Game 75: Charlotte Hornets @ Toronto Raptors 110-106

 

Tramonto a Toronto ma non sulle speranze di Charlotte, prolungate almeno alla sfida con i Nuggets il 31 marzo (il primo aprile per il fuso da “noi”).

Moon Walker
 
C’è una splendida, melodica canzone della metà degli anni ’90 prodotta da un gruppo pop/rock del North Carolina (di Raleigh precisamente) dove molte strofe sembrano parlare della stagione degli Hornets, anche se la canzoe in realtà è un pezo nostalgico sugli anni dell’università e sul tempo che passa scorrendo il video.
Non c’è nessuna ragione per venire da me e la pioggia sta scendendo, non c’è nessuna ragione…
E la stessa voce arriva come se tutto rallentasse…
Niente da dire perché è già stato detto tutto, non è mai facile…
Se consideriamo che sono i playoffs a non stare arrivando, se pensiamo che la doccia fredda fatta quest’anno (stagione non vincente aldilà dei risultati del campo), se vediamo il progetto di Jordan rallentare sino quasi a fermarsi, se consideriamo io abbia già ampiamente scritto su tutte le varie problematiche che hanno afflitto Charlotte quest’anno, eccole risaltare fuori in gara 74, in gara 75 come andrà?
Male penserebbero tutti o quasi tutti se in gara 74 la difesa degli Hornets non è realmente mai esistita, a partire da Marvin Williams, da Batum, per passare da Walker, coinvolgendo MKG, il quale cerca di sviluppare un discreto attacco, ma in difesa troppo spesso quest’anno è andato a fasi alterne.
In attacco il gioco collettivo al centro di tutto per raggiunger l’obiettivo non è sempre stato brillante.
In serate di difficoltà ci si è affidati all’uomo risolutore, in genere Kemba, il quale da solo non ha mai quasi potuto portar a casa le partite nonostante buone serate.
Possiamo dire, arrivati al quasi tempo dei bilanci, che i tasselli sfusi del puzzle assemblato in estate non hanno collimato.
Nella società moderna dove contano solo i numeri, il progetto di rimettere al centro l’uomo in quel di Charlotte, in una specie di “Rinascimento hornettiano”, non ha funzionato bene come lo scorso anno.
Scommesse, giocatori in cerca di riscatto come Marco, Roy, ritorni dal passato come Ramon (Sessions), non hanno prodotto buoni risultati o spinte determinanti.
Soldi mal spesi, l’architetto Cho, pur in difficoltà in uno small market, sarebbe condannato per crollo del progetto triennale di rinascita degli Hornets.
Nella notte si andava a Toronto sconfinando nei territori della foglia d’acero.
Clifford sperava che i suoi uscissero dai confini mentali mostrati la notte precedente contro Milwaukee.
Un po’ di soggezione iniziale, poca fisicità (mancanza di difesa sul perimetro compresa) e alcuni tiri presi tanto per… Walker l’imprevedibile si presentava come essere selenico, dopo aver messo le cuffie e un pezzo di MJ, no, non di Jordan, di Michael Jackson, passata parte della partita ad ambientarsi, nel finale decideva la gara con passo jacksoniano in moonwalk, spostandosi all’indietro dando l’illusoria sensazione di spostarsi in avanti, che sia sul parquet con lo step-back o che sia figurato in classifica, la tripla su Joseph faceva saltar in aria il commentatore Collins e anche me con Charlotte a rimanere agganciata al treno playoffs.
Una Charlotte che in gara 75 invece ha ritrovato difesa, certezze, sfatato le punto a punto e dato a Walker (aiutato da Marco e Marvin) la possibilità di vincere la gara risultando decisivo.
Un Belinelli brillante in una gara vinta punto a punto con la panchina degli Hornets capace di realizzare 52 punti contro i 28 di quella opposta.
DeRozan per i Raptors ha segnato 28 punti, 18 quelli di Jospeh seguito da Ibaka con 15 e Valanciunas con 14.
Con il 50% da tre (16/32), Charlotte ha sbancato Toronto aiutata dalle solo 8 perse contro le 13 della squadra di Casey nonostante i canadesi in percentuale dal campo finissero con lo 0,5% in più, catturando anche 6 rimbalzi (38-44) In “eccesso” rispetto alla parità nella statistica.
C’è ancora un senso per la stagione, sempre che su SKY gli Hornets infrangano la statistica che li vuol sempre perdenti quando trasmessi.
Contro i Nuggets, in uno scontro tra disperate, andrà in scena il prossimo atto che terrà in vita le speranze di una delle due contendenti.

