Game 76: Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 122-114

 
Gioco a somma zero
 
Esiste una scienza matematica denominata “Teoria dei Giochi” e analizza le decisioni individuali dei giocatori in varie situazioni, in genere di conflitto (contrapposti interessi) e l’interazione strategica con altri competitori (avversari del settore o generici) finalizzando il tutto al massimo guadagno per il soggetto, l’azienda, lo Stato, ecc., nel nostro campo la potremmo applicare alla franchigia.
Questa teoria è stata applicata ovunque, in campo geopolitico nel dopoguerra, durante la guerra fredda la Rand Corporation finanziata dal Ministero della Difesa statunitense studiava opzioni nei casi di eventuali possibili scenari consigliando l’ipotesi migliore…
Ma ovviamente ci sono differenti situazioni… se nel nostro caso non è possibile trovare un punto d’equilibrio, perché semplicemente uno vince e uno perde, si parla di “Gioco a Somma Zero” perché ciò che vince uno, viene necessariamente tolto all’altro, allora trovare un vantaggio per entrambe le parti in questa situazione (strategia cooperativa) sarà impossibile.
Questo è alla base dell’insanabile conflitto che, specialmente nella società occidentale, permea le interazioni tra le persone, le aziende, le persone e le aziende, ecc..
Non è la logica migliore perché esistono differenti situazioni nelle quali tutti potrebbero guadagnare.
Fortunatamente la NBA è una Lega sportiva e questo “contrasto” è limitato solamente al risultato sul parquet, mentre per la parte economica con entrate suddivise, non entra in conflitto con se stessa.
Successe un paio di volte che i giocatori, tramite il loro sindacato bloccasse parzialmente due stagioni prima che la Lega scendesse a patti e a più miti consigli con la controparte dedita allo spettacolo, quindi oggi, limitatamente alla struttura NBA potremmo parlare di un’isola felice osservando a cosa succede invece nel mercato globalizzato odierno neoliberista e la sua crisi economica ed etica ove spalma il meccanismo utilitaristico/aziendale senza considerare altre variabili.
Comunque sia qui non servono Joh Nash e la sua beautiful Mind, neppure Von Neumann o Morgenstern (tutti matematici e teorici su questi problemi), al massimo un David Stern, tornando al basket… si trovavano di fronte nella notte due squadre con la presenza di un italiano nel team, il Gallo (Danilo Gallinari) per Denver e il Beli (Marco Belinelli) per Charlotte, ma soprattutto l’analogia principale era la disperata rincorsa verso i playoffs. Questa contrapposizione dagli interessi insanabili avrebbe consentito solo a una delle due squadre di continuare a sognarli. A continuare a inseguir la visione onirica erano alla fine gli Hornets, autori di un altro strepitoso ultimo quarto chiuso con un parziale di 36-20 tale da non consentir repliche.
Belinelli dopo aver giocato un brutto primo tempo in attacco ha indovinato tre tentativi su quattro da oltre l’arco, Kaminsky ha supportato a suon di bombe, Walker e Lamb hanno fatto il resto in attacco mentre Williams si è concesso una decina minuti da Mutombo.
Nonostante i Nuggets battano 43-49 a rimbalzo e 26-32 negli assist gli Hornets, Charlotte ha sfruttato molto la lunetta segnando l’83,% dei FT (25/30) contro l’8/11 degli avversari. Denver ha fatto toccare il 50% dal campo e il 48,5% da tre, Charlotte si è assestata su buone cifre quali il 46,5% dal campo e il 47,2% da fuori.
Altro dato interessante è la differenza di turnover; sono 13 i palloni lasciati sul campo dai Nuggets contro una bassissima quota 6 per i teal &purple.
Si sopravvive un’altra notte, almeno fino a domenica inseguendo la post season.

La presentazione dei giocatori di Charlotte con Hugo e le Honey Bees a cornice.

 
I Nuggets volavano in North Carolina per cercar di ottenere una W che li rimettesse in corsa dopo lo scontro diretto perso con i Trail Blazers.
Coach Mike Malone schierava il seguente starting five; G. Harris, J. Nelson, Gallinari, Faried e Jokic.
Lo starting five degli Hornets era sempre il medesimo pensato da Clifford come il miglior disponibile; Walker, Batum, M. Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.

