Preseason Game 5; Charlotte Hornets @ Chicago Bulls 108-104 (OT)

La vittoria ha Harrison agli Hornets.

jkk

Il rosa di fondo è per il mese contro il cancro al seno. Molto colorato di rosa lo United Center e anche le scarpe di Rondo si sono tinte di quel colore, così come la cravatta di Clifford.

Non è facile ricostruire dovendo adattare.
Vale un po’ per tutto e in ogni campo.
La bravura di Clifford dovrà stare qui.
Per il momento, anche perché non potrebbe fare altrimenti, prosegue con grande pertinacia le sue idee, anche senza stelle di prima grandezza fornitegli da Cho e Jordan e ridà fiducia a un ambiente ancora non convinto, sebbene “nella gioia e nel dolore” si parli pur sempre di preseason.
Clifford saliva nella Wind City portandosi ancora tutti gli uomini a disposizione.
In tenuta viola per lui, ecco i cinque titolari scelti dal coach stesso: Walker, Batum, MKG, M. Williams e Hibbert.
I Bulls schieravano invece: Rondo, Wade, Butler, Gibson e R. Lopez.

Una strana partita allo United Center.

Gli Hornets hanno vinto nel supplementare una partita che ha avuto diverse fasi.

Primo quarto giocato molto bene con il quintetto titolare, fresco e con connessioni molto più efficienti rispetto alle prime uscite.

Primo duello della partita tra Wade e MKG, jumper che colpiva il ferro per l’ex Miami, rimbalzo Hornets, MKG si portava dall’altra parte velocemente, il duello continuava ma Kidd-Gilchrist riusciva a realizzare i primi due punti della partita.
Una penetrazione con scarico corto per Lopez sulla sinistra consentiva al riccioluto centro di scrivere i primi due punti sul tabellone per Chicago.
Gli Hornets partivano tuttavia forte nel primo quarto e la premiata ditta W.W. (Williams/Walker) centrava due triple con le quali i Calabroni avanzavano sull’8-2.
Chicago tornava in gara e pareggiava con una rubata di Butler che chiudeva la transizione in schiacciata a 8:55.
Gli Hornets ripartivano e segnavano da sotto con MKG che usufruiva di due liberi, dopo aver subito due stoppate da Lopez, sulla seconda però, una mano galeotta del centro avversario addosso, bastava per far fischiare agli arbitri i liberi nonostante con l’altro braccio arrivasse una stoppata pulita.
I Calabroni prendevano il largo quando a 4:10 McDermott, non ancora caldo, si faceva stoppare da Hibbert, sulla transizione ecco lo scarico nell’angolo sinistro per Belinelli che trovava tre punti solo cotone per il 25-14.
Hibbert da sotto a 3:06 ne aggiungeva due in un’azione iniziata da una deviazione difensiva di Belinelli, il quale deviava la palla in chiusura nel pitturato pur da posizione svantaggiosa.
Belinelli nel finale, uscendo dal blocco di Hawes, si andava a prendere la sfera sul passaggio e scaricava immediatamente dalla diagonale destra la tripla del 32-18.
Chiudeva McDermott dalle parti del ferro per il 32-20 di primo quarto.

Benino anche la second unit in fase offensiva, mentre in fase difensiva ha concesso troppo e i Bulls si sono portati con un controparziale di 26-35, sul 58-55 all’intervallo.

Il 32-18 di Belinelli. Jumper rapido appena uscito dal blocco di Hawes.

Il 32-18 di Belinelli. Jumper rapido appena uscito dal blocco di Hawes.

Primo duello della partita tra Wade e MKG, jumper che colpiva il ferro per l’ex Miami, rimbalzo Hornets, MKG si portava dall’altra parte velocemente, il duello continuava ma Kidd-Gilchrist riusciva a realizzare i primi due punti della partita.
Una penetrazione con scarico corto per Lopez sulla sinistra consentiva al riccioluto centro di scrivere i primi due punti sul tabellone per Chicago.
Gli Hornets partivano tuttavia forte nel primo quarto e la premiata ditta W.W. (Williams/Walker) centrava due triple con le quali i Calabroni avanzavano sull’8-2.
Chicago tornava in gara e pareggiava con una rubata di Butler che chiudeva la transizione in schiacciata a 8:55.
Gli Hornets ripartivano e segnavano da sotto con MKG che usufruiva di due liberi, dopo aver subito due stoppate da Lopez, sulla seconda però, una mano galeotta del centro avversario addosso, bastava per far fischiare agli arbitri i liberi nonostante con l’altro braccio arrivasse una stoppata pulita.
I Calabroni prendevano il largo quando a 4:10 McDermott, non ancora caldo, si faceva stoppare da Hibbert, sulla transizione ecco lo scarico nell’angolo sinistro per Belinelli che trovava tre punti solo cotone per il 25-14.
Hibbert da sotto a 3:06 ne aggiungeva due in un’azione iniziata da una deviazione difensiva di Belinelli, il quale deviava la palla in chiusura nel pitturato pur da posizione svantaggiosa.
Belinelli nel finale, uscendo dal blocco di Hawes, si andava a prendere la sfera sul passaggio e scaricava immediatamente dalla diagonale destra la tripla del 32-18.
Chiudeva McDermott dalle parti del ferro per il 32-20 di primo quarto.
Nella ripresa i Bulls si portavano in parità a quota 60.
Batum segnava due punti ai quali a 7:10 replicava Gibson dalla lunetta.
Kaminsky da tre sembrava poter ridestare le speranze per gli Hornets di condurre la gara, ma in un attimo il match volgeva al peggio…
McDermott e Canaan con triple mandavano il punteggio sul 65-73.
Belinelli trovava con un passaggio, elementare ma efficacie, Batum sulla sinistra, tripla e fallo di Canaan, gioco da 4 punti preziosissimo e a 3:09 Kaminsky centrava il bersaglio da oltre l’arco grazie allo spazio creato da Marco che correndo verso canestro schiacciava l’assist all’indietro per The Tank.
Gli Hornets si trovavano a -1 ma Wade in fade-away li mandava sul -5 (72-77), Sessions aggiungeva una steal e un canestro nel finale, gli Hornets tornavano così al comando, 78-77, prima del countdown di dodici minuti nell’ultimo quarto.
Belinelli ci prova contro McDermott.

