della PG di lunga data J.J. Barea.
Graham però con spazio e piedi a terra era una certezza dal corner destro.
Tre punti che riportavano sopra la squadra di Clifford che allungava grazie a un recupero di Graham in agguato perenne e seconda tripla di serata da parte di Monk a 6:28 per il 40-35.
Accorciava Noel che dopo l’alley-oop precedentemente fallito rischiava di mancare anche quello nuovamente offertogli ma uno spin in area di Kaminsky e un pick and pop tra lo stesso e Kemba che allargandosi nell’angolo destro prendeva spazio per catapultare la tripla del 45-37, davano un buon vantaggio ai nostri che ritoccavano il punteggio con ulteriori due punti targati Lamb.
Una dunk di Smith Jr. era contrastata da due liberi (fallo di Noel) che si prendeva anche una stoppata da Howard ma poco più tardi rimediava Ferrell con un lungo due da sinistra. Lamb e Ferrell andavano in lunetta ma mentre il nostro numero tre mancava inusualmente ambo i FT, il secondo splittava così come Howard a 2:12.
Si rimaneva quindi sul +8 (50-42) prima che nel finale Lamb riuscisse a portarci sul +10 (1:43), doppia cifra poi rientrata con Noel e Smith Jr. che a :01.1 prendeva anche due liberi fissando il punteggio del primo tempo sul 54-48.

Monk nel traffico
Foto: Associated Press

 
Dopo il “thè” era prevedibile il tentativo di rientro dei Mavs che spingevano affidandosi a Barnes.
Tre punti per il -3 mentre dall’altra parte Howard era abile a far saltare il neo entrato Kleber costringendolo al fallo sul tiro.
Dalla lunetta l’1/2 aiutava Charlotte che a 8:29 segnava con Lamb da tre fermo oltre la linea sinistra dei tre punti.
Tiro difficile in uno contro uno con il difensore addosso che ci trasportava sul 58-53 prima che Kemba dalla lunetta a 7:44 allungasse di un punto con il 2/2 (60-54).
A 6:53 pioveva anche una tripla provvidenziale di Marvin per aprire la scatola chiusa dei Mavs nel box.
63-54 e vantaggio in doppia cifra quando Howard se la cavava bene da sotto nell’uno vs uno.
Williams correggeva l’errore di Lamb facendo veleggiare gli Hornets sul +13 ma il solito atletico e veloce Smith Jr. tornava a far sentire anche la voce dei padroni di casa in entrata. Hornets comunque in una buona fase; l’alzata di Williams per Howard era chiusa dal nostro centro con lo spettacolare alley-oop in reverse.
I Mavs si ravvivavano con un’altra bomba di Barnes che batteva anche Lamb in chiusura.
Il nostro uomo di punta della panchina si rifaceva con un 2/2 ai liberi (McDermott foul) e con una tripla frontale dopo un gioco di passaggi sul perimetro che lo liberava.
A 2:41 dalla terza luce rossa gli Hornets conducevano sul 74-59 ma i Mavericks iniziavano a trovare il ritmo per rientrare colpendo con il rookie Smith Jr. da oltre l’arco. McDermott poi pilotando due triple dagli angoli (prima a sx e poi a dx) riduceva lo scarto a 8 punti (76-68) e anche se i ferri dicevano no per una volta a Barnes mentre un’apertura orizzontale di Howard consentiva a Monk sul lato destro di piazzare una tripla importante per riallungare sul +9 (79-70), i Mavs si affacciavano pericolosamente all’ultimo quarto nonostante J.J. Barea non segnasse il tiro sulla sirena.

Charlotte Hornets forward Dwight Howard scores on a reverse dunk during the second half of the team’s NBA basketball game against the Dallas Mavericks on Saturday, March 24, 2018, in Dallas. Charlotte won 102-98.
Associated Press