Kemba Walker attacca Jokic.
Walker finirà con 31 punti.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Zeller era proprio colui che vinceva la palla a due con Jokic ma anche il primo a fallire un tiro.
Dall’altra parte Harris provando la tripla pareggiava gli errori per team mentre Cody aggiungeva un rimbalzo al suo tabellino, Batum in entrata cercando di tagliare un layup nell’uno contro uno colpiva solamente il ferro così alla seconda occasione i Nuggets passavano in vantaggio con un jumper di Jokic su Zeller a 11:07.
Jokic da sotto trenta secondi più tardi raddoppiava. Kemba dalla diagonale sinistra realizzava i primi tre punti di Charlotte e a 9:45 in transizione MKG era toccato irregolarmente sul tiro.
Dei due FT uno andava a segno, così i Calabroni raggiungevano la parità a quota 4 prima di passare avanti 6-4 grazie a Batum in schiacciata frontale che trovava scarsa resistenza sulla corsa e nessuna al ferro.
Il pareggio arrivava per opera di Faried che da sotto recuperando un air-ball di Jokic metteva dentro.
Batum in difesa recuperava anche un pallone e lanciando lungo oltre tutto il corpo d’armata dei Nuggets pescava lo scattante Walker il quale in appoggio a tabella si vedeva respingere il tiro da Faried, ormai troppo tardi perché gli avversari non assegnassero il goaltending.
Ripassava tuttavia avanti Denver che con Nelson da tre punti e un passaggio di Gallinari sotto per Harris (Batum incollato a terra), portavano sull’8-11 il risultato.
Batum guadagnava due liberi ma splittandoli lasciava attardati gli Hornets di due lunghezze, Jokic raddoppiava le unità di svantaggio con un soft touch su Zeller prima che MKG in avanzamento segnasse con un pullup.
Jokic e Williams alternavano un paio di tiri a testa per squadra, se il centro di Denver falliva le sue occasioni, Marvin realizzando la seconda riportava sopra Charlotte (14-13), punteggio tuttavia reso ancor più incerto dopo i canestri di Gallinari a 4:41 (tripla) e il gancio di Zeller su Jokic che trovavano il punto di stabilità perfetto a quota 16.
Un’altra penetrazione di MKG regalava agli Hornets due FT che mandavano la squadra di Clifford sul +2, ma nel finale i Nuggets allungavano partendo da una tripla messa a segno dal lato sinistro.
Gallinari l’autore, Batum il colpevole del fallo, giocata da 4 punti che mandava sul 18-20 la squadra del Colorado capace di allungare ulteriormente con un passaggio sotto per il Gallo che trovando il contatto andava in lunetta a realizzare i FT del 18-22. I due fratelli Plumlee scendevano sul parquet; da una bella drive di Batum giunto sino al ferro, Miles ricavava due punti battendo il fratello con grazia.
Dall’altra parte da sotto rispondeva Mason mentre a 2:12 era Batum con un arresto e tiro a essere toccato da Gallinari.
I due FT consentivano ai bianchi di tornare sul -2 (22-24) ma Charlotte rischiava due pt. presi facilmente in contropiede per un passaggio lento e prevedibile in orizzontale di Batum che portava il numero 27 in contropiede, Weber da dietro era bravissimo nella steal, la palla si dirigeva verso il laterale di destra, Briante generosamente provava il recupero ma la forza centrifuga portava il suo polpaccio e tallone ad andar a sbatter contro la prima fila ottenendo solo il rovesciamento del beveraggio di uno spettatore. Lamb a 1:18 con un floater agganciava gli ospiti che tuttavia con tre realizzazioni finali (Murray da tre, Harris in coast to coast e Harris da oltre l’arco) raggiungevano il 24-32 al suono della prima sirena.

