Game 76; Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 103-112

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Sottotitolo: PrevisiHornets
22 pt. di Marvin Williams non son bastati.

22 pt. di Marvin Williams non son bastati.

 
Hornets saliti momentaneamente al terzo posto in concomitanza delle recenti sconfitte di Atlanta e Miami, che, dopo aver vinto due volte contro i 76ers a distanza di pochi giorni, si recavano a Cleveland in questo testacoda shock di classifica.
Impegno sicuramente molto più probante e impegnativo rispetto ai test giocati con il freno a mano tirato contro i poveri Sixers.
Un test anche in ottica playoffs (aggiunti/clinched nella scorsa notte con Chicago che perdendo ci dava la matematica certezza di parteciparvi), con quattro squadre racchiuse in un fazzoletto ad ambire alle prime due posizioni disponibili (terza e quarta) per giocare gara 1 davanti al proprio pubblico e cercare di partire con il piede giusto nella post season.
La previsione era quella di una sconfitta (James 31 pt., Smith 27 e Love 25).
Così è stato ma dopo aver toccato un preoccupante -21, i Calabroni sono riusciti nell’ultimo quarto ad arrivare sino al -4 prima di essere affondati da un paio di triple di seguito.
La squadra c’è e continua a fare il suo mestiere, lottare per ottenere il massimo.
Provarci sempre e dare tutto per non essere insoddisfatti sono le priorità.
 
Gli Hornets si affidavano al solito quintetto; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller, mentre Cleveland perso Irving per un infortunio alla caviglia mettevano in campo Dellavedova come playmeker, inoltre aggiungevano JR. Smith, LeBron James, K. Love e Mozgov allo staring five.
Kemba Walker in palleggio.

Kemba Walker in palleggio.

 
La prima palla era vinta in due tempi da Zeller ma gli Hornets non sfruttavano il primo possesso con Williams che sparava corto, tuttavia un passaggio sbagliato dei Cavaliers in attacco finiva tra le mani di Zeller davanti al ricevitore Cavs, Cody ne approfittava per andare in elefantesco coast to coast a depositare in allungo a 11:31 portando i primi due punti nelle casse di Charlotte.
I Cavs pervenivano al pari con Love a 11:16, post alto, giro e tiro dal pitturato su Marvin sembrato facile.
Un lungo piazzato di Zeller consentiva ai Calabroni di tornare in vantaggio esattamente dopo un minuto dall’inizio gara, mentre si dovevano attendere ancora un minuto e dieci secondi prima di vedere un altro canestro, quello in floater dalla linea di fondo destra di Marvin per il 6-2.
A 9:24 tuttavia Love si dimostrava ispirato, fade-away al vetro in uno contro uno tirando dalla media destra, altro canestro di un certo spessore che fungeva da trampolino per il pareggio di Cleveland a 9:03 con J.R. Smith che batteva in velocità Walker e appoggiava il 6-6.
Marvin Williams si faceva perdonare dell’errore al tiro precedente a 8:41, la sua tripla questa volta era estremamente precisa e unita al pull-up centrale di Walker a 8:17 spingeva Charlotte sul +5 (11-6).
James iniziava a disputare la sua partita e segnava 4 punti di fila e un floater di J.R. dava anche il primo vantaggio alla squadra di Lue, ma a stretto giro di cronometro rispondeva Marvin Williams (6:07) con un’altra bomba per il 14-12 Hornets. I Cavaliers rispondevano con la stessa arma, tripla di Love a 5:48 dall’angolo destro con i Cavs capaci di muover bene e velocemente palla per portare il loro stretch fours al tiro.
I Cavs prendevano vantaggio e gli Hornets finivano sotto anche perché sull’azione offensiva Love andava a sbattere senza girare intorno a Marvin che lo spingeva a terra per proteggersi sbracciando un po’.
Non veniva dato il flagrant (solo tre flagrant per Marvin in tutta la carriera), ma i Calabroni perdevano comunque il possesso della sfera che nel frattempo aveva raggiunto Batum sulla destra.
Un paio di cinque ristabilivano la pace tra i due.
LeBron da sotto a 4:56 segnava, Williams aveva voglia di stradare e in uno contro uno prendeva la via centrale ma la sua potentissima dunk rischiava di sgonfiare il pallone che schizzava via altissimo dopo aver colpito il secondo ferro. La tripla di Dellavedova dava un vantaggio di 6 punti alla squadra di Lue, ad accorciare era un iperattivo Marvin che correggeva in tap-in.
A riavvicinare ulteriormente i Calabroni erano i giri in lunetta di Thompson e Hawes (0/2 per il primo e 2/2 peri il secondo), sul 18-20, però Shumpert dal mid range destro segnava contro Lamb in allungo oltre un blocco.
Qui i Cavaliers iniziavano la loro corsa che li porterà a condurre 19-29 alla fine del primo quarto.
 
