Preseason Game 7; Charlotte Hornets @ Minnesota Timberwolves 74-109

Anthony-Towns a rimbalzo su Wood.

Anthony-Towns a rimbalzo su Wood.

Gli Hornets si preparano alla stagione regolare.
Non ideale finirla con un test in back to back forse, almeno ai fini del risultato, anche con qualche rincalzo tornato a metter piede sul parquet che non sempre ha aiutato la chimica.
Già dall’inizio secondo quarto, Charlotte ha ammanito una prestazione non all’altezza.
Sciolti nel terzo quarto con le terze linee in campo, il secondo tempo è stato solamente una festa per Minnesota, mentre per noi un osservare i giocatori in odore di taglio.
 
Gli Hornets al Target Center di Minneapolis schieravano un nuovo quintetto con: Walker, Belinelli, Kidd-Gilchrist, Kaminsky e Hibbert, mentre Minnesota rispondeva con: Rubio, LaVine, Rush e Anthony-Towns.
 
Belinelli apriva le danze a 11:08 con una tripla su passaggio di Kemba, Dieng e Lavine in jumper a 10:26 rispondevano portando in vantaggio i locali, tuttavia Walker s’imbucava nella tana dei Lupi e sorpassava.
Ancora Marco a 9:15 segnava tre punti, ma passando dalla lunetta dopo aver subito fallo, ciò portava il punteggio sull’8-4. Dopo il pareggio dei T.Wolves a quota nove, Hibbert guadagnava due FT realizzandoli ma Anthony Towns, dopo aver intuito l’errore al tiro di Rubio seguiva e saltava sopra Belinelli e Wood schiacciando al volo dopo il rimbalzo sulla struttura del canestro.
MKG con un paio di jumper portava a +4 gli Hornets che tuttavia non riuscivano a ripetersi lasciando il vantaggio a poco più di 5minuti dalla sirena, alla squadra in maglia bianca; Towns dalla baseline sorpassava, anche se MKG da sotto riusciva per un attimo a ristabilire la parità.
I Lupi però correvano e a 2:56 un jumper medio di Dieng mandava sul 17-23 la gara che peggiorava quando Rush dal corner sinistro infilava la tripla del 23-28.
Clifford dopo un’azione d’attacco interrotta da un fallo si arrabbiava per i movimenti in campo dei suoi chiamando time-out ma la solfa non si modificava, sebbene a fine primo quarto il punteggio fosse di -5 anche grazie a una stoppata di Tobey che ai bordi del pitturato attendeva e bloccava il tentativo di Dunn.
Hibbert ai liberi.

Hibbert ai liberi.

Nel secondo quarto Harrison si faceva stoppare due volte nel giro di breve tempo da Aldrich, nonostante a 9:11 Lamb s’inventasse un gancio arcobaleno sopra Aldrich, il punteggio si faceva sempre più infausto per gli Hornets che nonostante il rientro di un paio di titolari, subivano spesso in transizione, era il caso di una rubata di Dunn ai danni di Walker, conclusasi con due punti subiti.
Walker dalla diagonale destra centrava il canestro da lunga distanza per il 34-47 e Belinelli anche a 3:16 dal corner sinistro dopo una bella finta che alla quale il difensore abboccava. Il punteggio andava sul 38-49, ma una delle chiusure in ritardo degli Hornets consentiva a Muhammad di superare quota 50 per i padroni di casa, grazie a una tripla.
Belinelli passava male un pallone in orizzontale, i Lupi guadagnavano dalle transizioni e con Rubio in transizione si portavano sul 40-56.
Hibbert nel finale stoppava per la terza volta Lavine ma il 44-61 era già risultato abbastanza pesante dopo i primi due quarti.
 
Il terzo quarto spegneva le flebili velleità di rimonta degli Hornets che andavano a segno con Lamb a 11:16 su una seconda possibilità, ma dopo una tripla di Bjelica iniziava il Rubio show con un passaggio verticale no look schiacciato per lo stesso Bjelica che solitario non sbagliava.
Time-out a 9:39 sul 47-69 ma era ancora Minnesota a colpire da tre con Lavine su assist di Rubio che serviva anche Dieng con un assist lob lungo per due easy points.
Tre punti di Rush su Harrison e il terzo quintetto in campo sancivano la pesante sconfitta, il punteggio parziale di quarto infatti era di 12-31, grazie al quale la squadra di Minneapolis si portava sul 56-87 a 12 minuti dalla fine.
 