Kenneth Faried against Marvin Williams che nel finale ha messo a segno tre stoppate decisive contro Denver.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Dopo 45 secondi nel secondo quarto, Miles Plumlee sbloccava il punteggio mandando a bersaglio due FT, Belinelli tentava da tre punti ma non otteneva il risultato sperato, un Weber attivo prendendo il rimbalzo consentiva a Lamb di caricare e realizzare la tripla del 29-32.
Un pessimo passaggio di Belinelli lanciava l’appoggio di Hernangomez in transizione.
In attacco allora ci riprovava Lamb che in palleggio aveva un’esitazione, piccola finta di crossover buona per l’allungo sino al ferro.
Hernangomez falliva da vicino ma Plumlee a destra del canestro da pochi cm correggendo in tap-in realizzava il 31-36 consigliando a Clifford un veloce time-out a 9:00 dal termine del secondo.
Dieci secondi più tardi Lamb risolveva il rebus punti dalla panchina con altri due.
Faried trovato ai bordi del pitturato destro confinante con la linea di fondo metteva dentro grazie all’alzata ma a 7:31 Kaminsky in entrata costringeva al terzo fallo Mason Plumlee.
Il due su due ci riportava a un possesso lungo (35-38) ma Jokic, nonostante fosse stoppato da Batum sul primo tentativo, riprendendo da sotto consentiva agli ospiti di guadagnare il +5 nuovamente.
Kaminsky a 6:52 realizzava te punti frontali ma Nelson su due transizioni riuscendo a metter due bombe trascinava i suoi sul 38-46.
Marvin a 5:43 riuscendo a realizzar da oltre l’arco restituiva speranze.
Jokic, splittando per un fallo di Kaminsky, non allontanava di tanto gli uomini di Malone che venivano affondati da un tiro di Batum in allontanamento dalla media destra.
Le mani di Nelson sul tronco del francese retratte tardi consentivano il libero aggiuntivo del transalpino che a 4:54 riportava a 3 lo scarto (44-47).
Zeller in difesa deviava un pallone a Jokic mentre in attacco sulla linea di fondo destra vedeva e serviva nel mezzo MKG a rimorchio prepotente; dunk con gli Hornets a un punto solamente ormai dagli avversari.
Un altro passaggio volante di Batum era sprecato da Harris in transizione; il suo banker non funzionava mentre a 3:20 i due liberi ottenuti da Cody funzionavano solo a metà consentendo comunque il pareggio.
Kemba mancava due tiri ma un rimbalzo di MKG ottenuto lottando lo trascinava a terra, time-out chiamato dalla nostra ala e 13 secondi dopo il rientro una tripla di Kemba consentiva il vantaggio (50-47) grazie a un 9-0 run.
Un fallo di Marvin rimandava in campo Marco colto impreparato su un back door di Harris che arrivava all’appoggio al ferro ottenendo anche il libero supplementare sull’aiuto di MKG. Il cinquanta pari era rotto dai primi due punti di Belinelli ottenuti dalla lunetta.
Tre punti di un quieto Wilson Chandler dalla sinistra però restituivano il minimo vantaggio ai ragazzi di Malone ma MKG in entrata si appallottolava con le ginocchia sino al mento in pieno salto per resistere a Plumlee e ritardando il tiro da sotto riusciva a sorpassare.
Kemba aumentava il gap sfruttando il perfetto schermo di Zeller, scoop in allungo e FT guadagnato ma non trasformato :05.8.
La beffa arrivava sulla sirena con la triplona di Jokic a rimetter in parità le cose.
A riposo si andava sul 56 pari.
 

Nella noche latina de la ene-be-a anche le Honeybees con un fiore tra i capelli a ricordare un look folkloristico latino/spagnoleggiante.

