Playoffs Game 3; Charlotte Hornets Vs Miami Heat 96-80

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Lo sciame nel prepartita.

Lo sciame nel prepartita.

 
Le due sconcertanti prestazioni di Charlotte a Miami, unite al dominio degli Heat, facevano apparire la squadra di Jordan e Clifford come già spacciata.
C’è da dire che gara tre, per chi subisce le prime due sconfitte, è già senza ritorno e gli Hornets lo sapevano bene, così come conoscevano la loro forza tra le pareti dell’Alveare, del cartone così inspessito da rendere quasi invulnerabile e inespugnabile per chiunque il luogo amico.
L’aspetto mentale ha avuto un ruolo fondamentale, nonostante Batum fosse out per la distorsione alla caviglia sinistra, Charlotte ha giocato per vincere, Miami un po’ appagata dalle due w precedenti è stata meno intensa.
Sull’orlo del precipizio i Calabroni hanno trovato fiducia in se stessi giocando e ritrovandosi, il pubblico è stato il sesto uomo in campo e Clifford modificando il quintetto ha dato una mano a uscire dalle spire tattiche impostate da Spolestra rimasto basito a fine gara.
Come quei robot giapponesi degli anni ’80 che si trasformavano per divenire una macchina più potente, o per i più giovani, come un Saiyan che assorbe energia dalla gente comune, gli Hornets hanno mostrato l’altro lato della medaglia dimostrando orgoglio e capacità per sbaragliare il nemico sportivo.
Ora il meno e il più sono fatti. Il meno era vincere la gara, servirà dare continuità e vincere anche gara 4 per avere una serie, il più era sbloccarsi mentalmente, questo è stato fatto e ora cercheremo di portare la serie in parità giocando in casa.
 
Miami teneva fede al vecchio detto: “squadra che vince non si tocca” e riproponeva; G. Dragic, Wade, J. Johnson, Deng e Whiteside, Clifford invece intuiva l’esigenza di cambiamento e provava a ridisegnare i lunghi; Walker, Lee, Marv. Williams, Kaminsky e Jefferson erano i prescelti per contrastare lo starting five di Spolestra.
 
Gara 3 iniziava per Luol Deng alla stessa maniera di gara 1; primo pallone disponibile per lui nel corner sinistro, Kaminsky schierato in campo da Clifford per marcarlo se lo dimenticava e 0-3.
Jefferson rispondeva pe la Buzz City a 10:54, assist di Kemba per Big Al che da sotto non falliva.
Kaminsky però si perdeva ancora Deng che andava sulla destra, Frank rimaneva a osservare la vernice e i punti di Miami si tramutavano in 6.
A 10:03 l’uomo su cui fare affidamento era ancora Jefferson che con il suo movimento di piedi si muoveva come una tigre per prendere vantaggio sotto Whiteside, l’allungo gli consentiva di appoggiare il 4-6, inoltre la squadra di Clifford recuperava un pallone in difesa e correva con Kemba in transizione, contatto con Dragic che valeva due FT realizzati per il pareggio a quota 6.
Dragic in jumper dalla diagonale sinistra riportava avanti ancora Miami ma Walker dopo essersi scambiato palla con Jefferson si prendeva una tripla extra lusso dall’angolo sinistro sopra Whiteside e mandava avanti (9-8) i Calabroni per la prima volta nella serata a 9:11.
Inaspettatamente dalla linea di fondo sinistra partiva Hassan che batteva Jefferson e superava anche il ferro oltre a Kaminsky per appoggiare un insolito reverse layup.
A 8:31 un’entrata sottomano di Marvin Williams lo toglieva dall’imbarazzo di una serie playoffs mai giocata veramente. Deng a 8:10 però era surreale e dall’angolo destro realizzava un’altra tripla per l’11-13.
Gli Hornets non demordevano e anche se Kemba era stoppato da Whiteside, sulla palla rimasta in aria si portava come un avvoltoio Jefferson che con perfetto tempismo regalava una giocata visivamente sublime ai fan schiacciando al volo.
Su una transizione colpiva ancora una volta Deng (4/4 da fuori) da tre punti e gli ospiti riprendevano il +3 che diventava un +5 quando Wade realizzava in pull-up dalla media diagonale sinistra.
Kemba provava caricarsi il peso della rimonta e guadagnava due tiri liberi che venivano però contrastati da altrettanti di Wade per un tocco di Lin.
Per entrambi i giocatori non c’era macchia dalla linea e il punteggio si alzava sul 15-20.
A 4:52 gli arbitri vedevano un fallo su Whiteside sul suo giro e tiro partendo dal post basso.
Il centro di Miami splittava e il vantaggio di Miami arrivava a toccare il +6 facendo a pensare a una fuga. Nessuno però aveva fatto i conti con lo spirito di Charlotte, i Calabrone fantasma s’impossessava di Lin che a 4:37 lanciava una tripla per il riavvicinamento, Deng in entrata non si dimostrava altrettanto infallibile, così dall’altra parte del parquet Kaminsky a 3:55 mandava a bersaglio due liberi.
Gli Hornets però facevano fatica ad adattarsi sull’arma tattica Johnson che invece di provare la tripla andava a prendersi un tiro nel mezzo dell’area contro Lee, realizzandolo. Miami si ritrovava ancora sul più sei grazie a due passaggi che disegnavano un 7 al contrario, cambio lato e passaggio in diagonale per Johnson che da tre buttava dentro il 20-26.
A 2:38 però la freccia Lin s’infilava sulla destra correndo leggermente in diagonale verso il canestro, Whiteside lo toccava ma Lin nemmeno se ne accorgeva, segnava il canestro e il FT supplementare.
Kaminsky inoltre penetrava e scaricava su Zeller che appostato a sinistra ai piedi dell’area, acquattato sulla baseline, non aveva timori a realizzare da sotto senza più opposizioni portate via da Frank.
Johnson con una penetrazione e floater nel mezzo contrastava gli Hornets ancora una volta ma Lin era ancora posseduto e a 1:11 si galvanizzava con una drive dalla baseline destra realizzava in artistico reverse layup.
Lee riportava in vantaggio gli Hornets in chiusura cercando e subendo fallo con un arresto e tiro.
A :48.1 infilava i due FT per il 29-28 mentre Whiteside che commetteva il secondo fallo, si sedeva in panca.
Jefferson passa oltre Whiteside e deposita.

