Game 8; Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 100-102

Gli Hornets tornano da Portland con il setaccio per cercare l’oro ancora vuoto, dopo la gita di Los Angeles.

Fotofinish beffa per gli Hornets che rimandano l’appuntamento con la prima vittoria stagionale in trasferta e scendono 3-5 in classifica. Partita che avrebbe potuta essere vinta, considerando il largo margine di vantaggio con cui gli Hornets, per propri meriti, si son trovati a gestire.
Qualcosa non funziona evidentemente però a livello mentale se ci si ritrova a scrivere di una sconfitta, maturata in maniera difficile da prevedere.
Bisogna che la squadra non si demoralizzi e apprenda da questa bruciante sconfitta e che trovi prestissimo una medicina per il mal di trasferta..
I Calabroni dovranno recitare il mea culpa e far si che queste occasioni non vengano più sprecate.
A Portland I Calabroni scendevano sul parquet con questo quintetto: Walker, Stephenson, Kidd-Gilchrist, M. Williams, Jefferson, Portland con Lillard, Matthews, Crabbe, LaMarcus Aldridge e Lopez.
Gli Hornets scendono agguerriti sul parquet.

Brian Roberts, PG di riserva, in azione.

Brian Roberts, PG di riserva, in azione.

A 10:55 Walker serve un assist perfetto per MKG in area per il 2-0.
I punti diventavano 4 con un tiro di Walker poco dopo. A 9:59, Stephenson riusciva a realizzare dall’arco con un tiro senza parabola per il 7-2. Sempre un ispirato Stephenson in fase offensiva, a 8:07 realizzava un altro canestro per l’11-6.
L’unico giocatore di Portland con una certa consistenza era Lillard che riaccorciava.
Walker non voleva fare brutta figura rispetto al suo collega PG e danzando sul posto trovava il ritmo per segnare anch’esso.
In attacco Portland per un leggero tocco di Jefferson su Aldridge trovava un gioco da tre punti.
Jefferson con un pump fake si liberava di Lopez e continuava i buoni attacchi di Charlotte.
A 5:17, appena entrato, P.J. Hairston da 45° sulla destra metteva tre punti, nonostante il difensore gli fosse davanti.
A 4:50 Lillard rubava palla a Walker su un attacco di Charlotte e segnava il più facile dei contropiedi.
Stephenson con un fade-away pportava altri due punti alla causa di Charlotte, che in questa fase difendeva con intensità provando a sporcare tutti i palloni giocati dalla squadra biancorossonera. Jefferson prima metteva a referto una stoppata, poi si evidenziava in difesa.
I Calabroni riuscivano a fare un po’ di “deflection”. Approfittando dell’ottima vena offensiva volavano a 1:12 sul 32-17 con la seconda tripla di Hairston.
Quando Neal passava dietro un blocco, si fermava per un arresto e tiro, toccato dall’avversario i punti divenivano 35. Finale di quarto che vedeva nettamente avanti gli Hornets 35-21.
Nel secondo quarto l’ex New Orleans Hornets Chris Kaman diveniva protagonista realizzando subito due canestri, ma alternandoli con un fallo offensivo e un fallo difensivo.
Su quest’ultimo Kaman si prendeva anche un tecnico per proteste. Ai FT Zeller faceva 3/3 a 10:40 per il 39-25. Kaman andava un po’ per aria e si faceva stoppare da Maxiell, dall’altra parte anche Roberts metteva il suo tre punti. Il play di riserva però non si fermava e segnava altri due punti a 8:59.
Charlotte era in vantaggio di 19 punti (44-25). Dopo due errori sulla stessa azione (due conclusioni da 3 tirate dagli angoli opposti di Portland), Charlotte sfruttava una grande entrata di Roberts (nonostante un doppio contatto punito con tiro addizionale dagli arbitri) da pick and roll, palla che si divertiva a creare suspanse andando a rimbalzare più volte sul ferro prima di accarezzare la retina.
Lopez e Matthews segnavano 4 punti e Clifford a 5:44 chiamava un time-out preventivo.
Jefferson con la classica conclusione morbida ancorava il punteggio sul 54-33 per Charlotte. A 4:56 un aggressivo MKG catturava un rimbalzo e convertiva in due punti per il +20. 56-36 Hornets.
Aldridge al terzo tentativo in attacco, dopo essersi recuperato ostinatamente due rimbalzi, segnava. Walker si faceva rivedere in attacco lottando contro la forza di gravità. Con il play in aria, il difensore provava a strappargli la palla a spicchi fallosamente, ma Kemba resisteva al contatto per un canestro spettacolare.
Portland però aveva una fiammata.
Matthews riusciva a districarsi sotto canestro per due punti difficili, poi Lillard colpiva due volte a breve giro di lancette per il 62-49. MKG servito i post basso lavorava bene ritagliandosi lo spazio per un gancio vincente.
Aldridge chiudeva il quarto con un appoggio per il 64-51.
Nella ripresa Portland entrava più confidente e carica. L’intensità difensiva e una miglior percentuale permettevano alla squadra dell’Oregon di rimontare. Le azioni più belle dell’inizio quarto erano però una baseline drive di Kidd-Gilchrist con reverse layup per evitare la stoppata di Lopez e un canestro di Walker che batteva la zona di Portland.
Punteggio a elastico con Portland a rientrare sino al -9 e a riallontanarsi. Zeller difendeva bene, Dall’alta parte il lungo bianco s’inseriva verticalmente su un principio di girolo di Walker, fallo, ½ ai liberi e 81-64.
Lillard (lasciato troppo libero) e Matthews con due tiri che valevano 6 punti complessivi riportavano i Trail Blazers a -11.
L’ultimo quarto vedeva la partenza al rallentatore di Charlotte. Scelte assurde, come una tripla sparata da ben oltre l’arco di Hairston e Roberts che si faceva rubare un paio di palloni, davano la possibilità a Kaman di portare i suoi colori al -4. Roberts si faceva perdonare realizzando una tripla e Jefferson con un up and under a 7:43 faceva registrare il punteggio di 92-85.
Lillard però sfruttando un blocco realizzava da 3 punti e successivamente Aldridge a 5:10 trovava anche i punti del -2. 92-90. Pick and roll Walker/Jefferson con il piccolo che si prendeva il fallo sul tiro e segnava dalla lunetta i due liberi concessi. Aldridge segnava in tap-in su un’azione in cui Portland aveva già tirato tre volte. Nel finale i Blazers riuscivano a surclassare Charlotte a rimbalzo.
Intanto però era Jefferson ad andare in lunetta, spinto da Freeland. 2/2 e nuovo +4. Lillard entrava nella difesa di Charlotte troppo facilmente e dopo un errore di Walker, un pallone schizzato via da un rimbalzo conteso sotto canestro finiva nelle mani di Blake che sfruttava la situazione e segnava il 96-97 a 3:03 dalla fine.
Anche Stephenson sull’azione successiva non riusciva a realizzare. Aldridge invece anticipava di un soffio la difesa di Charlotte, su un rimbalzo anomalo e segnava il 96-99.
Charlotte sembrava non capirci più molto e Freeland andava in lunetta. Per fortuna dei ragazzi di coach Clifford sbagliava il secondo libero.
Dopo due liberi di Neal e un duello Stephenson/Matthews in due parti, attacco e difesa, che vede vincitori i difensori, ancora LaMarcus era decisivo nello strappare il rimbalzo a Zeller per il 98-102 a 14 secondi dalla fine.
Neal doveva bruciare il parquet per portare 2 punti velocissimi a Charlotte e dopo i soliti convenevoli, fallo speso (ma non ancora in bonus Charlotte) e time-out, sull’azione d’attacco di Portland, Lillard veniva raddoppiato, per non perdere palla cercava la penetrazione, ma da sotto falliva.
Rimanevano 3 secondi e 5 decimi.
Si provava a pareggiare la partita con Neal che si buttava dentro, questa volta proteggendo la palla con due mani, il suo tentativo era più simile a una schiacciata che a un appoggio.
Gary trovava anche la retina e veniva toccato. I giocatori di Charlotte chiedevano il fallo che avrebbe dato la possibilità agli Hornets di vincere 103-102.
Gli arbitri decidevano comunque di andare a vedere all’instant replay l’azione.
Gli Hornets venivano beffati poiché gli arbitri scoprivano che per uno o due decimi di secondo il pallone non era ancora uscito dalle mani di Neal, non considerando il tocco dell’avversario, annullavano quindi il canestro e da una possibile vittoria o pareggio, si usciva da con una sconfitta.