Il terzo quarto iniziava con errori da ambo le parti, Faried in particolare andava a vuoto con due ganci contro Williams.
Nelson da tre su assist di Jokic comunque faceva riscattare avanti gli ospiti che vedevano rovinare da Faried e il suo appoggio approssimativo un bel passaggio no look di Jokic fatto passare a una mano sopra la sua spalla con non curanza.
A 10:02 sull’inerzia MKG volava oltre la linea di fondo, Harris metteva dentro così con lo 0-8 di parziale i Nuggets volavano sul 56-61.
Kemba rischiava un po’ calcolando bene il banker lungo da sinistra (58-61), Jokic in mezo alla difesa di Charlotte restituiva il +5 ma a 8:49 la volontà di Zeller di andare ad attaccare il ferro favorito dalla non presenza di Jokic veniva premiata poiché Nelson opponeva resistenza passiva ma fallosa.
Giocata da tre punti con i Calabroni ad arrembare sino al -2 (61-63).
Marvin deviando un lob moscio nel pitturato diretto tra le mani di Jokic salvava la difesa, Kemba a 8:20 sfruttava la giocata per pareggiare dalla lunetta.
Sul 63 pari un jumper dal mid range diagonale sinistro del Gallo su Williams riportava sopra gli azzurrini che cercavano una rete di passaggi per arrivare sotto canestro, sull’azione seguente Nelson s’infilava ma sbagliando l’appoggio consentiva comunque a Faried di correggere in maniera vincente.
A 7:21 Marvin artigliava tre punti sibilando un tiro dalla rotazione parsa storta ma efficace.
Faried in area segnava con un gancetto aiutato dall’anello, tuttavia in questo blocco di azioni si faceva vedere Zeller, il quale in un duello al sole con Jokic saliva sopra il serbo per posterizzarlo di destra cadendo all’indietro successivamente.
Non c’era il tempo di rifiatare che il Gallo provava a piazzare una tripla più velenosa di un serpente.
Sul 68-72 si andava in pubblicità, o meglio… in time-out.
Ancora Faried era il terminale offensivo; trovato sotto, il suo movimento da buon giocatore sotto canestro eludeva uno Zeller un po’ in difficoltà difensivamente.
MKG segnava con la sospensione dalla media sinistra e sottraeva un pallone a Faried ma il tutto era vanificato da uno sfondamento offensivo di Batum.
Un assist di Murray consentiva a Jokic con uno spin contemporaneo dell’andare a farfalle di Zeller sul tentato anticipo, di metter dentro due punti easy, poi era ancora Nikola a ritrovar palla nonostante una deviazione di Kemba ai bordi dell’area destra, l’aggancio e il tocco da sotto erano premiati maggiormente dal fallo di Zeller.
Fortunato e bravo il serbo a 4:27 mettendo anche il libero faceva toccare il massimo svantaggio fino a quel momento ottenuto dagli Hornets.
70-79 che diveniva 73-79 a 4:15, quando, Kemba realizzando tre punti, cercava il disperato recupero.
Risalita che non c’era, anche perché con un semplice passaggino laterale Nelson dava la possibilità a Faried di percorrere l’area e schiacciare in mezzo a due difensori, Kaminsky compreso.
Faried sorrideva dopo il 73-81, oltretutto Kemba andava vuoto con un tiro da tre punti e completamente fuori misura con un layup dalla baseline sinistra.
Harris a 3:03 indovinava ance la tripla, gli Hornets tornavano nella situazione vissuta in Ontario.
Il -11 sul tramonto del terzo quarto…
Ancora una volta con le spalle al muro inziavano a recuperare con una tripla di Batum dalla diagonale destra ma un altro passaggio interno di Jokic per Faried portava alla giocata possibile da tre punti per il rastaman del Colorado che falliva comunque il libero. Progetto rallentato ma Kaminsky nonostante l’errore da tre, sfruttava il rimbalzo di Zeller per accontentarsi andando a segnar da due punti a 2:05 dalla terza sirena.
Murray non segnava ma anche Jokic faceva da torre a rimbalzo offensivo, il traliccio serviva Murray che correndo a canestro rapidamente bypassava la difesa lenta degli Hornets.
Faried da due raggiungeva i 18 punti, gli Hornets ora andavano sotto di 12, Kemba alla disperata ci provava da tre punti, il suo tiro colpiva il fero ma uno dei due giocatori in chiusura su di lui commetteva fallo.
Kemba in lunetta era preciso riportando a 59 secondi dalla fine lo svantaggio a una cifra.
Chandler a :43.5 segnava grazie al goaltending di Plumlee fallendo il libero addizionale per contemporanea spinta alle spalle di Lamb. Frank segnava un big 3 in un momento fondamentale (84-92), si finiva così con Jokic a realizzare sulla destra contro Kaminsky e con il perfetto stepback jumper di Walker in buzzer beater.
Charlotte tornando sul -8 (86-94) provava a partir forte nell’ultimo quarto.
 