Brian Roberts all’Air Canada Centre segna 9 punti in 12 minuti contribuendo alla vittoria in maniera determinante.
2017 NBAE (Photo by Ron Turenne/NBAE via Getty Images)

Hoenets in capo all’Air Canada Centre con; Walker, Batum, MKG, M. Williams e C. Zeller. Raptors ancora senza Lowry ma con Carroll schierati da D. Casey inizialmente con il seguente quintetto; Joseph, DeRozan, Carroll, Ibaka, Valanciunas.
 
Gli Hornets non riuscivano a conquistare la palla a due, la prima minaccia la portava Toronto la quale andava a vuoto, così come gli Hornets sull’azione successiva, gli attacchi si succedevano ma le difese mettendo pressione avevano sempre la meglio fino a 10:09 quando l’entrata da destra di DeRozan sorprendeva MKG che tentava il recupero senza riuscire a stoppare l’appoggio al vetro della SG avversaria.
Ibaka a 8:56 arrivava da dietro come un rapace su Williams lanciato da Batum a pochi cm dall’appoggio a canestro, stoppata legale, transizione con assist all’indietro di Joseph per lui, tripla dopo soli 8 secondi e 0-5 sullo scoreboard dell’Air Canada Centre.
A 8:24, su un pallone tenuto vivo in attacco dagli Hornets, Batum aveva la seconda chance per l’attacco di Charlotte ancora a secco, il tentativo da tre dalla diagonale sinistra era comunque il primo FG valido con partenza in terza marcia.
Valanciunas e Walker in area si rispondevano con stili differenti, Ibaka, sempre nel pitturato, sotto pressione finiva per commetter passi, Batum in entrata, servito sulla corsa, sfruttava il movimento per colpire fluidamente con un cutting layup nel traffico trovando il pareggio.
MKG a 6:59 compiva l’operazione sorpasso con drive e appoggio ma Valanciunas restituiva al match equilibrio, almeno nel punteggio con due pt. frontali.
A 5:39 Casey chiedeva il time-out, dopo il rientro, a sette secondi dalla ripartenza DeRozan si presentava in lunetta splittando per il 9-10, entrava invece nelle file degli Hornets Plumlee, finalmente disponibile ma a 5:18 era Batum il player di Charlotte a segnare con un tiro completamente fuori equilibrio.
A 4:15 era ancora il francese in taglio sotto canestro a recuperare al volo un air-ball di Kaminsky per poi depositar nella retina a due mani.
Un lungo tiro da due di Joseph ricadeva dentro al cerchio per il 13-12, Belinelli sbagliava il suo primo tiro da tre ma ci pensava Kaminsky a dar propulsione alla macchina offensiva di Charlotte indovinando due tiri consecutivi da oltre l’arco portando a 1:50 dalla prima sirena Clifford e compagni sul 19-12.
Una drive quasi frontale di Derozan chiusa con facilità e una palla persa in palleggio da Roberts erano il preambolo all’azione di Patterson da tre punti (canestro più libero) a :29.3 dal primo stop. Sul 19-17 gli Hornets andavano a segno dall’angolo destro con Roberts da tre punti (ben servito da Belinelli), tuttavia sulla prima luce rossa un buzzer beater in turnaround di DeRozan su Roberts dalla media sinistra trovava solo l’attrito del cotone interno così si andava al primo mini break sul 22-19.

Marvin Williams chiuderà con 18 punti e 12 rimbalzi, una doppia doppia con triple finali risolutive a cancellar la brutta prestazione contro i Bucks.
2017 NBAE (Photo by Ron Turenne/NBAE via Getty Images)

