Game 75; Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 74-93

Sottotitolo; PolverizzaziHornets

Siamo probabilmente al capolinea del sogno post season, ma partiamo dalla buona notizia; Milwaukee ha sbancato Boston 110-101.
Fine delle buone notizie.
Toronto si è fatta rimontare e battere dai Brooklyn Nets (ormai lanciati verso la settima piazza) 109-114.
Una vittoria, quella di Boston, che lascia un lumicino acceso, anche se gli Hornets visti stasera perdere il terzo scontro diretto su altrettanti tentativi lasciano poche speranze.
Gli Hornets si sono polverizzati da soli giocando un pessimo basket e andando troppe volte a prendersi tiri che non hanno saputo segnare anziché provare ad attaccare il canestro.
La squadra, sempre priva delle ali titolari Michael Kidd-Gilchrist e di Cody Zeller ha meno qualità, meno difesa, ma soprattutto un attacco orrendo che è arrivato a stento a 74 punti solo perché i Pacers sulla soglia dei 30 di vantaggio hanno mollato la presa facendo giocare le seconde linee nel garbage time (come gli Hornets del resto).
Inoltre durante la partita Jefferson è stato costretto a limitare la sua presenza sul parquet, uscendo di scena presto a causa dei propri problemi fisici.
Infine la regia di Clifford ha fallito; ha spacchettato Stephenson a giochi già quasifatti dopo averlo tenuto in panchina per due partite e passa…
Se io sono affetto dalla sindrome dell’indiano, Charlotte è affetta dalla sindrome d’Indiana, finendo k.o. per la terza volta in stagione.
Con l’1-3 rimediato, a pari percentuale, sarebbero eventualmente i Pacers a finire avanti in classifica.

Mo Williams in difficoltà. 9 punti con 4/11 dal campo in serata.

Mo Williams in difficoltà. 9 punti con 4/11 dal campo in serata.

I Calabroni mettevano piede alla Bankers Life Fieldhouse giocando in divisa color teal con; Walker, Henderson, Taylor, Marvin Williams e Al Jefferson, i Pacers invece schieravano; G. Hill, C.J. Miles, S. Hill, D. West e Hibbert.

La gara partiva con i Pacers che spaventavano gli Hornets.
I suoi tifosi facevano un gran rumore e a 11:44 Indiana confermava le bellicose intenzioni segnando con C.J. Miles che in corsa arrivava da dietro per ricevere un passaggio e piazzare un tiro dal mid range in ritmo mentre Jefferson perdeva un pallone in attacco e rimaneva attardato sul rientro.
Ne approfittava Hibbert che aveva sotto canestro cm in più rispetto a Marvin Williams, facile segnare lo 0-4.
Charlotte sbagliava con Marvin Williams, per fortuna David West falliva un tiro da sotto e un facile tap-in, così dopo un altro errore per parte a 10:16 Marvin Williams segnava dalla lunetta dopo aver subito fallo su un tentativo di appoggio in penetrazione.
Hibbert mancava un gancio contro Jefferson che invece batteva il rivale con un jumper a 9:42 per il pareggio, il quale durava sino a 9:21 perché C.J. Miles riportava i padroni di casa sopra di due punti ma Henderson dallo spigolo alto destro dell’area segnava un tiro in fade-away con perfetta coordinazione e Charlotte passava in vantaggio con Marvin Williams abile a rubare il pallone al n°2 Hill e a concludere in transizione con lo stesso giocatore che subiva fallo sul tiro e chiudeva un gioco da tre punti per il 9-6.
G. Hill segnava il 9-8 in reverse layup, ma dopo qualche errore dei due team era Henderson a segnare da 3 punti mentre il tentativo di C.J. Watson da 3 era fallito sulla discreta difesa di Taylor.
Charlotte tornava in attacco con Kemba, il quale pompava il pallone in ritmo lento e da sotto canestro raddoppiato passava il pallone in diagonale a Jefferson che a 5:59 metteva il tiro dalla media distanza.
I Pacers rimontavano e dal -6 trovavano il pareggio a quota 14 quando Hibbert sbagliava il tiro, ma West prendeva il rimbalzo e sulla seconda opportunità Stuckey in entrata costringeva gli Hornets a chiamare il time-out a 4:00.
Sette secondi più tardi Marvin Williams colpiva quasi da tre punti, beffato per pochissimi cm, tuttavia la nostra ala grande si rifaceva a 3:12 dall’angolo sinistro, quando su un assist volante di Walker si prendeva e metteva la conclusione da tre punti che unita al runner di Mo Williams a 2:41 portavano sul 21-14 la gara.
Miles over Taylor interrompeva il trend con due punti per i padroni di casa ma Mo Williams metteva quattro punti consecutivi a referto e gli Hornets acquisivano un vantaggio di nove punti (25-16) a 1:44, prima che i Pacers riassorbissero parte del distacco nel finale di primo quarto con le triple dei due C.J (prima Miles e poi Watson) che ancoravano il punteggio della prima frazione sul 25-22.