Cody dopo 13 secondi appoggiava al vetro ottenendo due punti ma gli arbitri annullavano per la sbracciata su Murray.
In attacco invece Mason Plumlee commetteva passi in palleggio contro Zeller.
Kemba trovava finalmente la mano da tre punti a 11:18 accorciando sul -5, poi sprintava con una drive irresistibile battendo due difensori sulla sinistra; tiro appoggiato, caduta all’indietro, fallo e giocata da tre punti per il 91-94 a 10:11.
Un po’ di dispiacere per l’errore dalla lunetta, mentre arrivava la notizia dell’infortunio di Nelson dagli spogliatoi.
Lamb ne approfittava per segnare da due punti dalla sinistra mettendo il mirino di precisione al suo polso.
A 9:01 gli Hornets continuavano il loro parziale portandolo sull’11-0; una caduta di Plumlee allo scontro con Lamb, favoriva lo stesso Jeremy che, resosi conto che per gli arbitri si trattava d’azione regolare, appoggiava da pochi passi sulla sinistra ottenendo il sorpasso (95-94).
Un recupero di Lamb in difesa propiziava una tripla di Belinelli che a 8:36 faceva esplodere lo Spectrum Center, il quale sentiva il buon momento gustandosi l’allungo sul 98-94.
Jokic otteneva due punti con il classico tiro che il ferro non rifiuta quasi mai ma un Belinelli on-fire a 7:57 riesaltava il pubblico locale grazie a una tripla per il 101-96.
Marvin con un’altra manata lesta consentiva Charlotte la transizione, Marco si sentiva caldo e sparava frontalmente un arresto e tiro da troppo lontano, finivano per pareggiare quindi i Nuggets con Jokic da due (uso del corpo su Kaminsky) e Gallinari di tripla dalla diagonale destra.
A 6:34 Frank, palla in mano e pochi secondi allo scadere del cronometro, Jokic di guardia alta, non si faceva prender dal panico, entrata a ricciolo con separazione e appoggio di destra anche se la più vicina.
Canestro più fallo, Hornets sul 104-101. Non era così semplice sbarazzarsi però dei tenaci Nuggets, i quali con Harris appoggiavano due punti da sx (Marco con una difesa troppo statica era l’uomo passato).
Belinelli si muoveva verso destra, passaggio a Marvin dopo la finta sul Gallo, palla restituita e tripla dalla destra nonostante Danilo provasse a rientrare.
Gallinari lottando sotto canestro otteneva due FT per realizzar il 107-105.
A 5:29 il vantaggio della squadra del North Carolina era ampliato da Kaminsky con la sua bomba sulla scia di Belinelli.
Pagelle per fermare le brillanti Pepite e Faried ci voleva Williams bravo a stoppare l’ala grande delle Pepite, tuttavia gli Hornets decidevano di lasciar scorrere una transizione che prometteva d’esser pericolosa, infatti, un bel cambio lato di Murray trovava nel corner destro Harris, utile nell’impiattare i tre punti del 110-108.
A 3:55 Big Frank era veramente grande riuscendo a trovare altri tre punti fronte a canestro (113-108), Denver si affidava a Jokic, il quale con un pump fake si avvantaggiava su Kaminsky partendo frontalmente ma arrivava in aiuto Marvin che con perfetto tempismo stoppava di sinistra il tentativo dell’emergente centro. Marvin si fregiava ufficialmente del titolo di “Gran Custode del canestro” quando stoppando anche Faried faceva vedere i sorci verdi a coach Malone, il quale non riusciva più nel suo intento di giocar da sotto.
A 2:48 dalla destra Frank battezzava Faried silurando da tre.
Gli Hornets scappavano sul 116-108, Murray reagiva realizzando tre punti e Faried stoppando Kemba si rifaceva un minimo ma su un fast attack di Kemba il contatto tra lui e Jokic era visto a vantaggio del primo.
Il capitano dalla lunetta realizzava il 118-111 a 1:32 dalla fine ma non scriveva la medesima parola poiché Jokic indovinando un’altra tripla guardando il tabellone si accorgeva del 118 Hornets, 114 Nuggets.
A 1:02 la chiudeva Batum con un tiro “ignorante” in uno contro uno; il jumper era effettuato dalla sinistra appena dentro la linea dei due punti, tiro rischioso ma alla fine aveva ragione lui Hornets sul +6 a conservare dalla lunetta il vantaggio.
Finiva 122-114 con Charlotte almeno ancora per una giornata in lotta.
 
Pagelle
 
Walker:7
31 pt. (9/23), 3 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. 4/10 da tre e una sola persa. +7 di plus/minus. Lascia spazio anche agli altri, servendoli con assist o lasciandoli fare. Si prende comunque tanti tiri In alcune occasioni, specialmente in penetrazione l’ho visto fare di meglio, ma ogni tanto piazza il tiro che ci riporta in scia. Nel finale conserva la partita.
 
