Preseason Game 8; Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 86-98

Charlotte cade a un metro dal traguardo.
 
Un back to back in un campo (a dire il vero geograficamente nella notte ci trovavamo a Fort Wayne nell’Indiana, terra delle Mad Ants, le Formiche Pazze, ma figurativamente…) che dall’anno scorso è profondo come la Fossa delle Marianne per Charlotte, decreta la fine dell’imbattibilità stagionale degli Hornets, che comunque hanno giocato una signora preseason, aldilà delle più rosee aspettative.
I Pacers hanno schierato praticamente i loro effettivi migliori (salvo Monta Ellis e S. Hill, ma gli Hornets hanno giocato senza Batum, Lin, Hawes, Lamb e Jefferson), tentando di dare un’impostazione al gioco per la regular season (interessante nei Pacers Turner a livello difensivo che coprirà qualche magagna lasciata dalle partenze di Hibbert, Scola e West nel settore lunghi), Charlotte invece è partita subito con un quintetto particolare per poi lasciare nel secondo tempo ampio spazio alla panchina, anche quella profonda (vedi Washburn), il che non ha dato molte possibilità a una squadra che ha lottato ma è stata imprecisa e confusa sul finale di terzo quarto, momento in cui i Pacers hanno iniziato a scavare il solco che ha fatto la differenza finale tra le due squadre.
A ranghi completi direi che su questo campo quest’anno, con tutto il rispetto per Paul George & Company, salvo serataccia, dovremmo riuscire a passare.
Zeller tenta di fermare Stuckey.

Zeller tenta di fermare Stuckey.

 
Comunque sia, per Indiana scendevano in campo; C.J. Miles, P. George, G. Hill, G. Robinson III e Mahinmi, per Charlotte quintetto anomalo come detto; Walker, Daniels, P.J. Hairston, Kaminsky, Zeller.
 
Partenza sprint per I Pacers che guidavano subito la gara 0-5 con i canestri di G. Robinson III e Miles da 3.
I Battistrada però non tenevano in curva e Charlotte riagguantava Indiana con una bomba di Daniels dalla diagonale sinistra, più un canestro sempre dalla stessa direzione ma da posizione più ravvicinata di Walker. Nuovo strappo dei Pacers che con tre punti di George Hill salivano a +7 (6-13) prima che Charlotte rientrasse sull’11-13 grazie anche a una transizione di Walker che forniva l’assist perfetto per l’infilata di Zeller chiusa in schiacciata.
Con un extra-pass in angolo di Daniels per Hairston, Charlotte conquistava il primo vantaggio (16-15) e aumentava il margine con un’entrata di Kemba che alzava la palla a spicchi per disegnare una parabola perfetta per la retina in pull-up floater.
Gara che veniva riportata in parità con l’attacco a Kaminsky da parte di C.J. Miles che fruttava al piccolo dei Pacers 3 punti (canestro più libero), ma Kaminsky da 3 a 3:34 più uno sgraziato canestro ravvicinato di Hansbrough portavano Charlotte sul +5 (23-18).
Stuckey prima in appoggio, poi in penetrazione aggiungeva 4 punti per i Battistrada che comunque sulla sirena di fine quarto incassavano la tripla di Harrison, liberissimo su scarico di Roberts.
Hornets avanti di 4 (28-24) quindi a fine primo periodo.
 
Squadre imprecise nell’avvio di seconda frazione; Pacers che fallivano tre conclusioni, Hornets due, prima di altri due punti segnati da Stuckey.
A 9:26 Zeller, servito da Wilkins, si ritrovava sul lato con cm, tiro da tre punti e canestro per il 31-26.
Wilkins in appoggio in transizione aumentava a sette il vantaggio ma i padroni di casa rimontavano e superavano i nostri ancora con Stuckey che da sotto aveva la meglio su uno Zeller che schierato come centro dimostrava di non poter giocare in quel ruolo.
Uno stop & pop di Walker a 6:09 riportava l’equilibrio perfetto sul tabellone.
Con gli Hornets poco più avanti sotto di due Walker era magico; giro su se stesso a eludere il difensore con fluidità di movimento e grazia pazzesca, canestro più fallo per rompere la monotonia; 40-39.
A 2:27 un Kaminsky determinato conquistava il rimbalzo sul suo errore e andava a realizzare, a 2:03 sempre Frank The Tank dalla lunetta portava sul 44-41 il punteggio, ma una bomba sganciata con non nonchalance da P. George dal lato sinistro riportava nuovamente la situazione in stallo (44-44).
Kaminsky in questo finale era caldo e dimostrava le sue doti da attaccante; soluzione personale in entrata, palla passata dietro la schiena per se stesso e appoggio per il 46-44, punteggio con il quale si andava a riposo.
Per Walker e Kaminsky i punti erano 12 a testa.
 