Ultimo quarto da tempo spazzatura, panchine in campo, titolari seduti e giocatori al taglio sui listelli del parquet, anche grazie a questo miglioravano un po’ gli Hornets, sempre con la third unit in campo.
18-22 era il parziale di quarto.
Da menzionare un bel canestro del nostro numero 12 Graham, il quale finiva a terra ma si alzava di scatto e con un riflesso felino intercettava la rimessa di Payne dal fondo, non riusciva a segnare solo per il fallo ma dalla lunetta portava a casa altri due punti tirando impeccabilmente.
Sulaimon migliorava un po’ la sua situazione rubando un pallone in tuffo e chiamando time-out a terra, oltre che realizzare due canestri nel finale, l’ultimo in floater a :17.7 dalla sirena.
I Lupi comunque vincevano 74-109 agilmente, una partita da preseason grazie a 31 punti (contro 14) ricavati dalle palle perse, a un gioco frammentario degli Hornets (8-21 negli assist) e a percentuali da fuori migliori di quelle degli Hornets che incappano in una serata no da oltre l’arco con tiratori non adatti.
bhornminn
 
Pagelle
 
Walker: 5,5
Finisce con 9 punti, due assist e una rubata. Perde un paio di palloni. E’ vero che gioca solo 16 minuti, tiene bene Rubio ma davanti, a parte qualche preciso libero e una tripla che s’intestardisce a ripetere pochi secondi più tardi colpendo il ferro, sbaglia spesso.
 
Belinelli: 5,5
10 pt. (2/5) ma quasi nient’altro. Troppi palloni persi con passaggi deboli, lenti e prevedibili sono la nota negativa. Peccato perché era arrivato alla doppia cifra anche con un paio di canestri pregevoli per fattura.
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
Mette 6 punti e prende tre rimbalzi. Un po’ sottotono rispetto al solito.
 
Kaminsky: 5
2 pt., 2 rimbalzi e tre falli. Gioca poco più di 8 minuti ma potrebbe risentire del back to back, non sembra in forma stanotte e anche in difesa è un pochino in difficoltà come quando il Beli per seguire l’uomo gli passa davanti e lui “perde” il suo uomo (rimanendo a distanza) che, passo indietro, realizza.
 
Hibbert: 6
3 punti, 5 rimbalzi, 4 stoppate. Tre sono offensivi. Importante sotto le plance anche in fase d’attacco, segna i suoi punti dalla linea, mente lo 0/3 dimostra delle mani legnose. Stoppa tre volte Lavine, un paio rimanendo piantato senza sforzo.
 
Wood: 5
7 punti con un 2/9 al cui interno spicca uno 0/5… Forza tiri da tre punti che non mette mai. Falli e palloni persi.
 
Tobey: 5,5
8 pt. (4/8), 6 rimbalzi e 2 stoppate in più di 32 minuti. Uno dei meno peggio tra le riserve. Dimostra un buon attacco, anche se dopo aver recuperato palla nel pitturato, nel secondo tempo a pochissimi cm dal canestro, tira cortissimo e non prende nemmeno il ferro è per eccesso di delicatezza o stanchezza. Dietro però è troppo molle per la NBA, giocasse più duro, ci starebbe.
 
Lamb: 5,5
8 pt. (4/10), 9 rimbalzi. Un bel Pallone soffiato, movimento e canestri. In difesa però passa dall’accanimento a distrazioni e rotazioni non sempre perfette.
 
Sessions: 5
6 pt. con un ¼ e tre rimbalzi. Un solo assist in 15 minuti. Dalle sue incursioni ricava sei liberi ma ne realizza 4.
 
Harrison: 4,5
5 pt. (2/7). In gran parte questa statistica è dovuta alle stoppate prese, che la NBA conteggia come tiro errato, ben 4 nel caso… Non riesce a essere agile in fase di realizzazione e combina ben poco, più che altro disastri e il -25 lo dimostra.
 
Graham: 6
6 pt. (2/5) in poco più di 16 minuti. Perde 2 palloni ma ne ruba ben 4. Un gatto. Ci prova.
 
Sulaimon: 5
4 pt. (2/8). Si riscatta un po’ nel finale quando è troppo tardi. Oggi, giocatore non da NBA secondo me, mi dispiace dirlo.
 
P. Ellis: 5,5
0 pt. in 04:42. Invisibile.
 
Coach Clifford: 5,5
Schiera la panchina e il minestrone sa di dado, non riesce bene. Probabilmente c’era necessità di vedere le ultime cose e il back to back non ha aiutato.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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