Batum: 6
13 pt. (4/13), 5 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Perde tre palloni, due proprio malamente con lob lenti, passaggi saltati… In attacco senza i liberi rimarrebbe a una cifra tirando male dal campo. Per fortuna mette quel tiro ignorante nel finale. 9 assist non sono niente male, compensano qualche pecca.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
11 pt. (4/6), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. 28 minuti in campo. Utile lavoro in attacco con qualche accelerazione e in difesa dove fa un discreto lavoro.
 
M. Williams: 7,5
9 pt. (3/7), 8 rimbalzi, 1 assist, 4 rubate, 3 stoppate. +9 di plus/minus, non perde un Pallone. Rimane a cifra singola nella tabella punti ma non tira malissimo. 3/5 da oltre l’arco con due triple importanti. Nell’ultimo quarto, oltre alle numerose steal si dedica alla difesa in stoppata. Ne colleziona tre in un arroventato finale. Mancava solo il ditino alla Mutombo per il “Not in my house”.
 
C. Zeller: 6,5
8 pt. (3/7), 9 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Ha dei momenti di difficoltà su Jokic. Come al solito lotta. Sudato a volte è sull’orlo della disperazione perché non gli riesce di compier la missione sfortunatamente, tuttavia mette una pezza con altre statistiche comprese le stoppate. Una schiacciata in ascensione su Jokic che vale quasi il biglietto.
 
Belinelli: 6,5
11 pt. (3/7). Tabellino completamente vuoto nelle alter statistiche prese in considerazione. 19 minuti totali. Primo tempo brutto, secondo dove un paio di volte si fa battere in difesa (non so che cosa gli dica un Clifford un po’ arrabbiato nell’ultimo quarto dalle parti della panchina) e anche un passaggio per gli avversari. Poi l’esplosione con tre bombe, importantissime per Charlotte, oltre al paio di tiri liberi effettuati sempre con buona mano. Sarebbe da 7, quasi 7,5 per l’importanza dei canestri realizzati con personalità in un momento topico, ma non si può non considerare il lato difensivo.
 
Kaminsky: 7
22 pt. (7/13), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. 5/8 da fuori, 3/3 dalla lunetta, ultimo quarto regale in attacco. Sulla difesa ce ne sarebbe da dire nonostante le due stoppate in 27 minuti. Intelligente nel fare le scelte di tiro giuste, convinto, gli va bene.
 
M. Plumlee: 6
4 pt. (1/1), 3 rimbalzi. Gioca 6 minuti, segna anche due liberi. Senza lode e infamia mette dentro sul fratello che restituisce. Causa un goaltending, finisce a quota zero nel +/0.
 
Lamb: 7
13 pt. (6/8), 5 rimbalzi, 1 rubata. La fantasia al potere. Quasi mano libera per Jeremy. Attaccare territori come al Risiko, puntare l’area o sparare da tre… Non ha assist perché essenzialmente gli si chiede di fare il finalizzatore. Agile e deciso la cosa gli riesce piuttosto bene stasera. Benzina per Charlotte che infiamma la partita consentendo il recupero. Si fa tagliar fuori una volta in difesa ma viene graziato dal libero dato contro.
 
Weber: 6
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 1 assist. In 7 minuti si batte, questo è il suo merito. L’assist e il rimbalzo oltre al generoso tentativo in recupero che evita un canestro già fatto. Non riesce a dare il cambio passo e in difesa sul finire del primo quarto prende due triple in faccia ma la prestazione è sufficiente.
 
Coach Clifford: 6,5
Mi fa venire i brividi. Normali time-out e normali rotazioni. La squadra reagisce nell’ultimo quarto ancora, messa alle strette andando a vincere torna a sperare. Speriamo che in quel di OKC si possa fare anche meglio, sebbene i Thunder a casa loro siano una seria minaccia per le speranze degli Hornets ai playoffs. Ore 9:00 italiane domenica sera, Clifford cercherà di continuare il viaggio anche grazie alle sconfitte degli Heat (sul proprio terreno) contro i Knicks 94-98 e dei Pacers a Toronto 100-111, mentre nello scontro diretto andato in scena nella notte i Bucks l’hanno spuntata all’OT superando i Pistons 108-105 consentendo agli Hornets di superare Detroit in classifica.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.