Playoffs Game 6; Charlotte Hornets Vs Miami Heat 90-97

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Sottotitolo; Maledetta ComplicaziHornets

Walker con le sue accelerazioni ha riportto Charlotte a giocarsi la partita ma non è bastato.

Walker con le sue accelerazioni ha riportato Charlotte a giocarsi la partita ma non è bastato.

 
Wade through Hornets defense…
Charlotte aveva un match point da giocare in casa, guadagnato con fatica a Miami.
In perfetto stile Hornets, cui evidentemente le cose più semplici non piacciono, l’ha sprecato.
Delusione tra i tifosi dell’Hornets Nation e all’Alveare espugnato nella partita più importante giocata sino a oggi nonostante un Kemba da 37 punti, massimo in carriera nei playoffs per lui…
Sono mancati alcuni attori protagonisti di gara 5 come Marvin Williams e Jeremy Lin.
La difesa di Miami ha fatto un lavoro veramente eccezionale contenendo Lin e mettendo in difficoltà l’attacco di Charlotte che si è dovuto troppo spesso affidare a un Walker.
Kemba nel finale ha rischiato anche di far vincere Charlotte sempre a inseguire nel secondo tempo senza mai riuscire ad arrivare almeno al pareggio.
A parte i pick and roll o le isolation di Miami, nel finale è emerso Wade che con gli infrarossi, scrutando la difesa di Charlotte la batteva con due triple, un fade-away dopo il giro completo su se stesso con Lee appiccicato più una stoppata su Walker.
Il N°3 di Miami ha detto che si sarebbe dovuti tornare a Miami per giocare la decisiva gara 7, nella quale gli Heat potrebbero avere il vantaggio del pubblico amico, mente gli Hornets dovranno decidere cosa fare da grandi; se per loro questa gara 6 sarà una mazzata psicologica Miami passerà il turno, se invece saranno calmi e prevarrà la sana voglia di rivalsa sportiva (come quella usata da Miami stanotte), allora avremo ancora una volta una partita intensa dagli esiti incerti, ma state pur sicuri che Charlotte in quel caso sarebbe una brutta cliente per tutti.
 
Kaminsky, partito ancora nel quintetto iniziale. Dovrà riuscire a strappare qualche rimbalzo in più in gara 7.

Kaminsky, partito ancora nel quintetto iniziale. Dovrà riuscire a strappare qualche rimbalzo in più in gara 7.

Durante la presentazione le formazioni si rivelavano.
Per Miami lo starting five era il solito; G. Dragic, Wade, J. Johnson, Deng e Whiteside, Charlotte si adattava come al solito con; Walker, Lee, M. Williams, F. Kaminsky e Jefferson con Batum lasciato precauzionalmente ancora in panchina.
 
La palla a due era vinta come il solito da Miami, Kaminsky non saltava nemmeno e Whiteside la portava nella propria metà campo, Heat che varcato il passo della frontiera offensiva lasciavano a Deng l’incombenza di segnare, dal palleggio si staccava da Kaminsky e realizzava lo 0-2 a 11:38, passavano, però solo 12 secondi e un’accelerazione di Kemba era già letale, appoggio sulla destra del canestro e pareggio.
Wade a 10:13 dalla media distanza a sinistra riportava gli ospiti sul +2 ma Jefferson a 9:28 aveva la meglio dal post basso sinistro della lunghezza di Whiteside, i suoi movimenti producevano l’allungo oltre il centro avversario e l’appoggio per riequilibrare il punteggio.
Kaminsky portava per la prima volta in vantaggio gli Hornets con un giro antiorario chiuso in gancio in uno contro uno sulla baseline destra all’incrocio con il pitturato.
Deng da sotto e Whiteside, grazie al rimbalzo offensivo e al tiro ravvicinato ribaltavano il vantaggio ma Kaminsky approfittava di uno scarico indietro di Kemba per avere spazio e colpire da tre punti con i quali ripassare in vantaggio sul 9-8.
Per un aiuto falloso dello stesso Frank a 6:39 Wade andava in lunetta ma realizzava solo il secondo libero ristabilendo la parità appena sotto la decina, superata dagli Hornets attraverso i FT a 6:22; era ancor Kaminsky a crearsi un tiro andando all’indietro, Deng era eccessivo andando a buttarsi sulla corazza del carrarmato, così arrivavano i liberi dell’11-9. Johnson con un’esitazione si procurava un comodo floater nel pitturato a 6:13 con il quale pareggiava, a questo punto Walker trovava un break da 7 punti per Charlotte (due entrate intervallate da una tripla in transizione), ma Miami con un contro parziale pareggiava a quota 18 con Deng da fuori.
Il time-out voluto da Clifford per arginare il momento no non serviva; Lin alzava troppo la parabola che finiva si oltre Whiteside ma sul secondo ferro mentre dall’altra parte un movimento di Wade sulla linea di fondo sinistra gli serviva per arrivare ad appoggiare il 18-20.
Hornets che si riportavano in perfetta parità con Zeller, il quale dopo una lunga azione di squadra, sulla destra fingeva il tiro, Whiteside gli franava addosso saltando nettamente in lungo, così Cody a 2:24 piazzava i suoi liberi.
Deng in entrata e Zeller inserendosi e concludendo con la mano sinistra in appoggio su retropassaggio di Lin riscrivevano il pareggio.
Richardson dalla diagonale sinistra però si confermava tiratore temibile e metteva una bomba che dava il +3 agli ospiti.
Il punteggio si alzava per i canestri di Zeller e Dragic ma il distacco rimaneva il medesimo alla prima sirena, Hornets a rincorrere 24-27.
 
