Playoffs Game 5; Charlotte Hornets @ Miami Heat 90-88

chmia
Sottotitolo: LeenvasiHornets
Lee festeggiato da Lin.

Lee festeggiato da Lin.

 
No, non è Will Smith vestito da agente segreto o con i suoi musicisti a cantare “(Welcome to) Miami”…
I veri men in black sono loro, i ragazzi di Coach Clifford, questa volta, però non devono difendere la terra da mostri alieni e terribili esseri arrivati da chissà quale remota galassia nel nostro universo, anzi…
Ora, in trasferta nella spirale di Miami, addestratisi in profondità nella nebulosa per nulla nitida nelle prime due gare, ora i Calabroni hanno imparato a riconoscere i pericoli secondo le regole della fisica degli Heat. Le radiazioni emesse dal calore solare delle stelle Wade, Dragic e Whiteside decadevano nel finale, quando i Calabroni sotto di uno con Lee conquistavano un clamoroso rimbalzo offensivo e già che c’era, il nostro numero 1 pensava bene di tirare da tre punti, scelta importante fatta assumendosi tutte le responsabilità del caso.
Il tiro finiva dentro e LeenvasiHornets era completata. Charlotte teneva in difesa con Walker e Lee su Dragic e Wade, così portava a casa una vittoria alla quale i più non credevano.
La chiave più importante della vittoria è stato senza dubbio il fattore mentale, Charlotte ha creduto in se stessa, l’aspetto psicologico che aveva caratterizzato i Bobcats cadere in una spirale distruttiva senza fondo è dissolta, ora gli Hornets comandano il gioco, grazie alle varie armi tattiche di Clifford; Lin allunga il campo, anche se in certe serate sparacchia troppo, Lee è un giocatore difensivo ma che nelle ultime due gare ha risolto i finali, poi i soliti Walker e Jefferson, anche Hawes sta dando il suo piccolo grande contributo.
La difesa ha irretito Dragic e Wade spesso è costretto a forzare, la sua qualità non sempre basta a far canestro, inoltre sotto chiudiamo spazi e recuperiamo palloni, quasi ogni tiro di Miami è contrastato e questo è importantissimo ovviamente.
Batum è tornato a disposizione e con due triple nel finale è stato anch'esso determinamnte.

Batum è tornato a disposizione e con due triple nel finale è stato anch’esso determinamnte.

 
Le formazioni erano le solite, almeno da quando Clifford da gara 3 ha assestato il suo quintetto, nonostante tornasse disponibile prima del previsto Batum. Charlotte, in nero, quindi schierava; Walker, Lee, M. Williams, Kaminsky e Jefferson, Miami; G. Dragic, Wade, J. Johnson, Deng e Whiteside.
 
Miami sospinta dal pubblico partiva a razzo; un’entrata frontale di Dragic con palla fatta sbattere al vetro finiva dentro a 11:37 per I primi due punti della partita raddoppiati da Whiteside con un tiro dal ferro amico.
Jefferson si faceva stoppare da Whiteside un tiro caricato troppo lentamente e Miami con uno spin veloce di Wade sulla baseline sinistra per liberarsi di Kaminsky segnava lo 0-6.
Il primo canestro di Charlotte era realizzato da Jefferson che si liberava di Whiteside da sotto con una buona finta e segnava a 10:18, era però ancora un Whiteside partito in maniera decisa a 10:03 a portare sul 2-8 il punteggio.
A 9:45 Hassan stoppava Kaminsky in gancio sulla baseline destra ma era chiamato il goaltending.
A 9:28 Dragic in jumper sulla sinistra mortificava oltremodo la difesa di Kaminsky, dopo qualche errore da ambo le parti arrivava il canestro di Williams in floater dopo la dribble drive esitation.
Ancora problemi sotto le plance per Charlotte quando un rimbalzo offensivo soffiato a Kaminsky da parte di Deng consentiva all’ala inglese di segnare due liberi per il fallo speso da Jefferson.
A 7:50 da sotto Whiteside evidenziava ulteriormente il dominio nel pitturato dei padroni di casa che tuttavia subivano la rimonta degli Hornets a ritmo di triple; Lee a 7:35 dalla diagonale sinistra, Williams a 7:08 dalla diagonale opposta portavano sul 12-14 il punteggio, la nota corta la metteva Jefferson in tap-in per il pareggio, mentre Frank sul pentagramma scriveva un altro 3 punti per il vantaggio (17-14).
Wade iniziava a incaricarsi di finalizzare il gioco a sulla sua strada un Kaminsky più deciso lo contrastava in maniera adeguata facendolo sbagliare mentre Walker con un’altra tripla estendeva il pezzo e il vantaggio sul 20-14.
Deng con una tripla aperta dal corner destro registrava qualcosa anche sullo spartito di Miami che tornava al -1 con un’entrata di Wade.
A 3:32 era Walker ad andare ancora di tripla da qualche passo oltre la linea dei tre punti e oltre Richardson per il 23-19.
Miami segnava comunque 4 punti; Dragic in contropiede a 2:11 pareggiava.
Era Hawes a 1:12 a sbloccare la parità avvantaggiandosi sul giro palla degli Hornets; finta, vantaggio preso e floater tagliato frontale a segno. Winslow servito bene sotto pareggiava, chiudevano il quarto tuttavia 3 FT di Charlotte (1/2 di Lin e 2/2 di Walker che a :00.3 chiuso da tre Heat subiva la spinta sulla schiena da parte di McRoberts).
28-25 il finale di prima frazione.
 