 
A inizio ultima frazione Bacon servito bene s’infilava nel traffico appoggiando al vetro da posizione centrale, illusorio canestro della tranquillità perché un passaggio verticale di J.J. Barea per il taglio di Ferrell sulla linea di fondo riportava allo scarto iniziale di quarto e McDermott toccato sul tiro da Kaminsky recuperava tre punti infilando altrettanti liberi.
Gli Hornets con la panchina erano in evidente difficoltà nonostante provassero ad essere aggressivi in attacco; Bacon con un’altra incursione non aveva la stessa fortuna, strappava un pallone Graham ma lì sotto gli era toccato, lo spagnolo Willy riconquistava la sfera e subiva fallo. ½ a 9:44 per l’82-75.
Un 2/2 di Powell dalla lunetta (Graham foul) a 9:01 portava i locali al -3, Ferrell, J.J. Barea e Nowitzki ci provavano da fuori, tutti e tre fallendo l’aggancio, così a 8:04 quando Graham commetteva un altro fallo (prima della citata tripla mancata dal tedesco), Clifford aveva l’occasione per reinserire Kemba sul parquet.
Walker mancava un tiro da due punti ma il Tank catturava il rimbalzo e aprendo dietro di lui per il capitano faceva esploder di gioia la squadra che vedeva la sfera passare attraverso la retina per il classico tre punti.
Occasioni mancate, occasione realizzata, tutto potrebbe far pensare che fosse finita lì, sul +6 a 7:27 ma Dallas non mollava giocando una partita vera.
Bacon con un 2/2 dalla linea segnava l’87-81 (fallo di MCDermott) ma Smith Jr. con spazio riportava a un possesso lungo la squadra di Carlisle per non parlare del depistante crossover jumper con spostamento a destra di Ferrell che per una volta si concedeva il lusso di una Kemba move per far spiover nel nostro canestro il -1.
Charlotte in attacco faceva viaggiar la palla da sinistra a destra; tutti i componenti la toccavano cercando di trovare un varco o un vantaggio in termini di tempi; Bacon partiva dall’angolo destro dopo una finta, cambiava direzione e resisteva anche al contatto con l’intimidatore Noel appoggiando al vetro anche in salto fuori equilibrio.
La cavalletta Ferrell saltava via al difensore mettendo dentro in salto, poi toccava Walker canestro da sotto distaccandosi da Noel e al centro dei Mavs stesso riportare la gara sul -1 blu (91-90).
Partita vera e tirata… Howard a 3:59 segnava in alley-oop offerto da Lamb con passaggio leggermente arretrato.
Il nostro centro era però vittima del cosiddetto Hack-a-Shaq (tecnica inventata da Don Nelson, l’allora allenatore proprio dei Mavs).
Per ben tre volte era fermato con il fallo tattico preventivo.
Se lo 0/4 su altrettanti tentativi non prometteva nulla di buono, il 2/2 dopo un time-out che probabilmente aiutava il nostro centro a respirare e a riottenere la concentrazione necessaria, consigliava a Carlisle di non proseguire oltre nella strategia.
95-91 a 2:44 dal termine con palla in mano dopo che sulla girata Barnes non trovando più la sfera si accorgeva che Walker era stato lestissimo nel sottrargliela.
Kemba andando dall’altra parte aveva fiducia; palleggio arresto e tiro con Ferrel magnetizzato addosso.
Nulla da fare per il difensore avversario; il capitano spingeva con la sua tripla la ciurma verso il porto sicuro.
98-91.
Non era ancora finita; Dallas remava segnando da tre con Ferrell e con Noel su un rimbalzo offensivo anche il 98-96.
A :41.8 rimasti sul cronometro, il pappagallo sulla spalla del comandante lo faceva Lamb che replicava il canestro avversario arrestandosi in entrata, colpendo oltre Smith Jr. il quale non avendo la gamba di legno ma le alette di Mercurio ai piedi in entrata appoggiava a sinistra battendo la difesa degli Hornets in chiusura leggermente ritardata.
Brividi nel finale quando Lamb mancava un tiro, niente time-out per Dallas che provava l’ondata finale, ma il cacciatore di palloni Kemba toccava la sfera a Smih Jr..
Tuffo per terra del capitano e sessione di lotta greco/romana tra i due dalla quale il capitano ne usciva vittorioso tentando di chiamare time-out ma la palla toccatagli oltre finiva a Williams che a quel punto recuperava l’ovvio fallo a :04.6.

Dallas Mavericks forward Dorian Finney-Smith, background, and guard Dennis Smith Jr. (1) battle Charlotte Hornets guard Kemba Walker (15) for a loose ball during the second half of an NBA basketball game Saturday, March 24, 2018, in Dallas. Charlotte won 102-98.
Associated Press

Marvin si dimostrava freddo, esperto e preciso infilando i due liberi della definitiva sicurezza, così gli Hornets sbancavano Dallas portando a tre la loro striscia di vittorie consecutive.
 