Le difficoltà di Lin si evidenziavano subito anche nel secondo quarto quando andando per un reverse layup cercando di evitare la stoppata calibrava sul secondo ferro, Marvin recuperava fortunatamente il rimbalzo offensivo, ma poso dopo Lin nel mezzo della metà campo offensiva girava su se stesso cercando qualcuno da servire ma, Clifford accortosi che Jeremy non trovando nessuno rimaneva bloccato, chiamava un break da 20 secondi.
Walker con un fantastico cambio mano in appoggio provava a battere la difesa di Miami, ma un altrettanto prodigioso Richardson in recupero con la stoppata negava la gioia del canestro a Kemba, ripartiva Miami in attacco, anche qui sembrerebbe canestro fatto ma Winslow lanciato era fermato da uno Zeller lanciatissimo dietro di lui in recupero che inchiodava la sfera al plexiglass.
Non segnava Miami sul prosieguo e Walker in contropiede segnava fluttuando in elegante appoggio.
Lin in attacco era stoppato da Wade, ma da pochi passi raccoglieva Batum che non aveva difficoltà a segnare.
Un banker di McRoberts riportava a +1 Miami a 9:38.
Una dozzina di secondi più tardi Walker invertiva il vantaggio con due FT ma il team che comandava cambiava nuovamente e ripetutamente con Wade in floater a 8:49, con Zeller a 8:37 sempre in floater, con due FT di Whiteside a 8:24 finché Winslow recuperando un rimbalzo sotto non allungava sul 34-37.
Kemba accorciava ma ancora Winslow ridistanziava Charlotte grazie a due liberi (fallo di Lin), a 7:20.
Lin sbagliava dimostrandosi in serataccia, Wade falliva ma lui non l’era, Lin andava a rimbalzo, Winslow glielo strappava ma con il fallo, in bonus a 6:47 gli Hornets andavano a battere due FT con Lin mantenendo percentuali perfette.
Il 2/2 dava il 38-39 ma Whiteside dalla vernice colpiva, gli Heat compivano un primo passo decisivo per raggiungere un vantaggio che li avrebbe portati poi a comandare l’incontro quando un divino giro a 360° di Walker in corsa per liberarsi della marcatura era da svenimento, Whiteside però non si faceva incantare e andava a stoppare il tentativo d’appoggio che avrebbe meritato miglior fortuna.
Hornets impreparati sulla transizione e tripla di Richardson da destra per il 38-44.
Miami raggiungeva i 50 punti con Deng e il vantaggio aumentava a 8 (42-50), spin di Jefferson e up & under per il 44-50, gli Heat, però rispondevano con una specie di gancio laterale a una mano di Wade a superare il difensore e con Winslow che fuggiva dalla mischia per una palla a due nella metà campo offensiva degli Hornets e chiudeva in schiacciata solitaria.
Il canestro valeva il +10 che non era il massimo vantaggio ospite, raggiunto con una tripla di Deng dall’angolo a 1:32.
-13 Hornets, squadra un po’ in crisi senza i suggerimenti di Lin, ci pensava allora Batum con 4 punti consecutivi a chiudere il quarto sul 50-59.
 