I Cavaliers non si arrestavano nemmeno nel secondo e Shumpert segnava il suo terzo canestro di serata a 11:46 con una dunk, battendo Lee in penetrazione e trovando Hawes in fase di letargo in area.
Una transizione di James a 9:26 era sola una delle tante che i contropiedisti in maglia nera avrebbero sfruttato in serata, a 9:12 invece Lin trovava armonia con Kaminsky dopo che i due in precedenza avevano buttato via un’azione d’attacco.
Il passaggio del piccolo tagliava la difesa di Cleveland e consentiva al carrarmato di andare a schiacciare per il 25-38. Altra bella azione di Charlotte a 8:51 quando Lee in corsa riceveva il passaggio, fintava in modalità slow motion senza mai arrestare però la sua corsa, grazie al movimento particolare e fluido sfuggiva al difensore e si catapultava in area per l’appoggio vincente.
I Cavalieri purtroppo però inanellavano una serie canestri anche pesanti come quelli di Frye dall’angolo sinistro e di Dellavedova (open a 6:47) che davano il +19 ai Cavalieri.
Charlotte a 5:09 chiedeva il time-out dopo aver subito un layup di Thompson a 5:17 che da sotto segnava su assist di Shumpert che nell’azione faceva annotare a tabellino anche il rimbalzo offensivo.
Pesante il -21 che faceva pensare a una sconfitta epocale. Invece rientrava Williams e segnava due punti per Charlotte. Walker aiutava riportando a -15 i Calabroni ma per un fallo di Zeller su Thompson (spina nel fianco con i rimbalzi e il gioco da sotto) speso nel semicerchio, il lungo avversario segnava un punto al quale si aggiungevano i tre di Love a 2:12 per il 33-52. Un parziale di 9-6 pro Charlotte portava nel finale le squadre a riposo sul 42-58 Cleveland.
Lin in entrata.

Lin in entrata.

 
L’inizio del penultimo quarto riportava rapidamente sulla doppia decina il vantaggio della LBJ band, Love e una schiacciata di Mozgov registravano il 42-62, Clifford chiamava time-out e a 10:29 cominciava la rimonta dei teal; Walker in salto galleggiava mentre veniva toccato da Dellavedova, Kemba così decideva di cambiare opzione, dal passaggio al tentativo di tiro, sapendo che avrebbe ottenuto quasi certamente tre liberi.
Così era, gli sfruttati erano due ma servivano sempre a Charlotte per rimontare, anche perché Cleveland nonostante una tripla di Smith con Lee rimasto dietro un blocco, faceva fatica a segnare ora, mentre a 9:23 Kaminsky dalla diagonale sinistra segnava il 47-65.
A 7:49 LeBron s’involava in uno dei suoi classici contropiedi ma l’appoggio invece della schiacciata risultava controproducente perché in rimonta decollava Lee nel pitturato e con la mano destra cancellava con forza e tempismo l’appoggio della star avversaria.
Kemba saliva di tono e dopo aver portato a spasso Love, lo batteva dalla diagonale sinistra dopo essersi preso spazio e ritmo per la tripla del 55-69.
Hornets che, sempre con Walker, raggiungevano anche il -8 a 4:14.
Kemba recuperava un passaggio su uno scarico mal effettuato dal fondo di James, coast to coast e gioco da tre punti andando a sbattere contro Dellavedova in attacco.
Il runner aveva una parabola che superava Love e dopo la trasformazione dell’aggiuntivo Charlotte andava sul 63-71.
J.R. dalla diagonale destra però segnava anch’esso la tripla mentre a 3:21 segnava ancora il nostro play (23° punto). Il quarto terminava sul 61-76.
 
