Game 9: Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs 101-108

 
Occasione mancata da parte degli Hornets che hanno finito per cedere per l’ennesima volta all’AT&T Center, campo degli Spurs, i quali festeggiano da dieci anni quando Charlotte va in Texas.
Senza Leonard e Parker la squadra del Pop trova come protagonisti alcuni panchinari; Forbes 22 pt. (il quale ha aperto la rimonta trovando canestri importanti), Gay 20 pt., Ginobili e Murray 10 pt. a testa, aiutati da Aldridge (14 pt.) e un Mills che nel finale fa 4/4 da tre punti.
Charlotte quando ha a che fare contro le texane, patisce i tiri spaziali da fuori (vedi Houston) e a nulla è valso vincer virtualmente la lotta a rimbalzo 46-45.
16 assist contro i 31 degli Spurs potrebbero sembrare eloquenti a livello di gioco di squadra ma è statistica un po’ falsata perché Charlotte va 42 volte in lunetta contro le 26 degli Speroni che spesso ricorrono al fallo da sotto per bloccare un canestro certo.
Sono però 27 le trasformazioni della squadra di Clifford contro le 21 degli Spurs.
Impietoso il confronto tra le panchine con un 16-64 a livello di punti realizzati (per noi out ancora i due Michael).
Paghiamo anche il 41,3% dal campo contro il 47% degli avversari.
Sottotono Kemba, grande serata invece per Lamb, mentre Kaminsky ha decisamente steccato.
 
Le formazioni:
 
Charlotte non vince a San Antonio da un’eternità ma le prime battute di partita sembravano non risentire di questo dettaglio del passato:
Vinta la palla a due, Bacon dalla diagonale sinistra infilava il 3-0 con sicurezza, Marvin teneva Aldridge sul primo attacco e Dwight puliva sotto il tabellone, tuttavia un paio d’’attacchi “sconsiderati” di Charlotte (senza pazienza), aprivano un parziale di 0-7 chiuso da Aldridge da fuori al quale era stata concessa libertà.
Charlotte reagiva portandosi nuovamente sopra con Kemba a circumnavigare la zona sinistra finendo con un’alzata dalla baseline sinistra e Williams a colpire da tre pt. per l’8-7.
Un floater di Anderson e altri due punti per l’ala grande ex Portland (ricavati da un rimbalzo offensivo) mandavano sull’8-11 il match, pareggiato con una bomba di Kemba dal lato destro.
Gli Spurs muovevano velocemente palla alla loro maniera regalando a Murray due punti facili nel cuore del pitturato, poi per l’ennesimo fallo su Howard, l’ex Hawks andava in lunetta, splittando (2/6 al momento) ma trovando la parità a quota 15 a 4:10 dalla fine dei primi 12 minuti.
Ginobili in campo portava esperienza ai suoi e iniziava con un ½ dalla lunetta a realizzar punti.
Su un cambio forzato, Monk non teneva il primo passo di Rudy Gay che trasformava in una giocata da tre punti l’occasione.
Ginobili in entrata da sinistra trasformava anche un reverse layup chiudendo sul 19-25 il primo quarto.
 