0 punti e 7 rimbalzi per Maxiell.

0 punti e 7 rimbalzi per Maxiell.

L’unico a partire benino nella seconda frazione della panchina era Biyombo che nonostante fallisse la schiacciata a 11:35 (dopo aver recuperato un rimbalzo su un errore al tiro di Mo) andava in lunetta. L’uno su due teneva sopra Charlotte di 4 punti, che tornavano prima a 3 per l’uno su due di Scola dalla linea della carità (spinta di Maxiell sul fianco dell’argentino in fase di tiro), poi diventavano 5 a 10:53 con Henderson che andava sulla baseline destra per colpire con un fade-away non facile contro Mahinmi.
A 10:38 Scola faceva un secondo giro dalla lunetta e non falliva le sue occasioni, Rudez quindi approfittava del momento di appannamento della panchina di Charlotte che in attacco non riusciva a mettere un tiro e pareggiava a quota 28.
Charlotte avrebbe tre possibilità di riportarsi sopra; Biz in gancio non segnava, Mo Williams in corsa ricevendo un pallone e saltando girava l’anca per cercare la coordinazione ma non riusciva a mettere il tiro come P.J. Hairston più tardi, conclusione che invece a 8:40 segnava Stuckey, il quale in penetrazione aveva meno cm da far percorrere alla sfera arancio.
Tre punti di Mo Williams ottenuti tirando da 45° sinistra riportavano avanti Charlotte, Watson con altri due rimandava indietro gli Hornets che tuttavia con Biyombo ottenevano la giocata più esaltante della serata.
Il centro congolese polverizzava la difesa dei Battistrada con una poderosa jam a una mano che faceva tremare il canestro per diversi secondi.
Il punto di vantaggio (33-32) durava poco, Charlotte subiva un parziale di 0-11 iniziato a 7:13 e concluso da due liberi di C.J. Miles a 4:03 passando per un time-out chiamato a Clifford e dagli errori al tiro di Henderson, Jefferson e Marvin Williams…
La fuga della squadra di Vogel era stoppata per un attimo da un canestro di Henderson a 3:41 grazie a una palla recuperata da Mo Williams.
Anche Walker dimostrava di essere fuori forma provando un tiro da tre punti che fendeva solamente l’aria a sinistra dell’anello.
I Pacers dominavano anche sotto le plance; Watson non segnava ma su una seconda chance un gancetto di Allen valeva il 35-47 che dava 12 punti di vantaggio ai gialloblù e costringevano Clifford a correre nuovamente ai ripari chiamando l’ennesima interruzione del gioco a 2:40. A 2:22 un lampo composto da due passaggi “seghettati” in diagonale; Mo per Marvin per Biz in continuità trovavano Biyombo ben appostato pronto a colpire fulmineamente con un’altra schiacciata, quella del -10 (37-47). Scola era stoppato da Biz e C.J. Miles falliva da oltre l’arco, Walker si avvantaggiava parzialmente a 1:16 segnando solamente il secondo libero concesso, ma indiana chiudeva in vantaggio i primi 24 minuti effettivi in doppia cifra nonostante in un primo momento Biyombo si ripetesse in stoppata esaltandosi su Allen.
Era lo stesso giocatore con un jumper a chiudere le marcature e a portare la gara sul 38-49.

Lance Stephenson. 10 punti (4/7) contro la sua ex squadra.

Lance Stephenson. 10 punti (4/7) contro la sua ex squadra.

