Preseason Game 2; Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 108-106

Rileggendo un po’ la recente intervista fatta a un ex giocatore di basket riflettevo… forse la verità è che c’è un bisogno che prende la forma di vuoto dentro di noi e ognuno lo colma alla sua maniera.
In tempi piuttosto magri nei quali si “riempie più la pancia” (in senso metaforico), che pensare ad altro, in base alle età, l’esigenza di colmare questo vuoto può prendere la forma di risposta alla noia nei giovani, piuttosto che quella sociale negli adulti e/o spirituale nei più anziani o inclini. Non vi ammorberò oggi, però, entrando in questioni filosofiche che si farebbero lunghissime.
In questo caso, svegliandomi di notte, cercando di mantenere il mio hobby, fissandomi sul momento sportivo trovavo e provavo un vuoto è materiale, semplicemente perché provando a collegarmi alla NBA League Pass, scoprivo che la gara non era coperta in TV, abbastanza incredibilmente direi, anche se già in un’occasione lo scorso anno, per una partita di preseason, si verificò identica situazione.
E… allora come nella vita ci si arrangia un po’, per non raccontare avvenimenti mai accaduti come faceva nell’anime in TV il buon Tommy Aku al contempo giornalista e Tiger Mask nella seconda serie (nisei) dell’Uomo Tigre, che il suo inetto capo mandava sempre ad altri eventi in contemporanea obbligando il buon Tommy a inventarsi tutto pubblicando ilari pezzi e avvenimenti mai accaduti che facevano infuriare il redattore…
 
La partita
 
Si va di streaming ma la partita è già iniziata, forse meglio visto lo scempio a livello di risultato:
16-28 con 6 punti di Drummond consecutivi ottenuti da 4 liberi e un pick and roll concluso dallo stesso numero zero in schiacciata, oltretutto pare che Batum sia già fuori per un problema al gomito.
Gli Hornets danno pochi segni di risveglio e la difesa è inefficace tanto che i Pistons si portano sul 32-52.
A questo punto entra in scena Monk, il quale a 4:49 penetra da sinistra e schiaccia in maniera dinamitarda, poi colpisce da tre dal corner destro e conclude il break degli Hornets da 7 punti con una transizione innescata da una rubata di MKG sulla quale Kennard spende un fallo, ma rallenta solo il processo di trasformazione (2FT a segno) del punteggio. A 4:01 quindi le distanze tra i due team sono state ridotte a 13 punti, ma solamente due minuti più tardi, anche grazie a una tripla dello stesso Kennard, il punteggio torna ad ampliarsi fino al 45-63.

Julyan Stone, ex Venezia. A lui Clifford chiede intensità. Ha terminato la gara con 7 assist e una stoppata decisiva. 2017 NBAE (Photo by Brian Sevald/NBAE via Getty Images)

 
Gli Hornets però nella seconda frazione cambiavano decisamente ritmo in difesa costringendo a diversi turnover i Pistons; MKG stoppava Harris in azione solitaria, Marvin recuperava un pallone e Howard in veloce virata nel pitturato lasciava lì il suo avversario Marjanovic, realizzando da sotto ma non sfruttando il libero (2/3 però nella notte).