Jefferson passa oltre Whiteside e deposita.

 
Un jumper di Lee su assist di Hawes inaugurava il secondo quarto e portava sopra la trentina gli Hornets.
Miami commetteva fallo in attacco mentre girava palla sull’esterno (Stoudamire tre secondi in area), dall’altra parte il richiamo della foresta risvegliava Marvin, passaggio in back-door sulla baseline destra per la nostra SF di serata che lasciava indietro Winslow e arrivava come un treno a canestro per appendersi come un Tarzan che piega un ramo saltando.
Era un’iper dunk per il 33-29.
Quattro punti consecutivi della guardia slovena ospite ricucivano lo strappetto sul -1.
Lin, dopo aver sbagliato qualcosa, non poteva esimersi dal prendersi la responsabilità di creare gioco, raddoppiato decideva di andare da solo e batteva la difesa di Miami arrampicandosi in area con un tiro che batteva sul plaexiglass destro prima d’infilarsi.
Un’entrata in twisting & turning di Lin non lasciava scampo a Stoudamire, questa volta erano gli Hornets a lanciarsi sul +5, anche se gli Heat a 7:05 tornavano sul -2 (38-36) dopo aver segnato due FT con Whiteside (andato a sbattere su Zeller). Jefferson riproduceva i movimenti giusti per abbassarsi sotto l’ala di Whiteside e beffarlo in allungo, le squadre però rimanevano a contatto; se ad esempio Jefferson dopo un errore di Lee dall’altra parte del canestro (a destra) correggeva a una mano per il 44-40, un pull-up a 3:41 di Wade dalla sua mattonella di centro-sinistra ridava il -2 ai bianchi.
Whiteside a 2:32 falliva l’occasione di pareggiare realizzando solo uno dei FT concessi dagli arbitri, 21 secondi dopo Cody, posizionato oltre la linea da tre punti, non vedendo nessuno si decideva a varcare il semicerchio e andava per il piazzato lungo che infilava.
Si lottava sotto le plance e la difesa degli Hornets faceva il suo dovere, appena iniziato il giro del minuto finale Marvin colpiva da tre punti per il 49-44 che Charlotte conservava con un’altra ottima difesa costringendo Winslow a un tiro ai 24 da lontano dopo aver rischiato anche di riprendere possesso della sfera.
Gli Hornets comunque chiudevano sul +5 il primo tempo e rientravano negli spogliatoi convinti dei propri mezzi.
Lin, incursore scelto, ha terminato la gara con 18 punti.

Lin, incursore scelto, ha terminato la gara con 18 punti.