A inizio terzo quarto Charlotte tentava di rimanere a condurre, anche se il primo giocatore a segnare era Mahinmi.
Zeller con due liberi, Daniels e Hairston al tiro davano a Charlotte un buon vantaggio, ma un alley-oop di Robinson e una tripla di Hill portavano il punteggio a favore dei gialloblù di casa (52-53).
Troppa panchina mal assortita per Charlotte in campo, Clifford in fase di sperimentazione favoriva involontariamente i Pacers, anche se i suoi ragazzi resistevano inizialmente avendo ancora qualche titolare sul parquet, ad esempio Zeller che a 5:07 in appoggio riportava sopra i Calabroni per 58-57.
Pacers di nuovo avanti per 58-61, Kaminsky s’inventava un’altra azione delle sue; a 4:00 una penetrazione con roteazione su se stesso mandava fuori giri la difesa d’Indiana che si era portata su di lui, non restava che commettere fallo… Kaminsky dalla lunetta non tradiva e riportava a -1 i teal & purple.
A 3:48 Miles con l’aiuto del ferro mandava a bersaglio una tripla che sostanzialmente segnerà l’inizio dell’uscita di scena dei ragazzi di Clifford, anche se dal 60-67 Charlotte rimontava con due di Kaminsky, poi a 1:31 realizzava E. Williams grazie a un tiro fortunato che si stampava sulla tabella e ricadeva nella retina; il n°4 dei Calabroni cercava il fallo, ma il suo marcatore Hill si spostava facendogli perdere l’equilibrio in salto, ma non l’appuntamento con il canestro.
Wilkins con un fade-away nel pitturato portava la gara sul 66-67 ma Turner splittava dalla lunetta (fallo di Hansbrough con il giocatore di colore per la lotta nella presa di posizione), E. Williams passava dietro un blocco alto ma la sua penetrazione era telefonata e il tentativo d’appoggio al vetro spazzato via da un attento Turner.
Budinger in transizione dopo la stoppata del compagno chiudeva il quarto sul 66-70.
D. Wilkins impegnato nella serata.

D. Wilkins impegnato nella serata.

Disastro Hornets nell’ultimo quarto; tra giri dalla lunetta, goaltending e tiri subiti Charlotte si trovava sotto 67-79 a 8:55, momento in cui Clifford era costretto a chiamare time-out con i ragazzi in più di 3 minuti ad aver segnato solo un libero di Hansbrough a fronte di 9 punti incassati.
Wilkins dalla diagonale sinistra con un lungo due interrompeva il digiuno (69-80).
Hornets che rosicchiavano ancora un punto quando a 6:40 un bel passaggio di Zeller sotto il canestro per Wilkins era sfruttato sotto forma di assist dal nostro numero 21; extra-pass per Hansbrough che a rimorchio segnava due punti, subiva fallo e mandava nella retina anche il libero aggiuntivo per il 72-82.
A 3:59 Kaminsky da 3 punti portava a -9 i viola (77-86), Daniels a 2:47 riduceva ulteriormente lo scarto a 8 punti, Roberts a 6 con un jump shot, ma i due possessi lunghi erano destinati a diventare 3 e a far spegnere le speranze di Charlotte di rimonta quando a 2:00 dalla fine Budinger realizzava la tripla nonostante l’onesta difesa di Kaminsky.
84-93 che si modificava in 86-98 nel finale.
 
Charlotte torna con i piedi per terra.
Sconfitta salutare, l’importante è non deprimersi.
Le turnazioni dei Calabroni sono state pesanti e prolungate ma Clifford deve aver tratto ulteriori indicazioni sugli abbinamenti in campo. L’amalgama c’è ed è buona, ma mischiare l’acqua con l’olio non ha prodotto stasera buoni risultati.
I ragazzi della panchina tendono a chiudere principalmente il pitturato, ma su alcuni passaggi veloci sull’esterno collassano clamorosamente.
Per battere le squadre con super star servirà un’alchimia perfetta e conoscersi sarà già un ottimo punto di partenza.
Percentuali da 3 punti un po' calate nella notte.

Percentuali da 3 punti un po’ calate nella notte.

Kaminsky termina con 19 ma in difesa deve migliorarsi.

Kaminsky termina con 19 ma in difesa deve migliorarsi.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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