 
Charlotte con in campo la second unit ci provava con Belinelli al quale non riusciva la realizzazione mentre Patterson da destra su Kaminsky era più bravo (22-21).
Dal centro-sinistra un bound pass in diagonale di Lamb diretto sotto canestro per Plumlee era preda del nostro centro che agganciava schiacciando spettacolarmente in reverse a due mani sul n°42 Poeltl tagliandolo fuori.
Ancora Lamb forniva materiale al nostro centro di riserva, bravo a batter l’avversario con un gancetto fortunato che picchiava sul ferro per poi inabissarsi dentro.
Powell con un 2/2 a gioco fermo riduceva lo scarto (26-23) ma a 9:56 Kaminsky dalla diagonale sinistra sfruttava l’ottima schermatura per trovare un nuovo tre punti.
Da un recupero di Plumlee (bravo a contrastare un passaggio) e poi abile a dar una manata al pallone prima che uscisse sulla sua destra, innescava il contropiede condotto da Roberts fin sotto canestro; assist per Lamb, due punti e Hornets a +8 sul 31-23.
A 9:02 Powell si ripresentava in lunetta reclamando due FT, questa volta i tiri erano splittati.
A 8:46 partendo da lontano Frank prendeva il ritmo al n°42 avversario, tenendo un buon passo appoggiava al vetro in più guadagnava anche due liberi trascinando insperatamente sul +10 i Calabroni.
A 7:52 i Raptors passavano ancora per la cruna della lunetta; un 2/2 di Ibaka era seguito da due punti di Joseph, anche se, finalmente Belinelli segnando il suo primo FG di serata contrastava il rientro dei canadesi.
Powell trovava ancora la scorciatoia dalla lunetta ma ancora una volta divideva al 50% il successo sui tentativi di realizzazione. Era Joseph con un altro jumper a tagliar il gap, ora “fissato” a 5 pt. (36-31), Batum forniva un assist in area a Belinelli che riuscendo ad arpionar la sfera in maniera difficoltosa in mezzo al pattugliamento rapido dei Raptors, aggiustandosi piazzava altri due punti nel tabellino.
A 4:56 tre punti frontali di Williams spostavano il punteggio sul 41-34. Nonostante un fallo offensivo fischiato a Carroll su Batum (spinta) con Casey non assolutamente d’accordo con il giudizio della terna, i Raptors rientravano con una tripla di Joseph che trovava spazio sul rapido spostamento palla dei compagni e con un jumper di DeRozan dalla destra per il 41-39.
MKG rispondeva in sospensione, Kemba dava una mano alla squadra a 2:17 aggiungendone due in seconda battuta dopo una tripla mancata di Williams sulla stessa azione.
Era ancora Walker a esser protagonista di un’entrata contrastatissima, mani sul pallone della difesa, tiro sballato, rimbalzo “arrabbiato” di Kemba, fallo di Valanciunas, due FT in arrivo successivamente realizzati, punteggio sul 47-39…
I canadesi però a 1:17 eseguivano il secondo piano di rientro cominciando a segnare con DeRozan, chiudendo con lo stesso e un altro buzzer beater in jumper, vittima designata questa volta Plumlee che doveva sopportar il 50-47 con il quale Charlotte chiudeva comunque avanti i primi 24 minuti.
 
Al rientro dal break i Calabroni segnavano a 11:41 con Batum, il quale, sfiorato da Ibaka aggiungeva anche un libero portando Charlotte sul 53-47 ma i Raptors incominciavano il loro ottimo quarto nonostante sull’azione successiva DeRozan tirasse prima corto, poi sull’extra possesso si facesse stoppare da Zeller, infine, con la sfera ancora nelle mani dei padroni di casa colpisse le tibie di Batum sul tentativo dii ribaltamento per tornar in attacco a colpire solo il primo ferro sull’azione offensiva seguente. Contrattempi risolti un paio di azioni successive da Valanciunas a gioco fermo (9:44) con un 2/2 e da un tiro di Joseph favorito da un passaggio di Williams nelle mani dei Raptors nella loro metà campo difensiva.
Non buttava bene per gli Hornets i quali si vedevano respingere un tentativo del nostro numero 14 MKG da Valanciunas e subivano a 8:00 dal termine del quarto il sorpasso per mano di Carroll che dalla diagonale sinistra affettava con una tripla la difesa di Charlotte.
L’attacco di Charlotte faticava terribilmente, Walker in entrata non aveva fortuna, MKG subiva la seconda stoppata dal centrone dal look alla Chandler e a 7:16 una transizione di Derozan con eurostep finale lasciava Marvin a terra e Batum impotente in ritardo nel tentativo di stoppata.
Ibaka con tre punti dal centro destra piazzava il finale di parziale dei Raptors (0-12) con il quale le giubbe rosse andavano sul +6 (53-59).
Marvin da tre tentava di restituire qualcosa ma non mettendo il tiro doveva ricorrere ai liberi per un tocco d’Ibaka dopo la conclusione.
Un 2/3 che interrompeva il parziale ma non l’inerzia con Valanciunas nel pitturato bravo a difender palla sul raddoppio di MKG (manata cercando la sfera andata a vuoto) e a batter Zeller. In un lampo i Raptors quindi ingenerosamente distruggevano il buon primo tempo di Charlotte che, per rimaner ancorata alla partita realizzava da tre con Batum dal centro sinistra.
Le stelle Kemba e DeRozan brillavano segnando due punti a testa, Belinelli a 4:16 affondava due punti in jumper appena dentro l’arco (62-63) ma nonostante un air-ball di Carroll e un anticipo di Plumlee nell’angolo destro su Valanciunas servito con un pessimo lob, dalla laterale destra segnava Tucker con Belinelli in uscita inutile.
Joseph a 2:37 sbagliava il tiro in avvicinamento ma prendendo il rimbalzo, con gli Hornets tra le braccia di Morfeo, metteva dentro anche il +6.
Kaminsky provava il tre della disperazione ma non gli riusciva, Valanciunas si accomodava in lunetta realizzando il 62-70. Belinelli era fermato irregolarmente da Tucker a 1:36.
Il primo libero andava orizzontale, cortissimo sul lato del ferro, poi, mettendo dentro il secondo, probabilmente Marco ritrovava fiducia, poiché, se DeRozan e Valanciunas spaccavano la difesa di Charlotte realizzando due punti a testa e portando i Calabroni sull’orlo del precipizio, Belinelli dalla diagonale sinistra rispondeva con tre punti solo cotone che chiudevano il quarto almeno sullo svantaggio a una sola cifra (66-74).