Un -15 non dava molte speranze a Charlotte a soli 12 minuti dalla fine.
Pochi canestri nei primi due minuti ma Hawes prendeva un rimbalzo offensivo e dava a Walker per la sospensione da due punti vincente.
Sempre Spencer guadagnava un altro rimbalzo offensivo e mettendosi in proprio realizzava da sotto, anche se Smith si lamentava con gli arbitri per un ipotetico tocco sul braccio del nostro doppio zero.
A 9.48 però una delle classiche docce fredde da rimonta; lee provava da dietro a dare una manata alla palla per non dare avvicinare James a canestro mentre era voltato, la stella dei Cavs però andava ad allungarsi nella vernice segnando un gioco da tre punti (1/1 FT).
Hornets che decidevano di attaccare il ferro con più continuità finalmente e un’entrata in diagonale da destra di Lin che chiudeva in reverse layup a 8:05 valeva l’81-89.
Frye falliva la tripla mentre Shumpert non sbagliava il pull-up frontale.
A 6:33 un pick and pop portava sul lato sinistro Hawes libero di colpire da tre punti (84-91), peccato che Love appena rientrato segnasse dalla distanza.
Tornati a -10 i Calabroni ripartivano con una bomba di Lin per l’89-96.
Un lungo jumper di lee dalla sinistra più una spallata di Love su Lin nella stessa azione consentivano agli Hornets di raggiungere il -4 a 4:24 dall’ultima sirena.
Sfortunatamente nonostante le marcature, i lati del campo si mostravano fragili per Charlotte che subiva le triple di Smith e di Leve su Zeller per il 94-104.
A 2:32 dalla fine segnava Marvin il 97-104.
A 2:10 Dellavedova smistava il suo solito assist per l’alley-oop da copertina di LBJ che appendendosi realizzava il 97-106.
Il finale diceva che gli Hornets uscivano sconfitti dalla Q.L.A. 103-112.
 
Dopo aver subito transizioni, ci siamo svegliati e abbiamo contrattaccato con la stessa arma finendo per fare meglio, così come nettamente superiori siamo stati ai liberi.
I problemi sono stati i rimbalzi offensivi e le percentuali dal campo di Cleveland.
Super serata per loro nel tiro da tre, beffati con la nostra stessa arma.
 
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Pagelle:
 
Walker: 6,5
29 pt. (9/19), 6 rimbalzi, 7 assist, 4 rubate, 1 stoppata. Perde 4 palloni, per il resto gara positiva.
 
Lee: 5,5
11 pt. (5/13), 1 rimb., 3 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Difficile dargli un voto, a volte lo battono dietro a un blocco, sfruttando velocità o altro, lui va un po’ a tratti. Dalla super difesa a quella un po’ meno forte. Attacco da transizione.
 
Batum: 5
5 pt. (2/6), 5 assist. Cliente ostico e lui non in una delle sue serate più brillanti.
 
M. Williams: 6,5
22 pt. (8/11), 6 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. +8 di plus/minus, quello più alt per noi. Magari su LeBron nel finale non è certo il massimo, comunque ottima serata al tiro e punti pesanti. Un po’ nervosetto in un paio d’occasioni, molto fisico.
 
C. Zeller: 5
8 pt. (2/6), 6 rimbalzi, 1 assist, 5 rubate. Nel traffico recupera qualche Pallone ma dietro ricorre al fallo una sola volta e nel pitturato siamo attaccabili.
 
Hawes: 5,5
(3/8), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Cifre discrete, rimbalzi importanti ma senza troppo costrutto, talvolta in difesa appare spettatore. -8 di plus/minus.
 
Lin: 5,5
14 pt., (3/9), 3 rimb., 1 assist. Troppe palle perse da Lin, un paio di passaggi sono anche geniali ma i nostri lunghi sono dei bradipi a volte. Quando attacca bene mette in difficoltà i Cavaliers.
 
Lamb: s.v.
0 pt. (0/0), in 3:53. Appare come la Madonna e scompare senza eccessive colpe in difesa.
 
Kaminsky: 5
5 pt. (2/4), 4 rimb., 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Anche lui o è fuori tempo o molle a volte dietro. Una sua chiusura tardiva nell’ultimo quarto ci costa il canestro di Love, ma anche prima un salto fuori tempo costa una dunk (menzionata sopra) di Mozgov che aveva via libera ricevendo dal pass. In angolo dx di Dellavedova.
 
Coach Clifford: 6
Deve rinunciare a Jefferson con il quadricipite destro contuso. Lo rivedremo all’opera nelle prossime. Il suo tentare di cambiare su LeBron in certi frangenti non produce gli effetti sperati. Risistema l’attacco nel secondo tempo. Nel primo andiamo male.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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