Pagelle
 
Walker: 8,5
24 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Ne sottolineamo spesso le caratteristiche offensive ma questa sera è determinante in difesa. Nel finale Smith Jr. scompare. Prima prende palla a Barnes, poi una spinta con il braccio destro da Smith Jr. e gli ruba palla sull’azione decisiva. Wonderful defense. In attacco chiude con 9/17 e un 4/8 da tre. Ispirato, mette una tripla clamorosa in faccia a Ferrell nell’ultimo quarto. Altra big night del capitano.
 
Lamb: 6,5
14 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 5/14 al tiro. Non una grande serata nelle conclusioni numericamente mentre a livello qualità nella costruzione/realizzazione di canestri compie un paio di numeri. -3 di plus minus con un paio di triple a vuoto nel finale e l’ultimo tiro che regala i brividi. Bella tripla da fermo e comunque canestro importante a poco più di 40 secondi dalla fine. In difesa fa il suo con impegno anche se ogni tanto qualche tiro buca il suo schermo.
 
Kidd-Gilchrist: 4,5
2 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca 22 minuti e a parte il pessimo 1/9 dal campo, spesso le sue posizioni o la sua poca esplosività ci costano canestri come quelli di Barnes nel primo tempo. Si prende anche un paio di stoppate.
 
M. Williams: 7,5
9 pt., 9 rimbalzi, 2 assist. 3/5 dal campo e 2/2 ai liberi in 23 minuti. Quelli decisivi a fine partita nonostante non fosse ancora andato in lunetta. Buona prova difensiva sull’uomo, a rimbalzo e offensiva con una tripla e azioni seguite fino ad arrivare al tap-in.
 
Howard: 8
18 pt., 23 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Altra prestazione di spessore del nostro centro che ha un passaggio a vuoto all’inizio al tiro e un altro pericoloso nel finale con lo 0/4 ai liberi ma poi infila il 2/2. Fa vedere un paio d’alley-oop spettacolari, uno in reverse. Riconosce il gioco passando un paio di palloni decisivi per conclusioni che valgono punti di platino. Difende con tenacia a rimbalzo e commette un solo TO.
 
Kaminsky: 6,5
9 pt., 5 rimbalzi, 6 assist. Si presenta con una headband o fascetta nera sulla fronte per un new look. Un paio di turnover e 3/7 dal campo. Buon rimbalzo per la tripla di Walker in un momento delicato, alcuni movimenti leggeri e confacenti alla produzione di canestri come lo spin nel pitturato che nel primo tempo gli consente l’appoggio in floater facile… Frank fa il suo, andando anche a contrastare bene diverse volte, non nell’occasione nella quale a regala McDermott tre FT.
 
Monk: 6,5
11 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 2 rubate. 4/12 al tiro con 3/5 da oltre l’arco. Mette alcune buone triple, poi si arresta nell’ultimo quarto quando viene fermato anche da sotto. Tre triple e una dunk a segno., Deve assolutamente migliorare coordinazione, tempistica e malizia in entrata, però è da premiare.
 
Bacon: 6,5
9 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Chiude con 3/9 dal campo, non grandissima percentuale ma con canestri decisivi. Qualche errore d’imprecisione dovuto all’età come il passaggio arretrato per Graham che si trasform in assist successivo sulla stessa azione per il Tank. Un paio d’entrate coraggiose sono preziose. In difesa è duro da battere e anche se frana addosso a Barnes per un po’ di foga e inesperienza nell’ultimo quarto, la sua prestazione è discreta.
 
Graham:6,5
3 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Gli viene assegnata una sola steal anziché due, tuttavia il concetto è il medesimo. Buona difesa, lotta, un paio di falli spesi e tripla a bersaglio dal corner destro. In 13 minuti, nonostante le difficoltà della squadra nell’ultimo quarto, disputa una gara buona.
 
Hernangomez: 6
3 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 0/4 al tiro. Sbaglia da sotto anche in tap-in. Un po’ confusionario, lotta anche lui e ottiene 4 liberi dei quali 3 vanno a segno costituendo la cifra integrale nella propria casella punti. Bene a rimbalzo in 14 minuti.
 
Coach S. Clifford: 6,5
Capolavoro secondo me il time-out prima dei liberi di Howard. Gioca con una squadra che sta rendendo un po’ di più rispetto a inizio stagione concedendo minuti ai giovani della panchina, anche perché gli infortuni di Batum, Zeller e MCW lo costringono un po’. Terza vittoria consecutiva, un buon basket fatto anche di giro passaggi fluidi a volte, cosa che accadeva più raramente in alcune circostanze.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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