Preseason Game 2; Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 92-107

Stagiornets

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Dopo la prima uscita esterna non felicissima, gli Hornets imboccavano un sotterraneo tunnel dalle parti di casa. Località Greensboro, North Carolina.

Il viaggio però è dantesco, presto per dirlo ma pare l’antinferno di una stagione iniziata in salita, così gli Hornets cadono su un parquet, che, nel terzo quarto, senza più Walker in campo, diventa improvvisamente limaccioso psicologicamente. Scivolati, non riuscivano più a riprendere la diritta via. I Calabroni voleranno sopra l’Acheronte penetrando nell’inferno verde facendo visita ai Boston Celtics stessi nella prossima uscita. Vedremo se si saranno tarati sulle qualità e abilità dei verdi o se dovrò ancora scriver di una sconfitta piuttosto netta.

Primavera (1° quarto): Quintetti titolari ed entrata nel finale delle panchine che ristabilisce l’equilibrio. Kemba come la vespa dantesca punge i suoi compagni, alcuni parsi abbastanza ignavi e segna i primi due punti della gara in transizione. Gli Hornets finiscono sotto 4-8 ma una penetrazione di Kemba e una tripla di Batum a 7:16 portano la sfida sul 9-10 prima che a 6:30 Bradley indovini una tripla e mandi la gara sull’11-15 con conseguente time-out chiamato. A 3:18 dalla fine del primo quarto Thomas, in ritmo, sfruttando un blocco silura da tre per il 14-22. Dopo un altro time-out entrano Kaminsky e Belinelli. E’ il primo a farsi notare per un paio di canestri, il secondo con finta che fa saltare Crowder in leggero ritardo nella chiusura. Hornets che con il cambio dai quintetti titolari alle panchine guadagnano e passano in vantaggio 23-22 con Lamb a 23 secondi dalla sirena. Il quarto si chiuderà con questo punteggio.

Lamb a 59 secondi dalla prima sirena ai liberi. Per lui una buona prestazione.

Lamb a 59 secondi dalla prima sirena ai liberi. Per lui, una buona prestazione con 16 pt. finali.

Estate (2°quarto): La panchina guadagna punti. Belinelli gioca sul lato destro e sovente segue Smart, in attacco il duello si ripete e se Smart è bravo a toccargli un appoggio mandando fuori il tiro, nulla può a 11:13 quando dal palleggio Marco raccoglie la palla a spicchi con lestezza e infila dalla diagonale sinistra il 25-22. Un passaggio in diagonale un po’ avventato di Sessions per Hawes è smistato con una certa eleganza in no look forzato dal nostro 00, palla all’indietro per Lamb che libero dalla diagonale sinistra infila il 30-26. Marvin Williams nel pitturato alza il 37-28, MKG in jumper il 41-33, l’estate però è al tramonto, gli Hornets giocano benino e a 2:57 un dai e vai lancia Batum che da sotto fallisce la conclusione, raccoglie Hibbert che schiaccia piegando scuotendo la struttura per il 45-36, tuttavia il distacco alla sirena scenderà a 8 punti. Hornets che chiuderanno il quarto con un 2/2 dalla lunetta di un Sessions ben entrato in partita. Al riposo gli Hornets andranno sul 51-43.

Autunno (3° quarto): Quintetti titolari e disastro. Non fosse perché devo seguire le stagioni nella loro muta cronologica naturale questo sarebbe l’inverno. Walker rimane in panca, il quintetto dei Celtics riprende la via del parquet, agli Hornets cade l’ultima foglia di fico e sono superati sul 51-52 dai canestri di Horford, Thomas e Bradley. A 9:22 gli Hornets passano per l’ultima volta in vantaggio; è una transizione di Marvin Williams che serve MKG, abile a rallentare il terzo tempo, sterzando sul difensore che rimane a guardare l’appoggio del 53-52. Un paio di decisioni, una bizzarra e una dubbia, riconsegnano il pallone ai verdi, da una rimessa dal fondo Horford si smarca e schiaccia, Marvin Williams fa anche fallo e gli Hornets da lì spariscono. In breve i Celtics, anche senza Thomas che si fa male e torna con il ghiaccio su una mano, si portano prima sul 55-69 a 4:53, poi sul 55-73 con due FT di Young toccato da Hawes. Belinelli interrompe il digiuno dei Calabroni rubando a 3:57 con una tripla volante, il tempo al difensore. Kaminsky smarcato a destra, zona linea di fondo, segnava con un jumper e Belinelli subiva da Brown un fallo inutile su un jumper lungo. Due su due per Marco e gara sul 62-75 a 2:46. Bella azione tra Hawes e Lamb a :47.3, il lungo a servire in back door sulla linea di fondo destra il nostro numero 3 che esaltava il pubblico con una poderosa schiacciata. Belinelli per Kaminsky che appoggiava al vetro, palla spazzata via ma goaltending chiamato era l’ultimo bagliore del rossastro autunno. Rozier sulla sirena anticipava gli infernali e invernali patimenti dell’ultimo quarto chiudendo la frazione sul 70-84.

Belinelli a 3:57 si eleva per infilare la tripla, ma ormai è decisamente tardi.

Belinelli a 3:57 si eleva per infilare la tripla, ma ormai è decisamente tardi.