La ripresa iniziava con il canestro di Jefferson a 11:40 su Whiteside, Johnson rispondeva con un lungo tre punti e Deng dalla diagonale sinistra con un lungo due cercavano di affossare Charlotte.
Walker dalla top of the key andava per la tripla cercando il contatto, scoordinato riusciva comunque colpendo il tabellone a ottenere i punti desiderati e a 9:00 dalla terza sirena Charlotte tornava sotto il gap dalla doppia cifra (55-64).
A 8:29 drive e scarico ravvicinato di Kemba per Jefferson che si lasciava andare a un’inusuale dunk appesa.
A 6:44 mentre Kemba lamentava un fallo per un sottomano mancato Dragic era abbattuto da Kaminsky in aiuto sotto canestro.
I due liberi entravano e Charlotte tornava allo svantaggio iniziale della ripresa.
Jefferson da sotto e Walker con un crossover esterno e fantastico su Deng guidavano la riscossa (60-61), ma nel momento nel quale il pubblico tornava a farsi sentire a gran voce, il lavoro di giro palla degli Heat dava i suoi frutti; il terminale era Deng che dall’angolo sinistro colpiva da tre punti per il 61-69.
Per fortuna c’era Kemba in serata opposta a quella di Lin; tre liberi a 4:33 per fallo di Dragic e 64-69.
Hornets che sprecavano un contropiede quando Walker intercettava a Deng e ripartendo in transizione due contro uno cedeva a Lin che falliva il canestro.
Entrava Daniels ma era un fantasma anche per i compagni, i quali si affidavano a Big Al che non tradiva andando nel pitturato a fare quel passetto per andare oltre Whiteside e segnare.
Fallo ma FT errato sul 66-69.
Un pullup da destra di Dragic e il vantaggio risaliva a 5, le distanze rimanevano invariate sino al termine del terzo quarto anche perché Dragic nel finale era impossibile da marcare per gli uomini di Clifford.
Ci si affacciava all’ultimo quarto così sul 70-75.
Jefferson e la sua classe hanno portato 18 punti nelle casse degli Hornets.

Jefferson e la sua classe hanno portato 18 punti nelle casse degli Hornets.

 
Lin a 10:44 segnava il suo primo canestro su azione con uno step back dalla vernice.
Haslem in attacco prendeva un rimbalzo, grave problema degli Hornets da sistemare per il possibile, e segnava i liberi a 10:19.
Lin andava a commettere sfondamento su Haslem in maniera netta, lo stesso lungo aveva a che fare con Walker a 9:43, Kemba però riusciva a batterlo andando in controtempo in ricaduta contorcendosi per realizzare con la mano destra.
Wade si dimostrava già pronto per il finale alzando una parabola alta che scavalcava un Lee attento ma impotente sul canestro del 74-79.
Arrivava anche il primo canestro di Lee, Marvin era impreciso sul floater in girata e Courtney dalla sinistra ribadiva con grinta a canestro.
Whiteside vanificava il tentativo d’avvicinamento andando con il tiro sopra Zeller nel pitturato.
Per Charlotte si metteva male quando Lin commetteva un altro fallo offensivo andando dritto per dritto a sbattere sul difensore non premiando una steal fantastica di Lee che poi gettandosi per terra e rotolando riusciva a servire anche il contropiede di Charlotte.
A 7:11 Dragic segnava facendo arrampicare la palla oltre il ferro, Zeller avrebbe la possibilità di due liberi per il quinto fallo di Whiteside ma li mancava entrambi e l’errore si rivelava pesantissimo anche se si faceva perdonare parzialmente stoppando Haslem. Continuava a “buttare” male con Lee ai quali erano fischiati i 5 secondi sulla rimessa laterale e con il jumper di Dragic i neri ospiti si portavano sul 76-85.
Con le spalle al muro e disperati, si esaltava Walker per Charlotte; dopo una penetrazione Kemba trovava il pertugio giusto per alzare da sotto il pallone del 78-85.
Marvin da tre andava corto, era Walker invece a segnare da tre punti andando dietro il blocco di Jefferson sulla sinistra, step back per battere il rientro di Richardson e allo scadere sei 24 secondi i bianchi tornavano a -4 (81-85).
A 4:01 Whiteside arrivava sul rimbalzo con Kaminsky a fare un brutto tagliafuori.
Canestro e libero mancato.
A 3:05 Wade provava il colpo del K.O., tripla from downtown e 81-90. Walker non perdeva tempo e a 2:54 accelerava contatto laterale con Hassan, per lui sesto fallo e partita finita, per Kemba un gioco da due punti per il libero mancato.
Walker a 2:36 segnava la tripla e mandava Charlotte sull’86-90, un reverse layup fatto passando da destra a sinistra sotto il ferro mostrava un Walker in formissima.
Il -2 dava ancor più entusiasmo al pubblico amico ma Wade a :46.0 metteva un’altra tripla.
A 39.3 drive di Kemba che questa volta preferiva il passaggino laterale per Big Al bravo a mettere dentro.
90-93… a risolvere la gara per Miami era Wade, gli Hornets cercavano la difesa pulita, giro si se stesso della guardia di Miami che dall’angolo sinistro del pitturato in fade-away andava oltre l’incolpevole Lee chiudeva i conti sul 90-95, andando anche a stoppare Kemba poco dopo, con gli Hornets in barca a commetter fallo solo a circa 5 secondi dalla fine.
La gara si chiudeva sul 90-97.
 