Batum già entrato da poco si faceva notare guadagnando due FT a 11:47, le realizzazioni portavano il maxi schermo sul 30-25, Hawes in difesa diventava protagonista stoppando pulito un tentativo in reverse layup di Winslow e in attacco a 8:45 con un floater su McRoberts realizzava il 32-28 inaugurando un parziale di 10-0 Hornets.
A continuarlo ci pensava Lin, prima con due punti, poi con un no look pass dalla diagonale esterna al semicerchio dei tre a destra vedeva Williams in corsa che riceveva e appoggiava in layup a destra oltre Deng.
A 6:26 Lee in palleggio si muoveva avanti e indietro, sull’attacco reale a canestro era imprendibile, se non con il fallo sull’appoggio.
Due FT e +10 Hornets (38-28), Lin con un coast to coast chiudeva il parziale prima che Wade segnasse il 40-30.
Lin tornava a dispensare assist andando insistentemente in palleggio a cercare la zona sotto il ferro, cedendo per l’entrata di Williams bravo a realizzare il facile appoggio per il +12.
Wade segnava ancora e Miami rientrava psicologicamente in partita quando Richardson dava indietro a un Deng lanciatissimo in corsa che tirava giù una slam dunk a 4:36.
Lin rintuzzava con un ½ dalla lunetta a 4:13 ma Miami con due transizioni accorciava sino al -5 (43-38).
A 2:58 arrivava anche una slam dunk di Wade, 15 secondi più tardi Lin rispondeva fornendo l’assist per Jefferson; Jeremy raddoppiato fuori allungava il campo servendo un indisturbato Big Al sotto canestro che restituiva la schiacciata.
Williams perdeva banalmente palla in palleggio in attacco, in transizione Richardson andava a sbattere su un Walker perfettamente piazzato scatenando le ire di Spolestra contro gli arbitri che avevano pienamente ragione a chiamare sfondamento.
Un altro passaggio da fuori di Lin allungava la difesa, il resto lo faceva Jefferson che con il suo gancetto batteva la difesa di Miami a 1:47 per il 47-40.
Un blocking foul generoso di Lin (ingenuo ad allungarsi) su Deng con il 2/2 ai FT, un tiro in avanzamento di Joe Johnson, sostanzialmente una guardia lunga più un ½ ai liberi dello stesso Joe (fallo di Lee che tentava di rubar palla) mostravano il buon momento di Miami che si rifaceva sotto. -2.
Lin da sotto per Jefferson però era un asse ancora funzionante, il 49-45 non era l’ultimo canestro del primo tempo che era appannaggio di Miami con un tiro in entrata effettuato inarcando la schiena all’indietro di Wade contro Lin.
Due punti e Hornets sul +2 negli spogliatoi.
Passavano 14 secondi dall’inizio della ripresa e Jefferson da pochi cm a canestro alzava il gancio da due punti sopra Whiteside, Dragic 18 secondi più tardi batteva in entrata la difesa di Clifford, le squadre quindi non si distanziavano, nemmeno nel caso nel quale Wade nell’angolo destro non riusciva a far uscir palla, Jefferson con le sue manone tappava la via di fuga, recuperava, la sfera poi finiva a Williams che con l’open frontale da tre punti portava sul +5 il Jordan team.
Il problema è che Joe Johnson da destra sganciava la bomba per riportare i bianchi sul -2 immediatamente dopo.
A 9:43 Charlotte prendeva il gusto della tripla, buon pick and pop per Kaminsky e bomba del 57-52, questa volta prima della risposta di Miami intercorrevano diversi errori offensivi da ambo le parti, infine arrivavano i canestri di Wade e Dragic per il -1.
Charlotte si bloccava in questo avvio ripresa e Miami a 7:02, dopo aver innescato, grazie a un discreto giro palla, Deng sotto il ferro a sinistra passava avanti con due FT capitalizzati dal n°9 di Spolestra.
Miami arrivava sul 57-62 prima che una penetrazione di Batum sulla destra attraesse anche Whiteside sotto canestro, sul raddoppio il francese lasciava andare il passaggio dietro la schiena per il piazzato di Jefferson dalla media diagonale destra.
Batum dalla destra in contropiede serviva con assist teso nel mezzo sulla corsa Zeller che inchiodava la running dunk per il 61-63.
Richardson su un doppio scarico esterno (da sotto per il corner destro e poi fuori sulla diagonale dello stesso lato) infilava la tripla, Walker splashava da oltre l’arco rispondendo ma ancora il numero 0 di Miami era rognoso; altro tris di punti per la squadra di Spolestra che conduceva 64-68.
Si metteva male per Charlotte quando Johnson in entrata nel pitturato segnava con il suo classico tiro alzato a una mano, più che una sentenza. Il -6 (64-70) era preoccupante; Lin cercava di reagire, l’incursione trovava il contatto con il braccio di Johnson, Lin andava avanti un po’ fuori equilibrio tirava senza più mani avversarie addosso, gli arbitri propendevano per i due liberi nonostante i fischi di Miami.
Era ½ e il periodo andava in archivio sul 65-71.
Hawes al tiro.