Marco Belinelli nonostante il cerottone in mezzo agli occhi da anime nipponico, chiuderà con 21 punti la sua ottima prova.
2017 NBAE (Photo by Ron Turenne/NBAE via Getty Images)

 
Roberts nell’ultima frazione apriva nel migliore dei modi avendo spazio sulla diagonale destra.
Tripla e 69-74 conservato da Williams in stoppata su Powell dopo il movimento dell’attaccante che si ritrovava Marvin sul posto come un Kamioka Go dal teletrasporto laterale.
Belinelli era ancora fermato da un fallo; l’autore questa volta era Wright che concedendo due FT a Marco dava la possibilità al team viola di rientrare sul -3.
Un fallo offensivo di Ibaka (trattenuta su Belinelli che cercava di uscire dallo schermo dell’ex Magic) di fatto annullava la tripla di Powell con grave danno per Casey, il quale incassava anche un canestro di Belinelli dalla destra con Tucker depistato dalle parti di Mordor, sulla cattiva strada.
A 10:09 il colpo da biliardo di Patterson però tentava di vanificare il rientro di Charlotte; tripla lunga, palla che s’impennava altissima uscendo dall’inquadratura ma che purtroppo ricadeva perfettamente nella retina.
A 9:47 uno spostamento laterale nell’angolo sinistro di Belinelli era utile per mettere un tiro dall’equilibrio precario, Wright rispondeva con lo spin e l’appoggio oltre i lenti cingoli di Kaminsky che si giravano sul parquet a giochi già fatti.
A 9:13 Belinelli ci provava anche da tre, alla realizzazione gli veniva consegnato l’attestato di on-fire.
Il canestro valeva il 78-79 ma gli attacchi continuavano a non sbagliar un colpo in questa fase.
Era Powell la risposta da tre punti, Roberts saggiamente si accontentava di andare sulla sinistra e lanciare la sfera sul vetro da appena fuori area, l’angolazione era perfetta per realizzar l’80-82.
Powell e Belinelli da tre ci riprovavano ma entrambi saltavano il turno, entrava così in scena Lamb che sulla baseline girava su Wright, finta, tiro, pareggio a quota 84 (7:46). DeRozan sfruttando un blocco alto salutava MKG, l’aiuto di Kaminsky sotto canestro era dannoso, fallo più tiro libero, gioco da tre punti.
Sull’incrocio offensivo Kaminsky/Belinelli, Powell toccava la sfera, hand-off saltato, fly dunk in transizione e Hornets sul -5.
Roberts a 7:01 splittava dalla lunetta, a 6:30 anche Marco si presentava dalla linea per un tocco di DeRozan di una shooting motion di Marco.
I due liberi erano più garantiti della speculazione moderna e i Calabroni riaffacciandosi sul -2 tornavano a metter pressione ai bianchi di casa, bravi a realizzare con Joseph da tre per cercar il colpo risolutore.
A 6:15 sull’85-90 gli Hornets, con un piede e mezzo fuori dai playoffs gli Hornets cercavano un canestro che li riportasse in partita ottenendolo; apertura a sinistra di Marco dopo la finta, Tripla di Marvin Williams che ridava speranze.
Un elbow jumper di DeRozan tuttavia consigliava a Clifford di fermar il gioco sull’88-92 per cercar di fermar l’attacco di casa. Kemba, lavorando il difensore, in entrata appoggiava frontalmente sulla destra del plexiglass con la mano destra il 90-92. Valanciunas si proponeva in area e venendo trovato da un DeRozan ormai sorvegliato speciale, segnava ancora.
Zeller a due passi dal canestro in entrata passava a mezza altezza per Williams che non aveva grandi difficoltà a battere un difensore ormai fuori tempo.