Per Miami 23 punti di Wade, 21 di Deng, tutti attivi a rimbalzo.
Gli Heat hanno vinto la lotta sotto le plance nettamente 46-31 e questo è stato il fattore determinante della sconfitta, a parte le percentuali leggermente superiori dal campo e ai liberi e quella superiore da 3, che per Miami equivaleva un 50% contro il nostro 31,3%.
Non è bastato uno stratosferico Walker da 37 punti, a Miami sarà battaglia, ora è il momento di sveglliarsi per tutti.

 

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Pagelle:
 
Walker: 7,5
 
37 pt. (14/29), 3 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. Kemba nel finale è quasi romanticamente poetico. Vorrebbe scrivere il lieto fine a questo romanzo ma Don Abbondio Wade dice di no. Chissà se anche gli Hornets come Renzo e Lucia dovranno cercare la loro felicità altrove. Miami, il posto dove è iniziata la stagione e dove Kemba e tutti noi non vogliamo che finisca.
 
Lee: 6
 
2 pt. (1/2), 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Alcune buone difese, indubbiamente, si staglia all’inizio dell’ultimo quarto anche se nella notte si limita al passaggio in attacco. Wade lo batte nel finale, ma sono top shot, anche se lui almeno su una tripla saltando decisamente avrebbe potuto indurlo all’errore.
 
M. Williams: 4,5
 
0 pt. (0/7), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Marvin ci ricasca incappando ancora nello 0. Pessima serata offensiva e senza il suo apporto cadiamo. Anche lui dev’essere fondamentale nelle tabelle dei punti e dei rimbalzi.
 
Kaminsky: 6
 
7 pt. (2/5), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Discreta in generale partita ma pecca un po’ a rimbalzo, dove qualche volta potrebbe fare di più.
 
Jefferson: 7
 
18 pt. (8/14), 9 rimbalzi, 1 rubata. Ha un +3, miglior +/- di Charlotte. Prova a guidare la rimonta. Non teme Whiteside che non ha la sua esperienza. Buona serata, peccato che molti altri non lo supportino.
 
Lin: 4,5
 
8 pt. (1/8), 1 rimbalzo, 1 assist. Male in difesa dove commette 5 falli facendo fatica a contenere, male in attacco con statistiche evidenti, due sfondamenti nel finale… Aggiungiamo anche che ha creato poco con le sue drive e il +/- è di -17… Coraggio Jeremy, in gara 7 dovrai trovare il ritmo, sarai fondamentale.
 
Batum: 6
 
6 pt. (2/5), 1 assist. Inizio pessimo, poi nel finale di primo tempo realizza 4 punti per riaccorciare. Si fa male o si riacutizza il problema alla caviglia. Esce e non rientra nel finale. Un peccato per come aveva giocato gara 5 negli ultimi minuti.
 
Zeller: 6,5
 
12 pt. (4/5), 3 rimbalzi, 2 stoppate. Bene con gli inserimenti, porta punti, specialmente nel primo tempo piace come si muove sul parquet. Nel finale non è così bravo e sbaglia anche due liberi importanti.
 
Daniels: s.v.
 
0 pt (0/0) in 01:35. Fantasma, anche per I compagni, cacciato dentro per recuperare ma non si riescono a creare occasioni per lui.
 
Coach Clifford: 5,5
 
Fa entrare Daniels, lo toglie. Nel finale sarebbe servito, nemmeno nei disperati secondi finali entra. Un po’ in confusione. Gli viene mancare Hawes per infortunio prima della gara e Batum durante. Kemba si carica tutto il peso sulle spalle e finisce per fallire immeritatamente il tiro del pareggio dopo aver segnato una decina di punti di seguito per i teal & purple. Deve assolutamente centrare la difesa a rimbalzo, questa è una statistica chiave che ci permetterà, se contenuti gli Heat, di passare in gara 7.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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