Dopo il riposo gli Hornets si trovavano sul baratro e avendo la palla in mano cercavano di colpire i Pacers ma lo facevano malissimo; Marvin Williams mancava la tripla, sul rimbalzo Salomon Hill mandava oltre il fondo concedendo una seconda opportunità che Henderson con un tiro dalla linea di fondo destra sprecava.
Salomon Hill invece non sprecava da sotto una seconda opportunità. Marvin Williams mancava un’altra tripla dopo un buon avvio di gara e Walker dalla lunetta riusciva solamente a segnare un libero, così Salomon Hill, un po’ oltre l’arco batteva Henderson from downtown per un 39-54 che concedeva 15 punti di vantaggio alla squadra di casa e dava avvio al garbage time, anche perché Henderson sbagliava in appoggio, ma gli arbitri non sanzionavano la mazzata di West rifilatagli, Indiana in attacco ci provava 5 contro 4 perché Gerald giaceva a terra dall’altra parte del campo, tuttavia Marvin riusciva a rubare palla e a servire la nostra SG che nel frattempo si era rialzata. Henderson tutto solo schiacciava in bello stile ma Clifford si prendeva un tecnico per proteste a 9:52.
Walker segnava due punti e West commetteva passi in partenza e dopo 3 errori (Walker, Henderson e Taylor) a riavvicinare i Calabroni era Biz dalla lunetta che con l’uno su due a 7:27 faceva muovere leggermente il tabellone sul 44-55.
West e Hibbert aggiungevano 4 punti (2 a testa) e Indiana si riprendeva un vantaggio di 15 punti.
Più tardi Walker dalla lunetta riporterà Charlotte a -12 (47-59) ma G. Hill grazie al vetro e al ferro amico più Mahinmi da sotto (che sbaglierà anche il libero addizionale) allungavano per i Pacers, anche perché Charlotte arrivava a sbagliare tredici tiri consecutivi dal campo, tre sulla stessa azione; Mo Williams da tre punti non a segno, rimbalzo di Biyombo, tripla di Hairston non buona, rimbalzo dello stesso P.J. che tentava di concludere in entrata, ma falliva ancora la finalizzazione.
A 2:18 Stuckey da tre punti portava sul +21 i Pacers e anche Mahinmi era fortunato sulla schiacciata contro Maxiell che chiudeva le marcature delineando il punteggio del terzo quarto che rimaneva 47-70 poiché Marvin Williams mancava due bombe, l’ultima sulla sirena del penultimo quarto.

Troy Daniels. 4 punti (2/5) nel finale.

Troy Daniels. 4 punti (2/5) nel finale.

L’inizio dell’ultimo periodo era puro garbage time.
Gli Hornets schieravano; Roberts, Mo Williams, Stephenson, Vonleh (udite, udite!) e Maxiell.
Non una formazione in grado di ribaltare un pesantissimo -23, tra l’altro segnando la miseria di 47 punti.
Stuckey ci provava subito ad arrotondare a 25 ma mancava la conclusione, gli Hornets concedevano nuovamente un rimbalzo offensivo sul quale si avventava Scola, più lesto di tutti e subiva fallo andando in lunetta da dove realizzava un libero.
Stephenson provava a mettere un po’ di scompiglio fine a se stesso tra i suoi ex compagni buttandosi dentro e dopo uno spin move fantastico appoggiava muovendo il punteggio sul 49-71 a 11:00 dalla fine.
A 9:16 Vonleh in appoggio con la mano destra faceva superare a Charlotte quota 50 e a 8:45 sempre il rookie si distanziava dall’avversario colpendolo con la sfera arancio sull’addome a ricordare “un’onda energetica” in stile Dragon Ball, protendendo gli arti superiori in avanti e segnando di mestiere il 53-75.
Scola a 7:56 segnava il 53-77 poi Lance perdeva palla giacché gli arbitri gli chiamavano un doppio palleggio e Maxiell andava corto per la dunk spalmata sul primo ferro, anzi, sul ferro esterno…
Roberts perdeva un paio di palloni cercando passaggi intuiti dagli avversari che ci costavano due transizioni e 4 punti subiti, intervallati da un canestro da due dallo stesso Brian.
A 3:50 un’entrata di lance con cambio mano sarebbe da highlights se non fosse per la pochezza con la quale ormai la squadra di Vogel stava difendendo; nel finale finiranno per segnare anche Roberts da tre punti, Daniels con una dunk in contropiede a 1:38 per il 69-90 e Lance che chiuderà le marcature per gli Hornets con un’altra azione degna di nota che veniva premiata dal libero aggiuntivo (74-90).
Rudez con una tripla dall’angolo sinistro a :29.4 chiudeva le ostilità sul 74-93.

Charlotte chiude mestamente questa trasferta a Indiana e torna a casa, dove nella notte dovrà affrontare una partita che potrebbe rivelarsi inutile in ottica playoffs anche in caso di vittoria ma contro i 76ers se non altro per il morale, una vittoria è d’obbligo. Il sogno playoffs è quasi sfumato, il miracolo sportivo in tempi di resurrezione pasquale sembra non si possa più ripetere, ma la matematica non ci condanna, anche se i fatti logici mi spingono a dire che ormai abbiamo un piede e mezzo fuori dalla post season.

Gli Hornets hanno avuto la meglio sulle statistiche delle palle perse e leggermente in stoppata (5-4), per il resto è stato un massacro; Indiana ha tirato molto meglio, specialmente da 3 punti e ha preso troppi rimbalzi perché gli Hornets potessero vincere.