Sul 66-74, punteggio che rimaneva bloccato per i Pistons, i teal si avvicinavano con Walker dal pitturato e Williams da fuori per il 71-74.
Era ancora presto, però, per tentare il sorpasso, ora, con le panchine in campo, i Pistons sembravano poter allungare; si passava, infatti, sul 73-81 ma Lamb con una conclusione precisa accorciava, poi era lo stesso Jeremy ad andare a stoppare un tiro di Bradley così Charlotte ci provava con Frank da tre, il suo tiro non entrava, recuperava Stone che aiutato dai ferri, faceva calare il punteggio ulteriormente (77-81).
Zeller in difesa sporcava un pallone, gli Hornets in attacco facevano girar palla e Frank sparando da tre portava sul -1 l’incontro.
I Pistoni, però, che avevano condotto avanti tutta la gara non ci stavano, Leuer bruciava Kaminsky sulla linea di fondo e realizzava allungando sull’84-91 per i suoi.
Monk accorciava, ma Drummond segnava tagliando fuori Kaminsky che non era irreprensibile nemmeno sul bel reverse layup di Leuer.
La mascotte dei Pistons a 7:14 dalla fine esultava e… sembrerebbe averne tutte le ragioni quando il charlottean Ish Smith in fade-away a 6:51 cacciava indietro Charlotte sino al -10 (88-98).
Charlotte però stringeva le maglie in difesa; Stone recuperava un pallone che a 6:16 portava a una transizione corretta da Bacon dopo l’errore di Monk.
Kaminsky a 4:40 dopo l’imbarazzante difesa iniziava a farsi perdonare dai bordi dell’area sinistra dove mandava in crisi il suo marcatore e segnava dopo aver mostrato un campionario di movimenti sul posto.
Era Monk però a calare la bomba del sorpasso sparandola da 45° a sinistra per il 100-98.
Le squadre si trovavano sul 101 pari e il finale punto a punto vedeva Kaminsky farsi un giretto nel pitturato che valeva due punti più un tiro libero per fallo di Harris.
Il FT andava a vuoto e Kennard in jumper pareggiava. Kaminsky però era deciso a portare a casa la gara e realizzando con un lungo tiro da due punti rimandava avanti i nostri che si salvavano una prima volta dall’attacco di Smith, il quale esagerava notevolmente in palleggio andando a finire nel raggio di Zeller che gli soffiava il pallone, tuttavia un’altra entrata del play in divisa bianca restituiva incertezza al match sul 105 pari.
Era però ancora la difesa di Charlotte a fare la differenza. Detroit avrebbe due possibilità per passare avanti ben due volte, ma Harris si faceva ipnotizzare da Zeller in aiuto a Kaminsky, mentre sempre sul nostro lato destro del canestro era Stone a imitare Cody, questa volta arrivava anche la stoppata su Smith.
Su quest’azione si sviluppava una rapida transizione che Bacon conduceva nel pitturato scaricando in superiorità numerica la palla a Monk sulla sinistra del canestro.
Malik al volo, in salto, restituiva palla all’accorrente Bacon che realizzava senza patemi il 107-105.
Harris provava, con otto secondi sul cronometro a pareggiare ma arrivando dalla sinistra andava a chiudersi sotto canestro contro Kaminsky, il quale sfruttando l’arrivo dei compagni (Monk ad esempio) spediva la palla lontana dalle mani del numero 34 avversario, Zeller la raccoglieva in tuffo e subiva fallo andando a realizzare il 108-106 a un secondo e mezzo dalla fine.
A Detroit non rimanevano time-out disponibili quindi Stanley Johnson ci doveva provare dalla destra da distanza siderale; per nostra fortuna il suo era un meteorite che oltrepassava anche la parte alta del tabellone spegnendosi lontano dalla zona pericolosa.

Dietro a Howard ecco Frank Kaminsky e Cody Zeller.
Per Clifford sarà importante averli in buona forma.
2017 NBAE (Photo by Brian Sevald/NBAE via Getty Images)

 

 

 
I Numeri
 
Bene Lamb che continua a far vedere buone cose in attacco e può dire la sua anche in difesa se rimane concentrato.
Un +11 di plus/minus, 4 assist e 18 punti, battuti solo da Malik Monk che con 19 in 22 minuti fa intuire di poter essere il tizzone ardente che Charlotte stava cercando. Forse qualche tripla in meno (non che sia male il 4/10) aumenterebbe le percentuali.
5 punti e 7 rimbalzi per l’altro rookie Bacon in 12 minuti, mentre nel duello tra centri Drummond ha cifre leggermente superiori (1 stoppata, 16 punti, 15 rimbalzi) ma Howard con 2 stoppate 12 punti e 11 rimbalzi non è andato male.
Da segnalare anche i 13 punti di Kaminsky che chiude davanti al trio Walker, Williams Kidd-Gilchrist che apportano alla causa 10 punti a testa.
Benino Stone con 7 assist e molto meglio in difesa dopo il richiamo di Clifford che da lui vuole intensità.
14 i turnover di Charlotte contro i 19 dei Pistons.
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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