Belinelli ci prova contro McDermott.

Lamb cerca di contenee Butler.

Lamb cerca di contenere Butler.

Ultimo quarto con il punteggio in costante saliscendi.
Con gli Hornets avanti 84-83, uno sciagurato Felicio, per eccesso di foga, sparava una schiacciata violentissima sul ferro che finiva direttamente in rimessa laterale, lascianomi un po’ basito ma grato al corpulento avversario.
Portis a 7:43 però infilava una tripla.
Dopo 17 secondi un passaggio fulminante per Wood lasciato in area tutto soletto, dava la possibilità alla nostra PF di appendersi in schiacciata e pareggiare.
McDermott a 3:21 portava sul +3 i Bulls, Kaminsky con un open a 2:06 pareggiava a quota 93.
Nel finale tornava in campo la first unit di Charlotte mentre Hoiberg lasciava in campo le seconde linee e Grant lo premiava dalla baseline sinistra segnando due punti dalla media.
MKG si batteva, prendeva tre rimbalzi in attacco e subiva anche un fallo da Zipser, ma la sua dinamica di tiro rimaneva discutibile, spalla completamente portata in avanti e tiro libero regalato a Chicago.
La nostra ala piccola infilava il secondo, ma gli Hornets rimanevano dietro di un punto, almeno fino a che Batum non tirava una mattonata dalla sinistra che oltrepassava ilo ferro, s’infrangeva sulla tabella, ma faceva la fortuna di Hibbert che catturava il rimbalzo, subiva fallo da Grant e realizzava dalla linea della carità il 96-95.
Chicago con Grant tentava di riportarsi avanti, uno stop and pops (con M. Williams e Walker a raddoppiarlo), non dava esisto. Fallo a :17.1 e due liberi di Batum per un insperato +3.
Chicago però pareggiava su un cambio difensivo non riuscito perfettamente; Grant era bravo ad arretrare e a segnare una tripla, Walker rimaneva sul blocco alto e Kaminsky ci metteva troppo per capire che pesci avrebbe dovuto prendere.
Pareggio a quota 98.
Walker in affondo sulla sinistra tentava di vincer la gara, ma Zipser lo stoppava.
Rimaneva da chiamare un time-out e giocarsi la vittoria per i Bulls, ma sulla rimessa Felicio, lentissimo e poco reattivo, si faceva rubar palla e Batum in corsa fin dentro l’area pitturata tirava all’ultimo istante colpendo solo il ferro, regalando un brivido a tutti.
Kaminsky sfugge alla difesa dei Bulls e appoggia due punti per gli Hornets.

Kaminsky sfugge alla difesa dei Bulls e appoggia due punti per gli Hornets.

Arrivava quindi l’OT, dentro forze fresche che per Charlotte rappresentavano la terza unità (Andrews, Harrison, Sulaimon, Wood e Tobey).
Tobey all’esordio a 3:37 sbloccava il supplementare; jumper su Felicio da appena fuori area (a dx) e punteggio in terza cifra per Charlotte.
Un terzo tempo ritmato da Harrison serviva agli Hornets per portarsi a +4 ma Portis riaccorciava a -2. Felicio, auto-maledizione dei Bulls, commetteva un altro fallo su Tobey, che, poco più tardi appoggiava a tabella, Zipser spazzava ma ormai era tardi; goaltending, due punti che unito all’1/2 dalla lunetta di Harrison, servivano ai ragazzi di Clifford, per portarsi sul 105-102 a 1:13 dalla fine.
Andrews commetteva fallo su Grant che a gioco fermo portava a -1 la sfida, la quale era quasi decisa da uno stop and pops che a 16 secondi dalla fine passava sopra Zipser e s’infilava nel cesto per il 107-104.
Chicago non segnava sulla propria azione offensiva, era anche costretta al fallo, grazie al quale Harrison dalla lunetta poteva tramutare una partita in bilico in una partita chiusa.
Secondo libero a segno e Hornets sul 108-104 a :07.6.
Finiva così.
Buoni alcuni progressi ma c’è ancora da migliorare e ottimizzare.