Voti

Waker: 5
16 punti, 3 assist (pochini) e 4 rimbalzi. Scelte di tiro errate e difesa su lillard approssimativa. Il play di Portland vince il duello.

Stephenson: 6,5
14 punti e 14 rimbalzi. Peccato si raffreddi nel momento in cui gli Hornets avrebbero bisogno di lui in fase realizzativa. Fa una gran partita in difesa ma butta via un paio pallone nel finale non passando palla ai compagni.

Kidd-Gilchrist: 6,5
12 punti e 5 rimbalzi in 20 minuti.

M. Williams: 5
20 minuti anche per lui, zero punti, una stoppata e tre assist.
Jefferson: 6,5
22 punti, 9/18 dal campo, solo 2 rimbalzi, in difesa c’è ma dovrebbe cercare di dare una mano ai compagni catturando qualche rimbalzo in più.

Maxiell: 5
Una stoppata data e una restituita dall’avversario. La solita sensazione d’insicurezza quando c’è lui in campo.

PJ Hairston: 6,5
8 punti in 13 minuti per il rookie, frutto di due bombe e un’entrata ben scelta. Da dimenticare il tiraccio a inizio ultimo quarto.

Zeller: 6
A tratti sembra di vedere giocare un giocatore già maturo. Era riuscito a dare intensità alla difesa, ma nel momento decisivo dell’ultimo quarto, si fa portar via la palla da Aldridge e soffre sotto le plance. 7 punti e 8 rimbalzi.

Neal: 6,5
Sfortunato sull’azione decisiva. Il suo tiro arriva dopo la sirena ma gli arbitri il fallo non lo considerano proprio. 9 punti.

Roberts: 5
12 punti, due belle azioni, ma nel momento decisivo, quando bisognava respingere Portland si fa togliere ingenuamente due palloni. I Trail Blazers rientrano in partita, cosa che sarà fatale agli Hornets.

Coach Clifford: 5
Gestione time-out discreta, ma la squadra perde. Forse è ora di lavorare sull’aspetto mentale. Deve trovare continuità e intensità sempre dagli uomini che ha sul parquet.

Recap Video: http://www.youtube.com/watch?v=fbuo1EAKM3w

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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