Inverno (4° quarto): Gelo. I Celtics allungavano, le rotazioni facevano il loro corso ma i Calabroni non mordevano più, Andrews rimaneva su un blocco e Rozier inanellava un’altra tripla per il 72-93. Graham, libero nell’angolo sinistro, segnava grazie a un pallone smistato da Hawes, mentre Lamb si lasciava andare, dopo un hand off sulla linea di fondo sinistra a una rabbiosa schiacciata a una mano per l’81-97. La gara però era sigillata con una tripla da Brown che faceva toccare quota 100 ai Leprechaun. La partita terminava sul 92-107 con un Clifford dall’espressione pensierosa già da un bel po’.

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Pagelle

Walker: 6,5

4 pt. (2/4), 3 assist, 2 rimbalzi in 8:50. Gioca poco ma moltiplicati diventano discreti numeri. Senza di lui il team sbanda.

Batum: 5

8 pt. (3/11), 2 assist. Perde tre palloni, smista poco, più che altro si prende tiri da fuori. Inizia bene, poi forse stanco comincia a sbagliarli. Per uno della sua esperienza è cosa grave.

Kidd-Gilchrist: 5,5

7 pt. (3/10), 4 assist ma un +/- di -34 impressionante… Come Batum inizia bene, poi fatica di più, anche se il plus/minus non è certamente tutta colpa sua. Sembrato un po’ in recupero rispetto alla prima uscita ma finisce le vere energie presto.

Marvin Williams: 6

9 pt. (4/9), 5 rimbalzi, 2 assist. Qualcosina nel nulla. Spende un fallo inutile su Horford ma è anche capace di giocare per la squadra. Indovina, però una sola comoda tripla su quattro tentativi.

Hibbert: 5

2 pt. (1/4), 5 rimbalzi, 1 rubata. Passo indietro. Spende anche cinque falli per limitare i danni, il pallone transita raramente dalle sue parti per la conclusione, questo facilita la difesa di Boston che, anche se piuttosto rintanata può concentrarsi sul perimetro, sebbene gli Hornets abbiano mostrato capacità talvolta di girar palla velocemente costringendo al ritardo i difensori in rotazione. Quando però la sfera è dalle sue parti a rimbalzo, sembra un po’ ignavo nonostante i cinque recuperati grazie ad altezza e posizionamento.

Belinelli: 6

9 pt. (3/6), 2 rimbalzi, 1 assist. Buona difesa nella sua zona e su Smart, un paio di canestri pregevoli. La difesa di Boston lo segue bene, difficile metterlo in condizione di realizzare di più.

Kaminsky: 5,5

10 pt. (4/8), 6 rimbalzi, 1 assist. Inizio scintillante si spegne nell’ultimo quarto tentando una ridda di soluzioni improbabili. Mi è sembrato comunque più veloce e sciolto nel movimento rispetto lo scorso anno.

Sessions: 5

11 pt. (4/10), 3 assist, 2 rimbalzi, 1 rubata. Perde due palloni ma soprattutto il filo del gioco. Entrato molto bene in partita, non da il ritmo alla squadra nel terzo quarto naufragando con essa.

Hawes: 6,5

6 pt. (3/7), 2 rimbalzi, 6 assist, 1 stoppata. In difesa spende un paio di falli sciocchi e irritanti ma risulta il miglior uomo assist della partita, non gioca male ed è uno dei migliori, anche se gli Hornets probabilmente stanno cercando di cederlo da un po’.

Lamb: 7

16 pt. (7/11), 10 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Il migliore degli Hornets. Ha voglia e si vede. Anche lui dietro soffre, ma in attacco fa vedere alcuni dei movimenti migliori della squadra. A volte si mette egoisticamente in proprio. L’intesa con Hawes c’è ma come per Hawes pare essere tra i sacrificabili.

Andrews: 5

0 pt. (0/1). Ci hanno mandato il gemello rispetto alla prima uscita, ed è quello che gioca male. Un paio di passaggi direttamente cestinati sul nascere e una prova non convincente.

Graham: 6,5

8 pt. (3/4), 2 rimbalzi, 1 rubata. Nel finale, a parte una forzatura, fa tutto bene.

Wood: s.v.

2 pt. (0/0). Due liberi a segno e poco altro.

Sulaimon: 5

0 pt. (0/2), 2 assist. Due assist ma anche due palloni persi, più un tiro con mirino a Seattle che colpisce le Hawaii, ovvero una tripla dall’angolo ovest finita lunga e poco dopo un errore in appoggio abbastanza grossolano. Probabilmente rimarrà a Greensboro a giocare.

Coach Clifford: s.v.

Non posso dargli ancora un voto. Inizierò dalla quarta uscita per dargli tempo. Faccia preoccupata. Hornets che prendono vantaggi sugli esterni a volte ma non hanno un gran gioco interno a meno che non vadano in percussione. Si accontentano, però troppe volte di soluzioni da tre punti, anche non ottimali, dalle cifre pare vi sia anche un problema a rimbalzo, sebbene sia preseason e i giocatori non si spendano magari sino all’ultimo per andare a prendere ogni pallone. Probabilmente un Monroe servirebbe anche se, a vantaggio degli Hornets, più che Hawes e Lamb, potrebbero lasciare Sessions e Hibbert, specialmente il primo non ha ancora convinto, anche se da parte mia sembrano stati ingenerosi i voti, un play deve saper guidare la squadra e in questo senso ancora non ci siamo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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