 

Kaminsky e Belinelli chiudono a 14 come top scorer per gli Hornets in un attacco equilibrato.

Kaminsky e Belinelli chiudono a 14 come top scorer per gli Hornets in un attacco equilibrato.

 

Pagelle
 
Walker: 6
11 pt. (4/15), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Una delle vittime preferite dei Bulls nelle stoppate. Ne prende tre in due finali. Contribuisce con qualche bell’assist, punti e anche con i rimbalzi.
 
Batum: 6
10 pt. (2/11), 3 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Glue guy, come l’hanno definito i telecronisti. L’uomo colla segna un bel gioco da 4 punti, ruba un pallone sulla sirena, serve assist veri all’europea, ma sbaglia troppo alla conclusione.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
9 pt. (3/13), 10 rimbalzi, 1 assist. Male al tiro (tecnica discutibile), più lento e impacciato si fa anche stoppare tre volte. In difesa però è una presenza.
 
M. Williams: 6,5
9 pt. (1/2), 1 rimbalzo. Bene dalla linea, gioca solo 14 minuti e da un buon contributo in punti. Buona giocata sulla linea di fondo contro Gibson.
 
Hibbert: 6,5
11 pt. (3/5), 4 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Buona presenza difensiva. Non sempre resolutissimo ma bene in punti e stoppate. Dell’apporto come uomo assist ancora non c’è traccia.
 
Kaminsky: 6,5
14 pt. (4/14), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppate. Una tripla in un momento chiave, qualche tiro a vuoto e un’incertezza non gravissima che però costa il pareggio. I 14 punti lo premiano.
 
Belinelli: 7
14 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Voto meritato, non certo dipendente dalla nazionalità. Aumenta le alter statistiche rispetto a questo inizio campionato. E’ fondamentale con assist e canestri pesanti. Bello anche il rainbow dall’angolo con l’uomo addosso nell’ultimo quarto.
 
Hawes: 6
6 pt. (3/6), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Decide di giocare quasi, la peggior partita d’avvio stagione, almeno in fase offensiva, anche se poi si riprende. Un paio di palloni persi, raddrizza le stats con punti e assist.
 
Sessions: 6
6 pt. (2/3), 5 assist, 1 rubata. In campo nel momento peggiore degli Hornets, smista bene in attacco. In difesa potrebbe forse dare di più, ma il suo fisico da nave veloce, lo aiuta solo in parte. Rimane comunque una prova sufficiente tendente al mezzo voto in più.
 
Lamb: 6
6 pt. (3/11), 8 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Buone alcune statistiche. Guadagna la sufficienza al pelo tra rimbalzi e assist, anche se al tiro deve assolutamente migliorare per essere un uomo importante nelle rotazioni di Clifford. Come Hawes, piccolo passo indietro rispetto le prime gare.
 
Wood: 6
2 pt. (1/1), 1 rimbalzo. Un po’ avulso dal gioco, registriamo la bellla dunk nella seconda parte.
 
Sulaimon: 5,5
0 pt. (0/1). Tecnica di tiro al”lancio della canna da pesca”. Spara un tre punti lunghissimo, però si batte e si rende utile con spirito di sacrificio anche in mischia.
Tobey: 6,5
4 pt. (2/2), 1 rimbalzo, 1 rubata. Gioca per la prima volta e in un supplementare decisivo. Affonda due colpi ai fianchi dei Bulls. Non sembra un fulmine di guerra in velocità ma in pochi minuti fa buone cose, sembrando un mestierante a confronto di Felicio e Zipser.
 
Andrews: 6,5
2 pt. (1/4), 2 rimbalzi, 2 assist. Al tiro potrebbe fare meglio ma sforna comunque due assist e guadagna due rimbalzi, in difesa non molla. Jumper decisivo.
 
Harrison: 6,5
4 pt. (1/3), 4 rimbalzi. Leadership nel supplementare. Dice agli altri bimbi: “Hey, io ho già giocato qui, vi faccio vedere il posto e conoscere I segreti”. Prende l’iniziativa insomma, e, se anche non sempre segna, mette un buon canestro e segna il libero decisivo, oltre a prendere rimbalzi importanti.
 
Coach Clifford: 6,5
Si vede già di più la mano. Certo… abbiamo finito con la prima unità contro la seconda e non siamo riusciti a sovrastarla, anche se in poco tempo. Piccolo campanello d’allarme e sprono per migliorare la difesa. Va a vincere con la terza unità dandogli fiducia. Il gioco offensivo però è ciò che più da valore al giudizio oggi.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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