Le squadre continuavano a segnare dandosi battaglia; Patterson appoggiava nonostante il generoso tentativo di Williams.
Kemba non poteva trovare momento migliore per realizzar la sua prima tripla di serata, a 3:43 sfracellava il canestro dei Raptors con i punti del 95-96 rendendo la partita più incerta grazie a una buona difesa su Joseph che andava corto.
Lo stesso Kemba però tambureggiando il pallone a terra saliva per un pullup esagerato; tiro preso troppo velocemente e impreciso, Joseph da più vicino e con più calma e spazio pagava l’anello per accomodare il tiro portando il match a un possesso lungo di vantaggio per i suoi.
Marvin Williams però stasera era ancora una volta stratosferico raggiungendo a quota 98 i Predatori con tre punti aperti dalla diagonale destra.
Si entrava nella notte delle stelle; DeRozan non si faceva mancare altri due punti ma Belinelli in entrata proponeva la drive con scarico a destra per Walker, il “calcio” o il kick che dir si voglia era di precisione.
Sorpasso sul 101-100 in dirittura d’arrivo.
Powell ci provava da tre contro Marco ma questa volta gli diceva male, tutto da giocare se poi Zeller, girando sul piede perno per interminabili secondi lasciava scadere i 24 d’attacco ingenuamente a 1:14 dalla fine.
MKG dentro per la difesa e Beli fuori.
A :57.0 Zeller oscurava Powell ma il numero 24 dei Raptors in lunetta falliva il primo libero agganciando i Calabroni grazie al secondo.
Una drive di Walker con tentativo di appoggio con spinta di Jospeph (con la sx) alle spalle, anche se la stoppata data dal play era inizialmente buona dava una rimessa dal fondo.
Il possesso dunque rimaneva a Charlotte che a :37.5 sfruttava un Kemba arrabbiato, il quale colpendo con il moonwalk Joseph regalava il 104-101 ai compagni e tifosi.
Lo stesso metro non era dottato dalla terna quando Zeller su DeRozan si opponeva con il corpo; fallo, appoggio che per fortuna colpendo solo il ferro evitava la beffa dei tre punti.
Sesto fallo per Cody che abbandonava il campo sostituito da Frank.
Due su due per l’asso dei Raptors a :29.6.
Charlotte cercava quindi il possesso risolutore; lo scorrere del tempo era necessario, poi l’attacco, non inaspettato ma improvviso di Walker, che in velocità arrivava sotto canestro, raddoppiato da Ibaka lanciava la sfera sulla diagonale sinistra; Batum non ci pensava un attimo a dare a Marvin che frontalmente, grazie alle tardive rotazioni, scaricava la tripla più importante della gara a :08.7 consentendo a Charlotte di andare sul 108-103.
Ibaka da tre non segnava, i Raptors non si arrendevano e mandando in lunetta MKG venivano distanziati di 6 pt. Ibaka ci riprovava avendo più fortuna.
Il 109-106 però distava dalla fine solo un secondo e tre decimi.
Per commetter fallo i canadesi impiegavano esattamente un secondo mandando Frank in lunetta, il quale segnava solamente il secondo chiudendo la sfida sul 110-106 con un 44-32 di parziale da urlo nell’ultimo quarto.
 
Pagelle
 
Walker: 7
19 pt. (7/25), 4 rimbalzi, 2 assist. Una sola palla persa ma spicca il 3/10 da oltre l’arco. Pazzesche le tre triple nel finale che ribaltano la gara con moonwalk regale e tripla dalla destra offerta dalla ditta Belinelli in precedenza. Come già scritto all’interno del pezzo, dopo una gara anonima condita da pochi assist, un finale da urlo. La difesa è a corrente alternata ma il cambio passo nel finale spostando nettamente da 5 a 7 il voto.
 