Hawes al tiro.

 
L’inizio dell’ultimo quarto vedeva Lin con giro e appoggio in area ad accorciare sul -4 ma Johnson era spina nel fianco a 9:28, solito lavoro con entrata e tiro in floater più libero guadagnato e realizzato questa volta. Hornets sul gelido -7 (67-74).
Oltretutto a pochi secondi dalla fine dell’azione offensiva la squadra di Clifford si trovava fuori area con Hawes palla in mano senza possibilità reali di far canestro, Kemba sulla sua sinistra si smarcava e in corsa dettava il passaggio di Spencer, entrata della nostra point guard e contatto con Dragic a 9:08.
Il totale faceva un gioco da tre punti con i quali accorciare il divario a 4.
A 8:40 Richardson segava due pt. dalla lunga distanza, il pubblico rumoreggiava, i giocatori meno indicati avevano palla in mano, Zeller si trovava chiuso ricevendo sotto canestro, scaricava indietro per Hawes che mostrava di saper tirare dalla media fronte a canestro.
Big basket in un momento delicatissimo a 8:13 dalla fine.
Johnson da tre cacciava un air-ball, dall’altra parte sulla destra Lin arrivava sulla baseline e faceva partire un lungolinea raccolto quasi a livello parquet da Batum che si coordinava comunque bene nell’angolo sinistro e mandava a bersaglio una tripla importantissima per ricucire lo strappo; 75-76.
Whiteside andava dentro di forza e segnava il 75-78, Williams dalla diagonale di sinistra rispondeva con un lunghissimo due punti a 6:02, a portare Charlotte in vantaggio era Batum che non esitava a spostarsi anche di qualche cm in più oltre la linea dei tre punti magnificando il lavoro di Zeller in blocco altro, partiva una tripla d’oro per l’80-78.
Per un tentativo di stoppata (Batum con le braccia alzate) Whiteside andava in lunetta ma sbagliava un libero, Hornets che conservavano il +1 fino al fallo speso da Whiteside su uno Zeller in corsa servito da Walker a 4:46.
Cody era bravo a mettere i due liberi e il punteggio saliva sull’82-79.
Wade per fallo fischiato a Zeller realizzava i liberi, ancora il -1 da difendere.
Un paio di palloni non sfruttati da Charlotte in attacco (tripla mancata di Kemba e passi di Zeller nella vernice) davano il là a Deng che dall’angolo sinistro superava Batum di tripla.
Miami in festa per l’82-84.
A 3:08 ancora buon lavoro di Zeller, blocco utile e tripla di Marvin per il nuovo +1 Charlotte che durava sino a 2:52 sul floater di Wade per l’85-86. Quando Wade si ripeteva segnando un altro tiro l’American Airlines Arena esplodeva.
A raffreddarla era Lin che a 2:11 segnava un lungo due usando sempre un blocco alto per prendersi spazio per il tiro.
Richardson mancava la tripla finalmente e in un momento cruciale, un contropiede con lancio football era divorato da Lee, forse preoccupato dal rientro di Wade, l’appoggio era fuori misura.
Sull’ultimo attacco, prima di tentar di rubar palla o commettere fallo, Charlotte provava con Walker a beffare Miami, il suo tiro dallo spigolo sinistro dell’area in step back per evitare i tentacoli di Whiteside però finiva corto, Lee era iperattivo e dall’angolo destro correva a prender la sfera che stava cadendo nella terra di nessuno in mezzo a un nugolo di giocatori, uscendo scambiava lateralmente e velocemente con Lin, nessuno si filava Courtney che si prendeva la responsabilità di un tiro pesantissimo, la tripla s’infilava per il 90-88 a 25 secondi e due decimi dalla fine.
In difesa Charlotte reggeva l’urto, Dragic nell’angolo sinistro era reso inoffensivo; Walker stoppava il suo tentativo ma la palla a spicchi finiva tra le mani di Wade, il quale da sotto sembrava avvantaggiarsi su Lee, che rientrava con il braccio, aiutato da Zeller in chiusura, la sfera carambolava sul braccio di Lee proteso a difesa.
Fallo e Hornets alla rimessa, dopo la prima con annesso replay degli arbitri e scelta invertita affidando giustamente ancora alla squadra del North Carolina la rimessa perché sul tocco del numero 3 Heat il piede sinistro era oltre la riga del fallo laterale.
Sulla seconda rimessa Richardson e Deng si scontravano mancando il fallo programmato su Zeller che con il minimo spostamento faceva la figura del ninja vestito di nero.
Lee infila la tripla...