Riavvicinarsi dal -6 era la missione per il secondo quarto e Lamb, aiutato dal secondo ferro che faceva ripiombare perfettamente in verticale una palla finita nella mesosfera, tentava l’impresa.
Frank dal post basso sinistro contro Anderson e Zeller in transizione con un ½ (abbattuto) ai liberi a 10:13 riportavano la squadra di Clifford a un misero punticino (24-25) prima che le squadre iniziassero a spezzettare il quarto finendo spesso in lunetta.
Gli arbitri punivano un contatto del pressante Zeller su Aldridge che portava a casa con l’aiuto dell’anello altri tre punti.
Poi era Lamb a cercare il fallo e a trovarlo, sfruttando le occasioni concesse dalla terna.
Lamb però si dimostrava meno maturo e troppo precipitoso su un’uscita; colpito Fobes regalava tre tiri liberi (2 a bersaglio) prima di rimediare in attacco con il floater del 28-30.
Si rinnovava la sfida con Forbes a colpire da due punti e Lamb con il crossover a lasciar lì, sul lato sinistro Danny Green prima di avvicinarsi a canestro dalla linea di fondo sinistra da dove trovava l’arcobaleno vincente.
Un 2/2 di Aldridge e un ½ di Howard non favorivano Charlotte che sul 31-36 tornava sul -3 quando uno scarico di Ginobili su un classico spostamento di due giocatori sullo stesso lato (Ginobili/Aldridge) era bloccato a due mani alte da Monk che guidava la transizione servendo Kaminsky in appoggio volante vincente.
Gli Hornets entravano troppo presto nella zona bonus e anche se Ginobili splittava, il punteggio si dilatava sul +7 (35-44) con un canestro dell’ex Kings, Gay.
Walker danzando sul parquet realizzava un canestro in floater mentre veniva spostato da Murray.
Grazie al fallo del n°5 avversario Kemba ci portava a quota 40.
Il finale era uno stillicidio di liberi, da una parte e dall’altra con Zeller a ridarci il -3, ma proprio un suo fallo offensivo (spinta alle spalle per cercare il rimbalzo) sull’errore di Bacon in transizione, ci riportava sul -4 anziché sull’ipotetico -1.
Un’entrata di bacon su Forbes produceva l’effetto di un 2/2 ai liberi, ma Gasol segnava il suo primo canestro dal campo prendendosi un rimbalzo offensivo e mandando le squadre negli spogliatoi sul 45-49 con 2 punti comunque recuperati.

Howard, di forza, entra contro lo spagnolo P. Gasol.

 
Gasol, in apertura di secondo tempo, raddoppiava i suoi punti dal campo sorprendendo Howard sul primo passo; l’appoggio di sinistra era facile perché Howard non opponeva intelligentemente resistenza.
Dwight, un po’ spaesato nel primo tempo, cominciava a far sul serio a 10:58 quando subendo un fallo sotto rimaneva concentrato infilando un 2/2 ai liberi per poi andare due volte alla correzione volante sotto le plance (nel traffico la prima volta, sfruttando il controtempo degli avversari sull’entrata di Bacon la seconda), infine, a 9:19 spingendo su Gasol, forzava l’entrata che gli regalava una giocata da tre punti che dava a Charlotte il -2 (54-56).
Non rimaneva che intensificare la difesa per riuscire a metter il capo davanti e Marvin Williams provvedeva a soffiare un pallone ad Aldridge che Bacon era lesto ad arpionare trasformando con un fing and roll dopo la transizione verticale.
Howard si faceva stoppare da sotto ma la sua apertura per Bacon era superba:
Bacon realizzava da fuori il vantaggio (59-56) che Green riduceva a un punto trovando spazio per concludere a una mano in schiacciata rabbiosa.
Il passaggio di Kemba sulla sinistra per un libero Williams consentiva al nostro numero due di fintare avendo un tempo di vantaggio; teardop vincente che anticipava l’alzata di Lamb per la grintosa schiacciata volante di Howard per il 63-58.
Lo stesso Lamb arrotondava (1/2) dalla lunetta dopo aver subito un fallo di Mills con la difesa di Howard protagonista su Aldridge (altra steal). Forbes, protagonista inatteso, apriva però la via per la rimonta dei suoi con una tripla che era contrasta solo da due liberi di Bacon, poi gli Speroni cavalcavano l’onda, trascinati dal caloroso pubblico trovavano il pari a quota sessantasei con una steal (passaggio orizzontale debole tra Frank e Cody) e dunk.
Gli Spurs passavano sopra come un trattore alla difesa della second unit degli Hornets e ci si mettevano anche gli arbitri chiamando un’interferenza inesistente a Graham su tiro di Forbes per il 66-70.
Murray e Gay in transizione producevano uno spettacolare alley-oop a una mano del secondo che inchiodava anche il +10 per pop quando una difesa frastornata si dimenticava l’ex Re a sinistra.
Il 68-78 era parzialmente mitigato da una tripla di Graham ma sulla sirena quasi da dietro il tabellone spuntava ancora un teardrop di Monk che nel mare desolante dei disincentivi era goccia pesante.
Si chiudeva il terzo atto sul 71-80.
 