Batum: 6,5
15 pt. (6/12), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Cala anche lui negli assist ma aggiusta decisamente la mira. Da oltre l’arco fa 2/5 ma dentro l’area prende qualche iniziativa. Un bel passaggio per Walker nel finale rovinato da Joseph e la spinta/stoppata.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
6 pt. (2/9), 5 rimbalzi. Tocca il -19 nel plus/minus. DeRozan sena 28 punti, non tutti contro di lui. Spesso lo controlla bene salvo che il blocco alto non lo fermi (a volte con il fallo del blocco non visto come nell’azione che porta Kaminsky a far fallo sul 10 avversario). 28 sono abbastanza ma non tantissimo per DeRozan che chiude con 11/24 dal campo. L’attacco di MKG è bruttino, orrendo in un paio di circostanze con due tiracci. In campo con la first unit a inizio terzo è lì che prende il parziale.
 
M. Williams: 8
18 pt. (6/11), 12 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 4/6 da tre con tre bombe nel finale anche per lui. Una discreta difesa anche se commette un falletto ininfluente nel finale sotto gli occhi di un Clifford bon contentissimo per il suo girarsi lateralmente sul giocator dei Raptors in possesso palla. E’ uno dei tre Hornets che in attacco risolvono la gara.
 
C. Zeller: 5
0 pt. (0/3), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. 26 minuti, 2 turnover, uno veramente tragicomico con palla in mano per tanto, troppo, infinito tempo. Dietro aiuta sì, ma se Valanciunas decide di segnare lo fa. Un lavoro difensivo che lo porta fuori nel finale per i canonici 6 falli spesi. Gli va bene sull’ultimo contatto con DeRozan. In attacco i suoi tiri dalla media dicono che deve tornar a scuola di tiro. Non attacca mai in profondità preferendo cedere e a volte fa bene. Partita comunque insufficiente chiusa a zero punti.
 
Kaminsky: 6,5
13 pt. (4/7), 4 rimbalzi, 2 assist. 19 minuti, 2 turnover. 3/5 da fuori. Buona prima parte meno la seconda dove spende qualche fallo ed è meno sul pezzo, comunque nel complesso aiuta la panchina di Charlotte che sovrasta quella dei Raptors 52-28.
 
M. Plumlee: 6,5
5 pt. (2/2), 1 rimbalzo, 2 rubate. Buon rientro di Miles che dal campo mette in sequenza due tiri regalandoci anche una dunk in stile NBA Jam. Unica nota negativa il cortissimo e legnoso primo tiro dalla lunetta fallito, lo compensa ampiamente con due steal e una difesa più che dignitosa.
 
Belinelli: 7,5
21 pt. (7/11), 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Marco ritrascina i Calabroni in partita, cerottone o non cerottone in mezzo agli occhi. Senza di lui Charlotte non sarebbe arrivata a giocarsi il finale. Una delle migliori performance quest’anno. On-fire mette 2/4 da oltre l’arco eccedendo anche in una soluzione tentata da oltre gli 8 metri, forse qualcosa di più ma in una serata così te lo senti. +14 di +/-.
 
Roberts: 7
9 pt. (3/4), 1 rimbalzo, 3 assist. Forse star fuori per un po’ gli ha fatto bene. Weber per ora è tornato dietro nelle gerarchie e se Brian continua così, vi resterà. Dopo esser stato irriconoscibile per troppe gare, mal sfruttate dopo infortunio di Sessions, da sprint alla manovra, assist e soprattutto realizzazioni con buona mano in soli 12 minuti.
 
Lamb: 6,5
4 pt. (2/2), 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. In 9 minuti accumula un +12. Pareggia la gara e contribuisce a riprenderla con assist e punti.
 
Coach Clifford: 7
Squadra rivoltata come una frittata. Difesa dura inizialmente e comunque buona nel resto del match. Attacco interessante e reazione sul -11 con ciliegina finale di una vittoria punto a punto su un campo ostico ma con il quale i Calabroni hanno un certo feeling. Sugli scogli duri, nemmeno all’ultima spiaggia, in balia dello onde, non quelle marine, ma le frequenze, le onde radio provenienti dagli altri campi sperando in battute d’arresto delle concorrenti. Purtroppo i Bucks in back to back hanno vinto anche a Boston passando al TD Garden 103-100, gli Hawks han battuto i 76ers fuori casa 99-92 mentre gli Heat hanno vinto facilmente contro New York al MSG 105-88. Le “buone” notizie arrivano da Memphis dove i Grizzlies le han suonate ai Pacers 110-97.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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