 
Il terzo quarto era il decisivo, anche se Kaminsky iniziava male non sfruttando un mismatch con Wade, anche Miami non sembrava più infallibile comunque sbagliando una tripla aperta con Dragic.
Walker sulla sinistra in palleggio prendeva le distanze a Deng, fintando impattava su Deng che gli saltava sopra nel tentativo di stopparlo.
Il 2/2 a 11:23 portava a + 7 Charlotte.
Un parziale di 7-0 a favore di Miami inaugurato dalla quinta tripla (su altrettanti tentativi da fuori) di Deng e chiuso da due punti di Whiteside abile a recuperare un rimbalzo a 8:26, riportava la situazione in stallo.
A far pendere l’ago della bilancia a favore degli Hornets era Kaminsky, il quale a 8:07 partiva per una driving; spin su Wade nella vernice e appoggio morbido direttamente nella retina sopra la mano di Wade inutilmente protesa a difesa.
Era solo l’inizio di un parziale di 18-0 con il quale i calabroni pungevano gli Heat; ancora Kaminsky in entrata subiva fallo da Wade e trasformava i liberi, a 6:58 Walker accelerava e segnava in posa, Whiteside stoppava da dietro Kemba in transizione, ma Lee riprendeva e correggeva per il 59-53.
Uno scontro tra rookie vedeva prevalere Kaminsky, il quale attaccava frontalmente Winslow e lo batteva di forza, sul contatto tra gli arti superiori dei due saltava fuori un tiro supplementare per la squadra di Jordan che si avvantaggiava ulteriormente dalla lunetta.
Whiteside spingeva sulla schiena Lin contro Dragic e gli Hornets recuperavano palla, dall’altra parte, ormai in the zone, segnava Kaminsky in hook turnaround sul lato destro e quando Lin a 3:46 segnava la tripla dalla diagonale destra, la panchina di Charlotte era in festa mentre Lin si esaltava.
Zeller a rimbalzo offensivo diventava un fattore subendo due falli prima di recuperare la sfera, sul secondo Charlotte entrava in bonus e Cody rimaneva concentrato portando altri due punti cuscinetto come ulteriore margine di sicurezza.
A 1:38 il distacco diveniva abissale; 71-53…
Sette minuti e ventidue secondi dall’ultimo canestro di Miami Dragic interrompeva il parziale andando in lunetta; primo libero errato, secondo trasformato.
Un giro e tiro dal post basso faceva chiudere a Kaminsky coerentemente il suo quarto strepitoso.
La frazione si chiudeva sul 75-58, un parziale nel quarto di 26-14 che portava Charlotte a comandare tranquillamente in vista degli ultimi 12 minuti.
Kaminsky partito nello starting five, in attacco è stato fondamentale.

Kaminsky partito nello starting five, in attacco è stato fondamentale.

La panchina di Charlotte in festa.

La panchina di Charlotte in festa.

 
Nell’ultimo quarto Wade con un driving layup e un movimento sul salto per cambiare appoggio ed evitare la stoppata provava a dare la scossa alla sua squadra, ma dall’altra parte Charlotte aveva ritrovato gente in fiducia; 11:18 Catch n’ shoot di Williams sul lato sinistro e tre punti d’oro per il 78-60.
A 10:49 Zeller riceveva sulla linea di fondo destra e si arrangiava su Whiteside depositando parallelamente al lato tabella.
Hawes prendeva un rimbalzo sulla sinistra dopo che un tiro da marcato di Zeller era rimbalzato solamente sulla tabella, la correzione del doppio zero portava la partita sull’82-60.
A 9:46 Miami incassava anche il coast to coast di Lin senza fare resistenza presa in transizione.
Sul +24 Miami rientrava sul -16 quando Wade segnava una sospensione frontale contro Lee.
Hornets che tra triple sfortunate e un paio di decisioni arbitrali pro Miami si facevano rimontare qualche punto, ma la distanza rimaneva ampia e a 5:37 Zeller guadagnava due liberi realizzandoli, in più nel finale correggeva un tiro sbagliato di Marvin in entrata per il 90-70. Daniels entrava insieme alla panchina e realizzava con un tiro immediato da passaggio il 98-78.
Finiva 96-80 con gli Hornets a sfiorare il record di altre tre squadre per meno turnover commessi in una gara di playoffs, solamente quattro per noi contro i tre delle altre squadre.
Ape mellifera 2.

Una delle honeybees.

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Un’altra ape mellifera festeggia nell’ultimo quarto.

Per chi ha sempre seguito i Bobcats, questa è la prima vittoria nei playoffs dopo 12 anni di esistenza. In realtà i Cats sono andati in pensione e gli Hornets ricominciano da dove avevano lasciato, con il loro spirito guida a condurli sulle orme della vittora.
Jordan con la maglia raffigurante il logo della mascotte Hugo da il cinque a Kaminsky alla fine della partita. Charlotte si disfa del passato da incubo targato Bobcats e riprende a volare. L'ultima vittoria ai playoffs risaliva al 2002 ed erano stati sempre gli Charlotte Hornets a ottenerla sui New Jersey Nets di Jason Kidd.

