Preseason Game 6; Charlotte Hornets Vs Miami Heat 96-88

RiparaziHornets
6chamia
 
Coach Clifford sta mettendo a posto la macchina.
 
La third unit non ha messo piede in campo.
 
Alleggeritosi da rotazioni di prova, Clifford ha tentato il test su strada.
Le prestazioni sembrano essere buone.
Accelerazione da 0 a 100 in un quarto, tenuta difensiva buona, specialmente con le gomme first unit da regular season, avantreno e retrotreno della panchina con buone qualità, anche se qualche leggera sbandata c’è.
Miami ha testato alcuni giocatori, anche se evidentemente non è più quella dello scorso anno, ha messo in mostra McGruder e Reed in serata.
Gli Hornets hanno giocato bene in attacco, mentre in difesa, terzo quarto a parte, si sono fatti rispettare, subendo un pochino da fuori ma fisiologicamente in questa parte di prestagione. Da 0-3 a 3-3 in prestagione, la riparazione è avvenuta.
Ora manca solo la gara a Minneapolis e poi sarà Regular Season…
 
Gli Heat di Spolestra non erano più quelli di aprile/mggio e senza Wade (più Bosh alle prese con i soliti problemi di salute che difficilmente Miami farà scendere sul parquet in stagione) stasera schieravano: Weber, Ellington, Waiters, D. Williams e Whiteside.
Gli Hornets in classica divisa bianca hanno proposto: Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, Kaminsky e Hibbert.
 
La partita iniziava con un canestro degli Hornets annullato, Hibbert su una palla sopra il ferro interveniva appendendosi, la sfera in maniera ortodossa schizzava via e finiva dentro ma gli arbitri chiamavano interferenza e il canestro non veniva convalidato.
Whiteside in attacco comunque si faceva sporcare un pallone tra le sue mani, transizione e Kemba dalla baseline destra infilava da non troppa distanza.
D. Williams con un jumper medio pareggiava, ma gli Hornets s dimostravano più in partita da subito; Batum per Hibbert ai bordi del pitturato sinistro, palla restituita sull’inserimento per un canestro volante, accompagnato da fallo e gioco relativo da tre punti.
Dopo un ottimo giro palla a 9:35 MKG infilava dalla destra un tiro in sospensione, Hibbert recuperava in due azioni differenti, altrettanti rimbalzi offensivi ammantando l’area avversaria della sua presenza, Kemba, sulle stesse, infilava due triple facendo volare Charlotte sul 16-8.
Time-out Miami subito dopo, a 7:25. Hibbert si permetteva il lusso di stoppare Whiteside, mentre Belinelli servito da un passaggio verticale di Hawes, in torsione e fuori equilibrio, mostrava coordinazione infilando dalla linea di fondo destra a 2:09.
Il favore era ricambiato a 1:05, passaggio a livello parquet di Marco per Spencer che da pochi passi non sbagliava per il 31-13.
La prima frazione si chiudeva sul 33-19.
MKG va a schiaccciare in transizione nel primo quarto.

MKG va a schiaccciare in transizione nel primo quarto.

 
Per un fallo di Lamb a 11:37, Reed andava in lunetta due volte ma splittava, Charlotte non badava a ciò e riprendeva a macinar gioco finendo per ridoppiare Miami grazie ai canestri di Belinelli in jumper e Sessions in runner dopo un coast to coast chiuso a 9:55. Miami però chiamava tim-out e provava a rientrare.
Udrih per Reed e l’alley-oop servito portavano il tabellone sul 40-26, Hawes dopo qualche errore infilava la tripla del 43-28 ma McGruder, buon tiratore dall’esterno, rispondeva quasi immediatamente.
Lamb a 5:39 evidenziava un buon movimento di braccia in entrata open eludere l’intervento difensivo per realizzare due punti. Hibbert smistava un altro buon pallone per Kaminsky questa volta, palla alzata dal pitturato e 50-36 che diventava 52-38 quando senza nessuno davanti s’infilava salendo da dietro e appoggiando a 2:15.
Il primo tempo terminava sul 54-43, con gli Heat che dal -20, quasi dimezzavano lo svantaggio.
Hugo gira tra le prime file.

Hugo gira tra le prime file.

 
Il terzo quarto confermava le intenzioni di rimonta degli Heat che entravano più decisi e anche se Hibbert al secondo tentativo in gancio, faceva centro a 10:42, le triple di Ellington e D. Williams facevano intravedere a Spolestra possibilità di rimonta sul 56-49. Hibbert correggeva con una potente dunk un tiro sbagliato ma ancora Ellington con una tripla flipper che rimbalzava tre volte sul ferro, impennandosi dopo il primo contatto, accorciava sul 60-52 a 6:59.
A 6:09 un palleggio e una tripla dalla velocità assassina ai 24 secondi di Walker davano una boccata d’ossigeno, anche se Miami trovava il suo momento di miglior forma con l’alley-oop di Reed e la tripla di McGruder che riportavano sotto (63-59) Miami. A 4:56 Batum, spalle a canestro, dalla media si girava e lasciava partire il suo classico fade-away “fenicottero” (una mia personale definizione per il ginocchio anteriore piegato e la postura a ricordare l’elegante animale) che leggiadramente s’infilava, inoltre subendo fallo completava un gioco da tre punti.
Reed, però, servito da Weber, nonostante il contatto o spanciata di Hibbert, mandava dentro il terzo alley-oop, anche se questo si stampava sul primo ferro e in un secondo tempo ricadeva dentro.
Il libero aggiuntivo riportava a -4 gli Heat. Dopo una palla vagante che girava per tutta la metà campo offensiva degli Hornets, Walker recuperava la sfera e con un passaggio verticale azionava Batum, tutto solo in area che appoggiava bene per il 68-62.
Belinelli nella seconda parte calava, in entrata era stoppato, per fortuna sulla transizione gli Hornets spendevano un buon fallo poiché il riccioluto giocatore di Miami dalla lunetta andava in bianco.
McGruder e Reed apportavano alla causa ospite 5 punti e gli Heat tornavano a -1.
Sessions girava intorno al perno Hawes e in infilata allungava, ma il n°44 ospite, Montero, pareggiava di tripla a quota 70.Per un fallo di White a gioco fermo, Belinelli trasformava un libero ma un runner di Montero portava gli Heat in vantaggio per la prima e ultima volta in serata poiché Lamb a :24.3 dalla sirena di terzo quarto, sparava la tripla che chiudeva sul 74-72 la frazione.
Rodney McGruder contro Spencer Hawes e MKG nel primo tempo. (TODAY Sports)