Si tornava in scena per gli ultimi 12 minuti con Lamb ad aprire in back door per una schiacciata aggressiva partendo dalla linea di fondo sinistra.
Cody riusciva a sinistra del canestro a fare un numero da prestigiatore su un passaggio leggermente fuori misura di Lamb; aggiustamento con la sinistra e appoggio volante con la destra.
Lo stesso Zeller poco dopo, arrivato a rimorchio, sprecava l’appoggio e anche dalla lunetta l’assist di Kaminsky (0/2). Sul -11 Lamb ci riportava a galla con due triple dall’angolo sinistro che avevano come unico comun denominatore nel gioco, la costruzione; prima Kemba e poi Treveon dalla linea di fondo servivano il lungo linea.
Si tornava sul -5 (81-86) con Charlotte che dava l’impressione di poter giocare il match sino in fondo.
Un 2/2 di Kemba dava alla squadra colorata di teal il -2 (84-86) ma sul più bello Ginobili inventava un’entrata con cambio peso che lo portava di sinistra a posterizzare Kaminsky, il quale pasticciava anche in attacco facendosi portar via palla.
Lamb in entrata ci restituiva il -4 (86-90) ma a 5:14 dalla fine arrivava la prima spallata netta con un’azione da 4 punti di Forbes:
Tiro da tre punti e leggero tocco di Lamb sulle dita l’86-94. Sembrava finita, anche perché Walker si faceva soffiar palla a metà campo da Anderson ma in uno contro uno, rientrando gliela riportava via clamorosamente, ci pensava il solito Lamb a 4:55 dall’ultima luce rossa, dopo una finta a incrociare il passo su Forbes e a scaricare il jumper che ci portava sull’89-94 (tocco di Forbes falloso e libero addizionale trasformato).
Mills però nel finale trovava momenti di gloria realizzando una prima tripla dalla top of the key battendo Kemba con un velocissimo spin e trovando il bis dalla diagonale sinistra cadendo indietro per l’89-100…
A 2:56 un ½ di Howard ci consegnava il novantesimo punto, Bacon con un sibilante strobilo faceva colpir alla sfera la tabella ma dall’altra parte Marvin recuperava e convertiva. Tutto inutile se Mills a 2:05 infilava ancora da tre…
Gli Hornets profondevano le ultime energie nel finale con un ½ di Kemba ai liberi (Aldridge foul), un soffice fing and roll di Bacon e una tripla frontale di Lamb per il 98-103 a meno di un minuto dalla fine.
Non era il tempo però il principale avversario ma Mills che dalla diagonale sinistra sfruttava la non eccelsa altezza di Walker per batterlo ancora da tre punti.
98-106 al quale rispondeva Charlotte che da una rimessa laterale sx di Lamb faceva pervenire il pallone sotto a Howard che si arrangiava portando a casa una giocata da tre punti a :31.6. Bacon sulla rimessa degli Spurs raddoppiava bene, Jeremy recuperava aprendo per lo stesso bacon che si spostava sulla sinistra, il suo tiro era affrettato e finiva nettamente corto, così gli Hornets erano costretti al fallo e la partita finiva con gli Spurs ad arrotondare dalla lunetta fino al 101-108 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 5,5
13 pt. (4/12), 4 assist, 1 rubata. Poche perle per Kemba stasera, giù di tono anche nei numeri; un paio di scarichi utili per un paio di colpi pesanti ma nel finale Mills lo batte 4 volte. L’altezza non lo agevola, però, nonostante i tentativi, permane la falla. Recupera un pallone magistralmente, dopo esserselo fatto scippare facilmente.
 