Lee infila la tripla…

 
Da aggiungere che oltre al vantaggio ottenuto dalle mino palle perse (12 a 14) e i punti relativi ai fast break 16-9, Charlotte ha tirato con il 50% da tre punti (12/24), altro fattore chiave nella vittoria. Ora Charlotte avrà il match ball casalingo tra due giorni, da sfruttare assolutamente se si vuole vincere la serie.
Si alza già forte il ronzio dall’Alveare per tentare l’impresa…
Walker a pochi secondi dalla fine dopo aver fermato Dragic.

Walker a pochi secondi dalla fine dopo aver fermato Dragic.

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Pagelle:
 
Walker: 6,5
14 pt. (4/18), 5 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Impreciso, specialmente in avvio di ripresa sbaglia parecchio, viene bloccato quattro volte al tiro ma si vendica con la più importante delle stoppate.
 
Lee: 7
8 pt. (2/9), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata. Fa 0/7 da due, ma 2/2 ai liberi e 2/2 da tre, con quel tre punti e quel rimbalzo che valgono più del platino e dello zafferano messi assieme. Decide la gara, anche se Wade fa il Wade, nel finale gli nega il canestro del pareggio.
 
M. Williams: 7,5
17 pt. (7/10), 8 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate. E’ tornado il vero Marvin Williams. Se non sempre in difesa può fermare l’avversario, in attacco da un contributo fantastico. Sbaglia poco, s’inserisce bene e direi che in SF sta meglio rispetto alla PF dov’era un po’ in difficoltà difensiva con Deng. Sale in cielo per un tap-in dall’elevazione impressionante sovrastando la difesa degli Heat ma è sfortunato nel tocco.
 
Kaminsky: 6,5
8 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 1 rubata. Partita degna di Frank. Terza volta titolare gioca oltre i 27 minuti.
 
Jefferson: 6,5
14 pt. (7/14). Esce nel finale. 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Ha un -10 di +/-, nel finale entra Zeller. Lui non fa male comunque. Passa da tiri non troppo belli alle sue classiche azioni da basket nostalgia.
 
Lin: 7
11 pt. (4/10), 6 rimbalzi, 7 assist. Limita a due i palloni persi, nel finale qualche errore al tiro ma anche un due punti lungo importante. E’ uno dei quattro maggiori driver in tutte le serie di playoffs quest’anno insieme a Kemba. Serve e funziona, quando smette d’attaccare la squadra a volte rimane bloccata e impacciata.
Lascia qualcosa a Richardson che diventa odioso.
 
Batum: 7
8 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 3 assist. Ne prendesse una all’inizio, poi due triple fondamentali. La variabile rispetto all’ultima sfida, valore riaggiunto. Non zoppica ma si vede che inizia non troppo convinto. Un assist per Zeller con i tempi e la forza giusta da applausi.
 
Zeller: 7
4 pt. (1/4), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Rientra nel finale, commette tre falli. Bravo in difesa. In attacco combina poco. Li annullano un canestro per colpa di un fallo offensivo di Hawes. mezzo voto in più per il suo ottimo lavoro sui blocchi alti che consente ai compagni canestri importanti.
 
Hawes: 7
6 pt. (3/5), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. A parte magari il fallo offensivo che nega il canestro a Zeller in difesa se la cava, fa sbagliare a inizio ultimo quarto Dragic in attacco al ferro, centra un canestro fondamentale per non andare in emorragia sempre nell’ultimo periodo. Buoni canestri senza strafare.
 
Coach Clifford: 7,5
Gestione ottimale delle rotazioni anche se qualcuno meriterebbe il parquet, ma la quadratura è stata trovata. Batum compreso. Lo fa giocare nel finale, anche se sembrava impresentabile e paga. Mette gli uomini giusti al momento giusto, così dice il risultato. Bravissimo a interrompere il flusso d’energia tra pubblico e squadra di Miami a inizio gara, da lì riparte pe la rimonta. Tocchiamo il +12, e se Miami rientra noi nei finali punto a punto siamo tostissimi.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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