Rodney McGruder contro Spencer Hawes e MKG nel primo tempo. (TODAY Sports)

 
Gli Hornets partivano forte nell’ultimo quarto cercando di chiudere la gara; plastico il due pt. frontale di Hawes, due FT di Sessione e infine un’iniziativa personale di Lamb che fruttava alla squadra di Clifford un gioco da tre punti, portavano a 9:30 il vantaggio a 9 punti (81-72).
McGruder a 7:48, sparava senza toccare nemmeno il ferro, ma con 4 punti consecutivi (una rubata a Sessions con dunk finale), riportava in gara gli Heat (85-84). MKG e Kaminsky però davano tranquillità con un layup e un appoggio passando sotto il ferro. McGruder a una mano, schiacciando, continuava a tartassare gli Hornets, Kaminsky a 3:00 dalla luce finale millimetricamente ricavava spazio in area per battere i numeri 14 e 15 di Miami di fronte a lui.
Walker a 2:06 scriveva la parola fine all’incontro andando di tripla per il 94-86.
La gara terminava sul 96-88.
Statistiche in equilibrio, ma gli Hornets hanno tiratto meglio e sviluppato un gioco migliore.
ahormia
Pagelle:
 
Walker: 7
17 pt. (5/14), 6 assist, 4 rimbalzi, 3 rubate. Perde solo due palloni e realizza un 4/8 da 3. Ottima gara, mostra una discreta forma completa di cambio passo, anche se da due punti a volte cerca la giocata a ritmo forzato, ma è il suo gioco. Chiude il match.
 
Batum: 6,5
14 pt. (6/12), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Buona partita. Qualche palla persa e un appoggio mancato abbastanza semplice nel finale sono le note negative insieme a un paio di chiusure slow, però ha una buona serata realizzativa.
 
Kidd-Gilchrist: 7
10 pt. (5/9), 14 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. La difesa torna su livelli più alti e a rimbalzi è onnipresente.
 
Kaminsky: 7
16 pt. (6/11), 6 rimbalzi. Per l’assenza di Marvin gioca più di 32 minuti e da starter. Ripaga la fiducia risolvendo spesso con semplicità, fasi d’attacco sfruttando la sua altezza e la sua capacità in scioltezza che sembra migliorata, così nel finale mette un canestro importante.
 
Hibbert: 6,5
8 pt. (2/7), 11 rimbalzi, 3 assist, 3 stoppate. Nota negativa: mani di burro certi frangenti, un pochino inabile a velocità e palleggio, così lascia sul campo 4 palloni. Quel che mostra di buono in serata è la fase difensiva, a rimbalzo, nelle stoppate e in fase offensiva dimostra di saper anche passare la palla se vuole.
 
Belinelli: 6
5 pt. (2/6), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Inizia molto bene, segna un canestro molto bello da vedere, poi si perde e colpito da hibberite lascia agli avversari due palloni che ci costano due punti. Dietro copre la zona, accorcia tra il pitturato e la linea da tre o va a seguire il taglio dell’attaccante, sembra, a prescindere dai risultati di volta in volta, attento, anche sui tagliafuori.
 
Hawes: 6
8 pt. (3/9), 3 assist. Nessun rimbalzo. Anomalia… Tre perse, però è un giocatore che può giocare anche alto, ovunque, può trovare l’uomo al momento giusto e se il centro lo segue, anche servire il piccolo per un’entrata più libera. Con Lamb e Sessions ha intesa. Tiro non sempre a buon fine in serata ma prova sufficiente.
 
Lamb: 6,5
9 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Inizio così così, poi giocate di atletismo e precisione. Infila una bomba a fine terzo quarto importante. Altro canestro e gioco da tre punti nell’ultimo quarto.
 
Sessions: 6,5
9 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Riempie un po’ il tabellino, anche nei FT, dove il suo 5/6 è indice d’iniziative portate sotto canestro. Veloce, anche se spesso l’abbattono, riesce a ottimizzare dalla linea della carità.
 
Coach Clifford: 7

Soddisfatto del gioco. Usa i suoi titolari e le sue prime riserve solamente (nove unità), che saranno allargate a Zeller e Marvin Williams al rientro.Ci si dovrà confrontare con la forza degli altri quando la faccenda si farà più seria,per ora va bene così.

 

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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