Henderson, per quanto riguarda le personali, ha chiuso come “top scorer” dei Calabroni con 12 punti, seguito dal terzetto Biyombo, Stephenson, Marvin Williams, gli unici altri 3 Hornets a raggiungere la doppia cifra con minimo sindacale di 10 punti.

Sotto le statistiche della gara:

chaindsta

Voti

Walker: 4
6 pt. (1/9), 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. 4 palloni persi, 4/6 dalla linea della carità, una sola conclusione su nove realizzate. Disastroso in una serata in cui contavamo su di lui per fare la differenza.

Henderson: 5,5
12 (5/13), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Purtroppo quando la partita scappa via a volte inizia a sbagliare i tiri, contribuendo alla fuga degli avversari. Fa quello che può, specialmente nel primo tempo, anche se perde 3 palloni. E dire che 12 unti gli bastano per essere il top scorer.

Taylor: 5
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata in 19:39. Clifford, che non vuole mettere fuori ruolo nessuno, punta ancora su Taylor che non ne può essere un titolare.

Marvin Williams:5,5
10 pt. (3/9), 8 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Inizia bene, poi come Henderson e Walker fallisce troppe conclusioni e Charlotte si spegne.

Jefferson: 5,5
4 pt. (2/6), 1 rimbalzo, 1 rubata in 12:40 minuti. Dimostra poco a causa di seri problemi fisici, la sua partita finisce presto, anche se la sensazione è quella che avrebbe potuto essere utile per il gioco di squadra e nell’aiutare i compagni a segnare qualche canestro in più.

Biyombo: 7
10 pt. (3/6), 9 rimbalzi, 3 stoppate. Perde 2 palloni ma è l’unico che dice qualcosa. Sfiora la doppia doppia. Tre ottime stoppate e una dunk imperiale. Aggressivo sotto le plance.

Mo Williams: 5
9 pt. (4/11), 1 rimbalzo, 2 assist, 2 rubate. Perde 3 palloni e questo è il suo standard. Da quando è rientrato Walker si è “Stephensonizzato”, nel senso che qualcosa non va e si pesta i piedi con Kemba. Il progetto del doppio playmaker non sembra andare per il verso giusto quando si sovrappongono, il suo apporto a favore della squadra è peggiorato nonostante in serata giochi 25:25. E’ anche vero che aveva iniziato a livelli impensabili.

P.J. Hairston: 4,5
0 pt. (0/5), 2 rimbalzi, 1 assist in 10:06. Serataccia. Se Clifford ha intenzione di tenere un’ala di ruolo senza magari spostare Marvin in SF per far giocare Biyombo e Jefferson insieme, tanti auguri. Fa peggio di Taylor in serata. Una di quelle gare dove non ci prende mai.

Maxiell: 5
0 (0/2), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Continua a non segnare un tiro. L’unico modo che ha per farlo è che se lo dimentichino sotto canestro ma in teal o in bianco la sua mole viene esaltata dal colore chiaro della canotta. Buona presenza a rimbalzo.

Stephenson: 6
10 pt. (4/7), 1 assist, 1 rubata in 14:18. 3 perse ma buone giocate anche se solamente nel garbage time. Stanotte contro Phila con la squadra decimata chissà se Clifford lo impiegherà, anche se nel suo ruolo c’è abbondanza numerica.

Roberts: 5,5
5 pt. (2/4), 2 rimbalzi, 1 rubata in 12:00. Perde due palloni che gli avversari intercettano agevolmente e ci costano 4 punti. Non può certo cambiare la serata nel tempo spazzatura. Rimedia parzialmente con 5 punti ma rimane una prestazione a mio giudizio scarsa.

Vonleh: 6,5
4 pt. (2/2), 3 rimbalzi in 12:00. Due buone conclusioni prese da sotto, dite a Clifford che oltre a Maxiell c’è anche Noah.

Daniels: 6
4 pt. (2/5). Spara un paio di triple a vuoto, poi segna 5 punti giocando nel complesso 8:56.

Coach Clifford: 4,5
Il materiale l’abbiamo già ripetuto all’infinito è quello che è e ha l’alibi di tre infortunati (perché anche Big Al lo lascia in panne), ma una prestazione così frustrante da guardare non è degna di una squadra NBA. 22 punti contro 48 nel periodo centrale toccando i 9 punti nel terzo quarto ne fanno la prestazione peggiore dell’anno a mio giudizio. Lance in panchina e Vonleh anche. Deve equilibrare una squadra che non può avere sul campo quasi esclusivamente elementi difensivi e valutare meglio la serata del suo giocatore.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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