Lamb: 7,5
27 pt. (10/15), 9 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. Per la nona volta consecutiva sale sopra i 15 pt., la sua più lunga striscia in carriera, anche grazie al fatto d’aver trovato continuità. Riapre i giochi più volte trovando la mano da fuori e il coraggio. Gli si chiede di segnare e lo fa, Clifford lo ributta in campo con la panchina in chiara difficoltà e nonostante ciò, finisce con un +14 di plus/minus a integrare le già importanti cifre ottenute in 35 minuti.
 
Bacon: 6
18 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Si prende parecchi tiri concludendo con un 6/15 dal campo aiutato da qualche transizione e dalla personalità di cercare di prendere sempre d’infilata i difensori. Passa da difese estreme a difese non brillantissime, tipico da rookie. Esplode nel punteggio ma sbaglia nel finale un canestro eventualmente importante.
 
M. Williams: 6
7 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. Un +10 con Marvin in campo. Aldridge prende il doppio dei rimbalzi, lui fa la sa onesta partita anche se non quella sperata. Chiude con un 3/8 dal campo, facendo comunque un figurone rispetto a Frank.
 
D. Howard: 6,5
20 pt., 13 rimbalzi, un assist. Parte male. Stralunato, fuori ritmo vaga per il campo per tutto il primo tempo. Nella ripresa cambia marcia e i suoi punti ci portano sopra. Quando si siede in panca è l’inizio della fine. Sarebbe da 7 ma il 10/20 ai liberi è penalizzante. Dovrebbe aver la voglia e la pazienza di lavorar tanto sulla testa ai liberi in allenamento anche se l’età non è più verdissima.
 
Monk: 5
2 pt. (1/5), 2 assist, 1 rubata. A parte un turnover, travolto con la panchina e malconsigliato dal diavoletto che ha sulla spalla. Spara e spara ma finisce con due punti in soli 17 minuti. -18 il +/-…
 
Graham: 5,5
3 pt., 3 rimbalzi, 2 rubate. Gran lavoratore difensivamente parlando, inserito con la first unit patirebbe sicuramente meno avversari che schizzano da tutte le parti a compagni non sempre irreprensibili in marcatura. Un paio di conclusioni da fuori; una troppo tesa, l’altra a dare qualche speranza…
 
Kaminsky: 4,5
6 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/9 dal campo e due perse. Troppo molle stasera. Si fa spinger di spalla da Gay regalandogli il terzo punto, poi si fa posterizzare da Ginobili. Su uno degli ultimi time-out prova una tripla (corta) che è solo l’ultima di quattro tentativi, tutti andati a vuoto. Se non riesce a segnar da sotto, si limita da fuori, ma spero la cosa non continui, viste le percentuali.
 
Zeller: 6
5 pt., 4 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Quando entra in campo porta sconvolgimenti. Nel primo tempo, nonostante fosse stato chiuso in svantaggio, diverse buone marcature su Aldridge con scivolamenti all’indietro hanno limitato il potenziale del 12 avversario. Nella ripresa si è un po’ sciolto nonostante qualche buona azione. Un suo 0/2 ai FT nella seconda parte ci penalizza un po’.
 
Coach Clifford: 5,5
Rotazione obbligata? Non saprei ma Charlotte è palesemente travolta verso la fine del terzo quarto e rimane a inseguire costretta dal break decisivo degli Spurs. Rientra Lamb nell’ultimo quarto ma non basta nemmeno facendo miracoli…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

2 thoughts on “Game 9: Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs 101-108

    • Grazie Antonio.
      Una delle idee era quella appunto di “sdoganare” qualcosa in italiano su una squadra oggi poco conosciuta rispetto alle classiche:
      Boston, L.A. Lakers, San Antonio, Chicago, Miami, ecc..

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