Jordan con la maglia raffigurante il logo della mascotte Hugo da il cinque a Kaminsky alla fine della partita. Charlotte si disfa del passato da incubo targato Bobcats e riprende a volare. L’ultima vittoria ai playoffs risaliva al 2002 ed erano stati sempre gli Charlotte Hornets a ottenerla sui New Jersey Nets di Jason Kidd.

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Pagelle:
 
Walker: 7
17 pt. (4/19), 3 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate. The Hive is alive. Carica lui gli spettatori a bordo campo invitandoli a infilarsi le magliette “enter the swarm” messe a disposizione dalla franchigia. Nella statistica dei tiri dal campo sono comprese 4 stoppate subite, i suoi compagni però sanno che quando accelera dietro di lui potrebbero sempre trovare un assist o una palla vagante e chi lo segue come si seguirebbe un cercatore d’oro, talvolta si ritrova punti comodi tra le mani. Importante in alcuni momenti.
 
Lee: 7
8 pt. (3/11), 3 rimbalzi, 2 assist. Una palla persa e quattro falli. E’ un po’ l’emblema di una buona difesa senza commettere falli inutili. Lui si appiccica più volte sui tiratori avversari, Wade e Johnson a tratti lo soffrono e se lui in attacco va così così, dietro è importante anche quando subisce canestro da fastidio. Un buon canestro seguendo Kemba.
 
Marvin Williams: 8
12 pt. (5/9), 14 rimbalzi, 1 stoppata. Si adatta in SF e forse questo è un bene per noi. Pulisce i tabelloni, li spazza e l’incera. Va in doppia doppia. Torna il giocatore di regular season. Nel primo tempo tira giù una schiacciata da highlights dell’anno, ma durante tutta la partita lavora bene e in attacco ripresa fiducia, sale in doppia cifra dopo lo 0 della gara precedente. Bravo.
 
Kaminsky: 7,5
15 pt. (5/12), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4 falli per Frank partito in quintetto. L’esordio nello starting five tra i titolari è da incubo con Deng che lo fa a fette, poi è lui a dettare legge, nel terzo quarto saluta tutti con i suoi movimenti e Charlotte fugge.
 
Jefferson: 7
10 pt. (5/11), 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Parte lui per esperienza in quintetto, ma anche perché in attacco fa meno fatica rispetto a Cody. Scelta vincente sia per lui che per Cody. Gioca la solita buona gara in post basso e pende qualche rimbalzo i più di quello che avrebbero preso i compagni probabilmente.
 
Lin: 8
18 pt. (7/16), Non saranno meganoidi ma Lin segue la scia degli heattiani nel primo quarto, anzi, li sorpassa anche. Scintilla che apre varchi nella difesa granitica di Miami. Finisce con 18 punti, top scorer di Charlotte, spaccando la partita di tripla definitivamente.
 
Zeller: 7,5
12 pt. (4/8), 8 rimbalzi, 1 stoppata. Relegato al ruolo di panchinaro Cody non se la prende e non se la deve prendere, non poteva continuare da titolare contro Hassan. Gioca in scioltezza rispetto al solito avendo un ruolo co meno pressione. Entra in ritmo con l’ambiente come un danzatore africano con i tamburi. Concentrato dalla lunetta dove fa 4/4. Battibecca con Whiteside e tira fuori una prestazione notevole. Peccato per i due turnover, il 66,6% della squadra ma ha il miglior +/- con +18. ^_^
 
Hawes: 6
2 pt. (1/2), 1 rimbalzi, 1 assist. Inedita coppia con Zeller in campo nelle rotazioni. Clifford spariglia le carte e funziona. Gioca più di 11 minuti e non demerita.
 
Daniels: s.v.
2 pt. (1/1). Prende, tira e segna. E’ il suo mestiere. Chiuso dalla buona serata dei titolari, risponde spesso bene anche al poco minutaggio offerto da Clifford.
 
Hansbrough: s.v.
0 pt. (0/0). E’ qui la festa?
 
Harrison:
0 pt. (0/0) in 01:28. Un fallo e nient’altro sul tabellino.
 
Lamb: s.v.
0 pt. (0/1). Squadre già negli spogliatoi, prova un tiro senza troppe pretese.
 
Gutierrez: s.v.
0 pt. (0/0), 1 assist in 01:28. Entra par partecipare alla festa e sforna un assist.
 
Coach Clifford: 8,5
Ridisegna la squadra e infonde fiducia. La squadra non gioca uno small ball o con i lunghi, colpisce in transizione quando può ma gioca d’insieme intelligentemente creando un attacco bilanciato, le tre palle perse ne sono la conferma. In difesa torniamo a essere noi. Un basket di qualità in una delle partite più importanti.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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